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Sono 83 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore. E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. Tra questi ci sono 26 sono migranti: 16 ad Agrigento, 1 a Trapani e 9 a Lampedusa. Attualmente ci sono 1.227 positivi di cui 76 ricoverati in ospedale, 12 in terapia intensiva e 1.139 in isolamento domiciliare, per un totale di 4.433 casi dall’inizio dell’epidemia. I tamponi eseguiti sono 5.627. I guariti otto. Nelle province 17 sono i casi ad Agrigento di cui 16 migranti, 13 a Catania, 21 a Messina, 19 a Palermo di cui 9 migranti, 2 a Ragusa, 2 a Siracusa, 9 a Trapani di cui un migrante.

Il Coordinatore Politico dell’Udc Italia in Sicilia, On. Decio Terrana, ha trasmesso una nota sui Test d’Ingresso Universitari che si terranno da domani in tutta Italia, a partire da quelli in Medicina. Nella nota si sottolinea come più volte siano stati segnalati possibili nuovi focolai come conseguenza dello svolgimento dei Test, offrendo al Ministro Manfredi soluzioni alternative.

Alle segnalazioni dell’Udc Italia ha partecipato anche la Docente di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo, la Professoressa Patrizia Livreri, che a tal proposito dichiara: “E’ incomprensibile che il Ministero dell’Università e Ricerca chieda di far sostenere gli Esami Universitari online e poi faccia svolgere i test d’ingresso in presenza. Anche la prima sessione di Lezioni Universitarie sarà per lo più online. Molti dei ragazzi che parteciperanno ai Test dal 3 Settembre tornano da luoghi ad alto rischio di contagio, il Ministro dell’Università si assuma la responsabilità di eventuali nuovi contagi che scaturiranno dal test di medicina che verrà eseguito il 3 Settembre”.

Il Coordinatore Politico dell’Udc Sicilia sottolinea come questo Governo non ascolti le richieste degli altri Partiti Politici: “L’Udc Italia da tempo si spende per l’Università Libera, ed abbiamo più volte segnalato al Ministero dell’Università e Ricerca soluzioni alternative ai Test d’Ingresso, quali dei filtri, ad esempio un numero minimo di CFU da raggiungere, da inserire alla fine del primo anno accademico. Il Governo ha perso un’altra grande occasione, per altro mettendo a rischio la salute di migliaia di ragazzi con un alto rischio di creare nuovi focolai. Il Ministro, ancora una volta, non ha voluto darci ascolto, allineandosi al Modus Operandi di un Governo Nazionale che non permette alcun emendamento agli altri Partiti Politici, continuando a richiedere la Fiducia in Parlamento e paralizzando, di fatti, le attività Parlamentari”.

Per il quarto anno consecutivo torna il Master di Scrittura organizzato dall’associazione Strada degli Scrittori con il coordinamento scientifico di Treccani Cultura. L’evento, che quest’anno si svolgerà nel cuore di “Girgenti”, l’antico nome di Agrigento, nel foyer “Pippo Montalbano” del teatro “Luigi Pirandello”, ruoterà dal 5 al 10 settembre attorno a grandi firme: Stefania Auci, Piero Grasso, Gaetano Micciché, Giuseppe Governale, Giuseppina Torregrossa, Andrea Purgatori, Lia Quartapelle, Federico Faloppa, Giuliano Pisapia, Marco Tarquinio e tanti altri.

Il Master, che ha il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Agrigento e della Fondazione Teatro Pirandello, mutuando la formula già usata con successo negli anni passati, avrà come tema le parole. Dopo quelle della Costituzione e dell’Impegno civile, nell’edizione 2020 i docenti approfondiranno le voci della Politica. Un modo per ragionare della nostra società, dei principi sui quali è fondata la res-pubblica, dei valori che legano una comunità.

L’iniziativa, oltre alle lezioni frontali, consentirà agli iscritti di ripercorrere i luoghi che hanno visto nascere o dove hanno trovato ispirazione grandi autori come Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Antonio Russello e tanti altri.

Il Master, coordinato da Felice Cavallaro, firma del Corriere della Sera, ideatore e direttore della Strada degli Scrittori, può contare sul coordinamento scientifico di Massimo Bray, direttore generale della Treccani. 

L’assessore all’Ecologia Nello Hamel informa che domani giovedì 3 settembre, per l’emergenza creata dall’incendio della discarica di Trapani Servizi ove conferisce il Comune di Agrigento, la raccolta dell’indifferenziato/secco residuo non sarà effettuata in quanto non ci sono in Sicilia altre discariche ove potere conferire e il Dipartimento Rifiuti della Regione Siciliana non ha preso nessun provvedimento per trovare una soluzione. In alternativa tutti gli operatori addetti alla raccolta saranno utilizzati per attività di decespugliamento, spazzamento e pulizia delle strade. L’assessore all’Ecologia sottolinea la necessità di un intervento straordinario del Presidente della Regione per ridistribuire i rifiuti che non possono essere conferiti a Trapani Servizi in altre discariche per le quali potrà essere autorizzata la deroga e l’ampliamento della capienza disponibile e appena possibile darà disposizione per una raccolta straordinaria dei rifiuti secco residuo / indifferenziato, non operata questo giovedì.

“È stata preclusa a centinaia di docenti la possibilità di poter avere assegnata, seppur provvisoriamente per un anno, una sede nel proprio comune di residenza nonostante risultino ancora disponibili centinaia di posti”.

Lo denunciano in una nota congiunta i segretari generali delle organizzazioni sindacali regionali Adriano Rizza, Flc Cgil, Francesca Bellia, Cisl Scuola, Claudio Parasporo, Uil Scuola, Michele Romeo, Snals-Confsal, e Loredana Lo Re FGU, Gilda Unams, commentando gli esiti delle operazioni di mobilità annuale per il personale scolastico in servizio fuori dalla Sicilia, pubblicati il 31 agosto scorso.

“Una rigidità nei tempi dettati dal Ministero – spiegano – che ha causato l’impossibilità da parte di centinaia di docenti siciliani di ricongiungersi alle proprie famiglie. Il decreto legge 22 dell’8 aprile 2020, convertito in legge il 6 giugno del 2020 prevede, all’articolo 2 comma 1 lettera b, la data del 20 settembre 2020 come termine ultimo per le assegnazioni provvisorie per l’anno scolastico 2020/21. Termine che non è stato tenuto in considerazione in quanto l’ordinanza ministeriale non è mai stata emanata”.

“Alla luce di questo – continuano le organizzazioni sindacali – avevamo proposto lo scaglionamento temporale della pubblicazione dei movimenti provinciali per consentire il recupero delle sedi che si rendevano di volta in volta disponibili. Tale soluzione avrebbe garantito, ai docenti siciliani, la possibilità di non dover ritornare nelle scuole del nord Italia soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria”.

“Si chiede quindi – concludono – l’assegnazione dei posti che si sono resi vacanti in data 31 agosto e l’assegnazione degli stessi ai legittimi interessati. Una decisione prevista dalla legge, oltre che dettata dal buon senso, che consentirebbe a centinaia di docenti di ricongiungersi con le proprie famiglie”.

In data 31 agosto 2020, in Canicattì, la Polizia di Stato ha eseguito l’ordine di carcerazione, emesso Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Caltanissetta – Ufficio Esecuzioni Penali, a carico di S. D. A. nato in Romania classe ‘87, in quanto resosi responsabile del reato di furto aggravato in abitazione. Il personale del  Commissariato di P.S. di Canicattì, dopo le formalità di rito, ha tradotto l’arrestato presso la Casa Circondariale di Trapani.

Lei si chiama Atena, è di madre greca,  e da tempo cura un’aiuola di via manzoni ad Agrigento, come atto d’amore verso la città dove risiede. Questa mattina il sindaco Lillo Firetto e l’assessore Gabriella Battaglia, hanno ricevuto in Comune la signora Atena Popescu per complimentarsi con lei per il protagonismo civico che ormai da decenni la vede protagonista nella Città dei Templi.

Il coordinatore del Movimento Mani Libere di Agrigento e candidato consigliere comunale Giuseppe Di Rosa lancia l’allarme sulle condizioni delle caditoie alla vigilia dell’inizio della stagione delle piogge. “Le caditoie della città sono tutte otturate o addirittura tappate con cemento, i valloni tutti ostruiti, abbiamo sollecitato nel mese di maggio la pulizia del Vallone donna Cristina che va ripulito con immediatezza,  stiamo parlando di sicurezza dei cittadini, amministrare significa prima di tutto salvaguardia del territorio e della incolumità pubblica”.

“Rescissione del contratto di servizio con la Siremar e risarcimento danni per la comunità di Lampedusa e Linosa”. Sono le richieste del sindaco Totò Martello in merito ai continui problemi nel collegamento navale gestito dalla compagnia di navigazione in base ad un contratto di servizio firmato con la Regione Siciliana. “Avarie al motore, guasti meccanici, ritardi, partenze annullate, disservizi a bordo – aggiunge Martello – sono questi, troppo spesso, i tratti distintivi dei traghetti utilizzati dalla Siremar per i collegamenti con Lampedusa e Linosa. Chiedo all’assessorato regionale ai Trasporti di rescindere il contratto di servizio con la Siremar, che evidentemente non è in grado di rispettarlo. Al tempo stesso siamo pronti a promuovere un’azione legale per chiedere il risarcimento per i danni provocati dalla Siremar all’economia delle nostre isole dal momento che ai disservizi ai residenti si sono aggiunti, specie durante la stagione estiva, quelli causati ai turisti che hanno determinato cancellazioni di prenotazioni e mancata attività lavorativa”.

Lampedusa e Linosa sempre più lontane e isolate. Anche il traghetto sostitutivo è andato in avaria la scorsa notte. I 122 passeggeri del “Lampedusa” sono infatti rientrati a Porto Empedocle dopo 5 ore di navigazione, dopo che s’è registrata un’avaria al motore destro. Il “Lampedusa” era partito alle 23 in punto. A bordo, 122 passeggeri e una ventina circa di automezzi commerciali. Durante la navigazione s’è però registrata un’avaria al motore destro e dunque la motonave ha fatto dietrofront, tornando ad attraccare alla banchina di Porto Empedocle alle ore 4,15. Niente collegamento marittimo, quest’oggi, dunque, con Linosa e Lampedusa.

Il traghetto “Sansovino” è fermo a Porto Empedocle dove sono in corso i lavori per poterlo rendere nuovamente efficiente, dopo che il 17 agosto aveva “perso”, in fase di disormeggio da Linosa, il portellone centrale. E adesso, sempre nello stesso porto, è fermo anche il “Lampedusa” per un’avaria ad un motore. Sulla tratta non c’è più, almeno per il momento (dopo il guasto del “Sansovino”), quella che era la seconda nave per le Pelagie: la Cossyra.