Home / Post taggati"“Buona Scuola”"

Cosa significa che le competenze non cognitive diventano didattica?
Significa che – finalmente – nelle scuole si insegnerà come gestire stress, empatia, pensiero critico e creativo

In maniera unanime, con 340 voti a favore, nessun contrario e 5 astenuti, la Camera ha risposto “Sì” alla proposta di legge che abilita all’utilizzo e alla valorizzazione delle competenze non cognitive in ambito scolastico. Il testo ora passerà all’esame del Senato.

La pregevole proposta – presentata dall’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà – prevede una sperimentazione che sia inclusiva e che valorizzi delle competenze extradisciplinari, con l’obiettivo di incrementare le “life skills”, ovvero abilità che portano a comportamenti positivi e che rendano l’individuo capace di adattarsi, di far fronte in maniera efficace alle sfide della vita di tutti i giorni.

Si andranno dunque a stimolare abilità non direttamente legate al processamento delle informazioni, ma alle caratteristiche individuali legate agli ambiti emotivi, psicosociali e a caratteristiche di personalità.

In pratica ai giovani verrà insegnato come “saper vivere” stimolando la capacità di gestire le emozioni, come gestire lo stress, l’empatia, allenando il pensiero creativo e quello critico, cosa assolutamente indispensabile in una società soggetta costantemente agli attacchi di fake news e al peso dell’omologazione. E poi ancora la capacità di prendere decisioni e risolvere problemi.

La proposta di legge introduce, quindi, l’avvio a partire dal 2023 ad una sperimentazione nazionale triennale per attività finalizzate allo sviluppo delle competenze non cognitive nei percorsi delle scuole di ogni ordine e grado.

Sarà un metodo che recupererà anche i soggetti più difficili e che potrebbe ridurre anche il fenomeno dell’abbandono scolastico.

Importantissima sarà ovviamente la formazione dei docenti, prevista affinché questa proposta possa diventare attuabile a tutti gli effetti.

Saranno o prudenzialmente sarebbero circa 1.500 le assunzioni nella scuola in Sicilia a seguito della riforma cosiddetta della “Buona Scuola”, del governo Renzi. Secondo una tabella provvisoria della ripartizione delle assunzioni in tutte le regioni, in Sicilia saranno assunti 1.557 insegnanti. In particolare si tratterebbe di 1.074 occasioni di lavoro a tempo indeterminato a insegnanti su posto comune, e per il sostegno vi saranno 483 assunzioni.

La docente Anna Russello, a nome dei docenti della scuola pubblica, annuncia che oggi, mercoledì 6 maggio, a Porto Empedocle, all’ Istituto comprensivo Luigi Pirandello, la prima giornata di svolgimento delle prove Invalsi è stata boicottata dai genitori che per protesta non hanno accompagnato i figli a scuola. Anche i genitori delle classi non interessate alle rilevazioni Invalsi, compresa la scuola dell’infanzia, hanno aderito alla contestazione per manifestare la loro contrarietà al Disegno di legge cosiddetto “La Buona Scuola” di Renzi e la loro solidarietà ai docenti.