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Il Presidente del movimento Mani Libere, Giuseppe Di Rosa, ha divulgato una nota che riguarda la manifestazione del Mandorlo in Fiore, dove si legge:

“Vengano subito interessate le autorità sanitarie, “si chieda IMMEDIATAMENTE alle organizzazioni sanitarie di competenza il nulla osta alla organizzazione della manifestazione”!!!

Riteniamo che nessuno ad Agrigento dopo che il Consiglio dei Ministri ha DECRETATO LO STATO DI EMERGENZA MASSIMA assumendo altre decisioni e  Tra queste la dichiarazione dello stato d’emergenza per sei mesi e uno stanziamento iniziale di 5 milioni di euro,  “Una misura, spiegano fonti di governo, che è diretta conseguenza della decisione dell’Oms di lanciare l’emergenza globale”. sia in grado e sia competente a poter valutare se un evento  che prevede l’arrivo di gruppi e turisti da tutto il mondo, possa essere svolto regolarmente”.

Non vorremmo essere fraintesi, ma c’è ad Agrigento qualcuno che ci assicura che  la manifestazione di richiamo mondiale si possa svolgere regolarmente e che l’organizzazione può andare avanti ? Che lo faccia !!!”

Il direttore del Parco dei Templi di Agrigento, Roberto Sciarratta, ha annunciato che il gruppo della Cina, come anche deciso dallo stesso gruppo folk, non parteciperà alla prossima edizione della Sagra del mandorlo in fiore per ragioni sanitarie legate all’emergenza in corso in Cina.

Sciarratta ha confermato lo svolgimento della manifestazione, dal 28 febbraio all’8 marzo.

Con ricorso proposto innanzi al TAR Sicilia Palermo, il sig Spata, candidato per la Lega all’ultima consultazione per l’elezione del sindaco di Gela, ha contestato l’ammissione di quattro liste sostenendo che la loro partecipazione avrebbe falsato il risultato elettorale a favore del Sindaco Greco (cui tali liste erano collegate).
A dire del sig. Spata, le suddette quattro liste avrebbero dovuto essere escluse giacchè, al momento della raccolta delle firme a loro sostegno, i sottoscrittori non avrebbero avuto consapevolezza dei nominativi dei candidati cui stavano dando il proprio appoggio, recando i moduli di raccolta delle firme solo il simbolo di lista e non essendo previamente congiunti con la pagina contenente i nominativi dei candidati.
Con il suddetto ricorso, è stata chiesta la correzione del risultato elettorale e la conseguente ripetizione del turno di ballottaggio tra il candidato Melfa e lo stesso Spata o, in subordine, la proclamazione di quest’ultimo alla carica di Sindaco.
Si sono costituti in giudizio il sindaco Lucio Greco e numerosi consiglieri comunali risultati eletti, tutti con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giouseppe Impiduglia, chiedendo la declaratoria di inammissibilità e, comunque, il rigetto del ricorso.
In particolare, gli avvocati Girolamo Rubino e Giusppe Impiduglia, con apposita memoria difensiva e citando numerosi precedenti giurisprudenziali, hanno rilevato che anche ove, per mera ipotesi, dovesse aderirsi alla tesi secondo cui i vari fogli recanti le sottoscrizioni non sarebbero stati sin dall’inizio congiunti con il modello recante il nominativo dei candidati, ciò non inciderebbe sulla legittimità dei provvedimenti di ammissione delle liste contestate in quanto tutti i fogli recanti le firme contenevano il contrassegno di lista e, pertanto, presentavano l’unico requisito prescritto dalla normativa regionale.
Ed infatti la vigente normativa regionale – che, si differenzia, sul punto, dalla normativa nazionale – non richiede che i “moduli” sui quali vengono apposte le firme dei sottoscrittori, oltre al contrassegno della lista ed al nome, cognome, data e luogo di nascita dei sottoscrittori stessi, contengano anche “il nome, cognome, data e luogo di nascita di tutti i candidati”. In sostanza, secondo le norme regionali, nei “moduli” di raccolta delle firme è richiesta unicamente l’apposizione del contrassegno di lista, senza necessità di ulteriori indicazioni.
Nel corso dell’udienza tenutasi in data 30.01.2020, la difesa del candidato Spata ha chiesto la sospensione del processo avendo proposto una querela di falso avverso i moduli di raccolta delle firme ed avverso la dichiarazione a firma del Responsabile dell’Ufficio Elettorale di Gela.
Il TAR Sicilia Palermo, condividendo le tesi degli avv.ti Rubino e Impiduglia, ha ritenuto che il giudizio potesse essere definito indipendentemente dalla querela di falso e lo ha rigettato nel merito, ritenendo sufficiente – ai fine dell’ammissione delle liste – la presenza nei moduli di raccolta delle firma dell’apposizione del contrassegno di lista.
Per effetto della sentenza del TAR Palermo il sig. Greco e i candidati eletti nelle liste contestate (“Un’Altra Gela”, “Una Buona Idea”, “Uniti siamo gelesi” e “Azzurri per Gela” ) resteranno in carica.

Sarebbero sette, tra medici e infermieri, i destinatari di altrettanti avvisi di garanzia che in queste ore la Procura di Agrigento, attraverso il pm Elenia Manno, dovrebbe notificare ai sanitari che si sono occupati delle prime cure nei confronti di Loredana Guida, la giornalista morta due giorni fa a causa della malaria all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

La Procura di Agrigento ha già nominato i medici legali Sergio Cinque e Giuseppe Abbita per effettuare l’esame autoptico sulla salma di Loredana Guida che verrà eseguito lunedi.

Ricordiamo che la Procura di Agrigento, coordinata da Luigi Patronaggio, ha aperto un fascicolo di indagini originariamente contro ignoti per omicidio colposo, ma presto la situazione potrebbe cambiare.

Gli avvisi di garanzia potrebbero essere notificati nelle prossime ore.

L’Aiga, l’associazione Italiana Giovani Avvocati, sezione di Agrigento, presieduta dall’avvocato Salvatore Broccio, in collaborazione con Adusbef ed Assoctu, ha organizzato un incontro di studio sul tema: “L’evoluzione della giurisprudenza bancaria negli ultimi tre anni”. Sono approfondite, in particolare, e con avvocati, magistrati ed esperti del settore, le complesse tematiche relative ai profili dell’usura bancaria.

Le interviste

Nuova iniziativa del corpo di Polizia Provinciale per contrastare il fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e non, in prossimità dei siti maggiormente a rischio nelle aree e strade provinciali.

Il Corpo della Polizia Provinciale ha istallato, fino al 4 febbraio 2020, una telecamera mobile e due 2 cartelli informativi, sulla strada provinciale n. 80 “Agrigento -Baiata – Favara” per prevenire il fenomeno incontrollato dell’abbandono dei rifiuti.

I cartelli sono stati realizzati seguendo i criteri previsti dalla legge in materia di protezione dei dati personali e sono stati apposti prima dell’inizio dell’area delle riprese e indicano la finalità delle registrazioni. Le immagini sono registrate e trasmesse in tempo reale alle Autorità di Polizia.

Il Libero Consorzio nel mese di settembre si era dotato di un nuovo regolamento per contrastare più efficacemente l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti nel territorio provinciale di competenza dell’Ente attraverso l’utilizzo di sistemi di video sorveglianza e di foto-camere, nel rispetto di quanto stabilito dal Garante per il trattamento dei dati personali.

Il sistema di video-sorveglianza utilizzato dalla Polizia Provinciale che ha specifiche competenze in materia ambientale, ha come fine la prevenzione, l’accertamento e la repressione degli illeciti derivanti dall’utilizzo abusivo delle aree impiegate come discarica di materiale e di sostanze pericolose nonché il rispetto della normativa concernente lo smaltimento di qualunque genere di rifiuti.

 

Approvato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento il piano triennale di prevenzione della corruzione per il triennio 2020/2022. Il Piano è stato adottato dal Commissario Straordinario Alberto Girolamo Di Pisa, su proposta del Segretario/Direttore Generale Caterina Moricca nella qualità di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.

Conseguentemente, sono in fase di attivazione le prescrizioni e le indicazioni previste nel nuovo Piano da inviare ai responsabili dei vari settori del Libero Consorzio per darne piena attuazione.

Il Piano approvato ha introdotto nuove modifiche rispetto a quello approvato lo scorso anno. Sono stati estesi gli obiettivi strategici del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza tra i quali quello di migliorare e perfezionare continuamente il livello di mappatura dei processi dell’Ente quale strumento per la migliore valutazione dei rischi.           Il Piano garantisce la piena applicazione del diritto di accesso civico, sia c.d. “semplice” che c.d. “generalizzato”, tenendo conto delle indicazioni contenute nelle Linee Guida in materia di FOIA (“Freedom of information act”) adottate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). Inoltre è previsto un adeguato coordinamento del Piano con gli strumenti di programmazione del Libero Consorzio, con specifico riguardo all’individuazione degli obiettivi assegnati alle figure apicali dell’ente in tema di anticorruzione e di obblighi di pubblicità e trasparenza. In particolare, assume rilevante importanza l’integrazione tra il PTPTC e il Piano della Performance chiaramente indicata sia dal legislatore che dall’ANAC.

Nell’ambito del Piano 2020-2022, tra le misure organizzative finalizzate a contrastare la corruzione nelle attività ad alto rischio, è stata rimodulata l’attività di aggiornamento normativo, formazione del personale,  adeguamento degli atti e contratti e verifica di attuazione in relazione alla disciplina contenuta nel Codice di Comportamento dell’Ente.

Prevista una precisa codificazione delle materie sottoposte a rischio di corruzione. Sono classificate come sensibili alla corruzione, oltre alle materie previste della Legge n. 190/2012, come novellato dal D.Lgs. n. 97/2016, e quelle “generali” indicate nella determinazione ANAC n. 12/2015, anche quelle con specifico riferimento alle competenze del Libero Consorzio così come individuate nell’art. 26 del Piano. Le attività di monitoraggio non sono state limitate soltanto alla verifica dell’attuazione delle misure di riduzione del rischio ma contemplano anche la fase di valutazione della loro idoneità, intese come effettiva capacità di riduzione del rischio corruttivo.

Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, tramite il presidente Giulio Francese, interviene a seguito della morte della giornalista Loredana Guida ad Agrigento, e afferma: “Esprimiamo incredulità e profondo dolore per la morte della giornalista pubblicista di Agrigento, Loredana Guida, scomparsa all’età di 44 anni per gli effetti di una forma di malaria maligna, conseguenza di un viaggio in Nigeria, non diagnosticata tempestivamente. Non si può morire così, nel 2020. Manifestiamo vicinanza alla famiglia di Loredana e ai giornalisti agrigentini ancora sotto shock per questa tragedia incredibile. Chi ha lavorato con Loredana la ricorda come una persona caparbia, scrupolosa e di grande umanità, tutti le volevano bene. Ci chiediamo in tanti se questa morte poteva essere evitata. La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti per appurare se nella struttura sanitaria dove la collega si era recata ci siano state negligenze da parte del personale medico e sottovalutazioni del caso. Nel massimo rispetto per il lavoro dei magistrati, auspichiamo che il loro lavoro proceda celermente per accertare la verità e le eventuali responsabilità”.

Marco Zambuto interviene a seguito della prima riunione, in prossimità delle elezioni Amministrative in primavera, delle forze politiche del centrodestra agrigentino, che hanno accolto l’appello all’unità di marcia e di intenti lanciato dalla deputata regionale di “Diventerà Bellissima”, Giusi Savarino, dal presidente dello stesso movimento On.Giuseppe Catania, dall’on. di riferimento di Forza Italia, dal dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Lillo Pisano, dal commissario della Lega in provincia di Agrigento, Massimiliano Rosselli, dal coordinatore regionale dell’Udc On. Decio Terrana e dalla parlamentare Udc Margherita La Rocca Ruvolo.

Marco Zambuto, che ha già manifestato più volte la volontà a candidarsi a sindaco di Agrigento, afferma: “Dopo anni di impegno instancabile, faticoso ed entusiasmante, ho lasciato nel 2015 ogni incarico e impegno politico pubblico.  Gli ultimi sono stati anni di riflessione, di maturazione, in cui ho potuto leggere con occhio distaccato le scelte compiute, comprendere gli errori,  superare le incomprensioni.  Oggi intendo riprendere il mio impegno politico laddove l’ho lasciato: nella mia città, Agrigento,  con un animo che non è di rivincita nè di rivalsa ma di chi vuole rimettersi a servizio, con umiltà e con  capacità di ascolto.  Negli ultimi mesi ho girato in lungo e largo la città, ho incontrato e parlato con tanti cittadini, ho raccolto sofferenze e disagi.  Ho ritrovato le ragioni e le motivazioni per un impegno politico per la città di Agrigento che, nonostante tutto, non  può perdere la speranza di crescere e di vivere in una condizione migliore.
Per questo è necessario battersi! Il nostro destino, quello della città di Agrigento, è inscindibilmente legato a quello della Sicilia, e in questa direzione occorre un collegamento forte con l’azione  del Governo Regionale e con lo sforzo di risanamento e di rilancio che sta compiendo il Presidente Musumeci insieme alle forze politiche che  lo sostengono. In questo senso  apprezzo la sensibilità  e sono pronto al confronto con le forze politiche di centrodestra  e all’appello che hanno lanciato per la costruzione di un programma per la città”.