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E’ arrivata anche la conferma della Cassazione per un ex consigliere comunale di Porto Empedocle e per lui si sono aperte le porte del carcere di Agrigento dove adesso dovrà scontare 4 anni di pena.

L’ex consigliere aveva già subito due condanne in primo e secondo grado; i reati a lui contestati erano violenza sessuale e maltrattamenti ai danni della ex moglie. I fatti risalgono nei primi mesi del 2014 e l’uomo, adesso, dovrà anche risarcire l’ex moglie.

Si è svolta ieri a Canicattì un’affollata assemblea dei lavoratori dei Supermercati Fortè per discutere dell’ incontro svoltosi a Belpasso presso la sede di MERIDI SRL, con i Commissari Straordinari nominati dal Tribunale di Catania il 07 gennaio 2020: Elio Blasio, Simone Manfredi, Luciano Fausti.

All’incontro hanno partecipato le delegazioni sindacali della Fast Confsal con il Segretario Manlio Cardella e la RSA Gioacchino Ficarra, del Sinalp con Andrea Monteleone, dell’ USI e le rispettive RSA.

I commissari hanno spiegato le ragioni e gli obiettivi del programma di osservazione affidato loro, che dovrà svolgersi entro 30 giorni dalla nomina del 07 gennaio 2020, al termine del quale, gli stessi, confermeranno se sarà possibile recuperare l’equilibrio economico/finanziario dell’azienda. L’obiettivo prefissato è riavviare l’attività in tutti e 71 i punti vendita, chiedendo la disponibilità ai fornitori, di rifornire di merce i magazzini con l’impegno di essere pagati in pre-deduzione e con la conseguente ripresa economica, salvare così i 473 posti di lavoro.

Riprendere vigore nelle vendite, afferma Cardella, potrà aumentare le condizioni di Forte’ sul tema della successiva cessione del ramo d’azienda, in riferimento ad esempio alla trattativa con la società Apulia srl.

I dipendenti di Fortè erano 600 – puntualizza Cardella – e tale differenza in diminuzione nasce dalle forzate dimissioni per giusta causa a cui sono stati costretti 60 lavoratori al fine di presentare la domanda NASPI e sopravvivere ai mancati pagamenti degli stipendi.
Inoltre un’attenzione particolare andrà riservata ai lavoratori triennali che a breve avranno i loro contratti in scadenza, affinchè nessuno venga lasciato fuori dalle future trattative.

Come sindacato, abbiamo preso atto positivamente dell’obiettivo dei Commissari Straordinari di salvare la rete distributiva Fortè, mantenere i livelli occupazionali, verificare attentamente e con assoluta decisione e senza sconto, le cause della grave crisi di insolvenza, che ha colpito una tra le più importanti aziende della grande distribuzione siciliana.

Confsal, Sinalp, Usi, hanno già interessato le prefetture siciliane di Palermo, Catania ed Agrigento ed avviato contatti con il Ministero del Lavoro, con la Presidenza della Regione Siciliana, con il Governo Regionale affinchè si prenda atto di una manifesta crisi della grande distribuzione siciliana, all’interno della quale si colloca evidentemente la vicenda Forte’, fatte salve ragioni, motivazioni e cause dell’enorme indebitamento rilevato dal Tribunale di Catania.

Confsal, Sinalp, Usi, afferma Cardella, restano in attesa della convocazione da parte della V Commissione Ars affinchè si possa attuare lo stato di crisi aziendale ed attivare la CIG straordinaria a norma della legge 236/93.

Agrigento, domani mattina, domenica 19 gennaio, al Viale della Vittoria, nei pressi di piazza Cavour, Fratelli d’Italia allestirà un gazebo, dalle ore 10 alle 13, in occasione della campagna di raccolta firme a sostegno di quattro proposte di legge di iniziativa popolare, ovvero l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, l’abolizione dei Senatori a vita, l’inserimento di un tetto massimo alla pressione fiscale nella Costituzione, e la supremazia dell’Ordinamento italiano su quello europeo, tutte riforme richieste da tempo dagli italiani e sostenute da Giorgia Meloni. Al gazebo saranno presenti i dirigenti e diversi militanti del partito, e sarà occasione anche per dibattere di iniziative e istanze in prossimità delle elezioni Amministrative in città. Per potere firmare è necessario esibire un documento d’identità valido.

La consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Agrigento, Marcella Carlisi, sollecita una perizia per certificare i conti del Comune di Agrigento, e spiega: “Bisogna chiarire l’effettiva situazione dei conti del Comune, alla luce di tutte le indicazioni dei revisori dei conti e delle modifiche ai documenti contabili, realizzate anche all’ultimo momento, e dei debiti fuori bilancio, anche di considerevole importo, di cui sono stati richiesti ulteriori approfondimenti. I libri contabili del Comune e delle aziende partecipate dovrebbero essere analizzati da un consulente esterno scelto attraverso un bando pubblico per l’affidamento della consulenza. E ciò per procedere, intanto, ad una campagna elettorale con dati certi, e che porti la nuova giunta nelle condizioni di conoscere immediatamente la situazione economica che si troverà davanti. In questi giorni, normali cittadini sono stati investiti da un ‘leggetevi le carte’ corale da parte della giunta comunale. I documenti pubblicati, indicati o meno, non rispondono alle precise richieste di chiarezza che un cittadino pretende legittimamente. Non si può pensare che i cittadini vadano a spulciare documenti a cui ha difficile accesso anche un consigliere comunale. La civiltà passa anche dalla condivisione delle informazioni. No ad una trasparenza che attualmente è solo un sinonimo per indicare l’invisibilità di certi servizi”.

Secondo i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Unsa, Flp ed Rsu, gli impiegati pubblici dell’Agenzia delle Entrate hanno carichi di lavoro eccessivi, e soffrono per la disorganizzazione che impedisce gli avanzamenti di carriera, per la carenza di personale e per la mancanza di ulteriori fondi per svolgere le proprie attività di servizi ai cittadini e di repressione dell’evasione fiscale. Ecco perché i sindacati hanno organizzato un sit – in di protesta, in contemporanea in tutta Italia, giovedì prossimo 23 gennaio dinnanzi ogni sede delle Agenzie fiscali.

A Canicattì si è svolta un’affollata assemblea dei lavoratori dei supermercati Fortè a seguito dell’incontro precedente a Belpasso, nella sede della società Meridi (che gestisce i supermercati in Sicilia) con i commissari nominati dal Tribunale di Catania, Elio Blasio, Simone Manfredi, e Luciano Fausti, che, entro 30 giorni dalla nomina del 7 gennaio scorso, si pronunceranno sul se sarà possibile recuperare l’equilibrio economico e finanziario dell’azienda. “L’obiettivo prefissato – afferma il segretario provinciale di Agrigento del sindacato Fast Confsal, Manlio Cardella – è riavviare l’attività in tutti i 71 punti vendita, chiedendo la disponibilità ai fornitori di rifornire di merce i magazzini con l’impegno di essere pagati in pre-deduzione e, con la conseguente ripresa economica, salvare così i 473 posti di lavoro. Riprendere vigore nelle vendite – aggiunge Cardella – potrà aumentare le condizioni di Fortè sul tema della successiva cessione del ramo d’azienda, in riferimento ad esempio alla trattativa con la società Apulia srl. I dipendenti di Fortè erano 600 – puntualizza Cardella – e adesso sono 473 a seguito delle forzate dimissioni per giusta causa a cui sono stati costretti 60 lavoratori al fine di presentare la domanda NASPI per l’indennità di disoccupazione e sopravvivere ai mancati pagamenti degli stipendi. Inoltre un’attenzione particolare sarà riservata ai lavoratori triennali che a breve avranno i loro contratti in scadenza, affinchè nessuno sia lasciato fuori dalle future trattative. Confsal, Sinalp e Usi restano in attesa della convocazione da parte della Quinta Commissione Ars affinchè si discuta della crisi della grande distribuzione e, nel caso specifico Fortè, si possa attuare lo stato di crisi aziendale ed attivare la CIG straordinaria a norma della legge 236/93” – conclude Manlio Cardella.

Ad Agrigento al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari ha assolto, “per non aver commesso il fatto”, un tecnico agrigentino imputato di esercizio abusivo della professione allorchè si sarebbe occupato di una pratica pur essendo stato sospeso dal proprio ordine professionale. Il difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, ha invece dimostrato che il professionista non era mai venuto a conoscenza della sospensione irrogata dall’ordine di appartenenza e pertanto era perfettamente legittimato a presentare ogni genere di pratica attinente alla professione e al ruolo ricoperto non risultando allo stato alcuna comunicazione di sospensione.