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Era in isolamento ma ha espresso la sua scelta con il (cd) voto a domicilio. Questa scelta ha portato alla  sospensione delle attività di spoglio delle schede elettorali per almeno due ore, affinchè la carica batterica presente su quel foglio, ed eventualmente trasmessosi ad altri, si esaurisca .

Il tutto è accaduto  alla sezione 6 del comune di Porto Empedocle.

 

 

La notizia che si aspettava è giunta: a causa dell’emergenza da coronavirus che sta toccando anche la Sicilia, sono state rinviate al 14 giugno le elezioni amministrative, per il rinnovo dei consigli comunali, che erano in programma per il prossimo 24 maggio e l’eventuale ballottaggio avverrà il 28 giugno. L’eventuale ballottaggio avverrà il 28 giugno. A prendere la decisione è stato il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, in accordo con l’assessore alle Autonimie locali Bernardette Grasso. Il provvedimento sarà ufficializzato nella prossima seduta della giunta regionale, prevista in settimana, alla presenza del presidente Musimeci che domani si sottoporrà al secondo tampone, dopo l’autoisolamento che è imposto per aver avuto contatti diretti con il segretario del PD, Nicola Zingaretti. 

 

Il Partito Democratico, forse, rinuncerà al simbolo del partito, e si affiancherà a Leoluca Orlando nella corsa alla riconferma a sindaco di Palermo. Davide Faraone, sottosegretario alla Pubblica istruzione con Renzi e adesso alla Sanità con Gentiloni, lavora in terra di Sicilia in prossimità delle Amministrative. La sua è stata battezzata come una “Leopolda” permanente, dal nome della stazione fiorentina dove si celebra annualmente il congresso renziano. E a Palermo Faraone ha appena inaugurato la sua sede, intitolata “Cambiamenti”. E, in occasione dell’ evento, ha spiegato : “Non mi interessano i simboli. I simboli non saranno un elemento che rappresenteranno rottura e divisione rispetto a un percorso di alleanza unitaria all’interno del centrosinistra”. E si tratta di parole difficilmente equivocabili, che svelano il progetto “faraonico” di uno schieramento largo, in cui il baricentro è Orlando, e intorno vi sono, oltre al Pd, anche Nuovo centrodestra e Udc. Il tutto scremato dai simboli di partito. Ed una sola riserva : se le Amministrative in primavera coincideranno con il voto anticipato per le Politiche, il simbolo del Partito Democratico sarà irrinunciabile. Diversamente da tale tracciato, quindi la coalizione compatta con Orlando candidato, si scatenerebbe il caos. Ciò Faraone lo ha compreso e lo ribadisce : “Se dovessi affidarmi alle dichiarazioni dei leader politici, rischieremmo di presentarci con 3 candidati del centrosinistra e uno solo del Movimento 5 Stelle e uno del centrodestra. Non possiamo permetterlo, non possiamo ripetere gli errori di Torino e Roma. A Palermo dobbiamo vincere, e deve essere una vittoria apripista per le elezioni regionali e nazionali. Per fare questo devono essere messi in campo i necessari compromessi” – conclude Faraone, sollevando la rabbia dell’ assessore regionale Antonello Cracolici, che non è d’accordo, e spiega perché : “Faraone voleva la rottamazione nel Pd, ora sta direttamente rottamando il Pd. Pensare sostanzialmente di sciogliere il partito, nella quinta città d’Italia, lo ritengo un gravissimo atto di miopia. Il rischio è quello di lasciare un deserto politico in questa città”. E Carmelo Greco e Antonio Ferrante, componenti della segreteria regionale, Silvia Licata, segretaria Pd di Agrigento, e Maria Concetta Serse, componente della direzione regionale, rilanciano quanto affermato da Cracolici e ribattono : “Il Pd a Palermo, come nelle grandi città chiamate al voto nella prossima primavera, dovrà presentarsi con il proprio simbolo, ed è un fatto grave che a propendere per soluzioni diverse siano illustri dirigenti nazionali nonché membri del governo”. E il segretario del Pd a Palermo, Carmelo Miceli, fedelissimo di Faraone, ripete : “La politica spesso è fatta di contraddizioni, ma immaginare di chiudere un accordo di centrosinistra nella quinta città d’Italia, capoluogo di Sicilia, senza simbolo, mi pare troppo”.
fonte teleacras

A Vittoria, in provincia di Ragusa, 9 persone sono indagate per voto di scambio con la mafia nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania sulle elezioni comunali. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni e acquisito atti negli uffici del Comune e anche nelle segreterie dei due candidati al ballottaggio per il ruolo di sindaco, Giovanni Moscato (ex Fratelli di Italia ) e Francesco Aiello (Sicilia democratica). L’inchiesta interessa l’attuale competizione elettorale e altre comunali a Vittoria.

In occasione delle prossime amministrative in primavera, il vice capogruppo del Partito Democratico all’ Assemblea regionale, Giovanni Panepinto, invita il proprio partito a ricorrere alle primarie. Panepinto afferma : “La tornata elettorale per il rinnovo amministrativo dei Comuni di Canicattì, Favara, Porto Empedocle e Montevago rappresenta un evento politico e democratico di grande importanza. Non è più tempo di lunghe ed estenuanti mediazioni tra gruppi dirigenti per scegliere i candidati a sindaco. Il Partito Democratico dispone di un strumento già collaudato che è quello delle primarie. Proporrò in proposito, nella direzione provinciale di fine mese, un documento, intitolato “Manifesto per i territori agrigentini”, per una nuova stagione di governo delle città che vanno al voto”.