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Il Comune di Montallegro ha riscontrato che dal 2000 al 2020, su 560 residenti morti, 252 sono deceduti per tumore. Il dato emerge contestualmente alla presentazione di un ricorso al Tar da parte del Comune contro il progetto di costruzione nel proprio territorio di un impianto integrato per il trattamento e il recupero di frazione organica da raccolta differenziata, accanto all’ampia discarica su cui già grava un’indagine giudiziaria per l’ipotesi di inquinamento ambientale. In proposito anche il deputato nazionale del Gruppo Misto, l’agrigentino Michele Sodano, ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri della Salute Speranza e della Transizione ecologica Cingolani, affinché sia effettuato uno studio epidemiologico dettagliato. Tutto ciò sarà discusso domani, giovedì 8 settembre, alle 12, alla Camera dei deputati, in una conferenza in diretta streaming sul sito web.camera.it. Oltre a Michele Sodano interverranno il senatore Nicola Morra, il sindaco di Montallegro Giovanni Cirillo, i componenti della Pro Loco Montallegro e il legale della Pro Loco, l’avvocato Santo Botta.

Altro prestigioso riconoscimento per lo scrittore agrigentino ed editorialista de “Il Messaggero”, Matteo Collura. Gli è stata assegnata la 37esima edizione del Premio Letterario “Giuseppe Dessì”. Collura ritirerà il Premio a Villacidro, nella provincia del sud Sardegna, paese d’origine dello scrittore sardo, tra il 18 e il 25 settembre. La Fondazione di Sardegna ha premiato, oltre Collura, anche Michele Placido, il quale, peraltro, ha in cantiere un lavoro cinematografico insieme a Matteo Collura. In particolare, la vita di Luigi Pirandello sarà un film diretto da Placido. L’attore lavora alla sceneggiatura con Matteo Collura, autore del libro dal quale sarà tratto il film: “Il gioco delle parti – Vita straordinaria di Luigi Pirandello”, Longanesi Editore”.

La giunta regionale, presieduta da Nello Musumeci, ha sbloccato i fondi per garantire gli stipendi ai circa 15mila precari e lavoratori stabilizzati dei Comuni. Su proposta dell’assessore all’Economia Gaetano Armao, è stata tamponata l’emergenza che ha indotto sindaci e precari degli Enti locali a protestare per il mancato invio dei fondi necessari al pagamento degli stipendi. E’ mancata una integrazione al budget annuale, e ciò ha bloccato l’intero fondo da centinaia di milioni con cui l’assessorato agli Enti Locali copre la spesa per le mensilità. Sono soldi che servono a pagare sia gli stipendi dei precari che quelli degli ex Lsu stabilizzati.

I giudici della Corte dei Conti d’Appello presieduta da Giuseppe Aloisio hanno confermato la sentenza di primo grado e hanno condannato l’ex sindaco di Giardini Naxos, Pancrazio Lo Turco, a risarcire il Comune con 55mila euro per avere nominato per 10 anni lo stesso consulente, l’avvocato Antonio Catalioto, quale esperto di materia urbanistica per coadiuvarlo nelle attività di programmazione, indirizzo e controllo. La Procura contabile nel capo d’imputazione ha scritto: “Tali incarichi sono ascrivibili alla categoria delle consulenze, e, in considerazione al contenuto ripetitivo delle relazioni, sono prive di utilità per l’Ente, atteso che il convenuto sindaco non ha fornito alcuna prova in ordine ai vantaggi conseguiti dal Comune di Giardini Naxos”. Il sindaco Lo Turco ha replicato: “Quegli incarichi erano coerenti con le attribuzioni del capo della giunta. La Procura contabile avrebbe dovuto dimostrare come lo svolgimento dell’attività da parte dell’esperto abbia inciso negativamente in termini qualitativi e quantitativi sull’azione del Comune”.

C’è grande attesa per il concerto di domani sera, giovedì 8 settembre, a Palma di Montechiaro di una delle artiste più in voga negli ultimi tempi: Arisa. L’esibizione dell’artista che anche in questa estate 2022 sta riscuotendo un notevolissimo successo nelle piazze e teatri italiani, è uno dei piatti forti dell’agrigentino e, tra l’altro, si potrà assistere senza pagare nessun ticket. L’evento è inserito nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Patrona della città del Gattopardo, Maria SS. del Rosario. Arisa, voluta fortemente dall’amministrazione comunale palmese, guidata dal sindaco Stefano Castellino, in due ore di concerto proporrà tutti i suoi principali brani che l’hanno fatta sempre più amare dal grande pubblico.

In occasione della partita di calcio di ritorno di Coppa Italia d’Eccellenza tra Pro Favara e Akragas, in gioco oggi, mercoledì 7 settembre, allo stadio “Bruccoleri” di Favara, il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, ha imposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella città di Agrigento. Il settore ospiti dello stadio non sarà accessibile. La società Akragas invita i tifosi a non recarsi a Favara. Il provvedimento è giustificato da quanto accaduto domenica scorsa all’Esseneto in occasione della partita d’andata, tra il ferimento di due poliziotti, l’arresto di 7 tifosi dell’Akragas e la denuncia di altri due.

Un incidente stradale mortale è avvenuto a Saponara, in provincia di Messina, tra la via Kennedy e la via Sciascia. E’ morto Angelo Cannuni, 22 anni, di Spadafora. Per cause in corso di accertamento sono entrati in rotta di collisione tre mezzi. Due automobili, una Grande Punto e un’Audi. E un motorino con in sella Angelo Cannuni, sbalzato di parecchi metri in un terreno sottostante la carreggiata. Inutile si è rivelato il tempestivo intervento e il tentativo di rianimazione praticato dai sanitari del 118.

Dalle intercettazioni trascritte nell’ambito dell’inchiesta antimafia intitolata “Hesperia”, che ieri ha provocato 35 arresti nel Trapanese, emerge che Matteo Messina Denaro è, come si legge testualmente, “vivo e vegeto”, quindi presente e operativo. Il 4 giugno del 2021 Piero Di Natale e Marco Buffa, tra i 35 arrestati, conversano. Di Natale: “E’ vivo e vegeto, ne ho discusso direttamente con Franco Luppino”. Poi Di Natale accusa Buffa di avere raccontato in giro che il boss è morto. “Chiedi scusa. E’ vivo e vegeto. Non facciamo che ci dovesse essere qualche colpo di samba. Vedi che è arrivata la notizia di questo discorso… non parlare in giro di questo fatto che hai detto tu che è morto… perché già la notizia gli è arrivata che… che c’è stato qualcuno sta dicendo che ‘Ignazzeddu’ (appellativo che si riferirebbe a Messina Denaro) è morto… vedi che a quello quando pare che non gli arriva… perché ha sempre 7… 8 persone che lo informano…”.
E in un pizzino, Matteo Messina Denaro avrebbe rassicurato: “Qua come prima, anzi più di prima”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Anche dall’ultima inchiesta appena sfociata nei 35 arresti emerge che sempre un congiunto di Matteo Messina Denaro è stato al vertice del mandamento mafioso. La cronistoria.

Dalle inchieste che nel corso del tempo si sono susseguite intorno alla ricerca e alla cattura di Matteo Messina Denaro, e anche dall’indagine intitolata “Hesperia” che ieri è sfociata nell’arresto di 35 presunti contigui al boss di Castelvetrano superlatitante, emerge che a capo del mandamento mafioso di Cosa Nostra trapanese vi è stato sempre un familiare, un congiunto più o meno diretto. E così sarebbe da decenni.

Francesco Messina Denaro

Prima è stato il capostipite Francesco “Ciccio” Messina Denaro al quale – dopo la morte, il 30 novembre del 1998, nelle campagne di Castelvetrano, stroncato da un infarto – è succeduto il figlio Matteo che ancora, nonostante la latitanza, e come appena confermato dalle premesse del blitz di ieri, mantiene inalterato e solido il potere assoluto sulla mafia trapanese e sul mandamento mafioso di Castelvetrano, che comprende anche i clan di Partanna e di Campobello di Mazara.

 

 

 

Filippo Guttadauro

Poi nella dinastia al comando vi è stato Filippo Guttadauro, marito di Rosalia Messina Denaro, sorella di Matteo, che, fino al suo arresto avvenuto il 17 luglio del 2006, è stato il reggente dell’organizzazione mafiosa sul territorio di Castelvetrano, in stretto e costante collegamento con il latitante.

 

 

 

 

Salvatore Messina Denaro

Poi a Filippo Guttadauro sarebbe subentrato Salvatore Messina Denaro, fratello di Matteo, poi condannato nel novembre del 2011 a 7 anni di carcere per associazione mafiosa, già scontati.

 

 

 

 

 

 

 

 

E poi ancora: Vincenzo Panicola, marito di Patrizia Messina Denaro, un’altra sorella di Matteo, condannato per mafia nel 2013 a 10 anni di reclusione.

 

 

 

 

 

 

Vincenzo Panicola

 

Giovanni Filardo

E poi Giovanni Filardo, cugino di primo grado prediletto di Matteo, imprenditore, condannato con sentenza della Corte di Appello di Palermo del 12 ottobre 2015 a 14 anni e 6 mesi di carcere.

 

 

 

 

Francesco Guttadauro
Patrizia Messina Denaro

 

Poi il nipote di Matteo Messina Denaro, ovvero Francesco Guttadauro, figlio di Filippo e di Rosalia Messina Denaro, che sarebbe stato il primo riferimento della famiglia di Castelvetrano fino al proprio arresto, avvenuto il 13 dicembre del 2013.

Nell’ambito dello stesso procedimento giudiziario è stata poi arrestata e condannata anche Patrizia Messina Denaro, terza sorella di Matteo, responsabile di aver svolto funzioni di tramite nei collegamenti e nello scambio di comunicazioni tramite il marito detenuto, Vincenzo Panicola.

 

 

 

 

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

Infine, il 19 aprile del 2018 sono stati arrestati Gaspare Como e Rosario Allegra, entrambi cognati di Messina Denaro. Como, marito di Bice Messina Denaro, quale capo del mandamento di Castelvetrano, e Allegra, marito di Giovanna Messina Denaro e morto il 13 giugno del 2019, come partecipe.

 

 

 

 

 

 

Rosario Allegra                                                            Gaspare Como