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Non mi sentivo tanto bene, forse era solo il male di stagione.
Ogni anno di questi tempi scatta quel fastidioso raffreddore di due o tre giorni.
Ma quest’anno è diverso; lunedì andrò a fare il tampone, per i fatti miei, così mi tolgo il pensiero.
Lunedì 9 novembre siamo in tanti davanti al laboratorio privato, tutti in attesa della stessa cosa, sapere se si è o meno positivi al Covid-19.
E’ il cosiddetto tampone rapido, ti danno il risultato in meno di un’ora.
In meno di un’ora scopro di essere positiva.
Che faccio?
Prima di ogni altra cosa, chiedo ai miei familiari di sottoporsi allo stesso test a tempo di record; tutti negativi, per fortuna.
Resto sola.
Il medico curante avvia le comunicazioni con la Asp, mi dà la cura che mi necessita: tachipirina, antibiotico, visto che mi fa male anche l’orecchio.
Aspetto.
Nelle ultime ore ho letto di tutto.
Non funziona niente, sembriamo malati di serie B.
Ma in Calabria, mi domando, esistono malati di serie A? Sono mai esistiti malati di serie A?
Ho avuto a che fare con la Sanità pubblica in Calabria in passato, per 11 lunghi anni, potrei scrivere un trattato su cosa non va. La Sanità fa acqua da tutte le parti, si sta scoperchiando tutto lo schifo atavico di una terra di ‘ndrangheta.
Aspetto.
Penso che sarò l’ennesimo “isolato abbandonato”.
Sono sola.
Ma fortunatamente ho chi mi aiuta, se ho bisogno. Medicine, spesa, chiamo, lei arriva.
Penso a chi però non ha l’amica del cuore che aiuta materialmente e rinfranca lo spirito.
Aspetto. 
E’ mercoledì 11 novembre quando da numero anonimo mi chiama un ragazzo che dice di essere dell’Asp e che con un linguaggio quasi incomprensibile mi avvisa che mi richiameranno per dirmi quando fare il tampone. Dovrebbe essere il 19, no, il 21, no il 23. C’è confusione in quel che dice, ma è certo – dice – che qualcuno mi avviserà. E’ il primo tampone ufficiale, quello che devo fare e che dovrò fare recandomi con il mio mezzo al Drive-in allestito in Taverna di Montalto Uffugo in provincia di Cosenza. Sì, perché solo chi non deambula, riceve il tampone a domicilio, così mi han detto.
Nessuno mi richiama, chiamo io al medico preposto al servizio e vengo a sapere che il mio nome è inserito nell’elenco dei tamponi da effettuare il giorno 18 novembre. Ma nessuno mi aveva avvertito. La programmazione è fatta un po’ alla carlona, penso, ma non lo dico.
A che ora? – chiedo.
Dalle 8.
Dalle 8 sono lì.
C’è grande caos, tante, tantissime macchine in fila, non si capisce dove mettersi: dalla parte di chi ha già il covid o da quella di chi ancora non sa? Chiedo. Sono nella corsia sbagliata. Mi sposto, ma tanto non cambia un granché.
Aspetto.
Sono quasi le 13 quando arriva il mio turno.
Mi rendo conto che la situazione è complicata in quel posto.
Il personale è troppo poco per smaltire quella mole di lavoro, e allora perché nessuno interviene?
Domando ad una dottoressa che è sul posto quando mi verrà consegnato il risultato del tampone effettuato.
Mi viene risposto che se sono negativa nessuno mi comunicherà nulla. Se invece il tampone processato dovesse risultare ancora positivo me lo comunicheranno e allora si dovrà ricominciare tutto daccapo.
Da sola, l’attesa, nessuno che dall’amministrazione comunale si domandi se io abbia o meno bisogno di qualcosa o che sia capace anche di un gesto di pietà, una vicinanza umana. Riprenderà l’attesa di qualcuno mi chiami da un numero anonimo e mi dica cosa fare, quando, come.
Ma se fossi negativa al tampone – che so per certo deve essere processato in 48 ore al massimo – non ci vorrebbe un secondo tampone che attesti in maniera inequivocabile che sono negativa e quindi guarita e che pertanto sono pronta per rivedere la mia famiglia e tornare a lavorare e alla normalità?
Nessuno ha risposto a questa domanda. 
Questo periodo passerà alla storia come quello in cui nessuno risponde alle domande, nessuno ha risposte adeguate, anche su cose che sembravano scontate, accertate, collaudate ormai.
Aspetto.
Aspetto che qualcuno mi dica. Anzi no, spero che NESSUNO mi dica più nulla.
E così sia.

 

Questa è la storia di una delle tante persone che sono affette da Covid e che dal dover essere isolate per quarantena obbligatoria, sono diventante “isolate abbandonate”.

Speravo di restare sorpresa.

Perché le sorprese sono sempre belle e perché non ho perso il vizio di sorprendermi, io.

Ed invece tutto è stato come da programma … il mio, però. Perché il loro di programma, tutto è stato, tranne che il racconto dettagliato di un evento che avrebbe dovuto celebrare il centenario di Ruggiero Leoncavallo, in quella che fu per un po’ la sua Montalto.

In tutta Italia ed anche in diverse e prestigiose località calabresi si è celebrato e festeggiato il grande compositore che visse solo pochi anni della sua infanzia nella cittadina di Montalto Uffugo, dove suo padre era magistrato e che ispirò l’opera “I pagliacci” scritta circa un delitto realmente accaduto.

Sarebbe stato bello se una sera – magari proprio il 9 agosto – qualcuno avesse raccontato la storia di Leoncavallo, proiettando le immagini di repertorio di alcune esecuzioni celebri, considerato che non tutti conoscono questi dettagli per come si dovrebbe, e sarebbe anche stato appropriato aprire le porte del bellissimo museo sul compositore che la città di Montalto dovrebbe fregiarsi di avere.

Ma esiste ancora quel Museo? Forse è il caso che io provveda a scoprirlo.

Ma torniamo al Festival.

Il centenario è caduto il giorno 9 agosto quando nella bellissima cornice del parco Scolacium di Borgia, è stata portata in scena – all’interno del Festival ArmonieD’Arte”-  l’opera “I Pagliacci” con un cast d’eccezione, con un allestimento poetico ed evocativo, e con l’intenzione da parte del direttore artistico, di porre una riflessione etica ed estetica sull’arte e sulla cultura.

Che il centenario cadesse quest’anno lo si sapeva da un po’ e chissà se questo programmino era già pronto il 9 di agosto; proprio non saprei.

Da giornalista tra l’altro residente da un ventennio nella città di Montalto Uffugo, mi sarei aspettata almeno un invito per la conferenza stampa, o anche un semplice comunicato nel quale leggere i dettagli circa questo Festival.

Ma non avendo ricevuto nulla, ho atteso di  leggere il programma da qualche parte. Programma che, devo dire, è apparso su un sito discretamente realizzato.

Quello che non si è capito da questo programma – che a questo punto dovrebbe essere stato scritto e realizzato al direttore artistico – è il contenuto delle serate.

Tralasciando le serate prima del festival, che sinceramente penso abbiamo molto poco a che fare con l’evento in sé, mi concentrerei sulle serate in cartellone.

Mi domandavo perché una persona appassionata di lirica e di Ruggiero Leoncavallo sarebbe dovuto venire a Montalto il giorno 28 agosto, giorno di aperta della kermesse se sul programma non era indicato che opera sarebbe stata eseguita, cosa avrebbero cantato i soprani ed i tenori (più o meno noti) invitati per la manifestazione.

A proposito, se qualcuno vi ha assistito e vuole renderci edotti, saremo loro grati,  considerato che fino a ieri 31 agosto, nessun giornale ha realizzato mezza notizia in merito.

Io non ho assistito neanche a quella che sembrerebbe essere stata – così come si evince da note scritte sul sito – una serata esilarante con Pippo Franco regista de “I pagliacci” e il cane di Fioretta Mari intento involontariamente a mettere in scena una show.

Ma ieri sera incuriosita, sono andata in piazza per capire cosa fosse “la notte dell’opera”. Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse cosa intendessero a monte, con questo titolo riferito alla serata. Perché io non avendo indicazione alcuna dal programma, mi sono avviata a piedi su per via Roma, incontrando postazioni dove intervistavano persone (chi fossero non me lo chiedere perché non lo so) dei banchetti per la degustazione di vini sui quali non mi esprimo perché non è questo il momento, e un camioncino che preparava panini con la porchetta (buoni, devo dire!)

Davanti al cannone un pianoforte suonato random non so da chi (chissà se il direttore artistico sapesse chi fosse seduto a quel piano) e poi in piazza E. Bianco un gruppo (a me sconosciuto, non so agli altri) che suonava la tarantella.

Se c’era dell’altro non lo so; sul programma non era scritto nulla.

Sinceramente non so cosa c’entri tutto (?) questo con il festival, so però che non si può neanche far assomigliare la serata ad una sagra della porchetta, perché la serata sarebbe stata indegna anche se avesse portato quel nome.

Confidiamo nella serata di chiusura, cioè stasera  quando – tempo permettendo – sarà Alessandro Haber che recita Leoncavallo, a chiudere l’evento.

Haber che sarà in compagnia di due musicisti che penso suoneranno qualcosa in maniera contestualizzata.

Ecco, ho fatto anche un po’ di pubblicità all’evento, che mi sarebbe piaciuto raccontare se solo qualcuno mi avesse invitata, come giornalista di settore ed esperta di musica e non come comune cittadina che, a dirla tutta, ama questo paese malgrado tutto.

Viva l’arte, viva la cultura e chi sa come renderla disponibile a tutti

 

Simona Stammelluti


Montalto Uffugo (Cs) – Nel piccolo borgo in provincia di Cosenza, dall’idea di una giovane e talentuosa imprenditrice-filosofa, Roberta Caruso, è nato un anno fa “Home 4 Creativity“, un progetto di coliving che ha come sede un casolare di campagna, e come obiettivo quello di mettere a disposizione un luogo non solo per soggiornarvi, ma anche per fare una vera e propria esperienza di scambio culturale, utilizzando un luogo per nutrire ispirazione, per condividere il proprio talento, per imparare ad utilizzare uno spazio fatto non solo di cose, ma anche di persone che ti invitano a provare e a godere di un luogo, della sua storia, della sua intrinseca energia.
Oggi quel progetto si evolve, con l’obiettivo di convertire altre case private in residenze condivise creative. Propone coliving, coworking e viaggi esperienziali all’interno di case che si trovano in aree decentrate rispetto alle grandi città, per conciliare l’identità dei luoghi con quella dei proprietari delle strutture che possono trasformare i propri interessi e le proprie passioni in attività lavorativa sostenibile e in linea con la propria filosofia di vita.
Il 15 e 16 luglio “Home 4 Creativity” organizza il weekend dell’Abitare ispirato.
In un’epoca in cui l’utilizzo delle cose si preferisce al loro possesso, che valore assume il concetto di casa, che nella storia umana rappresenta il simbolo della proprietà e della stanzialità? Lo si potrà scoprire in un weekend dedicato al tema dell’abitare ispirato. Affrontiamo un viaggio attraverso la casa interiore, le varie forme che assume la casa come luogo privato e le diverse prospettive da cui ripensare ciò che è bene pubblico come casa comune. Alla base di tutto c’è la valorizzazione del concetto di Economia, nella sua accezione ed etimologia profonda – oikos + nomos – di “prendersi cura della casa”, che apre alla dimensione che definiamo di “libertà responsabile” dell’uomo verso se stesso e verso il territorio in cui ha o trova le proprie radici.

I Protagonisti
SABATO 15 LUGLIO

Dalle 16:00 ALLE 20:00: Conversazione sul prato sull’ ABITARE SE STESSI e I PROPRI LUOGHIPresentazione del progetto HOME 4 CREATIVITY
Alberto Mattei, fondatore di NOMADI DIGITALI, ci racconta il fenomeno del nomadismo moderno e “il non aver casa” al di là di se stessi.
Maria Scalese, fondatrice di ZAGREUS, associazione di promozione sociale che lavora a progetti di teatro, enogastronomia, musica e arti performative all’interno delle case private, per presentare i vantaggi e le opportunità dell’educazione non formale.
Erminia Greco, rappresentante dell’associazione TAGERSMUTTER Cosenza, che da qualche anno offre alle mamme l’opportunità di diventare tutrici dei figli altrui, incentivando una formazione casalinga che aumenta l’empatia dei ragazzi e diventa opportunità lavorativa.
Emilio Leo e Florindo Rubbettino, ci raccontano un territorio, quello di Soveria Mannelli, in cui arti, mestieri e letteratura vestono le tradizioni di innovazione e modernità
Francesco Biacca & Festival dell’ospitalita’: L’accoglienza e la ricettività in tutte le forme già esistenti e possibili
Barbara Rosanò, rappresentante dell’Associazione culturale Kinema di Girifalco (CZ), ci presenta “Uscirai Sano”, il film documentario sulle storie dei pazienti dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Girifalco (CZ), attraverso cui scoprire la contaminazione tra il mondo interno dell’ospedale e quello esterno della comunità.
IN CONTEMPORANEA: Momenti creativi: musica, fotografia e ceramica con ArtisLab e il progetto “The sound iseverywhere”, Angela Zwingauer e Arianna Samà. (Tutto tornerà utile la domenica mattina)
Degustazione dei prodotti della Valle del Crati con Homer Roberto, proiezione del film “Uscirai sano” e serata musicale con Fabio Cinque e Pino Turco.
DOMENICA 16 LUGLIO
9:30-12:00: Abitiamo il centro storico. Invasione creativa del centro storico di Montalto Uffugo e camminata filosofica sul tema dell’abitare con Roberta Caruso
PIC NIC IN MONTAGNA: abitiamo la montagna
Dalle 16:00 alle 20:00Conversazione sul prato sull’ABITARE I LUOGHI PUBBLICI COME LUOGHI COMUNI
Vincenzo Rizzuto, rappresentante e fondatore del progetto CASA LAMBANDA di Bologna, uno dei più importanti esempi di condominio sociale italiano. Ci racconta una nuova idea di condominio, la ricerca che porta avanti con la sua associazione da qualche anno e le prospettive della sharing economy applicata al mondo dell’housing sociale.
Donata Marrazzo, giornalista del Sole 24 ore e fondatrice di CALABRIA CULT, che racconta l’abitare attraverso lo storytelling, la narrazione della parte più intima di un territorio, i suoi volti, le sue esperienze positive, i suoi esempi
I ragazzi dello SPRAR di Montalto Uffugoinsieme a Angela Zwingauer e Fabio Cinque ci raccontano il progetto Suoni erranti perportare un esempio concreto di contaminazione tra culture diverse in un territorio comune.
Ivan Arella e Giulio Vita, rappresentanti del CLETO FESTIVAL E della GUARIMBA FILM FESTIVAL, ci guidano alla scoperta della valorizzazione di due centri storici, Cleto e Amantea, attraverso l’arte, il lavoro di comunità e il cinema indipendente.
Degustazione dei prodotti della Valle del Crati con Homer Roberto, proiezione di uno dei corti del progetto MigrArti curato dalla Guarimba Film Festivale osservazione delle stelle in compagnia del Circolo Astrofili Luigi Lilio Torretta
DOVE
Home 4 CreativityHub- via Caparroni, 15 Montalto Uffugo (CS)
INFO
info@home4creativity.com/
tel. 3476062341
tel. 347606234
www.homeforcreativity.com

Montalto Uffugo (Cs) – Nel piccolo borgo in provincia di Cosenza, dall’idea di una giovane e talentuosa imprenditrice-filosofa, Roberta Caruso, è nato un anno fa “Home 4 Creativity“, un progetto di coliving che ha come sede un casolare di campagna, e come obiettivo quello di mettere a disposizione un luogo non solo per soggiornarvi, ma anche per fare una vera e propria esperienza di scambio culturale, utilizzando un luogo per nutrire ispirazione, per condividere il proprio talento, per imparare ad utilizzare uno spazio fatto non solo di cose, ma anche di persone che ti invitano a provare e a godere di un luogo, della sua storia, della sua intrinseca energia.

Oggi quel progetto si evolve, con l’obiettivo di convertire altre case private in residenze condivise creative. Propone coliving, coworking e viaggi esperienziali all’interno di case che si trovano in aree decentrate rispetto alle grandi città, per conciliare l’identità dei luoghi con quella dei proprietari delle strutture che possono trasformare i propri interessi e le proprie passioni in attività lavorativa sostenibile e in linea con la propria filosofia di vita.

Il 15 e 16 luglio “Home 4 Creativity” organizza il weekend dell’Abitare ispirato.

In un’epoca in cui l’utilizzo delle cose si preferisce al loro possesso, che valore assume il concetto di casa, che nella storia umana rappresenta il simbolo della proprietà e della stanzialità? Lo si potrà scoprire in un weekend dedicato al tema dell’abitare ispirato. Affrontiamo un viaggio attraverso la casa interiore, le varie forme che assume la casa come luogo privato e le diverse prospettive da cui ripensare ciò che è bene pubblico come casa comune. Alla base di tutto c’è la valorizzazione del concetto di Economia, nella sua accezione ed etimologia profonda – oikos + nomos – di “prendersi cura della casa”, che apre alla dimensione che definiamo di “libertà responsabile” dell’uomo verso se stesso e verso il territorio in cui ha o trova le proprie radici.

I Protagonisti

SABATO 15 LUGLIO

Dalle 16:00 ALLE 20:00: Conversazione sul prato sull’ ABITARE SE STESSI e I PROPRI LUOGHIPresentazione del progetto HOME 4 CREATIVITY

Alberto Mattei, fondatore di NOMADI DIGITALI, ci racconta il fenomeno del nomadismo moderno e “il non aver casa” al di là di se stessi.

Maria Scalese, fondatrice di ZAGREUS, associazione di promozione sociale che lavora a progetti di teatro, enogastronomia, musica e arti performative all’interno delle case private, per presentare i vantaggi e le opportunità dell’educazione non formale.

Erminia Greco, rappresentante dell’associazione TAGERSMUTTER Cosenza, che da qualche anno offre alle mamme l’opportunità di diventare tutrici dei figli altrui, incentivando una formazione casalinga che aumenta l’empatia dei ragazzi e diventa opportunità lavorativa.

Emilio Leo e Florindo Rubbettino, ci raccontano un territorio, quello di Soveria Mannelli, in cui arti, mestieri e letteratura vestono le tradizioni di innovazione e modernità

Francesco Biacca & Festival dell’ospitalita’: L’accoglienza e la ricettività in tutte le forme già esistenti e possibili

Barbara Rosanò, rappresentante dell’Associazione culturale Kinema di Girifalco (CZ), ci presenta “Uscirai Sano”, il film documentario sulle storie dei pazienti dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Girifalco (CZ), attraverso cui scoprire la contaminazione tra il mondo interno dell’ospedale e quello esterno della comunità.

IN CONTEMPORANEA: Momenti creativi: musica, fotografia e ceramica con ArtisLab e il progetto “The sound iseverywhere”, Angela Zwingauer e Arianna Samà. (Tutto tornerà utile la domenica mattina)

Degustazione dei prodotti della Valle del Crati con Homer Roberto, proiezione del film “Uscirai sano” e serata musicale con Fabio Cinque e Pino Turco.

DOMENICA 16 LUGLIO

9:30-12:00: Abitiamo il centro storico. Invasione creativa del centro storico di Montalto Uffugo e camminata filosofica sul tema dell’abitare con Roberta Caruso

PIC NIC IN MONTAGNA: abitiamo la montagna

Dalle 16:00 alle 20:00Conversazione sul prato sull’ABITARE I LUOGHI PUBBLICI COME LUOGHI COMUNI

Vincenzo Rizzuto, rappresentante e fondatore del progetto CASA LAMBANDA di Bologna, uno dei più importanti esempi di condominio sociale italiano. Ci racconta una nuova idea di condominio, la ricerca che porta avanti con la sua associazione da qualche anno e le prospettive della sharing economy applicata al mondo dell’housing sociale.

Donata Marrazzo, giornalista del Sole 24 ore e fondatrice di CALABRIA CULT, che racconta l’abitare attraverso lo storytelling, la narrazione della parte più intima di un territorio, i suoi volti, le sue esperienze positive, i suoi esempi

I ragazzi dello SPRAR di Montalto Uffugoinsieme a Angela Zwingauer e Fabio Cinque ci raccontano il progetto Suoni erranti perportare un esempio concreto di contaminazione tra culture diverse in un territorio comune.

Ivan Arella e Giulio Vita, rappresentanti del CLETO FESTIVAL E della GUARIMBA FILM FESTIVAL, ci guidano alla scoperta della valorizzazione di due centri storici, Cleto e Amantea, attraverso l’arte, il lavoro di comunità e il cinema indipendente.

Degustazione dei prodotti della Valle del Crati con Homer Roberto, proiezione di uno dei corti del progetto MigrArti curato dalla Guarimba Film Festivale osservazione delle stelle in compagnia del Circolo Astrofili Luigi Lilio Torretta

DOVE
Home 4 CreativityHub- via Caparroni, 15 Montalto Uffugo (CS)
INFO
info@home4creativity.com/

tel. 3476062341
tel. 347606234

www.homeforcreativity.com


Partirà il prossimo 19 aprile in uno dei borghi più belli d’Italia, un progetto culturale, di solidarietà ed integrazione che mira a scoprire le tante qualità che appartengono a diverse culture. Si tratta di laboratori musicali (e non solo) nati da un’idea di Fabio Cinque, cantautore siciliano e sua moglie Angela Zwingauer, che hanno incontrato nell’amministrazione comunale di Montalto Uffugo (Cs) e nella Cooperativa Atlante, la giusta sinergia per “fare” cose belle, fatte bene.
Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione di questo progetto che reca il nome di “Suoni Erranti” – laboratorio di contaminazione musicale – un progetto pilota diretto da Fabio Cinque che ha come scopo quello di mettere in contatto diversi talenti e diverse culture, capaci di “contaminarsi” vicendevolmente dando vita a scambi culturali ed emozionali, ad insegnamenti reciproci, nonché a sostenere l’aggregazione e l’integrazione nella società di ragazzi extracomunitari, gestiti nel territorio montaltese dalla Cooperativa Atlante, nell’ambito del progetto Sprar.
Lo Sprar è un sistema di protezione che mira non solo ad accogliere rifugiati e richiedenti asilo, ma anche a sobbarcarsi la responsabilità della loro integrazione nel tessuto sociale, della loro istruzione oltre all’inserimento nel mondo del lavoro. Tutto questo affinché gli “extracomunitari” così come vengono spesso definiti in senso dispregiativo, non siano quelli che rubano, che tolgono ai residenti, ma che possono essere un valore aggiunto per un territorio con la proprio cultura e le proprie usanze. E in questo il comune di Montalto Uffugo, nella persona del Sindaco Pietro Caracciolo, può vantarlo come un fiore all’occhiello, considerato il bel progetto “Le note dell’accoglienza” realizzato in collaborazione con la cooperativa Sociale Atlante.

Durante la conferenza stampa – alla quale erano presenti anche il Sindaco  Avv. Pietro Caracciolo, l’assessore Puntillo e il presidente della cooperativa Atlante Carmine Federico –  sono stati proprio Fabio Cinque e sua moglie Angela a raccontare con un contagioso entusiasmo, le motivazioni che hanno spinto a proporre questo laboratorio, motivazioni che risiedono proprio nella voglia di creare un circuito di persone, esperienze e capacità che mescolate, possano dare vita a nuove ispirazioni, nuove conoscenze e nuovi rapporti umani, che dovrebbero sempre restare vivi e vividi proprio nello scambio, nella contaminazione, nella condivisione di conoscenza e di “voglia di conoscenza”.
Sarà un laboratorio gratuito, aperto a tutti coloro vorranno prenderne parte, siano essi musicisti o semplici appassionati, o che abbiano voglia di vedere da vicino come nascono nuove sfumature di musica e colori, mettendo al centro esclusivamente quello che si è disposti a dare.
Il comune di Montalto Uffugo ha messo a disposizione i luoghi, Fabio Cinque metterà a disposizione la sua arte, i responsabili della cooperativa supervisioneranno e collaboreranno al meglio e il resto lo faranno i ragazzi ospiti dello Sprar, già ben integrati nel territorio, che aspettano solo di poter raccontare un po’ meglio chi sono e che sogni hanno.
E’ un seme meraviglioso piantato in una primavera in divenire, che aspetta solo di mettere radici e di crescere rigoglioso. Il progetto parte da da Montalto Uffugo, ma si spera possa diventare talmente contagioso, da “errare” per poi radicarsi anche in altri tessuti sociali, dove la cultura, la solidarietà e la condivisione non possono che generare come in un effetto domino, una realtà migliore.
Se ci fosse qualcuno interessato alla realizzazione del progetto anche in terra di Sicilia, può visionale la pagina Facebook, Suoni Erranti.
Simona Stammelluti

Partirà il prossimo 19 aprile in uno dei borghi più belli d’Italia, un progetto culturale, di solidarietà ed integrazione che mira a scoprire le tante qualità che appartengono a diverse culture. Si tratta di laboratori musicali (e non solo) nati da un’idea di Fabio Cinque, cantautore siciliano e sua moglie Angela Zwingauer, che hanno incontrato nell’amministrazione comunale di Montalto Uffugo (Cs) e nella Cooperativa Atlante, la giusta sinergia per “fare” cose belle, fatte bene.

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione di questo progetto che reca il nome di “Suoni Erranti” – laboratorio di contaminazione musicale – un progetto pilota diretto da Fabio Cinque che ha come scopo quello di mettere in contatto diversi talenti e diverse culture, capaci di “contaminarsi” vicendevolmente dando vita a scambi culturali ed emozionali, ad insegnamenti reciproci, nonché a sostenere l’aggregazione e l’integrazione nella società di ragazzi extracomunitari, gestiti nel territorio montaltese dalla Cooperativa Atlante, nell’ambito del progetto Sprar.

Lo Sprar è un sistema di protezione che mira non solo ad accogliere rifugiati e richiedenti asilo, ma anche a sobbarcarsi la responsabilità della loro integrazione nel tessuto sociale, della loro istruzione oltre all’inserimento nel mondo del lavoro. Tutto questo affinché gli “extracomunitari” così come vengono spesso definiti in senso dispregiativo, non siano quelli che rubano, che tolgono ai residenti, ma che possono essere un valore aggiunto per un territorio con la proprio cultura e le proprie usanze. E in questo il comune di Montalto Uffugo, nella persona del Sindaco Pietro Caracciolo, può vantarlo come un fiore all’occhiello, considerato il bel progetto “Le note dell’accoglienza” realizzato in collaborazione con la cooperativa Sociale Atlante.

Durante la conferenza stampa – alla quale erano presenti anche il Sindaco  Avv. Pietro Caracciolo, l’assessore Puntillo e il presidente della cooperativa Atlante Carmine Federico –  sono stati proprio Fabio Cinque e sua moglie Angela a raccontare con un contagioso entusiasmo, le motivazioni che hanno spinto a proporre questo laboratorio, motivazioni che risiedono proprio nella voglia di creare un circuito di persone, esperienze e capacità che mescolate, possano dare vita a nuove ispirazioni, nuove conoscenze e nuovi rapporti umani, che dovrebbero sempre restare vivi e vividi proprio nello scambio, nella contaminazione, nella condivisione di conoscenza e di “voglia di conoscenza”.

Sarà un laboratorio gratuito, aperto a tutti coloro vorranno prenderne parte, siano essi musicisti o semplici appassionati, o che abbiano voglia di vedere da vicino come nascono nuove sfumature di musica e colori, mettendo al centro esclusivamente quello che si è disposti a dare.

Il comune di Montalto Uffugo ha messo a disposizione i luoghi, Fabio Cinque metterà a disposizione la sua arte, i responsabili della cooperativa supervisioneranno e collaboreranno al meglio e il resto lo faranno i ragazzi ospiti dello Sprar, già ben integrati nel territorio, che aspettano solo di poter raccontare un po’ meglio chi sono e che sogni hanno.

E’ un seme meraviglioso piantato in una primavera in divenire, che aspetta solo di mettere radici e di crescere rigoglioso. Il progetto parte da da Montalto Uffugo, ma si spera possa diventare talmente contagioso, da “errare” per poi radicarsi anche in altri tessuti sociali, dove la cultura, la solidarietà e la condivisione non possono che generare come in un effetto domino, una realtà migliore.

Se ci fosse qualcuno interessato alla realizzazione del progetto anche in terra di Sicilia, può visionale la pagina Facebook, Suoni Erranti.

Simona Stammelluti

Sisma è la parola più “googlata” degli ultimi tre mesi. A seguire troviamo terremoto, geologo, terra che trema. Nelle ricerche che si effettuano sul web non ci sono paura, cosa sarà, cosa aspettarsi, quando finirà, ma sono sicuramente i tormenti che ci tengono svegli, non solo se si vive nei luoghi già colpiti dal sisma, ma anche se si vive – per destino o per scelta – in uno dei borghi più a rischio d’Italia.

Il tormento e la paura non riguarda solo il quando arriverà in quei luoghi a rischio un nuovo sisma, ma cosa ne sarà delle nostre case, perché quasi mai ci si domanda cosa abbiano utilizzato per costruirle, le nostre case, o se chi le ha costruite ha tenuto in considerazione che un territorio sismicamente a rischio, imporrebbe una sorta di rigore, nell’edificare, oltre ad una responsabilità che a questo punto, diventa indispensabile, oltre che etica.

Vivo in Calabria. Tanto si potrebbe dire su questa terra, che spesso salta all’attenzione per orrendi fatti di cronaca, o come territorio martoriato dalla malavita e dalla gestione mafiosa di interi territori e delle annesse imprese. Ma è anche una delle terre paesaggisticamente più floride, anche se mai si è pensato di sfruttare al meglio i luoghi, facendo divenire il turismo una delle forze economiche trainanti così come avviene nelle vicine Sicilia e Puglia.

La Calabria è anche una terra ad elevanto rischio sismico, poiché schiacciata dalla grande morsa della placca africana e quella europea. La fragilità delle rocce hanno reso la Calabria una terra “ballerina”, e tanti sono stati i terremoti “catastrofici” che hanno interessato questo pezzo di terra a sud. Valle del Crati,  1183, Reggio e Messina 1908, Calabria meridionale 1783, Calabria centrale 1638, 1905, terremoti del cosentino, 1835, 1854, 1870.

E poi c’è Montalto Uffugo, il posto dove vivo, uno dei borghi più suggestivi della provincia cosentina, che nel corso della storia ha subìto terremoti che l’hanno quasi rasa al suolo. Da quello del 1854 a quello del 1980. Costruita su colli, mostra un bellissimo centro storico, ma anche costruzioni recenti erette su punti alti della città, che potrebbero finire a valle, se un terremoto simile a quello che ha dilaniato in queste ultime ore il centro Italia, facesse tremare la terra di Calabria.

Montalto Uffugo è a pochissimi chilometri dalla purtroppo famosa “faglia di Castrovillari“, della quale i ricercatori ne hanno fatto un candidato primario per un sisma catastrofico, forse proprio perché troppo ferma, da “troppo tempo”. L’hanno chiamato “Big One come lo chiamano i californiani, e “prima o poi ci sarà, è solo una questione di tempo” – dicono gli esperti. Ed intanto la faglia resta ferma, al suo posto, con tutto il potenziale distruttivo che si porta dentro.

E allora la domanda non è solo “quando arriverà”, ma “cosa resterà” di una cittadina costruita sui colli, ad enorme rischio idrogeologico? Cosa resterà del suo centro storico? Come sono state costruite le abitazioni, almeno quelle di nuova generazione? Esiste una consapevolezza dell’amministrazione che governa, sul rischio così prossimo e da tanto atteso, e sulle conseguenze che un sisma di rilievo potrebbe avere sulle abitazioni?

Io me lo domando ogni sera, prima di chiudere gli occhi per domare non solo la stanchezza ma anche la paura. Cosa ne sarà di quei palazzi costruiti sul punto più alto della cittadina? Come è stato concepito e realizzato quel complesso, con quali criteri?

Ormai è chiaro. Non è la terra ad essere nemica, ma la mano dell’uomo che costruisce chiudendo gli occhi, facendo finta che il pericolo non sia così in agguato, che “meglio risparmiare, oggi, tanto domani poi si pensa“.

Se stanotte tremasse la terra, se quel famoso “Big One”, decidesse di scoccare perché è giunta l’ora, forse domani non ci sarebbe che un mucchio di macerie che seppellirebbe non solo l’ennesimo borgo storico, ma anche una comunità che dovrebbe farsi coraggio e domandare, che la paura dovrebbe conservarla per altro e non nel pretendere che vengano verificate le condizioni strutturali delle proprie abitazioni.

La cultura della “convivenza sismica”  potrebbe portare l’Italia, tutta, a non temere più catastrofi, così come avviene in altre parti del mondo, dove il sisma è un compagno di vita, non un nemico in agguato. Costruire ovunque con criteri anti-sismici, è indispensabile, allenando anche la popolazione a comportamenti idonei e non lasciati allo sbaraglio di ciò che fa paura e che per convenienza viene definito “fatalismo”, ma che con la fatalità ha molto poco a che spartire.

Io ho voglia di capire, e non più solo avere paura.
E tu?

Una serata semplice, nel suo intento, “di cuore” nella sua destinazione. Una serata in una piazzetta suggestiva di Montalto Uffugo, piccola cittadina in provincia di Cosenza, dove lo storico autore, Mogol, ha raccontato la sua carriera, tra anedotti e citazioni

Mogol - Foto Sicilia24h - riproduzione riservata

Montalto Uffugo (Cs) – “Io, te e altre 450 persone”…una serata di spettacolo come se fosse un piacevole convivio tra amici di vecchia data. Perché insieme a Mogol, ieri sera sul palco, vi erano Andrea Mingardi, la vocalist Valentina Cortesi, ed il maestro Maurizio Tirelli, che ha accompagnato gli estemporanei accenni a tutti quei pezzi scritti da colui che ha passato una intera carriera tra “musica e parole”.

Una serata “senza scaletta”, nella quale il senso logico si reggeva sulle esperienze di vita di Mogol, che ha raccontato molto, di come si è ritrovato a scrivere testi per i più quotati artisti italiani, da Battisti a Mina, da Celentano a Cocciante. La bellezza delle serata – in un momento di grande tristezza dopo gli accadimenti post terremoto nel Lazio – è stata senza dubbio la scelta del Sindaco, Avv. Pietro Caracciolo e dell’Amministrazione Comunale di devolvere l’intero incasso alle popolazioni vittime del terremoto. Con questo spirito, la serata è sembrata avere per davvero “un senso”, considerato che in tutta Italia sono stati annullati moltissimi eventi, per rispetto a coloro che hanno subìto gli eventi drammatici post sisma.

Mogol ha risposto alle domande – modello talk show – poste da Andrea Mingardi, che abbandonata la sua anima prettamente blues, ha saputo mettere al centro della serata l’intera carriera dell’autore, ponendogli quelle domande che forse molti, tra il pubblico, avrebbero voluto porgli. E così Mogol ha raccontato ad oltre 450 persone presenti nella piazzetta Pietro Rizzo, come si vive, sentendo i propri testi, divenire “intercalare quotidiano” di grandi e piccini. Mogol ha sottolineato l’importanza dell’affetto che la gente nel corso degli anni ha saluto regalargli e si è definito, per questo, un vero privilegiato.

Tu sei un benzinaio, che ha dato carburante a centinaia di cantanti. Di solito si fa fatica a ricordare i testi delle canzoni, ma nel tuo caso tutti conoscono le canzoni che hai scritto da autore” – gli dice Mingardi, proprio in apertura di spettacolo.

Mogol Mingardi - Foto Sicilia24h - riproduzione riservata

Scrivere canzoni che vengono ricordate, è solo frutto di un destino favorevole” – risponde Mogol, che poi ci tiene a sottolineare che tutti si possiede una sorta di talento, che andrebbe sempre coltivato, ma che solo pochissimi coltivano per come si dovrebbe. Spiega anche la differenza tra talento e genialità e spiega come il genio è colui che possiede un dono raro, che si rivela sin da bambini. Per lui un genio è stato Gianni Bella, che scrisse un’opera senza avere preparazione operistica. Ha raccontato che lo stesso a soli 5 anni, si recava sulla scalinata della chiesa per scoprire come mettessero le mani sulla chitarra i musicisti. Era un bambino che si interessava alla musica anche solo “spiandola”.

E quando Mingardi gli ha chiesto cosa lui facesse, a 5 anni, Mogol ha risposto che era particolarmente preoccupato di come recuperare le distanze tre se e gli altri. Nel tempo si è dato molto da fare per raggiungere il suo sogno, che era semplicemente “sopravvivere” e per farlo ha messo in campo tutto quello che aveva.

Il momento musicale arriva dopo la citazione di quella che fu la prima canzone scritta da Mogol per la sua amica Mina, che è “Briciole di baci”, intonata da Valentina Cortesi.

Tanti i pezzi raccontati, scritti da Mogol che hanno vinto Sanremo, tanti gli anedotti su come sono nati i pezzi, come “Se stiamo insieme” di Cocciante, fatto ascoltare allo stesso cantante a Parigi, che pianse, dopo aver letto il testo. Fu così che lui, Mogol e Mario Lavezzi decisero di portare la canzone al Festival, dove poi vinse.

Simpatico il  momento nel quale Mogol racconta di essersi sposato “solo” due volte, ma di aver avuto 3 o 4 donne!

Suggestivo il momento musicale, quando viene intonato “la voce del silenzio”, interpretata da Valentina Cortesi, intonatissima.

Valentina Cortesi - Foto Sicilia24h - riproduzione riservata

Ma anche Mingardi, canta. In fondo è anche quello il suo ruolo in una serata che scivola via tra un ricordo ed una manciata di note.
“Senza luce” è il pezzo che sceglie di cantare, prima che in scena arrivi Lucio Battisti, con tutto quello che ha rappresentato per la canzone italiana.

“Mogol-Battisti” – questo il pezzo cantato subito a seguire, mentre sullo schermo passano le immagini del video girato da Mingardi e Mina.
Mogol poi sbaglia le parole, recitando il testo di “balla Linda” e fa tenerezza vedere un signore di 80 anni, raccontare una carriera, con la semplicità che appartiene a chi nella vita ha fatto quel che voleva e che “sapeva”.

Ho scritto Una Lacrima sul Viso, durante il tragitto verso la sala di incisione – racconta – prima proprio non mi era venuto nulla in mente“.
Ma il pubblico si lascia particolarmente coinvolgere quando Mingardi intona un piccolo medley dei pezzi più famosi di Battisti, che sono – senza dubbio – un piccolo mondo eterno, scavato nella roccia che contiene oltre 200 perle scritte dal grande paroliere.

Una serata riuscita nel suo intento di raccontare una carriera, più che fare musica, perché in fondo, ascoltare come sono nati alcuni successi che sono destinati a restare eterni, è più importante di una serata che si potrebbe ascoltare in qualunque pianobar.

Simona Stammelluti

Maurizio Tirelli