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sindaca di Naro, Maria Grazia Brandara, annuncia che è salva la Sagra del mandorlo in fiore 2020. E afferma: “Ho incontrato alcune associazioni insieme alle scuole della città per tracciare il programma del Mandorlo in Fiore che si svolgerà sabato 21 marzo all’interno del Chiostro del Comune. Considerate le difficoltà legate alla gestione provvisoria, abbiamo deciso di fare ugualmente la Sagra, con l’aiuto di tutti. Siamo stati costretti a spostare la data al 21 marzo, che peraltro coincide con il primo giorno di primavera, per una grande e bella manifestazione a costo zero. Nei prossimi giorni continueremo a incontrare le associazioni e le scuole e, oltre al 21 marzo, vivremo altre due giornate ad aprile e a maggio per raccontare di uomini, donne e luoghi del Mandorlo in Fiore”.

L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha firmato un accordo operativo con le farmacie convenzionate al fine di potenziare le attività di screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon retto e della cervice uterina. Il direttore Alessandro Mazzara spiega: “L’obiettivo è quello di perfezionare una serie di azioni congiunte di grande rilievo nell’incrementare la percentuale di adesione alle diverse campagne di monitoraggio. In particolare, l’Azienda sanitaria, attraverso il Cgs, ovvero il Centro Gestionale Screening, permetterà alle farmacie l’accesso alle agende di prenotazione dello screening. Questa opportunità consentirà di ampliare da subito la possibilità di raggiungere i cittadini, verificare che l’anagrafica degli utenti sia corretta ed aggiornata, valutare che sia stata rispettata la periodicità dei test e procedere quindi, ove necessario, alla prenotazione delle visite gratuite”.

Al pittore agrigentino Gerlando Meli è stato assegnato il primo premio alla 62esima edizione del Premio Zancle nella città di Messina, in occasione del concorso nazionale di pittura, foto e scultura, con il patrocinio del Comune di Messina. Ad assegnare il premio al pittore Meli è stata una giuria qualificata composta da Pietro Fratantaro, critico d’arte di Messina, da Serena Nicosia, della Sovrintendenza ai Beni culturali di Messina, e dalla docente accademica Elisa Laganà. Di recente il pittore Gerlando Meli ha donato una sua opera, intitolata “Pirandello e la sua Valle dei Templi” al cantante Drupi, che ha molto apprezzato le doti umani e artistiche di Gerlando Meli.

Circa 36 tonnellate di prodotti agrumicoli sequestrate e sanzioni amministrative e tributarie comminate a tre commercianti dei Maas, Mercati agro-alimentari Sicilia, e a 9 venditori ambulanti. Ecco il bilancio consuntivo di servizi disposti dalla Prefettura di Catania, per vigilanza e tutela delle aree rurali e per la sicurezza della produzione agrumicola, eseguiti da Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, Polizia Provinciale e del Guardia Forestale Regionale in tutta la provincia. In particolare, i controlli interforze contro la distribuzione della merce di illecita provenienza si sono concentrati sul principale mercato di approvvigionamento all’ingrosso etneo, che è all’origine della filiera commerciale. Ai tre commercianti sono state contestate violazioni in materia di tracciabilità del prodotto individuando un lavoratore in ‘nero’.

terremoto nel Palermitano, con epicentro nella zona delle Madonie. Il sisma, di magnitudo 3.4, è stato rilevato alle 2.19 dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a una profondità di 6 chilometri, dunque piuttosto in superficie, a 4 chilometri dal centro abitato di Scillato, a 5 da Caltavuturo, a 6 da Polizzi Generosa, a 8 da Sclafani Bagni e a 10 da Collesano. La scossa, che non ha causato danni, è stata avvertita dalla popolazione.

La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di quattro persone indagate per la bancarotta della ‘Tecnis Spa’, una delle principali aziende italiane di costruzioni, e di una serie di società controllate, dichiarata fallita dal tribunale di Catania nel giugno del 2017. Le Fiamme Gialle hanno compiuto anche un sequestro di beni per un valore complessivo di 94 milioni di euro. Tra gli arrestati vi sono gli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco, volti noti di ConfIndustria. I quattro rispondono, in concorso, di bancarotta fraudolenta per distrazione.

Palermo la Polizia ha arrestato 11 persone che sarebbero responsabili di un raid punitivo a sfondo razziale. Sono ristretti agli arresti domiciliari per rapina e lesioni, aggravate dall’odio razziale. Le indagini della Squadra Mobile hanno svelato un episodio avvenuto pochi mesi addietro, quando una banda di giovani, armati di mazze da baseball, irruppe in un market etnico e aggredì il titolare e alcuni suoi connazionali del Bangladesh. Le vittime furono picchiate con calci e pugni e una di loro, trascinata nel retrobottega del negozio, fu anche rapinata dell’anello al dito. Le indagini hanno accertato che la spedizione punitiva sarebbe scattata contro un cittadino bengalese, colto per strada in un atteggiamento ritenuto “inopportuno” e che tale motivo sarebbe stato pesantemente redarguito. L’uomo fu aggredito con calci e pugni, conditi da espressioni ed epiteti razziali. La violenza si estese poi anche al gestore e agli avventori del market, anche loro bengalesi, dove la vittima si rifugiò.

Animata testimonianza di Ilda Boccassini a Caltanissetta al processo sul depistaggio strage Via D’Amelio. “Si doveva capire subito che Scarantino non era credibile”.

Ilda Boccassini

A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, al processo a carico dei poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, imputati di concorso in calunnia, aggravata dall’avere favorito Cosa Nostra, nell’ambito dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio tramite il falso pentito Vincenzo Scarantino, ha deposto come testimone la magistrato Ilda Boccassini, ex procuratore aggiunto in pensione da due mesi, e all’epoca parte del pool che indagò sulla strage. Tra l’altro, Ilda Boccassini ha dichiarato: “Io arrivai nell’ottobre del ’92 e rimasi fino al 1994. Ricordo con affetto, quando arrivai alla Procura di Caltanissetta, una frase dell’allora Procuratore capo Giovanni Tinebra, che io non conoscevo, e mi disse: ‘Cocca mia, qua ci sono le carte, arrangiati, vedi cosa devi fare’. Questo fu il primo impatto. Il pentito Scarantino? Si doveva capire subito che era inattendibile. Quando io sono arrivata alla Procura di Caltanissetta, anche parlando con i colleghi che già c’erano, con il capo dell’ufficio Tinebra e lo stesso dottor Arnaldo La Barbera, i dubbi su Scarantino già c’erano: dubbi su una persona che non era di spessore, anzi che non era per niente di spessore. Il suo quid, se così possiamo chiamarlo, era una parentela importante in Cosa nostra, però sin dall’inizio io avevo delle perplessità. Forse all’inizio avevo meno perplessità perché non ero ancora entrata nelle carte, nella mentalità. Io ero lì in attesa, ma tutti erano con i piedi di piombo su questa cosa. Era l’inizio ancora e bisognava andare avanti per vedere se l’indagine portava a qualcosa di più sostanzioso. Si doveva capire subito che era inattendibile. I magistrati che davano credito a Scarantino erano i pm Annamaria Palma e Carmelo Petralia. Quando tornai dalle ferie di agosto del 1994, ed ebbi modo di vedere il contenuto degli interrogatori di Vincenzo Scarantino, lessi che diceva sciocchezze e che bisognava fare in modo di fermarlo per evitare che dicesse altre sciocchezze. Io ero disponibile persino a un trasferimento d’ufficio da Milano alla Procura di Caltanissetta, ero disposta a restare anche per la tutela delle indagini. Ma l’allora Procuratore Tinebra disse ‘assolutamente no’, cioè non mi volevano… Sì, sono stata così imbecille da essere disposta a trasferirmi a Caltanissetta. Non vedevano l’ora che io abbandonassi Caltanissetta. Se avessero seguito le mie indicazioni, sia i magistrati che gli avvocati avrebbero avuto il tempo, la professionalità, per capire che Scarantino non era credibile. La relazione che io e il collega Roberto Saieva facemmo sulla non credibilità di Vincenzo Scarantino era sparita da Caltanissetta ma io ne avevo diverse copie. Fino alla fine dissi ai colleghi che bisognava cambiare metodo, che Scarantino andava preso con le molle. Vedendo che c’era questa voglia che io andassi via da Caltanissetta scrissi la seconda relazione. Soltanto con il pentimento di Gaspare Spatuzza, nel 2008, ricevetti una telefonata dall’allora Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, Tinebra, che mi chiese se era vero che io avevo scritto delle relazioni con Roberto Saieva. Erano sparite. Io e Saieva, dopo averne parlato con Giancarlo Caselli, mandammo le relazioni direttamente a Palermo. Se non avessi fatto queste relazioni, oggi avrei avuto tutte le colpe di questo mondo. Ma con queste relazioni è più complesso… Prima degli interrogatori il Procuratore Tinebra si chiudeva in una stanza, solo, con Vincenzo Scarantino. Non so il tempo preciso ma per un bel po’. Poi Tinebra apriva le porte e si entrava a fare l’interrogatorio”.

Angelo Ruoppolo (teleacras)