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Scappati da Villa Sikania di Siculiana, una cinquantina di  migranti che hanno invaso le strade, creando diversi disagi alla circolazione. Carabinieri e Polizia stanno cercando di rintracciarli tra non poche difficoltà.

Il video che potete vedere ci è stato inviato dal Sig. Franco Consiglio che ha dovuto arrestare la corsa della sua auto per paura di investire uno dei migranti che come si può vedere, saltano dalla strada fin sotto al guardrail.

La situazione è fuori controllo e altrettanto pericolosa anche alla luce della tragedia di circa un mese fa quando un giovane  eritreo di vent’anni trovò la morte proprio in una situazione simile a quella accaduta poco fa, scappando dallo stesso centro di accoglienza.

Ci risiamo. La situazione sembra sempre più ingestibile e fuori controllo.

 

 

Dodici positivi al Covid-19 e sei casi incerti. Sono arrivati gli esiti dei tamponi rinofaringei ai quali sono stati sottoposti i 350 migranti che erano ospiti dell’hotspot di Lampedusa e che sono stati imbarcati sulla nave quarantena Gnv Azzurra. I migranti sono stati tutti collocati in una apposita area che e’ isolata. L’Azzurra e’, intanto, in viaggio verso Lampedusa, dopo aver fatto rifornimento di carburante e viveri al porto di Augusta, dove dovra’ imbarcare altri 350 ospiti della struttura d’accoglienza. L’arrivo e’ previsto per mezzogiorno.

In una delle giornate più buie per la provincia di Agrigento da quando è iniziata l’emergenza Covid 19, non poteva mancare la classica ciliegina sulla torta.
Pochi minuti fa un gommone stracolmo di migranti (ovviamente non sappiamo in quale stato di salute) è approvato candidamente nell’isola di Lampedusa

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C’è una nave madre che si è sbarazzata, a quanto pare, di 400 migranti che adesso stanno vagando (oltre a quelli che si sono nascosti e non sappiamo quanti sono e dove andranno a finire) lungo la statale 115, tra Licata, Palma e Agrigento, in cerca di acqua, di un ristoro e di un pezzo di pane perché stremati da tutto.

E’ possibile che una nave madre (non autorizzata al traffico di carne umana) possa sparire nel nulla? Ma quanto è “piccola” questa nave?

Cosa da pazzi. Sparire non in un fitto bosco ma in mare aperto!

E questa gente? La statale è presidiata da tutte le Forze dell’Ordine le quali, fra mille difficoltà, stanno cercando, stanno cercando, stanno cercando…di fare cosa? Cosa stanno cercando di fare? Qualcuno è pronto a rispondere a questa domanda?

E gli altri, i fuggitivi, quelli che riescono a scappare?

E dire che Google con le nuove app, anche a nostra insaputa, oggi riesce a vedere quante volte andiamo in bagno durante il giorno fin dentro casa nostra. E poi, dinnanzi all’occhio selvaggio riesce a sfuggire una nave…

Ed ancora. Come stanno quelli acciuffati? Tutti bene, avranno problemi di salute? In Africa si contano già centomila casi di Covid 19 e in questi mesi, luminari infettivologi mondiali ci hanno spiegato che una sola persona può contemporaneamente contagiare altre quattro persone; altri dicono due, altri dicono addirittura otto.

Una cosa è certa: contagiano, come contagia un italiano, un americano, un francese, un tedesco.

Bene o male, (forse più male che bene) in Europa tutti siamo sotto controllo. Non pensiamo proprio che a questa povera gente prima di imbarcarsi sulla “MADRE NAVE” sia stato effettuato il tampone.

La Moby Zaza è in continuo via vai da e per Lampedusa; perché nel frattempo nelle Pelagie sono sbarcati qualche centinaio di altri poveri cristi.

Non ultimo, lo sbarco di una sessantina di persone nella piccola Isola di Linosa avvenuto poche ore fa.

Questo, allo stato. Ore 15,57 di domenica 24 maggio, anno del Signore 2020.

La Moby Zaza, di fatto, fra pochissimo avrà difficoltà nere a far effettuare la quarantena a bordo dei propri salotti. Nei quattordici giorni previsti di fermo sbarcheranno altri mille migranti!

Attenzione, fra dieci giorni ne sbarcheranno altri mille e fra venti giorni ancora altri mille. E a giugno, luglio, agosto, settembre?

Pagheremo, forse, altri tre, quattro, cinque navi da crociera per dare aiuto a questa povera gente? E basteranno?

Si salvi chi può…

Nuovo record di sbarchi nelle coste siciliane. Sono quasi 4.000 i migranti approdati a Lampedusa, a Porto Empedocle, a Catania e a Messina negli ultimi giorni. Sono una parte delle 8.500 persone tratte in salvo, nel canale di Sicilia mentre la nave ‘Phoenix’ domenica ha preso a bordo quasi 500 persone migranti da una serie di gommoni in difficolta’ al largo della Libia. A Lampedusa attualmente trovano ospitalita’ 1.043 migranti, a fronte di una capienza massima prevista per 400 persone. A soccorrere quattro barconi in difficolta’ e’ stata la nave ‘Chimera’ della Marina militare italiana. Molte le donne e i bambini. Tutti, dopo i primi controlli sanitari durante i quali non sono state riscontrate emergenze, sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola. “L’uomo dimostra di non avere il coraggio di guardare a determinate realta’ e ad affrontarle- ha affermato il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana- Vorrei nutrire anche sentimenti di speranza, che davvero qualcosa possa cambiare, perche’ e’ impossibile andare avanti cosi’. Non possiamo misurare il tempo contando morti. Il problema dell’immigrazione non e’ solo un problema di sicurezza e l’Europa sta dimostrando tutta la sua poverta’”.

“Di fronte alle ennesime morti in mare di migranti che cercavano di raggiungere le nostre coste, proviamo “vergogna”. Lo dice il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, ai microfoni di Radio Vaticana. “L’uomo – commenta -dimostra di non avere il coraggio di guardare a determinate realtà e di affrontarle”. E, aggiunge, proviamo “sofferenza”, nel “vedere che il povero è costretto a pagare la sua vita con la morte”.
“Non credo che l’Europa stia dimostrando segnali di cambiamento, di inversione di rotta. Sta continuando a parlare di muri, di chiudersi. Il problema dell’immigrazione è solo problema di sicurezza e l’Europa sta dimostrando la sua povertà”. Così il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, commenta l’ultimo naufragio e gli ultimi sbarchi in Italia dei migranti dal Nord Africa ai microfoni di Radio Vaticana. “Questa grande Europa – affrema – si è dimostrata piccola e il gigante Golia viene abbattuto e sarà abbattuto perché è impossibile che il mondo si debba misurare con i muscoli, soprattutto con chi è povero”

“Minniti è sicuramente tra i ministri più validi degli ultimi anni, ma c’è una profonda distanza tra le sue parole e i fatti. Mentre nel 2016 sono arrivati oltre 180 mila migranti, per la stragrande maggioranza clandestini, i rimpatri sono stati solo 12 mila. Mentre Minniti ci ricorda che da inizio anno sono state effettuate 32 espulsioni preventive contro la radicalizzazione (espulsioni ma, chiedo, sono stati poi effettivamente rimpatriati?), ad Augusta deve ancora concludersi lo sbarco di oltre 1.100 migranti e clandestini, recuperati dalle solite Ong, operazioni che vanno avanti da 48 ore. E’ chiaro che di fronte a questo evidente sbilanciamento dei flussi immigratori tra ingressi e uscite, qualsiasi ragionamento sull’integrazione rischia di risultare uno sport da bar”. Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini.
“Senza dimenticare quante decine di migliaia di migranti in questi anni sono scomparsi, sfuggiti al sistema di protezione, quindi clandestini invisibili non censiti, facile preda della delinquenza ma soprattutto del radicalismo islamico. E senza dimenticare – aggiunge Pagano – quanto costa effettuare un rimpatrio, si parla di cifre intorno ai 25 mila euro. Da tutti i punti di vista quindi è evidente che con questi numeri qualsiasi tipo di integrazione è insostenibile. Bisogna stringere i bulloni dell’accoglienza, ma soprattutto serve chiudere i rubinetti, bloccare le navi. Non ci sono altre soluzioni. Minniti sostiene che l’accoglienza ha un limite, ma anche la nostra pazienza ha un limite”.

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MIGRANTI, DOMANI A BARRAFRANCA UN INCONTRO
SULLE OPPORTUNITÁ DI ADESIONE AL SISTEMA SPRAR


Del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) , della clausola di salvaguardia, delle opportunità e delle modalità di adesione si parlerà domani nel corso di un incontro che, organizzato dall’AnciSicilia, si svolgerà, a partire dalle 10.30, al Palagiovani di Barrafranca (Enna).
Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è un sistema di accoglienza che, attivo in tutta la Penisola parallelamente alle politiche migratorie, vede impegnata la rete degli enti locali in progetti di “accoglienza integrata”sul territorio.
Per attivare il sistema, gli enti locali possono utilizzare le risorse finanziarie messe a disposizione dal ministero dell’Interno attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.
Con questo strumento, vengono assegnati contributi in favore degli enti locali che presentino progetti destinati all’accoglienza per i richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione sussidiaria.
Lo scorso novembre, in seguito ad un’intesa tra Anci e Ministero dell’Interno, è stata emanata una direttiva sulle “Regole per l’avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e dei rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo Sprar”, con la quale viene prevista una “clausola di salvaguardia” che rende esenti i comuni che appartengono alla rete Sprar, (o che intendano aderirvi), dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza.
Si tratta, di fatto,  di un principio che rimette la governance in mano al sindaco, che può quindi tornare a decidere, assieme alla sua comunità, numeri, modalità e soggetti da coinvolgere per organizzare l’accoglienza sul suo territorio.
Ai lavori prenderanno parte, tra gli altri, il segretario generale dell’AnciSicilia, Mario Emanuele Alvano, e Daniela di Capua, direttrice del Servizio centrale dello Sprar.

Caltanissetta sta diventando una polveriera, rischia di scoppiare nei prossimi mesi”. Lo afferma il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini, coordinatore Sicilia occidentale. “L’assurdo e insostenibile piano del Viminale sulla ripartizione dei migranti nei comuni ne prevede l’approdo nella citta’ nissena di altri 1.480. – aggiunge – Un piano tarato su 200 mila arrivi annui quando c’e’ il rischio che sfondino il tetto dei trecento mila. Caltanissetta gia’ epicentro di questa emergenza, che gia’ ospita un Cie, un Cara e altre migliaia di immigrati, la stragrande maggioranza potenziali clandestini, in attesa di entrare nel circuito del sistema di protezione internazionale, non e’ in grado di sostenere questo ulteriore peso”. “Per tutto questo sabato 25 marzo saro’ con Matteo Salvini a Lampedusa, per gridare forte la nostra contrarieta’ a questa Europa – dice – e ai governi di sinistra complici di questa invasione di clandestini. Contemporaneamente a Caltanissetta il responsabile della Lega-Noi con Salvini Arialdo Giammusso, insieme ad altri 300 nisseni, terra’ una manifestazione in citta’ dove interverra’ in videoconferenza lo stesso Salvini”

Migranti, Pagano (Lega): Al Sarraj non conta nulla, soldi a quale Libia? “L’Europa e l’Italia sarebbero pronti a varare un piano da 800 milioni di euro per fronteggiare l’immigrazione clandestina nel Mediterraneo, fornendo navi, equipaggiamenti, addestramento. Novanta milioni dovrebbero essere assegnati proprio alla Libia, ha detto ieri il commissario Ue Avramopoulos. Ma di quale Libia stiamo parlando? Il premier del governo di accordo nazionale, al Sarraj, non controlla nemmeno i palazzi dei suoi Ministeri e gli scontri di questi giorni a Tripoli e dintorni lo dimostrano. L’Unione europea dunque ci fa perdere tempo con un interlocutore che non conta nulla. Ma se nel frattempo il Gna saltasse del tutto, insieme al suo premier, che fine farebbero i soldi eventualmente già stanziati? In quali mani andrebbero?”. Così Alessandro Pagano, presidente Unione interparlamentare Italia Russia e deputato della Lega-Noi con Salvini.(segue)