Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 13)

L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, rileva e documenta in video e foto che sulla spiaggia di Mare Nostrum, a San Leone, la recente mareggiata ha sfondato e distrutto il muro di cinta di una civile abitazione, ed ha sballottato e rotto nuovamente il tubo di fogne sulla spiaggia. Dopo la segnalazione di MareAmico, Girgenti Acque ha provveduto a riparare, per l’ennesima volta in circa 10 anni, la condotta fognaria.

UN NUOVO DISASTRO A SAN LEONE

A San Leone la nuova mareggiata ha sfondato e distrutto il muro di cinta di un'abitazione privata ed ha sballottato e rotto nuovamente il tubo di fogne, appena riparato da Girgenti acque.Questa situazione intollerabile non può più continuare!

Pubblicato da Mareamico Delegazione Di Agrigento su Lunedì 25 novembre 2019

All’Assemblea Regionale Siciliana oggi approda all’esame un disegno di legge che prevede la presenza obbligatoria in giunta regionale di quattro donne. Se approvata, la norma sulle quote rosa sarà applicata dalla prossima legislatura in poi. Nel testo si legge: “Dopo la proclamazione il Presidente nomina gli Assessori, tra cui un Vice-presidente, preponendoli ai singoli rami dell’amministrazione, assicurando che ogni genere sia rappresentato in misura non inferiore ad un terzo”. Attualmente, nella giunta Musumeci, composta da 12 assessori, una sola è donna, Bernardette Grasso, agli Enti Locali. Elvira Amata, presidente della commissione Statuto, che ha incardinato a Sala d’Ercole tale provvedimento, commenta: “Non si tratta di una riforma ma dell’attuazione dello Statuto. Già lo scorso 14 maggio avevamo esitato un disegno di legge relativo alla costituzione del Governo regionale. Adesso auspichiamo che la discussione in Aula avvenga in modo proficuo, così come proficuo e trasversale è stato nella commissione che mi fregio di presiedere”.

Ad Agrigento una settimana addietro i Carabinieri hanno multato (300 euro) il titolare di un noto locale in via Atenea perché un suo barman è stato sorpreso a somministrare alcolici ad un minorenne. Durante lo scorso fine settimana, invece, i Carabinieri, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Centro Anticrimine Natura, hanno eseguito un’ispezione nello stesso locale. Sono stati sequestrati 18 chili di cibo perché scaduto o privo della necessaria tracciabilità. A carico del titolare è stata elevata un’altra sanzione amministrativa da 3800 euro, ed è stata imposta la sospensione dell’attività, con l’apposizione dei sigilli. Sul posto è anche intervenuto personale dell’Azienda sanitaria provinciale, che, a seguito di una approfondita ispezione, ha altresì rilevato la presenza di documenti di autocontrollo non conformi e varie carenze igienico-strutturali e sanitarie. L’attività condotta nel weekend dai Carabinieri è compresa in un piano di controllo a tappeto della regolarità dei numerosi esercizi pubblici del centro cittadino, sia allo scopo di tutelare la salute pubblica, sia di regolare le emissioni sonore ed il rispetto degli orari di chiusura.

A Palermo, la sera del 3 ottobre del 2015, Mirko Sciacchitano, 29 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco. Adesso la Corte d’Assise di Palermo ha emesso sei condanne all’ergastolo a carico di Antonino Profeta (figlio di Salvatore, anche lui imputato e deceduto prima della sentenza), Francesco Pedalino, il figlio Gabriele Pedalino, Natale Gambino, Domenico Ilardi e Lorenzo Scarantino. Sono stati inflitti, inoltre, 22 anni per Giuseppe Greco, imputato solo di associazione mafiosa. Il collegio dei giudici, presieduto da Alfredo Montalto, ha accolto e condiviso quanto richiesto dal procuratore aggiunto Sergio Demontis. I mandanti dell’omicidio di Mirko Sciacchitano sarebbero stati Salvatore Profeta e Natale Gambino. Gli altri imputati sarebbero stati invece gli esecutori materiali del delitto. La vittima avrebbe pagato con la vita l’avere partecipato ad una spedizione punitiva contro uno spacciatore legato ai Profeta.

E’ stata eseguita l’autopsia sul cadavere di Ana Maria Lacramioara Di Piazza, 30 anni, di Giardinello, in provincia di Palermo, uccisa dall’amante, Antonio Borgia, 51 anni, di Partinico. Dall’esame autoptico è emerso che sono state scagliate 10 coltellate, e il colpo fatale alla gola. La giovane è stata in attesa di un bambino: un maschio, al terzo mese di gravidanza. Innanzi alla giudice Cristina Lo Bue, Antonio Borgia, ovviamente senza contraddittorio, ha affermato: “Lei mi ricattava dicendomi che avrebbe rivelato il tradimento a mia moglie. È stata una valanga di eventi che mi ha travolto”. Della gravidanza di Ana Maria sono state a conoscenza due amiche, che hanno rivelato: “I soldi chiesi da Ana Maria ad Antonio Borgia erano per le cure necessarie a portare avanti una gravidanza che sembrava difficile. Ana era una ragazza buona e fragile e mai avrebbe rivelato alla moglie quella relazione. Lei voleva quel bambino e aveva chiesto soldi anche a me. Glieli avevo dati, ci conoscevamo da ragazzine”.

Anche nell’Agrigentino da oggi lunedì 25 novembre a domenica 1 dicembre si svolge una campagna di sensibilizzazione dell’Azienda sanitaria provinciale per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta della “Settimana della prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili”. L’Azienda sanitaria di Agrigento offre alla popolazione compresa fra i 18 ed i 40 anni d’età una vasta gamma di servizi diagnostici ed informativi gratuiti e di facile accesso. In particolare, nei laboratori d’analisi degli ospedali di Agrigento, Licata, Canicattì, Sciacca e Ribera, e nel poliambulatorio di Bivona, dalle ore 11:30 alle 13:30, senza ricetta medica e prenotazione, sarà eseguito lo screening ematico per la diagnosi dell’HIV, delle epatiti virali, della sifilide ed il tampone vaginale/uretrale o esame delle urine per la ricerca di clamidia e gonorrea, ed ottenere inoltre ogni tipo di informazione per prevenire le infezioni.

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la Questura di Agrigento aderisce alla campagna di protezione “Questo non è
amore”, e ha organizzato, in collaborazione con il Tribunale e la Procura della Repubblica di Agrigento, un evento di informazione e sensibilizzazione al piano terra del palazzo di giustizia di Agrigento. Allestito un punto informativo e distribuiti gli opuscoli “Questo non è amore”, redatti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Partecipa personale della Questura di Agrigento, specializzato nel settore, nonché componenti della locale Rete Antiviolenza “Telefono Aiuto” e rappresentanti dell’Autorità Giudiziaria.

Le interviste

Agrigento si conferma, ancora una volta, una città difficile anche da servire. Non è passato infatti molto tempo dalla mia decisione di candidarmi a sindaco, che subito qualcuno, facilmente individuabile, forse preoccupato della mia candidatura e dal mio impegno, ha pensato bene di reagire nel modo più becero e pusillanime possibile, mettendo in giro immagini manipolate.

Un’azione indegna che offende contemporaneamente e in malo modo sia la mia persona che quella di tanti altri. Primo fra tutti l’on. Di Mauro, la seconda carica dell’Assemblea Regionale Siciliana.  Io non credo di meritare questa gratuita e umiliante insinuazione! Mi chiedo piuttosto come mai fino alla ufficializzazione della mia candidatura a sindaco di Agrigento ero un bravo medico e una persona perbene e subito dopo sono scattate infamanti accuse e insinuazioni.  Evidentemente questa candidatura a qualcuno poco corretto non piace e reagisce in questo modo becero: insinuando e offendendo.  Ma forse lui stesso non sa che non siamo stati solo noi due a venire offesi in questo modo vigliacco. La macchina del fango che si è appena messa in moto, infatti,  colpisce indirettamente e probabilmente anche inconsapevolmente anche gli altri parlamentari regionali e nazionali che hanno deciso di sostenere la mia candidatura. Per non parlare dei tanti rappresentanti del mondo delle professioni che hanno appoggiato direttamente la mia campagna elettorale mettendoci la faccia.

Ma tutto questo evidentemente ancora non è conosciuto dai gestori della macchina del fango che hanno come unica informazione quella dell’appoggio dell’on. Di Mauro.

Ma costoro devono sapere che la mia candidatura è autonoma e che  le loro offese telematiche sono già state oggetto di denuncia alle competenti autorità che ormai hanno tutti i mezzi per risalire all’autore che verrà INDIVIDUATO e reso noto. La scelta di rivolgersi alle istituzioni è stata condivisa da tutto il gruppo che mi sostiene in questa campagna elettorale e che, non avendo nulla da temere, vuole che la legge e la giustizia facciano la loro parte. Se il vostro scopo è quello di impaurirmi e spingermi a tirarmi indietro, allora devo deludervi. E’ proprio il contrario. Quello che avete fatto mi fa capire che c’è bisogno della mia discesa in campo. C’è bisogno di persone oneste e perbene che s’impegnino in prima  a protezione della città e degli agrigentini.

F.to Franco Miccichè ( anche a nome di tutti i suoi sostenitori)

Ieri, domenica 24 novembre, su iniziativa dei comitati di azione civile di Agrigento coordinati da Ignazio Valenza, Maurizio Saia, Massimo Muglia e Alfonso Vassallo si è tenuta la prima riunione provinciale dei comitati di azione civile di Italia Viva di Agrigento.

L’incontro molto partecipato ha visto la presenza dei coordinatori e iscritti al neo partito “Italia Viva” che fa capo a Matteo Renzi, costituiti nel territorio provinciale.

Sono intervenuti rappresentanze di Licata, Naro, Racalmuto, Canicattì, Ravanusa, Cammarata, Porto Empedocle, Realmonte, Favara, Aragona e Agrigento che si riconoscono nel progetto politico di Matteo Renzi,

La riunione, alla quale a breve seguiranno ulteriori incontri con altri comitati presenti nel territorio agrigentino, convocata con lo scopo di dare un assetto organizzativo a tutti i comitati della provincia ha avuto un esito più che soddisfacente.

I partecipanti provenienti da esperienze civili e politiche che si rifanno alla società civile, alla liberaldemocrazia e alla socialdemocrazia si sono ritrovati convinti sostenitori e aderenti al progetto politico di Italia Viva.

Nel corso dell’incontro numerosi gli interventi che hanno affrontato le questioni di tipo organizzativo e che hanno fatto emergere le diverse provenienze culturali e diverse sensibilità politiche, che hanno trovato una felice sintesi nell’idealità e nei valori portati avanti dal nuovo Partito di Matteo Renzi. Sono stati valorizzati gli elementi unificanti per il superamento delle ideologie novecentesche, verso un partito inclusivo, innovativo, moderno, ambientalista, che vede i giovani protagonisti, che sia pieno di donne attive che condividano la responsabilità della conduzione e organizzazione del partito. Superare il passato significa andare oltre gli sterili concetti di destra e sinistra, guardare avanti vuol dire lavorare per un futuro riformista e liberale.

Matteo Renzi è stato unanimemente considerato l’unico leader in grado di rappresentare questo Paese in netta antitesi ad altre formazioni razziste, estremiste e populiste.

Altri partiti politici sono guidati da leadership deboli e superate.

Italia Viva invece ha una leadership forte e determinata e uno stato maggiore di elevatissimo profilo e di forte impatto emotivo: Teresa Bellanova, Ettore Rosato, Davide Faraone. Sono solo alcuni dei dirigenti nazionali che tengono alto il profilo del partito e lo proiettano verso alte mete culturali, morali e di consenso.

La riunione è stata simbolicamente conclusa dal più giovane in sala: Giorgio Bongiorno, 19 anni, già rappresentante studentesco, che ha mosso una critica radicale a tutte le formazioni politiche che non offrono ai tanti giovani che sentono di impegnarsi per il proprio Paese, una comunicazione efficace e una proposta concreta.

Italia viva sembra essere a tanti giovani – dice Giorgio – la sola avanguardia politica che può offrire idealità e concretezza per il loro futuro. Solo in Italia Viva potranno trovare una casa e una comunità nella quale si possono identificare e contribuire ad edificare l’Italia del futuro.