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E’ stato pubblicato nel sito internet della Regione Siciliana l’avviso pubblico del Dipartimento del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo dell’assessorato regionale per la presentazione di istanze per il sostegno delle spese di realizzazione di manifestazioni a rilevanza turistica di importo superiore a 10mila euro in cofinanziamento. Sono ammesse al finanziamento, entro il limite massimo del 70%, le manifestazioni promosse ed organizzate da soggetti terzi nel territorio regionale. Le risorse a disposizione sono all’inizio di €600.000, oltre ad eventuali ulteriori €.400.000 a seguito della definizione dell’accordo Stato-Regioni nel momento in cui le somme si renderanno disponibili.

“Vogliamo supportare concretamente gli eventi di grande richiamo che servono a rilanciare la stagione estiva – spiega Manlio Messina – quest’anno mi piace sottolineare che grazie alla norma che abbiamo proposto e passata in finanziaria è previsto il cofinanziamento fino al 70% proprio per venire incontro a un settore in grande sofferenza. E inoltre  abbiamo inserito anche l’ammissibilità dei costi relativi alle norme antiCovid previste delle linee guida sugli eventi”.

Le attività sono riferite a: manifestazioni che, attraverso lo spettacolo, la cultura e lo sport, sono finalizzate a migliorare, nel territorio regionale, l’incoming e l’intrattenimento turistico; eventi di carattere storico e/o religioso, e/o di valorizzazione delle tradizioni popolari dal rilevante valore culturale, di comprovato richiamo turistico. Possono partecipare alle procedure di selezione: enti locali; enti pubblici; enti teatrali e lirici regionali; organizzazioni Ong e Onlus; fondazioni (costituite e/o partecipate dalla Regione Siciliana), associazioni e cooperative senza fini di lucro operanti nel settore dello spettacolo, della cultura, del turismo, dello sport e del tempo libero, ivi incluse le Associazioni di categoria.

Non saranno valutate e pertanto dichiarate inammissibili: istanze relative a programmi generici e non sufficientemente dettagliate; istanze relative all’organizzazione di manifestazioni sportive e gare riconducibili all’ordinaria attività dell’ente promotore;  istanze relative a convegni, conferenze, convention, tornei e qualsivoglia iniziativa non aperta al pubblico.  Non saranno oggetto di finanziamento le manifestazioni che beneficiano di altri contributi o forme di sostegno da parte dell’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana per le quali gli organizzatori non ne facciano espressa rinuncia (patrocini onerosi, FURS, etc.).

Le istanze, da redigere utilizzando esclusivamente la modulistica disponibile sul sito dell’Assessorato devono essere inviate preferibilmente a mezzo raccomandata a/r o con corriere privato con a/r al seguente indirizzo: Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Dipartimento regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Servizio 6 “Manifestazioni, Spettacolo ed Iniziative Turistiche”, via Notarbartolo 9 – 90141 Palermo. Eventuale consegna a mano potrà avvenire negli orari di apertura al pubblico degli uffici dell’Assessorato preposti alla ricezione, che provvederanno all’apposizione del visto “Entrata”. Sono inammissibili le istanze recapitate per mezzo di posta ordinaria. Le istanze devono essere inviate in busta chiusa recante all’esterno la dicitura “Istanza cofinanziamento Manifestazioni sul territorio della Regione siciliana – Anno 2020” entro entro il 15° giorno dalla data di pubblicazione sulla Gurs e riferirsi esclusivamente ad attività ricadente nell’anno solare 2020. INFO: Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Dipartimento regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Servizio 6 “Manifestazioni, Spettacolo ed Iniziative Turistiche”, Via Notarbartolo 9 – 90141 Palermo – Mail: servizio6.turismo@regione.sicilia.it – 0917078160 – 0917078229.

Consegnato alla commissione regionale antimafia presieduta dall’on. Claudio Fava, il dossier, sull’azienda confiscata alla mafia “Calcestruzzi Belice srl”. Il dossier, ripercorre gli anni che vanno dal sequestro alla confisca fino ad oggi.

L’azienda sottoposta a sequestro ed amministrazione giudiziaria dal Tribunale di Agrigento, opera attualmente sotto la direzione e il controllo dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati(ANBSC), esercitando l’attività estrattiva nelle cave di calcare: “Carbonaro Cicchitello” e “Piano Barone” site in Montevago.

La Calcestruzzi Belice srl, fu al centro della cronaca anche per il fallimento decretato dal Tribunale di Sciacca nell’ottobre del 2016 su istanza dell’Eni, e poi annullato dalla Corte di Appello di Palermo nel mese di maggio 2017, diventando un caso nazionale.

“Dopo una lunga battaglia, dice Vito Baglio, segretario generale della Fillea CGIL di Agrigento e grazie all’accordo sottoscritto presso il Ministero degli Interni dal vice Ministro, dall’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, Cgil e Fillea, l’attività aziendale è ripartita. Dopo tre anni dalla riapertura l’azienda ha recuperato gradualmente la clientela ed aumentato il fatturato, sono stati regolarmente pagati tutti gli stipendi dei lavoratori ed i compensi degli amministratori, è stato estinto qualche debito pregresso nei confronti di fornitori e sono stati effettuati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su impianti e macchinari obsoleti. Grazie a quest’ultimo periodo di attività lavorativa svolta, tre lavoratori hanno raggiunto i requisiti per la pensione e ciò ha permesso di riassumere due lavoratori che erano stati licenziati negli anni precedenti. In aggiunta a ciò, continua Baglio, in seguito al graduale aumento delle commesse, è stato possibile aumentare l’organico. L’obiettivo, insiste Baglio, è quello di affidare l’attività aziendale alla cooperativa dei lavoratori, impegnando l’Anbsc a risolvere alcune problematiche come: il rinnovo delle autorizzazioni delle due cave, i debiti pregressi in particolare verso amministratori e professionisti del periodo dell’amministrazione giudiziaria, grossi investimenti per rinnovare il parco macchine ed impianti ormai obsoleti utilizzando i fondi del Mise. Ad oggi le due cave hanno un potenziale estrattivo residuo complessivo di circa 7.500.000 metri cubi, che con una oculata gestione potrebbero garantire lavoro almeno per altri 40 anni.

Le aziende confiscate, conclude Baglio, vanno tolte alla mafia, salvate, riportate alla legalità, restituite sane alla società civile e rilanciate, facendole gestire dagli stessi lavoratori liberi dall’oppressione mafiosa: la Calcestruzzi Belice srl rappresenta questa grande occasione di riscatto e sviluppo”.

 

Il Giardino Botanico ritornerà ad essere luogo di grandi eventi culturali mediante l’impiego di fondi europei, grazie ad un progetto di recupero realizzato dal gruppo di progettazione del Settore Tecnico del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

I lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della parte nord del Giardino Botanico e l’acquisto di attrezzature per la sua fruizione e realizzazione di eventi sono stati inseriti dalla Regione nella graduatoria definitiva degli investimenti degli enti locali sui beni culturali.

La graduatoria riguarda il POC 2014/2020, il Programma Operativo Complementare, articolato in undici Assi. Il finanziamento richiesto ed inserito in graduatoria ammonta a 500mila euro.

L’idea progettuale è quella di rendere l’area denominata “Cava Belvedere”, attualmente interdetta al pubblico, fruibile e quindi in piena sicurezza per l’organizzazione di eventi. Purtroppo dalle ispezioni fatte dai tecnici dell’Ente negli ultimi anni le murature, le pareti in calcarenite e le grotte presentano un degrado costituito principalmente da fratturazioni; sconnessioni e mancanze della malta fra i conci.

Gli interventi di recupero previsti sono rivolti pertanto ad arrestare e/o rallentare il processo di degrado, per salvaguardare e risanare i fronti in calcarenite. Nel progetto si prevedono opere di messa in sicurezza e recupero ambientale, regimentazione e smaltimento delle acque meteoriche e messa a dimora di piante arbustive ed essenze vegetali varie.

Il Giardino Botanico del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, notevole esempio di valenza paesaggistica, geologica ed ambientale di elevato pregio, oltre alle sue peculiarità arboree, per la sua conformazione morfologica, presenta un’area simile ad una sorta di teatro all’aperto con un’annessa cavea naturale.

Quest’area ha una spiccata vocazione ad un suo utilizzo per l’organizzazione di spettacoli teatrali, concerti ed altri eventi culturali. Già in passato era stata utilizzata per manifestazioni organizzate dal Libero Consorzio.

L’area del Giardino Botanico è caratterizzata dalla componente calcarenitica-sabbiosa che, lungo le pareti che delimitano il settore settentrionale della struttura, è ampiamente rappresentata dai fronti risparmiati dalla notevole attività di cava che in questa zona era fortemente presente in periodi precedenti a quello attuale.

Questa nuova iniziativa del Comune di Favara, adottata in data 08/06/2020, giusta deliberazione di Giunta n° 60 vuole essere un modo per agevolare l’organizzazione di eventi ricreativi e culturali in una fase di ripresa per tutti, la vitalità di un paese dipende per gran parte da questo e non deve passare in secondo in piano, sempre nel rispetto delle norme relative alla distanza e alla sicurezza.
Dobbiamo puntare sul nostro paese generando attrattive, invogliando anche i cittadini dei paesi limitrofi a venire a Favara, anche grazie ad eventi che si possono realizzare in sinergia nella nostra città al fine di innescare un impulso positivo al circuito produttivo, a beneficio delle tante attività commerciali.

Pertanto, si invitano gli Enti interessati a presentare proposte e/o progetti all’Amministrazione Comunale.

La drammatica emergenza che ha investito il paese ha posto come priorità nel nostro nuovo modo di vivere la tutela della salute, nella maniera di gestire ed organizzare il lavoro.

La tutela della salute degli studenti e del personale della scuola implica che la riapertura delle istituzioni scolastiche a settembre deve avvenire assicurando a tutti le indispensabili condizioni di sicurezza. In riferimento alla complessità e all’estrema importanza delle problematiche legate appunto alla sicurezza, alla riqualificazione dell’edilizia scolastica, dell’organizzazione della didattica, dell’organizzazione del lavoro e sulla rivisitazione degli aspetti normativi e contrattuali ricadenti sul rapporto di lavoro del personale, non c’è un’idea comune da parte dei responsabili delle politiche della scuola.  Bisogna evidenziare in tal senso la confusione da parte del Governo su come e quando far ripartire la scuola. Questo stato di indeterminatezza e di incertezza si ripercuote inevitabilmente sugli studenti, sulle famiglie e sugli operatori scolastici che rappresentano uno stato di isolamento e di disorientamento per quello che ci attende.

Le OO.SS unitariamente, nell’incontro del 4 giugno scorso alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri i Sindacati hanno ribadito la necessità di definire urgentemente delle linee guida nazionali, che devono tenere conto della tipicità di un ambiente di lavoro come quello della scuola che non è assimilabile ad un semplice ufficio pubblico, per la tipologia del lavoro e per la propria specificità così come si è fatto nelle settimane scorse con i protocolli di sicurezza, puntuali e dettagliati per tutti i luoghi di lavoro. La scuola pubblica della provincia di Agrigento coinvolge circa 61.000 alunni e circa 8700 operatori scolastici tra personale docente, ATA e dirigenti scolastici. Inoltre l’operatività dei plessi e delle sedi scolastiche determina un rilevante impatto in termini di movimento di persone, mezzi di trasporto, servizi e contatti sociali.

La scuola italiana si è trovata ad affrontare una sfida senza precedenti, quella di attuare il diritto all’istruzione , attraverso la modalità di didattica a distanza, che è stata un a didattica di natura emergenziale. E’ stato uno sforzo collettivo enorme fatto con generosità, intelligenza, professionalità e senso del dovere: dobbiamo esprimere tanta gratitudine  a tutti coloro che lo hanno prodotto: insegnanti, studenti, famiglie, personale ATA, dirigenti scolastici.

La DaD ha permesso, a scuole chiuse, di mantenere attivo il rapporto educativo con gli alunni, seppur con molti limiti ed in troppi casi, per carenza di strumentazione, ha accentuato squilibri e disuguaglianze, amplificando il fenomeno dell’abbandono scolastico e della dispersione scolastica, a danno delle fasce sociali più deboli e delle aree territoriali con maggiori criticità. Per questo auspichiamo che la DaD, se sarà necessario confermarla per motivi di sicurezza, sia residuale e fortemente integrata con la Didattica in Presenza.

A settembre vedremo rinascere un modello di scuola forzatamente diversa.

Dentro l’emergenza si potevano , si possono trovare ancora le  opportunità per cambiare una scuola invecchiata. Queste opportunità noi come sindacato in maniera unitaria le abbiamo ribadite con forza nel merito e nel metodo.

Difatti come OO. SS. abbiamo sollecitato continuamente l’Esecutivo intanto, sulla necessità di aprire un confronto approfondito e serio improntato all’ elaborazione di  un piano strategico per la ripartenza delle scuole che preveda le adeguate risorse in termini di personale e di strumenti e anche attraverso l’elaborazione di  documenti di analisi e proposte che hanno voluto costituire un costruttivo contributo al dibattito politico e sociale. Ma gli annunci e i proclami fatti dagli esponenti del governo non risultano essere contestualizzati agli aspetti reali in cui si trova la scuola pubblica italiana e rispetto a questo scenario, dobbiamo constatare che la scuola non è una priorità del Governo. La cosa certa è che gli edifici scolastici sono fatiscenti e per la maggior parte mancano dei requisiti della messa in sicurezza, le aule sono inadeguate,, il personale scolastico è insufficiente e malpagato, la tecnologia obsoleta. A questo si aggiunge la richiesta della sorveglianza sanitaria prevista dal DPCM del 18 maggio 2020 per tutto il personale scolastico che se da un lato vuole tutelare la sicurezza e l’incolumità dei lavoratori dall’altro però non chiarisce le conseguenze degli esiti degli accertamenti sanitari disposti dal medico competente destando tanta preoccupazione agli operatori della scuola.

L’emergenza sanitaria  che ha investito il Paese ha reso ancor più chiaro come una struttura fondamentale della convivenza civile e sociale, qual è la scuola pubblica, deve essere sostenuta  con forti politiche di investimento finalizzate ad assicurare misure di sicurezza attraverso l’ottimizzazione/implementazione degli spazi, dotazioni organiche adeguate, che siano opportunità di riqualificazione della scuola italiana.

Per ripartire nel modo giusto, occorre che al 1° settembre ogni scuola possa disporre in modo definito e stabile delle necessarie risorse sia di organico per tutti i profili professionali: docenti, personale ATA, dirigenti e sia per quanto riguarda l’edilizia scolastica.

– Risorse umane: occorre potenziare l’organico dei docenti non creando ancora di più precariato ma con un piano straordinario di assunzioni, come emergenziale è la situazione sanitaria, ma occorre anche potenziare l’organico ATA a partire da quello dei collaboratori scolastici ridotto al lumicino dopo i tagli succedutosi nel corso degli anni. Oggi non sono in grado nemmeno di assicurare la corretta pulizia quotidiana dei locali scolastici figuriamoci se dovranno procedere giornalmente alla sanificazione e alla sicurezza degli alunni. Occorre istituire in organico, e non come una tantum come è successo quest’anno e fino a giugno, la figura professionale  degli assistenti tecnici in tutti gli istituti comprensivi perché, proprio a causa dell’epidemia, sono diventate figure essenziali di supporto alla didattica, agli insegnanti e alla scuola in generale.

FINANZIAMENTI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI

Il Consiglio dei Ministri a seguito del D.L. 1/2020-L. 12/2020 ha ribadito che saranno i comuni ( per le scuole dell’infanzia, primaria e superiore di primo grado) e le provincie o ex (per le scuole secondarie di secondo grado) a provvedere alla messa in sicurezza degli edifici scolastici adeguandoli anche in funzione della crisi sanitaria dettata dal virus. Quindi dovranno provvedere affinchè  nelle aule vi sia il reale distanziamento sociale degli studenti e del personale: occorrono più aule. Rammentiamo che in questa provincia vi sono istituti superiori allocati in palazzi in affitto e/o ex conventi adibiti a scuole dell’infanzia o primaria. Come si muoveranno gli Enti locali, quali priorità metteranno in atto?. Ricordiamo che questa opportunità potrebbe anche risollevare l’atavica mancanza di  occupazione e che ora occorre maggiore vigilanza sull’impegno di spesa urgente che bisogna affrontare.

Altro aspetto di notevole rilevanza è rappresentato dal trasporto degli studenti. In tal senso è doveroso evidenziare che tantissimi alunni delle scuole superiori di secondo grado sono pendolari perché non tutti i comuni hanno scuole superiori e/o indirizzo qualificanti (come alberghieri, sanitari, agrari, licei musicali, ecc) Ci chiediamo con quali mezzi le ditte assicureranno il trasporto degli alunni visto che dovranno mantenere la distanza sociale anche in questi. Pertanto si rende necessario  intervenire presso le ditte di autotrasporti oggi chiedendo almeno il raddoppio delle corse considerato il sovraffollamento dei mezzi di trasporto a cui abbiamo assistito fino a prima che iniziasse la pandemia e che non si può più permettere viste le misure anticontagio. Per le motivazioni sopra enunciate l’8 giugno 2020 si è scelto di proclamare lo sciopero. Fare uno sciopero non è mai una scelta semplice per tanti motivi, ma arrivati a questo punto era necessario dare un segnale di forte contrasto al governo rispetto alle politiche scolastiche. Lo sciopero è stato indetto soprattutto  per le famiglie, gli studenti oltre che ovviamente per il personale della scuola.

L’esigenza di far ripartire la scuola con tutte le condizioni di sicurezza deve essere obiettivo comune di ognuno noi: studenti, famiglie, insegnanti, personale ata, dirigenti scolastici, soggetti istituzionali di tutti i livelli, associazioni. Salvaguardare e proteggere un diritto di cittadinanza sociale quale quello dell’istruzione, significa proteggere il futuro delle nuove generazioni. Ci sembra inutile ribadire che tutte queste contraddizioni se non riceveranno adeguate risposte ed in tempi celeri avremo un’inizio scolastico nel caos con evidenti ripercussioni sui primi cittadini chiamati ad adempiere agli aspetti sopra descritti. Certi, della Vostra sensibilità e di un pronto intervento per la vostra competenza anticipando la piena disponibilità anche ad un confronto con l’occasione si saluta cordialmente.

Nell’ambito del potenziamento dei servizi di vigilanza stradale per il contrasto alle violazioni ai limiti di velocità, tra le principali cause di incidenti stradali, la Sezione di Agrigento ha ripreso negli ultimi giorni, dopo la sospensione conseguente alla diffusione del contagio da covid-19 in Italia, specifici servizi in merito lungo la ss640, utilizzando il nuovo Telelaser TRUCAM, di ultima generazione, dotato di videocamera, in grado di generare brevi video, come prova a supporto delle infrazioni accertate.

In occasione dei servizi effettuati sono state accertate ben 12 contravvenzioni elevate ai sensi dell’art. 142 cds, per superamento dei limiti di velocità, con 10 veicoli sanzionati per superamento dei predetti limiti di oltre 40 kmh, e 3 veicoli sanzionati per superamento di oltre 80 kmh, con una velocità accertata massima di ben 201 kmh.

In totale sono stati decurtati 82 punti-patente, con 10 sanzioni che prevedono il ritiro della patente di guida.

Nel corso del fine settimana sono state elevate, altresì, 4 contravvenzioni per superamento dei limiti di velocità presso la postazione fissa in prossimità della Rotonda degli Scrittori, con una velocità massima rilevata di 82 kmh.

Soddisfazione è stata espressa dall’Amministrazione Comunale per la ripresa del mercato del venerdì in piazzale Ugo La Malfa. Stamane, fin dalle ore 6, Polizia Municipale, volontari, Croce Rossa, Protezione Civile comunale e provinciale, erano già sui luoghi per coordinare le attività mercatali e per la gestione ordinata degli ingressi con misurazione della temperatura. Operatori di Protezione Civile hanno anche distribuito le mascherine alle persone che ne erano sprovviste. Le bancarelle sono state installate tra corridoi ampi e ordinati, che hanno consentito il regolare flusso degli acquirenti. Grande collaborazione da parte di tutti i mercatisti che hanno rispettato le distanze e si sono muniti di gel disinfettante per le mani da mettere a disposizione del pubblico. Da segnare l’importante attività di controllo anti abusivismo commerciale operata dai Vigili Urbani che ha consentito il regolare svolgimento del mercato.

“In una fase di gravissima congiuntura negativa, sanitaria e soprattutto economica, un’Amministrazione comunale dovrebbe impegnarsi al fine di assecondare e sostenere le istanze dei cittadini, prevedendo non un provvedimento di differimento dei tributi locali, evidentemente effimero e non utile alla comunità, bensì, se non proprio l’annullamento, quanto meno una riduzione degli stessi tributi”.
Così afferma il candidato sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, all’indomani dell’annuncio da parte del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, di avere trasmesso al Consiglio comunale la delibera del differimento dei tributi locali.
Zambuto aggiunge: “A fronte delle cospicue iniziative di trasferimento fondi da parte del governo nazionale agli Enti locali, seppur ancora in parte non concretizzate, l’Amministrazione comunale di Agrigento dovrebbe prevedere delle sostanziali agevolazioni fiscali per i cittadini e, soprattutto, per i commercianti della città, letteralmente asfissiati dalla crisi economica e dal lockdown appena superato. Rinviare il pagamento significa solo prolungarne l’agonia, e lavarsi pilatescamente le mani”.

Da lunedì 15 Giugno è previsto un nuovo allentamento delle misure restrittive, imposte dal Governo sin dall’inizio dell’emergenza Covid 19.

Attività sociali riaprono i battenti, come i  cinema e  teatri all’aperto; ancora dieci giorni, e cioè il 25 giugno, si attende il 25 Giugno per lo sport da contatto ed infine il 14 Luglio per la riapertura delle discoteche, fiere e congressi. Il tutto, ovviamente, è sempre limitato alla evoluzione del coronavirus; i presidenti delle Regioni, infatti, potrebbero ancora intervenire in base ai dati di nuovi eventuali contagi.

Nella conferenza di ieri Stato-Regioni, sono state approvate le Linee Guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative. Le regole principali rimangono le stesse, il distanziamento e le precauzioni ormai note e che non dovranno mai essere sottovalutate.

Via libera anche alle aree gioco per bimbi, dove è prevista la presenza di adulti in caso di minori; verranno anche riaperte le sale giochi e le scommesse.

Una ripresa graduale, questa, che permetterà a molti cittadini di riprendersi, sostanzialmente, una vita normale, soprattutto dal punto di vista lavorativo, cambiata sicuramente nel corso dell’emergenza Covid 19.

 

Nell’ambito delle misure di prevenzione e di contrasto della diffusione del Covid-19, l’Amministrazione Comunale di Bivona lancia un appello a tutti coloro che rientreranno a Bivona durante il periodo estivo, affinché diano comunicazione del proprio ingresso e la disponibilità a sottoporsi al test sierologico.
Una misura attraverso cui l’amministrazione intende concorrere, nel proprio ambito istituzionale, alla tutela della sicurezza della comunità attivandosi per realizzare una realtà sociale sicura.
Le parole del sindaco Cinà: “ Anche se la diffusione del virus nel nostro Comune fino ad ora è stata tenuta sotto controllo, non per questo dobbiamo abbassare la guardia. La comunicazione è naturalmente facoltativa; confido, comunque, nel senso di responsabilità e nella collaborazione dei nostri concittadini”.