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Una serata quasi perfetta, se non fosse stato per il solito monologo sulla mafia di Roberto Saviano che nulla c’entrava con la Kermesse al netto della pubblicità alla sua nuova trasmissione su mamma Rai.

Con Drusilla Foer sul palco abbiamo dimenticato tutte le pecche di coloro che l’hanno preceduta.
Ha questa capacità, l’artista, di imprimere a fuoco nell’attenzione del pubblico il suo essere diva, dentro e fuori, quella capacità di essere impeccabile e dissacrante, con una dizione perfetta, lo charme, la presenza scenica, la disinvoltura, la “cazzimma”.
Vince su tutto, il personaggio nato dalla genialità di Gianluca Gori. Vince in simpatia, intelligenza, sagacia e capacità di essere artista a tutto tondo. E non dimentichiamo che sotto le vesti da grandonna, batte il cuore di un uomo molto intelligente.

Simpatica e intraprendente, tiene il palco, mette Amadeus “in un angolo”, si traveste (da zorro) tanto “travestito o no, a quel punto mi sono travestita!”
E poi le sue doti di intrattenitrice, di cantante, di personaggio mai banale, regalate al pubblico in teatro e a casa alle 2 di notte con un monologo, mentre racconta di quanto tutti si sia fatti di talenti, che però vanno allenati, di quanto sia difficile entrare in contatto con la propria unicità e non diversità, di come le nostre convinzioni non debbano mai essere convenzioni, e di come l’ascolto dell’altro sia l’unico vero atto rivoluzionario. Canta, anche, Drusilla Foer, intonata, appassionata e piena di emozione.

Potremmo anche fermarci qui, perché il livello artistico nella terza serata del festival della canzone italiana è stato davvero alto e appagante e a far sì che tutto potesse essere perfetto ci ha pensato un Cesare Cremonini in gran forma, che arriva sul palco e canta, fa quello per cui è nato, canta le sue canzoni che sono da sempre piccoli grandi capolavori. “Nessuno vuol essere Robin“, “La nuova stella di Broadway”, “Marmellata#25“. Cremonini che ci ricorda come si scrivono le canzoni, che in maniera impeccabile regala al suo pubblico i suoi più grandi successi ed è subito magia. Poi torna e canta il suo nuovo singolo “La ragazza del futuro” e infine con la complicità di Amadeus fa fare a tutti un salto nel passato con “50 special“. La gioia della musica, l’energia, la bellezza. Tutto dalla voce e dalla bravura di un cantautore che è rimasto semplice, autentico e credibile nel corso del tempo.

Nella lunga maratona fino a notte fonda, abbiamo riascoltato tutte le 25 canzoni in gara. 

Un audio buono, poche stonature, un tripudio di abiti rosa e la sensazione di essersi già affezionati a molti dei brani proposti, complice anche la radio che nelle ultime 48 ore ha proposto alcune canzoni sanremesi, destinate a diventare il tormentone dell’estate o la canzone del cuore.

Al nuovo ascolto Mahmood e Blanco si riconfermano bravi e credibili, e primi in classifica dopo il televoto.

A seguire in classifica Elisa, che non delude, terzo Gianni Morandi.

Eppure stasera ho trovato bravi Yuman, Matteo Romano, Noemi, Giovanni Truppi.
Non si faranno dimenticare La rappresentante di lista e Ditonellapiaga insieme a Rettore.

Resto dell’idea che la canzone di Massimo Ranieri sia musicalmente la più bella con un testo molto intenso e che poteva anche essere fuori gara. In fondo, per artisti di quel calibro, un’altra vittoria al Festival di Sanremo poco conta, dopo una carriera costellata di successo indiscusso. Penso che a lui andrà il premio della critica.

Stasera è la serata delle cover e testeremo ancor meglio le capacità di ognuno degli artisti in gara, anche se ormai i giochi sono fatti e la vittoria è già scritta.

Di questa serata ricorderò due affermazioni:

Quella di Michele Bravi che rivolgendosi a Drusilla Foer le dice:

Che bello che tu sia qui: con te vince la meritocrazia

Lei ricambia con un bacio sulla guancia di Bravi e si emoziona.

 E poi quella proprio di Drusilla che in finale di puntata dice:

Le parole sono come gli amanti quando non funzionano più bisogna cambiarle

Morale della serata:

La bellezza è molto altro rispetto ad un vestito di paillette.
La bravura l’abbiamo a casa nostra e spesso non ce ne accorgiamo.

E finalmente!

E finalmente abbiamo abbandonato quello stereotipo di “vallette” che per decenni si sono avvicendate sul famoso parco dell’Ariston per il famosissimo Festival della Canzone Italiana.

Ci sono volute ben 72 edizioni per avere l’onore di vedere su quel palco un personaggio eclettico, carismatico, audace al punto giusto come Drusilla Foer,eleganzissima” e accativante, che sarà al fianco di Amadeus nella terza serata della kermesse.

Drusilla Foer, al secolo Gianluca Gori, classe 1967, non è un “travestito” e neanche una drag queen.
Si definisce “travesti” o “en travesti”, alla francese, ossia un personaggio che in un’opera teatrale o lirica viene interpretato da un attore o cantante di sesso opposto. In Italia questo genere è diffuso fin dall’800 sia nelle opere liriche che nel teatro che nel cinema.

Nobildonna, la definiscono in tanti.
E poi ancora icona di stile.
La stampa la adora.
È attrice, ballerina, attrice, cantante.
È ironica, brillante, anticonformista, ribelle e dannatamente irresistibile.
È eleganzissima, così come le suggerì una bambina sua fan, che le scrisse una lettera dicendo che da grande voleva essere proprio come lei: “elegan-zissima”.

Dietro quel personaggio c’è tanta arte e tanto talento, compreso quello della fotografia e della drammaturgia.

Insomma, alla eccentrica signora borghese di 54 anni, non manca proprio nulla e la sua presenza sul palco dell’Ariston non sarà solo rivoluzionaria, ma riempirà quel palco con il suo spirito libero e il suo pensare assolutamente fuori da ogni stereotipo.

Un successo cresciuto in maniera esponenziale dal teatro a fenomeno del web, poi è arrivato il cinema e la televisione; eppure nessuno si interessa più di tanto alla sua vera vita. Interessa più la sua vita da vedova che è stata sposata con un texano, che poi l’avrebbe tradita.
È questa la magia di Drusilla Foer.

Sul palco dell’Ariston non indosserà nessun abito griffato. A realizzare i suoi due abiti per la terza serata della kermesse, sarebbe stata la sua sarta fiorentina di sempre, Rina Milano. Qualunque abito si abbinerà alla perfezione con il suo biondo platino, portato con estrema disinvoltura. E ovviamente, nessuna parrucca.

Aspettiamo Drusilla Foer, per godere a pieno di quel suo essere una “irresistibile soubrette”.