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Interessante la due giorni di convegno in corso ad Agrigento presso l’hotel Dioscuri di San Leone il corso di aggiornamento monotematico sul trattamento del cancro del colon retto, ano, chirurgia laparoscopica. Il primo giorno il convegno si è concentrato sull’assistenza infermieristica nei casi descritti, mentre oggi, sabato, i luminari presenti discutono si nuovi trattamenti per gli interventi di cui sopra.

Ecco le interviste.

 

Il leader della Lega, Matteo Salvini, a Palermo per il processo “Open Arms” in corso nell’aula bunker del carcere Ucciardone, è intervenuto sull’argomento “elezioni Regionali”. E ha affermato: “Per quel che mi riguarda, dal 13 giugno, dopo il voto per le Amministrative del 12 giugno, ci si siede ad un tavolo e si trova una candidatura unitaria anche per le prossime Regionali con una premessa: per la Sicilia decidono i siciliani. Non è possibile che decidano o impongano tavoli romani o milanesi, per la Sicilia decidono i siciliani. Io a Messina ho dato ampia libertà ai nostri esponenti messinesi per scegliere chi sostenere, a Palermo lo stesso. L’importante è che il centrodestra trovi una sola voce, anche a livello nazionale”.

Nel corso della seduta dell’Ars nella quale si sta discutendo la manovra finanziaria regionale, è stato approvato un emendamento presentato dall’onorevole Michele Catanzaro (PD) con cui si prevede lo stanziamento della somma di 500 mila euro per i Carnevale storici siciliani riconosciuti ai sensi dell’articolo 1, comma 369, della legge 27 dicembre 2019, numero 160, con apposito decreto del Ministero dei Beni Culturali.

Il provvedimento riguarda tre eventi di grande spessore storico della tradizione siciliana, i Carnevali di Sciacca, Acireale e Termini Imerese.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte mobili, nel prossimo week end.

Sabato 14 maggio a Grotte presso il bar belvedere e Domenica 15 maggio ad Aragona C/o la chiesa Madre.

Tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00 A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.

Nino Di Matteo: “La strage di Capaci non è stata solo la vendetta della mafia contro il nemico storico numero uno. Anche altre le finalità”. I dettagli.

Secondo la narrazione più ricorrente e consolidata nel tempo, sulla strage di via D’Amelio contro il giudice Paolo Borsellino si sarebbero concentrati diversi interessi di varia natura. E ciò avrebbe indotto e alimentato il depistaggio delle indagini, attualmente sotto processo a Caltanissetta. Invece, la strage di Capaci contro Giovanni Falcone è stata sempre “relegata” (tra virgolette) ad una vendetta della mafia contro il nemico storico numero 1.

Ebbene, alla vigilia dei 30 anni dall’esplosione del tritolo che sventrò l’autostrada dall’aeroporto verso Palermo, Nino Di Matteo, magistrato e consigliere togato del Csm, si è dissociato da tale narrazione avanzando la tesi opposta, ovvero che a Capaci non abbia lavorato solo la mafia. E ha affermato: “Perché Riina aveva deciso di uccidere Giovanni Falcone a Palermo, quando poteva essere ucciso in maniera molto più facile a Roma, dove camminava spesso anche senza scorta, e dove si erano recati alcuni uomini di Cosa Nostra tra cui Matteo Messina Denaro per poterlo assassinare? Perché Riina ordina a quel commando di tornare indietro? E perché viene scelta una modalità operativa molto più difficile? La strage di Capaci è la prima e l’unica strage attuata mediante un attentato ad un convoglio di macchine blindate in movimento: un’operazione difficilissima da realizzare. E anche questo ci fa pensare che gli uomini di Cosa Nostra siano stati in qualche modo coadiuvati anche in quella fase da esperti del settore”.

E poi Di Matteo ha aggiunto: “Le finalità sono anche altre e ben più consistenti: una preventiva, perché Falcone aveva di fatto, con il ministro Martelli, assunto al ministero della Giustizia un ruolo politico importante e centrale alla lotta alla mafia. Aveva portato in politica la lotta alla mafia. L’altra finalità è terroristica – mafiosa. Infatti si tratta della prima di sette stragi e il primo anello di una catena di delitti che hanno una matrice terroristica, il cui scopo di fondo è stato quello di rinegoziare da parte di Cosa Nostra i rapporti con lo Stato, con le istituzioni, con la politica. Questa è la finalità di fondo che caratterizza queste sette stragi su cui non si è ancora fatta piena luce”. A tal proposito Nino Matteo ha concluso: “La politica attraverso le azioni degli ultimi governi non sempre ha dato la sensazione di voler vincere la guerra contro la mafia, ma casomai di voler contenere il fenomeno mafioso, di volerlo affrontare sotto il punto di vista della repressione della ordinaria criminalità mafiosa. Ma non sotto il profilo di voler recidere per sempre ogni legame della mafia con il potere”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Scossa di terremoto all’alba lungo la costa messinese. Il sisma, di magnitudo 2.5, è stato localizzato in mare e registrato dagli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle ore 6:27 ad una profondità di 117 chilometri. Un’altra scossa, poco dopo le 5, è stata rilevata invece nel canale di Sicilia meridionale: magnitudo 2.1 ad una profondità di 30 chilometri. Prima delle due scosse, l’ultima scossa tellurica in Sicilia è stata registrata mercoledì scorso al largo della costa catanese con una intensità di 2.4 e a una profondità di soli 12 chilometri. Paura invece a Stromboli ieri, per una violenta esplosione con fuoriuscita di materiale.

Il Tar rigetta il ricorso della seconda classificata alla gara d’appalto. La “Concordia Servizi” confermata a lavoro nei cimiteri di Agrigento, tra Bonamorone, Piano Gatta, Montaperto e Giardina Gallotti.

Il Comune di Agrigento ha bandito l’appalto per il servizio di sepoltura, e altre attività connesse compresi giardinaggio e pulizia, nei cimiteri di Bonamorone, Piano Gatta, Montaperto e Giardina Gallotti, per la durata di 1 anno. Hanno partecipato 3 concorrenti, tra cui la società agrigentina Concordia Servizi s.r.l, che ha vinto la gara offrendo il miglior ribasso. Contro l’aggiudicazione dell’appalto ha proposto ricorso al Tar la seconda impresa classificata, sostenendo che la Concordia avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara sia per il mancante possesso dei requisiti di idoneità professionale per svolgere il servizio, e sia per l’ omessa indicazione dei costi della manodopera e per la relativa incongruità dell’offerta economica presentata, la cui anomalia non sarebbe stata rilevata dal seggio di gara.

La Concordia si è costituita in giudizio per resistere al ricorso tramite gli avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airò e Lucia Alfieri, i quali hanno documentato che la Concordia Servizi s.r.l., così come risulta dal certificato camerale, ha maturato negli anni l’esperienza professionale necessaria per la partecipazione alla gara. E che la Concordia, oltre ad indicare con precisione il costo della manodopera, ha proposto un’offerta pienamente congrua potendo dimostrare di essere in grado di sostenere un costo della manodopera inferiore alle tabelle ministeriali che hanno un valore solo indicativo e non vincolante per le stazioni appaltanti. Anche il Comune di Agrigento, tramite l’avvocato Rita Salvago, si è costituito in giudizio, per affermare la legittimità del provvedimento di aggiudicazione alla Concordia. Il Tar Palermo ha accolto le tesi degli avvocati Rubino, Airò, Alfieri e Salvago, ha rigettato il ricorso della seconda classificata, ravvisandone la manifesta infondatezza, e ha condannato la stessa seconda classificata a pagare le spese legali a favore della Concordia Servizi e del Comune di Agrigento, 4000 euro all’una e 4000 euro all’altro. Pertanto la Concordia Servizi s.r.l potrà continuare lo svolgimento del servizio nei quattro cimiteri già affidatole dal Comune di Agrigento dopo l’aggiudicazione dell’appalto.

L’Assemblea Regionale ha approvato la Finanziaria, il Bilancio e il triennale di previsione. Tanti sono stati gli astenuti. Gli interventi a commento.

Dopo quattro mesi di esercizio provvisorio del Bilancio, dal primo gennaio al termine massimo del 30 aprile, e dopo la maratona in Aula iniziata all’indomani del primo maggio, adesso, poco prima della mezzanotte, Sala d’Ercole ha approvato la Finanziaria della Regione Siciliana. A favore dello strumento contabile hanno votato 20 deputati. I contrari sono stati 10. E’ stata determinante la presenza in Assemblea dei deputati dell’Opposizione, che hanno garantito il numero legale.

Tanti sono stati gli astenuti fra gli esponenti di Forza Italia e Lega. Poi è stato approvato anche il Bilancio, con 30 voti a favore e 19 contrari. Complessivamente i tre maxi emendamenti, che hanno compreso in sintesi i contenuti emersi dal dibattito, valgono 32 milioni di euro. La finanziaria vale invece 831 milioni, la legge di bilancio 20 miliardi, e il bilancio triennale 57 miliardi. Le reazioni, il Movimento 5 Stelle: “E’ il brutto congedo di un governo pessimo. L’ultima Finanziaria di questo disastroso governo è andata in porto solo grazie al lavoro delle opposizioni, che, dopo l’esclusione delle Commissioni, hanno trasferito in Parlamento i lavori, riuscendo ad incidere notevolmente e portando a casa buoni risultati per i siciliani. Le inefficienze del governo, e di un Musumeci colpevolmente assente, comunque, non hanno permesso di dare tutte le risposte che aspettavano i cittadini. Una delle poche note liete è che questa Finanziaria è l’ultima a cui mette mano Musumeci” – conclude il capogruppo grillino, Nuccio Di Paola.

E il capogruppo del Partito Democratico, Giuseppe Lupo, rilancia: “E’ la Finanziaria inutile di un governo inutile. Ci siamo battuti per difendere i diritti dei più deboli, dei disabili, per difendere le attività e i bilanci dei Comuni, il futuro e lo sviluppo delle imprese e del lavoro. Il presidente Musumeci ha disertato i lavori d’Aula, se non per qualche ora. E’ stato un ulteriore atto di disprezzo nei confronti del Parlamento, ma forse è stato meglio così. Se fosse stato presente sarebbe stato anche peggio”.

Doveroso è il commento del maestro d’orchestra, ovvero il presidente dell’Assemblea Regionale, che ha diretto i lavori d’aula, ovvero Gianfranco Miccichè, che afferma: “Questa è l’ultima manovra di questa legislatura. Io ho sempre cercato di trovare soluzioni di accordo perché credo che la legge di Stabilità sia l’espressione massima del lavoro che fanno, anno dopo anno, governo e Parlamento. Spesso, non sempre, ci siamo riusciti. Ogni tanto abbiamo fatto dei casini. Credo che questa legislatura, nonostante quest’ultimo periodo, non sia stata di grandissimi scontri. C’è stata una contrapposizione forte tra governo e Ars, e se posso dare un suggerimento per gli ultimi sei mesi al governo è quello di considerare il Parlamento non un elemento estraneo alla politica, ma uno fondante, perché qualsiasi cosa senza il controllo del Parlamento farebbe sparire l’idea della democrazia”.

ANCI Sicilia, Rete Civica della Salute e Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere firmano un accordo di collaborazione triennale finalizzato alla realizzazione di un sistema di sviluppo partecipato attraverso percorsi di sensibilizzazione, educazione, partecipazione e politiche attive sul tema “Salute Bene Comune” con particolare riguardo alla visione “One Health”.

Ad ospitare la cerimonia della firma è la riunione del Comitato Direttivo dell’ANCI Sicilia svoltasi oggi pomeriggio a Palazzo delle Aquile a Palermo. Un luogo e una data che ne sottolineano l’importanza, al pari della platea invitata, nella quale i rappresentanti dell’Associazione dei Comuni sono fianco a fianco con i coordinatori provinciali della Rete Civica della Salute (RCS).

L’accordo, firmato dal presidente di ANCI Sicilia Leoluca Orlando, dall’ideatore e coordinatore della RCS Pieremilio Vasta e dal presidente della Conferenza dei CCA Pier Franceso Rizza va

oltre l’enunciazione di principi, peraltro solidamente ancorati alle previsioni legislative più avanzate, a partire dalla Misura 6 del PNRR sullo sviluppo dell’Assistenza territoriale del Sistema sanitario nazionale attraverso le “reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” e dalle previsioni del DM 71/2022 che persegue “la valorizzazione della partecipazione di tutte le risorse della comunità, attraverso il coinvolgimento dei diversi attori locali (Aziende Sanitarie, Comuni, Professionisti, Pazienti e loro caregiver  e Terzo Settore)” nel processo di riordino delle nuove strutture di prossimità:  Case della Comunità (CdC), Cure domiciliari attraverso equipe multi professionali (Unità di Continuità Assistenziale) e Centrali Operative Territoriali (COT) favorendo una reale interconnessione socio-sanitaria nei contesti urbani.

“L’accordo di collaborazione firmato oggi- dichiarano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’ANCI Sicilia – sancisce una vera e propria alleanza a tutela del fondamentale bene comune che è la salute. Le tristi vicende legate alla pandemia che hanno, purtroppo, caratterizzato gli ultimi anni, ci hanno reso consapevoli del fatto che la salute individuale non è più una questione privata ma un bene comune globale”.

“Il protocollo d’intesa vuole essere un’ulteriore sollecitazione affinché gli amministratori locali, i dirigenti e i funzionari dei comuni, possano esercitare, anche su questi temi, un ruolo attivo divenendo così vere e proprie “agenzie” di promozione della salute anche attraverso la diffusione di prassi e comportamenti che favoriscano la prevenzione e uno stile di vita salutare”, aggiunge Alvano.

“Cittadini e istituzioni devono essere consapevoli del fatto che la salute di ognuno di noi è una risorsa collettiva – aggiunge Orlando – e che prendersi cura di sé, dell’altro e dell’ambiente in cui si vive è un compito personale che però può essere svolto con successo solo attraverso un’azione collettiva, con la messa in comune dei saperi medici, la condivisione di stili di vita sostenibili e con la corretta fruizione dei  necessari presidi sanitari”.

“Si tratta ancora una volta, com’è nel Dna della RCS e come già sviluppato nell’accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale – sottolinea Pieremilio Vasta – di un’alleanza di sussidiarietà circolare. Un modo per promuovere nei fatti, grazie al coinvolgimento dei Riferimenti Civici, che mettono a disposizione risorse umane, esperienziali e di competenza, quell’affiancamento alle istituzioni che si traduce in supporto quotidiano, promozione di una cooperazione dal basso facilitata dall’alto attraverso co-progettazioni e co-programmazioni. Non per caso dell’Accordo fa parte integrante un programma di azioni che impegna ANCI e RCS a coinvolgere Sindaci, Assessori, Consiglieri e Personale comunale nell’esercizio organizzato del principio costituzionale di sussidiarietà circolare per le politiche pubbliche sui beni comuni: salute, ambiente, cultura e a comunicare la possibilità offerta di promuovere e favorire la partecipazione civica nel processo di qualificazione e umanizzazione del Sistema Salute basato sulla interconnessione tra Sanità, Scuole ed Enti Locali”.

Il piano di lavoro dei tre anni mette insieme diverse azioni. Molte sono dedicate a informazione e sensibilizzazione. Si va dai webinar informativi e formativi, per ambiti di bacini territoriali, dedicati a “Partecipazione Civica e Sociale”, “One Health”, ” Sviluppo sostenibile e Ambiente”, “Cittadinanza digitale e Comunicazione” alla partecipazione dei Riferimenti Civici accreditati nei Comuni alle iniziative di formazione e divulgazione organizzate da ANCI Sicilia, dagli incontri di presentazione della RCS nell’ambito dei lavori delle Giunte e dei Consigli Comunali, con il coinvolgimento non solo degli Assessori e dei Consiglieri ma anche dei Dirigenti dei Comuni, alle iniziative di promozione dell’adesione dei cittadini ai programmi di prevenzione primaria, con particolare riferimento alle malattie oncologiche o croniche, dalla sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti per salvare tante vite in attesa alla più consapevole partecipazione civica nell’allerta tempestiva  in sinergia sia con la Protezione Civile che con il Servizio sanitario.

Ma ci sono anche altri impegni, altrettanto significativi. E infatti l’ANCI e i Comuni collaboreranno alle fasi attuative territoriali dell’Accordo tra Ufficio Scolastico Regionale e la RCS per il supporto all’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica nelle Scuole della Sicilia sull’Obiettivo formativo “Salute Bene comune”, con particolare riferimento ai rischi per la salute nel contesto urbano al fine di favorire più alto livello di alfabetizzazione e di accessibilità all’informazione sanitaria di tutti i cittadini aumentando il grado di autoconsapevolezza.

Non solo. La RCS parteciperà sia agli studi e ai monitoraggi sui determinanti di salute previsti dal Manifesto “La Salute nelle Città: bene comune” sottoscritto dall’ANCI nazionale sia ad interventi-pilota di indagine sulle barriere architettoniche / ostacoli all’inclusione.

E ancora: con il fine di cooperare per “il necessario miglioramento dell’integrazione socio sanitaria nei territori siciliani”, l’ANCI e la Rete opereranno insieme per la co-progettazione di modelli organizzativi e metodologia operativa da offrire ai Comuni per “la migliore attuazione nel territorio siciliano del progetto dell’OIS (Osservatorio sulle buone pratiche di Integrazione Sociosanitaria) di Federsanità ANCI in convenzione con Agenas, finalizzato a raccogliere le migliori esperienze di integrazione socio sanitaria al fine di renderle modelli diffusi attraverso l’organizzazione di tour informativi interprovinciali in una logica di reale disseminazione”.

La Confasi Scuola ha avviato una petizione avverso l’ordinanza del Ministero relativa alla procedure di aggiornamento delle graduatorie GPS per il biennio 2022/2023 e 2024/2025. Secondo la Confasi infatti  “questa ordinanza che apre la graduatorie provincial per le supplenze, le GPS, prevede che potranno inserirsi coloro che so no in possesso dei requisiti entro la chiusura della stesa istanza che è prevista per il 31 maggio prossimo”. Per il sindacato “ in questo modo vengono esclusi i laureandi in Scienze della Formazione primaria che concludono il percorso dei studi entro il mese di luglio di quest’anno, i diplomandi Itp che terminano il percorso di studi tra qualche mese, gli specializzandi per le attività di sostegno che vengono inclusi con riserva e altri tagliati furi per due giorni.E per ultimo– conclude Confasi- per quanto concerne gli abilitati all’estero, la petizione lanciata da Confasi riguarda solo per una parte di loro relativamente all’apertura di una possibilità di contratto a tempo determinato per quanti hanno ottenuto sentenza ultima di riconoscimento e che devono completare l’iter con misure compensative”. La Confasi– concludono i dirigenti Davide Lercara e Ida Vasta- sarà impegnata in questi giorni su questa petizione che riguarda tanti insegnanti”.