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Il Commissario all’Asp di Agrigento Mario Zappia ha conferito alla dottoressa Maria Rita Falco Abramo l’incarico di primario e Direttore del  reparto di Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

La neo primaria è stata incaricata grazie al suo curriculum ed al punteggio del colloquio rispetto ad un altro medico.

Dunque l’ospedale di Agrigento si arricchisce ancora di più di una figura importante in un reparto la cui assenza di un primario si era fatta sentire abbastanza.

La dottoressa Abramo è una stimata ginecologa originaria di Racalmuto dove ha anche uno studio privato ma vive ad Agrigento con il marito e tre figli. Giova ricordare che il marito, Gerlando Fiorica, è il primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Agrigento.

L’incarico appena ricevuto ha durata quinquennale.

 

 

 

 

Rai1 ha deliziato oltre 5 milioni di italiani con le riprese del film Makàri realizzato grazie alla intuizione di un nostro conterraneo d’eccellenza, il giornalista di Mediaset Tano Savatteri che questo giornale, sin da ora, ringrazia per quanto ha fatto a favore della nostra terra.

Detto ciò, non si può non sottolineare come la fiction televisiva abbia espresso una promozione pubblicitaria assolutamente di rilievo e, quindi, positiva di tutto il nostro territorio. Scene mozzafiato, luoghi incantevoli, paesaggi meravigliosi.

Eppure, non pochi frustrati di facebook, hanno persino precisato che “quelle immagini sono passate inosservate, perché già le conosciamo… e quindi questa fiction a cosa è servita?” Incredibile, ma vero!

Come si fa a spiegare a questa povera gente che quelle immagini hanno tantissimo colpito i telespettatori che vanno da Canicattì verso il nord, fino a raggiungere i confini italiani con l’Austria, la Svizzera, la Francia e la Slovenia.

Non a caso, ma tu guarda che coincidenza, già da stamattina sono stati presi d’assalto alberghi e bed agrigentini per prenotazioni che riguardano il periodo che va da Pasqua fino a ferragosto.

Una promozione davvero straordinaria che ha messo in scena i posti più belli della nostra terra; la Valle, i Templi, Scala dei Turchi, il nostro Comune, persino il bar Saito, il museo, i Telamoni, Favara, la Farm Cultural Park. Insomma, non c’è stato un posto importante del nostro territorio che non sia stato impresso in tutte le immagini del film.

Ed ancora: la suite imperiale dell’hotel Villa Athena con quel Concordia che la fa da padrone ad ogni frame riprodotto.

Addirittura qualche “critico” si è anche posto il problema di quanti soldi abbia pagato l’hotel agrigentino per far si che quelle immagini si realizzassero all’interno della propria struttura.

Miserie umane, miserie agrigentine, miserie che da sempre hanno distrutto una città che meriterebbe ben altri cittadini.

Sempre “cu purmuni mmucca”, pronta a contestare anche immagini e momenti che promozionano i nostri paradisi, questa gente è capace di rivoltarsi contro le straordinarie riprese di quella fiction sol perché non è stata chiamata a fare da comparsa. Si, si, proprio così. Da noi, o si batte o si muore. E se si muore, “mori Sansuni cu tutti i filistei!”

Del resto, nulla ci meraviglia più. “Agrigento da sempre” recita una canzone del bravissimo Giovanni Moscato, all’interno della quale vengono esaltati i luoghi più belli della nostra città, momenti, storie e vicissitudini.

Ma Agrigento da sempre, purtroppo, è anche il grave epitaffio che la nostra città si porta da secoli. Sono sempre esistiti e, purtroppo, esisteranno ancora gli insoddisfatti della propria vita che rigurgitano i propri problemi sui maledetti social, le proprie frustrazioni, i propri fallimenti, le proprie invidie. Non sanno fare altro che contestare, contestare, contestare.

Agrigento da sempre è anche questa: con le sue bellezze, con le sue meraviglie, con gli scenari mozzafiato che il mondo ci invidia, con i suoi frustrati.

Nessuno, però, ci invidia quei testa di cazzo che, a seconda di dove va il vento, aprono la vela e si fanno sospingere. “Fin che la barca va, lasciala andare”. E se non gira per il tuo verso Agrigento farà sempre più schifo, sarà brutta, orribile, insignificante, da contestare, da offendere.

Grazie Tano, grazie davvero. Agrigento, grazie anche a te, ha avuto i riflettori puntati per come merita; anzi, quei riflettori che da troppo tempo, o forse mai, sono stati accuratamente accesi.

Per i coglioni della tastiera non sarà mai troppo tardi redimersi e pensare finalmente positivo.

Ma tutto ciò a seconda da dove tira il vento…

Sono 30 i nuovi casi di positività al Covid-19 secondo l’odierno bollettino dell’Asp di Agrigento, 17 in più rispetto a ieri.  202 i soggetti guariti e due decessi registrati, Santa Margherita del Belice e Palma di Montechiaro. I decessi totali per la provincia agrigentina sono  332 dall’inizio dell’emergenza sanitaria. I tamponi processati, ieri, sono stati 255 per un totale di 129.621.

Sono 39 le persone  ricoverate in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 21 si trovano al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 12 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. In 6 sono invece ricoverati in ospedali fuori provincia. Due pazienti si trovano ricoverati presso le strutture lowcare: uno presso ex ipab di Canicattì e uno fuori provincia. Non ci sono pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Questi i dati nei Comuni agrigentini: Agrigento 122 (9 migranti), Alessandria della Rocca 0; Aragona 5; Bivona 1; Burgio 0; Calamonaci 0; Caltabellotta 3; Camastra 1; Cammarata 4; Campobello di Licata 18; Canicattì 118; Casteltermini 13 (13 migranti); Castrofilippo 4; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 2; Comitini 0; Favara 84; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 187; Lucca Sicula 0; Menfi 25; Montallegro 3; Montevago 2; Naro 9; Palma di Montechiaro 70; Porto Empedocle 55; Racalmuto 14; Raffadali 28; Ravanusa 20; Realmonte 12; Ribera 20; Sambuca di Sicilia 1; San Biagio Platani 5; San Giovanni Gemini 7; Sant’Angelo Muxaro 1; Santa Elisabetta 8; Santa Margherita di Belìce 2; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 31; Siculiana 34 (24 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 33.

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, 125 migranti sono stati individuati nei pressi dell’isola dei Conigli, bloccati sulla scogliera impervia a causa delle avverse condizioni meteo. I migranti, prima di raggiungere la costa, si trovavano su due diverse unità, tra cui un barcone rivenuto semiaffondato.

Sul posto sono giunte le motovedette CP 324 e CP 319 della Guardia Costiera di Lampedusa che hanno tratto in salvo tutti i migranti, tra cui 49 donne e 20 minori in evidente stato di shock.

Il soccorso è stato particolarmente complesso a causa del mare mosso e dalla presenza di scogliere affioranti.

Il salvataggio è avvenuto con l’impiego dei Soccorritori marittimi (Rescue swimmer) che hanno raggiunto via mare la costa e hanno proceduto al recupero di tutti i migranti, che sono stati portati in sicurezza nel porto di Lampedusa, in buone condizioni generali di salute.

 

Secondo i dati trasmessi  dall’ASP di Agrigento, nella giornata del 08 settembre, si sono registrati 80 i nuovi casi  e  non ci sono vittime.  Per quanto riportato sul report giornaliero i tamponi eseguiti sono stati 370, i decessi totali rimangono fermi a  327 per la provincia agrigentina, in  aumentano  i ricoveri in ospedale (+3)  e i guariti sono 170.

Negli ospedali agrigentini risultano 39 le persone ricoverate: 23 all’ospedale di Agrigento mentre 16 in quello di Ribera. Altri 8, agrigentini, si trovano ricoverati fuori provincia.  Sono 4 i pazienti che si trovano ricoverati presso le strutture lowcare, 1 in terapia intensiva all’ospedale di Ribera e 2 a Sciacca e 1 presso ex ipab di Canicattì.

La situazione dei comuni della provincia: Agrigento 153 (8 migranti), Alessandria della Rocca 1; Aragona 8; Bivona 3; Burgio 0; Calamonaci 2; Caltabellotta 3; Camastra 1; Cammarata 4; Campobello di Licata 19; Canicattì 162; Casteltermini 22 (20 migranti); Castrofilippo 10; Cattolica Eraclea 2; Cianciana 3; Comitini 0; Favara 142; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 223; Lucca Sicula 0; Menfi 39; Montallegro 5; Montevago 2; Naro 14; Palma di Montechiaro 61; Porto Empedocle 64; Racalmuto 15; Raffadali 23; Ravanusa 29; Realmonte 28; Ribera 54; Sambuca di Sicilia 2; San Biagio Platani 6; San Giovanni Gemini 10; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 9; Santa Margherita di Belìce 7; Santo Stefano Quisquina 3; Sciacca 42; Siculiana 56 (39 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 0.

Sulle navi quarantena al largo delle coste agrigentine ci sono 110 positivi al covid19.

Ottime notizie per Agrigento, ammontano nel complesso a sei milioni di euro gli interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria della viabilità secondaria di otto province siciliane deliberati dal governo Musumeci in vista dell’edizione 2021 del Giro di Sicilia. La manifestazione ciclosportiva, ripristinata nel 2019 grazie all’intesa tra Regione Siciliana e Rcs Sport, si svolgerà dal 28 settembre al primo ottobre.
«Siamo al lavoro – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone – per definire gli ultimi progetti e avviare i cantieri in meno di una ventina di giorni. Il prestigioso appuntamento del Giro di Sicilia, rilanciato con l’impegno del collega assessore allo Sport e Turismo Manlio Messina, diventa anche quest’anno opportunità per estendere ulteriormente il risanamento della viabilità interna. Da Taormina a Gela, da Selinunte a Cefalù passando per la valle del Belice e Palermo, sui percorsi delle tre tappe – sottolinea Falcone – attueremo in tempi record i lavori di messa in sicurezza, ammodernamento e ripavimentazione che andranno a beneficio di utenti e territori».
Di seguito, il dettaglio delle somme per gli interventi di manutenzione viaria destinate a ciascuna provincia per ogni tappa del Giro di Sicilia:
I tappa
Agrigento: 320 mila euro
Caltanissetta: 350 mila euro
Catania: 970 mila euro
Messina: 270 mila euro
Ragusa: 545 mila euro
Siracusa: 545 mila euro
II tappa
Trapani: 785 mila euro per la manutenzione della tratta da Selinunte a Poggioreale, sino all’innesto con la Sp 624
Palermo: un milione 330 mila euro per la tratta da Poggioreale sino a Mondello
III tappa
Palermo-Messina: 885 mila euro per la manutenzione della tratta da Termini Imerese fino a Caronia

Secondo i dati trasmessi  dall’ASP di Agrigento, nella giornata del 07 settembre, si sono registrati 58 i nuovi casi e  due  vittime ( + 1 Castrofilippo e  +1  San Biagio Platani).  Per quanto riportato sul report giornaliero i tamponi eseguiti sono stati 434, i decessi totali aumentano a  327 per la provincia agrigentina, in  aumentano  i ricoveri in ospedale (+7)  e i guariti sono 230.

Negli ospedali agrigentini risultano 43 le persone ricoverate: 27 all’ospedale di Agrigento mentre 16 in quello di Ribera. Altri 8, agrigentini, si trovano ricoverati fuori provincia.  Sono 3 i pazienti che si trovano ricoverati presso le strutture lowcare, 1 in terapia intensiva all’ospedale di Ribera e 2 a Sciacca e 1 presso ex ipab di Canicattì.

La situazione dei comuni della provincia: Agrigento 145 (8 migranti), Alessandria della Rocca 1; Aragona 11; Bivona 3; Burgio 0; Calamonaci 2; Caltabellotta 3; Camastra 1; Cammarata 4; Campobello di Licata 23; Canicattì 171; Casteltermini 22 (20 migranti); Castrofilippo 9; Cattolica Eraclea 2; Cianciana 3; Comitini 0; Favara 165; Grotte 2; Joppolo Giancaxio 1; Licata 227; Lucca Sicula 0; Menfi 41; Montallegro 5; Montevago 2; Naro 14; Palma di Montechiaro 67; Porto Empedocle 53; Racalmuto 16; Raffadali 17; Ravanusa 31; Realmonte 28; Ribera 54; Sambuca di Sicilia 3; San Biagio Platani 5; San Giovanni Gemini 12; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 10; Santa Margherita di Belìce 7; Santo Stefano Quisquina 3; Sciacca 43; Siculiana 50 (44 migranti a Villa Sikania).

Sulle navi quarantena al largo delle coste agrigentine la situazione non è delle migliori: 109 positivi al covid19.

Il maltempo che ha interessato negli ultimi giorni parte della nostra provincia ha nuovamente reso difficile la situazione su alcune strade provinciali, sulle quali sono intervenuti con tempestività i cantonieri del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e le imprese aggiudicatarie dei lavori di manutenzione ordinaria. Grosse quantità di fango e detriti si sono riversati in diversi punti delle carreggiate, in particolare sulla SP n. 17  tra Aragona e Santa Elisabetta, sulla SP n. 15A, sulla SP 8 e sulla SP 60. Considerato che puntualmente alle prime piogge le strade sono rese poco praticabili dai detriti provenienti da terreni privati adiacenti le carreggiate, il Libero Consorzio sta attivando la procedura per rivalersi sui proprietari degli stessi terreni per la mancata manutenzione delle ripe (le parti di terreno sovrastanti i tracciati) che, come previsto dal codice della strada, è a carico degli stessi proprietari.
Il personale del Settore Infrastrutture Stradali sta procedendo al monitoraggio delle situazioni più difficili per ripristinare il regolare transito, apponendo in vari punti delle strade la segnaletica di pericolo  e verificando il passaggio nei punti più critici.
“Invitiamo tutti gli automobilisti ad osservare la massima attenzione su tutta la rete viaria provinciale” dice il Commissario Straordinario dr. Vincenzo Raffo “sia per il pericolo rappresentato dal fango e dai detriti, sia per la presenza dei mezzi di servizio al lavoro per l’eliminazione delle varie criticità. Prudenza anche sulle strade nelle quali sono attualmente in corso diversi lavori di manutenzione straordinaria”.

 

Lo possiamo dire con certezza, quella di oggi è stato solo l’inizio dei tanti disagi che gli agrigentini saranno costretti a subire nei prossimi mesi.

E’ bastato qualche minuto di pioggia per mettere in ginocchio una città, non solo la rete viaria ma anche quella fognaria è andata in tilt.

Tante le segnalazioni ricevute e le rimostranze non sono mancate.

La violenza dell’acqua ha trasportato detriti lungo le strade, le caditoie otturate hanno creato dei veri e propri laghi artificiali e la rete fognaria non ha retto la quantità di acqua caduta.

L’allarme piu’ importanti è stato lanciato da Mareamico: ” E’ bastato solo qualche minuto di pioggia per far scoppiare le fogne a San Leone, ed un quantitativo enorme di acque nere sono finite in mare! In tutte le città del mondo le condotte fognarie sono sigillate, per evitare che quando piove le acque meteoriche vi finiscano dentro. Invece ad Agrigento, per colpa di un numero imprecisato di by-pass, queste acque si riversano dentro le fognature facendole scoppiare! Facciamo un appello alla popolazione: nei prossimi giorni evitate di andare al mare!