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Nel carcere di Rebibbia Giuseppe Fanara, boss di Cosa Nostra, detenuto da 9 anni al 41 bis dopo una condanna all’ergastolo, ha staccato con un morso il dito ad un poliziotto. La cosa singolare è che poi, presumibilmente, dopo averlo staccato, il boss avrebbe ingoiato la parte di arto, che non è stato ritrovato.

Come riferisce il quotidiano Il Messaggero, il boss avrebbe perso la testa, aggredendo sette agenti della Polizia Penitenziaria, e ad avere la peggio il poliziotto al quale il boss ha staccato il mignolo della mano destra. Durante l’aggressione avrebbe anche usato le parole per spaventare le guardie carcerarie: brandendo un manico di scopa, avrebbe urlato “vi sgozzo come maiali”.

A Fanara è stata notificata una nuova misura cautelare per resistenza, lesioni aggravate e lesioni gravissim, ed è stato trasferito a Sassari in un carcere di massima sicurezza.

 

 

Un gruppo di migranti è riuscito a raggiunge le coste di Siculiana Marina a bordo di un barchino.
Appena toccato terra, il gruppo (di entità imprecisata) si è dileguato sparpagliandosi. Un classico “sbarco fantasma” considerato che nessuno ha visto nulla al momento dello sbarco, malgrado l’imbarcazione sia stata vista e segnalata alle 7,30 di questa mattina.

Al momento i Carabineri di Siculiana stanno rastrellando tutto il rione balneare.

 

 

 

Nell’ambito della maxi inchiesta “Sorella Sanità” che sta facendo luce su intrecci tra il mondo politico e quello sanitario in Sicilia, rischia di finire agli arresti domiciliari il docente 46enne Vincenzo Li Calzi, di Canicattì.

I giudici del Tribunale del Riesame, ha accolto solo in parte il ricorso avanzato dalla Procura di Palermo, e nell’ordinanza depositata hanno tenuto in piedi il reato di corruzione, per il quale la richiesta di arresto.

L’indagine avrebbe accertato un vasto giro di tangenti nell’ambito degli appalti per le forniture a ospedali e aziende sanitarie provinciali e Li Calzi è considerato il braccio destro di Salvatore Mangarano, aspirante collaboratore di giustizia e stretto collaboratore del manager dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani.

La misura cautelare però resta sospesa perché il legale di Vincenzo Li Calzi,  Angela Porcello, ha annunciato che ricorrerà in Cassazione.

 

 

Come sempre ho bisogno di metabolizzare, ho bisogno di capire (per quanto possibile) e di riflettere. Poco altro si può fare quando la cronaca ci restituisce una realtà che non si può ignorare … non più. Siamo ad un punto di non ritorno, la violenza ha la forza di un potere subdolo e ignobile. La bellezza della vita viene sotterrata, infranta, umiliata, annientata. C’è un dolore che si fa eco e una mostruosità che si insinua sempre più nei nostri giorni, nelle vite di tutti, rendendoci un po’ colpevoli e forse anche complici.
A che serve un processo, per 4 mostri che uccidono un loro coetaneo?
Una crudeltà così efferata, una colpevolezza così esplicita, che non si coniuga con il principio di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Chissà se un ergastolo potrebbe redimerli, ma io alla redenzione faccio fatica ormai a credere. Perché quei giovani così violenti, che si sono sentiti padroni del mondo e della vita altrui, che hanno massacrato di botte un giovane con tante speranza, un sogno nel cassetto e tutta una vita davanti, sono figli di famiglie che non hanno saputo insegnare loro il rispetto per la vita altrui e delle regole, non hanno insegnato loro l’educazione al vivere, non hanno saputo iniettare nelle loro coscienze la differenza tra bene e male, la forma di quell’essere parte di una società nella quale le differenze possono migliorarci, non scavare distanza che poi annientano, rendendo tutto così assurdo.
Concorso in omicidio preterintenzionale.
Calci, pugni senza sosta fino alla morte.
Non c’entra la passione per le arti marziali (che invece insegnano il senso di disciplina, il rispetto delle regole, l’autocontrollo, l’onore e lo spirito di sacrificio) né i tatuaggi, né il look. Non c’entra l’eventuale emulazione di violenza che da sempre nel cinema viene raccontata come parte di un mondo che si divide tra buoni e cattivi.
C’entra la mancanza di cultura, c’entra quella sottocultura che innesca questo genere di tragedia, c’entra una vita senza regole, il culto della violenza, i precedenti di questi ragazzi avvezzi alla rissa facile, su cui grava ad oggi un’accusa così tremenda.

In fondo che ha fatto, ha solo ucciso un extracomunitario“. Sono le parole dei familiari di uno dei presunti assassini. I genitori di Willy Monteiro, capoverdiani sono perfettamente integrati, e non “estranei” a quella comunità.
Se esiste un aggravante razziale saranno gli inquirenti a stabilirlo, ma se si cresce in un ambiente familiare in cui un ragazzo nero viene considerato “solo un extracomunitario” allora non c’è più speranza per una società che diventa sempre più insensibile al dolore.
Saranno testimoni e immagini di telecamere a dire come siano andate le cose, ma c’è una condizione sociologica che deficita, un grado di civiltà che si è assottigliato fino a spezzarsi, una disattenzione generale verso la crescita di una nuova generazione che non ha maturato l’importanza del limite che è alla base della differenza tra il lecito e il reato.
20 minuti per uccidere, per togliere la vita.
Un tempo sospeso che annienta e cambia i connotati della vita di molte persone.
Una realtà che ormai oltre ad una morte a tempo, ha sdoganato tutto, dalla violenza verbale al razzismo, dal delirio di onnipotenza all’atto di follia. Torniamo ad educare, al rispetto delle regole, all’onore, all’autocontrollo, allo spirito di sacrificio.
Per ora ci resta la speranza che chi ha commesso il crimine venga assicurato alla giustizia, venga punito in base al crimine commesso e che possa arrivare assieme alla giustizia terrena, anche una redenzione, affinché il male si esaurisca, piano e inesorabilmente, dentro le coscienze e oltre le sbarre di una prigione.

Simona Stammelluti 

In data 2 settembre 2020 è stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Bivona  ( www.comune.bivona.ag.it) sezione Amministrazione trasparente Bandi di gara e contratti Bandi di gara e contratti attivi) il bando di appalto dei lavori per la manutenzione straordinaria della sede degli uffici comunali del Comune di Bivona per l’efficientamento  energetico dell’edificio e degli impianti – 1° Stralcio Funzionale. L’importo a base d’asta è pari a € 922.336,82. Le offerte devono pervenire entro il 29 settembre 2020 e le operazioni di gara inizieranno a partire dal 30 settembre 2020.
I lavori prevedono la manutenzione straordinaria della copertura e dei prospetti, la sostituzione di infissi e porte, la ristrutturazione dei servizi igienici, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione dell’impianto fotovoltaico per l’erogazione di energia elettrica in forma sostenibile.
L’Ufficio Tecnico in previsione dell’inizio dei lavori sta provvedendo al trasloco degli uffici comunali, in via temporanea, presso il Palazzo Marchese Greco.
Il Sindaco e l’Amministrazione esprimono soddisfazione per l’inizio di un cantiere importante grazie al quale, finalmente, prende vita un progetto strategico di riqualificazione dell’intera area del Complesso Gesuitico che ospita la Sede Comunale e che comporterà una ottimizzazione dei servizi al Cittadino e una migliore qualità delle condizioni di lavoro del personale comunale.

Sono 84 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore, a fronte di 5.214 tamponi eseguiti, su un totale di 380.348 da inizio emergenza. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile.

Il totale di persone attualmente positive in Sicilia, dunque, sale a 1.454. I casi totali registrati da inizio pandemia, invece, passano a 4.849. Le persone al momento ricoverate con sintomi sono 104, di cui 13 in terapia intensiva. Sono 1.337, invece, le persone in isolamento domiciliare mentre i guariti/dimessi dall’inizio della pandemia sono 3.106. Dei nuovi casi, 14 sono nella provincia di Catania, 41 a Trapani, 20 a Palermo, 4 a Messina, 1 a Siracusa, 4 a Ragusa. Nessun nuovo caso, invece, nelle province di Enna, Agrigento e Caltanissetta.

Sopralluogo congiunto questa mattina fra il personale del Servizio tecnico dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento e gli ingeneri della Siemens Italia presso la sala di emodinamica del presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca.

Al centro del tavolo tecnico gli interventi strutturali che renderanno possibile la collocazione in reparto di un angiografo “a pavimento” di ultima generazione che potenzierà le azioni di diagnosi e cura presso l’Unità di cardiologia del nosocomio saccense. L’acquisto della sofisticata apparecchiatura, reso possibile da un corposo investimento attuato dalla Regione Siciliana per concretizzare un radicale ammodernamento delle tecnologie in uso presso gli ospedali dell’isola, permetterà la sostituzione dell’attuale angiografo “a soffitto” garantendo una sensibile miglioria prestazionale.

La ricognizione compiuta stamattina, alla presenza anche del primario del reparto, Ennio Ciotta, e del personale di cardiologia interventistica, rappresenta una sorta di “prima pietra” che, al termine degli adeguamenti strutturali, consentirà l’installazione del macchinario. Analogo sopralluogo congiunto, con la partecipazione anche del direttore del Dipartimento di scienze radiologiche ASP Angelo Trigona,  si svolgerà martedì prossimo ad Agrigento presso l’emodinamica del “San Giovanni di Dio” dove è prevista la collocazione di un secondo agiografo di pari caratteristiche. L’iter che porterà all’installazione delle due sofisticate strumentazioni è seguito con estrema attenzione dal commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia. Presente anche lui a Sciacca nel corso della giornata per visionare da vicino questa ed altre necessità del “Giovanni Paolo II”, il manager ha espresso viva soddisfazione per uno dei traguardi cui si avvicina la sanità agrigentina lungo il percorso dell’innovazione e dell’ammodernamento tecnologico.

“Uno spaccato che porta alla luce la cruda realtà che esiste dietro al fenomeno dei migranti. Un ignobile traffico di esseri umani, foraggiato e supportato dai partiti fautori dei ‘porti aperti’ in nome dell’accoglienza no limits”.

È quanto afferma l’europarlamentare della Lega Francesca Donato, in relazione all’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo, che ha portato alla scoperta di un’organizzazione criminale dedita al traffico dell’immigrazione clandestina.

“La Lega – ha aggiunto l’europarlamentare – da anni denuncia questo sistema perverso e oggi la magistratura ha dato nuovamente conferma che, su questo tema, abbiamo avuto sempre ragione”.

“Una banda di ‘mercanti di morte’ pagati per trasportare uomini, donne e bambini che giunti in Sicilia, a bordo di navi impiegate in attività di soccorso in mare, consentivano ai profughi di allontanarsi dai centri di accoglienza in cui erano ospitati, nascondendoli in altri luoghi e fornendo loro in alcuni casi vitto, alloggio, titoli di viaggio e falsi documenti”.

“Un vero e proprio modus operandi criminale sotto gli occhi di tutti che, grazie allo straordinario lavoro delle Forze dell’Ordine e della magistratura, ha permesso, senza alibi alcuno, di fare chiarezza rispetto a quegli atteggiamenti ipocriti, assolutamente iniqui, su una problematica che deve essere affrontata alla radice: respingimenti di chi pretende di entrare illegalmente in Italia e interventi per stroncare alla fonte il business di questi corrieri criminali che indisturbati continuano a trasportare i clandestini nel Mediterraneo”.

“E sono davvero sorpresa e dispiaciuta – ha detto infine la Donato – che il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, utilizzi la cattedra episcopale per entrare a gamba tesa nel dibattito politico, mentre gli sfuggono le sofferenze di uomini e donne finiti nelle mani di scafisti criminali e senza scrupoli, poi oggetto di speculazioni economiche e politiche nel falso nome dell’accoglienza umanitaria, che in realtà cagiona da anni migliaia di vittime fra gli stessi migranti. L’ultimo caso è l’ennesimo migrante scappato dal centro inadeguato e insicuro pochi giorni fa, investito da un’auto e morto durante la fuga. Di effetti come questi e della criminalità dei trafficanti e di molti immigrati irregolari a spese di uomini, donne e bambini, il Vescovo a mio parere dovrebbe dirsi preoccupato”.

“Tra gli sbarchi organizzati dai trafficanti di esseri umani fermati dalla polizia di Palermo con l’accusa di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina c’è anche quello dell’agosto 2018 dalla nave Diciotti dopo un salvataggio a largo di Lampedusa, che costò all’allora ministro dell’Interno Salvini un avviso di garanzia per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Una vergogna due anni fa indagare il capo del Viminale che difendeva i confini dell’Italia, una vergogna nella vergogna a maggior ragione oggi scoprendo che alcuni degli arrestati quel giorno erano a bordo proprio della Diciotti”. 
 
Lo dice Alessandro Anello, commissario provinciale della Lega Palermo, commentando l’operazione della Squadra mobile di Palermo e dal Servizio centrale operativo che ha portato alla scoperta di un’organizzazione criminale con cellule operanti in Africa, in diverse aree del territorio nazionale e in altri Paesi europei.

“L’inchiesta che ha scoperchiato questo sistema – continua Anello – rende adesso ancora più inaccettabili le fughe di migranti dai centri di accoglienza in Sicilia a cui abbiamo assistito quest’estate e a cui continuiamo ad assistere quasi giornalmente. A Lampedusa come a Palermo, passando per Caltanissetta, Messina, Pozzallo, Siculiana. È il fallimento del governo Pd, 5 Stelle e Renzi – conclude Anello – con Conte e Lamorgese assolutamente incapaci di gestire il fenomeno”.

Riprendono gli sbarchi a Lampedusa. Dopo il lungo stop dovuto alle proibitive condizioni del mare i barconi con i migranti hanno ripreso a solcare il Mediterraneo. Una carretta del mare con a bordo una ventina di persone è riuscita ad approdare direttamente nella zona di Cala Pulcino. Altre due imbarcazioni sono state intercettate dagli uomini della Guardia di finanza e della Guardia costiera. Anche in questo caso a bordo ci sarebbero circa 15 migranti. Come da indicazioni del Governo non dovrebbero essere sistemati nell’hotspot, ma su una delle navi quarantena in rada.