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La deputata nazionale del Movimento 5 Stelle, l’agrigentina Rosalba Cimino, componente della Commissione Cultura alla Camera, annuncia che la Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto riceverà un finanziamento triennale da parte del Ministero della Cultura. La stessa Cimino afferma: “La Fondazione ha bisogno di essere valorizzata. Quindi ho cercato nei miei anni alla Camera di dare risalto alla figura di Sciascia e alla prestigiosa sede da lui voluta per custodire il suo patrimonio. Ho rappresentato al ministero della Cultura l’importanza del luogo. E il ministero ha stanziato 32mila all’anno per 3 anni, per un totale di 96mila euro”. E il sindaco di Racalmuto, Vincenzo Maniglia, esprime apprezzamento e afferma: “Il lodevole lavoro fatto dall’onorevole Cimino in questi anni, unitamente alla capacità di progettazione del nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione, sta portando ottimi risultati. Lo dimostrano le straordinarie manifestazioni organizzate in questi due anni anche in occasione del centenario della nascita dello scrittore. Ciò sta consentendo alla cittadina di Sciascia di vivere uno straordinario momento di grande crescita turistica e culturale”.

La violenta ondata di maltempo che ha investito la Sicilia occidentale e i disagi provocati. E’ il caso, tra gli altri, dei tanti pendolari che viaggiano in treno tra Agrigento e Palermo, e che raccontano la loro ultima odissea: “Dopo le peripezie della settimana precedente – a causa dei danni alla linea ferroviaria provocati dal maltempo, tra ritardi, sballottamenti da una stazione ferroviaria ad un’altra, e pochi autobus sostitutivi a fronte del numero dei pendolari – adesso è accaduto che ieri alle ore 14:30 siamo stati costretti a scendere, dal treno da Palermo ad Agrigento, nella stazione di Termini Imerese, nel frattempo colpita da nubifragio, perché, per l’ennesima volta, un tratto della linea in prossimità di Roccapalumba, da soli quattro giorni riparato, è ricaduto nuovamente in condizioni di impraticabilità. Ebbene, abbiamo rilevato come vergognoso che più di 600 pendolari siano stati abbandonati, come merce, nella stazione di Termini Imerese, in attesa di pullman sostitutivi, senza sapere quando e se arrivassero. Alle 15:30 è giunto l’autobus sostitutivo, con capienza di 50 posti. Centinaia si sono accalcati per tentare, tra spintoni e sgomitate, di accaparrarsi un posto. Il secondo autobus è giunto alle 16:30, con altri 50 posti. Altra ressa sotto la pioggia battente. A tal punto ci siamo barricati davanti l’autobus per protesta, dopo più di 3 ore di attesa in stazione. E’ intervenuta la polizia che voleva farci sgomberare, minacciando denunce. Che paradosso: lo Stato dovrebbe essere invece dalla parte dei cittadini vittime di abusi e soprusi. Alcuni di noi sono arrivati alle stazioni di pertinenza alle ore 20:30. Gli altri sono rimasti ancora in attesa che Trenitalia li riportasse a casa, sparsi tra altri autobus”.

Trombe d’aria, vittime, temporali, vento, allagamenti, frane e danni tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento. Allerta arancione anche oggi.

Tre trombe d’aria, a raffica, si sono abbattute, prima una, poi l’altra, e poi l’altra ancora, a Sciacca, Marinella di Selinunte e Bisacquino. E poi altre due, a Modica e a Comiso. L’ondata di maltempo si rivela implacabile, come la recente precedente. La Protezione Civile ha diramato l’allerta arancione per tutta la giornata di oggi, mercoledì 17 novembre, fino a mezzanotte. Stop alle scuole a Sciacca e a Menfi. Attenzione a Palermo, tra vento e temporali. In provincia, a Termini Imerese, ha tracimato il fiume Barratina. La zona industriale è una palude. Tante attività economiche sono state invase dall’acqua e dal fiume di fango e detriti. Gli imprenditori contano i danni, già definiti come incalcolabili. Danneggiata è anche l’ “Ac contract”, una delle aziende del presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese. Il sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova, ha lanciato un appello ai concittadini: “Vi prego state a casa, evitate gli spostamenti finché l’allarme non sarà rientrato”. Stop a diverse strade statali, poi, con prudenza, il semaforo verde. E poi è a rischio esondazione il fiume Belice. Per la seconda volta è straripato il torrente Morello, nella zona di Lercara Friddi. L’acqua, tra detriti e fango, si è riversata lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo, fino a ridosso del ristorante “Il Fagiano”. Frane lungo la strada tra Castronovo e Prizzi. Disagi anche a Caccamo. E non solo strade: l’acqua ha invaso anche i binari, e il semaforo rosso provvisorio è scattato per tre linee ferroviarie, la Palermo- Catania, Palermo-Agrigento e Canicattì- Gela. Il servizio di trasporto è stato garantito dai pullman. Al largo della costa trapanese, innanzi a Selinunte, una tromba marina ha sollevato panico tra centinaia di residenti che hanno temuto che devastasse il centro abitato. Tanti hanno intonato antiche litanie dei pescatori affinchè il tornado si placasse. E poi, ancora in provincia di Trapani, grandine, con chicchi da tre centimetri, e così anche in provincia di Agrigento, tra Aragona nella zona industriale al confine con Agrigento, poi a Favara, Racalmuto, Grotte, Santa Elisabetta, Castrofilippo, Ribera e Santa Margherita Belice. Poi altra tromba d’aria in provincia di Palermo, tra Bisacquino e Corleone, e nell’Agrigentino, tra Licata e Sciacca dove alcuni pescherecci sono stati sfiorati dal tornado, e la furia del vento ha abbattuto alcuni alberi. A Palermo, come spesso accade, i Vigili del fuoco sono intervenuti per soccorrere automobilisti in panne nei sottopassi di viale Regione Siciliana. E un’altra tromba d’aria si è catapultata nel corso delle ultime ore su Modica, in provincia di Ragusa, e ha provocato la morte di un uomo di 53 anni, travolto dalla violenza del vortice. Lui è stato investito appena fuori casa, in contrada Serrameta Trebalate. E poi, successivamente, una tromba d’aria ha devastato la zona del mercato ortofrutticolo di Comiso. Ingenti sono i danni ad abitazioni, aziende agricole e infrastrutture. Anche la strada provinciale 7, da Comiso a Chiaramonte Gulfi, è stata provvisoriamente vietata al transito perché la carreggiata è stata invasa dai detriti.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Una donna di origine marocchina, con  tre figli piccoli, è stata fermata dagli agenti della sezione Volanti della questura di Agrigento e da quelli del commissariato di Frontiera, intenta a forzare la porta di ingresso di un alloggio e di occuparlo abusivamente.

L’abitazione presa di mira dalla donna era quello dell’ex area Italcementi a Porto Empedocle. A dare l’allarme, di quanto stava accanendo, sono stati gli altri abitanti del compendio, anche loro abusivi.

All’arrivo degli agenti, la donna è stata trovata in possesso di un spranga di ferro, atta a forzare la porta d’ingresso.

Solo qualche giorno fa, la stessa area era stata interessata da un irruzione di una trentina di famiglie  che hanno occupato abusivamente gli alloggi.

 

Nel pomeriggio di ieri 16 novembre i Carabinieri della Stazione di Santa Elisabetta, su segnalazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia –Divisione Si.Re.Ne.- hanno arrestato un cittadino di 51 anni, imprenditore, che da qualche giorno era ritornato nel proprio paese di origine dopo un periodo trascorso in Germania. L’uomo era destinatario di un provvedimento di arresto europeo emesso dalle autorità tedesche poiché ritenuto responsabile di traffico di sostanze stupefacenti. Fatti commessi in Germania lo scorso anno. L’uomo, che è stato rintracciato dopo rapide ricerche sul territorio dai Militari dell’Arma dovrà scontare 15 anni di reclusione. Al termine delle formalità di rito lo stesso è stato associato presso la Casa Circondariale di Agrigento a disposizione della competente A.G.

A Canicattì, ad un posto di blocco stradale, i poliziotti del locale Commissariato hanno sollevato la paletta rossa verso un’automobile con a bordo quattro persone. Il conducente ha accennato la fuga, mentre un altro ha gettato dal finestrino un involucro risultato contenere cocaina, quasi 7 grammi di polvere bianca. I quattro giovani, tra cui un minorenne, tutti di Mussomeli, sono stati denunciati a piede libero alla Procura di Agrigento per detenzione di droga a fine di spaccio .

La Corte d’Appello di Palermo, ribaltando la precedente sentenza del Tribunale di Agrigento, ha assolto, con la formula “perché il fatto non sussiste”, Giuseppina Danile, 50 anni, ex direttrice dell’Aci di Agrigento. La donna è stata imputata di tentata truffa e sostituzione di persona. E in primo grado è stata condannata a 5 mesi di reclusione. Nel 2014, lei, impiegata al Pra, il Pubblico registro automobilistico, avrebbe compilato il modulo per ottenere un finanziamento dall’Agos Ducato, inserendo però i dati personali di una donna, che sarebbe stata ignara di tale finanziamento rateizzato in 120 rate da 193 euro al mese.

Innanzi alla Corte d’Appello di Catania, al processo di secondo grado a carico dell’ex presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, imputato di concorso esterno alla mafia e corruzione elettorale, ha concluso l’arringa difensiva l’avvocato Maria Licata, che ha ribadito la richiesta di assoluzione di Lombardo “perché il fatto non sussiste”. Lo scorso 2 febbraio, a conclusione della requisitoria, la Procura generale, tramite Sabrina Gambino e Agata Santonocito, ha chiesto la condanna dell’imputato a 7 anni e 4 mesi di reclusione, a fronte di 11 anni che sarebbero stati richiesti se il processo non si fosse svolto in abbreviato. Raffaele Lombardo ha reso dichiarazioni spontanee in aula. Le sue parole in sintesi: “Non ho mai chiesto il voto ai boss. E non lo dico io, ma lo dicono loro. Ed è tutto agli atti del processo. Senza tema di smentita, dico che non c’è mai stato un patto, non c’è mai stato un voto, non c’è mai stata nessuna contropartita con Cosa Nostra”.

Altro che terzo mondo, altro che Africa! L’Africa è qui, in Italia, in Sicilia, ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in un suo quartiere che comprende almeno metà della popolazione che abita nella “zona residenziale”.

Ma che residenziale? Qui manca tutto, mancano le opera di urbanizzazione, l’illuminazione pubblica, le strade, i tombini. Tutto scoppia, crea voragini e si consumano migliaia e migliaia di litri di acqua ogni volta che viene aperta la fornitura.

Il distratto e poco presente Ufficio Tecnico Comunale sembra essersi dimenticato di questo posto. Addirittura, un dirigente dello stesso ufficio ha avuto modo e l’ardire di rispondere ad un inquilino del quartiere che lamentava il problema del manto stradale inesistente, pericoloso e degno di un paese sottosviluppato così testualmente: “Ho poco tempo per leggere le carte…”

Ma scusate gentili lettori, se un tecnico dirigente comunale non legge le carte relative alla strada, luce e a tutto ciò che corrisponde ad opere di urbanizzazione, cosa cavolo legge, Tex Willer? Di questo argomento e sulla efficienza dell’ufficio Tecnico Comunale ne parleremo nei prossimi giorni con tanto di documentazione. L’ing. Alberto Avenia, giunto da poco, l’ing. Gaspare Triassi, hanno organizzato il lavoro? Avenia sa cosa combina Triassi? E se non lo sa, lo documenteremo noi nei prossimi giorni.

Torniamo alla vergogna Enel. Ieri l’Istituto Luce Italiano” ha tenuto al buio per quasi un giorno il popoloso quartiere del Villaggio Mosè di cui sopra. Si avverte la popolazione con i manifesti attaccati in ogni villino e dalla 11, iniziano i lavori. Lavori, questi, segnalati dal quartiere da oltre dieci anni. Ad ogni pioggia la luce va via senza pietà. Intorno alle 17,00 finiscono “i lavori” di riparazione e torna la luce.

Bene, alle 20, dopo una paio di ore di tregua, il quartiere del Villaggio Mosè torna in Africa. Un altro paio di ore senza corrente elettrica in pieno buio. Ma come, nella giornata non avevano riparato il guasto?

Intorno alle 22,00 torna la corrente elettrica, e tornano anche i sospiri di sollievo di una fetta di popolazione che già per “motivi di lavoro” era stata vessata per quasi tutto il giorno.

In piena notte, intorno alle 03,00 la corrente elettrica va ancora via, quasi per incanto. Ma come, non avevano “lavorato” per tutto il giorno al fine di eliminare l’inghippo per dare “energia” alla utenza? Ma di quale energia stiamo parlando?

Sta di fatto che ancora adesso mentre scriviamo, e sono le ore 09,18, da stanotte la corrente elettrica non è ancora tornata!

Ma come, ieri non hanno “lavorato” tutto il giorno per sistemare il problema?

Una vergogna che davvero non conosce precedenti. E all’Enel continuano a “lavorare” in questo modo.

Grazie Enel, grazie di vero cuore.

 

 

Una donna di 69 anni, Vittoria Malaponti è stata trovata morte nella notte ad Aidone in provincia di Enna. Stamani un familiare avrebbe telefonato ai carabinieri dicendo che la congiunta si sarebbe suicidata. I militari giunti nell’abitazione hanno trovato il cadavere in una pozza di sangue con la testa fracassata e li vicino un batticarne e un coltello.

Il medico legale, effettuato un primo esame ha scartato il suicidio. Ad uccidere l’anziana signora sarebbe stata la figlia di 47 anni la quale, a quanto pare, avrebbe confessato il delitto. All’origine del fatto ci sarebbero forti dissidi tra madre e figlia per un imminente ricovero in una casa di riposo della vittima.