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Il presidente della sezione di Fratelli d’Italia di Campobello di Licata, Gabriele Brunetto, annuncia che il Tar di Palermo ha annullato la delibera consiliare del Comune che per il 2018 ha aumentato la Tari, la tassa sui rifiuti, di circa il 30% in più rispetto al 2017. Lo stesso Brunetto riferisce che l’avvocato Gianvito Savio Sciascia ha spiegato che l’amministrazione comunale di Campobello di Licata ha infarcito l’aliquota Tari 2018 di perdite accumulate negli anni precedenti, provocate, tra l’altro, dai servivi prestati dall’impresa che gestisce la discarica, la Catanzaro Costruzioni, e dalla Dedalo Ambiente. Così l’amministrazione comunale ha imposto ai cittadini oneri estranei. Gabriele Brunetto conclude: “Aspettiamo di capire quali indicazioni darà l’Amministrazione comunale ai cittadini. Noi di Fratelli d’Italia chiediamo il rimborso delle quote non dovute e le doverose scuse alla cittadinanza da porgere in un incontro pubblico, con la stessa modalità utilizzata dal Sindaco lo scorso anno per giustificare l’aumento della Tari”.

L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento è impegnata in una campagna di prevenzione, controlli e diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon retto e della cervice uterina. In proposito, la stessa Azienda ha preparato un video spot promozionale della durata di circa un minuto con testimonial d’eccezione. Lo spot sarà proiettato in anteprima nel corso di una conferenza stampa in programma domani martedì 10 settembre ad Agrigento, nella sala riunioni della Direzione dell’Azienda sanitaria, al Viale della Vittoria, alle ore 10:30. Saranno presenti il manager Giorgio Santonocito, i direttori sanitario ed amministrativo, Gaetano Mancuso ed Alessandro Mazzara, i dirigenti del Dipartimento di prevenzione dell’Asp, e una rappresentativa della Pallavolo Aragona di serie B1, principale testimonial dello spot, formata dal presidente, Nino Di Giacomo, e da alcune giocatrici.

E’ ripresa questa mattina alle 9, la consegna dei kit per la raccolta differenziata a Canicattì. Il personale delle ditte Sea ed Iseda,  di concerto con l’amministrazione comunale, hanno allestito nuove postazioni per la consegna del materiale ai cittadini che ne faranno richiesta, all’interno dei locali della Badia in via Mariano Stabile. Chi deve ritirare il kit, dovrà arrivare alla badia con la fotocopia del documento di identità dell’intestatario della Tari. Gli uffici saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18. Il sabato, gli impiegati saranno a disposizione dell’utenza dalle 9 alle 13.30.

Ad Agrigento al Comune mancano i soldi per riparare le buche in strada. Il costo dell’asfalto a metro quadro, secondo le quotazioni odierne, è compreso tra i 12 e i 18 euro, tra asfalto a caldo, a freddo o drenante. Troppo. Operai del Comune, dunque, a braccia conserte, ed è a lavoro invece la Polizia Municipale, capitanata da Gaetano Di Giovanni, che ha imposto il limite di velocità a 10 chilometri orari da via Imera al Quadrivio Spinasanta, in via Elio Vittorini a Maddalusa e in via Fiume Simeto al Villaggio Mosè. Il Comune spiega: “Causa buche, deformazioni superficiali, fessurazioni e lavori eseguiti male dalle imprese incaricate dai lavori, si è arrivati a questa decisione. Fino a quando non ci sarà la manutenzione straordinaria e non saranno eliminati i problemi, è necessario salvaguardare la pubblica incolumità”.

Ad Agrigento le famiglie degli alunni che frequentano le scuole a Monserrato, tra i plessi Fava e Trupia, sono avvilite e preoccupate. Domani inizia la scuola, e i propri bambini, recandosi a scuola, saranno accolti da edifici del tutto trascurati e con le aree esterne invase da erbacce, che potrebbero nascondere ogni tipo di insidia. Le famiglie degli alunni di Monserrato hanno diffuso delle foto testimonianza, e aggiungono: “Da settimane, nella zona, operano alcuni addetti al decespugliamento che però hanno puntato l’attenzione, certamente sotto le direttive dei responsabili comunali, sulle strade e sui marciapiedi. Chiediamo un rapido intervento affinché, all’apertura dei cancelli, siano rispettate e garantite le migliori condizioni in materia di igiene e sicurezza”.

La notizia che due compagnie crocieristiche, Msc con sede sociale a Ginevra e Costa Crociere con sede legale a Genova, per Porto Empedocle, hanno chiesto il rilascio della concessione demaniale relativa alla banchina Todaro, aree adiacenti e pertinenze appartenenti al Demanio marittimo e per beni specificatamente indicati, può aprire una nuova fase del turismo agrigentino con importanti ripercussioni positive sul sistema socio economico.

La Uil agrigentina già da diversi anni aveva lanciato la proposta alle varie istituzioni di aprire il porto empedoclino alle navi da crociera perché i dati parlano chiaro: dove approdano queste case di acciaio galleggianti, il sistema economico si impenna.

Tra l’altro, negli ultimi dieci anni, i passeggeri sono aumentati del 240 per cento e, sempre più giovani, non più coppie navigate, scelgono per la loro vacanza una crociera. Solo quest’anno, l’aumento è già stato del 9 per cento di età compresa tra i 20 e i 35 anni.

Adesso che le due grosse compagnie intendono investire nel nostro territorio bisogna fare in fretta, la nostra speranza è che il nulla osta della concessione demaniale possa essere rilasciata in tempi rapidi. Si creerebbero, diversi nuovi posti di lavoro con l’indotto visto che il terminal a cui hanno pensato le società comprenderà l’accoglienza, ricezione e movimentazione dei crocieristi e dei mezzi in transito; la movimentazione e il controllo dei bagagli, provviste e merci necessarie all’attività delle navi da crociera; l’attività di safety e security, nonché vigilanza all’interno delle aree e delle strutture in concessione; la manutenzione, pulizia e servizi accessori; servizi bar, ristorazione e negozi; parking; servizio informazioni; organizzazione di attività ludiche e culturali, convegni e manifestazioni.

Per il segretario generale della Uil, Gero Acquisto, in questo modo l’economia potrebbe rimettersi in moto, visto che comunque ormai le navi da crociera ospitano minimo tremila passeggeri, oltre ai membri dell’equipaggio. La maggior parte di essi, nei vari porti esce per le escursioni mettendo in moto un meccanismo che potrebbe immettere diverse migliaia di euro in circolo. Di sicuro ne gioverebbero gli esercenti, ma anche gli operatori turistici, i tassisti, le compagnie dei bus. D’altronde, Agrigento può far scendere “in campo”, la splendida Valle dei templi, conosciuta in tutto il mondo, essendo anche patrimonio Unesco.

I carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno avviato le indagini circa un furto avvenuto nell’abitazione di un pensionato di 67 anni del posto a cui ignoti malviventi hanno sottratto ben quattro mila euro in contanti.

Il fatto è avvenuto in pieno giorno in contrada Balatelle. I ladri hanno aspettato che il proprietario uscisse di casa per entrare in azione. Hanno rovistato ovunque alla ricerca di preziosi e gioielli e alla fine hanno trovato una somma in contanti pari a 4 mila euro all’interno di un cassetto di una scrivania.

A denunciare l’accaduto è stato proprio il 67enne che, una volta rientrato in casa, ha fatto l’amara scoperta. Indagano i carabinieri.

 

I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la misura della sorveglianza speciale – per la durata di tre anni e sei mesi – nei confronti di Gaetano Sedita, 77 anni di Alessandria della Rocca, considerato il boss del paese e già coinvolto e condannato nell’ambito dell’operazione “Alisciannira (nome in dialetto del paese) condotta nel 2012 dai carabinieri di Agrigento che fecero luce sulle dinamiche mafiose del paese oltre che sull’omicidio di Pietro Chillura, dipendente al locale cimitero dove fu ucciso il 5 agosto 2002.

La Corte d’Appello di Palermo aveva già riformato parzialmente il decreto con cui veniva imposta la sorveglianza speciale nei confronti di Sedita da 5 anni a 3 anni e 6 mesi. La difesa del boss, rappresentata dall’avvocato Giovanni Castronovo, aveva presentato ricorso poi rigettato dai giudici ermellini.

Secondo la Cassazione, infatti, dagli elementi acquisiti nel corso del processo emergerebbe la continuità e la durata della partecipazione di Sedita all’associazione criminale Cosa Nostra rivestendo peraltro un ruolo apicale.

 

Ferma un’auto di notte per strada chiedendo aiuto per la moglie, ma e’ una scusa per fermare una giovane donna e violentarla per ore. La polizia dopo 12 ore lo ha identificato e fermato. E’ la ricostruzione della brutale aggressione avvenuta la scorsa settimana nel Ragusano per cui e’ indagato un 26enne di Vittoria. Ad accusarlo la testimonianza della vittima che lo riconosce in foto e immagini di telecamere di videosorveglianza. L’uomo ha minacciato la donna di morte: “so tutto di te, se parli ammazzo te e la tua famiglia”.

Il 26enne nel 2018 era stato condannato per sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina. L’aggressione e’ avvenuta la notte del 2 settembre scorso. La vittima stava rientrando a casa quando per strada ha visto un uomo che chiedeva aiuto. Lui si e’ avvicinato e le ha detto che la moglie si era sentita male e che aveva bisogno di chiamare i soccorsi. In realta’ l’uomo con la moglie, ricostruira’ dopo la polizia, aveva litigato. E svela subito le sue intenzioni minacciando di uccidere la giovane donna con una grossa pietra. Lui si e’ messo alla guida dell’auto e ha portato la sua vittima vicino al cimitero di un paese del Ragusano dove le ha rubato la borsa e letto ad alta voce le generalita’ della donna, minacciando di morte lei e la sua famiglia. Subito dopo ha abusato di lei in auto. Poi l’ha portata su una spiaggia del Ragusano dove si e’ lamentato della moglie e le ha raccontato della lite che aveva avuto con lei poco prima.

Dopo l’ha riportata nuovamente vicino al cimitero e ha abusato nuovamente di lei. Infine si e’ fatto lasciare vicino casa, ma prima di scendere dall’auto e’ tornato a minacciare la donna di morte. La giovane donna ha cercato aiuto cercando i suoi amici, che hanno pero’ i cellulari spenti. Come una sua cara amica alla quale manda un messaggio vocale ricostruendo le tre ore di violenza subi’ta. Infine si e’ recata in ospedale, dove i medici hanno chiamato la polizia che ha avviato le indagini, che hanno portato al fermo eseguito dalla squadra mobile. Il Gip di Ragusa ha convalidato il fermo per sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina ed emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Durante l’interrogatorio di garanzia l’indagato si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere.

L’uomo e’ stato individuato da personale della squadra mobile della Questura di Ragusa anche dalla visione di immagini di telecamere di sicurezza. Ad indicarlo la vittima tra le foto che le ha mostrato la polizia perche’ nel 2018 era stato condannato per sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina.

 

Un agrigentino di 40 anni, Giovanni Picone, originario di Campobello di Licata, è deceduto nella giornata di ieri lungo la A21 Torino-Piacenza, all’altezza di Asti, in seguito ad un brutto incidente che lo ha visto schiantarsi contro un camion.

L’uomo, che era alla guida di un furgone, è morto quasi sul colpo. Il furgone è andato a sbattere contro un camion rimanendo incastrato all’altezza del cavalcavia 17, prima della barriera di Villanova in direzione Torino, nei pressi di San Paolo Solbrito.

Intervenuti anche i vigili del fuoco di Asti e la Polizia Stradale.

Giovanni Picone era tornato qualche giorno fa al lavoro dopo aver trascorso le vacanze a Campobello di Licata dove vivono i suoi genitori, Calogero e Grazia Picone e dove avevano una bottega di generi alimentari

Sposato con Silvana Alaimo di Ravanusa e padre di tre figli (la più grande ha sette anni), lavorava per la ditta Medi.h., specializzata nella gestione di ausili per ospedali e case di cura. E sul furgone della Medi.h ha trovato la morte.