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Avrei voluto lasciar correre, poi ho pensato che fosse più giusto analizzare i fatti con una voce fuori dal coro, perché cavalcare l’onda è da sempre lo sport preferito degli ignoranti e dei finti moralisti.

Forse prima ancora di analizzare la posizione di Zelensky che ha accetto di posare insieme a sua moglie su Vogue, sarebbe bene raccontare la rivista che non è certo un banale giornale di moda o di sciocchezze puntualmente di tendenza.

Vogue ha milioni di lettori, una diffusione mondiale e da sempre si occupa di arte, cultura ed anche bellezza, che non vuol dire esclusivamente o banalmente estetica.

La copertina che ritrae Zelensky e consorte non vuole mostrare ma veicolare un messaggio preciso, ha pertanto un significato enorme.

E chi non ci vede il dolore nel presidente dell’Ucraina che da 5 mesi vive il dramma di una guerra maledetta e ingiusta, ha una visione semplicistica e malsana di una situazione più grande, ed estremamente drammatica.

Sui social montano le polemiche contro Zelensky e Olena, e poi ancora critiche violente e offese gratuite, solo perché hanno accettato di essere fotografati da Annie Leibovitz, di rilasciare una intervista.

Leibovitz è la più grande fotografa contemporanea, è una professionista seria, capace, ed ha saputo realizzare delle foto “umane”, comprensibili ed utili, non come le polemiche che impazzano da ore.

Dai lettini a baldacchino, sulle spiagge con in mano il mojito, molti hanno dimenticato che esiste ancora una guerra, l’assuefazione alla tragedia si è mischiata ai tormentoni dell’estate, la disperazione provata nei primi giorni della guerra all’Ucraina non ha più gli stessi contorni, le problematiche di casa nostra, le beghe politiche, hanno riempito i giornali, i tg, e le ultime notizie che arrivano dagli scenari di una guerra a poche migliaia di km da casa nostra, sono ormai in coda a tutto il resto.

Ricordare che la guerra ancora esiste e ogni giorno produce morti e paura, è doveroso e se per farlo bisogna usare anche una rivista mondiale come Vogue va bene. Come vanno bene le interviste, le visite dei capi di stato di tutto il mondo.

Zelensky non è stupido, sa essere empatico, sa parlare al mondo, e ora più che mai sa che non si deve spegnere nessun riflettore sulla tragedia immensa che ha invertito lui e la sua gente, il suo paese martoriato dalla follia di un dittatore violento.

Difficile comprendere quanto sia costata loro in termini di impatto emotivo questa guerra, la paura di svegliarsi e di non avere più nulla, la vita in un bunker, la responsabilità di un popolo, la voglia di riscatto e la frustrazione del sapere che chi invade non si farà mai nessuno scrupolo.

E chi non ci vede il dolore negli occhi di Zelensky e signora, ritratti su Vogue, è in malafede, è un finto perbenista, è una persona incapace di giudizio critico che ha bisogno di seguire la massa senza mai prendere una posizione.

Certo in questi giorni, ci si sbizzarrisce su ben altre posizioni da prendere, se prona o supina per farsi i selfie dalle spiagge, perché voi sì, potere apparire ovunque, mostrarvi in tutta la vostra pochezza, loro no in tutto il loro sconforto.

Una ipocrisia dilagante, tutti critici ed esperti di comunicazione tanto da sapere quali limiti non vanno valicati. Perbacco! 

Un’ora davanti ad un obiettivo, non può competere con mesi e mesi di tensione, nervi a fior di pelle, terrore e strategie atte a contenere i danni di un conflitto assurdo.

Il frustrato medio che punta il dito, forse perché non comprende che la comunicazione è stata usata – e per fortuna – dal primo giorno e oggi serve più che mai.

Olena ha usato ogni forma di comunicazione, compresa la moda, per arrivare a tutti e ci è riuscita. Chissà se al suo posto, davanti alla proposta di intervista avreste tutti detto: no grazie!

Criticate pure, se vi fa sentire vivi, voi che lo siete già vivi … e non a tempo. 

Ho pensato a come dare una mano all’informazione russa, ormai  completamente compromessa, considerato che Putin reprime la libertà di stampa e dopo la chiusura anche della famosa testata libera Novaya Gazeta, giornale di Anna Politkovskaja e del Nobel Muratov, che si era distinta negli anni per le coraggiose inchieste sugli oligarchi e sulla guerra in Cecenia.

Ormai a resistere è solo il sito di informazione Meduza, che dal 24 febbraio scorso, segue i principali sviluppi in Ucraina, in Russia e in tutto il mondo, a seguito della decisione di Putin di lanciare un’invasione su vasta scala dell’Ucraina.

E così ho ritenuto giusto prendere un articolo, pubblicato poche ora fa da quella testata online e tradurlo, per dare spazio e voce a chi da solo con molta probabilità non ce la fa a diffondere le notizie in Russia, e forse dovremmo farlo tutti.

Questo l’articolo: 

I PRINCIPALI SVILUPPI DEL CONFLITTO NELLE ULTIME ORE:

  • Sembra un progresso: I colloqui ad Istanbul
    Martedì, l’Ucraina ha offerto alla Russia un periodo di negoziazione di 15 anni per determinare lo stato della Crimea, durante i quali l’Ucraina ha promesso di non utilizzare la forza militare per risolvere il conflitto. Secondo i funzionari ucraini, il conflitto nel Donbas sarebbe gestito separatamente nel corso dei futuri colloqui tra i presidenti dei due paesi. L’Ucraina si è anche offerta di giurare di non aderire alla NATO in cambio di garanzie di sicurezza da un altro paese, come Stati Uniti, Francia, Turchia, Germania, Canada, Polonia o Israele. La parte ucraina ha affermato che qualsiasi modifica allo stato di sicurezza dell’Ucraina dovrebbe essere approvata da un referendum nazionale seguito dalla ratifica della Verkhovna Rada e quindi dalla ratifica del parlamento del paese che fornisce le garanzie di sicurezza.
  • Se riponi la tua fiducia in me, renderò brillante la tua giornata: l’esercito russo dice che ritirerà alcune delle sue forze dalla capitale ucraina in quella che il viceministro della Difesa Alexander Fomin chiama “attività militare drasticamente ridotta” rivolta a Kiev e Chernihiv . L’annuncio fa seguito a un altro round di negoziati tenutosi a Istanbul. La decisione ha lo scopo di “aumentare la fiducia reciproca e creare le condizioni necessarie per ulteriori colloqui per raggiungere l’obiettivo finale di un accordo e la firma di tale accordo”, ha detto Fomin ai giornalisti martedì. I giornalisti a Kiev, tuttavia, riferiscono di sirene antiaeree continue.
  • Euro o niente: il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha affermato che il G7 sta rifiutando la richiesta della Russia che i “paesi ostili” paghino per il gas russo in rubli, definendola una “chiara violazione degli accordi esistenti”, che specificano tutti euro o dollari USA come valuta di pagamento . I dati della compagnia di trasporti Gascade hanno mostrato che i flussi di gas sul gasdotto Yamal-Europa, che di solito scorre verso ovest dalla Russia alla Germania ma è fluito verso est da quando la Polonia ha iniziato ad acquistare petrolio dalla Germania il 15 marzo, sono scesi a ZERO mercoledì. Nel frattempo, le consegne di gas dalla Russia all’Europa su altri importanti gasdotti sono rimaste stabili.
  • Un decennio in divenire: Denis Pushilin, il capo dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (DNR), ha annunciato l’intenzione di prendere in considerazione l’incorporazione della repubblica in Russia, anche se solo dopo che il DNR si sarà assicurato il controllo su tutto il territorio di Donetsk dell’Ucraina. Leonid Pasechnik, il capo della vicina autoproclamata Repubblica popolare di Luhansk, ha dichiarato il 27 marzo che presto si sarebbe tenuto un referendum sull’adesione della repubblica alla Russia, ma in seguito ha respinto i commenti.
  • Un gioco pericoloso: il ministero dell’Interno ucraino ha accusato la Russia di utilizzare le mine navali lasciate in Crimea dall’Ucraina dopo l’annessione russa della penisola per “provocare e screditare l’Ucraina davanti ai suoi partner internazionali”. Il 19 marzo, l’FSB russo ha annunciato che le mine ucraine installate vicino ai porti di Odessa, Ochakiv, Chornomorsk e Yuzhne si stavano staccando dalle loro ancore e “si stavano spostando liberamente verso la parte occidentale del Mar Nero”. Di recente sono state trovate mine alla deriva al largo delle coste della Turchia e della Romania. Le autorità ucraine affermano che queste miniere sono vecchi modelli che il Paese non utilizza più.
  • Il rublo torna su: il 29 marzo, il valore del rublo ha raggiunto il massimo di un mese di 88 per dollaro. L’economista Dmitry Polevoy ha attribuito il rimbalzo a misure come la richiesta del governo che gli esportatori russi vendano l’80% dei guadagni in valuta estera, il recente calo delle importazioni e le misure di controllo valutario della Banca centrale.
  • ‘Fantasie malate’: il generale russo Vladimir Shamanov ha annunciato la cattura di due ucraini accusati di aver torturato prigionieri di guerra russi, Sergey Velichko e Konstantin Nemichev. Diverse ore dopo, Velichko e Nemichev hanno pubblicato un video in cui negano di essere stati catturati e affermano che il video che mostra la tortura del soldato russo è falso. “Gli amici! Sono tenuto prigioniero, prigioniero delle fantasie malate di malati di un paese vicino che ha preso l’Ucraina in tre giorni, che ha preso me e Kostya in ostaggio, che ha abbattuto l’elicottero del comandante del reggimento Azov. Buona fortuna! Vieni su! Non saremo felici di vederti”, dice Velichko nel video.
  • Scrivendo le parole di un sermone che nessuno sentirà: i legislatori di Kiev hanno redatto una legge che vieterebbe di fatto le attività della Chiesa ortodossa russa e sequestrerebbe le sue proprietà in Ucraina. Il disegno di legge prende di mira le attività delle organizzazioni religiose con un centro di governo “in uno stato che è riconosciuto dalla legge come aver commesso un’aggressione militare contro l’Ucraina e/o occupato temporaneamente parte del territorio ucraino”. (Nel 2018, la Chiesa ortodossa ucraina si è formata e ha ricevuto l’indipendenza ecclesiale in una rottura con il Patriarcato di Mosca.)
  • Sai che non è facile, sai quanto può essere difficile: gli osservatori dei diritti umani del  Net freedoms Project hanno rintracciato più di 220 condanne per reati minori in tutta la Russia per “aver screditato le forze armate”, rendendo probabile che la responsabilità per incitamento all’odio per le recidive entrerà presto in gioco. In altre parole, i manifestanti pacifici contro la guerra potrebbero presto essere condannati al carcere per aver parlato male dei militari.