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Inaugurato presso l’Unità operativa di oncologia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento un moderno impianto di filodiffusione acustica. La nuova dotazione, già funzionante in tutti gli ambienti del reparto, rappresenta il frutto dell’ultima donazione compiuta da AMICO onlus in favore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. L’inaugurazione è stata preceduta da un incontro con i sanitari e gli operatori presieduto dal commissario straordinario ASP Mario Zappia. Obiettivo della donazione è stato quello di incrementare il livello di benessere psico-fisico e di confort dei pazienti e dei loro familiari in un reparto dove, grazie alla sinergia operativa tra ASP e AMICO, sono stati compiuti tanti passi in avanti lungo questa direzione. “La forte collaborazione con le associazioni – ha dichiarato il commissario Zappia – costituisce un elemento di grande importanza su cui incentrare le azioni di miglioria della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Questa partecipazione non si concretizza solo nel ricevere donazioni di strumenti e supporti, per i quali comunque la direzione strategica è estremamente grata a tutti i volontari, ma rappresenta un’occasione costante di dialogo e confronto finalizzata a concertare insieme nuovi scenari di sviluppo e crescita dei servizi”.

Presenti all’incontro anche il direttore sanitario di presidio, Antonello Seminerio, il primario del reparto, Antonino Savarino, la psico-oncologa Gabriella Vella ed il presidente di AMICO onlus, Riccardo Barrano.

Sono 399 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Salgono a 5487 gli attuali positivi e passano a 520 i ricoverati in ospedale con un incremento di 22 ricoveri rispetto a ieri.

Di questi 52 si trovano in terapia intensiva, ben 3 in più rispetto a ieri, mentre sono 468 i ricoveri in regime ordinario; 4.967 sono i pazienti in regime isolamento domiciliare. I tamponi eseguiti sono stati 7444. Anche oggi si registrano 7 nuove vittime che portano il totale a 350. I guariti sono 92. I dati nei Comuni capoluogo: 154 a Palermo di cui 14 sono migranti ospitati all’hotspot di Lampedusa, 126 a Catania, 22 a Messina, 21 a Caltanissetta, 19 a Trapani, 19 a Siracusa, 15 a Ragusa, 14 a Enna e 9 Agrigento.

 Ho provato a riscrivere la pagina PRECARIO su Wikipedia, la libera enciclopedia per la quale scrivo,ma basta entrare nella pagina per comprendere tutte le mie perplessità a distinguerlo dal lavoro nero“. Il dramma dell’incertezza,la violenza della precarietà che colpisce i diritti e la stessa dignità dei lavoratori,può essere definito come un rapporto di lavoro in un ambiente di mafia. Proviamo ad immaginare la precarietà all’infinito, quando con qualche gioco delle tre carte, manipolati dalla stessa legge si è precari a tempo indeterminato. Proviamo ad immaginare i cambi di funzionari generali alla provincia,di direttori generali,alle asl, di segretari generali ai comuni,di presidenti etc ai quali si devono presentare I LAVORATORI PRECARI per subire l’esame di lavoro per continuare ad essere sfruttati e vessati“.

“La precarietà del lavoro marcia a tappe forzate verso lo schiavismo e le leggi che da trent’anni l’hanno autorizzata, incentivata, diffusa, hanno la stessa portata sociale e morale di quelle che nell’800 disciplinavano l’Asiento. ( il termine asiento in origine indicava qualsiasi accordo stipulato tra il sovrano spagnolo ed un privato cittadino, un contratto per l’importazione di schiavi neri nelle colonie spagnole in condizioni di monopolio)“.

“Non si dice forse da trenta anni che le leggi sulla precarietà servono a far emergere il lavoro nero? Questo del resto sostengono tutte le istituzioni della Unione Europea, per le quali la merce lavoro non deve essere sottoposta a vincoli e controlli che ne impediscano la libera concorrenza. Se c’è disoccupazione è perché il lavoro costa troppo, bisogna che la concorrenza tra le persone ne abbassi il prezzo fino a che le imprese non trovino conveniente assumere. È la filosofia liberista della riduzione del costo del lavoro che dagli anni 80 ha ispirato tutte le leggi e tutti gli interventi sul mercato del lavoro delle istituzione europee e dei governi italiani“.

Negli anni 70 il contratto di assunzione era tempo indeterminato con l’articolo 18, salvo eccezioni che erano davvero tali. Il collocamento allora era pubblico e numerico, cioè le imprese dovevano assumere seguendo le liste pubbliche di chi cercava occupazione, non servivano curriculum o altro. E la pubblica amministrazione non era sottoposta ai vincoli massacranti del fiscal compact e ai conseguenti tagli al personale stabile, sostituito dall’appalto e dal lavoro precario. Poi, tutto è cambiato, nel nome del mercato, della modernità, dell’Europa, questo sistema semplice, giusto e anche efficiente è stato metodicamente smantellato da tutti i governi, senza distinzioni di colore, con la il silenzio di Cgil Cisl Uil. Un silenzio storicamente granitico. Oggi il collocamento è un affare delle agenzie interinali,una volta vietate come caporalato, i rapporti di lavoro precari sono una quarantina e lo stesso contratto a tempo indeterminato è una finta, visto che grazie al jobsact i nuovi assunti possono essere licenziati in qualsiasi momento, e se un sindaco di qualsiasi città o paesino di provincia, si azzarda a regolarizzare i dipendenti del suo comune, apriti cielo tutti addosso, per non parlare del rischio di finire in tribunale”.

Oggi è dilagato il precariato, ma contrariamente alle giustificazioni ufficiali la disoccupazione è esplosa e il lavoro nero continua a espandersi. I devastatori del diritto però non hanno fallito, perché alla fine hanno realizzato esattamente ciò che volevano, riportare le lavoratrici e i lavoratori nella condizione di soggezione degli schiavi. Il sistema di lavoro fondato sulla precarietà è prima di tutto una organizzazione violenta e criminale dello sfruttamento e della schiavizzazione delle persone”. “La riforma dell’articolo 18 ha portato ad un clima peggiore nelle fabbriche e negli uffici. Dove si avrà sempre più timore a chiedere aumenti, a rifiutare gli straordinari, a protestare. Non c’è alternativa, la scelta oggi è tra condurre una vita di stenti, tra un lavoretto malpagato e l’altro, tra periodi di disoccupazione folli, senza stabilità o certezze, oppure scegliere di rompere il silenzio, l’isolamento, organizzarsi per lottare e riconquistare in prima persona la possibilità di decidere sulla propria vita”.

L’abbandono dei giovani, completamente lasciati a se stessi e senza la possibilità di costruirsi un futuro, costituisce senza dubbio uno dei tratti più inquietanti dell’attuale società capitalistica occidentale. Varie sono le responsabilità dietro a una situazione così drammatica, che vede oggi il dilagare di occupazioni precarie prive di sicurezza sociale e individuale. In primo luogo quella di governi come l’attuale e quelli che l’hanno preceduto, composti da ministri le cui politiche sciagurate hanno ingigantito la precarietà sopprimendo il futuro di milioni di giovani”.

 “A questo proposito voglio ricordare una frase dello scrittore Leonardo Sciascia “Il popolo, la democrazia […] sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le parole nel culo dell’umanità”

Ieri 14 Ottobre 2020 alle 22.02 con il peso di 3.280 kg, presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, è venuta al mondo una splendida creatura…Calogero Licata , frutto dell’amore tra la neo Consigliera Comunale Alessia Bongiovi’ (candidata nella lista Rinasce Agrigento di Firetto Sindaco), e di Biagio Licata (Presidente dell’Associazione I Tammura di Girgenti e membro del Direttivo Portatori San Calogero).

Il piccolo già da subito devoto al nostro amato San Calogero, è la rappresentazione di due giovani Agrigentini, che amano in maniera incommensurabile la propria terra e le proprie tradizioni. Da sempre hanno valorizzato i sani principi e valori di un tempo, e con la nascita del proprio figlio Calogero, ne hanno dato piena testimonianza.

I Padri Vocazionisti non dovranno alcun risarcimento all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. La congregazione religiosa “Divine Vocazioni” per tanti anni era stata titolare della concessione demaniale del complesso Roosevelt all’Addaura di Palermo. Nel 2003 la Capitaneria di Porto emetteva dapprima un’ingiunzione di sgombero nei confronti della Congregazione religiosa e, successivamente, ritenendo che i beni oggetto della concessione fossero stati utilizzati in difformità al titolo concessorio, l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana dichiarava la decadenza dalle concessione, richiedendo alla Congregazione religiosa il pagamento di oltre 1.600.000 euro, a titolo di indennità risarcitorie del danno conseguente alla privazione dei beni stessi, commisurate ai canoni concessori che avrebbero dovuto essere pagati per l’utilizzo di fatto dei beni in questione.
Ne scaturiva un contenzioso, che in primo grado vedeva la Congregazione religiosa soccombente; invero, con sentenza n°2293/2016 il Tribunale di Palermo riteneva fondata l’azione risarcitoria formulata dall’amministrazione regionale e condannava la Congregazione dei Padri Vocazionisti al pagamento della somma di 1.648.191,47 euro oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali.
A questo punto la Congregazione Religiosa Società Divine Vocazioni conferiva incarico all’avvocato Girolamo Rubino, il quale impugnava innanzi la Corte di Appello di Palermo la sentenza resa dal Tribunale.
Con sentenza n°1515/2020, la Corte di Appello di Palermo – Sez. I Civile -, ritenendo fondata l’eccezione formulata dall’avvocato Rubino ha dichiarato il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario in ordine alla domanda proposta dall’Assessorato regionale riformando la sentenza di primo grado e condannando altresì il medesimo Assessorato al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza resa dalla Corte di Appello di Palermo nessuna somma dovrà essere sborsata dalla Congregazione religiosa Divine Vocazioni.

Un anno di reclusione ma – secondo il pubblico ministero Sara Varazi – non fu tentata concussione: il reato per il quale andrebbe condannato è “tentativo di induzione indebita a dare o promettere utilità”. Alla richiesta di pena della Procura replicherà – il prossimo 11 dicembre – il difensore, l’avvocato Antonino Gaziano.
Il processo, in corso con rito abbreviato, è quello a carico dell’ingegnere F. N., 57 anni, responsabile del settore Infrastrutture del Libero Consorzio. Il professionista è imputato di tentata concussione – anche se, adesso il pm chiede di riqualificare il reato nell’ipotesi meno grave – perchè avrebbe minacciato una coppia di coniugi di Licata di attivare le procedure di revoca dei passi carrabili se non avessero ritirato un’istanza di annullamento di un’asta pubblica.

La vicenda risale al 7 ottobre del 2014. Il dirigente avrebbe tentato di imporre il ritiro di un’istanza di annullamento, relativa alla vendita di un relitto stradale, che era stato aggiudicato ad altri privati e la coppia rivendicava. Il funzionario, per convincerli a non dare seguito al contenzioso, avrebbe prospettato di revocare loro le autorizzazioni per la collocazione di alcuni passi carrabili.

Il sindaco Leo Ciaccio ieri sera ha firmato l’ordinanza con cui dispone la chiusura delle scuole e degli edifici comunali per procedere alla disinfezione dei locali a seguito del costante evolversi della diffusione del Covid-19. La chiusura e lo stop ad iniziative pubbliche è prevista da oggi fino a sabato 17 ottobre.

Nel centro belicino ci sono 4 casi positivi ed il sospetto che i contagi possano aumentare. Molte persone sono in isolamento fiduciario ed un provvedimento di quarantena interessa anche una struttura di alloggio per anziani. Sospesa anche l’attività dei cantieri di lavoro per disoccupati e ogni tipo di evento, anche a carattere sportivo.

Una grande boccata d’ossigeno potrebbe presto giungere per gli operatori economici empedoclini, il Consiglio Comunale su proposta dell’Amministrazione ha infatti deliberato il regolamento per le agevolazioni straordinarie a causa di Covid – 19 di tutte quelle imprese che erano state costrette alla chiusura oppure ad una riduzione delle proprie attività. Una delibera fondamentale affinché l’Ente possa essere sgravato dalle somme necessarie a poter garantire numerosi servizi come lo smaltimento dei rifiuti e illuminazione pubblica, grazie al fondo perequativo degli Enti Locali istituito dalla Regione con legge n. 9 del 12 maggio 2020.

Erano presenti alla votazione i consiglieri: Marilù Caci, Salvatore Ersini, Morena Cortelli, Giuseppe Iacono, Rino Lattuca, Concetta Sacco, Dario Puccio, Krizia Filippazzo, Salvo Bartolotta. Per Porto Empedocle sono previsti 639.438 euro, in base ad esenzioni e riduzioni dal complessivo gettito tributario previsto per l’anno 2020. “Siamo tra i primi a partecipare a queste misure – ha spiegato il Sindaco Ida Carmina – molti comuni hanno infatti chiesto all’ANCI Sicilia una proroga dei termini di partecipazione che erano previsti per il 15 ottobre. Noi però non abbiamo voluto correre rischi e grazie ai nostri uffici ed al Consiglio comunale siamo giunti in tempo. Adesso molti esercenti di attività economiche potranno avere un aiuto concreto dopo i disagi del lockdown”.

Affinché la misura appena approvata dal Consiglio possa diventare esecutiva necessitano però 2 condizioni. La prima è quella che riguarda la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del decreto di attribuzione della quota spettante sul citato fondo perequativo, entro il perentorio termine del 31 dicembre 2020. La seconda condizione è invece dovuta agli adempimenti da parte della Regione Siciliana di quanto previsto negli articoli 53 – 64 DL n. 34/2020 che evita che queste agevolazioni tributarie, possano essere interpretate come aiuti di stato.

Grazie al regolamento approvato gli operatori avranno sgravate per il 2020: il 100% dell’IMU (riguarderà solo gli imprenditori proprietari degli immobili in cui l’attività viene svolta), il 75% di quanto dovuto per la Tari per la quota di tariffa variabile, e 10/12 ( dieci dodicesimi) di quanto dovuto a titolo di Cosap per il suolo pubblico.
Infine per l’Imposta di Pubblicità ci sarà un’esenzione di 1/12 ( un dodicesimo).

Una nave mercantile battente bandiera italiana “Asso Ventinove” ha salvato 67 persone in difficoltà nel mare tra l’Africa e Lampedusa, accompagnandole sulle coste dell’isola delle Pelagie. Ad ufficializzare il salvataggio è la Mediterranea Saving Humans in un tweet: “Accogliamo calorosamente il contributo cruciale delle navi mercantili nelle operazioni Sar e nello sbarco in porti sicuri”.

E’ stata la stessa prima cittadina di Porto Empedocle Ida Carmina a comunicare due nuovi casi di contagio al coronavirus. Lo ha fatto attraverso un post e una diretta nella sua pagina di facebook.

“Si tratta – dice la Carmina – di due donne, madre e figlia. La mamma, novantenne, si trova già presso una struttura ospedaliera di Catania, perchè colpita da polmonite interstiziale bilaterale. La figlia invece si trova in quarantena. Le donne vivono in una villetta isolata fuori paese. I familiari delle due donne positive si trovano in quarantena”.