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Ospite della trasmissione preserale “Le parole della settimana” condotta da Massimo Gramellini, Gioele Barletta appare spigliato e sicuro di quel suo ruolo che racconta con disinvoltura. Lui fa, con molta serietà, il mediatore delle liti tra compagni, e li aiuta a risolvere i conflitti. Racconta al conduttore e al cantante Luca Barbarossa, anch’egli ospite della puntata di questo sabato, che nessuno può sapere cosa ci si dica in quella stanza dove lui convoca i compagni vittime di loro stesse liti o scorrettezze.

Gioele, che frequenta la scuola media “Antonio Ugo” di Palermo, spiega che durante l’incontro di mediazione si espongono i fatti, poi è lui a chiedere ai protagonisti della mediazione di proporre una eventuale soluzione. Se non arriva spontanea, è lui a suggerirne una, in piena obiettività tra le parti.

Alla domanda del cantautore romano, curioso di sapere se lui avesse qualche volta avuto bisogno di un mediatore, Gioele ha risposto di sì e a ha raccontato di una lite con una professoressa. Nel suo caso, la mediazione è stata condotta da un altro ragazzo anch’esso dedito a questa mansione e che poi il patto tra il 13enne e l’insegnante, nato come risoluzione della loro diatriba, solidamente continua ancora.

Sicuro si sé, spigliato e serio, Gioele Barletta potrebbe tranquillamente aspirare ad un ruolo di mediatore anche da grande, di giudice, forse, ma per ora, gestisce con serietà questo compito e fino ad ora, dalla stanza dove vengono invitati coloro che hanno bisogno del suo intervento, escono tutti con conflitti risolti.

Il gup di Palermo Lorenzo Jannelli ha rinviato a giudizio il leader della Lega Matteo Salvini. Il senatore del Carroccio risponde di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per avere impedito, secondo la Procura illegittimamente, alla nave della ong catalana Open Arms, con 147 migranti soccorsi in mare, di attraccare a Lampedusa.

Per giorni i profughi rimasero davanti alle coste dell’isola.
“La difesa della Patria – commenta Salvini sui propri profili social – è sacro dovere del cittadino”. Articolo 52 della Costituzione. Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre”.

Sono di ieri i comunicati del Prefetto di Agrigento e del Sindaco di Favara che hanno istituito Favara in “zona rossa”.

Ciò significa che dovrà essere compito anche degli Agenti della Polizia Municipale di Favara, garantire giornalmente i controlli anticovid tramite proprie pattuglie.

Ebbene, Codesto Sindacato UGL con la presente comunica alla Cittadinanza di Favara ed alle Autorità Pubbliche competenti sul suo territorio, che gli Agenti di Polizia Municipale di Favara a tempo determinato (che rappresentano più del 50% dell’organico), non possono essere applicati in questo tipo di pattugliamento non essendo stati dotati della nomina di agente di Pubblica Sicurezza il Comando di appartenenza, dopo alcuni anni di inerzia ha presentato l’istanza in Prefettura da poco tempo. Tale qualifica è essenziale per l’espletamento di tale servizio.

I Vigili del Comando di Favara, da tempo stanno battagliando con il Sindaco di Favara e con il loro Comandante, sensibilizzando anche la Prefettura di Agrigento, anche tramite il loro legale di fiducia, affinchè li doti di tale qualifica, senza la quale non possono garantire alla cittadinanza molti servizi essenziali, tra i quali rientrano i controlli anticovid.
Inoltre immotivatamente non sono più inseriti nei turni di reperibilità, con le conseguenze che ne potrebbero derivare considerando le continue emergenze che si presentano sul territorio.
Per non parlare che da tempo gli Agenti di Polizia Municipale operano in condizioni di sottorganico, privi di tutela e dei necessari strumenti per lavorare sul territorio.

1.301 i nuovi casi di Coronavirus a fronte di 28.927 tamponi effettuati, su un totale di 3.565.770 da inizio emergenza.
Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 24 decessi, che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 5.152. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 25.477 (+602) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.216, di cui 189 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 24.072 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 164.015 (+675).

I nuovi contagi per province:

Palermo 458,

Catania 186,

Messina 105,

Caltanissetta 53,

Trapani 74,

Siracusa 96,

Ragusa 131,

Agrigento 172

Enna 26.

Sono stati 9.812 i vaccini AstraZeneca somministrati ieri ai cittadini siciliani: più del quadruplo di quanto avveniva normalmente. Cresciuto anche il totale giornaliero delle iniezioni con gli attuali 3 sieri a disposizione: 28.949 (rispetto a una media di circa ventimila dei giorni scorsi).

Il risultato è frutto – dice la Regione siciliana – dell’Open weekend, voluto dal governo Musumeci per accelerare la campagna di vaccinazione contro il covid coinvolgendo, in questo fine settimana, i cittadini dai 60 ai 79 anni, anche senza prenotazione.

Anche stamane, alle 12, nel secondo giorno dell’iniziativa, in tutta la Sicilia con AstraZeneca sono state già vaccinate 3.441 persone.
“Sono contento – afferma il presidente della Regione Nello Musumeci – di come stia procedendo la campagna di vaccinazione nell’Isola. Sia perché inizia a esserci più consapevolezza nella popolazione che il vaccino è l’unica via di uscita dalla pandemia, sia perché stiamo accelerando con le somministrazioni.
Se oggi, a livello nazionale, è stato registrato un ennesimo record di vaccinazioni è anche grazie allo sforzo fatto qui da noi. Al generale Figliuolo voglio ribadire la nostra totale collaborazione: la Sicilia c’è'”.
Fino a domani sono 66 gli Hub e centri dell’Isola dove sarà possibile vaccinarsi anche senza essersi registrati sull’apposita piattaforma di Poste italiane.

Queste le strutture disponibili per provincia: Agrigento, 11; Caltanissetta, 2; Catania, 9; Enna, 4; Messina, 5; Palermo, 16; Ragusa, 3; Siracusa, 7; Trapani, 9. Dall’inizio della campagna vaccinale, nell’Isola, sono già state somministrate 1.074.283 dosi.

Militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Catania, nell’ambito di un articolato servizio per la repressione della contraffazione ed al controllo della sicurezza prodotti, durante la settimana hanno sequestrato oltre 25.000 articoli falsificati e non sicuri, rinvenuti in nove esercizi commerciali ubicati in diversi comuni della provincia etnea, denunciando i vari gestori: 5 cinesi e 5 italiani. Sigilli sono stati posti, complessivamente, a giocattoli, articoli da giardinaggio, capi di abbigliamento, mascherine Dpi, zainetti, cappellini, apparecchiature e materiale elettrico e piccoli elettrodomestici.

Come è noto, il dott. Marcello Viola, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impdiduglia, ha impugnato innanzi al TAR Lazio i provvedimenti con i quali il dott. Prestipino Giarritta è stato nominato Procuratore della Repubblica di Roma.

Il TAR Lazio Roma – Presidente dott. Salvo Amodio Antonino, Relatore dott. Ivo Correale Relatore – ha accolto il ricorso del dott. Viola.

In particolare, il TAR Lazio ha rilevato come dalla documentazione relativa all’indagine di Perugia fosse emersa la qualità di parte offesa del dott. Viola rispetto alle “macchinazioni o aspirazioni di altri” e connesse al cosiddetto “Palamara-Gate”

Il TAR ha, altresì, rilevato come la decisione del CSM – di non formulare alcuna proposta volta al conferimento al dott. Viola dell’incarico di Procuratore di Roma – sia immotivata “in assenza di elementi oggettivamente riscontrabili a suo carico” e si ponga in contrasto con la precedente proposta formulata prima dell’avvio dell’indagine di Perugia.

Sia il CSM che il dott. Prestipino Giarritta hanno proposto appello avverso la suddetta sentenza, chiedendone la sospensione ed evidenziando come la stessa cagionerebbe un grave danno all’Amministrazione della giustizia e inciderebbe sulla continuità nell’espletamento delle funzioni di Procuratore della Repubblica di Roma.

Il dott. Viola, difeso dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, si è costituito innanzi al Consiglio di Stato chiedendo il rigetto dell’appello.

In particolare, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno sostenuto l’infondatezza dell’appello -citando a sostegno dei propri assunti specifici precedenti del Consiglio di Stato – e hanno reiterato taluni motivi di ricorso non esaminati dalla sentenza del TAR Lazio.

Il 15 aprile 2021 si è tenuta innanzi al Consiglio di Stato – con modalità telematiche – l’udienza camerale per la trattazione della richiesta di sospensione cautelare della sentenza del TAR Lazio.

La decisione del Consiglio di Stato verrà depositata nei prossimi giorni.

L’Assessore al bilancio del Comune di Agrigento, Aurelio Trupia, a margine della seduta consiliare che ha approvato il consuntivo 2019, ritiene che sia ancora in salita la strada per il risanamento finanziario. Ed afferma:
“Mi piace essere chiaro con i cittadini agrigentini dopo che si è approvato lo strumento contabile per dare una continuità amministrativa all’ente, tra l’altro voglio ricordare che questo bilancio ce lo siamo trovati dalla precedente amministrazione e che l’iter doveva essere concluso almeno entro aprile 2020, la fotografia reale economica, finanziaria e amministrativa rimane fortemente deficitaria.
Purtroppo gli slogan e le belle parole da fine campagna elettorale tirate fuori come un mantra dalla precedente amministrazione su un bilancio risanato, non hanno trovato riscontro nel consuntivo approvato.
Per essere chiari, ancora il percorso per rendere il bilancio indirizzato alla normalizzazione e seguire processi di programmazione per gli investimenti, rimane sì un obiettivo concreto di questa amministrazione, ma solo se si superano delle criticità che a oggi ci sono.
Gli accantonamenti del milione e quattrocento mila euro dovute all’armonizzazione contabile è un debito trentennale, circa 34 milioni di euro che non si possono cancellare con un colpo di spugna.
I mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti non possono essere estinti dall’oggi al domani.
Di fatto a oggi soldi in cassa tanto sbandierati da qualcuno anche se ci sono, sono fondi vincolati e quindi che non possono essere spesi, frutto della mancata programmazione della precedente amministrazione.
Il nostro obiettivo è riallineare gli strumenti contabili riportandoli alle loro naturali scadenze e contemporaneamente operare un’azione di risanamento vero che comporterà purtroppo ancora sacrifici che sono indispensabili per uscire dall’impasse e garantire i servizi che i cittadini meritano.
In questo momento è inutile mettere bandierine o uscire con toni trionfalistici perché la situazione finanziaria necessita di una forte scossa e questa amministrazione farà di tutto per trovare un percorso virtuoso in un cammino ancora tortuoso”.

Il covid nell’Agrigentino ha mietuto tre vittime, a Favara, Menfi e Sciacca, per un totale di 190. Secondo il bollettino dell’Azienda sanitaria, inoltre, sono stati ieri 5 i nuovi ricoveri, e gli ospedalizzati sono complessivamente 84. Poi, 76 sono i nuovi positivi sui 702 tamponi effettuati giovedì 15 aprile. I guariti sono 139, per un totale di 7.251 sui complessivi 9.310 contagiati. Nella provincia agrigentina attualmente vi sono 171 positivi a fronte dei 186 precedenti.

I coordinatori provinciali del Movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello e Giuseppe Sortino, ritengono che il servizio del trasporto urbano ad Agrigento sia di carente qualità ed a costo elevato. E affermano: “L’Amministrazione comunale deve aprire una seria riflessione sulle criticità e la scarsa qualità del servizio offerto dalla TUA, che di certo non ha mai brillato per efficienza, tanto è vero che gli agrigentini lo disertano lasciando viaggiare gli autobus semivuoti per via, tra le altre cose, del caro biglietti. Appare davvero singolare che i titoli di viaggio non abbiamo una validità a tempo così come avviene nel resto della Sicilia. E’ un’anomalia tutta agrigentina che costituisce un salasso per cittadini e turisti. Un utente per spostarsi per pochi chilometri, ad esempio dal Villaggio Mosè al Duomo o dal Campo Sportivo all’Ospedale, deve acquistare 2 biglietti al costo di 2 euro e 40 centesimi. E nel caso in cui non trovasse nelle vicinanze una rivendita è costretto ad acquistarlo a bordo ad un costo di 3 euro e 40 centesimi. Ed è un costo che naturalmente raddoppia in caso di un biglietto di andata e ritorno. Siamo certi che il sindaco Franco Miccichè e l’Assessore al Turismo, Francesco Picarella sapranno raccogliere e superare tali problemi, offrendo agli agrigentini e ai visitatori un servizio migliore”.