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Perché l’Italia si è dimenticata dei ricercatori? “Non c’è alcuna risposta logica – commenta il Segretario Nazionale della Ugl Salute Gianluca Giuliano – per questo esercito di professionisti sfruttati e dimenticati. Attendono da anni, prestando con il loro servizio presso gli Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) ed Izs (Istituti zooprofilattici sperimentali),la stabilizzazione che sarebbe quel segnale per dare finalmente dignità alla loro figura. Ma a parte promesse e belle parole, vezzo diffuso quando politica ed istituzioni si occupano del SSN, ben poco è stato fatto. Sono circa 1.300 i ricercatori in forza alla sanità pubblica – dice ancora il sindacalista – che anche durante il terribile e lungo periodo della pandemia si sono fatti trovare pronti per svolgere la loro opera. In questi giorni alla Commissione Affari Sociali della Camera si discute del riordino degli Irccs e sarebbe delittuoso che non si trovasse una soluzione per stabilizzare questi professionisti liberandoli dalle zavorre di un precariato fatto di contratti a termine, borse di studio, collaborazioni e partite iva. La lunga strada della ristrutturazione SSN non può prescindere dal dare le giuste garanzie a questa figura professionale” conclude Giuliano.

Tuona Confindustria Sicilia sulla Finanziaria regionale e sul gioco di rinvii e di veti incrociati che sta imbrigliando la legge di Bilancio. La federazione degli industriali siciliani invoca un “richiamo al senso di responsabilità della politica”.

E sottolinea l’estrema gravità del momento che attraversa la Sicilia tra gli ultimi colpi del flagello di una crisi pandemica e l’onda lunga e soffocante dei rincari energetici, l’Isola oggi rischia di perdere l’ultimo tram per lo sviluppo: “In un periodo in cui è in gioco la sopravvivenza delle imprese ed il rischio di povertà è dilagante non possiamo assistere a quello che succede all’Ars. Siamo di fronte a uno spettacolo inaccettabile”.

Gli industriali siciliani, guidati dal presidente Alessandro Albanese, chiedono che “La politica ritrovi almeno in questo momento la capacità di dare risposte concrete a tutto il sistema delle imprese siciliane, riprenda la funzione di guida strategica e valoriale, si riappropri della sovranità delle scelte.  Tutto ciò – conclude Albanese – in fretta e bene. Senza personalismi e nell’interesse di tutti”.

400 i nuovi positivi al Covid-19 registati dall’Asp di Agrigento. I numeri sono contenuti, come sempre, nel bollettino settimanale diramato dall’Azienda sanitaria provinciale.

Si contano inoltre un solo ricovero e 356 persone guarite in più rispetto a ieri. Sono 36 (-1) gli agrigentini ricoverati, e si trovano tutti in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 22 (+1) si trovano al “San Giovanni di Dio”, 13 (-2) al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e uno (dato stabile) in un ospedale fuori provincia. Non c’è alcun ricoverato al nosocomio di Ribera in terapia intensiva.

Ed ecco la situazione Comune per Comune: Agrigento 1.107 (+1); Alessandria della Rocca: 52 (stabile); Aragona: 236 (-1); Bivona: 130 (+13); Burgio: 72 (-6); Calamonaci: 11 (+2); Caltabellotta: 41 (stabile); Camastra: 38 (stabile); Cammarata: 97 (+3); Campobello di Licata: 216 (-2); Canicattì: 800 (+18); Casteltermini: 190 (-1); Castrofilippo: 51 (-2); Cattolica Eraclea: 61 (-4); Cianciana: 57 (stabile); Comitini: 12 (+1);  Favara: 929 (-14); Grotte: 78 (+3);  Joppolo Giancaxio: 39 (-2); Licata: 647 (-1); Lucca Sicula: 31 (-2);  Menfi: 246 (+8); Montallegro: 40 (stabile); Montevago: 51 (+2); Naro: 109 (-2); Palma di Montechiaro: 223 (-5); Porto Empedocle: 347 (-1); Racalmuto: 130 (-1); Raffadali: 304 (-8); Ravanusa: 136 (+7); Realmonte: 82 (-1); Ribera: 207 (+7); Sambuca di Sicilia: 78 (+5); San Biagio Platani: 114 (stabile); San Giovanni Gemini: 122 (+3); Sant’Angelo Muxaro: 74 (-3); Santa Elisabetta: 52 (+3); Santa Margherita di Belice: 101 (+3); Santo Stefano di Quisquina: 85 (+9); Sciacca: 772 (+15); Siculiana: 127 (+6) di cui 3 migranti (dato stabile) ospiti a Villa Sikania e Villafranca Sicula: 17 (stabile).

Sulle navi quarantena in rada della costa Agrigentina ci sono al momento 10 migranti.

Un giovane dottore agrigentino – G. C. di anni 26 – ha partecipato al concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento a tempo determinato di 8.171 unità (di cui 410 presso la Corte d’Appello di Palermo) da adibire all’ufficio per il processo.

In esito alla prova concorsuale, il concorrente è stato inserito nella graduatoria di merito tra gli idonei non  vincitori.

In particolare, al concorrente è stato assegnato un punteggio inferiore a quello spettante a causa della mancata attribuzione di due punti previsti  per i soggetti in possesso di laurea magistrale.

Pertanto, il giovane agrigentino, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubio e Giuseppe Impiduglia ha impugnato gli atti del concorso.

Con il ricorso è stato sostenuto che la laurea magistrale rappresenta un titolo superiore rispetto a quello (triennale) richiesto dal bando per la partecipazione al concorso ed è stato rilevato come la Commissione avrebbe dovuto attribuire al candidato ulteriori due punti in ragione del possesso di tale laurea.

Gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno citato – a sostegno delle censure dedotte con il ricorso – recenti precedenti giurisprudenziali.

Il TAR Lazio Roma, con sentenza breve, ha accolto il ricorso patrocinato dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, rilevando come “la laurea magistrale costituisca un titolo di studio superiore rispetto a quello utile alla semplice ammissione al concorso, rappresentato dalla laurea triennale. Ove tale superiore titolo non fosse valutabile quale titolo aggiuntivo, si genererebbe un’illogica e irragionevole disparità di trattamento tra candidati”.

Con la suddetta sentenza, il TAR ha, pertanto, accertato che “al ricorrente spetta l’attribuzione di ulteriori 2 punti”.

Per effetto della sentenza del Tar Lazio, l’Amministrazione dovrà rideterminare la posizione ricoperta dal ricorrente nella graduatoria di merito.

Il giovane agrigentino, dunque, potrà conseguire l’assunzione in servizio anche per effetto dello scorrimento della graduatoria.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, intervenendo a “Un giorno da pecora” su Radio 1, ha ribadito unità e compattezza sulla propria ricandidatura. E ha affermato: “Sono convinto che prevarrà il buon senso, la Sicilia non è laboratorio? Io sarò ricandidato, si tratta solo di capire quale sarà il perimetro. Lo vedremo piano piano, spero che ci sia l’alleanza di tutto il centrodestra, decideranno i partiti che hanno deciso la mia candidatura. Sono i dirigenti delle forze politiche che devono valutare e concordare con il candidato quale sia la soluzione migliore. Per ora abbiamo 4 forze politiche, vedremo cosa faranno gli altri. Ma i voti dobbiamo cercarli negli schieramenti avversari. Il problema per il centrodestra è il centrosinistra, in Sicilia come nel resto d’Italia, è quello l’avversario, tutto il resto è davvero marginale. Sto governando da 5 anni con lo stesso governo dal giorno dell’insediamento, non abbiamo mai avuto un giorno di crisi in Sicilia e nel governo ci sono 4 assessori di Forza Italia su 12. Non c’è una crisi di governo. Il centrodestra è compattissimo. Bisogna combattere il centrosinistra che è il vero avversario”.

Tragedia nella notte a Bagheria dove un funzionario della Polizia provinciale di Palermo si è suicidato lanciandosi dal sesto piano di un palazzo. L’uomo aveva appena ricevuto dalla Guardia di Finanza la notifica di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’ipotesi di reato di corruzione. Durante le operazioni di notifica del provvedimento, lui, Marcello Miraglia, 61 anni, ha chiesto a un finanziere di potere andare in bagno: in pochi secondi ha aperto la finestra e si è buttato nel vuoto. Un maresciallo ha tentato in tutti i modi di fermarlo, senza riuscirci. Miraglia era coinvolto in un’indagine per corruzione nella quale sono indagate altre 9 persone.

Attenzione. Il sindaco di Agrigento al mattino di oggi, con propria ordinanza sindacale, ha disposto il divieto di ingresso alla pista di pattinaggio al lungomare “Falcone e Borsellino”, a San Leone. E ciò per motivi di sicurezza. Il provvedimento sarà in vigore fino al ripristino delle condizioni di sicurezza a tutela della pubblica incolumità. L’intera area è stata circondata da una recinzione di cantiere al fine di assicurare il divieto di accesso al pubblico.

Ad Agrigento, all’ospedale “San Giovanni di Dio”, nel reparto di Ginecologia e Ostetricia diretto da Maria Rita Falco Abramo, è stato attivato l’ambulatorio uro-ginecologico e di riabilitazione del pavimento pelvico. Le disfunzioni del pavimento pelvico colpiscono circa un quarto della popolazione adulta, allorchè il parto naturale, così come le modificazioni ormonali durante la gravidanza o nella menopausa, sono tra i principali fattori predisponenti. Ne è affetto almeno il 35% della popolazione femminile oltre i 65 anni. Da qui l’importanza di una visita uro-ginecologica e di eventuali esami di approfondimento per la valutazione dei problemi del basso tratto urinario femminile: cistiti, dolore pelvico cronico, prolassi urogenitali, e incontinenza urinaria. L’ambulatorio è attivo una volta alla settimana, il mercoledì mattina dalle ore 9. Ci si prenota al Cup. Altre informazioni al telefono 0922 44 22 70.

Nella mattinata di ieri, 12 maggio 2022, 60 militari della Compagnia di Licata, unitamente a quelli Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia, dei Nuclei Carabinieri Cinofili di Palermo e Nicolosi (CT), del Nucleo Elicotteri di Palermo e di personale verificatore dell’Enel, hanno eseguito decine di perquisizioni e controlli domiciliari in diversi quartieri degradati della città.

Nell’ambito delle operazioni, durante una perquisizione presso l’abitazione di A.A., 35 arrestato domiciliare licatese, è stata rinvenuta una pistola detenzione illegale di pistola clandestina 7,65 con relative 58 cartucce, nonché materiale da taglio ancora intriso di sostanza stupefacente. L’uomo è stato arrestato e il materiale rinvenuto sequestrato in attesa delle analisi del caso.

Inoltre, nell’ambito delle altre perquisizioni effettuate, sono state tratte in arresto altre 4 persone del posto per furto di elettrica: L.S. 30enne, G.M.A. 24enne, B.V. 39enne e A.C. 51enne. Questi ultimi avevano applicato nei primi tre casi un bypass sul contatore e nell’ultimo un allaccio diretto alla rete pubblica. Il danno quantificato è stimato in circa 20.000 euro.

Nell’ambito del servizio sono stati sequestrati 6 veicoli privi di copertura assicurativa e segnalati alla Prefettura 2 giovani del posto, L.J. 26enne e L.N. 29enne in quanto in possesso di alcuni grammi di hashish, immediatamente posti sotto sequestro.

Tutti gli arrestati sono stati tradotti presso le proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari come disposto dalla Procura della Repubblica di Agrigento.

Si intensificano i flussi dei migranti che attraversano clandestinamente il Canale di Sicilia verso l’isola di Lampedusa dove, nottetempo, sono approdati complessivamente 142 extracomunitari, su due barche. Sulla prima, soccorsa a circa 8 miglia dalle coste dalla Guardia di Finanza, hanno viaggiato 22 tunisini, tra cui 3 donne e 3 minori. Poco dopo, invece, al molo Favaloro sono sbarcati in 120, avvistati e soccorsi dalle Fiamme Gialle a circa 5 miglia. Dopo i primi controlli sanitari, tutti sono stati trasferiti nel Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola dove attualmente si contano 700 persone a fronte di una capienza di 250 posti.