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Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue  l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte , domenica 26 Aprile a Palma di Montechiaro in Piazza Bonfiglio dalle 8.00 alle 12.00 ed a Raffadali in Via Dei Fiumi dalle ore 8.00 alle 12.00.

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche  effettuate in occasione della donazione.

Si invita, come sempre, la S.V. a voler diffondere la notizia con il maggior risalto possibile considerato il continuo bisogno di sangue.

Di seguito le preoccupazioni espresse a tutela degli interessi collettivi diffusi degli amministratori locali della città di Agrigento, Margherita Bruccoleri, Maria Grazia Fantauzzo, Gabriella Battaglia, Piera Graceffa, Susy Di Matteo, Pietro Vitellaro, Gioacchino Alfano, Nello Hamel, Gerlando Riolo, Mauro Patti, Cuzzola, Alfonso Mirotta, Vincenzo Licata, Musca, Nino Amato e Gerlando Gibilaro

Riteniamo che, la fase 2 annunciata dal Governo Centrale sia la fase più critica e delicata da gestire rispetto allo stato stesso di lockdown a cui è sottoposto il popolo italiano.
Non solo condividiamo le preoccupazioni espresse dal sindaco della città di Agrigento Dott.Calogero Firetto, ma altresì riteniamo che gli amministratori locali di tutte le città siciliane non possono essere lasciati da soli con proprie risorse a gestire la fase delicata cosiddetta fase 2.
Vi è di più, sono note a tutti le criticità finanziarie che tanti Comuni Siciliani presentavano  nel periodo pre Covid, criticità finanziarie che, oggi, sono divenute ancora più allarmanti.
Sarebbe opportuno che il governo regionale e  centrale tracciasse in modo specifico e in anticipo non solo tutte le prescrizioni ma altresì tutte le misure di prevenzioni e soluzioni prima del 4 marzo, evitando di lasciare i primi cittadini e tutti gli amministratori locali allo sbando e privi di risorse adeguate per la gestione di una fase che ricordiamo essere più delicata e critica rispetto al lockdown stesso.

Ulteriori sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia che ha accolto, ritenendoli fondati, una serie di ricorsi proposti dagli Avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto, avverso la oramai nota sanzione amministrativa applicata dal Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana a numerosi proprietari di immobili realizzati senza il necessario titolo abilitativo ad Agrigento.

Sono tre le ultime sentenze della prima sezione del TAR Palermo che chiariscono ulteriormente la questione che vede interessati molti agrigentini destinatari di un provvedimento sanzionatorio di natura pecuniaria per danno paesaggistico, il cui pagamento è stato richiesto a seguito della presentazione dell’istanza di sanatoria edilizia, ai sensi della L. 47/85 e della L.R. 37/85, su gran parte di immobili realizzati abusivamente alla fine degli anni ‘70, inizi anni ‘80.

Accogliendo le tesi difensive degli Avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto il TAR Palermo, pronunciandosi con sentenze brevi, ha ribadito il principio che il vincolo paesaggistico che ricade su gran parte del territorio agrigentino è stato introdotto con la legge 431/1985 c.d. Legge “Galasso”, annullando così i provvedimenti amministrativi impugnati della Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento e del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Nei ricorsi presentati, in particolare, veniva chiesto l’annullamento del pagamento dell’indennità risarcitoria richiesta per il danno arrecato al paesaggio.

Con le ultime sentenze, i giudici amministrativi hanno così confermato l’illegittimità della sanzione impugnata, attesa la sopravvenienza del vincolo paesaggistico rispetto l’abuso edilizio oggetto di sanatoria.

I difensori hanno infatti sottolineato che “il vincolo paesaggistico della zona (zona B del Decreto Gui Mancini) in cui ricadono gli immobili, è stato apposto soltanto con la L. 08/08/1985 n. 43. Dunque, agli immobili realizzati prima del 1985, e cioè in data antecedente all’apposizione del vincolo paesaggistico, non può essere irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria di che trattasi”.

Pertanto, tutti fabbricati realizzati prima di tale data non possono essere assoggettati al pagamento di alcuna sanzione pecuniaria.

Le tesi difensive accolte dal TAR hanno permesso di annullare i provvedimenti impugnati.

“Le scarcerazioni, avvenute e paventate, suonano come una dichiarazione di fallimento dello Stato rispetto alle pretese dei mafiosi e non possono essere giustificate in alcun modo. Farli tornare a casa vuol dire assumere un atteggiamento irrispettoso versi i cittadini, il cui diritto alla sicurezza non può e non deve essere messo a repentaglio. Non può passare il principio di un governo che tiene i cittadini chiusi in casa e spalanca le porte delle carceri per fare uscire i mafiosi”.

A sottolinearlo sono Stefano Candiani, segretario regionale della Lega Sicilia, senatore leghista già sottosegretario al ministero dell’Interno con Matteo Salvini, insieme ai deputati nazionali siciliani della Lega Nino Minardo e Alessandro Pagano.

“I porti vengono tenuti aperti e i migranti entrano indisturbati in Sicilia – osservano i tre esponenti leghisti – e allo stesso tempo, c’è il rischio che siano aperte le porte delle carceri e che mafiosi con condanne anche a pene pesanti vengano liberati. Nessuna delle due cose è ammissibile e lecita, perché porta con sé effetti di una gravità inaudita per i siciliani. Si impedisca questa follia! Governo Conte, la Lega non vi darà tregua”.

“La situazione finanziaria dei comuni siciliani a seguito delle necessarie misure  messe in atto dal Governo nazionale e dal Governo regionale per contenere la diffusione del Covid-19 è gravissima, ma lo è ancor di più quella dei comuni  delle Isole minori a causa della penalizzante condizione di insularità”.  Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente dell’ANCI Sicilia intervenendo a sostegno dei sindaci di Favignana, Lampedusa, Malfa, Pantelleria, Santa Marina Salina e Ustica che hanno rivolto, in queste ore,  un appello al presidente Conte e al presidente Musumeci per sollecitare interventi  normativi e finanziari in favore delle Isole minori.

“Bisogna tenere presente – conclude Orlando- che il settore del turismo, su cui si basa prevalentemente l’economia di questi territori, è in forte crisi e serve, quindi, un cambio di passo da parte del Governo nazionale e della Regione per trovare soluzioni mirate anche su questo fronte, in previsione di una stagione turistica che assume sempre di più i contorni del disastro annunciato”.

Gentile On.le Savarino, ci saremmo aspettati da parte sua un contributo fattivo nel verso dello snellimento delle procedure amministrative da porre in essere finalizzato a dare al bisogno dei più fragili concreto ed immediato aiuto. Mentre ci ricorda i nostri ritardi a fronte del fatto che la Regione a suo dire ha fatto la sua parte, per il contrasto della povertà causato da Covid-19 mettendo a disposizione dei Comuni i fondi necessari. Evidentemente in questi giorni si è distratta e non trova di meglio che “bacchettare” chi  ventiquattrore al giorno ha dato tutto e forse un po’ di più per stare a fianco dei propri concittadini che con orgoglio e generosità ma anche nei rari momenti di sconforto si è  stretta attorno ad un unico obiettivo che è stato quello e lo sarà sempre di stare a fianco con chi ha più  bisogno. A tale riguardo una fitta rete di solidarietà è stata posta in essere, dalla Caritas parrocchiale ai volontari giubbe d’Italia, da imprenditori e comuni cittadini al Comune gemellato
Con il nostro La Louviere, abbiamo attinto al Banco alimentare e alle provvidenze messa a disposizione dalla protezione civile della provincia di Agrigento, abiamo distribuito i buoni spesa alimentari supportati quest’ultimi dal finanziamento di cui alla ordinanza n.658/2020 a firma del Capo della Protezione Civile Nazionale, per inciso e fuori di polemica “immediatamente accreditati nelle casse dell’Ente” non abbiamo dovuto fare, per intenderci, alcun atto di adesione. Per sua informazione abbiamo fatto per la Regione Sicilia anche questo e provveduto alla pubblicazione dell’avviso, della istanza e della comunicazione a mia firma sul profilo del committente per dare esecuzione a quanto previsto dal D.D.G. 304/2020 che mette gli enti locali difronte ad adempimenti Infiniti che non nascondiamo ci  preoccupano. Siamo certi, On.le Savarino, che  Ella si adopererà al meglio per aiutarci a snellire tutto quello che è possibile affinché la finalità che ci accomuna, portare sollievo alle vite dei più deboli, possa essere raggiunta nel più breve tempo possibile. Con immutata stima il Sindaco del Comune di Aragona Giuseppe Pendolino.

Progetto turistico culturale Estate 2020
-Fine luglio / agosto / settembre 2020-
  di  Mario Gaziano
Direttore Pirandello stable festival dal 2001
E’ indispensabile creare, oggi, le condizioni per ridare respiro e anima vitale  alla nostra dimensione turistico – culturale. Proprio nel periodo fine luglio-agosto- settembre 2020.
Fare ristagnare il respiro culturale e turistico di una città con uno dei più grandi patrimoni archeologici del mondo con tutto il suo richiamo turistico/culturale è sicuramente irrazionale.
Di una città che ha dato i natali a Luigi Pirandello, il più grande drammaturgo  contemporaneo, con il trascurare l’area complessiva e vastissima del Caos, dove  “vive” la sua casa natale  museo .
E’ altrettanto irrazionale.
Archeologia e Pirandello: i riferimenti mondiali della nostra città.
E’ dunque  indispensabile un progetto e una programmazione.
Negli spazi larghi, vasti e all’aperto è sicuramente possibile rilanciare alcune iniziative che diano un forte segnale di continuità.
Un forte segnale di continuità del turismo culturale.
Progetto;
Al Caos esiste il vastissimo spiazzale che fa da area esterna alla casa natale museo di Pirandello.
Esiste una struttura predisposta alle attività di turismo culturale di primissimo livello: il Parco Letterario Pirandello dell’ing. prof. Dino  Barone.
In quello struttura è collocata all’esterno una pedana/palco di m.8  x m.6.
E lì si può collocare agevolmente – sempre al’esterno- una platea transennata di 99 posti distanziati di m.1e50, e realizzare azioni sceniche ridotte secondo il successivo schema:
  • Spettacoli con n. 3 repliche- all’aperto- al Caso- per un numero massimo di 99 spettatori per replica con rispetto:
  • Distanza sociale m.1e50
  • Misurazione temperatura max 37° a spettatori ad ingresso in platea e a spettatori fuori platea.
  • Obbligo di stessa distanza a spettatori fuori platea
  • Mascherine di tutti gli spettatori in platea, e fuori platea,e di addetti
  • Distanza sociale artisti in scena max 6
  • Controlli distanze dentro e fuori platea in rispetto delle norme ufficiali.
  • Sanificazione a cura della organizzazione esecutiva di tutto l’ambiente  generale prima e dopo ogni replica (compresi spazi interni di servizi).
  • Sanificazione vastissima area parcheggio.
  • Organizzazione servizio sanificazione e controlli distanze dentro e fuori platea.
E’ un progetto plausibile che fa comunque riferimento alle disposizioni delle iniziative sportive collettive.
Ed è un modo altrettanto plausibile per mantenere vivo il valore del turismo culturale della nostra città.
  • Per Agrigento.

Sulla cassa integrazione la Regione annaspa tra ritardi colossali e palesi violazioni della privacy dei lavoratori, tanto che per i deputati regionali Antonio De Luca e Giovanni Di Caro, del Movimento 5 Stelle, l’operato del governo Musumeci “si sta rivelando un vero e proprio disastro, e per vari motivi”.

“Nessuna domanda, fino a ieri sera, era ancora giunta all’Inps dalla Sicilia – riferisce De Luca – mentre chiunque può vedere sul sito dell’ente come le altre Regioni abbiano già inviato numerose pratiche e i lavoratori abbiano ottenuto i primi pagamenti. Sono 4.956 dalla Campania, 4.883 dal Lazio, 4520 dalle Marche, tanto per fare degli esempi. Segno che altrove si sono saputi muovere molto prima di noi, senza perdere tempo, mentre in Sicilia il presidente Musumeci e l’assessore Scavone stanno facendo attendere ancora i lavoratori e le loro famiglie. Per le prime 1.400 pratiche che secondo l’assessore Scavone dovevano pervenire all’Inps in questi giorni, la strada sembrerebbe tutta in salita”.

“Agli ingiustificabili ritardi – dichiara Di Caro – si aggiunge una totale violazione della privacy dei lavoratori. Sul sito web del Dipartimento regionale del lavoro tutti i decreti già emessi sono visionabili con tanto di dati delle aziende e dei beneficiari. Non era il caso di coprire almeno i dati dei lavoratori? Ammesso che si voglia dare la possibilità, in questo modo, agli imprenditori e ai lavoratori di verificare lo stato di avanzamento delle singole richieste, c’è da dire che purtroppo i numeri delle pratiche non corrispondono a quelli rilasciati dal protocollo. Diventa quindi veramente difficile individuare i decreti lavorati e le ditte, se non spulciando decine di documenti. Insomma la Regione, da quel che vediamo, non si sta certo distinguendo per rigore nelle procedure”, conclude Di Caro.

Il consigliere comunale indipendente Nuccia Palermo lascia la Lega. Lo fa attraverso un comunicato che riportiamo di seguito.

“Come ho già avuto modo di dire, – dichiara Nuccia Palermo -per me fare opposizione significa vigilare affinché chi governa o amministra faccia il proprio dovere. Questo principio, che è sempre valido, vale ancor di più in un momento difficile come quello che stiamo vivendo in cui le polemiche strumentali e l’opposizione portata avanti a soli fini propagandistici, costituiscono delle ferite inferte direttamente ai cittadini.

Per quanto mi riguarda, il mandato elettorale mi è stato conferito proprio da questi ultimi e io non tradirò mai la loro fiducia a costo di rimetterci del mio.

Il partito a cui avevo aderito sta attuando una politica che qualunque amministratore di buon senso e che abbia a cuore il futuro delle persone non può in alcun modo assecondare. Per questa ragione – conclude la Palermo – abbandono senza rimpianti (tranne quello di avervi aderito) e con colpevole ritardo il partito della LEGA NORD dichiarandomi indipendente presso il Consiglio Comunale della mia Città”.

Anche in pendenza degli appelli promossi dalla Regione, il TAR Palermo conferma il proprio orientamento: Non è dovuta la sanzione paesaggistica per gli immobili realizzati abusivamente in data anteriore al 1985, anche se ricadente nel perimetro della zona B della Valle dei Templi.

Il Tar Palermo, con recentissima sentenza breve, in accoglimento delle difese degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ha annullato la sanzione paesaggistica comminata  ai proprietari su un immobile ricadente all’interno dalla zona B del decreto Gui-Mancini.

I coniugi G.S. e C.V., nel 1988 avevano acquistato un appartamento sito ad Agrigento nella frazione di San Leone, ricadente nella zona B vincolata ai sensi del Decreto Gui-Mancini.

In relazione al suddetto fabbricato, era  stata presenta domanda di condono edilizio,  ai sensi della L. 47/85 e della L.R. 37/85.

La Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento aveva espresso parere favorevole per il rilascio del richiesto titolo in sanatoria – che effettivamente è stato poi rilasciato dal Comune di Agrigento – subordinandolo al pagamento della sanzione paesaggistica prevista dall’art. 167 del d.lgs. 42/2004.

In ragione di ciò, nel mese di gennaio 2020, l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha comminato la sanzione paesaggistica in misura superiore a € 8.500.

A questo punto, i coniugi C.S. e C.V. rivolgendosi agli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ hanno promosso ricorso innanzi al TAR Palermo per chiedere l’annullamento, previa la sospensione cautelare, della grave sanzione in questione.

In particolare i difensori dei proprietari dell’immobile, citando diversi precedenti del TAR Palermo, hanno sostenuto che l’appartamento in questione era stato realizzato prima del 1985 ovvero prima che la  zona B della valle dei Templi di Agrigento di cui al decreto Gui-Mancini del 1968 fosse sottoposta a vincolo paesaggistico.

L’Amministrazione regionale, costituitasi in giudizio si è opposta al ricorso ed alla concessione della misura cautelare ovvero alla definizione del giudizio con sentenza breve, deducendo di aver proposto appello rispetto ai precedenti favorevoli resi nei mesi scorsi  dallo stesso TAR Palermo.

In esito alla trattazione della domanda cautelare, il TAR Palermo,  ha accolto il ricorso e le repliche degli Avvocati Rubino e Airo’, confermando i propri precedenti giurisprudenziali.

Con sentenza breve, infatti, il TAR Palermo ha affermato ancora una volta che la zona B della Valle dei Templi di Agrigento, di cui al decreto Gui-Mancini del 1968, fino all’entrata in vigore della l. n. 431 del 1985 c.d. legge Galasso (che ha esteso per legge la tutela paesaggistica a tutti i vincoli archeologici) non era sottoposta alcun vincolo paesaggistico.

Pertanto, alla luce della ricostruzione ed evoluzione storica del quadro vincolistico della Valle dei Templi, non può essere comminata alcuna sanzione paesaggistica per gli immobili realizzati prima dell’entrata in vigore della predetta legge “Galasso”.

Per effetto della predetta pronuncia i proprietari dell’immobile, ormai sanato, non dovranno pagare alcuna ulteriore sanzione o indennità.