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In Sicilia il 70,88% (pari a 3 milioni di persone) della popolazione residente ha ricevuto almeno una dose di vaccino antiCovid, mentre il 61,71% (oltre 2,6 milioni) risulta completamente immunizzato (ossia ha ricevuto entrambe le dosi o l’unica dose Janssen). L’intero sistema sanitario regionale è impegnato per far crescere velocemente queste percentuali, che risultano ancora insufficienti a tirare fuori l’Isola da una situazione di rischio.
Secondo i dati elaborati dalla struttura regionale di monitoraggio della campagna vaccinale e aggiornati al 26 agosto, in Sicilia si presenta una situazione a macchia di leopardo, con province maggiormente virtuose, come Palermo, in cui risulta immunizzato il 66,95% della popolazione (76,17% almeno una dose), e Agrigento con il 66,31% di immunizzati (76,19% almeno una dose), e altre in cui i cittadini manifestano maggiori resistenze. Siracusa è l’ultima per immunizzati, col 56,63%, mentre il 65,80% ha ricevuto almeno una dose; Catania ha il 57,30% di immunizzati e il 65,94% ha ricevuto almeno una dose; Messina ha il 57,33% di immunizzati, mentre il 65,28% ha ricevuto almeno una dose. Nel mezzo figurano la provincia di Enna col 63,44% di immunizzati e il 73% che ha almeno una dose; quella di Ragusa col 63,10% di immunizzati e il 73,83% che ha almeno una dose; quella di Trapani col 63% di immunizzati e il 72,63% con almeno una dose; la provincia di Caltanissetta con il 61,01% di immunizzati e il 71,22% che ha ricevuto almeno una dose.
Sopra la soglia del 70% di popolazione che ha ricevuto la prima dose ci sono 173 comuni su 390. Osservando la situazione dei singoli comuni, si nota che sia la prima sia l’ultima posizione nella classifica delle percentuali di vaccinazione sono occupate da due paesi del Messinese: il più virtuoso, infatti, è il piccolo centro di Roccafiorita, dove è immunizzato addirittura il 101,16% della popolazione target (il 109,30% ha ricevuto la prima dose), segno che in questa località sono stati vaccinati anche turisti di passaggio; in coda figura Fiumedinisi, dove solo un cittadino su tre risulta immunizzato (34,52%) e il 40,48% della cittadinanza ha ricevuto la prima dose.
Nelle prime dieci posizioni di comuni virtuosi, oltre a Roccafiorita, compaiono quattro centri del Palermitano (Palazzo Adriano, Ustica, Isnello e Giuliana), quattro dell’Agrigentino (Comitini, Lucca Sicula, Burgio, Sambuca) e un altro del Messinese (San Marco d’Alunzio).
Tra i capoluoghi il più alto in classifica è Ragusa, con il 79,35% di prime dosi e il 73,15% di immunizzati; seguono Enna (77,93% prime dosi, 72,64% immunizzati), Agrigento (77,10% prime dosi, 68,81% immunizzati), Palermo (77,02% prime dosi, 69,92% immunizzati), Caltanissetta (70,12% prime dosi, 65,51 immunizzati), Catania (69,60% prime dosi, 62,68% immunizzati), Trapani (66,28% prime dosi, 58,65% immunizzati), Siracusa (65,96% prime dosi, 58,84% immunizzati), Messina (59,97% prime dosi, 55,32% immunizzati).

Altro prestigioso riconoscimento per il pittore agrigentino Gerlando Meli, al quale è stata conferita la nomina di Commendatore dell’Arte, assegnata per alti meriti artistici ottenuti in ambito nazionale e internazionale, partecipando a mostre, concorsi, rassegne d’arte, ottenendo premi e riconoscimenti in Italia e all’estero e recensioni su riviste specializzate, oltre che menzioni in cataloghi ed enciclopedie d’arte. La nomina di Commendatore è stata conferita al pittore Gerlando Meli dall’Accademia Internazionale “Federico secondo di Svevia – Arte – Lettere – Scienze” di Messina. Nella foto Meli è ritratto con la cantante Emanuela Villa, figlia di Claudio Villa, a cui ha donato un suo quadro in occasione di un concerto in provincia di Agrigento, a Joppolo Giancaxio, in presenza del sindaco Lo Dico.

Alcuni giorni addietro sul sito di Teleacras è stata pubblicata una poesia su San Calogero, scritta da un seminarista agrigentino, Jerry Carapezza. Ebbene, la poesia e l’articolo sono stati letti dalla famiglia Bongiorno, che adesso ha ritenuto opportuno quanto doveroso rivolgersi alla redazione per ringraziare pubblicamente il seminarista. Daniela Bongiorno afferma: “Io e la mia famiglia, e tante altre famiglie, conosciamo bene Gerlando Carapezza. Ci ha aiutati molto nel tempo della quarantena fatta per ben 80 giorni, portandoci con la sua vespa 50 special beni di prima necessità. Il seminarista Carapezza è un ragazzo agrigentino buono, attento ai bisogni dei più esclusi ed emarginati della società civile. Alla mia domanda ‘perché ci ha aiutati’ ha risposto che nessuno deve essere escluso e abbandonato, e che la Chiesa è vicina a chi soffre”.

A conclusione di rapide ed efficaci indagini, i Carabinieri della stazione di Villaseta Agrigento hanno denunciato a piede libero due giovani agrigentini, entrambi di 22 anni, con precedenti di polizia, che la sera dello scorso del 24 agosto, a San Leone, in un locale, hanno rubato la borsa di una studentessa di 21 anni, contenente il portafoglio, documenti personali e il telefono cellulare. E’ stata la stessa ragazza a denunciare il furto. I Carabinieri, durante un sopralluogo, si sono accorti della presenza all’interno del locale di un impianto di video-sorveglianza attivo. Acquisita la registrazione delle immagini, i militari hanno visionato i filmati ricostruendo le fasi salienti del furto, e identificando i responsabili. I due, approfittando di un momento di distrazione della donna, si sono impossessati della borsa allontanandosi poi frettolosamente dal locale. All’autorità giudiziaria risponderanno di furto aggravato in concorso. Le indagini proseguono alla ricerca della refurtiva.

L’unica arma che aveva era la mascherina, usata in questo caso più che per proteggersi da Covid ma per nascondere il viso. Un trentenne di Castrofilippo ha fatto irruzione in una sanitaria di Canicattì ed ha chiesto alla cassiera di farsi consegnare i soldi della cassa. Ha anche cercato di portare con se la cassa ma le reazione delle due impiegate è stata così veemente che non solo ha permesso di recuperare la cassa  ma ha messo in fuga il presunto rapinatore.

In trentenne castrofilippese avrà riflettuto su quello che aveva fatto e probabilmente avrà avuto un rigurgito di dignità. Qualche ora dopo la tentata e fallita rapina si è presentato nei locali del Commissariato di Canicattì accompagnato dal suo avvocato. Ai poliziotti ha detto di avere agito “per disperazione”.

E’ stato denunciato a piede libero, alla Procura della Repubblica. L’ipotesi di reato che gli è stata contestata è quella della tentata rapina.

“Le parole dell’Assessore Regionale al Turismo proprio alla vigilia dell’istituzione in Sicilia della zona gialla e della cancellazione di tante prenotazioni turistiche, suonano come offensive nei confronti di tanti operatori del settore che dopo mesi di profonda sofferenza avevano ripreso con coraggio l’attività in una situazione che resta di grande incertezza”. Un commento duro ma obiettivo e oggettivo quello di Ezio Bono e Riccardo Palazzotto, responsabili rispettivamente di AgrigentoExtra e Sciacca Turismo, le associazioni cittadine che raggruppano la maggior parte delle piccole imprese turistiche.

La reazione dei due operatori turistici avviene dopo le affermazioni dell’assessore regionale al Turismo che esulta per i dati. Una valutazione, tuttavia, monca e che manca di utili paragoni con altre regioni turistiche.

“L’Assessore Manlio Messina- dicono Ezio Bono e Riccardo Palazzotto- esulta e parla di turismo in Sicilia che riparte. Lo fa confrontando i dati delle presenze estive del 2021 con quelle del 2020, quando eravamo chiusi. Ma non accenna al fatto che altre regioni meridionali che come numeri di presenze turistiche sono pari o meglio della Sicilia, restano in zona bianca e non affrontano il triste rito della cancellazione di tante prenotazioni”.

Una Sicilia che è in zona gialla da stamane ma che è ad un passo da quella arancione considerata la proiezione dei dati epidemiologici in Sicilia. “Il Governo regionale- continuano Bono e Palazzotto- dovrebbe chiedere scusa ai siciliani per gli errori fatti nella gestione dell’emergenza coronavirus, altro che esultare. Il passaggio in zona gialla blocca quel percorso di ricrescita che le nostre imprese stavano vivendo. E questo a causa di un aumento di contagi che in altre regioni, dove evidentemente sono riusciti a gestire meglio le vaccinazioni, non c’è stato. Il turismo siciliano e altri settori produttivi escono sconfitti ed i responsabili sono facilmente individuabili, in barba al progetto “See Sicily” di incentivi e promozioni del governo regionale che doveva contribuire a far tornare i turisti nella nostra Isola”.

I poliziotti del commissariato di Licata, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, nel corso di un controllo ad un autobus extraurbano della linea Licata – Catania, hanno sorpreso a bordo un immigrato dal Gambia, di 35 anni, F K sono le iniziali del nome, in possesso di 52 grammi di marijuana all’interno di un involucro. Lui ha insospettito i poliziotti perché ha tentato di nascondersi tra gli ultimi sedili in fondo all’autobus. E’ stato arrestato ai domiciliari.

Mascherine obbligatorie anche all’aperto e un limite di quattro commensali al tavolo del ristorante. E’ quanto cambia nella sostanza per la Sicilia che da oggi è passata dalla zona bianca a quella gialla. Regole diverse e meno stringenti rispetto a quanto gli italiani erano abituati a fare nei mesi scorsi.

Adesso le misure prevedono che ci si possa spostare tra le regioni, anche senza il green pass, ed è possibile raggiungere le seconde case fuori regione aldilà del colore del territorio di provenienza e di quello di arrivo. Non ci sono più limiti orari alla circolazione, dunque nessun coprifuoco, che è stato eliminato lo scorso 21 giugno e che ha segnato duramente i mesi di lockdown.

Le mascherine, che in zona bianca sono già obbligatorie nei locali al chiuso, in gialla devono tassativamente essere indossate anche all’aperto. Teatri, cinema, concerti, musei e terme sono accessibili, ma vigono le stesse regole della zona bianca, quindi sempre con l’utilizzo del Green pass. Anche i ristoranti restano aperti sia al all’interno (con pass) che all’aperto (anche senza), ma in gialla il limite di commensali al tavolo è di quattro persone, con una deroga per i conviventi. Con il ritorno a scuola a settembre la presenza in classe al momento è garantita al 100% a meno che non si verifichino necessità di quarantene o focolai.

Il sindacato Cobas Scuola sostiene che il green pass per entrare a scuola non sia un atto di prevenzione ma di vessazione. Ed ecco perché il sindacato oggi, lunedì 30 agosto, ha organizzato nel pomeriggio delle manifestazioni di protesta innanzi alle Prefetture di Palermo, Catania e Siracusa. Il Cobas Scuola spiega: “L’obbligo del lasciapassare verde per il personale della scuola, già vaccinato oltre il 90%, determina inaccettabili conseguenze sul piano dei diritti del lavoro per le sanzioni che colpirebbero il personale che non ne è in possesso o non lo esibisce ogni giorno, ma senza che la prevenzione del contagio sia in alcun modo garantita. Il green pass non dà reali garanzie di efficacia per la prevenzione del contagio, ma costituisce nella sostanza uno strumento per incrementare le vaccinazioni, visto che chi ne è in possesso può essere comunque infettato dal virus e, quindi, può essere veicolo del contagio. Inoltre il provvedimento risulterebbe monco considerato che l’obbligo del green pass non vale per gli studenti”.