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Lo Stato pagherà un milione e mezzo di euro agli eredi del defunto carrozziere palermitano Giuseppe Orofino, vittima delle false dichiarazioni del pentito Scarantino sulla strage Borsellino.

Il carrozziere palermitano Giuseppe Orofino fu arrestato nel 1993, a 49 anni di età, da incensurato, vittima delle false dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, la punta del compasso del depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio contro il giudice Borsellino, armeggiato da mani ancora ignote nonostante siano trascorsi 30 anni. Il 26 gennaio del 1996 la Corte d’Assise di Caltanissetta, presieduta dal poi procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, ha condannato Orofino all’ergastolo. Poi in Appello gli sono stati inflitti 9 anni di carcere per favoreggiamento. Poi Orofino nel 2017 è stato del tutto assolto al processo di revisione, frutto delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, che ha smentito Scarantino e svelato il depistaggio. Adesso lo Stato, ovvero il ministero dell’Economia e delle Finanze, pagherà agli eredi di Giuseppe Orofino 1 milione e 404mila euro come risarcimento per ingiusta detenzione con l’accusa di strage. Così ha sentenziato la Corte d’Appello di Catania. Quando nel ‘96 il giudice nel leggere la sentenza pronunciò la parola “ergastolo”, lui, Orofino, scoppiò a piangere, urlando di disperazione, sbattendo la testa nel vetro della “gabbia” di imputato, proclamandosi innocente. Secondo le bugie, Giuseppe Orofino avrebbe fornito una targa pulita per la Fiat 126 rubata e poi esplosa in via D’Amelio. E nella sua officina avrebbe anche custodito l’automobile. Il legale della famiglia Orofino, l’avvocato Giuseppe Scozzola, commenta: “E’ assurdo che lo Stato non si rivalga nei confronti dei magistrati che hanno, seppure involontariamente, causato questo grande danno al mio assistito. E’ stato accusato ingiustamente da Scarantino di avere partecipato alla strage di Via D’Amelio, quando il collaboratore Cancemi aveva detto più volte che non lo conosceva e che Scarantino non era un uomo d’onore. E così bollarono Scarantino anche Santino Di Matteo e Gioacchino La Barbera. Ricordo le dichiarazioni di Cancemi che durante un confronto con Scarantino gli disse: “Non parli come un mafioso, chi ti ha suggerito di dire queste cose?”. Vincenzo Scarantino è stato gestito dal gruppo investigativo “Falcone e Borsellino” diretto da Arnaldo La Barbera, il capo della Squadra Mobile di Palermo e collaboratore dei servizi segreti del Sisde morto nel 2002. Al processo sul depistaggio sono stati giudicati per calunnia aggravata dall’avere favorito la mafia e assolti tre poliziotti componenti del gruppo di La Barbera. Il Tribunale di Caltanissetta ha assolto Michele Ribaudo e ha dichiarato prescritto il reato contestato a Mario Bo e a Fabrizio Mattei, non riconoscendo l’aggravante dell’avere assecondato gli interessi della mafia.

Sono 1,595 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.733 tamponi processati.

Ieri erano 444.

Il tasso di positività è al 11,6% in aumento rispetto al 7,7% di ieri.

 La Sicilia è al sesto posto per contagi. Gli attuali positivi sono 70.145 con un aumento di 1.595 casi. Non ci sono guariti né vittime, il totale dei decessi resta a 12.126.
Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 342, 37 in meno rispetto al giorno precedente, in terapia intensiva sono 27, due in più rispetto al giorno prima.
A livello provinciale si registrano a

Palermo 316 casi,

Catania 319,

Messina 280,

Siracusa 176,

Trapani 111,

Ragusa 109,

Caltanissetta 100,

Agrigento 122,

Enna 62.

Secondo l’ultimo bollettino valido fino alle ore 18 di oggi, sono 1595 i nuovi casi di covid in Sicilia, a fronte di 13.733 tamponi analizzati. Il tasso di positività è all’ 11,6%. La regione è al sesto posto in Italia per nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 70.145, con un aumento di 1.595 casi. Non vi sono guariti né vittime. Negli ospedali i ricoverati ordinari sono 342, 37 in meno, e quelli in terapia intensiva sono 27, 2 in più. Ecco la distribuzione dei nuovi contagiati tra le province: Palermo 316 casi, Catania 319, Messina 280, Siracusa 176, Trapani 111, Ragusa 109, Caltanissetta 100, Agrigento 122, Enna 62.

E’ stata aperta una seconda finestra per richiedere il contributo della Regione Siciliana, sotto forma di credito d’imposta, previsto per i beneficiari della misura “Resto al Sud”. Dal prossimo 15 settembre fino al 30 sarà possibile presentare istanza direttamente sulla piattaforma online https://restoalsud.regione.sicilia.it/index.html (a cui si accede tramite Spid). I fondi disponibili residuati per il 2022 ammontano a 1 milione e 972mila euro. Si tratta della misura prevista dall’articolo 17 della legge di stabilità regionale 2020-22 con cui la Regione Siciliana ha potenziato la misura statale “Resto al Sud” che incentiva le start-up e l’insediamento di nuove imprese, con la finalità di contrastare l’emigrazione di giovani professionalità. La norma regionale offre a chi ha scelto di avviare le proprie attività imprenditoriali in Sicilia un’ulteriore agevolazione a sostegno dello sviluppo della nuova impresa.

Le oltre duemila presenze per la prima edizione della Sagra dei grani antichi e di Tarantè al Villaggio Mosè, hanno confermato che le scelte effettuate nello stilare il programma estivo della città dei templi, sono state azzeccate. L’assessore comunale, Costantino Ciulla di Fratelli d’Italia, si ritiene soddisfatto delle numerose presenze alla manifestazione del Villaggio Mosè che ha abbinato dell’ottima musica folklorica alle prelibatezze della nostra terra. La farina di grani antichi scelta per realizzare le pizze e le focacce, la “Licatesa”, ha dimostrato, continua Ciulla, l’ottima scelta degli organizzatori: “Voglio ringraziare il consigliere comunale di Fdi, Gerlando Piparo, che tanto si è prodigato per la buona riuscita dell’evento”.

Il Comune di Montallegro ha riscontrato che dal 2000 al 2020, su 560 residenti morti, 252 sono deceduti per tumore. Il dato emerge contestualmente alla presentazione di un ricorso al Tar da parte del Comune contro il progetto di costruzione nel proprio territorio di un impianto integrato per il trattamento e il recupero di frazione organica da raccolta differenziata, accanto all’ampia discarica su cui già grava un’indagine giudiziaria per l’ipotesi di inquinamento ambientale. In proposito anche il deputato nazionale del Gruppo Misto, l’agrigentino Michele Sodano, ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri della Salute Speranza e della Transizione ecologica Cingolani, affinché sia effettuato uno studio epidemiologico dettagliato. Tutto ciò sarà discusso domani, giovedì 8 settembre, alle 12, alla Camera dei deputati, in una conferenza in diretta streaming sul sito web.camera.it. Oltre a Michele Sodano interverranno il senatore Nicola Morra, il sindaco di Montallegro Giovanni Cirillo, i componenti della Pro Loco Montallegro e il legale della Pro Loco, l’avvocato Santo Botta.

Altro prestigioso riconoscimento per lo scrittore agrigentino ed editorialista de “Il Messaggero”, Matteo Collura. Gli è stata assegnata la 37esima edizione del Premio Letterario “Giuseppe Dessì”. Collura ritirerà il Premio a Villacidro, nella provincia del sud Sardegna, paese d’origine dello scrittore sardo, tra il 18 e il 25 settembre. La Fondazione di Sardegna ha premiato, oltre Collura, anche Michele Placido, il quale, peraltro, ha in cantiere un lavoro cinematografico insieme a Matteo Collura. In particolare, la vita di Luigi Pirandello sarà un film diretto da Placido. L’attore lavora alla sceneggiatura con Matteo Collura, autore del libro dal quale sarà tratto il film: “Il gioco delle parti – Vita straordinaria di Luigi Pirandello”, Longanesi Editore”.

La giunta regionale, presieduta da Nello Musumeci, ha sbloccato i fondi per garantire gli stipendi ai circa 15mila precari e lavoratori stabilizzati dei Comuni. Su proposta dell’assessore all’Economia Gaetano Armao, è stata tamponata l’emergenza che ha indotto sindaci e precari degli Enti locali a protestare per il mancato invio dei fondi necessari al pagamento degli stipendi. E’ mancata una integrazione al budget annuale, e ciò ha bloccato l’intero fondo da centinaia di milioni con cui l’assessorato agli Enti Locali copre la spesa per le mensilità. Sono soldi che servono a pagare sia gli stipendi dei precari che quelli degli ex Lsu stabilizzati.

I giudici della Corte dei Conti d’Appello presieduta da Giuseppe Aloisio hanno confermato la sentenza di primo grado e hanno condannato l’ex sindaco di Giardini Naxos, Pancrazio Lo Turco, a risarcire il Comune con 55mila euro per avere nominato per 10 anni lo stesso consulente, l’avvocato Antonio Catalioto, quale esperto di materia urbanistica per coadiuvarlo nelle attività di programmazione, indirizzo e controllo. La Procura contabile nel capo d’imputazione ha scritto: “Tali incarichi sono ascrivibili alla categoria delle consulenze, e, in considerazione al contenuto ripetitivo delle relazioni, sono prive di utilità per l’Ente, atteso che il convenuto sindaco non ha fornito alcuna prova in ordine ai vantaggi conseguiti dal Comune di Giardini Naxos”. Il sindaco Lo Turco ha replicato: “Quegli incarichi erano coerenti con le attribuzioni del capo della giunta. La Procura contabile avrebbe dovuto dimostrare come lo svolgimento dell’attività da parte dell’esperto abbia inciso negativamente in termini qualitativi e quantitativi sull’azione del Comune”.