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La Fortitudo Agrigento non sbaglia un colpo e segna il punto del 2-0 in un Palamoncada gremito e festante come non si vedeva da oltre due anni, prima che scoppiasse la pandemia. Una vera gioia per tutti vedere i giganti lottare punto su punto, molti tiri da tre sprecati nel nulla ed in Carnovali che lancia più e più volte Imola spaventando la difesa agrigentina. Ma il muro di Chiarastella e compagni non si perde d’animo e, trascinati dal proprio pubblico, si riporta avanti conquistando nel quarto parziale una partita dall’intensità fisica altissima. Imola dimostra di non essere una squadra di passaggio nei playoff, mostra grinta ed un’idea di gioco ben precisa, venerdì in casa loro si prospetta un match molto combattuto quasi quanto una finale.

Agrigento andrà in trasferta con l’obiettivo di chiudere la serie e riprendere energie necessarie per continuare il cammino nei playoff. Il top scorer del match è un ritrovato Alessandro Grande, reduce da un infortunio che lo ha tenuto fuori per diversi giorni ma ha pienamente recuperato fisicamente e mette a segno 14 punti, seguito dagli 12 di Costi e Ambrosin. Molto soddisfatto il coach Catalani: “Ci tenevamo a chiudere sul 2-0, subire 57 punti è un risultato molto importante e sono contento della prestazione dei miei ragazzi soprattutto in fase difensiva. A Imola dovremo approcciare diversamente la partita, dovremo difenderci ancora di più perché in casa sono molto forti e spinti dal loro pubblico. Ma oggi sono molto contento e siamo stati spinti dal pubblico dall’inizio alla fine e ringrazio tutti per essere venuti a sostenerci”.

A Lampedusa i reflui fognari sarebbero stati riversati in mare senza trattamento preliminare. La Procura di Agrigento: 18 imputati da rinviare a giudizio.

La Procura della Repubblica di Agrigento intende che siano processati 18 imputati di inquinamento ambientale a Lampedusa. E tramite il pubblico ministero, Paola Vetro, titolare dell’inchiesta, ha proposto al Tribunale di via Mazzini il rinvio a giudizio. E ciò perché – come si legge nel capo d’imputazione – gli scarichi fognari dei cinque impianti di sollevamento nell’isola, senza alcun trattamento preliminare, dal 2015 poi sarebbero stati riversati in mare rendendo l’acqua, anche a 20 metri dalla costa, estremamente torbida ed emanante un forte odore di fogna. I valori di riferimento sanitario sono stati superati in maniera macroscopica”. Tra i 18, adesso sotto esame del Giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, vi sono l’attuale sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, il suo predecessore, Giusi Nicolini, i responsabili dell’impresa “Nurovi”, aggiudicataria ed esecutrice dell’appalto per l’ampliamento dell’impianto di depurazione, già sotto sequestro, ovvero Sonja Nunziatina Cannizzo, 52 anni, Mattia Mondello, 31 anni, ed Emanuele Mondello, 63 anni. E poi il direttore tecnico dei lavori, Luigi Fidone, 47 anni, l’ingegnere Salvatore Stagno, 51 anni, responsabile unico del procedimento, e poi gli ex direttori generali dell’assessorato Acque e rifiuti, Marco Lupo, 53 anni, Maurizio Pirillo, 60 anni, e Salvatore Cocina, 63 anni. E poi ancora i funzionari comunali competenti Manlio Maraventano, 54 anni, Francesco Brignone, 59 anni, e Calogero Fiorentino, 66 anni. E poi i dirigenti di settore all’assessorato Acque e rifiuti Marcello Loria, 67 anni, e Felice Ajello, 65 anni. E poi Giovanna Taormina, 56 anni, rappresentante di un’impresa che si è occupata di smaltimento dei rifiuti in un cantiere, e i direttori dei lavori Giuseppe Tornabene, 69 anni, e Giuseppe Dragotta, 62 anni. Tra i reati ipotizzati vi sono l’abuso d’ufficio, l’omissione di atti di ufficio, l’inquinamento ambientale e il danneggiamento. L’ex sindaco Nicolini, insieme a Maraventano, Stagno, Pirillo, Ajello, Cocina e Loria, rispondono di abuso di ufficio perchè avrebbero omesso di risolvere il contratto con l’impresa “Nurovi”. Udienza il 5 luglio.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Scontro da Fratelli d’Italia e Lega sulla Sicilia e la ricandidatura del presidente della Regione, Nello Musumeci, dopo il vertice tra i leader del centrodestra ad Arcore. Il contenzioso tra i due partiti arriva in modo epistolare. Una guerra a colpi di comunicati che vi proponiamo:

“È sicuramente positivo essersi incontrati – scrive FdI in una nota diffusa a conclusione dell’incontro – ma l’unità della coalizione non basta declamarla. Occorre costruirla nei fatti.
Su 26 città capoluogo sono solo 5, ma purtroppo importanti, le città in cui il centrodestra andrà diviso al primo turno ma restano ancora diversi nodi aperti. A partire dalla non ancora ufficializzata ricandidatura del presidente uscente Nello Musumeci in Sicilia, su cui la personale dichiarata disponibilità di Silvio Berlusconi si è fermata di fronte alla richiesta di Matteo Salvini di ritardare l’annuncio del candidato”.

Alla nota di FdI replica, sempre con un comunicato, il coordinatore siciliano della Lega-Prima l’Italia Nino Minardo: “La Lega sulla Sicilia – si nella nella nota – non ritarda nulla, anzi a Palermo per prima ha ritirato il suo ottimo candidato sindaco pur di avere una squadra unita. I dubbi su Musumeci non sono di Salvini o della Lega, ma semmai della netta maggioranza dei siciliani stando ad esempio all’ultimo sondaggio pubblico di Swg, che lo vede purtroppo terz’ultimo per gradimento in tutta Italia”.

(ANSA).

Il Tribunale del Riesame ha annullato la misura dell’interdizione dai pubblici uffici per 1 anno disposta a carico di Leonardo Gulotta, indagato nell’ambito dell’inchiesta dei Carabinieri del Nas su alcuni presunti concorsi truccati al Policlinico di Palermo, e altre ipotesi di reato, insieme a suo padre, il professore in pensione Gaspare Gulotta, di Santa Margherita Belice, ristretto ai domiciliari, e la sorella Eliana, medico in servizio all’ospedale “Civico”. Leonardo Gulotta pertanto rientra a lavoro, dopo che, inoltre, gli è stata revocata anche la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria impostagli dal Tribunale di Palermo lo scorso 8 aprile. Secondo la Procura, Leonardo Gulotta, da specializzando all’Università di Messina, avrebbe utilizzato le sale operatorie del reparto di Chirurgia diretto dal padre come una sorta di palestra: avrebbe assistito senza autorizzazione a diversi interventi, anche mentre sarebbe stato in malattia, grazie ad un falso certificato medico, rimediato dal padre.

Ricerca della verità e polemiche politiche: Roberto Scarpinato e Giovanni Fiandaca intervengono a 30 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio. I dettagli.

In occasione del trentesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, e della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due sono gli argomenti su cui ruota il dibattito storico e politico. Sotto il profilo storico è la ricerca della verità, che sia anche processuale e non solo storica. Nell’ambito politico sono invece le ricorrenti polemiche sull’impegno in politica di Marcello Dell’Utri e Totò Cuffaro. Sul primo, la ricerca della verità, interviene l’ex Procuratore generale a Palermo, Roberto Scarpinato, così: “La verità doveva essere nascosta ad ogni costo, e andava al di là del livello militare. Altrimenti perché fare sparire l’agenda rossa? Altrimenti perché creare falsi collaboratori? Per nascondere l’identità dei mandanti esterni. Falcone e Borsellino non sono stati uccisi soltanto da Riina e Provenzano. Loro sono stati i macellai. Dietro ci sono state ‘menti raffinatissime’, un potente sistema criminale che ha utilizzato Riina e Provenzano come braccio armato ma aveva un progetto politico molto ampio. 30 anni fa la mafia spadroneggiava a Palermo. Oggi si devono nascondere. Ciò nonostante ci sono. Hanno capito che la violenza non paga. Anzi la violenza ti fa finire sui media, e quindi oggi hanno un rapporto diverso con la città: ti vendono la droga, ti vendono il gioco d’azzardo, continuano a fare le estorsioni, e gli imprenditori, salvo rare eccezioni, non denunciano. Questo perché sanno che non sono i processi che possono cambiare la realtà, ma è la politica: finché ci saranno quartieri poveri e degradati che offrono manovalanza continua per la mafia non riusciremo a uscirne fuori da questa storia, che va avanti ormai da tempo, troppo tempo” – conclude Scarpinato.

In riferimento invece alle polemiche “Dell’Utri e Cuffaro” interviene il docente universitario emerito di Diritto penale all’Università di Palermo e giurista, Giovanni Fiandaca, che afferma: “Una persona che ha già scontato la pena inflittale, ha saldato il debito con la società, ha riparato il male commesso, ed è pertanto ritornato a essere un cittadino in pieno possesso dei suoi diritti che nessuno si può permettere di censurare pubblicamente a causa dei reati commessi in passato. Persone come Salvatore Cuffaro o Marcello Dell’Utri hanno tutta la libertà, se lo ritengono, di continuare a impegnarsi politicamente. E sarebbe ingiusto e incostituzionale pretendere di criticarli per il semplice fatto che da ex condannati, per reati di contiguità mafiosa, intendono continuare a esercitare un ruolo politico attivo, eventualmente condizionando le dinamiche politico-elettorali. Altra cosa è il diritto a ricandidarsi che, in questo caso, presuppone un giudizio di riabilitazione ancora a di là da venire, almeno secondo il diritto tuttora vigente, sempre che la Corte europea non dica niente di nuovo sul punto. Se, ad esempio, sono un elettore di centrosinistra, non sarò, in linea di corretto principio, legittimato a basare, oggi, la mia critica al centrodestra soprattutto sul fatto che continuino ad avervi un ruolo attivo personaggi alla Cuffaro o alla Dell’Utri. Piuttosto, riconosciuta la piena libertà e legittimità dell’uno o dell’altro di volere continuare a impegnarsi in politica, la critica dovrebbe rivolgersi al merito politico, al senso e al contenuto dei consigli, dei suggerimenti o delle proposte concrete che personaggi ex condannati potrebbero portare nel dibattito politico. E se il professore Lagalla accetta quel sostegno, non vuol dire che stia accettando di difendere interessi oscuri. Questo è un modo giustizialista e populista di intendere”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

In occasione del trentennale della Strage di Capaci per onorare la memoria del Giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e di tutta la scorta, questa associazione nell’ambito del progetto itinerante dell’Associazione Donatorinati “dal sangue versato al sangue donato” ha organizzato una giornata dedicata alla donazione del sangue.

Memoria e Solidarietà sono le parole chiave di questo progetto.

L’evento si terrà giovedi 19 maggio dalle 8,30 alle 13,00; il sangue si potrà donare presso Villa Bonfiglio al Viale della Vittoria

Per tutta la mattinata durante le donazioni e le pre-donazioni sarà presente il supporto medico ed infermieristico dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento e dell’autoemoteca dell’ADAS locale.

Grazie all’incessante e certosino lavoro del presidente del Consiglio comunale Miriam Mignemi finalmente arriva a Favara la visita ufficiale e istituzionale da parte del presidente della Regione Nello Musumeci.

A comunicarlo è la stessa presidente del Consiglio la quale aveva invitato Musumeci lo scorso 26 aprile. Ecco il testo della comunicazione:

“Sono lieta di annunciare la visita istituzionale presso il Comune di Favara , da parte del nostro Presidente della Regione, On. Nello Musumeci, su mio invito datato 26/04/2022. Il Presidente giungerà a Palazzo di Città , accolto dalle Istituzioni, giovedì 19 c.m., alle ore 17.00 , presso l’aula Consiliare “Falcone Borsellino”, dopo i saluti , seguirà una visita del Palazzo di Città, del Castello Chiaramonte , della Biblioteca Barone Mendola, e della Farm Cultural Park , dove incontrerà i cittadini Ucraini, parte integrante della nostra comunità, all’insegna dell’accoglienza e dell’integrazione, per concludere con i saluti finali nel terrazzo di Palazzo Micciché”.

La stessa Mignemi ha partecipato alla cerimonia del 76° anniversario dell’Autonomia Siciliana avvenuta lo scorso 15 maggio dinnanzi alle maggiori autorità politiche e non siciliane. La cerimonia si è tenuta negli incantevoli giardini di Palazzo D’Orleans.

3.281 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 20.894 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 848. Il tasso di positività sale al’15,7%. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 95.351 con un incremento di 170 casi. I guariti sono 3.506 mentre le vittime sono 24 portano il totale dei decessi a 10.792. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 676, in terapia intensiva sono 37.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 703 casi, Catania 881, Messina 451, Siracusa 446, Trapani 223, Ragusa 294, Caltanissetta 224, Agrigento 387, Enna 81.

E’ un vero e proprio anticipo d’estate quello che sta vivendo l’Italia, e che è destinato ad accentuarsi nei prossimi giorni. Nel prossimo weekend, infatti, le temperature in molte zone del Paese sfioreranno i 35 gradi, contro i 20-24 che normalmente si registrano in questo periodo dell’anno. E non solo farà molto caldo, ma sarà anche umido, con un aumento dell’afa che rende le alte temperature poco sopportabili.

A determinare quest’ondata di calore, spiega Antonio Sanò, direttore e fondatore de iLMeteo.it, «è l’anticiclone Hannibal, che si sta espandendo sempre di più sul nostro Paese, supportato da masse d’aria molto calde e dalle caratteristiche pienamente estive». Per il momento non si intravedono cedimenti dell’alta pressione. E, naturalmente, com’è accaduto nello scorso week end, tutte le spiagge, e soprattutto quelle siciliane, saranno di nuovo prese d’assalto per godere, con un po’ di fresco in acqua, di questo assaggio d’estate che scotta.

Forza Italia trova approdo “sposando” Vittorio Sgarbi. Insieme alla lista di Forza Italia dovrebbe esserci anche la lista “Rinascimento” , del critico d’arte. Due liste a sostegno di un candidato sindaco forzista che dovrebbe essere un dirigente azzurro: Turturici o Testone.  Il referente politico di Sgarbi sul territorio è il politico favarese Giuseppe Arnone.

A questo punto i candidati a sindaco salgono a 4. Domani al Comune depositeranno le liste i gruppi di Matteo Mangiacavallo, di Fabio Termine e anche Forza Italia. I candidati dovranno anche designare gli assessori. Mangiacavallo e Termine dovrebbero indicarne 3 ciascuno, il minimo necessario. Non è il caso di  esercitarsi  nella diffusione di nomi, visto che domani se ne saprà di più.

Stamattina Fabrizio Di Paola ha ufficializzato la partecipazione di Sciacca al Centro nel progetto Mangiacavallo in un contrassegno nel quale ci sarà il suo simbolo accanto a quello dei Popolari e Autonomisti di Roberto Di Mauro. “Si tratta di un’intesa elettorale”, ha precisato l’ex sindaco volendo evidentemente smentire chi pensasse che si tratti di una sua adesione a quello che un tempo si chiamava Mpa.