Home / 2022 / Maggio (Pagina 24)

Il tutto sarebbe nato da una istanza di avocazione che l’ex avvocato Giuseppe Arnone inviata alla Procura Generale di Palermo. Nella missiva Arnone evidenziava dei favoritismi perpetrati da parte degli ex capi della procura agrigentina, Renato Di Natale e Luigi Patronaggio e dei vice Ignazio Fonzo e Salbatore Vella.

Tra le righe scritte ecco cosa spiccava: “I continui ritardi e le omissioni nel promuovere l’azione penale in ordine a pacifici reati di abuso di ufficio e concessioni edilizie illecite hanno inculcato al Comune di Agrigento una sostanziale convinzione di impunità con gravissimi danni per il territorio”.

E’ bastata questa considerazione, ma ce ne sono di altre, per mandare a processo Arnone fissato per il 7 novembre prossimo con l’ipotesi di reato di calunnia e per il quale lo stesso ex avvocato ha rinunciato all’udienza preliminare.

E’ stato il gip di Caltanissetta, Valentina Maria Amelia Balbo che ha disposto il giudizio immediato dopo che la procura di Caltanissetta ha chiesto il suo rinvio a giudizio – con l’accusa di calunnia ai danni dei magistrati di cui sopra.

Secondo i pm Stefano Marino, Simona Russo e Dario Bonanno, Arnone – sapendoli innocenti – avrebbe accusato falsamente i quattro magistrati del reato di abuso di ufficio. La vicenda scaturisce dal contenuto di un’istanza di avocazione – strumento che consente alla parte di estromettere una procura dallo svolgimento delle indagini quando si verificano ritardi e omissioni -, datata febbraio 2020,  nella quale Arnone sosteneva che i pm agrigentini avessero volutamente protetto una donna non indagandola per degli abusi edilizi.

Ma ci sarebbe anche di più: Arnone descriveva “una situazione di illegalità all’interno della procura agrigentina”; secondo i pm nisseni questi argomenti erano falsi e avevano lo scopo di mandare a processo i 4 magistrati.

 

2.352 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 17.783 tamponi processati in Sicilia. Ieri i nuovi positivi erano 2.204. Il tasso di positività sale all’13,2%. La Sicilia è oggi, al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 90.341 con una diminuzione di 2.526 casi. I guariti sono 5.290 mentre le vittime sono 9 portano il totale dei decessi a 10.833. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 646, in terapia intensiva sono 30.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 641 casi, Catania 518, Messina 379, Siracusa 350, Trapani 182, Ragusa 192, Caltanissetta 169, Agrigento 270, Enna 72.

“Inqualificabile e senza pudore, a limite della presa in giro dei siciliani, la difesa d’ufficio del cerchio magico del Presidente Musumeci sul posizionamento al terzultimo posto per gradimento tra i Presidenti di Regioni che ricordo a me stesso sono 20.

D’altronde è lo stesso atteggiamento con il quale Musumeci vorrebbe arrivare alla ricandidatura che per inciso non era preventivata. Come è lo stesso, tenuto durante questa legislatura cioè quello dell’imposizione, e non del confronto, contrario ai principi democratici e del vivere in una comunità”.

Sono le parole dell’onorevole di “Prima l’Italia” e Presidente della commissione speciale di monitoraggio e verifica delle leggi Carmelo Pullara.

“E non valgono – continua Pullara – i 10, 100 e 1000 sondaggi per così dire fatti in casa per contrastarne uno che ha un valore nazionale con alta attendibilità e scevra da condizionamenti.

Ci sorprende non poco come il movimento creato dal presidente Musumeci, quale riferimento per il territorio continui a chiedere che sia Roma a decidere sui siciliani. Salvini, a differenza della Meloni, sta dimostrando di tenere in considerazione i siciliani rispettandoli. Le perplessità sollevate d’altronde sono fotografate dal  giudizio dei siciliani evidenziate dal sondaggio SWG.

La scelta del prossimo presidente della regione – conclude Pullara – deve essere una scelta condivisa, fatta in Sicilia da siciliani e per i siciliani, non calata da Roma contro la volontà dei siciliani”.

La Guarda Costiera di Porto Empedocle ha recuperato e sequestrato circa 1500 ricci di mare pescati illegalmente, sequestrando anche le attrezzature subacquee utilizzate per la loro cattura, e infliggendo multe per 2mila euro ciascuno a due sub palermitani sorpresi nel tratto di mare antistante la foce del fiume Magazzolo, in territorio di Ribera. I due pescatori abusivi sono stati fotografati e filmati intenti a ritornare a riva con il loro carico di ricci di mare, poi caricato su un’automobile. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni lungo l’intero tratto di costa.

A Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, alcuni colpi di pistola sono stati sparati – ed è la seconda volta – contro il portone dell’abitazione, nel centro cittadino, dell’avvocato Maria Giambra, in casa con i familiari. A telefonare ai Carabinieri è stato il marito. E’ l’ennesimo attentato nei confronti dell’avvocato che è sottoposta a protezione da mesi. Diverse persone sono state arrestate nei mesi scorsi dai Carabinieri nell’ambito di indagini sugli attentati subiti, come l’incendio di automobili, e le fiamme appiccate alla tettoia della sua abitazione di campagna.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Sciarrotta, ha condannato ad 1 anno e 11 mesi di reclusione ciascuno S G e D G, sono le iniziali dei nomi, per le ipotesi di reato di violenza privata, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose e sulle persone, turbativa violenta del possesso di cose immobili. Inflitti inoltre 6 mesi di reclusione ciascuno ad S C e a D G, per l’ipotesi di reato di minaccia aggravata. Gli avvocati Barbara Garascia e Giuseppe Bongiorno, legali delle parti civili costituite, esprimono soddisfazione per il risultato ottenuto. E dichiarano: “Il giudizio giunge all’esito di una dolorosa vicenda in cui le parti civili sono state per anni vittime di minacce, violenze e prevaricazioni da parte degli odierni condannati. Gli avvocati Garascia e Bongiorno hanno ottenuto, oltre al risarcimento dei danni, la condanna ad una provvisionale immediatamente esecutiva e il pagamento delle spese legali”.

Con l’App messa a disposizione dalla Camera di Commercio, tutti i documenti ufficiali sono accessibili senza costi e da qualsiasi dispositivo

Sempre più numerosa la “community” degli imprenditori che utilizza il cassetto digitale impresa.italia.it, la web-app realizzata da InfoCamere e messa a disposizione dalla Camera di Commercio di Agrigento a vantaggio della digitalizzazione del tessuto imprenditoriale locale. Nel cassetto digitale, ogni imprenditore ha a disposizione gratuitamente e in ogni momento – anche da smartphone e tablet – tutti i documenti ufficiali della propria azienda depositati nel Registro delle imprese, sempre aggiornati e pronti per essere scaricati e condivisi in modo facile, sicuro e veloce.

Il cassetto digitale dell’imprenditore – afferma il Commissario Straordinario Giuseppe Termine – è una testimonianza dell’Impegno della Camera di Commercio  nella promozione di una partnership istituzionale con le imprese per la semplificazione, l’innovazione e la crescita della cultura digitale tra i nostri imprenditori, soprattutto quelli alla guida delle realtà più piccole e a rischio di marginalizzazione digitale. Il cassetto digitale dell’imprenditore è una di quelle piccole rivoluzioni che hanno la capacità di ricostruire la fiducia verso la pubblica amministrazione, avvicinando in digitale gli imprenditori e spingendoli ad utilizzare strumenti e tecnologie che possono renderli più competitivi”.

“Questo traguardo – sottolinea il Segretario Generale Gianfranco Latino – è un segnale di come il Sistema Camerale stia interpretando il concetto di trasformazione digitale, prioritaria per il mondo produttivo e per il sistema Paese, attraverso iniziative concrete: ogni cassetto digitale rappresenta un imprenditore dotato di identità digitale che, grazie all’utilizzo di smartphone e tablet, acquisisce sempre maggior consapevolezza del valore del patrimonio informativo delle Camere di Commercio aperto alle esigenze della propria impresa”.

Per le imprese la digitalizzazione è sempre più una necessità. L’emergenza Covid-19 e la crescente remotizzazione dei servizi hanno già cambiato le abitudini di migliaia di imprenditori che si sono resi conto di non potere fare a meno del digitale. Per molti di loro, il cassetto digitale dell’imprenditore impresa.italia.it si è rivelato molto utile per gestire in modo più agile la propria azienda, anzitutto nella richiesta dei contributi per l’emergenza sanitaria. Nella documentazione necessaria per accedere ai fondi messi a disposizione, sia a livello nazionale sia locale, sono infatti sempre richiesti la visura e l’eventuale bilancio, documenti che per l’impresa sono gratuiti e più facili da ottenere proprio tramite l’utilizzo del cassetto digitale.

Il Comitato del Ministero dell’Interno di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti, presieduto dal commissario Felice Colombrino, ha concesso benefici economici ai familiari delle vittime delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Lo Stato – ha sottolineato il prefetto Colombrino – è vicino ai familiari delle vittime di mafia che vivono un continuo, immenso dolore che non potrà mai guarire completamente. Lo sopportano con dignità e coraggio, chiedendo giustizia e non vendetta.

Nei loro confronti abbiamo tutti un debito enorme e la loro testimonianza è un monito a non dimenticare e un punto di riferimento per le generazioni più giovani”. In particolare, il Comitato ha assegnato 4.710.000 euro a favore dei familiari delle vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992, ovvero Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e i poliziotti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Feriti Giuseppe Costanza e Paolo Capuzza. Altri 10.880.000 euro sono stati assegnati a favore dei familiari delle vittime della strage di Via D’Amelio del 19 luglio 1992: Paolo Borsellino e i poliziotti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Ferito Antonio Vullo.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Nel corso delle ultime ore, con 8 distinte imbarcazioni, sono approdati a Lampedusa 308 migranti. Il centro d’accoglienza dell’isola è sovraffollato, con oltre 1000 ospiti a fronte di 250 posti letto. Sono in corso i trasferimenti con i traghetti, navi quarantena e la nave Diciotti della Capitaneria. La maggior parte dei migranti proviene da Marocco, Tunisia, Egitto, Sudan, Etiopia. Il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, commenta: “Agrigento è una provincia abituata al fenomeno dei migranti. Al momento a Lampedusa c’è la nave Diciotti che imbarcherà almeno 500 persone. Siamo abbastanza attrezzati, ma c’è una situazione molto complessa, determinata da problemi politici dei Paesi del Nordafrica e grave crisi economica, dovuta anche ai cambiamenti climatici. Lo scorso anno abbiamo avuto 37 mila migranti sbarcati, non è escluso che adesso supereremo anche questi numeri”.