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Ad Augusta, in provincia di Siracusa, la Polizia ha denunciato 21 migranti che lo scorso 26 agosto dovevano essere imbarcati per effettuare la quarantena a bordo della nave Azzurra. I 21 migranti, che sono parte di un gruppo di 77, hanno protestato in maniera violenta per non sottoporsi al periodo di quarantena. All’autorità giudiziaria risponderanno di danneggiamento aggravato, violenza privata aggravata, e resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Gli agenti dei commissariati di Augusta e Pachino hanno tentato di calmare i migranti e limitare i disordini. E hanno identificato e isolato i più facinorosi.

Un “voto di compiacimento”, atto che precede la richiesta di alta onorificenza alla Prefettura, per il capo reparto dei vigili del fuoco Antonio Piazza. Lo ha firmato il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe Merendino “per lo straordinario comportamento nel salvataggio di un uomo in procinto di affogare, assieme all’immigrato del Camerun Ebai Chu Benjamin Ebaijuyuk, davanti la spiaggia di San Leone”. L’episodio è avvenuto lo scorso 18 agosto quando Piazza, libero dal servizio, si trovava in spiaggia ed è intervenuto prontamente insieme al giovane africano per raggiungere e portare in salvo l’uomo in difficoltà. Testimone del salvataggio un carabiniere che ha fornito propria relazione di servizio.

Per il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Merendino, il capo reparto Antonio Piazza ha dimostrato “un encomiabile professionalità nelle operazioni di soccorso, sapendo coordinare e portare a miglior frutto l’azione di squadra con il giovane straniero e utilizzare al meglio le attrezzature a disposizione”.

Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, il Tar di Palermo ha ordinato al Ministero della Salute di pagare agli eredi, tra moglie e due figli, di un agrigentino morto a 65 anni, 1 milione e 400mila euro. Lui è deceduto a causa di un tumore al fegato provocato da trasfusioni di sangue infetto da HCV praticate all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento nel lontano 1984. Nonostante la sentenza, esauriti i gradi di giudizio, fosse divenuta definitiva, il Ministero della Salute non ha pagato. Ecco perché Farruggia e Russello si sono rivolti al Tar che ha nominato un apposito Commissario ad Acta per eseguire la sentenza, ordinando al Ministero di pagare entro il termine di 60 giorni dalla notificazione della sentenza.

Via Atenea e via Pirandello, ovvero i luoghi della movida agrigentina. Frequentate soprattutto dai giovani, rappresentano un punto di aggregazione specie nelle giornate di venerdi, sabato e domenica.

E così ieri sera Carabinieri e Guardia di Finanza hanno effettuato un “sopralluogo” in quei posti per verificare se i giovani presenti rispettassero le normative anticovid alla luce del fatto che la Sicilia adesso è in zona gialla.

Non sono mancati, ovviamente, una serie di giovani indisciplinati che non hanno rispettato nessuna normativa e, quindi, sono stati beccati prevalentemente senza mascherina. Per ognuno di loro è scattata la sanzione di 400 euro.

Allo stesso modo i militari hanno beccato 6 locali che non rispettavano le normative anticovid. Immediatamente è scattata la denuncia e la conseguente chiusura.

 

 

 

A Licata i poliziotti del locale Commissariato, coordinati da Cesare Castelli, hanno rintracciato e denunciato a piede libero un “pirata della strada”, un uomo di 40 anni che alla guida di un’automobile ha investito un motociclista, di 50 anni, e non ha prestato soccorso allontanandosi. L’investitore risponderà all’autorità giudiziaria di lesioni colpose aggravate, omissione di soccorso, e guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti, come emerso dagli esami alcolemici e tossicologici. Il ferito è stato trasportato in ospedale dove gli sono state diagnosticate ferite giudicate guaribili in 25 giorni.

Ad Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento, il parroco della Chiesa Madre ha denunciato ai Carabinieri della locale Stazione il furto della porticina del Tabernacolo in oro e rame, e la somma di denaro contenuta all’interno della cassetta delle offerte. I ladri, o il ladro, sono entrati furtivamente nella Chiesa di Contrada Santuario e, approfittando dell’assenza di fedeli, hanno commesso il furto. Il danno è ancora in corso di quantificazione. I Carabinieri sono impegnati nelle indagini alla ricerca di tracce e ascoltando eventuali testimoni che abbiano notato presenze e movimenti sospetti nei pressi del luogo profanato.

A Raffadali i Carabinieri sono interventi nell’abitazione di una coppia per una ennesima lite violenta in corso. Con non poche difficoltà i militari hanno trattenuto l’uomo di 31 anni, che ha malmenato la moglie colpendola con schiaffi e spintoni, e poi si è scagliato anche contro i Carabinieri. La moglie, originaria di Agrigento, 27 anni, casalinga, è stata soccorsa all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. La prognosi è di 5 giorni per escoriazioni al volto ed al corpo. La donna ha raccontato che non è stata la prima volta, e che il marito spesso l’ha picchiata soprattutto quando abusava di alcool. Lui è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a Pubblico Ufficiale. Su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento è stato collocato agli arresti domiciliari nell’abitazione della madre.

A Lampedusa i Carabinieri del Centro anticrimine natura di Agrigento hanno compiuto un sopralluogo all’interno e all’esterno del Centro d’accoglienza in contrada “Imbriacola”, al fine di rilevare le attuali condizioni igienico-sanitarie in riferimento soprattutto agli scarichi fognari, guasti nel corso delle ultime settimane. Gli esiti dell’ispezione saranno comunicati alla Procura di Agrigento che nel merito ha appena avviato un’inchiesta dopo un esposto di Legambiente sugli sversamenti dalle vasche di laminazione che avrebbero provocato un gravissimo caso di inquinamento ambientale.

Dal 3 agosto del 2020 di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele non vi è stata più traccia a Venetico, in provincia di Messina. Poi Viviana Parisi è stata rinvenuta cadavere ai piedi di un traliccio dell’alta tensione l’8 agosto, e a circa 800 metri di distanza, in linea d’aria, furono ritrovati i resti dilaniati, da animali selvatici, del piccolo di 4 anni. Ebbene, lo scorso 28 luglio il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, ha chiesto al Tribunale l’archiviazione del caso perché la Procura ritiene – “con assoluta certezza, ha scritto il procuratore – che si sia trattato di un omicidio-suicidio, ovvero la donna, in precario stato di salute mentale perché afflitta da manie di persecuzione, avrebbe ucciso il figlio, e poi si sarebbe suicidata”. Adesso annuncia che è in corso di valutazione un’opposizione all’archiviazione l’avvocato Pietro Venuti, uno dei legali di Daniele Mondello, padre di Gioele e marito di Viviana Parisi. Venuti afferma: “Stiamo ancora studiando le carte della richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Patti ma faremo richiesta di opposizione: ci sono molti elementi che non ci convincono nella tesi dei pubblici ministeri. Noi avevano chiesto altre analisi e altri esami. Non ci fermeremo qui e cercheremo di andare fino in fondo per conoscere la verità”.

Agli atti dell’inchiesta vi è anche la testimonianza di un sacerdote di Venetico, che ha raccontato: “Vidi qualche tempo prima Viviana due volte, da sola, ferma davanti la chiesa mentre leggeva ad alta voce brani della bibbia, almeno per un’ora. Viviana prima di salire sull’ambulanza mi disse: E’ arrivato il tempo dell’apocalisse”.

Nel pomeriggio di ieri la pattuglia del locale Commissariato di PS di Licata in servizio di prevenzione e repressione dei reati, nel transitare nel corso principale della cittadina, notava un uomo riverso sulla sede stradale. I Poliziotti aiutavano il malcapitato, in quanto dolorante per diverse ferite riportate, successivamente curate dai sanitari dell’ospedale e con una prognosi di 25 gg. L’uomo narrava che, mentre si trovava a bordo del proprio motociclo, era stato violentemente investito da una autovettura. Il conducente di detto veicolo, anziché prestare il primo soccorso, si era dato a precipitosa fuga. Gli Agenti, acquisite le dovute informazioni su alcuni piccoli particolari, sulle fattezze fisiche del conducente e sul suddetto veicolo, avviavano immediate le ricerche, riuscendo in breve tempo a risalire all’autovettura pirata ed al suo conducente, un quarantenne licatese. Detta persona veniva pertanto rintracciata e, dopo aver ammesso agli Agenti i fatti accaduti, veniva segnalato alla A.G.   poiché resosi responsabile dei reati di lesioni colpose aggravate, omissione di soccorso e guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti, quest’ultimo reato accertato a seguito di tempestivi esami alcolemici e tossicologici eseguiti su entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro stradale effettuati presso il locale nosocomio.