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Crollate nella notte due arcate dello storico ponte “Tredici Luci”, che attraversa il fiume Sosio, tra i Comuni di Chiusa Sclafani e Burgio, a cavallo delle province di Palermo e Agrigento. L’incidente non ha causato danni alle persone, ma fino a poche ore fa era stato regolarmente attraversato da mezzi agricoli. Il tratto interessato è stato chiuso al transito.

Saranno inevitabili i disagi per gli agricoltori che utilizzavano questo ponte per raggiungere i loro poderi. I sindaci Francesco Di Giorgio di Chiusa Sclafani, e Francesco Matinella di Burgio hanno annunciato la richiesta alla Regione di un intervento urgente affinché si possa provvedere al ripristino della viabilità in tempi brevi. Ancora incerte le cause del cedimento.

Solo dopo la relazione dei nostri tecnici si potranno valutare le condizioni attuali della struttura e programmare un intervento per limitare i disagi per gli utenti e soprattutto degli agricoltori che utilizzavano il ponte per raggiungere i loro poderi”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Arico’.

“Ho colpito prima mia madre con la mannaia conservata in una borsa frigo in camera da letto. Gliel’ho conficcata nel collo, ma e’ rimasta viva. Ho continuato anche quando ho capito che erano morti dando dei colpi secchi alle mani”.

Altro che film di Dario Argento, qui tutto corrisponde alla realtà, aggiacciante. L’orrore che esce dalla bocca di Salvatore Sedita è devastante. Dopo essere stato sottoposto ad alcune terapie nel reparto di psichiatria, il 34enne racalmutese ha reso una piena confessione davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. L’uomo avrebbe agito con estrema violenza perche’, a suo dire, non sarebbe stato accettato e i suoi avrebbero voluto mandarlo via da casa.

L’indagato, assistito dal suo difensore, l’avvocato Ninni Giardina, gia’ nell’immediatezza dei fatti, in occasione dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero Gloria Andreoli, aveva risposto alle domande dei carabinieri e del magistrato e dando una versione dei fatti sconnessa e delirante il duplice omicidio dei genitori Giuseppe Sedita e Rosa Sardo. Sedita, dopo essere stato sottoposto ad alcune terapie di natura psichiatrica, e’ apparso piu’ lucido e ha ricostruito i fatti. All’origine del massacro, secondo quanto lui stesso ha detto al gip, ci sarebbero i contrasti con i genitori che, a suo dire, non l’avrebbero accettato e avrebbero persino minacciato di buttarlo fuori di casa. Sedita, dopo la separazione, era tornato a vivere con il padre la madre.

“Quando ho capito che non respiravano piu’ ho inferto altri colpi per tranciargli le mani”, e’ stato il racconto shock del trentaquattrenne. Il procuratore facente funzione della Repubblica, Salvatore Vella, ha chiesto un incidente probatorio per accertare in contraddittorio le condizioni psichiatriche per ragazzo che, secondo quanto rappresentato dal suo difensore, era in cura gia’ da diversi anni per problematiche psichiatriche. Il giovane ha pure accusato il padre di non averlo voluto piu’ accompagnare a Canicatti’ per sottoporsi alla somministrazione di un importante farmaco. Il gip decidera’ nelle prossime ore con la richiesta di convalida del fermo sulla misura da applicare. Sia la procura che la difesa chiedono che venga collocato in un reparto di psichiatria.

Nel 2019 ad Agrigento una donna è inciampata in una buca in piazzale Aldo Moro, nei pressi di Porta di Ponte. Cadendo a terra ha subito delle ferite e, soprattutto, la frattura di una mano. Adesso il suo legale ha presentato il conto al Comune rivendicando il risarcimento del danno. Peraltro, per rimediare alla frattura, è stata costretta a sottoporsi ad un intervento chirurgico di osteosintesi. Il Municipio ha deciso di resistere in Tribunale contro la pretesa risarcitoria, dei danni patrimoniali e non, da parte della donna.

A seguito delle dimissioni degli assessori Francesco Picarella e Roberta Lala, il sindaco di Agrigento, Franco Micciché, ha provveduto ad attribuire alcune delle deleghe già loro assegnate ad altri componenti della giunta, non prevedendo, al momento, nessun nuovo ingresso. In particolare la delega al Turismo, che è stata dell’assessore Picarella, è stata affidata all’assessore Costantino Ciulla. E della delega alla tutela degli animali e al randagismo si occuperà l’assessore e vice sindaco Aurelio Trupia. Miccichè aggiunge: “Le rimanenti deleghe di Picarella e Lala rimangono in capo al Sindaco e verranno conferite con successivo provvedimento.”

Nel giugno del 2013, quando venne sentito come testimone dal pubblico ministero, accusò un menfitano di essere l’autore dell’omicidio di Giuseppe Chillà, ucciso nel 1994. Poi, durante una successiva audizione, ritrattatò le accuse con argomentazioni che i giudici hanno definito “fantasiose ed inverosimili”. Adesso per Patrizio Cammarata, 58 anni, di Menfi, il tribunale di Sorveglianza ha disposto la detenzione domiciliare per scontare una pena di 2 anni di reclusione per calunnia.

Il menfitano sconterà la pena in detenzione domiciliare, con autorizzazione a lasciare tre volte alla settimana l’abitazione. Il provvedimento del tribunale di Sorveglianza è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Menfi.

Ad Agrigento oggi manifestano innanzi alla Prefettura i lavoratori del pubblico impiego della provincia di Agrigento, su iniziativa di Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica, che spiegano: “Rappresenteremo, consegnando al Prefetto un documento, la grave condizione vissuta dai lavoratori del pubblico impiego, in ampia parte a tempo parziale a 18 o 24 ore settimanali, senza alcuna effettiva possibilità di adeguamento delle ore di lavoro o di procedere a nuove assunzioni a causa della mancata predisposizione dei documenti contabili nei tempi dovuti. Tra l’altro, i Comuni si trovano spesso in condizioni finanziarie gravissime anche a causa della loro scarsa capacità di incassare i tributi locali per mancanza di personale da destinare a questa funzione”. I segretari Salvatore Parello, Enzo Iacono e Fabrizio Danile aggiungono: “I nostri Comuni ormai sono retti dalla buona volontà di questi lavoratori che, nonostante le difficili condizioni lavorative e di contesto, e la bassissima remunerazione del loro lavoro, cercano di garantire i servizi agli utenti. La situazione, tuttavia, è divenuta insostenibile. A causa dei pensionamenti, tra l’altro, sono sempre meno i lavoratori in servizio, che devono farsi carico di sempre maggiori responsabilità: la conseguenza è che l’attuale stato delle cose non consente più una condizione lavorativa conforme a parametri minimi di tollerabilità, e crea semmai gravi disservizi per la cittadinanza”.

Più controlli per una maggiore sicurezza con particolare attenzione ai luoghi di culto e dispositivi specifici per contrastare reati predatori e giochi pirotecnici. Lo ha disposto la Prefettura di Agrigento a margine del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza presieduta dal prefetto Maria Rita Cocciufa.

Sono state prese in considerazione alcune particolari situazioni che vedranno un sensibile aumento della circolazione di veicoli e persone, anche turisti, potenziando i servizi di vigilanza e sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti a rischio, delle località a maggiore vocazione commerciale e turistica nonché quelle dove vengono allestiti mercatini e fiere natalizie.

Una particolare attenzione sarà dedicata ai luoghi di culto dove si svolgeranno le tradizionali cerimonie religiose. Saranno potenziati i controlli lungo le arterie stradali, in particolare quelle di accesso al capoluogo e alle mete turistiche della provincia. Il Prefetto ha richiamato l’attenzione sull’esigenza di implementare i dispositivi di prevenzione e repressione dei cosiddetti reati predatori in relazione alla maggiore circolazione di denaro e merci che si realizza in concomitanza delle feste di fine anno. Saranno altresì attivati servizi specifici mirati al contrasto della produzione e commercializzazione illegale di artifizi pirotecnici.

Anche quest’anno l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento aderisce all’“Influ Day”, la campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione anti-influenzale promossa dall’Assessorato regionale della Salute. L’iniziativa promozionale si svolge presso tutte le aziende sanitarie siciliane e ha l’obiettivo di migliorare la percezione del valore della prevenzione tramite i vaccini. Per l’edizione 2022-2023 l’ASP di Agrigento ha organizzato per domani, venerdì 16 dicembre alle ore 11, presso il presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento, un incontro operativo aperto alla cittadinanza dedicato all’importanza della profilassi vaccinale nel prevenire l’influenza e le sue complicanze. Nella stessa giornata anche all’HUB del Villaggio Mosè è prevista un’attività promozionale che sensibilizzi le persone che si recano presso la struttura per la profilassi anticovid a vaccinarsi, in co-somministrazione, anche contro l’influenza. Il Servizio di Epidemiologia del  Dipartimento di Prevenzione ha inoltre già provveduto alla diffusione presso i presìdi di medicina di base, i centri vaccinali, i consultori familiari e gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta di una esaustiva locandina che, oltre a raccomandare la vaccinazione, fornisce utili informazioni operative.

La campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale è già scattata in provincia di Agrigento lo scorso 17 ottobre. Le vaccinazioni vengono effettuate su tutto il territorio ASP presso gli studi dei medici di famiglia e nei centri vaccinali aziendali. Anche diverse farmacie hanno aderito alla campagna in corso fornendo il vaccino ai loro clienti. Il programma di vaccinazione gratuito è destinato alle persone di età pari o superiore ai sessant’anni, ai bambini a partire dai sei mesi di età, ai soggetti con  patologie a rischio di ogni età, alle  persone ricoverate in strutture per lungodegenti, ai  familiari di persone ad alto rischio, ai soggetti appartenenti alle categorie di pubblico interesse collettivo, agli operatori sanitari e di assistenza e al personale che per motivi di lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (come i veterinari e gli addetti agli allevamenti e ai macelli), alle donne a qualsiasi trimestre di gravidanza,  ai donatori di sangue.

Il periodo indicato per la somministrazione del vaccino antinfluenzale stagionale va dal 17 ottobre 2022 al 28 febbraio 2023 e ciò per poter garantire livelli efficaci di copertura anticorpali nel tempo, dal momento che i virus dell’influenza raggiungono l’apice della diffusione nella nostra regione tra dicembre e marzo.

Prima la compagna, Roberta Lala, adesso lui, Giuseppe Deni patron dell’Akragas calcio attualmente prima in classifica ne campionato di Eccellenza.

Anche lui, come la compagna, è molto arrabbiato incazzatissimo con l’amministrazione comunale dove fino a qualche giorno fa Roberta Lala ha fatto parte della Giunta.

A Deni abbiamo chiesto se ci sono connessioni tra i due fatti. Dice: “Eccome se ci sono! Questa amministrazione è stata capace di distruggere due giocattoli meravigliosi, gli assessorati della mia compagna e la squadra di calcio Akragas; paradossalmente sono le due cose che funzionano in città. L’operato di Lala in Giunta è sotto gli occhi di tutti. Solo l’amministrazione non si è accorta di nulla. Uno schifo davvero”.

Perchè lascia l’Akragas? “Lascio l’Alragas perchè questa amministrazione è come gli squali; non ti sta vicino in alcun modo e non supporta le piccole necessità che abbiamo chiesto. I lavori manutentivi all’interno dello stadio Esseneto li ha pagati la società L’amministrazione non pervenuta”.

Che succede adesso? “Accompagnerò l’Akaragas fino alla fine del campionato, certo della sua vittoria. Dopo di che il sindaco di Agrigento Franco Miccichè e l’on. di riferimento Roberto Di Mauro avranno cura di continuare questo cammino. Vedremo se saranno capaci. Io non credo in quanto ho riscontrato persone di bassissimo livello politico, incapaci di amministrare. Non pensate che mi stia riferendo solo al sindaco, ma anche a tanti altri. Sto meditanto di cambiare città, questa amministrazione non merita nulla”.

La tifoseria è preoccupata. Deni risponde: “I tifosi devono stare tranquilli, io non mollo fino alla fine. Adesso dovrò concentrarmi con l’Imolese che mi sta dando grosse soddisfazioni, non fosse altro perchè mi ritrovo persono serie che mi stanno vicino. Questa fortuna, purtroppo, ad Agrigento non l’ho avuta”.

L’intervista  è andata avanti, ma noi ci fermiamo qui. Siamo contrari a salire e scendere le scale dal Tribunale…

 

L’Assemblea territoriale idrica dell’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini, ha approvato l’aumento del 6,1% delle tariffe. A fronte di ciò interviene la Consulta degli utenti, che afferma: “L’aumento delle tariffe è da considerare come ‘ultima ratio’. Prima bisognava aggredire con adeguata volontà politica le sacche di illegittimità che ancora attraversano il nostro ambito, come il permanere delle 23mila utenze a forfait, l’estremo ritardo da parte dei Sindaci nella cessione delle infrastrutture del Consorzio Tre Sorgenti e del Consorzio del Voltano, l’estremo ritardo da parte dei Comuni non salvaguardati nel cedere il servizio ad AICA, la concessione illegittima della salvaguardia ex articolo 147 agli otto Comuni della montagna, il mancato ricalcolo delle tariffe di Sicilacque da parte di ATI, l’assenza di iniziative progettuali di ATI e AICA sui fondi PNRR, e l’assenza di iniziative progettuali per ricavare energia (e contenere la bolletta elettrica) dai gas prodotti dai depuratori”.