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La discarica dove conferire i rifiuti indifferenziati chiusa e città che, dallo scorso mercoledì, sono rimaste preda dell’immondizia. Ad Agrigento, già da giorni, sono stati sospesi – con tanto di ordinanza sindacale – tutti i mercatini rionali. “Sono stato in contatto con l’assessorato regionale per riuscire a trovare una discarica che possa accettare i rifiuti indifferenziati di Agrigento, data l’indisponibilità della discarica di Trapani attualmente chiusa a causa di un incendio. Discarica dove la Regione ci obbliga a scaricare con proprio provvedimento. Tutta questa situazione – scrive il sindaco Firetto – denuncia ancora lo stato grave di ritardo che mette in ginocchio 39 Comuni che conferiscono a Trapani, Agrigento compresa. Agrigento che si trova a dover ancora sopportare l’indifferenziato che da mercoledì sera giace sulle nostre strade”.

La Procura Regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti aveva citato Giovanni Patti, Riccardo Lauricella e Giovanni Antonio Catalano in qualità di ex componenti del collegio sindacale dello IACP di Agrigento, a comparire innanzi alla Corte dei Conti per la Regione Siciliana, affinché venissero condannati, ciascuno, al pagamento della somma complessiva di euro 203.781,50, pari al 5% di un presunto danno (quantificato in euro 4.075.630,10) derivante da talune determinazioni dirigenziali adottate dal Direttore Generale dell’Ente su proposta del Dirigente del Servizio Finanziario. In particolar modo, secondo il teorema accusatorio della Procura Regionale, il Collegio sindacale, nel periodo compreso tra il 2014 e il 2016, aveva omesso di vigilare su diversi provvedimenti che, in asserita violazione dell’art. 3, comma 1, lett. a) D.L. n. 47/2014, avevano comportato la distrazione di alcune somme (i proventi derivanti dalla vendita di alloggi popolari) dal loro vincolo di destinazione originario, ossia programmi di realizzazione o di acquisto di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e di manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare esistente dell’IACP di Agrigento, ad una destinazione non consentita, ovvero il pagamento delle spese correnti dell’Ente: stipendi del personale, tasse Patti, Catalano, Lauricella, si costituivano dunque in giudizio con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi, sviluppando articolate difese. La Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana, in totale adesione alle tesi difensive degli Avvocati Rubino e De Marco Capizzi, ha escluso qualsivoglia addebito a carico degli ex componenti del Collegio Sindacale evidenziando, in particolar modo, l’erroneità del richiamo effettuato dalla Procura Regionale al D.L. n. 47/2014, nonché l’assenza di un danno erariale cagionato allo IACP di Agrigento. Pertanto i Dottori Catalano, Patti, Lauricella non dovranno corrispondere alcun importo a titolo di danno erariale a fronte della richiesta formulata dalla Procura Regionale di euro 203.781,50.

Dissequestrata la discarica e l’intero impianto di contrada Matarana a Siculiana, gestita dalla Catanzaro Costruzioni. Ad accogliere l’istanza di riesame – presentata, per conto di Giuseppe Catanzaro, dagli avvocati Roberto Mangano, Vincenzo Maria Giacona, Riccardo Rotigliano, Antonella Paterno’, Fabio Anile – sono stati i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, presidente Wilma Angela Mazzara.

Il sequestro, richiesto dal procuratore Luigi Patronaggio e dal pm Alessandra Russo era stato effettuato lo scorso 17 luglio dal comando carabinieri per la Tutela dell’ambiente – Nucleo operativo ecologico di Palermo, insieme alla Guardia di Finanza, nucleo di polizia economico finanziaria di Agrigento. Tre gli indagati: i gestori dell’impianto riconducibile all’ex presidente di Sicindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro e ai suoi fratelli. Giuseppe Catanzaro – va precisato – ex presidente di Confindustria Sicilia, non e’ piu’ da qualche mese dirigente della “Catanzaro Costruzioni”. Il provvedimento era stato firmato per “le irregolarita’ tecnico-amministrative dell’impianto e le conseguenti ricadute delle stesse sul territorio, in termini di contaminazione del suolo e delle acque e di pregiudizio per l’ambiente e per la salute pubblica”.

Migliora il traffico passeggeri all’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino.
Dai dati elaborati dal servizio statistiche di Gesap, la società di gestione dello scalo Palermo, agosto si è chiuso a -38,36% (473.961 viaggiatori contro i 768.920 dello scorso anno), con un salto positivo di quasi 20 punti percentuali rispetto a luglio.
In larga parte si tratta di traffico domestico (342.725 passeggeri), in calo del 28,54% su agosto 2019 (479.604). I passeggeri dei voli internazionali sono stati 131.236, con una flessione del 54.64% rispetto ai 289.316 mila di agosto 2019.
Dall’inizio della pandemia, il progressivo dei dati di traffico è stato: marzo (83.543, -81,88%), aprile (6.041, -98,98%), maggio (14.664, -97.77%), giugno (78.559, -88.77%), luglio (321.565, -58,52%).
Ad agosto 2020, è stata anche registrata una media di circa 16 mila passeggeri al giorno e un indice medio di riempimento di quasi 120 passeggeri a volo.
Piccola ripresa anche del numero dei voli, che ad agosto sono stati 3.967, il 29,01% in meno rispetto ai voli effettuati nello stesso periodo dello scorso anno.
Il progressivo annuale, da gennaio ad agosto, segna un calo del 62,41% del traffico passeggeri (1.777.046 contro 4.727.379 del 2019) e -54,91% sui movimenti (15.716 contro 34.858 del 2019).

E’ stato sottoscritto stamani dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento e dal Parco Archeologico Valle dei Templi il contratto per la concessione in comodato d’uso gratuito di alcuni lotti di terreno in località Caos ad Agrigento di proprietà dell’Ente. Presenti il Commissario Straordinario del Libero Consorzio di Agrigento dr. Girolamo Alberto Di Pisa, il Direttore dell’Ente Parco  Archeologico arch. Roberto Sciarratta e il Direttore del Settore Patrimonio e Manutenzione del Libero Consorzio dr. Giovanni Butticè.

Si tratta di lotti di terreno (complessivamente circa novemila metri quadri) facenti parte di alcune particelle che si trovano in prossimità del Museo Casa Natale “Luigi Pirandello”, e che necessitano di interventi urgenti per migliorare la fruibilità di un’area dal grande valore culturale e turistico. Interventi non attualmente programmabili e realizzabili dal Libero Consorzio per la mancanza di adeguate risorse finanziarie a causa dalla ormai costante insufficienza di fondi nel bilancio dell’Ente.   Il Parco Archeologico, alcuni mesi fa, aveva presentato una specifica istanza per il trasferimento di queste aree in comodato d’uso per meglio valorizzarle, manifestando la disponibilità ad effettuare i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Grazie alla concessione in comodato d’uso gratuito dei lotti, costituiti da passaggi pedonali e piazzali pavimentati che si trovano in prossimità del Museo Casa natale “Luigi Pirandello” il Parco potrà iniziare gli interventi di miglioramento dell’area. Soddisfazione è stata espressa dal Commissario Straordinario dr. Di Pisa, che ha rimarcato l’importanza di tutelare meglio un’area visitata ogni anno da migliaia di turisti, mentre l’arch. Sciarratta ha spiegato che sono già stati individuati gli interventi urgenti da effettuare sia per il decoro e la fruizione, sia per la sicurezza dell’area, percorso obbligato per l’accesso alla casa natale di Pirandello che rimane una delle attrattive più visitate dai turisti provenienti da tutto il mondo.

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento effettuerà la consegna sui luoghi nel giorno stabilito dalle parti.

I ciclisti del Tour Sic2Sic in Sicilia, partito il 9 settembre da Trapani, giungeranno ad Agrigento per la loro terza tappa l’11 settembre.

Il Progetto “Sic2Sic – In bici attraverso la Rete Natura 2000 italiana” sta attraversando il Paese con l’obiettivo di raccontare il valore della biodiversità e della sostenibilità ambientale attraverso 100 percorsi ciclistici organizzati in sette regioni, scelte per le loro caratteristiche di rappresentatività degli habitat naturali.

Date l’importanza del tema e la consapevolezza del suo valore per lo sviluppo del territorio, il Comune di Agrigento ha deciso di sostenere l’iniziativa, organizzando un evento dove le istituzioni locali e la cittadinanza si confronteranno con gli esperti del progetto per condividere l’esperienza Sic2Sic, i risultati raggiunti e le opportunità di sviluppo territoriale della mobilità sostenibile, del turismo verde e della valorizzazione economica e sociale di Natura 2000. Il percorso della tappa che fa capo ad Agrigento è caratterizzato da numerosi siti Natura 2000: Foce del Fiume Verdura; Foce del Magazzolo, Foce del Platani, Capo Bianco, Torre Salsa; Scala dei Turchi.

Il Progetto è stato finanziato dall’Europa attraverso il programma Life ed è guidato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), in collaborazione con la società di comunicazione Ares 2.0, l’incubatore di imprese Enne3 e Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta).

Nei primi due anni, sono stati percorsi quasi 4.500 chilometri, attraversate 6 regioni e quasi 300 siti della Rete Natura 2000, coinvolgendo più di 1,5 milioni di persone e incontrando 178 istituzioni. La Sicilia è l’ultima regione che ospiterà il Tour.

La data programmata per questa iniziativa è l’11 settembre, alle ore 19.00 presso l’ex Collegio dei Padri Filippini

Per il programma dell’iniziativa e per informazioni su questa e sul progetto: www.lifesic2sic.eu.

“In riferimento alle nomine nel CdA dell’Istituto Regionale Vino e Olio e dell’ESA (Ente Sviluppo Agricolo) nella qualità e per la  responsabilità che mi compete – sottolinea Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della CIA Sicilia – mi preme precisare a scanso di equivoci e di strumentalizzazioni, che la Cia Regionale nella persona della Presidente e dei componenti di Giunta non si è espressa mai a sostegno di alcun candidato di nessun’altra organizzazione agricola. Non c’è stata inoltre alcuna consultazione o concertazione da parte dell’Assessore regionale all’Agricoltura Bandiera con la sottoscritta o altri dirigenti della CIA Siciliana riguardo le persone che sono state nominate”.

La sig.ra B.S. ha partecipato ad una procedura selettiva indetta dal MIUR. per la stabilizzare n. 305 di unità di personale che aveva svolto mansioni corrispondenti a quelle di collaboratore professionale
L’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, tuttavia, ha escluso la suddetta concorrente dalla procedura, avendo la stessa riportato – oltre 10 anni prima – una condanna per il reato di falsa testimonianza.
La concorrente ha impugnato innanzi al TAR Sicilia Palermo la suddetta esclusione, sostenendo che la pena alla stessa inflitta (anni due di reclusione) fosse stata sospesa e, pertanto,  il reato si sarebbe estinto automaticamente, non avendo la stessa commesso alcun altro delitto nel quinquennio successivo alla sentenza di condanna. Il Presidente del TAR, con Decreto Cautelare, ha accolto la richiesta di misura cautelare monocratica formulata dalla sig.ra B.S.
L’Amministrazione scolastica – in esecuzione del Decreto del Presidente del TAR Palermo – ha disposto l’ammissione con riserva della citata concorrente al concorso e ha proceduto ad inserirla in posizione utile.
La sig.ra T.A, altra partecipante alla medesima procedura (che si è vista superata in graduatoria per effetto della riammissione della concorrente originariamente esclusa) ha proposto, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, un atto di intervento in giudizio, chiedendo il rigetto del ricorso.  In particolare, gli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia hanno sostenuto che, ai sensi del bando, la condanna riportata dalla ricorrente fosse ostativa alla partecipazione al concorso e hanno, altresì, rilevato – citando al riguardo specifici precedenti del TAR Lazio e del Consiglio di Stato – che l’estinzione del reato non opera automaticamente ma presuppone un provvedimento espresso adottato  dal Giudice Penale (provvedimento che, nel caso di specie, alla data di presentazione della domanda di partecipazione al concorso, non era ancora intervenuta).
IL TAR Sicilia Palermo – Presidente dott. Cosimo Di Paola, Relatore dott. Francesco Mulieri – condividendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia ha respinto il ricorso proposto dalla sig.ra B.S., confermando la legittimità dell’originaria esclusione della stessa dalla procedura.
Il TAR Sicilia, con la suddetta sentenza, ha, invero, chiarito che l’estinzione del reato, sotto il profilo giuridico, non è affatto automatica per il mero decorso del tempo. Quest’ultima, infatti, deve essere riscontrata in una espressa pronuncia del giudice dell’esecuzione penale, a cui l’Ordinamento attribuisce la potestà di verificare la sussistenza dei relativi presupposti e delle relative condizioni. Ne consegue che, fino a quando non intervenga quel provvedimento giurisdizionale (che va di norma richiesto con istanza di parte) non può legittimamente parlarsi di reato estinto.
Per effetto della suddetta sentenza del TAR Palermo, la sig.ra B.S. non potrà conseguire, a causa della condanna riportata, l’immissione in servizio.

Un nuovo caso di positivo al Covid è stato registrato a Sciacca. Si tratta di un 70enne. La buona notizia, invece, è che il giovane che era stato contagiato è guarito. Il giovane saccense era ritornato dalla vacanza trascorsa a Malta.

Il viurus continua a circolare ed è per tale motivo che bisogna fare sempre attenzione e rispettare le norme anti contagio: distanziamento, mascherina, igiene delle mani.

La Polizia ha eseguito il fermo di 14 stranieri accusati di far parte di un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, all’esercizio di attività abusiva di prestazione di servizi di pagamento e altri delitti contro la persona, l’ordine pubblico, il patrimonio e la fede pubblica; reati aggravati dalla transnazionalità.

L’indagine, svolta dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo e coordinata dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dal Procuratore Aggiunto Marzia Sabella e dai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Giorgia Righi, ha portato alla scoperta di un’organizzazione criminale, con cellule operanti in Africa, in diverse aree del territorio nazionale e in altri Paesi europei.

L’associazione agiva su due fronti diversi: il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e l’esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria tramite il cosiddetto metodo “hawala”, utilizzato principalmente per il pagamento dei viaggi dei migranti o come prezzo della loro liberazione dai centri lager in Libia.