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Nella giornata odierna alla presenza del Prefetto Maria Rita Cocciufa è stata attivata la nuova area temporanea di transito per migrati sita presso il porto di Porto Empedocle destinata ad ospitare le operazioni e le procedure connesse alla gestione del fenomeno migratorio ed in particolare le attività conseguenti alle discese dalle “navi quarantena” o a sbarchi spontanei lungo le coste della provincia.

All’incontro hanno partecipato il Questore, dott.ssa Maria Rosa Iraci, i sindaci dei Comuni di Agrigento e di Porto Empedocle, i Comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto e dei Vigili del Fuoco, i responsabili della Protezione Civile provinciale e regionale, i dirigenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale e dell’Autorità di Sistema Portuale, nonché i referenti della Croce Rossa, di UNHCR, di Save The Children e gli esponenti delle comunità Cristiana e Islamica.

Il Prefetto nel corso dell’incontro ha espresso un sentito ringraziamento a tutti i soggetti Istituzionali che hanno collaborato alla realizzazione della citata area di transito; in particolare, è stato sottolineato il supporto fornito dal personale dei Vigili del Fuoco, dalla Protezione Civile provinciale e regionale, dalla Croce Rossa e da UNHCR.

L’area al suo interno vede la presenza di moduli container concessi dall’Autorità di Sistema Portuale e moduli abitativi forniti da UNHCR utilizzati dal personale della Questura di Agrigento, come uffici per le esigenze e le attività connesse al fenomeno migratorio, dai medici dell’Azienda Sanitaria Provinciale come ambulatorio medico per lo svolgimento delle attività di screening sanitario, nonché dal personale volontario di Croce Rossa che opera garantendo supporto a favore della popolazione migrante.

Il punto di transito, inoltre, si caratterizza per la presenza di un’ampia tenda sociale, messa a disposizione dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno, in grado di ospitare più di trenta persone e che garantirà adeguato riparo ai migranti in attesa dell’espletamento delle procedure sanitarie eseguite da parte del personale dell’ASP e di identificazione e foto segnalamento ad opera degli Uffici della Questura.

“E’ stata legittima difesa perchè ha reagito ad un’aggressione e, in ogni caso, aveva subito tante provocazioni che hanno esasperato gli animi”.

I difensori di Carmelo Rubino, gli avvocati Diego Guadagnino e Francesco Gibilaro, replicano così al pubblico ministero Paola Vetro che, all’udienza precedente, aveva chiesto l’ergastolo per Carmelo Rubino, l’agricoltore pensionato di 70 anni, reo confesso del delitto del coetaneo Vincenzo Sciascia Cannizzaro, anche lui agricoltore, al quale avrebbe sparato due colpi di pistola al volto al culmine di una serie di litigi dovuti al diritto di passaggio su una strada interpoderale che portava ai loro terreni.

L’omicidio è avvenuto il 27 settembre del 2019 nel terreno della vittima in contrada Calici, a Canicattì. L’anziano, durante l’interrogatorio, aveva ammesso di avere sparato due colpi di pistola al volto di Sciascia Cannizzaro, precisando di essere sotto shock e di non ricordare i dettagli di quanto accaduto. In seguito ha spiegato – tesi adesso ribadita pure dai difensori – di avere fatto fuoco per difendersi da un’aggressione e, quindi, che lo avrebbe fatto per legittima difesa.

A Palma di Montechiaro i Carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro e del Comando provinciale di Agrigento, nell’ambito di accertamenti per verificare la sicurezza nei luoghi di lavoro, e per il contrasto, e il contenimento della diffusione del Covid in ambienti di lavoro, hanno ispezionato un cantiere edile allestito in via Lenin. L’amministratrice unica, una donna di Favara di 70 anni, è stata denunciata, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento. L’attività imprenditoriale è stata sospesa, e alla donna sono state elevate ammende per 21.398 euro, e sanzioni amministrative per 19.000 euro. E ciò perché ha omesso la sorveglianza sanitaria dei dipendenti, l’installazione dei servizi igienici e della recinzione nel cantiere edile. E poi avrebbe consentito l’uso di un ponteggio non a regola d’arte, e all’atto del controllo non avrebbe esibito il Pimus (il Piano di montaggio, uso e smontaggio dei ponteggi), ovvero il documento tecnico che rappresenta il punto di riferimento in cantiere per quanto riguarda tali attività. Inoltre su 7 lavoratori presenti nel cantiere edile ben 3 sono risultati in nero.

Ad Agrigento, su iniziativa del prefetto Maria Rita Cocciufa, nella sala operativa della Protezione civile, con sede nel Comando provinciale dei Vigili del fuoco a Villaseta, si è svolto un incontro sulle attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. E’ stata espressa dunque la necessità che gli Enti competenti, come la Guardia Forestale, si adoperino da subito per le barriere frangi-fuoco e le linee taglia-fuoco, pulizia del sottobosco, rimozione sterpaglie dai terreni, e i cittadini per la rimozione delle sterpaglie dai propri terreni privati, con apposita sollecitazione da parte dei sindaci. E’ stata inoltre ravvisata la necessità di potenziare il sistema di comunicazione tra gli organi preposti, al fine di garantire una maggiore copertura di uomini e mezzi nelle aree più critiche.

Alle polemiche sollevate dal segretario regionale della Lega Minardo, su un basso gradimento di Musumeci in un sondaggio swg che giustificherebbe perplessità della Lega, nonostante il deciso si al musumeci bis di fratelli d’Italia e il personale apprezzamento più volte dichiarato di Berlusconi, risponde la portavoce db Giusi Savarino: “Va dato merito a Minardo, forse spinto da personali desiderata delusi, di avere una grande capacità di ricerca, avendo individuato un unico sondaggio di gradimento meno positivo per Musumeci, mentre lo abbiamo visto silente dopo gli innumerevoli sondaggi che incoronano Musumeci vincente, contro chiunque e con qualunque formula politica e nonostante il continuo fuoco amico. Sono certa che i leader nazionali sapranno trovare una necessaria sintesi politica per le regionali in Sicilia, così come in Lombardia.

Intanto il Presidente Musumeci continua a lavorare, incontrare i siciliani e ad aprire cantieri, come domani ad Agrigento.”

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 soggetti, indagati per i delitti di associazione a delinquere di stampo mafioso e per diversi episodi di reati contro la Pubblica Amministrazione.

Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura messinese, interviene nella fase delle indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie, che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel rispetto, pertanto, della presunzione di innocenza che l’art. 27 della Costituzione garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva.

Le indagini della Guardia di Finanza hanno riguardato l’infiltrazione mafiosa ed il condizionamento delle amministrazioni comunali dei Comuni di Moio Alcantara e Malvagna, centri della fascia ionica della provincia peloritana, ad opera di Cosa Nostra siciliana.

In particolare, le complesse investigazioni, svolte su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina dagli specialisti del Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata delle Fiamme Gialle di Messina, hanno consentito di far luce sull’operatività criminale di una cellula decisionale e operativa mafiosa del tutto autonoma rispetto alle articolazioni di Cosa Nostra catanese che, in passato, gestivano gli affari mafiosi anche nel territorio della valle dell’Alcantara.

Tale struttura criminale, secondo ipotesi accusa e che ha trovato una prima valutazione confermativa da parte del competente GIP del Tribunale peloritano, salvo il successivo vaglio di merito, è risultata in grado di ingerirsi, condizionandole, nelle dinamiche elettorali – politiche dei due comuni, oltre che nella relativa gestione dell’attività amministrativa, attraverso l’infiltrazione di soggetti alla stessa struttura criminale direttamente e/o indirettamente riconducibili.

In altre parole, non il classico gruppo criminale che fa della violenza la cifra del suo modo di agire, bensì qualcosa di diverso, di molto meno visibile ma non per questo meno pericoloso, comunque forte di una ormai riconosciuta forza criminale: una “cellula criminale autonoma che, avvalendosi della legittimazione mafiosa derivante dalla contiguità al famigerato clan dei Cintorino, la cui fama criminale, anche per la efferata violenza di numerosi omicidi commessi alla fine degli anni ’90, promana senza alcuna necessità di ulteriori e specifici atti di violenza e minaccia, è riuscita ad imporsi all’interno del tessuto sociale delle due piccole realtà comunali”.

Le indagini, secondo le valutazioni del Giudice, documentano uno spaccato assolutamente significativo del nuovo modo di “fare mafia”: “un gruppo che, per il suo modus operandi, rappresenta l’evoluzione del modello tradizionale di associazione mafiosa che sfrutta la fama criminale ormai consolidata e che non abbisogna di manifestazioni esteriori di violenza, per intessere relazioni con la politica, le istituzioni, le attività economiche, al fine di imporre il proprio silente condizionamento”.

Uno dei principali indagati, anche da detenuto, disponeva affinché i suoi sodali prendessero contatti con le ditte appaltatrici di lavori assegnati dai due enti locali di Moio e Malvagna, anche garantendo sostegno ai candidati elettorali in occasione del rinnovo dei rispettivi consigli comunali.

Concretamente, le disposizioni da lui dettate venivano tradotte in azione operativa dal padre e, soprattutto, dalla sorella, quest’ultima Vicesindaco in carica del Comune di Moio Alcantara, entrambi oggi destinatari della custodia cautelare in carcere.

In tal senso, il gruppo indagato faceva pervenire al Sindaco di Moio inequivoche sollecitazioni, cui peraltro aderiva, affinché interessasse gli amministratori comunali di altre distinti enti locali a bloccare, o sbloccare, indebitamente, procedure esecutive a vantaggio della famiglia: comportamenti ritenuti sintomatici di una “patente subordinazione del sindaco”.

Dello stesso tenore, peraltro, la disponibilità offerta alla cellula indagata dal già Assessore ai lavori pubblici del Comune di Malvagna il quale, nell’interesse della medesima struttura criminale, si adoperava per l’assegnazione di appalti di lavori a ditte vicine, anche mediante il compimento di reati di corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione.

La corruzione, secondo ipotesi d’indagine e fermo restando il generale principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, è risultata il collante dell’operatività generale del contesto oggetto d’indagine; più in particolare:

– il Sindaco di Moio, oggi destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, unitamente al responsabile dell’Area Servizi Territoriali e Ambiente del Comune di Moio, oggi in quiescenza, accettavano utilità consistenti in somme di denaro o relative promesse; il medesimo Sindaco, inoltre, favoriva vendite di materiale edile da parte di una società in cui vantava cointeressenze, per compiere specifici atti contrari ai doveri d’ufficio, così turbando la procedura di gara relativa al recupero del tessuto urbano locale, a favore di un imprenditore di Santa Teresa Riva (ME), oggi posto ai domiciliari;

– analogamente, il già Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Malvagna (sino all’ottobre 2020), oggi associato in carcere, abusando della sua qualità e dei suoi poteri, induceva il rappresentante di una ditta edile di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), aggiudicataria di lavori pubblici a Malvagna, a rifornirsi di materiale edile da una ditta di Randazzo (CT), il tutto con lo scopo di agevolare l’associazione mafiosa oggetto d’indagine. Per tale interessamento, peraltro, il titolare della ditta edile catanese – parimenti destinatario di custodia cautelare in carcere – corrispondeva all’amministratore pubblico una dazione corruttiva.

Le indagini dei Finanzieri di Messina, oltre a basarsi su attività tipiche di polizia giudiziaria, quali intercettazioni, rilevamenti, pedinamenti, perquisizioni e sequestri, si sono altresì avvalse del contributo fornito da un importante collaboratore di giustizia che, a valle del suo arresto nella nota operazione “Isola Bella”, che ha documentato interessi mafiosi nel settore turistico, chiariva ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina le dinamiche criminali insistenti nella fascia ionica della provincia peloritana.

Per quanto di odierno interesse, le indagini hanno chiarito quali fossero le modalità di ingerenza nella gestione degli appalti pubblici locali in affidamento diretto, ovvero come il tutto avvenisse attraverso l’imposizione di ditte gradite, per il tramite di amministratori locali compiacenti che, a loro volta, quando non direttamente destinatari di provviste corruttive, ottenevano in cambio sostegno elettorale, così come illustravano le modalità di drenare provviste finanziarie attraverso il sistema delle sovrafatturazioni nei lavori pubblici.

 

SCIACCA – Niente competizione per Forza Italia. A comunicarlo ufficialmente è il coordinatore cittadino Mario Turturici con una “Lettera aperta”:

Alla luce dei recenti imprevedibili e scandalosi accadimenti, che hanno meschinamente rivelato le infide macchinazioni di una certa politica in cui il partito di Forza Italia non si riconosce, sento il dovere di annunciare agli elettori e a tutta la cittadinanza che FORZA ITALIA, per non fare il gioco del sig. Mangiacavallo e dei suoi alleati, ha deciso che non si presenterà alle elezioni comunali.

La lista dei candidati al consiglio comunale verrà resa pubblica nei prossimi giorni, non verranno sospese le nostre iniziative politiche e previa attenta valutazione dei programmi elettorali più convincenti torneremo al “Torre del Barone Resort ” per lanciare la nostra proposta programmatica per la città e dare una chiara indicazione di voto ai nostri elettori.

Una scelta dolorosa ma necessaria, che serve a dare un segnale forte ed inequivocabile per rimarcare la gravità di quanto accaduto, ed al contempo una risposta ai soliti avvelenatori dei pozzi ed a quanti si illudevano che con la loro improvvida ed immotivata scelta di escluderci dalla alleanza, saremmo caduti nella loro trappola, ovvero quella di proporre una nostra candidatura a sindaco.

Infatti, una nostra candidatura di bandiera, a pochi giorni dalla presentazione della lista, sarebbe solo servita ad acuire le lacerazioni in una città già stanca e delusa ed avrebbe addirittura fatto il gioco di quegli stessi soggetti che hanno ordito al complotto, agevolando il “sogno” ballottaggio al candidato sindaco Mangiacavallo, che noi con questa scelta vogliamo a tutti i costi ostacolare, perché lo riteniamo nefasto per la città.

Assumiamo pertanto questa scelta, con dolorosa ma convinta determinazione, per doveroso rispetto dei nostri tanti elettori, così gravemente offesi dai comportamenti politici immotivatamente assunti, dei tanti cittadini ancora oggi increduli che vorrebbero spiegazioni, e di quanti hanno avuto modo di assistere con i propri occhi alla nostra lealtà politica, nel corso di una manifestazione elettorale straordinariamente partecipata.

FORZA ITALIA prende atto che è stato vergognosamente disatteso il documento che sanciva l’accordo politico tra i partiti della coalizione (li centro destra, con il silenzio assordante degli alleati.
In considerazione di quando sopra, Forza Italia si ritiene libera da ogni vincolo di alleanza, prendendo le distanze da una “mascherata pirandelliana” lontana anni luce dai reali problemi della città, in totale spregio dei patti assunti, della chiarezza e del senso di responsabilità.
La politica è affidabilità, partecipazione, condivisione, dialogo, spirito di servizio ed amore per la città.

Pertanto venendo a mancare questi requisiti e questi principi che informano il partito che rappresento, con l’onestà intellettuale che mi caratterizza, rassegno alla città la verità di quanto accaduto.
Seguirà nei prossimi giorni la conferenza stampa già annunciata, per informare più approfonditamente la città della gravità di quanto è accaduto.

Questa la lista che Forza Italia aveva preparato e che non sarà presentata:

La Polizia di Stato, nell’ambito dei servizi istituzionali deputati alla prevenzione ed allarepressione dei delitti contro il patrimonio, dapprima dietro denunce presentate da parte dei responsabili delle Terme di Sciacca e successivamente a seguito di specifici servizi svolti d’iniziativa, ha deferito alla Procura della Repubblica di Sciacca ed alla Procura della Repubblica per i Minorenni di Palermo numerosi soggetti – tra cui taluni minorenni – resisi responsabili in concorso, a vario titolo, dei reati di danneggiamento aggravato, furto ed invasione di terreni od edifici pubblici, in un arco temporale decorrente da febbraio del corrente anno alta data odierna.

Le attività indicate sono state condotte allo scopo di contenere e circoscrivere un fenomeno nel tempo ricorrente – e ripetutamente segnalato – ma che negli ultimi mesi si è manifestato con maggior frequenza, consistente nell’illecito accesso nello Stabilimento Termale di Sciacca e del limitrofo Grand Hotel delle Terme da parte di soggetti non autorizzati, come detto anche minorenni, con il precipuo scopo di penetrarvi ed asportare beni ivi ancora presenti nonché danneggiare le suppellettili che arredano gli spazi interni.

A tal riguardo è stato ritenuto opportuno, al fine di salvaguardare la struttura (al momento non attiva) ed i beni che la compongono, predisporre mirati servizi che hanno permesso di identificare, sia in flagranza che attraverso l’analisi successiva dei filmati tratti da sistemi di video sorveglianza, i soggetti che vi hanno fatto ingresso in modo illegale e deferirli alle AAGG. competenti.

Nella sola giornata del 13.5.2022, la Volante ha sorpreso sei minorenni all’interno della struttura pubblica interessata che, dopo essere stati identificati, sono stati riaffidati ai rispettivi genitori.

Gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo che ha aperto il procedimento penale a carico degli indagati, nei confronti dei quali verranno effettuate ulteriori indagini.

In questo senso saranno mantenute attive le attività di prevenzione, allo scopo di evitare ulteriori condotte di segno illecito verso la nota struttura termale.

 

La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il pubblico ministero Maria Cifalinò, titolare del fascicolo d’inchiesta, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, a Giuseppe Lattuca, 65 anni, di Favara, padre di Gessica, la ragazza della quale non vi sono più tracce dall’agosto del 2018. Lo scorso 26 ottobre Lattuca, come sarebbe stato testimoniato dalle telecamere di video-sorveglianza, avrebbe incendiato il portone d’ingresso dell’abitazione di due coniugi. L’indagato è difeso dall’avvocato Salvatore Cusumano.

L’associazione culturale “I TAMMURA DI GIRGENTI” presieduta da Biagio Licata, lungo il suo percorso si è sempre posta come obiettivo la valorizzazione delle antiche tradizioni popolari presenti nel territorio, e la solidarietà verso chi è meno fortunato di noi.

Accomunando i due meritevoli scopi, l’associazione in occasione dei festeggiamenti di San Calogero in Agrigento, presenta 2 grandi eventi.

Nello specifico:

  • L’evento denominato “Kalòs” che si terrà in data 18 Giugno 2022 alle ore 20:30 dinanzi il Sagrato del Santuario di San Calogero.

Uno spettacolo ricco di recitazione, balli e suoni, che vede come principali protagonisti, tanti ragazzi diversamente abili. Lo scopo che si è posto l’associazione, già da diversi anni, con il progetto Folkura, è quello dell’integrazione, perché esserci è un diritto di tutti.

La manifestazione realizzata grazie agli sponsor, è patrocinata dal Comune di Agrigento e dal Santuario di San Calogero, è gratuitamente aperta a tutti, raccomandando la massima prudenza in caso di assembramento.

  • L’evento denominato “San Calogero abbraccia la Valle” che si terrà in data 7 Luglio 2022 alle ore 20:30 nel Teatro Giunone – Valle dei Templi.

Manifestazione benefica giunta alle VI edizione, patrocinata dal parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi. Sul palco grandi artisti di livello nazionale, come il comico televisivo Giovanni Cacioppo; l’illustre attore Gaetano Aronica; l’opera dei Pupi Viventi di Maurizio Fratacci e Francesco Maria Naccari; e l’orchestra Chat Pitre diretta dal maestro Giovanni Bruccoleri.

L’obiettivo dell’associazione, grazie alla vendita dei biglietti, sarà quello di donare alle parrocchie buoni spesa da 25 euro, che successivamente saranno distribuiti alle famiglie più bisognose della città. Il biglietto, che ha un costo di 15 euro con posto a sedere, è possibile acquistarlo in prevendita presso il bar Cantunera via Atena n°50, o tramite whatsApp al num tel 3280459932.

Il presidente Biagio Licata: “E’ stato per me sempre fondamentale dare un servizio concreto alla città. Un impegno che vuole essere un valore aggiunto, sia come espressione di arricchimento dei festeggiamenti di San Calogero, sia come sostegno a chi ha realmente bisogno. Una sinergia tra le tradizioni popolari e le necessità sociali, che vuole essere la migliore espressione della nostra terra. Il raggiungimento di tale obiettivo, si è sempre traguardato grazie all’affetto e alla vicinanza dei miei concittadini, che ogni anno rispondono con una massiccia presenza alle manifestazioni.

Ringrazio vivamente gli enti preposti per i patrocini, gli sponsor, e tutti gli illustri artisti, per la preziosa collaborazione al fine della realizzazione degli eventi. In modo particolare consentitemi di ringraziare i miei ragazzi speciali, che affettuosamente chiamo “i miei campioni”, perché grazie a loro, in questi anni, ho appreso il vero senso della vita.”