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A Licata la Polizia ha arrestato in flagranza di reato di evasione un cittadino extracomunitario ristretto agli arresti domiciliari. L’uomo, già destinatario dell’Avviso Orale ed in atto sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare, si è allontanato arbitrariamente da casa, ma è stato prontamente raggiunto dagli agenti del Commissariato che lo hanno arrestato nuovamente. L’arresto in carcere è stato convalidato dal Tribunale di Agrigento.

La pandemia coronavirus nella provincia agrigentina e i dati in dettaglio diffusi dall’Azienda sanitaria. Sono 101 i nuovi casi positivi, con 5 nuovi ricoveri. I guariti sono 13. I ricoverati ordinari sono 12, e 3 in terapia intensiva. Altri 3 sono in “hotel Covid”. Ad Agrigento città vi sono attualmente 60 positivi, di cui 11 migranti. Poi Alessandria della Rocca: 4 come ieri; Aragona: 3 (+1); Burgio 1; Cammarata: 20 (+3); Caltabellotta: 44 (+14); Camastra: 2; Campobello di Licata: 10; Canicattì: 6; Casteltermini: 1; Cianciana: 1; Favara: 134 (+36); Grotte: 1; Joppolo Giancaxio: 1; Licata: 17 (+1); Lucca Sicula: 1 (+1); Menfi: 3 (+1); Naro: 22 (+3); Palma di Montechiaro: 95; Porto Empedocle: 61 (+10); Raffadali: 11 (+4); Ravanusa: 24 (-1); Realmonte: 6 (+2); Ribera: 3; Sambuca di Sicilia: 3 (+1); San Giovanni Gemini: 26 (+1); Santo Stefano Quisquina 7 (+1); Sciacca: 22 (+7); Siculiana: 30 (+2), di cui 29 sono migranti. Sulle navi quarantena vi sono 24 migranti positivi.

No al rinnovo di contratto per la dirigenza della Regione Siciliana. La Corte dei Conti ha bocciato il documento relativo al triennio 2016-2018. La magistratura contabile motiva così il no: “Ricore la mancata compatibilità finanziaria ed economica con gli attuali strumenti di programmazione e di bilancio”. I sindacati di categoria insorgono. Le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cobas-Codir, Sadirs e Ugl affermano: “Si tratta di una gravissima violazione dei diritti di un’intera categoria di lavoratori, ad oggi l’unico comparto della pubblica amministrazione di tutta Italia a scontare ben due bienni di ritardo, e ad attendere da oltre 15 anni il rinnovo contrattuale. La Regione trovi al più presto una soluzione per non far scontare ai lavoratori le conseguenze della devastante parifica del rendiconto del 2019, la cui partita non sembra essersi chiusa”.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Sfefano Zammuto, ha rinviato a giudizio Giuseppe Gangarossa, 58 anni, di Porto Empedocle, imputato di stalking, lesioni aggravate, incendio, danneggiamento, minaccia, e violazione del divieto di avvicinamento all’ex compagna. L’uomo, difeso dall’avvocato Olindo Di Francesco, non si sarebbe rassegnato alla fine della relazione con l’ex compagna, e avrebbe iniziato a perseguitarla. In alcuni casi l’avrebbe picchiata, tagliato le ruote e incendiato la sua automobile. Un amico della presunta vittima, inoltre, sarebbe stato minacciato con un martello. Tale condotta sarebbe stata mantenuta anche dopo l’imposizione del divieto di avvicinamento. La donna, difesa dall’avvocato Teresa Alba Raguccia, si è costituita parte civile.

Mentre continuano i preparativi per la realizzazione della 15° edizione del premio nazionale “Sipario D’Oro” 2021, che andrà in scena il prossimo 18 agosto nell’Anfiteatro Pirandello di piazzale Caos ad Agrigento a partire dalle ore 21,00, la scaletta dei premiati comincia ad avere una sua precisa dimensione.

Di sicuro è che la serata avrà un’ospite davvero straordinario; si tratta di “madre coraggio” Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone, scomparsa 17 anni fa a Mazara del Vallo.

La giuria del premio ha deciso di assegnare una targa speciale alla signora Maggio per la profonda dimensione umana dimostrata in questi lunghissimi 17 anni nella ricerca continua e senza mai fermarsi un solo istante della figlia Denise. Una vicenda che ha appassionato una intera Nazione.

Anche quest’anno il premio “Sipario D’Oro” vuole essere un momento per sottolineare quelle eccellenze del territorio, che si sono contraddistinte nei vari campi, attraverso azioni e percorsi riconosciuti e quindi premiati.

Il “Sipario d’Oro” 2021 viene attribuito da una commissione presieduta dal Direttore di Sicilia24h.it il giornalista Lelio Castaldo  a diverse personalità della provincia di Agrigento e non solo; quelle personalità che si sono distinte nel mondo dell’arte, della cultura, del giornalismo, dello sport, dell’associazionismo, della medicina, l’imprenditoria e lo spettacolo.

A Porto Empedocle i Carabinieri della locale stazione e gli agenti della Polizia municipale hanno scoperto e sequestrato due manufatti abusivi su suolo comunale, di 40 metri quadrati ciascuno. Due empedoclini sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento per occupazione ed edificazione abusiva su suolo pubblico, e costruzione di opere edilizie in assenza di concessione. Si è reso inoltre necessario l’intervento del personale del servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento perché all’interno di uno dei fabbricati sono stati trovati dei cani, microchippati e custoditi in buono stato.

Confermata la pena a 8 anni di carcere (e multa di 80mila euro) dalla Corte di Appello di Palermo nei confronti della madre che avrebbe fatto prostituire la figlia 14enne tra Menfi e Gibellina. La Corte di Appello ha confermato la sentenza di primo grado anche per  i menfitani Vito Campo, di 69 anni, e Calogero Friscia, di 25 anni, rispettivamente a 6 e 4 anni di reclusione. Campo è ai domiciliari, mentre Friscia è in carcere per altro reato.

Una vicenda affonda le radici in un contesto di degrado sociale in cui la 14enne, secondo l’accusa, sarebbe stata costretta a subire rapporti sessuali con la made complice e che l’avrebbe accompagnata nei luoghi di appuntamento dove venivano compiuti gli abusi sessuali dietro correspettivo che oscillava da 50 a 200 euro.

La madre è ritenuta centrale nella triste e brutta vicenda, Fu arrestata dai carabinieri nel corso delle indagini e si trova in carcere. Per altri due imputati, anche loro condannati in primo grado dal Tribunale di Sciacca è atteso l’inizio del processo d’appello.

La ragazzina sarebbe stata costretta a subire gli atti sessuali tra Menfi e Gibellina. L’indagine nacque da un blocco di un’auto nel corso di un normale controllo del territorio effettuato dai carabinieri nel dicembre 2017 sulla statale 624 che conduce a Sambuca di Sicilia.  I militari dell’Arma si sono insospettiti  nel vedere a tarda notte a bordo una ragazzina in compagnia di Pietro Civello (Sotto processo a Sciacca con rito ordinario). Le dichiarazioni rilasciate da Civello non convinsero i carabinieri e condussero quest’ultimo e la ragazzina in stazione a Menfi.

Da lì una serie di approfondimento che hanno dato luce ad una storia di degrado e nella quale la vittima era la ragazzina 14enne, costretta a subire atti sessuali per somme tra 30 e 200 euro. La madre accompagnava la figlioletta nei luoghi in cui si consumava la terribile vicenda.

A Ravanusa la chiesa della Madonna di Fatima ha subito un furto. Sono state rubate una pisside, ovvero il contenitore delle ostie, e una teca con l’ostia per la celebrazione della messa. Il rettore della chiesa, don Filippo Barbera, ha sporto denuncia alla locale stazione dei Carabinieri, che, dopo poco tempo, avvalendosi dei filmati della video-sorveglianza, hanno scoperto e denunciato a piede libero i due autori del furto. Gli oggetti sacri sono stati restituiti.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo ha arrestato cinque persone, operanti nel settore del trasporto merci, che avrebbero utilizzato diverse società “cartiera”, ovvero costituite appositamente per produrre carte false, per emettere fatture false per 16 milioni di euro, con un’evasione di circa 4 milioni e mezzo di euro, ed esposizioni all’erario di un’azienda poi fallita per 22 milioni di euro. Francesco Gambino, 55 anni, è stato ristretto in carcere. Agli arresti domiciliari sono Francesco Paolo Sanzo, 47 anni, Eugenio Leticia, 52 anni, Giuseppe Teresi, 50 anni, e Giampiero Anello, 51 anni.

Sono tutti indagati a vario titolo per associazione a delinquere, emissione e utilizzo di fatture false, omesso versamento di ritenute, indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti e bancarotta fraudolenta. Con lo stesso provvedimento il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo di 4 milioni e 428mila euro, che corrisponde all’ammontare dell’evasione d’imposta accertata.