Home / 2021 / Ottobre (Pagina 28)

Altri particolari emergono dalle prime dichiarazioni rese alla Procura antimafia dall’avvocato Angela Porcello nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Xydi”. I dettagli.

All’avvocatessa agrigentina di Canicattì, Angela Porcello, con studio legale a Canicattì al civico 17 di viale Rosario Livatino, arrestata il 2 febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Xydi”, tre mesi dopo, a maggio, quando fioriscono le rose, in lei è fiorita la volontà di rendere delle dichiarazioni ai magistrati della Procura di Palermo. Ha chiesto e ottenuto un incontro. Al momento, secondo quanto trapelato non ufficialmente, non si tratta di una sostanziale collaborazione con la giustizia, bensì di un primo approccio tramite cui l’avvocatessa ha innanzitutto ammesso le proprie responsabilità. Le sue parole: “Ho partecipato sin dagli anni 2015-2016 all’associazione mafiosa Cosa nostra, con le medesime modalità che, dalla fine del 2018, sono state documentate dalle indagini preliminari oggetto dei provvedimenti cautelari che mi hanno attinto e dalle conversazioni delle quali sono stata diretta protagonista in quel periodo intercettate, il cui contenuto confermo e ribadisco in questa sede”.

La metamorfosi presunta mafiosa dell’avvocatessa canicattinese inizia dalla relazione professionale con un presunto mafioso di Canicattì, Giancarlo Buggea, ritenuto fedelissimo del boss, già capo provincia di Agrigento, Giuseppe Falsone. Ebbene, tale relazione professionale si sarebbe tramutata anche in relazione sentimentale. E da ciò sarebbe insorto, consolidandosi nel tempo, un intreccio pericoloso che ha condotto l’avvocatessa ad assumere un ruolo mafioso strategico e organizzativo, tanto da ospitare incontri di vertice tra boss agrigentini nel suo studio legale, sicuri che fosse immune dalle intercettazioni. Invece le microspie investigative hanno registrato tutto. Su Matteo Messina Denaro, anche lui destinatario di un ordine di arresto nell’ambito della stessa inchiesta “Xydi”, l’avvocato Porcello non ha informazioni utili. Però lei ricorda che Giancarlo Buggea avrebbe ripetuto spesso che “ce l’avevano…”, che tradotto dal vocabolario mafioso significa l’allusione a persone che proteggono la sua latitanza.

E poi, in un’intercettazione del 13 gennaio del 2020, nello studio della Porcello conversano Buggea e il presunto stiddaro Antonino Chiazza. I due vorrebbero esautorare l’anziano capomafia di Canicattì, Calogero Di Caro. Però hanno bisogno dell’ok di Messina Denaro. L’audio è disturbato, e le frasi trascritte sono: “… e quelli di Trapani lo sanno dov’è?”, chiede Chiazza. Buggea risponde: “Minchia, non lo sanno? Lo sanno… sua madre, non ti ricordi che…”. E Chiazza replica: “noialtri con Matteo glielo dovremmo dire… ci volevano altri due che ci andavano…”. Gli investigatori ritengono che ad attivare il canale di comunicazione con Messina Denaro sia stata una donna, al momento però non identificata con certezza. L’avvocatessa Porcello sarebbe in rapporti d’amicizia con Lorenza Guttadauro, nipote di Messina Denaro, perché è figlia della sorella di lui. E Lorenza è sorella di Francesco Guttadauro, il “nipote del cuore di Messina Denaro”.

E ancora Lorenza è moglie di Luca Bellomo, nipote acquisito di Messina Denaro, ritenuto uno degli ultimi ambasciatori del latitante. E l’avvocatessa Porcello ha raccontato: “La mamma di Messina Denaro, Lorenza Guttadauro, stava male e fu necessario ricoverarla in ospedale. La nipote, Lorenza Guttadauro, che porta il nome della nonna, mi raccontò soltanto che la nonna in ospedale era stata controllata sotto, sopra il letto, nella stanza, dalle forze dell’ordine perché pensavano che ci fossero degli elementi, non so biglietti, non so, qualcosa che potesse fare risalire al figlio, e lei raccontò di questa nonna quasi in collera. Inoltre, Giancarlo Buggea mi ha riferito che quando a Canicattì nell’aprile 2019 è morta Maria Insalaco, che è di Canicattì ed è madre di Luca Bellomo, all’ufficio postale di Canicattì l’autorità giudiziaria aveva sequestrato tutti i telegrammi necrologici che erano arrivati alla famiglia Insalaco”. Angela Porcello non è al corrente di colei che sia stata, ma esclude categoricamente che la donna che avrebbe attivato il canale di comunicazione con Messina Denaro sia stata Maria Insalaco.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Una ragazza di 16 anni di Leonforte, studentessa dell’Istituto Federico II di Enna, è morta improvvisamente ieri mattina all’uscita di scuola. Una morte al momento inspiegabile mentre la giovane stava raggiungendo la fermata dei pullman al terminal di Viale Diaz, forse per una reazione allergica, anche se non si esclude che il decesso possa essere dovuto a un improvviso problema cardiaco.

Una disgrazia che ha colpito la famiglia e l’intera comunità di Leonforte, su cui tuttavia la magistratura requirente ennese, diretta dal procuratore Massimo Palmeri, ha deciso di vederci chiaro. Il magistrato di turno Stefania Leonte, avrebbe deciso di procedere con l’autopsia sul corpo della sedicenne.

L’episodio è avvenuto ieri, anche se la notizia è trapelata solo in queste ore. Sul posto, oltre agli operatori sanitari del 112, sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile di Enna e una volante della Polizia di Stato.

Su Facebook il Sindaco di Leonforte Carmelo Barbera commenta così:

“Sgomenti e increduli apprendiamo di una nostra giovanissima concittadina che troppo presto è stata strappata all’affetto della famiglia e degli amici.
Questa tragedia ha profondamente colpito la nostra comunità e ognuno di noi. Ci stringiamo al dolore dei familiari in questo momento tremendamente difficile.
Interpretando i sentimenti della comunità tutta, sarà proclamato il lutto cittadino”.

Un’intera giornata dedicata alle donne dai quarant’anni in su per offrire servizi gratuiti ed informazioni specifiche inerenti il tema della menopausa. E’ questo il focus d’azione messo in campo dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento per celebrare al meglio la giornata mondiale della menopausa prevista per lunedì prossimo, 18 ottobre. Dalle nove alle tredici verrà attivato in contemporanea, presso i consultori familiari pubblici e privati, uno speciale punto di ascolto ed accoglienza in grado di offrire consulenze sui controlli preventivi, gli stili idonei di vita, l’alimentazione corretta e la sessualità in menopausa. Le attività, di libero accesso e realizzate nel rispetto del contenimento della diffusione del covid-19, sono gestite dal Dipartimento Materno Infantile ASP, diretto da Salvatore Incandela, per il tramite dell’Unità Operativa Complessa Consultori Familiari coordinata da Domenico Costa.

E’ di 1 arrestato, 2 indagati, 2468 persone controllate, 30 treni presenziati, 37 veicoli ispezionati e 311 pattuglie impegnate nei servizi di vigilanza in stazione, a bordo treno e lungo la linea ferroviaria il bilancio dei controlli della polizia di Stato effettuati in Sicilia dal 4 settembre al 10 ottobre scorso; 8 i minori rintracciati, tutti stranieri di diverse nazionalità, allontanatisi da differenti comunità dell’isola cui sono stati riaffidati su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Gli agenti della Polfer di Agrigento e Caltanissetta, unitamente al personale del Commissariato di Canicattì e dei Carabinieri, hanno tratto in arresto un italiano di 32 anni, pluripregiudicato, per i reati di lesioni, rapina, tentato incendio, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale e danneggiamento.Gli uomini della Polfer si sono messi alla ricerca dell’uomo a seguito della segnalazione di un titolare di attività commerciale, che aveva riferito di aver subito delle minacce da parte di un soggetto che frequentava l’area limitrofa alla stazione di Canicattì. Il sospettato è stato rintracciato all’altezza di un distributore di carburante mentre, cosparso di benzina, minacciava di dare fuoco a sé stesso e agli agenti intervenuti sul posto.

Sempre ad Agrigento, a seguito delle indagini svolte in merito al tallonamento di un passaggio a livello a Licata, la Polfer ha denunciato una donna italiana di 31 anni per danneggiamento ed interruzione di pubblico servizio, poiché con la propria autovettura ha urtato la barriera di un passaggio a livello causando un’interruzione del traffico ferroviario di circa 40 minuti.A Messina, gli agenti della Polfer hanno denunciato, per interruzione di pubblico servizio, un ragazzo di 27 anni che, privo di biglietto, ha ostacolato la partenza di un treno. Un altro giovane, componente di una comitiva che viaggiava a bordo di un’auto risultata priva di assicurazione e già sottoposta a fermo amministrativo, è stato invece segnalato alla locale Prefettura perché trovato in possesso di sostanza stupefacente, mentre l’autovettura è stata sequestrata.

Il giudice Stefano Zammuto ha emesso il verdetto: assoluzione perchè il fatto non sussiste.

Dunque, nessuna colpa per quattro ortopedici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento originariamente accusati della morte di un paziente che era stato operato al femore, Michele Di Stefano, 69 anni empedoclino.

Si tratta di

Giovanna Callea, Santo Rapisarda, Giuseppe Tulumello e Salvatore Pinella, In quattro a vario titolo parteciparono ad un intervento al femore del Di Stefano, sofferente di obesità, diabete e patologie cardiache. Morì per un infarto intestinale.

Anche il pm Sara Varazi aveva chiesto per i 4 l’assoluzione.

 

 

Accertati 273 nuovi casi di Covid in Sicilia a fronte di 13879 tamponi processati. Lo riporta il ministero della Salute nel consueto report che monitora l’andamento della pandemia. Il tasso di positività sale di poco: 1,9%  mentre ieri era all’1,8%. In ospedale ci sono, con sintomi Covid, 340 ricoverati nei reparti ordinari e 39 in terapia intensiva e non ci sono stati nuovi ingressi in area critica. Complessivamente i ricoverati sono 379. Scendono sotto quota diecimila i cittadini in isolamento domiciliare (9.657).

Si registrano anche 12 vittime e 878 guariti. I decessi non sono tutti riconducibili alle ultime 24 ore. Dalla Regione spiegano che uno è attribuibile a ieri, cinque al 10 ottobre, uno al 9 ottobre, uno al sette, uno all’1 ottobre. Altri tre sono invece di settembre (rispettivamente il 30, il 21 e l’11).

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 54; a Messina 30; a Catania 99;  a Ragusa 3; a Siracusa 31; a Trapani 19; Agrigento 16, Enna 16, Caltanissetta 5.

È stata sospesa in via cautelativa la vicequestore Nunzia Alessandra Schilirò, la poliziotta che aveva parlato dal palco della manifestazione dei no Green Pass a San Giovanni a Roma. «Non ho paura, difendo la Costituzione sulla quale ho giurato. Il Green Pass è illegittimo» aveva dichiarato davanti alla folla in quell’occasione. Il provvedimento di sospensione le è stato notificato oggi e sarà in vigore da domani.

Schilirò era tornata al centro delle polemiche in seguito alla manifestazione di sabato, contrassegnata da scontri e dall’assalto di Forza Nuova alla sede della Cgil, nel centro di Roma. La vicequestore ha preso le distanze dalle violenze, comunicando di non essere stata presente alle proteste del 9 ottobre, perché a conoscenza della «probabile la presenza di gruppi, che nulla avevano a che vedere con lo spirito pacifico che animava la manifestazione», come ha scritto lei stessa in un post Facebook.

Sempre tramite il social network, Schilirò ha anche annunciato l’abbandono del sindacato delle forze di polizia, di cui era stata nominata dirigente solo pochi giorni fa: «Da oggi ho revocato la mia iscrizione al sindacato Cosap e, a giorni, conoscerete tutte le motivazioni…».

La “Balena bianca” fa ritorno nei Municipi in Sicilia. E lo fa grazie a Totò Cuffaro, che si prende la sua rivincita contro chi lo aveva snobbato, se non quasi deriso, alla vigilia di questa tornata di amministrative, per avere rilanciato la Democrazia cristiana. Nei comuni dove l’ex governatore ha piazzato le liste col simbolo, la Dc ottiene risultati lusinghieri. A Favara addirittura risulta il secondo partito, con il 10,26%, superato d’un soffio solo dalla lista di “DiventeràBellissima” (10,43%), il movimento del presidente della Regione Nello Musumeci. Cuffaro vince la “sfida” con l’alleato Forza Italia: la lista degli azzurri col nome di Berlusconi prende la metà dei voti, fermandosi poco sopra il 5%.
La Dc elegge consiglieri anche a Giarre, in provincia di Catania, dove ottiene il 5,45% e anche qui supera l’alleato Forza Italia che si ferma al 4,39%, sotto la soglia di sbarramento, rimanendo così fuori dal consiglio comunale.  Simbolico il risultato a Caltagirone, la città di don Luigi Sturzo, fondatore del Ppi: la lista Dc sfiora il 6% (entra dunque in Consiglio), superando di oltre un punto “DiventeràBellissima” (fuori dal municipio) e ottenendo pressoché gli stessi voti delle liste di Fratelli d’Italia e M5s. Nel comune di San Cataldo, invece non ce l’ha fatta per una manciata di voti, con la lista Dc che si è fermata al 4,4%.

(ANSA)

Da domani venti forti. Più forti giovedì e venerdì. Irruzione di aria fredda. Crollo delle temperature.
A 850 hPa ( 1500 metri ) termiche di +4/+7
Praticamente inverno!!
Durante le forti ondate di caldo sahariano a quella quota siamo arrivati fino a una +30°
Le piogge sono state limate da tutti i centri di calcolo. I forte maltempo colpirà soprattutto la costa settentrionale e il settore orientale. Sul resto dell’isola piogge meno intense.
I venti si disporranno da nord soffiando con intensità forte. Attese raffiche in alcuni tratti oltre i 60-70 km/h
Accentueranno ulteriormente la sensazione di freddo!!
Temperature che andranno sotto la media anche di 10 gradi.
Nella mappa un esempio delle temperature minime attese venerdì mattina presto.

“A spoglio appena ultimato il risultato del primo turno delle elezioni del Comune di Favara fa emergere un messaggio inequivocabile: i cittadini hanno dato fiducia ad una figura come Antonio Palumbo per rompere le logiche clientelari, per imprimere un cambiamento radicale e costruire in modo partecipato un’amministrazione municipale che valorizzi e difenda i beni comuni. Un risultato straordinario, ma ancora parziale. Per pochi voti, infatti, non è stata raggiunta l’elezione al primo turno, ma di certo è stato premiato l’impegno personale, la coerenza e la generosità profusi negli anni.

Antonio Palumbo è un compagno, un esponente della dirigenza regionale di Rifondazione Comunista, che ha dedicato interamente il proprio impegno per il bene della collettività e che ha dimostrato che anche con un programma ambizioso di cambiamento si possono ottenere importanti risultati.
Ora più che mai, perciò, occorre dargli la forza per realizzare questa straordinaria rivoluzione popolare e dargli la possibilità di concretizzare il cambiamento che tanti cittadini si augurano.

Il 23 e 24 ottobre sosteniamo Antonio Palumbo Sindaco, facciamo camminare un sogno collettivo appena iniziato che, con la forza di tutte le favaresi e tutti i favaresi, può diventare realtà”.

Lo dichiara Mimmo Cosentino di Rifondazione Comunista.