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In Sicilia sbarca l’ennesimo nuovo ceppo del virus del covid, con una prima infezione da XQ, l’ultima nella già lunga serie di sottovarianti Omicron, individuata una decina di giorni addietro in Brasile e adesso emersa in Sicilia, unico caso in tutta Italia, dal report sulla diffusione delle varianti che l’Istituto superiore di Sanità elabora periodicamente. Si tratta di un lignaggio sul quale si conosce ancora ben poco, anche se le caratteristiche non sembrano lontane da quelle, ormai ben conosciute, della stessa ‘famiglia Omicron’, ovvero più contagiosità e meno aggressività.

Ha riscosso grande successo il Seminario su “Progettare il verde pensile, aggiornamento tecnico alla luce della nuova normativa UNI 11235/2015”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento, lo scorso 12 maggio.

Nell’ambito di una collaborazione con tutti gli Ordini di Italia, al fine di promuovere l’interscambio di iniziative e rafforzare il coinvolgimento della categoria nel campo della formazione e dell’aggiornamento professionale, l’Ordine di Agrigento, per l’occasione, si è gemellato con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo.

Circa 200 professionisti hanno seguito a distanza l’evento e molti altri hanno preso parte in presenza, presso la sede dell’Hotel Dioscuri a San Leone (AG). Il Seminario ha visto la partecipazione del Direttore dell’Harpo S.p.a., Dott. Maurizio Crasso, creatore e sviluppatore della linea verde pensile nella medesima azienda. Presenti anche, tra i relatori, il Prof. Giuseppe Trombino, Presidente INU Sicilia, ed il Prof. Salvatore La Bella, Ordinario di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali presso l’Università degli Studi di Palermo.

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento diventa pioniere nell’approfondimento dell’uso di nuove metodologie progettuali nel rispetto dell’ecosistema ed il decoro urbano ed estetico, trattato nell’ambito del Seminario in oggetto. L’evento ha conseguito l’obiettivo di sensibilizzare sia i colleghi che vogliono mettersi al passo con i tempi nell’ambito della progettazione urbanistica ed edilizia, e in generale delle opere civili,  sia il territorio e la collettività in ordine alla necessità cogente di avvalersi delle metodologie costruttive offerte dal verde pensile, non soltanto per problemi di tipo estetico ed ambientale, ma anche e soprattutto per l’adeguamento agli obblighi normativi collegati all’invarianza idraulica, a cui tutti i lavori devono adeguarsi.

L’evento del 12 maggio è stato il primo di una serie di incontri che l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento intende organizzare sul tema, al fine di fornire ulteriori strumenti di approfondimento a tutti professionisti.

L’Ordine ringrazia la Rete delle Professioni Tecniche della Provincia di Agrigento, che ha patrocinato l’iniziativa: Rino La Mendola, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Silvio Santangelo, Presidente del Collegio dei Geometri, Maria Giovanna Mangione, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e Salvatore Talmi, Consigliere dell’Ordine Regionale dei Geologi, Francesco Ciaccio, Presidente dell’Ordine dei Periti Industriali.

Ha moderato i lavori il Consigliere Segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, Jennifer D’Anna. Presente anche il Vice Presidente Vicario, Francesco Buscaglia, che ha portato i saluti del Consiglio e del Presidente, Achille Furioso, assente per cause di forza maggiore. L’assistenza tecnica informatica è stata gestita da Flavio Patti e Sergio Caramanno.

“Non scioperiamo per protestare ma solo per essere ascoltati!”

Come noto, l’assemblea straordinaria della Associazione Nazionale Magistrati (ANM) tenutasi a Roma il 30/04/2022 ha deliberato una giornata di astensione dall’attività giudiziaria da parte di tutti gli associati, individuata dalla Giunta esecutiva centrale per il giorno 16 maggio 2022, ritualmente comunicata agli Organi Istituzionali ed alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Anche i Magistrati degli Uffici Giudiziari di Agrigento aderiscono pienamente alla deliberazione dell’assemblea straordinaria dell’ANM  tenutasi a Roma lo scorso 30 aprile per una giornata di astensione dall’attività giudiziaria da parte di tutti gli associati

I Magistrati della ANM-Sottosezione di Agrigento vogliono oggi denunciare, insieme a tutti i colleghi Italiani, il grave pericolo che è insito nella riforma dell’Ordinamento Giudiziario attualmente in discussione che, si ricordi, non accorcia neppure di un solo giorno la lunghezza dei processi ed è improntata, invece, solo: al rispetto del cd. conformismo giudiziario, ossia il favore per l’adozione di decisioni conformi ai precedenti, scoraggiando nuove interpretazioni evolutive in grado di cogliere i cambiamenti nei contesti sociali e culturali in cui la giustizia opera (vigente questa riforma, verosimilmente, anche FALCONE e BORSELLINO sarebbero bocciati, non essendo più possibile alcuna innovazione giurisprudenziale); alla introduzione di nuove figure di illeciti disciplinari (addirittura per violazioni di mere direttive non meglio individuate così, peraltro, snaturandosi anche il principio costituzionale del Magistrato soggetto solo alla Legge); a periodiche valutazioni di professionalità basate su criteri meramente aziendalistici e quantitativi che sono del tutto estranei all’esercizio della Giurisdizione (si ricordi che ormai da tempo i Magistrati italiani sono gli unici funzionari pubblici già sottoposti a ben sette valutazioni  lungo il loro percorso professionale); alla introduzione, di fatto, della separazione delle carriere tra Pubblico Ministero e Giudice (in violazione, tra l’altro, di un preciso dettato costituzionale), separazione a cui con forza ci opponiamo atteso che noi, già solo come cittadini, vogliamo un Pubblico Ministero terzo, che sia ancora il primo baluardo della Giurisdizione e non soltanto il rappresentante dell’Accusa e che sia libero di non avere, quindi,  remore a chiedere l’assoluzione dell’imputato e a ricercare prove in suo favore, invece di dover temere e dolersi che la sua originaria ipotesi possa essere  disattesa e così, addirittura, pregiudicare la sua carriera (conseguenza in sostanza inevitabile alla luce di quanto previsto dalla riforma del sistema delle valutazioni).

La riforma, peraltro, non colpisce affatto ma anzi esaspera sia il correntismo che il carrierismo!

Per tutti questi motivi, l’ANM invita i cittadini a conoscere le ragioni del nostro sofferto sciopero -che non è affatto finalizzato a difese di eventuali insussistenti privilegi o di interessi di categoria ma solo a denunciare la possibile esasperazione di un sempre più serrato controllo verticistico della Magistratura non più soggetta, quindi, solo alla Legge- approfondendo le tematiche esposte nella delibera con cui lo stesso è stato indetto, reperibile sul sito internet della ANM: https://www.associazionemagistrati.it/

Anche oggi, a prescindere dall’adesione all’astensione, saranno ovviamente garantiti i servizi pubblici essenziali nel rispetto del codice di autoregolamentazione adottato dall’ANM e al ricorrere dei presupposti di urgenza previsti dalla L. n. 742/69, conclude la nota

Ad Aragona i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un pensionato di 62 anni alla Procura della Repubblica di Agrigento per minacce aggravate. Un altro pensionato di 68 anni lo ha denunciato perché lo scorso 30 aprile, al culmine di un diverbio insorto per futili motivi, il 62enne lo avrebbe minacciato di morte brandendo un coltello a serramanico contro. Al presunto minacciante sono state sequestrate delle armi detenute legalmente a fine precauzionale.

Definito dalla critica specializzata come “il primo studio in Europa su un genere di cinema sovversivo”, costato due anni di lavoro tra ricerche d’archivio e fonti straniere, Il fiore e il serpente – quarto capitolo di un’eccentrica storia del cinema giapponese che attende l’uscita di un ultimo volume – è un viaggio nel cinema di genere Roman Porno, linea di film prodotti dalla Nikkatsu a partire dal 1971 e diretti
da celebri registi che si distinguono per gli indiscutibili meriti artistici e il carattere sperimentale.

All’inizio degli anni Settanta il cinema subisce una profonda crisi per la concorrenza delle grandi case di produzione, e la Nikkatsu – la più antica casa cinematografica giapponese – cambia radicalmente i suoi piani inaugurando la linea Roman Porno con il successo clamoroso di un film di Shōgorō Nishimura. Al tempo scoppia subito lo scandalo, perché non è considerato accettabile che una major si abbassi a produrre un tipo di pellicola da sempre associato a produzioni marginali e a basso costo.

Il Roman Porno declina alla violenza, e, con una produzione di due film ogni quindici giorni, i cineasti della Nikkatsu reagiscono per mezzo di un erotismo delirante e allucinato al sentimentalismo dei classici melodrammi giapponesi, conquistando l’interesse della critica. Alcuni film non tardano a sollevare polemiche, come nel caso di Seiichirō Yamaguchi, arrestato per oscenità e messo sotto processo,
o, ancora, di Masaru Konuma, per cui il sadomasochismo irrompe nel Roman Porno aprendo la strada a ulteriori raffigurazioni estetiche che, grazie all’elevata qualità delle produzioni, possono venir fuori dall’isolamento del cinema indipendente.

Con questo suo ultimo libro, Beniamino Biondi – fra i massimi studiosi a livello europeo del cinema giapponese – prosegue la sua approfondita analisi delle nouvelle vagues e delle tensioni autoriali del cinema di genere.

Sono ormai anni che Mareamico segnala il rischio di crollo che può riguardare l’ex caserma della Guardia di Finanza di Punta bianca. Ora il Demanio, proprietario dell’edificio, avverte che c’è un imminente pericolo e chiede al Comune di Agrigento di impedire l’accesso nell’area, mediante efficaci sistemi di interdizione per avvertire la collettività del pericolo e di mettere in sicurezza l’ex caserma. A parere nostro il Comune invece dovrebbe immediatamente acquisire questo importante immobile storico, che rappresenta il punto di riferimento dell’istituenda riserva naturale di Punta Bianca. Quindi effettuare i lavori di restauro conservativo dell’ex caserma, al fine di adibirla a museo etno-antropologico e centro di educazione ambientale. I costi dell’intervento potranno essere reperiti tra i fondi previsti per gli edifici storici, programmati dall’Istituzione Europea, Nazionale e Regionale, nei programmi di recupero e valorizzazione del territorio.

La Fortitudo Agrigento parte benissimo in Gara 1 nei quarti di finale dei playoff contro Imola. Una partita a due volti, una Fortitudo che spreca parecchie occasioni e perde diversi palloni nella prima parte del match e, nonostante tutto, tiene botta ad una squadra che mette grinta e molta fisicità, recupera una situazione di svantaggio e nel quarto parziale controlla il gioco. L’intensità è stata molto alta sin dall’inizio, le due squadre giocano punto a punto e nel primo parziale il vantaggio è di 26-21. Punti di svantaggio che Imola recupera nel secondo parziale e pareggia il match portandosi sul 40-40. Al rientro dagli spogliatoi Catalani suona la carica e Agrigento di porta avanti di due punti. Il match termina 72-67 con una grandissima prova dei senatori Albano Chiarastella e Nico Morici ed un’ottima partita di Lorenzo Ambrosin, sempre più alla ricerca di entrare nei meccanismi di squadra. Il top scorer del match è proprio il capitano con 16 punti con Morici che segue a 14, Ambrosin e Peterson a 9. Ancora in cerca della condizione migliore Alessandro Grande, rientrato a pieno ritmo dopo l’infortunio. Martedì alle 20:30 arriva Gara 2 e sarà subito battaglia al Palamoncada. Un coach Catalani soddisfatto ma concentrato: “Sono partite dove può succedere di tutto e l’abbiamo visto, sono soddisfatto di come abbiamo difeso nella seconda parte del match, domani rivedremo tutto e analizzeremo gli errori in vista di martedì”.

Missione compiuta. L’Akragas stacca il pass per le semifinali nazionali play off per la promozione in serie D. I biancazzurri hanno battuto 1-0 il Misilmeri, allo stadio Esseneto di Agrigento nella finale regionale play off. L’Akragas tatticamente perfetta ha meritato il successo contro l’ostico Misilmeri. Dopo un primo tempo avaro di emozioni, la partita si decide nella ripresa grazie alla rete di Ivan Lavardera. Il centrocampista akragantino, originario proprio di Misilmeri, ha trafitto il portiere Zummo al settimo minuto. Trovato il gol la squadra biancazzurra si è difesa con ordine ed ha concesso due sole occasioni agli ospiti con Giuliano e Pellegrini. Al triplice fischio finale esplode la festa dei tantissimi tifosi akragantini che hanno riempito lo stadio Esseneto.

Una busta con all’interno un foglio che riportava una frase di minacce, e un proiettile calibro 7,65, sono stati ritrovati, sul parabrezza della sua autovettura, da un collaboratore scolastico di 45 anni, di Favara. Un’intimidazione che, potrebbe essere un avvertimento, forse riconducibile a problemi, e dissidi di natura familiare.

E’ stato lo stesso quarantacinquenne, che è impiegato in una scuola fuori provincia, a presentarsi ai carabinieri della Tenenza di Favara, per formalizzare una denuncia a carico di ignoti. La busta con l’intero contenuto è stata posta sotto sequestro.
L’area dove era parcheggiata la macchina non è risultata essere coperta da telecamere di videosorveglianza. Con l’ultimo episodio si tratta dell’ennesima intimidazione che viene a registrarsi nell’Agrigentino, in danno di imprenditori, commercianti, politici, e impiegati.

Altre otto persone in fuga dalla guerra sono arrivate oggi a Montevago nell’ambito dell’iniziativa umanitaria “Un cuore per l’Ucraina” promossa dal comune in collaborazione con “A Cuore Aperto” e altre associazioni del territorio. Si tratta di quattro donne e quattro bambini che saranno ospitati in due diverse abitazioni messe a disposizione gratuitamente da cittadini montevaghesi.

“Stiamo cercando di dare il massimo dell’ospitalità e soprattutto il nostro auspicio e che loro ritrovino serenità e sentano il calore dell’accoglienza della nostra comunità”, ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo. Continua così il progetto “Un cuore per l’Ucraina” che lo scorso marzo ha già visto arrivare nel piccolo centro belicino 34 profughi.

 “Arrivo da Donetsk, sono scappata – racconta Eugenia – perché abbiamo una situazione molto pericolosa nella nostra città e molte persone sono state evacuate. Quando le nostre città saranno liberate torneremo a casa”.

“Quando è scoppiata la guerra – racconta Giulia – siamo stati a casa per un mese, poi la situazione è diventata molto spaventosa per i bambini, a Mariupol le donne vengono uccise per strada, la case sono distrutte, così siamo scappati in Polonia e ora siamo arrivati in Italia dove abbiamo ritrovato i nostri amici”.