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I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Ignazio Lo Cascio, 49 anni, palermitano. Lui, alla guida di una Fiat Panda lungo la strada statale 115 da Menfi verso Sciacca, prima ha rallentato ad un posto di blocco stradale dei Carabinieri che gli hanno intimato l’alt, e poi, invece, ha accelerato repentinamente fuggendo a velocità. E’ stato inseguito. Lui si è reso protagonista di pericolose inversioni di marcia. Poi è stato acciuffato. Nel cofano posteriore, all’interno di un faro portatile, sono stati scoperti 12 panetti di hashish da 100 grammi ciascuno. Ignazio Lo Cascio, con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione a fine di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a pubblico ufficiale. Il Tribunale di Sciacca ha convalidato l’arresto ai domiciliari.

Lungo l’autostrada Palermo – Mazara del Vallo, nei pressi dello svincolo per Cinisi, un incidente stradale ha provocato la morte di un operaio di 52 anni originario della Romania e residente in Italia da 10 anni, Petre Dan Negoita, Lui è stato a bordo di un’automobile, una Fiat 600, con altri tre colleghi operai al rientro a casa dopo una giornata di lavoro. Il mezzo, per cause in corso di accertamento, si è ribaltato. Petre Dan Negoita è morto. Gli altri tre hanno subito ferite e sono stati trasportati in ospedale. Uno dei tre ha riferito che l’automobile è stata urtata da un camioncino che poi ha proseguito la sua corsa.

Si chiama Salvatore Caruana, 71 anni di Porto Empedocle. Di lui non si avevano più notizie da stamattina quando era scomparso.  In serata il suo corpo è stato avvistato all’interno del porto empedoclino. Un cadavere in acqua era stato visto dentro il porto. A riconoscere il cadavere è stato il fratello del Caruana. Non si comprende bene quali sarebbero state le cause del decesso. Sembrerebbe che non si tratti di un suicidio, forse si sarà trattato di un incdente finito nel peggiore dei modi.

Carabinieri e Capitaneria di Porto immediatamente hanno avviato le indagini. Recuperato il corpo la Procura di Agrigento ha aperto una inchiesta per cercare di capire cosa sia successo.

 

Speciali picnic in giardini monumentali e parchi storici accompagnati da cestini con prodotti locali primaverili, giochi campestri e “caccia alle uova”, visite, passeggiate ed escursioni guidate: sono queste le proposte del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano per Pasqua e Pasquetta 2022 in alcuni suoi Beni, da nord a sud della Penisola. Un’occasione per trascorrere le giornate di festa all’aria aperta, a contatto con la natura e con l’arte, alla scoperta di luoghi unici che rendono indimenticabili i momenti di svago.

Un altro ottimo spunto per la gita fuoriporta sarà il Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi (AG), nel quale i visitatori vedranno l’antico agrumeto in piena fioritura e parteciperanno alle escursioni guidate da esperti speleologi nell’ipogeo Kolymbethra – Porta quinta e alle visite che dall’interno del Giardino conducono fino al celebre ulivo secolare dipinto dai viaggiatori del Grand Tour. Sarà possibile prenotare un cestino da picnic oppure un tavolo nell’area attrezzata tra gli aranci.

Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2022” è reso possibile grazie al fondamentale sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI; al significativo contributo di Nespresso, azienda che dal 2020 sostiene la Fondazione, di Pirelli che conferma per il decimo anno consecutivo la sua storica vicinanza al FAI, e di Delicius che riconferma per il secondo anno il suo sostegno al progetto.

Ingresso (dalle ore 10:30 alle ore 12:30 dall’accesso di Porta V – Valle dei Templi): intero € 7; ridotto residenti € 5; iscritti FAI gratuito; ridotto 6-17 anni €2. Supplemento visita guidata € 5. Supplemento escursione ipogeo € 8; prenotazione tavolo per picnic € 2 a persona.

Arrivo in fasce orarie diverse da quella 10:30 – 12:30 soggetta al pagamento del biglietto di ingresso alla Valle dei Templi.

Su prenotazione: cestino picnic € 15 / pax

“Sono passati due anni dalla prima volta che la Cisl Funzione pubblica del territorio di Agrigento nonostante le numerose denunce e interlocuzioni con la Direzione strategica aziendale riguardo le condizioni di lavoro di alcuni tecnici in servizio al laboratorio Biomedico dell’Uoc di Patologia Clinica dell’ospedale di Sciacca, ad oggi costretti a sopperire la mancata collocazione di personale sull’ospedale di Ribera, ma ancora nulla è cambiato”.

A denunciarlo, in una nota, è il segretario aziendale della Cisl Fp Alessandro Farruggia.

“Si tratta di una storia infinita – continua – e a rendere ancora  più grave e inspiegabile il tutto è il mancato rispetto dell’accordo a firma della Direzione sanitaria aziendale e i soggetti coinvolti in cui si stabiliva il graduale ricollocamento del personale mancante presso il presidio di Ribera e il pagamento delle spese per il personale interessato per tutto il periodo. Per questo, a distanza di 5 mesi, siamo qua a rappresentare l’ennesima e inspiegabile insubordinazione da parte di un primario, in quanto nulla di quanto concordato è stato rispettato. Per le stesse ragioni, precisiamo, sono state poste delle diffide legali riparatorie che però non hanno prodotto nessuna risposta”.

Farruggia, nella propria nota si chiede “come sia possibile che un dipendente di un’azienda pubblica possa godere di cosi tanta ‘protezione’. Se così non fosse, qualcuno ci dovrebbe spiegare perché nulla è stato fatto nei suoi confronti”.

Ad oggi, va precisato, solo una parte dei tecnici di ruolo con contratto all’ospedale di Sciacca è oggetto di questa condizione che, continua Farruggia, “pregiudica gravemente il riposo psicofisico per i continui spostamenti ordinari e per le reperibilità, oltre che a gravare sulle proprie tasche per le spese  connesse ai continui spostamenti”. Ad essere adoperati con le stesse mansioni sono anche i tecnici di laboratorio dell’unità di Anatomia patologia, che dopo una settimana d’impiego ordinario presso il proprio settore, vengono  anch’essi impiegati per reperibilità nei giorni festivi.

“A questo punto, visti i continui ritardi nella risoluzione di una problematica che riteniamo gravissima – continua Farruggia – considerando i continui spostamenti da una sede ad un’altra e  quello che potrebbe derivarne, peraltro senza una disposizione di servizio e nonostante nell’atto aziendale e dotazione organica siano previste tre unità fisse, vogliamo attirare l’attenzione di chi possa farsi garante rispetto ad una situazione che ripetiamo essere surreale e fuori dalle  ordinarie normative sulla sicurezza  e la tutela dei dipendenti”.

Come annunciato nei giorni scorsi, questa mattina abbiamo convocato una seduta della IV Commissione Ambiente per l’approfondimento di una questione che preoccupa tre diverse comunità: Naro, Castrofilippo e Canicattì.
Si tratta del progetto per la discarica di rifiuti speciali a Contrada Grotticelle in un’area di una ex cava ricadente nei tre Comuni.
Da quanto emerso, la discarica sorgerebbe a pochi chilometri dal centro urbano di Castrofilippo e toccherebbe aree agricole di colture pregiate e aree residenziali nei territori di Canicattì e Naro.
In merito alle procedure autorizzatorie, proprio il Sindaco di quest’ultimo Comune ci fa sapere di aver autorizzato esclusivamente le attività della cava, a cui sarebbe poi seguito il recupero ambientale dell’area.
D’altra parte, il Piano regionale dei Rifiuti che abbiamo approvato pone dei vincoli e criteri precisi per la realizzazione di impianti che non paiono rispettati in questo caso.
Condivido le preoccupazioni degli Amministratori locali, siamo in una fase embrionale e continueremo a seguire la vicenda. Ma voglio tranquillizzare gli abitanti della zona: una discarica di rifiuti solidi urbani non può essere contemplata in quest’area e mi farò portavoce di questa convinzione in tutte le sedi istituzionali.

Anche in provincia di Agrigento Poste Italiane si conferma leader nei servizi dei pagamenti digitali, grazie alle 275mila carte PostePay.

Nell’ultimo anno sono salite a 2 miliardi le transazioni con le 29 milioni di carte di pagamento di Poste Italiane, con un incremento nel 2021 del 29% rispetto all’anno precedente. Hanno inoltre raggiunto quota 9 milioni i portafogli digitali e-wallet.

Numeri che testimoniano il ruolo di Poste Italiane quale motore di trasformazione digitale del Paese per una società sempre più cashless.

L’ultima nata in casa Poste è Postepay Green, la carta biodegradabile che ha l’obiettivo di tagliare il traguardo di 20 milioni di emissioni entro il 2025, ideata per i giovanissimi da 10 a 17 anni ed eletta come “Prodotto dell’anno 2022”.

Le carte di pagamento sono disponibili in molte versioni, tra cui la Postepay Evolution dotata di IBAN e la Postepay Evolution Business. Questi prodotti aggiungono alle normali funzioni di una prepagata anche quelle principali di un conto corrente e consentono, per esempio, di inviare o ricevere bonifici, domiciliare le utenze e ricevere l’accredito dello stipendio o della pensione.

Poste italiane ha inoltre deciso di accompagnare i cittadini della provincia di Agrigento verso la trasformazione digitale offrendo una carta completamente digitale. La Postepay Digital, che può essere richiesta direttamente da smartphone e tablet, consente di usufruire di tutti i servizi disponibili nell’App: dalle ricariche, al pagamento dei bollettini e dei trasporti, alla possibilità trasferire piccole somme di denaro su altre carte Postepay grazie al servizio ‘p2p’. Per conoscere tutti i prodotti disponibili e le loro caratteristiche è possibile consultare il sito https://postepay.poste.it/.

Poste Italiane a maggio di quest’anno celebrerà i suoi 160 anni, un traguardo importante a dimostrazione di come l’Azienda abbia sempre saputo affrontare le sfide del presente e del futuro.

“Poste Italiane è una platform company“- come l’ha definita di recente l’Amministratore Delegato Matteo Del Fante con un business diversificato resiliente e sostenibile” che in provincia di Agrigento può contare su una rete di 73 Uffici Postali, 6 centri di distribuzione, 69 ATM Postamat.

Sono 5.692 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 35.727 tamponi processati in Sicilia. Il tasso di positività sale al 16% mentre ieri era al 13,8%. L’isola è oggi al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 148.307 con un aumento di 327 casi. I guariti sono 5.769 mentre le vittime sono 19 portano il totale dei decessi a 10.282. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 1.027, in terapia intensiva sono 60.

Questa la sitiazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.457 casi, Catania 1.064, Messina 1.078, Siracusa 538, Trapani 567, Ragusa 340, Caltanissetta 284, Agrigento 541, Enna 201.

La Ditta Oliveri Antonina & c. presentava all’Ufficio tecnico del Comune di Sciacca un progetto di ristrutturazione edilizia con parziale demolizione e ricostruzione di un fabbricato ubicato nei pressi della zona portuale; il suddetto progetto otteneva il rilascio della concessione edilizia nel 2009.

La ditta Oliveri conseguiva due proroghe del termine di validità della concessione edilizia; nelle more, la ditta Malofra con sede in Sciacca, in persona del legale rappresentante Sig. Marco Maglienti, acquistava la proprietà degli immobili oggetto della concessione edilizia già rilasciata e subentrava in tutti i rapporti facenti capo alla ditta Oliveri Antonina & c.

Nel 2017 i lavori venivano sospesi nelle more di un sopralluogo tecnico condizionando la ripresa allo svolgimento di dettagliate operazioni peritali al fine di verificare le refluenze della realizzazione di una paratia sulle proprietà private adiacenti l’intervento.

Permanendo la sospensione dei lavori nel mese di ottobre del 2017 la ditta Malofra richiedeva al Comune di Sciacca un differimento del termine di ultimazione dei lavori, che avrebbe dovuto corrispondere a tutta la durata della sospensione dei lavori.

Senonchè la citata richiesta di differimento del termine di ultimazione dei lavori veniva ritenuta non ammissibile dal Comune di Sciacca, con invito alla presentazione di un nuovo titolo abilitativo nel rispetto della normativa in vigore al momento della presentazione. Avverso tale provvedimento la ditta Malofra proponeva un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Antonino Turturici, lamentando la mancata considerazione del periodo di sospensione dei lavori disposta per iniziativa dell’Amministrazione, per la durata complessiva di ben 179 giorni.

In particolare gli avv.ti Rubino e Turturici deducevano come lo sforamento dei termini di validità del titolo edilizio fosse stata diretta conseguenza della sospensione dei citati lavori, sospensione questa disposta per iniziativa dell’Amministrazione comunale; ciò rappresentando un factum principis senz’altro idoneo ad impedire la maturazione del termine di validità della concessione, sospendendone il relativo decorso.

Ebbene ponendo fine al contenzioso il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, condividendo le tesi difensive degli avvocati Rubino e Turturici, ha accolto l’appello della società Malofra.

Pertanto, la sentenza resa dal CGA, conferma la regolarità edilizia dei lavori di ristrutturazione edilizia del fabbricato in questione.