Home / 2021 / Marzo (Pagina 53)

Il governo regionale, d’intesa con la commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale, ha espresso parere favorevole alla stabilizzazione di circa 4.600 lavoratori Asu. In proposito, gli assessori al Lavoro Antonio Scavone, alle Autonomie locali Marco Zambuto e all’Economia, Gaetano Armao, commentano: “La stabilizzazione di tale risorsa umana, impegnata nei Comuni, nelle Aziende sanitarie provinciali e nelle Camere di Commercio dell’Isola, non comporta aumenti di spesa e restituisce dignità a migliaia di famiglie siciliane”. E il presidente della Regione, Musumeci, aggiunge: “Il voto favorevole costituisce una ulteriore, importante tappa nel processo di fuoriuscita dal precariato di migliaia di lavoratori per troppo tempo rimasti pegno umano della peggiore politica”. Proprio al mattino di oggi i sindacati avevano annunciato un sit in dei lavoratori Asu in piazza del Parlamento a Palermo per rivendicare la stabilizzazione.

La Direzione investigativa antimafia ha confiscato ad un imprenditore edile di Palermo, Giovanni Pilo, 83 anni, residente in provincia di Roma, beni per 40 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione penale e misure di prevenzione del tribunale di Palermo, in accoglimento della proposta formulata dalla Dia. Giovanni Pilo, della famiglia mafiosa di Resuttana (sposato con Anna Gambino, sorella di Giacomo Giuseppe inteso ‘u’tignusu’, già capo del mandamento palermitano di San Lorenzo e componente della cupola provinciale), è stato sorvegliato speciale nel 1976 e nel 1985, e successivamente ha subito una condanna a 7 anni al maxiprocesso di Palermo. A suo carico vi sono anche le dichiarazioni di Tommaso Buscetta, Salvatore Contorno e Salvatore Anselmo. Nella seconda guerra di mafia degli anni ’80 Pilo si schierò con i corleonesi, ed ebbe un ruolo nei progetti di speculazione edilizia, il cosiddetto sacco di Palermo. Gli accertamenti patrimoniali effettuati dalla Dia hanno evidenziato una netta sperequazione fra i redditi dichiarati da Pilo e gli investimenti sostenuti, da ritenersi pertanto frutto o reimpiego di capitali illeciti. La confisca comprende una villa, 145 immobili, tra i quali anche numerosi terreni a Palermo, Roma e Trapani, l’intero capitale sociale di 8 società, di cui 5 con il relativo compendio aziendale; 4 polizze assicurative, 5 rapporti bancari.

Ferdinando Gallina, conosciuto come Freddy, 45 anni, inseguito da tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e ritenuto responsabile di tre omicidi aggravati dalla finalità mafiosa, appartenente a “Cosa Nostra”, rientra in Italia dopo una battaglia per ottenere la sua estradizione durata quasi 5 anni. Gallina è uomo d’onore della famiglia mafiosa di Carini e killer della mafia, ritenuto il braccio destro per la Sicilia occidentale, ed in particolare per la provincia di Palermo, del boss Salvatore Lo Piccolo. Negli Stati uniti d’America, Gallina, da personaggio di primo piano della mafia siciliana, si è avvalso di una difesa tecnica di elevatissimo livello che ha utilizzato ogni strumento giuridico previsto dalla legislazione americana per impedire il temuto rientro in Italia.

Prosegue l’attività di controllo della Polizia Provinciale agrigentina per contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti pericolosi e rifiuti domestici, in prossimità di luoghi maggiormente a rischio, nelle aree e strade di competenza della Provincia. Oggi si collocano, fino al 15 marzo prossimo, una telecamera mobile e due cartelli informativi su una strada provinciale per prevenire il fenomeno incontrollato dell’abbandono o del deposito dei rifiuti. Le immagini con i trasgressori sono registrate e trasmesse in tempo reale alle Autorità di Polizia. La Polizia Provinciale dispone anche di 5 foto-camere, utilizzate nel rispetto di quanto stabilito dal Garante per il trattamento dei dati personali.

Il Comune di Agrigento ha istituito un numero di assistenza per quanti vogliono fare i vaccini ma non hanno i mezzi tecnici o la conoscenza per accedere ai sistemi telematici dell’Asp. Per volontà del sindaco Franco Miccichè è stato istituito un servizio telefonico al quale gli utenti interessati possono rivolgersi telefonando ai numeri 0922/590286 oppure – 0922/20207 declinando le proprie generalità, il codice fiscale, la tesserà sanitaria, il medico curante e naturalmente l’indirizzo. L’impiegato del Comune farà la prenotazione on line per andare a fare il vaccino e la polizia municipale gli porterà a casa la prenotazioni con l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo in cui deve presentarsi

La Procura di Trapani ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a carico di 21 persone coinvolte in un’inchiesta che nel 2017 determinò il sequestro della motonave “Iuventa”, che operava in mare in soccorso dei migranti per conto dell’organizzazione non governativa tedesca “Jugend Rettet”. L’indagine, che ipotizza il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, si è estesa anche ad altre due ong: Save the Children e Medici Senza Frontiere con le navi Prudence e Vox Hestia. E Save the Children commenta: “Siamo certi di aver sempre agito nel pieno rispetto delle legge e del diritto internazionale, e in costante coordinamento con la Guardia Costiera Italiana. Ribadiamo di aver sempre lavorato solo ed unicamente per salvare vite umane. Siamo fiduciosi che l’intera vicenda, non appena tutti i fatti saranno stati adeguatamente rappresentati e considerati, potrà essere chiarita confermando la correttezza del nostro operato”.

Dopo il parere positivo del Cga la Regione Siciliana si dota del Piano dei rifiuti. Musumeci: “Adesso è possibile sfruttare i fondi europei a disposizione del settore”.

La Regione Siciliana ha il suo Piano di gestione dei rifiuti urbani. A seguito del definitivo parere favorevole da parte del Cga (il Consiglio di giustizia amministrativa), il governo Musumeci si dota di uno strumento di pianificazione aggiornato e in linea con gli orientamenti e le prescrizioni dell’attuale quadro normativo del settore. Dopo una procedura lunga e complessa, sarà concretizzabile adesso la fase di razionalizzazione del servizio, coinvolgendo tutti gli attori della filiera. L’aggiornamento del Piano, che ha condotto alla sua definitiva approvazione, si è reso necessario al fine di adeguare la pianificazione regionale per la gestione dei rifiuti urbani nell’Isola al contesto attuale di produzione, alla sopravvenuta normativa europea e alle più recenti direttive comunitarie del 2018. Infatti, il Piano regionale dei rifiuti risaliva al 2012 e, benché integrato nel 2016, è stato ritenuto dalla Commissione Europea non conforme, tra l’altro, agli obiettivi di raccolta differenziata, e troppo legato allo smaltimento in discarica. Dunque, il presidente della Regione, Musumeci, ha da subito avviato la redazione dello strumento di pianificazione rifiuti, aggiornandolo a quanto nel frattempo sopravvenuto, e coinvolgendo, nei vari passaggi procedurali previsti, tutti i livelli istituzionali, tra tutti i soggetti competenti in materia ambientale, gli Enti locali, le Srr e le associazioni ambientaliste. Tutti hanno potuto contribuire con le proprie osservazioni, che sono state valutate dalla Regione e poi riscontrate e accolte. Dopo tale fase prettamente tecnica, si è ora conclusa la fase amministrativa, derivata da una norma regionale che ha imposto la trasmissione del Piano prima all’Ufficio legislativo e legale della Regione, e poi al Consiglio di giustizia amministrativa, per i pareri di competenza. E Nello Musumeci commenta: “Adesso la Regione Sicilia, al pari di tutte le altre, potrà ancora più agevolmente accedere a tutte quelle risorse europee, fondamentali per lo sviluppo delle infrastrutture del settore dei rifiuti. E’ stata una procedura che abbiamo portato avanti con fatica, assieme all’assessore tecnico Alberto Pierobon. La fase successiva, altrettanto delicata e complessa, è adesso affidata al neo assessore Daniela Baglieri, sempre secondo le linee che il mio governo ha indicato sin dall’inizio”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Sanremo rispecchia da sempre il detto: “nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli”.
E dunque noi ne parliamo.

Per la seconda serata non ci sono molti plausi, considerato che è stato davvero difficile arrivare alla fine, per una serie di motivi. Uno su tutti, la minor presenza sul palco di Fiorello, considerato che è lui a tenere il ritmo della Kermesse canora. Anche la “valletta” non è stata all’altezza della prima serata. Al posto della De Angelis arriva una Elodie, che malgrado si atteggi a mannequin risulta impacciata anche nella semplice lettura dei nomi dei cantanti in gara. Per non parlare del medley, con scenografia e corpo di ballo stile Beyoncè senza essere Beyoncè.

Ma andiamo subito a dire cosa salvo di questa seconda serata di Sanremo ventiventuno. 

In generale nella serata salvo ancora Achille Lauro, che con una strepitosa “Bam Bam Twist” ridona guizzo e vitalità alla serata. Scenicamente impeccabile, lui vestito in doppiopetto, con una lunga treccia rossa (per omaggiare Mina) diventa protagonista come solo lui sa fare. Peccato che in quella performance ci fossero Francesca Barra e suo marito Claudio Santamaria, che non erano assolutamente intonati al contesto creato dall’artista, ma mostravano solo il loro egocentrismo (il bacio finale se lo potevano anche risparmiare).  Santamaria attore cinematograficamente sopravvalutato e la Barra che pensa per davvero di saper fare tutto (anche ballare un twist).

Orietta Berti nostra, dimostra – così come la Bertè nella prima puntata – quanto importante possa essere su quel palco l’intonazione, la presenza scenica e il controllo della voce. Bravissima, nel suo stile, inconfondibile il suo modo di cantare e senza una imperfezione, tanto da far sfigurare molti giovani sconosciuti ma pur sempre big, per la logica di Sanremo.

Nessun brano da segnalare tra le altre 4 nuove proposte in gara, ma a passare il turno sono stati Wrongonyou e Davide Shorty,  con un pezzo “Regina” che sembra clonato a “Un amore da favola” di Giorgia, stesso giro, stesso riff.
Ma credo ancora che Folcast venerdì vincerà a mani basse perché non c’è gara quando si è così bravi. 

Ermal Meta e la Ayane non deludono, lo Stato Sociale resta nel suo range di comodità, con un pezzo sulle contraddizioni dell’epoca moderna. Segnalo invece il pezzo di Fulminacci che avevo già apprezzato in altre situazioni extra Sanremo e che con quel testo mi ha ricordato che non sempre c’è un buon motivo per restare, ma che di restare, a volte, ne abbiamo bisogno. Il pezzo di intitola “Santa Marinella”.

Irama resta, ma gareggia con il video delle prove.
Il resto, nel cestino delle cose che non ricorderemo.

Ieri sera in platea c’erano i palloncini al posto delle poltrone vuote della prima serata e sui palloncini a forma fallica, Fiorello imbastisce un siparietto insieme ad Amadeus. Scelta non riuscita, a mio avviso, ma tanto a Sanremo tutto (o quasi) è possibile, come il valletto con i guanti che consegna i fiori alle signore.

La scelta degli ospiti è un po’ discutibile. 
La storia delle disavventure del maratoneta azzurro Alex Schwazer raccontate dal diretto interessato, circa le varie vicende sul doping, che però poco si intonano ad una kermesse che alla fine vince anche per quei momenti di leggerezza, come gli stacchetti ballati da Fiorello in pieno stile Varietà del sabato sera.

Ospiti anche Gigliola Cinquetti, con Fausto Leali e Marcella Bella e il salto nel passato è immediato ricordando a quelli come me che sono nati negli anni 70 quante edizioni del festival abbiamo visto e sentito e come le edizioni siano cambiate quasi radicalmente dai tempi di “Montagne Verdi”. Ma la vecchia guardia ancora regge.

Il trio “Il volo” è ospite con un omaggio a Morricone. Bene l’omaggio, loro non eccellenti.

Il momento che ho meno apprezzato è stato senza dubbio l’arrivo della Pausini, fresca fresca di Golden Globe, con indosso un mantello glitterato che è sembrato davvero troppo, la sua solita “zeppola” in bocca, l’emozione (secondo me finta) da ragazzina sprovveduta e con una voce che ormai non è più la stessa. Canta (non bene) la canzone che le l’ha condotta al prestigioso premio, ma che è di una noia mortale. Per me la Pausini inizia e finisce con “marco se n’è andato e non ritorna più”, malgrado il successo mondiale della cantante italiana, forse la più conosciuta al mondo e amata moltissimo nei paesi latini.

La giuria demoscopica premia Ermal Meta, poi Irama, Ayane e lo Stato Sociale, e va bene così, perché non c’era molto altro ieri sera. E comunque resto convinta del fatto che cantare senza pubblico sia come durante le prove, bene ma mai benissimo, anche se c’è chi è macchina da guerra e sa come si fa a gestire una performance nella maniera migliore possibile.

Vorrei concludere con le parole di Achille Lauro durante la sua performance: “Godere è un obbligo. Dio benedica chi gode”.

Beh noi non si è goduto molto ieri sera.
Grande fatica arrivare fino in fondo.
Ma resistiamo perché “Sanremo è Sanremo”.

A domani

La Stammelluti

Sta bene ed è tornato a casa il meccanico ventisettenne di Racalmuto per il quale erano state avviate, dai carabinieri, le ricerche. Del giovane non si avevano più notizie da ieri e i genitori, allarmati, avevano formalizzato una denuncia di scomparsa. Il ragazzo – secondo quanto era emerso – si era allontanato a bordo di una Fiat Punto di colore nero e, nonostante i tentativi di contatto da parte dei genitori e dei militari dell’Arma, risultava essere irreperibile.

“La commissione Salute dell’Ars, manifestando apprezzamento per l’avvio della campagna vaccinale anti Covid in favore dei soggetti disabili gravissimi, chiede al governo regionale di somministrare già in questa fase le dosi di vaccino anche a tutte le altre persone con disabilità e ai familiari che se ne prendono cura”.  Lo fa sapere in una nota la presidente della sesta commissione dell’Assemblea regionale siciliana, Margherita La Rocca Ruvolo, che annuncia un’apposita risoluzione.

“Con un atto d’indirizzo sulla campagna vaccinale per i soggetti disabili e le persone fragili che sarà discusso domani – spiega La Rocca Ruvolo – la commissione Salute dell’Ars, che aveva già chiesto all’assessore Razza di inserire i disabili tra le categorie prioritarie da vaccinare, intende impegnare l’assessorato per la Salute a prevedere l’avvio del percorso di prenotazione e conseguente somministrazione delle dosi di vaccino anti Covid anche ai soggetti, ancorché non percettori mensilmente dell’assegno di cura in quanto disabili gravissimi, comunque, affetti da forme di disabilità e di particolare fragilità che sono state fatte oggetto di provato accertamento clinico/diagnostico ed alla categoria dei caregivers”.