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Al più presto, almeno secondo le intenzioni annunciate dagli organi preposti, inizieranno i lavori di costruzione del nuovo, tanto atteso, depuratore consortile dei Comuni di Agrigento e di Favara. Le opere comprenderanno anche la costruzione delle fogne per la zona di Cannatello – Zingarello. Il tutto sarà presentato in occasione di una conferenza stampa ad Agrigento al Palazzo Filippini, in via Atenea, il prossimo 19 maggio, alle ore 10, dal sub-commissario per la Depurazione, Riccardo Costanza, in presenza dei sindaci interessati, Franco Micciché e Antonio Palumbo, oltre che dei vertici di Aica e la presidente della Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale, Giusy Savarino. Il nuovo depuratore permetterà di ridurre il carico di scarichi fognari attualmente trattati negli impianti del Villaggio Mosé e di Favara, entrambi già oggetto di sequestri da parte dell’autorità giudiziaria perché sotto-dimensionati e quindi inquinanti. Altro obiettivo è la riduzione degli scarichi abusivi a danno del fiume Akragas e della costa agrigentina.

Come già pubblicato, ad Agrigento, lunedì scorso, l’associazione ambientalista MareAmico, capitanata da Claudio Lombardo, e alcune classi del Liceo “Empedocle”, hanno ripulito il boschetto della Maddalusa dai cumuli di rifiuti abbandonati dai gitanti incivili del 25 aprile e del 21 maggio. Le imprese della nettezza urbana, che immaginiamo abbiamo ringraziato MareAmico e Liceo Empedocle, si sono impegnate a raccogliere gli oltre 50 sacchi contenenti i rifiuti al mattino di giovedì 12 maggio, giorno dell’indifferenziato.

Ebbene, prima di loro sono giunti ignoti vandali che hanno appiccato il fuoco, bruciando il tutto, anche l’ingresso in legno al boschetto, minacciato dalla fiamme. E’ stata sporta denuncia ai Carabinieri. Lo stesso accadrà a breve in via Picone, dove, a spese dei residenti che poi pagano l’F24 al Comune, sono state tagliate parte delle sterpaglie, riposte poi in appositi sacchi neri posizionati su un marciapiedi e innanzi ad un magazzino. Anche in tal caso immaginiamo, ma non risulta, che le imprese della nettezza urbana abbiano ringraziato i residenti che poi pagano l’F24. Però nessuno al momento ha avvertito il senso di responsabilità e del dovere, dopo il diritto a ricevere il pagamento, di ritirare i sacchi.

A Lampedusa, nel deposito di un supermercato, i Carabinieri hanno sequestrato, per omessa denuncia di materiale esplosivo, 720 bombole di Gpl, 397 piene e 323 vuote. L’ispezione è stata eseguita nell’ambito di controlli mirati a riscontrare l’osservanza della normativa di prevenzione e sicurezza antincendio. I militari hanno operato avvalendosi della presenza anche dei Vigili del fuoco. Le bombole sono state trovate nel piazzale retrostante all’esercizio commerciale, molte delle quali su un semirimorchio. I Carabinieri hanno accertato la mancanza di autorizzazione di Pubblica sicurezza, e della Scia, la segnalazione certificata di inizio attività ai fini antincendio.

Totò Cuffaro: “Non andrei mai con il Partito Democratico se Musumeci fosse ricandidato. Ho un po’ di merito per l’unità su Lagalla. Forza Italia si chiarisca al suo interno”.

Nell’ormai famigerata intervista di Gianfranco Miccichè al quotidiano nazionale “La Stampa”, poi smentita, il presidente dell’Assemblea Regionale e commissario regionale di Forza Italia, ribadendo la propria contrarietà alla ricandidatura di Nello Musumeci a presidente della Regione, tra l’altro avrebbe affermato: “Musumeci non lo vogliono neanche i centristi: Cuffaro e Lombardo sono pronti ad andare con il Partito Democratico se c’è Musumeci”.

Ebbene, l’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha già replicato. Così: “Ho dovuto rileggere l’intervista di Gianfranco Miccichè a ‘La Stampa’. Lo invito pertanto alla temperanza, a non insultare più il presidente della Regione, a non picconare la coalizione di centrodestra. Devo precisare che non andrò con nessun partito, e auspico che il Movimento per le Autonomie, che si trova nel perimetro del centrodestra, possa partecipare a un ragionamento costruttivo sulla prospettiva. Anche perché non si rivivano le fasi convulse, comunque istruttive, che hanno preceduto la convergenza sulla candidatura del professore Lagalla a sindaco di Palermo”. Ebbene, adesso è la volta dell’altrettanto ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, che replica: “Non è assolutamente vero che sarei pronto ad andare con il Partito Democratico se Musumeci fosse ricandidato alla Regione. Non ci penso neanche ad andare a sinistra e, ammesso che io ne avessi il più lontanissimo pensiero, a giudicare dalle cose che ogni giorno vanno dicendo, da quella parte sicuramente non vogliono né me né la Democrazia cristiana”. E poi, in riferimento alla ricandidatura di Musumeci, il commissario regionale della Dc nuova aggiunge: “Io ho lavorato perché la coalizione trovasse la quadra su Palermo e credo un po’ di merito di averlo, se non altro per aver avuto l’idea di far sedere tutti intorno a un tavolo invece che continuare a parlarsi per comunicati dove non ci si intendeva. Adesso lavorerò anche per trovare la quadra per le Regionali senza esclusione di nessuno: io sono democristiano, e non gioco mai ad escludere ma ad includere. Tutti possono avere la giusta ambizione di fare il presidente della Regione, a partire ovviamente da quello che c’è già. Nessun pregiudizio”.

E poi, rivolgendosi a Forza Italia, Cuffaro afferma: “Penso che dentro Forza Italia sia necessario che trovino l’opportunità per ragionare e per capire cosa vogliono fare. Queste fibrillazioni continue, e anche molto disinvolte, non aiutano né il partito, né i suoi deputati e i suoi dirigenti. Oltre tutto, fra poco bisognerà cominciare a lavorare per le liste per le Regionali, e credo che abbiano bisogno di chiarirsi per farlo. Tutto quello che c’era da dirsi se lo sono detti, adesso dovrebbero cominciare a capire cosa vogliono concretamente fare, cosa che sarebbe d’aiuto, complessivamente, anche alla coalizione di centrodestra per trovare le ragioni dello stare insieme”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Ho incontrato ed ascoltato l’Assessore Vullo, il quale mi ha rimesso le sue considerazioni.
Ho detto sin dal primo giorno, e continuo a dirlo, che non esiterò ad assumere le opportune determinazioni, allorquando si sarà definitivamente chiarita questa vicenda.
Per intanto, intorno ai medesimi fatti ed all’esito dell’esame degli stessi atti e documenti, ci troviamo di fronte a tre provvedimenti, drasticamente opposti ed inconciliabili: da un lato le due note conclusive dei diversi procedimenti ispettivi dei Dipartimenti Famiglia ed Autonomie Locali della Regione, che sanciscono la legittimità dell’operato degli uffici comunali e dispongono l’archiviazione dei procedimenti; dall’altro il provvedimento del Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dispone una revoca parziale.
Comunico pertanto che i nostri uffici hanno avviato un’interlocuzione epistolare col Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con osservazioni e  richieste di chiarimenti affinché, una volta per tutte e possibilmente in tempi rapidi, si definisca tale vicenda.
Per questa ragione, e nell’attesa dell’esito finale, ho deciso di sospendere ogni decisione.”
Lo dichiara il sindaco di Agrigento dott. Francesco Miccichè.

Il Polo Territoriale Universitario di Agrigento dell’Università degli Studi di Palermo, organizza per lunedì 16 maggio, con inizio alle ore 10, una mattinata dedicata all’Orientamento Universitario riservato agli studenti che frequentano le classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado.

All’evento sono stati invitati i 24 istituti superiori della provincia di Agrigento.

Dopo i saluti istituzionali di Massimo Midiri – Rettore dell’Università degli studi di Palermo, Giovanni Francesco Tuzzolino – Presidente Polo Territoriale Universitario di Agrigento, Antonino Mangiacavallo – Presidente Empedocle Consorzio Universitario Agrigento, Cinzia Cerroni – Delegata Coordinamento Centro Orientamento di Ateneo (COT), Francesco Paolo Alexandre Madonia – Delegato all’Orientamento Polo Territoriale Universitario di Agrigento, interverranno Rosanna Zaffuto Centro Orientamento (COT) e Tutorato di Ateneo e i Coordinatori dei corsi di studio e i docenti delegati. È prevista anche la testimonianza dei Rappresentanti degli studenti in Consiglio di Amministrazione di Ateneo.

Il Presidente Tuzzolino dichiara: “Sarà una importante occasione per illustrare l’Offerta Formativa del Polo Territoriale Universitario di Agrigento, ma soprattutto per indirizzare gli studenti del quarto anno e i maturandi nella scelta del Corso di Laurea più adatto alle loro attitudini. Un incontro che avrà le caratteristiche diverse rispetto a quanto si è fatto negli anni precedenti. Scegliere consapevolmente il percorso da affrontare dopo il Diploma è fondamentale. In questa direzione nasce l’idea di promuovere un evento di Orientamento Universitario dinamico. Saremo felici di accogliere nelle nostre aule i dirigenti scolastici, i giovani e gli insegnanti”.

Il “Welcome Day UniPa” al Polo Territoriale Universitario di Agrigento si svolgerà lunedì 16 maggio, dalle ore 10,00 nei locali di via Quartararo.

“Non ho mai avuto a che fare con la mafia. Con Cuffaro ho un rapporto antico, sono stato anche suo assessore”.

Il candidato sindaco di Palermo del centrodestra Roberto Lagalla risponde alla polemica sorta e legata alla unione tra politica e mafia. Il tutto dopo le recenti dichiarazioni di Alfredo Morvillo fratello di Francesca, la moglie di Giovanni Falcone, morta con lui nella strage di Capaci, ad un evento pubblico.

Sul rapporto nel passato con Cuffaro, Lagalla dichiara: “Il mio rapporto con Cuffaro è antico, ne sono stato assessore, e abbiamo chiuso un piano di rientro sanitario che nessun altro aveva mai chiuso prima”. Risponde così Lagalla ai giornalisti alla fine della riunione della coalizione. “Non trovo nessun articolo di legge o della Costituzione che mi dica che io debba respingere la lista di Totò Cuffaro, fatta tutta di candidati che ovviamente hanno le carte in regola”, solo perché Cuffaro “ha avuto dei problemi personali e giudiziari e oggi è non un mio interlocutore ma capo di una forza politica che è all’interno di una coalizione che ha trovato in me la sintesi”.

Lo trovi sempre in piedi, con l’orecchio alla campanella e l’occhio vigile verso il portone di ingresso. Sempre pronto ad ogni “rincorsa”, ad ogni cenno del Dirigente. Del resto, per quanto guadagna, deve “correre”. Naturalmente ha un titolo e poi, fa parte del personale Ata. (assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari) Lui è il “vecchio” Bidello, oggi Collaboratore scolastico. Le mansioni li trovi seguendo la tabella del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, nella parte dei profili del personale ATA. Il suo lavoro tutto sommato non è stressante:  accoglienza, sorveglianza e vigilanza di tutti gli alunni nel periodo di tempo che precede e segue la lezione prestare attenzione nella ricreazione, nelle aule momentaneamente sprovviste di insegnanti e controllare anche la sala della mensa – sorvegliare tutti i locali della scuola – custodire oggetti e libri – pulire i bagni e i locali comprese le aule – pulire anche i vetri quando serve- prestare la propria collaborazione agli insegnanti – aiutare gli alunni diversamente abili – evitare l’ingresso di estranei nelle aule – avvisare tempestivamente in caso di eventi pericolosi ecc. Le “mansioni” declamate nel vecchio CCNL non corrispondono, in quanto  nel tempo il sovraccarico di lavoro è aumentato. Soprattutto durante il  periodo di pandemia. Basti pensare che per loro non è previsto  smart working dato che una caratteristica del loro lavoro è essere presenti a scuola. Tanti doveri tanti diritti,penserà qualcuno. Gli stipendi del personale Ata rimangono paurosamente bassi. Un collaboratore scolastico neo-assunto guadagna appena sopra i mille euro al mese. Per non parlare della carrierala quale rimane un miraggio. (altro che graduatorie di istituto, punteggi vari, ecc). SGB ha predisposto una piattaforma rivendicativa, da inoltrare al Miur  per ridare dignità lavorativa ed economica, al vecchio mestiere del Bidello, al quale è stato sostituito con “grande investitura” soltanto il titolo, lasciandolo  come dicono a Napoli, “Cu ‘na mano ‘nnanze e n’ata areto” (una mano d’avanti e l’altra di  dietro). Non aspetteremo che questo lavoratore stia ancora nel girone del Purgatorio dantesco, dove l’umano spirito si purge e di salire al ciel diventa degno.

Nel 2000, la sig.ra V. C., agrigentina di cinquantasei anni, partecipava al concorso pubblico bandito dalla Regione siciliana per la copertura di n. 70 posti di Dirigente Tecnico Archeologo, il cui bando prevedeva, per i vincitori, il trattamento economico corrispondente all’ottavo livello retributivo del Decreto Presidenziale n. 11/1995.
Nel 2004, in esito all’approvazione della graduatoria definitiva del predetto concorso, la sig.ra V. C., risultata vincitrice, veniva nominata quale Funzionario di categoria D, con applicazione del trattamento economico corrispondente, però, al settimo livello retributivo.
Secondo l’Amministrazione, infatti, la sig.ra V. C. – e con essa tutti gli altri vincitori – non avrebbe potuto essere inquadrata nella terza fascia dirigenziale prevista della legge regionale 10/2000, perché entrata in vigore successivamente all’indizione della procedura concorsuale.
In ragione di ciò, nel 2005, la sig.ra V. C., con ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana, impugnava il provvedimento di nomina, chiedendone l’annullamento, nella parte in cui la Regione non aveva inquadrato la sig.ra V. C. nell’area dei dirigenti di terza fascia.

Sul detto ricorso, il Consiglio di Giustizia Amministrativa, con parere reso nel dicembre del 2007 si esprimeva favorevolmente, ritenendo che il corretto inquadramento della sig.ra V. C. “non poteva che essere proprio quello di dirigente di terza fascia”.

Il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa – che, in Sicilia, esercita le funzioni svolte dal Consiglio di Stato – avrebbe dovuto vincolare, così come accade per i ricorsi straordinari presentati (fuori dal territorio siciliano) al Presidente della Repubblica, la decisione del Presidente della regione sul ricorso della sig.ra V. C.
Cionondimeno, nel novembre del 2011, il Presidente della Regione respingeva il ricorso straordinario presentato dalla sig.ra V. C., richiamando una norma (l’articolo 9 del D. Lgs., n. 373/2003) che, a suo dire, lo autorizzava a decidere in maniera difforme al parere del CGA.
Ed allora, la sig.ra V. C., nel 2012, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, presentava ricorso al Tar Palermo, al fine di ottenere l’annullamento del Decreto Presidenziale perché adottato, illegittimamente, in contrasto con il parere reso dal Consiglio di Giustizia Amministrativa.
Più in particolare, secondo la difesa della sig.ra V. C., la norma (art. 9, D. Lgs., n. 373/2003) che prevedeva la possibilità, per il Presidente siciliano, di decidere in difformità del parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa, era da considerarsi abrogata da una successiva legge statale che prevedeva, nel resto del territorio italiano, la vincolatività del parere del Consiglio di Stato.
Nel Marzo 2019, il Tar Palermo riteneva di non accogliere il suddetto ricorso.
Ed allora, la sig.ra V. C., sempre con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, proponeva ricorso in appello davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa, chiedendo la riforma della pronuncia di primo grado. In questa sede, la difesa della sig.ra V. C. affermava l’avvenuta abrogazione della norma che autorizza il Presidente a decidere in maniera difforme al parere del CGA, evidenziando che la detta legge si poneva comunque in contrasto con la Costituzione.
Ed infatti, secondo l’Avvocato Rubino, la norma che ha imposto, a livello nazionale, la vincolatività del parere dell’organo giudiziale, avrebbe dovuto trovare applicazione anche nel territorio siciliano. Contrariamente, l’applicazione della norma richiamata dal Presidente della Regione Siciliana avrebbe violato il principio di uguaglianza che deve essere garantito tra tutti i cittadini italiani: in questo caso, infatti, solo in Sicilia, un organo politico (Presidente della Regione) avrebbe potuto decidere un ricorso in maniera difforme al parere reso dall’organo giudiziale (in Sicilia, il CGA, in tutta Italia, il Consiglio di Stato).
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, condividendo le tesi dell’Avvocato Rubino, ha sospeso il giudizio e, ritenendo rilevante la questione sulla legittimità costituzionale della norma che autorizza il Presidente a superare il parere dell’organo giurisdizionale, ha trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, dunque, si pronuncerà sul ricorso della sig.ra V. C. a seguito della pronuncia del Giudice delle Leggi che dovrà decidere sulla legittimità costituzionale della norma che garantisce al Presidente della Regione di decidere i ricorsi straordinari in difformità del parere del CGA.

Si è tenuto stamattina alla Villa Comunale di Licata il primo incontro pubblico con gli studenti degli Istituti medi e superiori, i rappresentanti della società civile e con la cittadinanza interessata, organizzato nell’ambito delle iniziative pianificate dalla  “Cabina di Regia” per l’attuazione del Patto per la sicurezza urbana – Licata Sicura”.

L’incontro – anche in memoria della origini storiche della Città – è stato pensato come una Agorà di presentazione, confronto e condivisione degli obiettivi e delle attività da mettere in campo, focalizzandosi in particolare sui temi che sono stati proposti dagli studenti che hanno interloquito  con le Istituzioni e le Associazioni presenti, dando vita ad una dialettica informale e propositiva.

Presenti all’iniziativa l’Arcivescovo di Agrigento, il Prefetto Maria Rita Cocciufa, il Sindaco di Licata,  i Vertici Provinciali delle Forze dell’Ordine, i Dirigenti Scolastici ed i Rappresentanti  dell’Ufficio Scolastico Provinciale e di Enti ed Associazioni socialmente attivi; tutti  a  testimonianza dell’attenzione  riguardo i positivi segnali promananti da ampi ambiti della cittadinanza nel senso di un’autentica volontà di partecipazione e di reazione attiva ai molteplici aspetti critici che da tempo affliggono il tessuto sociale licatese.

Molti gli spunti e le proposte emersi, soprattutto sulla sicurezza del territorio, la fruibilità degli spazi pubblici con la volontà di “adottarne” alcuni per averne cura direttamente, la necessità di spazi aggregativi, il bisogno di attività culturali, artistiche, ricreative e di intrattenimento da realizzare in varie zone della città;   su questi temi la “Cabina di Regia” continuerà a lavorare insieme a tutti gli attori coinvolti, al fine di dare effettivo riscontro intanto sulle istanze di pronta fattibilità.

Apprezzamento e cauto ottimismo è stato espresso dai ragazzi che hanno potuto dare voce ai disagi ed ai bisogni del vissuto quotidiano, manifestando la propria volontà di partecipazione, e con altrettanta soddisfazione sono stati colti dalle Istituzioni presenti tali segnali di attenzione e partecipazione attiva.