Home / 2020 / Maggio

Purtroppo si registra un caso positivo al Covid 19 nella nostra provincia e precisamente a Campobello di Licata. A comunicarlo il sindaco della città, Gianni Picone, attraverso la sua pagina di facebook. Il primo cittadino scrive: “Purtroppo devo farvi sapere che mi hanno appena comunicato un nuovo caso di positività al COVID-19, relativo ad un cittadino di Campobello di Licata.
Il soggetto sta bene, non presenta sintomi gravi, e posso garantirvi che sta osservando, ed ha osservato, tutte le indicazioni di sicurezza, pertanto non c’è alcuna ragione di temere che si crei un focolaio di contagi, e la situazione è ragionevolmente sotto controllo.
Questa notizia deve comunque farci riflettere. L’emergenza non è cessata ed il virus continua ad essere presente. Anche se molte misure sono state allentate, dobbiamo comunque tenere comportamenti di assoluta prudenza. Invito tutti a rispettare l’obbligo di indossare le mascherine e mantenere le distanze sociali”.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 35 (0 ricoverati, 105 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 18 (3, 145, 11);

Catania, 444 (27, 529, 99);

Enna, 18 (2, 378, 29);

Messina, 136 (24, 372, 57);

Palermo, 299 (17, 244, 35);

Ragusa, 18 (0, 72, 7);

Siracusa, 17 (1, 205, 29);

Trapani, 15 (0, 120, 5).

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 148.871 (+2.892 rispetto a ieri), su 127.725 persone: di queste sono risultate positive 3.442 (+2), mentre attualmente sono ancora contagiate 999 (-138), 2.170 sono guarite (+139) e 273 decedute (+1).

Degli attuali 999 positivi, 74 pazienti (0) sono ricoverati – di cui 7 in terapia intensiva (0) – mentre 925 (-138) sono in isolamento domiciliare.Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Riavviare la trattativa regionale sulle tematiche lasciate in sospeso e sulla liquidazione dei premi agli operatori sanitari. Lo chiede la Fsi-Usae Sicilia Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, che ha sollecitato al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e all’Assessore regionale della Salute Ruggero Razza un’ immediata convocazione per la determinazione e la firma dell’accordo contrattuale, obbligatorio, per la suddivisione delle risorse economiche agli operatori sanitari.

“Sono trascorsi due mesi dall’invio della nostra richiesta di convocazione per il finanziamento straordinario regionale destinato a specifica indennità di disagio per gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19, per la ripartizione delle risorse derivanti dagli art. 1 e 3 del D.L. 18 del 2020 e per la revisione e finanziamento dell’indennità di malattie infettive che deve essere estesa a tutto il personale impegnato nelle attività Covid-19 e pertanto vogliamo far ripartire la trattativa”-  affermano Pier Paolo Di Marco, Salvatore Di Natale, Maurizio Cirignotta, Salvatore Ballacchino, Salvatore Bracchitta, Renzo Spada e Calogero Coniglio componenti della segreteria regionale Fsi-Usae Sicilia.

“E’ arrivato il momento di ringraziare non solo moralmente chi ha rischiato la vita tutti i giorni per difendere la salute dei cittadini siciliani, tutti gli operatori sanitari, teniamo a citarli con rispetto, medici, infermieri, tecnici di radiologia e laboratorio analisi, fisioterapisti, ostetriche, oss, personale del 118, ecc. che si sono spesi senza remore durante la emergenza del Coronavirus, che ancora ci attanaglia, ma riconoscendo anche il loro lavoro in prima linea nel fronteggiare l’emergenza Covid-19, mediante premi economici. Le regioni Lombardia, Puglia, Piemonte, Lazio ed Emilia Romagna hanno già sottoscritto l’accordo con i sindacati e nelle altre regioni stanno per concludersi”.

“Per la Fsi-Usae Sicilia è doveroso gratificare il lavoro e i sacrifici degli operatori sanitari, con un riconoscimento economico, da modulare a seconda del grado di esposizione al rischio, tra chi si trova in prima linea nell’emergenza e chi lavora in altri reparti, in accordo con i sindacati, inoltre come già fatto da altre regioni ribadiamo la necessità di trovare una soluzione occupazionale per gli operatori sanitari che hanno dato disponibilità a collaborare con contratti a tempo determinato fino a fine emergenza”.

“Il personale sanitario non si è tirato indietro, la classe politica faccia altrettanto. Per questo – concludono i componenti della segreteria regionale della Fsi-Usae Sicilia – chiediamo sia convocato con urgenza il tavolo di contrattazione regionale”.

Sono 106 i migranti, ospiti della nave quarantena Moby Zazà che hanno terminato il periodo di sorveglianza sanitaria. Arrivato l’esito dei tamponi, risultati negativi, la nave è rientrata nel Porto Empedocle (Ag) per procedere allo sbarco dei migranti che saranno trasferiti in un centro d’accoglienza. Sull’imbarcazione, che subito dopo tornerà in rada davanti a Porto Empedocle, restano 126 persone. Ieri il garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, che aveva acquisito dal ministero dell’Interno alcuni dati, ha reso noto che sulla Moby Zazà c’erano 232 migranti.

(ANSA)

Ci sono tante probabilità che Guido Bertolaso presto si stabilirà per un po’ in Sicilia. Si parla di una consulenza in collaborazione con il presidente della Regione e molto probabilmente con gli assessorati al Turismo ed alla Salute. Musumeci conta molto sulla esperienza di Guido Bertolaso.  L’ex numero uno della Protezione civile potrebbe fare da super consigliere per la gestione della fase 2 nell’isola, con particolare attenzione all’aspetto turistico e sanitario, su cui punta molto il governo per sostenere l’economia dell’isola.

Si tratterebbe, dunque, di una collaborazione con la Regione Siciliana pronta a partire da un momento all’altro. Lo stesso Bertolaso ha dichiarato: “Sono stato chiamato per studiare il modo migliore per consentire ai turisti di venire qui tranquilli e sicuri e ai siciliani di evitare di essere contaminati. “Quindi sto dando una piccola mano a gestire questa situazione e ho rifiutato vitto e alloggio preferendo starmene sulla mia barchetta (ormeggiata a Trapani) facendo anche risparmiare qualche euro al contribuente siciliano”.

I consiglieri comunali di opposizione di Agrigento Marco Vullo, Giuseppe Picone, Angelo Vaccarello, Gianluca Urso, Salvatore Borsellino, Alessandro Sollano, Teresa Nobile e Salvatore Falzone intervengono dopo le polemiche a seguito delle ordinanze di chiusura dei locali alle 24.00 e la regolamentazione sulla vendita e il consumo del cosiddetto food and beverage che rischia di penalizzare soprattutto commercianti e attività.

“Questo il nuovo provvedimento, considerato ‘’sperimentale’’ per il mese di giugno e deciso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale hanno partecipato il questore, i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, il sindaco di Agrigento e il commissario straordinario del Libero consorzio comunale.Tutto ciò ci lascia ancora una volta molto dubbiosi e potrebbe rappresentare un’altra mazzata per le attività commerciali.

Non deve passare inosservato quanto si è verificato lo scorso fine settimana, “in cui si è registrata, specialmente da parte dei più giovani, un’eccessiva affluenza nei pressi di taluni locali del capoluogo e nelle relative adiacenze.

Sperimentare sui settori che più sono stati penalizzati dall’ondata del Covid, crediamo sia un grosso errore. Ed ecco che riaffiora il famoso detto ‘rigirare il coltello nella piaga’. In questo caso non si tratta ovviamente di scene sanguinose come il coltello (impugnato da chi detiene il potere decisionale) che fionda sulla ferita (metafora della crisi economica) ma senza dubbio la corrispondenza con tale situazione è reale e la drammaticità è la stessa. I commercianti agrigentini, come quelli di tutta Italia, hanno già attraversato, silenziosamente, mesi di profonda crisi senza ricevere alcun supporto economico per la loro sopravvivenza; e mentre il governo nazionale incentiva la ripartenza degli esercizi commerciali, quello locale si impegna nel troncare ogni possibilità di ripresa! Non è il caso di colpevolizzare chi ci governa per la diffusione del Covid-19 ma è giusto che chi di dovere si assuma la responsabilità dei provvedimenti stabiliti. L’attuale amministrazione sarà responsabile di una nuova e grave, se non mortale, batosta economica che i commercianti non dovrebbero subire.”

L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, interviene in seguito alla diminuzione della balneabilità delle spiagge agrigentine:

“Agrigento continua a fare passi indietro in tema di spiagge balneabili. Oltre ai soliti luoghi sottratti alla balneazione, come la zona del caos, di zingarello e drasy, per i rischi connessi al pericolo di crolli della falesia. Oltre ai soliti luoghi sottratti alla balneazione per l’inquinamento, come la foce del fiume Akragas e del fiume Naro, quest’anno si sono aggiunti altri 2 luoghi non balneabili: la spiaggia di Marenostrum, per colpa della condotta premente delle fogne presente sulla spiaggia, che spesso si rompe, perchè sballottata dalla forza del mare ed un tratto della spiaggia delle dune, per colpa della presenza di una ventina di ferri in mare, residuati dallo smontaggio dell’ex chiosco Oceanomare.
Andiamo sempre indietro, come i gamberi!!!”

Ieri, personale del Commissariato di P.S. di Licata traeva in arresto quattro minori in esecuzione dell’Ordinanza Applicativa delle Misure Cautelari della Custodia Cautelare in Carcere e del Collocamento in Comunità.

I quattro nel mese di febbraio u.s., in concorso tra loro, nonché con altro soggetto non ancora identificato, avevano aggredito con ingiustificata ferocia due cittadini extracomunitari, rispettivamente di nazionalità egiziana e tunisina, colpendoli con calci e pugni e l’utilizzo un coltello e un casco, con le aggravanti di avere commesso il fatto in più persone riunite.

I quattro minori, due ragazzi e due ragazze, cagionavano alle loro vittime gravi ferite per le quali si rendeva necessario il loro ricovero presso il locale nosocomio. A causa delle gravissime ferite riportate da uno dei due malcapitati presi di mira dal “branco”, per ragioni apparentemente futili, i Sanitari si adoperavano con estrema celerità per salvargli la vita, sottoponendolo a più interventi chirurgici. Dei quattro minori arrestati, dopo le formalità di rito, così come disposto dall’A.G. competente, due sono stati tradotti presso l’istituto Minorile “Malaspina” di Palermo mentre gli altri due per i quali è stata disposta la misura del collocamento in Comunità, sono stati collocati presso una struttura individuata dalla Direzione dei Centri per la Giustizia Minorili.