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Vicenda condotta agraria di Canicattì, l’ On. Carmelo Pullara replica al sindaco Di Ventura:

“Non voglio entrare in polemica con nessuno, ma penso che un sindaco ed in questo caso mi riferisco al sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura si dovrebbe preoccupare dei problemi della propria città ed eventualmente provare a risolverli ed essere contento quando ogni tanto appunto si risolvono.
Sono le parole dell’On. Carmelo Pullara , capogruppo dei popolari e autonomisti all’ Ars , in seguito alle recenti dichiarazioni del sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura sul mantenimento della Condotta agraria .
“Se Ettore Di Ventura- dichiara Pullara- invece di fare il sindaco preferisce essere l’ addetto stampa di un’ autorevole collega, quella è una sua scelta.
Presto a Canicatti -conclude Pullara- si voterà per il nuovo sindaco, a quel punto Di Ventura potrà capire se il proprio lavoro da sindaco, evidentemente sostenuto, è stato apprezzato dalla cittadinanza canicattinese ovvero no, però la sua collocazione non sarà un problema, abbiamo capito che ha una nuova chance : addetto stampa”.

 

Domani, martedì 28 gennaio, anche la Camera penale di Agrigento, presieduta dall’avvocato Angelo Nicotra, aderisce alla giornata di protesta nazionale proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane contro la riforma della prescrizione. Non si svolgeranno udienze, tranne che le urgenti o con detenuti. Gli avvocato penalisti agrigentini si riuniranno in assemblea al palazzo di giustizia in via Mazzini ad Agrigento. Lo stesso avvocato Nicotra ha affermato: “In occasione dell’astensione dalle udienze penali deliberata dalla Giunta dell’Unione camere penali, ho convocato un’assemblea della Camera penale aperta alla partecipazione di tutti gli avvocati e praticanti di Agrigento per discutere sull’abrogazione della prescrizione e sui temi della giustizia, manifestando così il nostro sostegno alla proposta Costa in discussione in Parlamento”.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, annuncia che il Consiglio comunale di Realmonte ha votato contro la proposta di accordo di transazione con il proprietario privato di una parte della Scala dei Turchi. E Catanzaro aggiunte: “Da mesi mi batto con tutte le mie forze affinché le istituzioni regionali salvaguardino il diritto inalienabile di una comunità a non vedersi scippata del suo patrimonio più grande. Ho sempre ribadito la mia ferma opposizione alla privatizzazione. Ora è necessario proseguire con l’iter burocratico affinché la Scala dei Turchi entri tra i siti tutelati dall’Unesco. Solo così riusciremo a sottrarre uno dei tratti di spiaggia più belli al mondo ai vari assalti per lo sfruttamento a fini privati”.

La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite la sostituto procuratore, Elenia Manno, ha chiesto il rinvio a giudizio di Calogero Pompeo, 32 anni, di Favara, imputato di avere, il 13 agosto del 2018, abusato di una ragazzina, oggi di 16 anni di età, figlia di un amico che lo ha ospitato in Romania. La minorenne ha confermato le accuse in occasione dell’incidente probatorio che si è svolto lo scorso 27 giugno innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. La prima udienza preliminare è in calendario il prossimo 10 marzo innanzi al Gup Stefano Zammuto.

Elezione dei vertici della Associazione Siciliana della stampa di Agrigento. All’unanimità  Gero Tedesco è stato confermato segretario della sezione provinciale dell’Assostampa, Angelo Gelo (vice segretario) e Dario Broccio (tesoriere)

La rielezione è avvenuta nel corso di un’affollata assemblea provinciale che si è svolta nella Città dei Templi.  Assemblea, molto partecipata, nel corso della quale sono stati dibattute le problematiche e le prospettive della professione giornalistica.

“Ringraziamo i colleghi per la grande fiducia – ha detto Gero Tedesco –. Proseguiamo il nostro impegno quotidiano che ci porta ad affrontare questioni di vitale importanza per il futuro della professione giornalistica. La professione del giornalista sta attraversando un momento molto difficile. Da sempre la pluralità e la libertà dell’informazione sono sintomo e garanzia di democrazia. Difenderemo, come abbiano sempre fatto, i colleghi che ogni giorno, pur tra mille difficoltà, raccontano una terra difficile ma dalle grandi potenzialità”.

Tante Case, tante idee, la nuova Associazione nata da poche settimane ad Agrigento per mettere valore le potenzialità del territorio attraverso un progetto che coniuga entusiasmo e fiducia nelle risorse locali, esprime vivo compiacimento per la scelta di partecipare alla manifestazione promossa dal cartello sociale e dai sindaci della provincia. La convinta adesione alla marcia contro l’isolamento, a giudizio dell’ Associazione, nasce dalla consapevolezza che lo stato di precarietà in cui si trovano i collegamenti stradali e ferroviari penalizzano oltremodo non solo gli abitanti della provincia ma rappresentano una difficoltà oggettiva per ogni impresa economica e per potere sfruttare a fini turistici le straordinarie attrattive di cui è dotato la nostra comunità. Per questo l’Associazione raccoglie l’invio della Chiesa a rialzarci e guardare con fiducia alla rinascita economica e sociale della provincia con l’auspicio che la politica prenda seriamente a cuore il futuro economico di questa provincia che passa assolutamente dal miglioramento delle infrastrutture di collegamento con il resto della Regione. Domenico Vecchio – Tante Case, tante idee

Otto mesi di reclusione sono stati inflitti dal giudice del Tribunale monocratico di Agrigento dott. Alessandro Quattrocchi nei confronti di G.V., originario di Licata, per il reato di stalking.

Secondo le accuse G.V. avrebbe rivolto minacce alla ex moglie dopo che le coppia aveva vissuto per un tempo in Belgio e dove sono iniziati i guai per la donna.

Dopo quel periodo sono iniziati gli atti persecutori che spesse volte sono sfociati in vere e proprie minacce.

Per G.V. l’accusa aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione.

Riunito l’Ufficio politico di Forza Italia in Sicilia. A lavoro per l’unità del centrodestra e il “Fronte del buongoverno” alle elezioni Amministrative. I dettagli.


“El pueblo unido jamàs serà vincido”, ovvero “il popolo unito non sarà mai vinto”, come cantano i cileni Inti – Illimani. E in occasione delle prossime elezioni Amministrative in primavera, lo stesso canto riecheggia tra i partiti del centrodestra siciliano, ossia “il centrodestra unito non sarà mai vinto”, “jamàs serà vincido”. I primi a cantarlo, e lo cantano ancora, sono in casa Forza Italia. Lo hanno appena ricantato in occasione della riunione dell’Ufficio politico. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti il coordinatore regionale Gianfranco Miccichè, l’eurodeputato Giuseppe Milazzo, il senatore Renato Schifani, gli assessori regionali Marco Falcone e Bernadette Grasso, e il capogruppo all’Assemblea Regionale, Tommaso Calderone. All’ordine del giorno vi è stata l’elaborazione di una piattaforma programmatica per il buongoverno della Sicilia e la campagna elettorale per le Amministrative dei prossimi mesi nell’Isola. Ebbene, in riferimento alle elezioni Comunali, “il partito – afferma l’Ufficio politico – si è posto l’obiettivo di lavorare per la fondamentale condizione dell’unità della coalizione del centrodestra nei Comuni al di sopra dei 15mila abitanti. Il nostro intento in Sicilia è di formare, in ogni Comune al voto, un “Fronte del buongoverno”, affinché metta radici sul territorio il modello rappresentato a Palermo dal centrodestra a sostegno del Governo Musumeci”. Pertanto Forza Italia ribadisce l’obiettivo di mantenere saldo il rapporto di collaborazione e di dialogo con gli alleati, dunque le forze politiche che a Palermo sorreggono l’impalcatura della giunta regionale, quindi Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Diventerà Bellissima, Udc, Cambiamo, moderati, e le liste civiche che si posizionano nel solco politico del centrodestra.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

ANDE Agrigento inaugura l’anno sociale con un importante seminario sullo spopolamento del sud e la decrescita economica.

L’incontro che si terrà oggi pomeriggio alle ore 16.30 nell’ Aula Magna “Luca Crescente” del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento e si avvarrà del prestigio di due importanti economisti: il prof. Delio Miotti dirigente SVIMEZ (Roma) e docente del corso di Mediazione Linguistica e Culturale sede ECUA ed il prof. Michele Sabatino, docente della facoltà di scienze economiche e giuridiche UNIKORE (Enna).

Ad introdurre e moderare il seminario sarà la Presidente ANDE dott.ssa Carola Depaoli.

Il Presidente del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento, dott. Giovanni Di Maida porterà il suo saluto ed il suo contributo ad un evento che, per l’importanza, l’attualità e l’emergenza dei temi trattati, si apre ad una vasta platea con occhio attento sulle condizioni e sulle trasformazioni della nostra società.

L’evento rientra nel calendario delle attività culturali del Consorzio Empedocle ed è aperto a chiunque voglia prenderne parte.

Percorrendo il profilo delle colline o lungo i litorali marini, è possibile trovare, a sorpresa, un piccolo paese con la piazza, la chiesa e la farmacia, il Bar Sport e il municipio imbandierato Italia ed Europa.
Non sono paesini fantasma, gli abitanti ci sono, ma sono rimasti in pochi, a causa del decremento demografico, di trasferimenti e di abbandono, motivi che hanno spopolato i piccoli nuclei urbani.
Gli abitanti rimasti sono i custodi di eventi trascorsi, delle storie passate, delle immagini dell’arte, delle forme dell’artigianato, dei canti e delle ballate, della poesia, e della narrativa.
In tempi recenti corre un sottinteso sentimento di apprezzamento per i piccoli centri abitati, di riconsiderazione con il desiderio di vivere nella semplicità di un piccolo borgo, e i piccoli borghi in Italia sono tanti; sono disseminati lungo la spina dorsale degli Appennini, e poi a seguire negli Appennini siculi, con i Peloritani, Nebrodi, Madonie, Iblei, fino a Rocca Busambra che chiude con i Monti Sicani.
Abitare i borghi, dopo l’irresistibile l’esodo verso le grandi città, le metropoli, ovunque esse siano, anche oltre i confini nazionali, appare un nuovo desiderio, una nuova rivalutazione, a volte un ritorno di chi era partito da quei luoghi, ma anche, e con maggior convinzione, l’arrivo di nuova gente da sempre metropolitana; sono italiani, ma molti sono francesi, inglesi, tedeschi e anche scandinavi.
Non è emigrazione per esigenze primarie, ma scelta di vita, la vita di paese, di campagna, crescere con la natura, con i pomodori, zucchine e cipolle, con le arance, le mandorle e l’uva, ogni cosa a suo tempo, come stagione comanda; per non dire poi del grano, l’ulivo, la vite; scoprire che è buono anche il frutto del carrubo.
Nei borghi, piccoli e reconditi tutto questo appare, ed è la loro dote, poi vi è il paese di case mischiate con qualche nota di architettura di antica storia e altre opere collezionate nel corso dei secoli; vi è la piazza, abbiamo detto, con la chiesa, il comune, farmacia, i carabinieri e bar dello sport. La campana segna l’ora e il ritmo della giornata e sollecita l’alba e il tramonto. I panorami sicuramente saranno spettacolari, a volte come quelli già visti nella pittura del Quattrocento. Il mare sta sempre laggiù, e le stelle, come sempre, stanno a guardare.
I francesi, ai quali attribuiamo uno scambievole sentimento di cuginanza, sono a volte all’avanguardia dei costumi contemporanei. Infatti le cronache annunciano che da qualche tempo gli intellettuali francesi lasciano Parigi e altre grandi città, accentratrici di tutte le attività politiche, sociali, culturali, dove si formano e si esprimono, per alcune piccole cittadine del Sud, dove scelgono di vivere intorno al Massiccio Centrale, o lungo i declivi delle colline che scendono verso il mare.
Cercano e trovano la auspicata serenità, fuori dalla caotica metropoli, ma la semplicità di vita, favorevole all’ ispirazione e alla creatività. Dicono le cronache che alcuni, ma già sono in tanti, cittadini europei, sono orientati a Sud.
Anche gli italiani, non quelli in cerca di lavoro, ma quelli che invece hanno qualche idea per nuove iniziative da manifestare, qualche riproposta sul patrimonio culturale giacente da rinnovare e veicolare e cercare un nuovo contributo da artisti di varia ispirazione, poeti, scrittori architetti, quanti hanno scelto il Sud. Ma sono ancora in pochi a scegliere la semplicità della vita agreste, la quiete in antinomia al trambusto e alle turbolenze della metropoli, per la vita di paese, quita, pacata e placida una scelta che offre varietà di piacevoli iniziative e meritato riposo.
A questo punto mettiamo in campo il Sud d’Italia, ma proprio il Sud, la sua isola, la maggiore di tutto il Mediterraneo; conserva una varietà di piccoli paesi, piccoli centri, ancora intatti dalle composizioni architettoniche dei secoli passati e con qualche modernità del Novecento. Dalla metà del secolo scorso poche cose si sono aggiunte; erano, e in parte ancor oggi, gli anni di emigrazione, e tutto è rimasto fermo e sospeso.
Ma torniamo alla suggestione di visitare un paesino solitario e magico come un presepe. Un paesino intatto tra le pieghe delle colline e penosamente così lasciato a causa di forte emigrazione.. Tutto resta intatto, e tutto sembra dire arrivederci a tempi migliori. Rimangono le casette in fila su i due lati della strada, i portoncini con i pomelli ormai ossidati, le cancellate in ferro battuto con qualche ricciolo Liberty, i cortili lastricati con pietre di mare, la piazza con i sedili di pietra sul ciglio del belvedere a guardare panorami e tramonti, i tetti rossi e le grondaie di terracotta delle casette allineate e appoggiate le une alle altre.
Visitare questi luoghi, percorrere quelle antiche strade non è un’avventura, è un viaggio che può essere pieno di sentimento e di amorevole scoperta. A tratti appaiono immagini di un mondo passato ma che subito si trasfigurano in quelle della modernità, per la presenza di elementi della vita contemporanea: in un angolo un’auto dell’ultimo modello, un’insegna in inglese, la griffe esclusiva di un negozio fortemente illuminato, una complessa antenna TV.
Ma in questo viaggio, senza avventure, vogliamo privilegiare, ritrovare, se possibile, sapori, odori e immagini, se ancora persistono, di un mondo trascorso, alla maniera dei quadretti dei Macchiaioli.
E allora ecco cosa c’è, ancor oggi, in questi piccoli paesi di collina, perché la maggior parte si trovano tra i 600 e gli 800 metri sul livello del mare: la bellezza del paesaggio, l’ambiente incontaminato, la quiete e sicuramente l’ospitalità paesana, semplice e modesta.
Vi saranno, al tocco di mezzogiorno, le fumose carni arrostite, pane e olive, le aringhe affumicate, (come quelle di Vittorini), le verdure grigliate, frutti particolari, melograni, mandarini e poi castagne e pistacchio, vino forte e sincero, e anche l’acqua che per qualità non è da meno.
Se il paesino è in riva al mare, pesce fresco e frutti di mare tutti i giorni e per tutto l’anno, poi c’è anche l’insalata di polpo e la cernia di carne bianca di gusto eccezionale ma che a vederla fa paura. Nel caso vino bianco, fresco e poco frizzante.
Ma com’è il paese urbanisticamente parlando. Vi è sempre una piazza, abbastanza grande, alberelli intorno e al centro il Monumento al Milite Ignoto, un soldatino in bronzo, armato, guarda lontano. Sul ceppo ancora una scultura di Francesco Rutelli, in ricordo dei caduti della prima guerra mondiale. Ai lati del basamento i nomi dei caduti, hanno i cognomi degli abitanti del posto, un lungo elenco che dice “soldato, soldato”, ogni tanto “tenente” o “capitano”. In alcuni monumenti vi sono anche i nomi dei militari caduti nella seconda guerra mondiale. Oltre non c’è più spazio per altri nomi, basta, va bene così. Sulla piazza la Chiesa Madre, generalmente di composizione barocca con alti basamenti e colonne, trabeazione e frontone, a volte con un elegante rosone. Interno ad una navata, altare dedicato al Santo Patrono, festeggiato all’inizio dell’estate, ringraziamento dovuto dopo la raccolta delle messi. Ai lati della navata gli altri santi, il fonte battesimale in marmo, e in sacrestia i cassettoni degli arredi sacri in pregiato castagno secolare.
Poi c’è il Municipio, sede civica, con la bandiera italiana e quella d’Europa, qualche lapide che ricorda un personaggio in visita, o “qui dormi”, come Garibaldi, ambito ospite, ma non poteva dormire d’apperttutto.
La distribuzione delle istituzioni, la toponomastica del luogo, si potrebbe completare con le Scuole Elementari e il Campo sportivo, l’asse del decumano principale, il corso del passeggio, specie nei giorni festivi, e nelle feste comandate. Per completare non può mancare la caserma dei carabinieri, la farmacia e la condotta medica. Nel corso, bene illuminato, specchiano le vetrine dei negozi; non mancano le firme nazionali e internazionali, le cucine e salotti, abiti da sposa, liste nozze, ecc. ecc.
Basta così, altrimenti stiamo per ricreare un angolo di area metropolitana.