“Eventopoli”, l’inchiesta sui fondi pubblici ad Agrigento: dodici indagati, nel mirino il sistema dei finanziamenti agli eventi. (NOMI)

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L’inchiesta “Eventopoli” entra nel vivo con una serie di contestazioni che coinvolgono dodici persone, tra esponenti politici, funzionari pubblici, amministratori di enti culturali e rappresentanti di associazioni. Al centro dell’indagine della Procura di Agrigento c’è la gestione dei contributi pubblici destinati a manifestazioni turistiche e culturali, con l’ipotesi che parte delle somme erogate sia stata utilizzata per finalità personali o politiche anziché per gli scopi dichiarati.

Tra i principali indagati figura il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Calogero “Lillo” Pisano, per il quale la Procura ha chiesto una misura cautelare in carcere con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più episodi di peculato e truffa. Le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi giudiziarie e non costituiscono una dichiarazione di colpevolezza.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe esistita una rete di relazioni tra soggetti pubblici e privati capace di indirizzare i finanziamenti regionali e comunali verso enti e associazioni coinvolti nell’organizzazione degli eventi. Le risorse, formalmente destinate alle iniziative culturali, sarebbero state successivamente trasferite, direttamente o indirettamente, a persone ritenute vicine al parlamentare. Tra le presunte finalità anche il sostegno all’attività politica, attraverso il pagamento di spese e la sottoscrizione di tessere di partito.

Le verifiche della polizia giudiziaria e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Agrigento si sono concentrate inizialmente sui contributi assegnati al Distretto Turistico Valle dei Templi e alla Fondazione Teatro Pirandello. Particolare attenzione è stata riservata agli eventi inseriti nei programmi “Destinazione Agrigento”, “Costa del Mito” e “Natale 2022”.

Gli investigatori avrebbero ricostruito i movimenti del denaro attraverso l’esame dei conti bancari, le intercettazioni e le dichiarazioni rese da uno degli indagati. Secondo quanto riportato negli atti, prima delle manifestazioni si sarebbero svolti incontri per stabilire la distribuzione delle somme e individuare i destinatari dei pagamenti.

Oltre a Pisano, l’ipotesi di associazione per delinquere viene contestata a Costantino Ciulla, ex assessore comunale alla Cultura e attuale consigliere, Fabrizio La Gaipa, già amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi, Salvo Prestia, ex direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, Tonino Migliaccio, già autista del deputato e socio fondatore di un’associazione culturale, e Calogero Casucci, rappresentante legale dell’associazione Acamante ed ex dipendente part-time della Fondazione.

Gli altri indagati sono Giuseppe Librizzi, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo; Antonino Insalaco, dirigente del settore Turismo del Comune di Agrigento; Antonio Migliaccio, Laura Cozzo, Vincenzo Abate, Melany Palasciano e Claudio Alfano. Per Librizzi e Insalaco la Procura avrebbe richiesto anche l’applicazione di misure interdittive.

Uno dei filoni riguarda un presunto episodio di truffa relativo al programma “Costa del Mito”. Secondo l’accusa, sarebbe stata presentata una richiesta di finanziamento da 200 mila euro attraverso una rappresentazione non veritiera dei costi e delle risorse disponibili. La documentazione contabile prodotta per ottenere i contributi sarebbe risultata incompleta o irregolare e alcuni pagamenti sarebbero stati effettuati dopo l’erogazione dei fondi. Tra gli eventi esaminati figura anche il concerto di Achille Lauro organizzato per il Capodanno 2023.

Nel fascicolo compare inoltre la manifestazione “Xenia Akragantos”. I magistrati ipotizzano che siano state utilizzate rendicontazioni non veritiere e fatture riferite a spese sostenute da soggetti diversi o già contabilizzate nell’ambito delle attività della Fondazione Teatro Pirandello. Tra gli importi indicati negli atti figurano 14.800 euro riferiti all’associazione Akragas Bike, 15.300 euro all’associazione Segnali e 16 mila euro all’associazione Carosello.

Per questa vicenda vengono contestate diverse ipotesi di reato, tra cui truffa e falso. Secondo la Procura, il dirigente regionale Librizzi avrebbe omesso i controlli necessari in alcune fasi delle procedure di finanziamento, mentre per il progetto “Xenia Akragantos” sono coinvolti anche Pisano, Ciulla, Prestia e Insalaco, ciascuno per le condotte ipotizzate dagli inquirenti.

L’indagine si è successivamente estesa ad altri episodi. Tra questi figura una presunta tangente di 2.500 euro che, secondo l’accusa, sarebbe stata collegata all’affidamento dello spettacolo conclusivo dell’ultima edizione del Mandorlo in Fiore.

Un ulteriore capitolo riguarda l’ex direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, Salvo Prestia, e l’imprenditore informatico Claudio Alfano. La Procura ipotizza che siano stati utilizzati 1.652 euro di denaro pubblico per pagare un intervento tecnico che, secondo gli investigatori, non sarebbe mai stato eseguito. La fattura indicava lavori di riparazione di un’anomalia del server e sostituzione di componenti della biglietteria.

In base alla ricostruzione accusatoria, il pagamento avrebbe invece coperto la bonifica dei telefoni cellulari utilizzati da Prestia e dalla moglie, oltre a un presunto tentativo di ottenere informazioni sullo stato delle indagini. Anche questa contestazione dovrà essere accertata in sede giudiziaria.

Il quadro delineato dalla Procura è quello di una presunta gestione irregolare di risorse destinate alla promozione culturale e turistica del territorio, con finanziamenti pubblici che sarebbero stati utilizzati al di fuori delle finalità previste.

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