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Brucia una vasta area di terreni incolti, e le fiamme hanno raggiunto anche l’area boschiva. E’ successo in contrada “Firrio”, in territorio di Grotte. L’allarme è scattato verso mezzogiorno, quando alcuni automobilisti di passaggio hanno notato le fiamme altissime.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Forestale con più mezzi, supportati dall’alto da un canadair, e da un elicottero, che hanno fatto la spola con il mare di San Leone per rifornirsi di acqua.
Stando alle prime ricostruzioni, il fuoco si sarebbe sviluppato dalla sterpaglia di alcuni terreni incolti, per poi propagarsi. Quasi sicuramente appiccato in più punti da qualche piromane.

Il bollettino Covid di oggi segna un ulteriore calo dei contagi in Sicilia: dai 959 registrati ieri su 10.578 tamponi processati, si passa ai 791 di oggi su 9.340 test effettuati. Anche il tasso di positività dunque è in diminuzione e oggi si abbassa di mezzo punto e tocca l’8,5%. La Sicilia oggi scende all’ottavo posto per numero di nuovi casi registrati.

Gli attuali positivi sono 37.938, non si registrano nuovi guariti mentre sono 3 le vittime riportate nel report di oggi. A livello provinciale si registrano a Palermo 209 casi, a Catania 180, a Messina 138, a Siracusa 74, a Trapani 42, a Ragusa 50, a Caltanissetta 20, ad Agrigento 53, a Enna 25.

Sul fronte ospedaliero i ricoverati in Sicilia sono 211, 13 in meno rispetto a ieri e in terapia intensiva sono 17, due in meno rispetto al giorno prima.

Dopo la rissa tra giovanissimi la notte tra il 3 e il 4 settembre nella zona del porticciolo a San Leone: la Questura impone i Daspo urbani. In particolare, la Polizia, a conclusione di un’indagine serrata e meticolosa, ha identificato tutti i partecipanti all’azzuffata, anche grazie ad un relativo video diffuso sui social. Si tratta di nove ragazzi di Agrigento e Favara tra i 14 e i 20 anni: 7 dei denunciati sono minorenni. Conferenza al mattino di oggi.

 

I consiglieri Comunali di Palma di Montechiaro, Rosario Falco, Giovanni Scopelliti e Alessandra Falsone, comunicano che, essendo stati eletti nella lista “Ama la tua città”, con oltre 1500 preferenze totali avendo contribuito con oltre il 70 per cento dei voti della lista, arrivata seconda in assoluto, non si sentono in linea con i programmi della lista e del suo ideatore, oggi vicesindaco, che alla luce di quanto espresso non rappresenta più questo gruppo consiliare.
Gli stessi si dimettono dal gruppo consiliare per aderire al gruppo misto confermando il Consigliere Scopelliti nella qualità di capogruppo.
Gli stessi chiedono al Vice Sindaco, ringraziandolo per il lavoro svolto, di essere conseguenziale stante quanto sopra espresso e chiedono al Sindaco, al quale ribadiscono totale fiducia e sostegno, di incontrarlo per concordare la nuova posizione del gruppo nell’esecutivo.

Militari della Guardia di Finanza di Enna, coordinati dalla Procura, hanno scoperto un presunto giro di riciclaggio e truffe, per oltre 2 milioni di euro, ad opera di 12 imprenditori originari della zona dei Nebrodi, e a lavoro nella provincia ennese nei settori agricolo e zootecnico. E’ stato eseguito un provvedimento di sequestro di beni e disponibilità finanziarie, per un valore di 700mila euro, nell’ambito di un’inchiesta a contrasto delle frodi nel settore dei fondi dell’Unione Europea erogati a favore dell’agricoltura. Dalle indagini delle Fiamme Gialle è emerso che l’acquisto di vasti fondi agricoli sia avvenuto, ufficialmente da parte di alcuni imprenditori compiacenti, attraverso il re-investimento dei proventi illeciti originati da truffe a danno dello Stato e dell’Unione europea, perpetrate da famiglie di agricoltori contigui ad ambienti criminali.

I Carabinieri della Stazione di San Martino delle Scale, frazione di Monreale, in provincia di Palermo, hanno arrestato un palermitano di 50 anni, indagato di coltivazione e produzione di sostanza stupefacente e furto aggravato di energia elettrica. Nel corso di un controllo i militari hanno sorpreso l’uomo appena fuori da un’abitazione rurale apparentemente abbandonata dove è stata trovata una serra interna, creata per la coltivazione di marijuana. Nella casa i Carabinieri hanno rinvenuto circa 180 esemplari di piante di canapa indiana, di cui 10 già sviluppate e dell’altezza media di 1 metro e 70 circa ancora da invasare. La coltivazione è stata allacciata abusivamente alla rete elettrica per il riscaldamento e l’irrigazione. Nel domicilio dell’indagato sono sequestrati 5.260 euro in banconote di vario taglio. Con la lavorazione e la successiva immissione della sostanza stupefacente ottenuta nel mercato del dettaglio, le piante avrebbero potuto fruttare diverse migliaia di euro.

Il settimanale “L’Espresso” ha pubblicato la consulenza tecnica alla base dell’inchiesta per disastro ambientale nel Polo Petrolchimico di Siracusa, primo in Italia e tra i più grandi d’Europa. La Procura di Siracusa, diretta da Sabrina Gambino, dopo tre anni di indagini, intercettazioni e perizie, ha contestato a una ventina di dirigenti della società la mancata depurazione di fanghi e prodotti industriali, eliminati quindi in aria e nel mare con annesso inquinamento. Sulle conseguenze per l’ambiente dalla mancata depurazione si è soffermata una perizia consegnata ai magistrati il 5 maggio del 2021, e che ha determinato il sequestro dell’impianto di depurazione avvenuto lo scorso giugno. La consulenza è firmata dai tecnici Mauro Sanna, Rino Felici e Nazzareno Santilli che, tra l’altro, scrivono: “Le vasche maggiori di trattamenti dell’impianto di depurazione, mancando di idonei sistemi di mitigazione e contenimento, ogni anno emettono nell’ambiente complessivamente 77,4 tonnellate di composti organici volatili, costituite da 13,6 tonnellate di benzene, 9,8 tonnellate da toluene, 11,3 tonnellate di xiliene e 42,8 tonnellate da residui composti, nonché da 7,4 tonnellate di idrogeno solforato.

La Cgil di Agrigento condivide e rilancia l’appello disperato lanciato ieri dalle Associazioni costruttori edili di Agrigento e di altre province siciliane, e dalla Cna, a fronte del mancato pagamento delle fatture dalla Regione da 11 mesi, e l’annuncio dello sciopero fiscale se non si provvede ai pagamenti. “Se la Regione non paga le fatture perché le aziende creditrici devono pagare le tasse?”. Il segretario provinciale della Cgil di Agrigento, Alfonso Buscemi, e il segretario della Fillea Cgil Edili, Franco Cosca, affermano: “Questo scandalo creato dalla Regione con in testa il Governo regionale, incapace di intervenire per la soluzione del problema, è particolarmente vergognoso, perché dopo una lunga crisi durata oltre due anni causa pandemia, ad aggravare la condizione di disagio dei lavoratori e delle loro famiglie c’è anche la guerra, la speculazione, l’inflazione galoppante la disoccupazione, e l’instabilità politica. Insomma, la situazione è già tragica, per cui l’inefficenza politica-burocratica della Regione Sicilia è un lusso che non ci possiamo permettere. Siamo pronti a scendere in piazza con i lavoratori a fianco delle Associazioni datoriali, per difendere il diritto delle imprese di ricevere il dovuto e di conseguenza pagare le spettanze ai lavoratori”.

Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sciacca ha rinviato a giudizio 5 imputati di omicidio colposo a seguito della morte di Ignazio Puleo, 72 anni, ingegnere, originario di Sciacca e residente a Milano, precipitato il 18 maggio del 2019 dalla tromba dell’ascensore di un immobile commerciale in contrada Bordea a Sciacca. Si tratta di Paolo Toto, Giacomo e Antonio Sala, Domenico Pileri e Giuseppe Caracappa. Si sono costituiti parte civile Luca Puleo, figlio della vittima, e Rosalba Puleo, sorella della vittima. L’azienda che si occupa delle ascensori è stata citata come responsabile civile.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo ha eseguito un provvedimento di sequestro beni per 300mila euro, emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, a carico di Michele Siragusa, ritenuto esponente della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio sin dagli anni ’80 e più volte condannato. Gli sono stati sequestrati 4 immobili, un bar e un negozio di mobili per la casa, nonché 5 conti correnti e 3 carte pre-pagate. Siragusa è stato condannato nel 1999 a 6 anni e sei mesi di reclusione per associazione mafiosa, e nel 2011 è stato nuovamente condannato ad 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa e tentata estorsione. E’ stato detenuto dal 1997 al 2007 e dal 2008 al 2014, e poi, in libertà, avrebbe intrapreso una serie di attività economiche intestandole a prestanome per eludere l’applicazione delle misure di prevenzione. Dalle indagini delle Fiamme Gialle è emersa una notevole sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati nel tempo.