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Sottoscritto il protocollo di partenariato tra la Presidenza provinciale dell’AICS di Agrigento con il Comune di Agrigento, aderendo così al progetto comune di valorizzazione della lingua siciliana, sviluppo del senso di identità  e  di appartenenza dei luoghi, attraverso  un linguaggio nuovo capace di sperimentare e diffondere metodologie inclusive ed aggregative per le comunità residenti.

Il progetto redatto dall’Arch. Rino Petix, coinvolge la bellissima città di Agrigento, e per la sua realizzazione verranno utilizzati, oltre agli usuali procedimenti esecutivi (laboratori, convegni, esposizione, mostre, installazioni etc.), anche nuove metodologie multimediali ed interattive, con modelli di apprendimento e di disseminazioni all’avanguardia ed inediti, espletati  in spazi  di prossimità, che daranno luogo ad una  esemplarità  della specifica  “Riqualificazione Urbana”.

Gli argomenti trattati dal progetto spazieranno, dalla valorizzazione dell’identità linguistica, a quella  culturale,  artisticaarchitettonicaarcheologica, ma anche, a quella  enogastronomica locale.

Il Presidente Giuseppe Petix, si è messo subito in moto per Agrigento, promuovendo il su citato progetto di partenariato e condividendolo con l’Amministrazione Comunale del Sindaco Dr. Franco Miccichè, così da dare alla città, uno stimolo in più di vita sociale, culturale ed di inclusione.

Intervistato l’assessore alla cultura Costantino Ciulla, si è detto soddisfatto del progetto, che mira principalmente alla valorizzazioni delle nostre radici, linguistiche e culturali.

“Un progetto che persegue – continua l’assessore Ciulla – una delle tante finalità programmatiche  dell’Amministrazione Comunale, quindi calzante perfettamente con il pensiero che Agrigento non è solo una città, ma qualcosa in più, un luogo che avendo 3000 anni di storia, visibile e quantificabile, un’enciclopedia storica  dal vivo quindi, merita di essere ancor di più valorizzata”.

Insieme alla Presidenza provinciale dell’AICS agrigentina, Costantino Ciulla, incalza, si stanno predisponendo ulteriori interessanti progetti, che permetteranno, la rigenerazione e riqualificazione urbana delle aree cittadine periferiche, molto spesso abbandonate, come la parte più antica di Agrigento e Villaseta.

Per Pasqua e Lunedì dell’Angelo i supermercati in Sicilia potrebbero rimanere chiusi nonostante non ci sia un’ordinanza che lo disponga. È il rischio effetto dello sciopero dei lavoratori della grande distribuzione proclamato per il 4 e 5 aprile prossimi da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. I sindacati avevano chiesto al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, la chiusura dei supermercati nei giorni festivi, ma il provvedimento non è arrivato.

Così i lavoratori del commercio incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro di Pasqua e Pasquetta. I sindacati, in una nota dei segretari Monia Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto, sottolineano che «quando si sono dichiarate prioritarie alcune categorie di lavoratori ai fini della campagna vaccinale, non sono stati fatti rientrare i lavoratori del commercio che, proprio in virtù dell’attività essenziale che sono stati chiamati a svolgere anche durante il lockdown, sono tra i più esposti al rischio contagio».

Per questo motivo, ricordano, avevano «chiesto al presidente Musumeci un immediato intervento per disporre la chiusura delle attività commerciali per le prossime festività». Adesso i sindacati spiegano che «alla luce degli ultimi dati relativi a contagi, ricoveri e decessi per Covid 19, per una maggiore tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e di tutta la collettività, non è più rinviabile un intervento per la chiusura delle attività commerciali nelle giornate di domenica e festivi e l’anticipo dell’orario di chiusura dal lunedì al sabato, intensificando contestualmente, i controlli e applicando le relative sanzioni».

Pietro Dabbene e Valentina Alba, sono i genitori della piccola Simona, una bimba di 3 anni, da tempo in cura presso l’ICS Maugeri di Sciacca. Loro hanno donato per beneficienza, alcuni disegni della loro piccola bambina, realizzati a scolpo terapeutico, ma che con il tempo hanno rivelato un suo innato talento.

E poi ancora un pc touch screen completo di software educativi per bambini di diverse età  molti altri giocattoli interattivi per i piccoli pazienti della Riabilitazione pediatrica della struttura di Sciacca. Tutto dono della famiglia Dabbene.

La piccola Simona , originaria di Ribera, è nata con una forma di rigidità degli arti superiori e inferiori chiamata Artrogriposi. Ha dovuto affrontare, insieme ai genitori, lunghe degenze ospedaliere e i primi interventi chirurgici già nel primo anno di vita.

Una patologia non gli permetteva di alzare le braccia e afferrare oggetti, fino a un anno fa”, spiega la madre. Siamo grati a tutta l’equipe Maugeri – aggiunge – per la passione con cui cura nostra figlia e tutti i bambini della Riabilitazione pediatrica”.

La piccola, dopo gli interventi chirurgici prima al Bambino Gesu’ di Roma e poi all’ospedale di Trieste, ha iniziato presso l’istituto di Sciacca la riabilitazione pediatrica.

 

Da diversi anni ormai versa in gravissime condizioni di dissesto, con enormi rischi per la viabilità.

Stiamo parlando della strada provinciale 15, nel compreso tra l’ospedale “San Giovanni di Dio” e contrada San Benedetto, un asse viario trafficatissimo di competenza di più enti e attraversato costantemente dalle ambulanze che si recano al nosocomio. Nonostante il suo ruolo strategico, però, questa strada è profondamente segnata da numerose buche e asperità che, quotidianamente, provocano danni a cose e persone.

“Una situazione estremamente grave – dice il presidente provinciale dell’Ance, Carmelo Salamone -, alla quale la mia associazione vuole provare a porre rimedio. Consapevoli di come le amministrazioni comunali siano spesso a corto di risorse umane e finanziarie, abbiamo infatti deciso di donare alle amministrazioni pubbliche un progetto esecutivo per la messa in sicurezza della strada, al fine di eliminare le situazioni in pericolo. Ci attiveremo fin da subito per contattare le amministrazioni comunali di Agrigento, Favara e Aragona per definire le questioni burocratiche. Strade più sicure – conclude Salamone – sono un diritto dei cittadini e delle imprese”.

L’associazione Ferrovie Kaos di Agrigento esprime apprezzamento a seguito degli interventi di decoro posti in essere dal gestore dell’infrastruttura Rete Ferrovie Italiane nella stazione ferroviaria di Agrigento Centrale. L’associazione Ferrovie Kaos afferma: “Dopo i lavori di adeguamento dei marciapiedi di stazione abbiamo notato, con grande piacere, che tutte le aree di stazione accessibili ai viaggiatori sono state decorate con piante ornamentali, fiori e balconiere.

Era dai tempi del concorso emanato dalle Ferrovie dello Stato, “Stazioni fiorite”, che non si vedeva una tale cura e dedizione nella gestione degli spazi verdi della stazione. Recentemente è stata anche riattivata l’antica fontana a zampillo degli anni ’30, un piccolo gioiello della stazione di Agrigento C.le che accoglie i turisti in transito. Esprimiamo un vivo ringraziamento a Rete Ferroviaria Italiana e al Responsabile Manutenzione di Agrigento, Innocenzo Ferraro, per l’ottimo lavoro posto in essere nella stazione di Agrigento Centrale”.

“Avevamo sognato che finalmente ad Agrigento si potesse cambiare tendenza, ed invece, ci risiamo…

Abbiamo deciso di scrivere alla Procura della Corte dei Conti della Sicilia, e per conoscenza all’Assessore Regionale Enti Locali, al Direttore Generale Dipartimento autonomie Locali della Regione Siciliana ed infine al Segretario Generale del Comune di Agrigento al fine di mettere, chi di dovere, nelle condizioni di agire immediatamente. 

Già nello scorso 17 febbraio 2021, avevamo chiesto l’intervento del Sindaco e dell’Amministrazione attiva per porre in essere una pronta azione di recupero dei crediti dovuto all’Ente Locale a fronte del mancato incasso del canone di concessione del “Parcheggio pluripiano di via Pietro Nenni”.

Oggi le rassicurazioni verbali non ci bastano più! È tardi! Constatiamo con rammarico che nulla di concreto è stato ancora fatto; non ci risulta, infatti, la revoca della concessione ed il ritorno del parcheggio al Comune.

A fronte di tali omissioni noi non possiamo tacere e così indirettamente concorrere ad un presunto danno contro Agrigento e i suoi cittadini, ignari della perdita di cospicue risorse utilizzabili per il loro benessere e per i servizi dovuti.

Quindi si impone un cambio radicale sul “come” e sul “quando” dell’agire di questa Amministrazione. E noi continuiamo ad essere il “grillo parlante” della situazione; siamo obbligati, per l’immobilismo amministrativo paventato ed a rivolgerci alle autorità superiori alle quali abbiamo illustrato ciò che accade al Comune di Agrigento.

Noi abbiamo ancora una volta fatto la nostra parte, prima sensibilizzando tutti attraverso un dialogo costruttivo e poi riportando ognuno alle proprie responsabilità. Questa è la democrazia”.

Lo scrive il vice presidente del Codacons Giuseppe Di Rosa.

L’inchiesta sui dati presunti falsi relativi alla pandemia covid in Sicilia. Oltre Letizia Di Liberti, anche Salvatore Cusimano, funzionario della Regione Siciliana, difeso dall’avvocato Luigi Spinosa, si è avvalso della facoltà di non rispondere al Gip del Tribunale in occasione dell’interrogatorio di garanzia. Invece, Emilio Madonia, il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato, difeso dall’avvocato Enrico Sorgi, “ha risposto – come spiega lo stesso avvocato Sorgi – nelle linee generali e con riferimento al proprio ruolo. Per le specifiche contestazioni, non essendo in possesso della documentazione che gli è stata sequestrata, si è riservato di fornire ulteriori chiarimenti in prosieguo, quando potrà disporre dei dati necessari”.

L’inchiesta sui presunti dati falsi relativi alla pandemia covid in Sicilia: si è avvalsa della facoltà di non rispondere, innanzi alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, Caterina Brignone, la dirigente generale del Dasoe, il Dipartimento per la Sanità della Regione siciliana, Letizia Di Liberti, difesa dagli avvocati Paolo Starvaggi del foro di Patti e Fabrizio Biondo del foro di Palermo. I legali hanno comunicato che la Di Liberti intende chiedere di essere quanto prima interrogata dai magistrati del Tribunale di Palermo, cui è stata già disposta la trasmissione degli atti per competenza territoriale, riservandosi quindi di rispondere al giudice naturale.