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Erano quasi arrivati sulle coste lampedusane su un barcone proveniente dalla Libia. Una donna, incinta e pronta per partorire, non ha fatto in tempo a toccare terra ed ha messo alla luce il proprio figliolo fra le mille difficoltà alle quali potete immaginare.

Informata la Guardia Costiera di Lampedusa che ha subito soccorso mamma e figlio; entrambi sono stati elitrasportati a Palermo dove adesso, dopo le prime cure e i primi accertamenti, stanno decisamente meglio.

A bordo dell’ennesimo sbarco una ventina di tunisini. E mentre scriviamo altri sbarchi sono previsti nelle prossime ore.

 

 

Sabato, ieri sera, intorno alle ore 18, quando tutti i locali della movida agrigentina, con particolare concentramento in via Pirandello, erano pronti per aprire i battenti, una vera e propria irruzione da parte della Polizia di Stato ha fatto breccia per i relativi controlli anti coronavirus.

Ebbene, per tre notissimi locali non c’è stato nulla da fare. Le imposizioni imposte dal Prefetto di Agrigento non erano state rispettate, il primo dei quali relativo agli assembramenti e pertanto i poliziotti non hanno potuto fare altro che apporre i sigilli e chiudere gli esercizi.

Per tutti e tre i locali 5 giorni di stop.

 

Oggi si sono completate le operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento. Sono risultati eletti i seguenti avvocati: Ottima affermazione di Vincenza Gaziano figlia dell’avvocato Nino Gaziano che ha raccolto 682 voti di preferenza risultando la prima eletta.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati si rinnova dopo le dimissioni dei consiglieri avvenuta nel dicembre 2019 in contestazione con il Presidente Avv. Antonino Maria Cremona.

Ecco gli altri avvocati eletti:

Riccardo Gueli, 503 voti;

Anna Salvago, 444;

Angelo Avanzato, 422;

Diego Giarratana, 396;

Antonio Provenzani, 387;

Luigi Mulone, 378;

Annalisa Russello, 376;

Ilaria Sferrazza, 369;

Stefania Lucia La Rocca, 367;

Salvatore Infantino, 364;

Gianluca Sprio, 357;

Salvatore Amato, 329;

Giuseppe Aiello, 292;

Giovanni Crosta, 285.

 

Un vigile del fuoco in servizio al distaccamento di Santa Margherita Belice è risultato positivo al Coronavirus. L’uomo non andava al lavoro già da una decina di giorni quando ha ricevuto l’esito del tampone positivo.

Tutti i colleghi dello stesso turno di servizio, nonché le persone che hanno avuto contatti diretti con il contagiato sono state tutte, in via precauzionale, poste in isolamento fiduciario. Il comando provinciale dei vigili del fuoco di Agrigento ha già fatto realizzare la sanificazione e igienizzazione della sede e degli automezzi.

Il Comune di Naro nella persona del suo primo cittadino non indietreggia  nella direzione di tutela  dei cittadini naresi ai quali vanno garantiti servizi di efficienza nel rispetto dei canoni di economicità e a tutela del risparmio privato degli stessi.
L’acqua è un bene pubblico e la sua erogazione è un servizio pubblico essenziale che non può e non deve tollerare inefficienze, ritardi e disservizi. Occorre una risposta seria al fine di svincolare il bene comune acqua, eb  il relativo diritto ad una fruizione costante, efficiente ed economicamente vantaggiosa, dalle sole logiche di mercato.
Le azioni a tutela dei cittadini naresi sono ormai di imminente proposizione. Si attende  una svolta definitiva nella risoluzione del problema di approvvigionamento idrico.
Dalla parte dei cittadini naresi anche Codacons che ha istituito uno sportello gratuito per la problemativa di fornitura dell’acqua e per le relative bollette.
Lo sportello, previo appuntamento telefonico, sarà a completa disposizione della collettività.

I carabinieri hanno arrestato un ventiduenne di Sciacca – F.P. le iniziali – con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga. L’attenzione dei militari, impiegati per il normale pattugliamento del territorio, era stata richiamata dalle grida provenienti da un appartamento. I carabinieri sono intervenuti e hanno trovato il ragazzo, che aveva alle spalle altri precedenti, in evidente stato di agitazione. Alla luce dei precedenti del ventenne si è deciso di procedere alla perquisizione. All’interno della casa, nascoste in un’intercapedine del muro e in un armadio, sono state trovate cinque buste in cellophane trasparente di cui quattro contenenti in totale circa 360 grammi di marijuana e la quinta con all’interno circa 4.500 euro, in banconote di vario taglio, ritenute il provento della vendita della droga.

Le leggere scosse sismiche che da qualche giorno si registrano nella Valle del Belice hanno indotto il governo Musumeci ad accendere i riflettori su ventuno di quei Comuni, ricadenti tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. Dopo un incontro con il capo della Protezione civile della Regione, Salvo Cocina, il governatore ha disposto l’invio di tecnici specializzati dell’amministrazione regionale per verificare lo stato di aggiornamento dei Piani comunali di Protezione civile, l’organizzazione del volontariato e le verifiche di agibilità degli edifici pubblici strategici.
«Si tratta solo di una doverosa misura preventiva – ha assicurato il presidente della Regione Siciliana – che sarà peraltro estesa anche al resto del territorio dell’Isola, giudicato dagli esperti a rischio sismico. All’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – ha aggiunto Musumeci – chiederemo un apporto specialistico e l’apprestamento di una rete mobile di monitoraggio, nel quadro dell’Accordo recentemente stipulato tra l’Istituto e il mio governo».
Dal canto suo, il capo della Protezione civile siciliana, nominato lo scorso mese, ha anticipato la volontà della Regione di «riattivare il sistema regionale che deve vedere pienamente coinvolti i 390 Centri dell’Isola, le amministrazioni pubbliche e le associazioni di volontariato, queste ultime fondamentali nelle attività di prevenzione e gestione dell’emergenza. Da parte del governo Musumeci – ha concluso Salvo Cocina – è stata assicurata la massima collaborazione a quei Comuni che non hanno ancora potuto, per carenza di tecnici, provvedere a dotarsi di un Piano di Protezione civile».

“Si cerca di far passare da troppe parti il messaggio che lo Stato ha vinto, ma ho dubbi sempre più forti sulla reale volontà di combattere la guerra al sistema mafioso per vincere su tutti i fronti e per debellarlo definitivamente”. Lo ha detto il consigliere del Csm Nino Di Matteo, ad Agrigento, nel corso dell’incontro organizzato nel trentesimo anniversario dell’omicidio di Rosario Livatino. “Soffochiamo sul nascere ogni pericoloso rischio di ritorno al passato” – ha aggiunto Di Matteo. Il magistrato, proseguendo il ragionamento sulla crisi di credibilità della magistratura, afferma: “Ci ritroviamo in un contesto di opacità che credevamo appartenesse al passato, adesso non ci resta che reagire con orgoglio per restituire credibilità. Quello che e’ emerso nelle ultime inchieste – ha aggiunto – avremmo dovuto avere il coraggio di denunciarlo anche prima senza ipocrisie. Purtroppo tutti assistiamo a un collateralismo politico per cui certe indagini si fanno o non si fanno a seconda delle reazioni politiche che possono avere”.

È stata diramata nella mattinata di oggi, 19 settembre, una lettera (testo integrale in allegato) dell’Arcivescovo con la quale il Card. Montenegro informa l’Arcidiocesi di Agrigento sui “fatti di Petralia Sottana” e sulle indicazioni emanate a riguardo dalla competente autorità ecclesiastica, ossia il Vescovo di Cefalù Mons. Giuseppe Marciante.
I “fatti” sono collegati a presunte apparizioni, locuzioni interiori e sogni dell’Arcangelo Michele, che un laico di Palermo — Salvatore Valenti — sostiene di avere già da qualche anno. In particolare riguardano incontri col Valenti e pellegrinaggi non autorizzati in una chiesa del comune di Petralia Sottana. La preoccupazione dell’Arcivescovo — come lui stesso spiega nella sua lettera — è dovuta al fatto che «anche nella nostra Arcidiocesi il fenomeno sta riscuotendo un certo interesse e da alcune nostre parrocchie sono partiti pellegrinaggi alla volta di Petralia Sottana per incontrare il sedicente veggente e assistere alle presunte apparizioni». Per contrastare tale fenomeno — che, secondo il giudizio dell’Ordinario del luogo e in conformità con le disposizioni della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, «non constat de supernaturalitate» — il Vescovo di Cefalù negli ultimi tre anni ha pubblicato tre note, nelle quali vieta l’organizzazione di pellegrinaggi e l’erezione di edicole votive per il culto pubblico.
Riprendendo queste disposizioni e invitando i fedeli dell’Arcidiocesi ad attenervisi, Mons. Montenegro conclude esortando «ad accogliere e a osservare queste indicazioni come atto di fedeltà al Magistero della Chiesa, al fine di integrare le espressioni personali e comunitarie della devozione popolare in un autentico cammino di fede, vissuto all’insegna della comunione ecclesiale»

Sono 98 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia, nelle ultime 24 ore. Di questi solo uno e’ un migrante. Sono stati 4.344 i tamponi fatti, su un totale di 429.143 da inizio emergenza, come si evince dal bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile.

Il totale delle persone attualmente positive in regione arriva a 2.232 (+75), mentre non ci sono stati decessi con il numero delle vittime complessive che rimane a 296. I casi totali da inizio pandemia, invece, passano a 5.846. Le persone al momento ricoverate con sintomi, in Sicilia, sono 191, di cui 13 in terapia intensiva, mentre sono 2.028 i soggetti in isolamento domiciliare. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 3.318 (+23).

Dei nuovi casi registrati, 21 sono nella provincia di Catania, 9 a Trapani, 48 a Palermo, 9 a Messina, 2 a Siracusa, 3 a Ragusa, 2 a Enna, 4 ad Agrigento.