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Oggi il presbiterio dell’Arcidiocesi di Agrigento, nelle  Foranie, ha votato per l’elezione del Vicario Foraneo.

Il vicario Generale, don Giuseppe Cumbo, in una nota comunica che: “Avendo preso atto delle preferenze espresse dal presbiterio, l’Arcivescovo, mons. Alessandro Damiano, ha nominato Vicari Foranei i seguenti presbiteri:

Forania – Vicario Foraneo

 

01 – Agrigento – Don Mario Sorce

02 – Aragona- Don Angelo Chillura

03 – Porto Empedocle – Don Gioacchino Falsone

04 – Cammarata – Don Antonio Cipolla

05 – Santo Stefano Quisquina – Don Emanuele Casola

06 – Canicattì – Don Calogero Morgante

07 – Licata- Don Tommaso Pace

08 – Ravanusa- Don Filippo Barbera

09 – Ribera- Don Giuseppe Argento

10 – Sciacca – Don Stefano Nastasi

Eletti i sindaci componenti della conferenza provinciale per il ridimensionamento e la riorganizzazione della rete scolastica

Si tratta dei sindaci Giuseppe Mangiapane del Comune di Cammarata, Gioacchino Nicastro del Comune di Casteltermini, Giuseppe Galanti del comune di Licata, Alfonso Provvidenza del Comune di Grotte, Matteo Ruvolo del Comune di Ribera, Leonardo Ciaccio del Comune di Sambuca di Sicilia e Francesca Valenti del Comune di Sciacca.

L’elezione è avvenuta a seguito della riunione dell’assemblea dei sindaci della provincia convocata, oggi, dal Commissario Straordinario Vincenzo Raffo, nella sede del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

Il Dott. Raffo, Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, è anche il presidente della Conferenza Provinciale.

La Conferenza Provinciale ha compiti in materia di formazione professionale, di organizzazione, razionalizzazione e dimensionamento della rete scolastica provinciale e dell’offerta formativa agli studenti che frequentano le scuole della provincia di Agrigento.

466 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 24.601 tamponi processati. L’incidenza sale all’1,9% ieri era all’1,4%. L’isola è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 7.639, i guariti sono 285 mentre si registrano altre 9 vittime, che portano il totale dei decessi a 7.042. Sul fronte ospedaliero sono adesso 350 ricoverati, in terapia intensiva sono 39.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo siciliani: Palermo con 64 casi, Catania 183, Messina 5, Siracusa 73, Ragusa 4, Trapani 50, Caltanissetta 29, Agrigento 31, Enna, 27.

15 nuovi positivi nel nuovo bollettino dell’Asp che numera i nuovi casi di Covid. 1 ricovero in ospedale, in degenza ordinaria, nessun decesso e 24 guariti. Somministrati 255 tamponi. Al momento risultano ricoverate 9 persone in degenza ordinaria, 8 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e una in un ospedale fuori provincia.

Sono 2 i pazienti in terapia intensiva all’ospedale riberese “Fratelli Parlapiano”.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento: 14 (+1); Aragona: 3 (+1); Burgio: 6 (+2); Caltabellotta: 3 (stabile); Cammarata: 5 (stabile); Campobello di Licata: 3 (+1); Canicattì: 32 (+2); Casteltermini: 1 (stabile, si tratta di un migrante ospitato in un centro di accoglienza); Castrofilippo: 1 (stabile); Cattolica Eraclea: 16 (-6); Favara: 7 (stabile); Grotte: 1 (stabile); Licata: 23 (stabile); Lucca Sicula: 1 (stabile); Menfi: 7 (stabile), Montallegro: 1 (stabile); Montevago: 1 (stabile); Naro: 18 (stabile); Palma di Montechiaro: 5 (stabile); Porto Empedocle: 4 (-1); Raffadali: 2 (-3); Ribera: 8 (-2); San Giovanni Gemini: 3 (stabile); Santa Margherita di Belice: 3 (stabile); Sant’Angelo Muxaro: 2 (+2); Sciacca: 25 (-4).

Sono “Covid free”: Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Camastra, Cianciana, Comitini, Joppolo Giancaxio, Racalmuto, Ravanusa, Realmonte, San Biagio Platani, Sambuca di Sicilia, Siculiana, Santo Stefano Quisquina, Santa Elisabetta e Villafranca Sicula. 

Sono 32 i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

I Carabinieri della stazione di Aragona, coordinati dal maresciallo Paolino Scibetta, hanno ricevuto la denuncia da parte di una persona che ha subito il furto del proprio ciclomotore Piaggio Liberty 50. Si sono subito attivati e, forti della propria esperienza e conoscenza del territorio, si sono recati in un garage in via Petrusella. L’intuito investigativo ha sortito effetti positivi. Infatti, i Carabinieri hanno trovato numerose parti smontate di diversi motocicli e ciclomotori, 3 blocchi-motore Piaggio, 2 telai di motocicli (ad uno dei quali è stata levigata la matricola), pneumatici e caschi da motociclista nonché la targa e la maggior parte dei pezzi del Piaggio Liberty oggetto del furto denunciato, già smembrato per poter essere riciclato. Il titolare del deposito di stoccaggio, un pregiudicato del luogo, è stato denunciato alla Procura perché ritenuto responsabile di ricettazione e riciclaggio. Tutto il materiale repertato e sequestrato sarà adesso sottoposto ad accertamenti per verificarne la provenienza e risalire ai proprietari derubati.

Un bacio gli è costato una condanna penale: il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, a conclusione del giudizio abbreviato, ha inflitto 10 mesi e 20 giorni di reclusione a Mario Casà, 47 anni, imputato di violenza sessuale allorchè il 21 agosto del 2020 avrebbe baciato contro la sua volontà una ragazza di 21 anni vicina di casa. Lei ha confermato l’accusa in occasione dell’apposito incidente probatorio richiesto dal pubblico ministero Gloria Andreoli.

Il presidente dell’Anci Sicilia, l’Associazione dei Comuni, Leoluca Orlando, interviene a seguito della manifestazione di protesta a Roma, lo scorso 3 novembre, dei sindaci siciliani preda del collasso finanziario degli enti amministrati e impossibilitati ad approvare i bilanci entro il 31 dicembre. Orlando afferma: “Si sta studiando una ipotesi normativa che serva a fare comprendere all’opinione pubblica nazionale che i Comuni siciliani sono le vittime della mancata attuazione dello Statuto siciliano: quella speciale autonomia che doveva servire allo sviluppo della Sicilia ha finito per emarginare i Comuni siciliani rispetto agli altri Comuni d’Italia. La crisi finanziaria dei Comuni è diventata strutturale. E’ una condizione inaccettabile, che certamente non può essere sopportata, e che dipende dalla disattenzione del governo nazionale e di quello regionale”.

I giudici della terza sezione penale del Tribunale di Palermo (presidente Fabrizio La Cascia, a latere Maria Ciringione e Fabrizio Molinari) hanno inflitto una condanna per peculato di tre anni e sei mesi di reclusione a Anna Rosa Corsello, 68 anni, ex dirigente regionale della Formazione.

Per la pubblica accusa, rappresentata da Enrico Bologna, la dirigente Corsello, ora pensionata, avrebbe distratto per le sue prestazioni 37.231 euro dalla Biosphera e 139.977 dalla Multiservizi, le due società a totale capitale regionale, poi confluite nella Sas, azienda di servizi appartenente sempre all’amministrazione di Palazzo d’Orleans. Da dirigente regionale era stata messa a capo di due società a totale capitale regionale (la Biosphera e Multiservizi) con il compito di gestirne la liquidazione. Per l’accusa, avrebbe inserito, fra le pieghe della contabilità, anche suoi compensi per un totale di oltre 160 mila euro a cui, secondo l’accusa, non avrebbe avuto diritto. Operazione non ammessa, aveva sostenuto nel 2016 il pm Luca Battinieri (oggi giudice a Napoli), perché i dipendenti regionali le somme spettanti ai liquidatori dovrebbero versarle all’amministrazione e non dovrebbero avere extra. Tesi contestata dai legali di Corsello, gli avvocati Salvatore Tamburo e Salvatore Modica, che avevano richiamato altri pronunciamenti in casi analoghi.

Arriva, dunque, dopo una serie di assoluzioni per vicende analoghe, la prima condanna per Anna Rosa Corsello.  Con la sentenza di ieri, il giudice La Cascia ha ordinato la «confisca a carico dell’imputata del profitto dei reati di peculato» e, per quanto attiene ai profitti successivi all’entrata in vigore della legge 190 del 2012, la confisca dei beni «per un valore corrispondente». Disposta, pure, la trasmissione di copia della sentenza alla Procura della Corte dei Conti per accertare l’eventuale danno erariale.