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E’ attivo il servizio di assistenza psicologica istituito dall’Anci Sicilia, l’Associazione dei Comuni, per sostenere cittadini e amministratori nella gestione emotiva dell’emergenza coronavirus. Grazie a numerosi professionisti che hanno offerto la loro disponibilità, gli utenti possono ricevere suggerimenti utili su come controllare lo stress da isolamento e la paura del contagio. Gli interessati possono collegarsi al link https://www.anci.sicilia.it/coronavirus-supporto-psicologico-per-cittadini-e-amministratori-locali/ e consultare l’elenco degli psicologi che hanno risposto all’invito dell’Associazione dei Comuni siciliani offrendo gratuitamente il loro sostegno.

L’emergenza sanitaria legata al coronavirus, e le manifestazioni di rilievo sospese e rinviate: il Circolo della Vela Sicilia annuncia che la 16esima edizione della Palermo – Montecarlo, organizzata in collaborazione con lo Yacht Club de Monaco e lo Yacht Club Costa Smeralda, è stata annullata a causa delle complicazioni collegate alla crisi sanitaria causata dal coronavirus. L’appuntamento con la regata velica è quindi rimandato ad agosto del 2021.

La giunta Musumeci ha approvato bilancio e legge di stabilità. Per finanziare le misure il governo punta all’impiego del contributo che è destinato al risanamento della finanza pubblica, e che è pari a poco più di un miliardo di euro. Previsti interventi a sostegno delle famiglie disagiate, per le imprese, gli artigiani, la scuola, per il finanziamento della cassa integrazione, per il trasporto pubblico locale. I documenti saranno adesso trasmessi alla Presidenza dell’Assemblea Regionale per l’avvio dell’iter parlamentare di approvazione definitiva della finanziaria.

Sale a 8 il numero delle persone nate in provincia di Agrigento e decedute per il Coronavirus fuori dall’Isola.

L’ultima vittima è Camillo De Luca, di Canicattì, residente a Merate in provincia di Lecco. In questo stesso comune era morto un altro agrigentino. Il primo decesso è stato quello di un quasi settantenne di Cianciana in Brianza, stessa tragica sorte è toccata a poco più che cinquantenne di Santa Elisabetta residente a Bergamo, morto in un ospedale di Milano. Altri decessi un licatese al Nord e un favarese quarantenne a Bruxelles. Poi la morte di un impiegato postale di Grotte di quasi sessant’anni, residente anche lui a Merate, in provincia di Lecco, e un ottantenne di Aragona, impiegato di banca in pensione, in un paesino dell’Emilia Romagna dove viveva da parecchi anni.

Il TAR Palermo, conferma la misura cautelare già disposta in via provvisoria nel contesto emergenziale e sospende l’ordine di demolizione adottato dal Comune di Canicattì nei confronti del sig. A.P.

Anche nel contesto emergenziale ed il differimento delle udienze, infatti, la Giustizia Amministrativa continua a garantire la tutela cautelare, per i casi in cui si rinvengano ragioni di urgenza ovvero dell’insorgenza di un danno grave ed irreparabile.

La vicenda, abbastanza articolata nasce nel 2016, quando il sig. A.P. aveva ottenuto da parte del Comune di Canicattì l’autorizzazione edilizia per la realizzazione di due strutture prefabbricate, quali pertinenze di un fabbricato già precedentemente realizzato e regolarmente assentito.

Dopo l’ultimazione dei lavori oggetto dell’autorizzazione edilizia, il Comune, senza aver mai interrotto i lavori, anche a seguito dei sopralluoghi presso il cantiere, ha intimato l’integrale demolizione delle opere prefabbricate ritenendo che il titolo autorizzativo fosse in realtà decaduto in precedenza e che vi fossero delle difformità rispetto al materiale impiegato rispetto al progetto originario.

A questo punto il sig. A.P. con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ e Tanja Castronovo ha proposto ricorso innanzi al TAR Palermo per chiedere l’annullamento, previa la sospensione in via cautelare, dell’ordine demolitorio adottato dal Comune.

In particolare gli Avv.ti Rubino, Airo’ e Castonovo hanno dedotto l’illegittimità dell’operato del Comune sotto molteplici profili osservando, tra l’altro, che il Comune anche in ragione dell’affidamento in precedenza ingenerato in capo al privato non poteva asserire l’intervenuta decadenza del titolo edilizio in assenza di un precedente atto formale e quando le opere erano già state ultimate.

Allo stesso tempo, inoltre, i difensori hanno chiarito che le contestate difformità, in realtà, risultano del tutto irrilevanti e, rispetto al progetto approvato, non hanno alcuna incidenza sui parametri urbanistici ed edilizi.

In ragione delle particolari disposizioni introdotte dall’art. 84 co. 1 del D.L. n. 18/2020, dal DPCDM del 19.3.2020 per far fronte all’emergenza causata dal Covid-19, il TAR Palermo sez.II, ritenendo sussistenti le ragioni di eccezionalità ed urgenza dedotte dalla difesa del sig. A.P. aveva accolto la domanda cautelare, in via provvisoria, con decreto monocratico e fissato la trattazione della stessa in sede collegiale per il 06.04.2020.

Nel frattempo, il Comune di Canicattì ha contestato le difese del ricorrente ritenendo legittimo il proprio operato e la sostanziale abusività delle opere.

Anche in sede collegiale, la Seconda sezione del TAR Palermo, disattendendo le difese del Comune, ha ritenuto, ad una sommaria cognizione, la fondatezza delle argomentazioni dedotte dagli avv.ti Rubino, Airo’ e Castronovo, ritenendo in particolare che “appare fondata la censura relativa alla violazione dell’affidamento, tenuto conto che i manufatti di cui è stata ingiunta la demolizione sono stati realizzati in virtù di autorizzazione edilizia … peraltro fondata su precedenti direttive del medesimo ufficio tecnico (disposizione di servizio n. 13 del 3 dicembre 2015) e considerato che all’amministrazione la data di effettivo avvio delle opere era nota”.

Per effetto della predetta pronuncia cautelare il sig. A.P. potrà mantenere la disponibilità delle opere realizzate fino alla definizione del giudizio dove saranno approfondite anche le ulteriori questione dedotte in giudizio.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati ad oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 107 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 93 (22, 4, 8);

Catania, 551 (155, 28, 51);

Enna, 273 (168, 1, 15);

Messina, 327 (145, 18, 25);

Palermo, 276 (74, 29, 12);

Ragusa, 47 (7, 4, 3);

Siracusa, 80 (42, 26, 7);

Trapani, 105 (22, 1, 3).

Nel corso della giornata di ieri, personale dell’U.P.G.S.P., durante il servizio di vigilanza e controllo del territorio, interveniva nel centro cittadino per identificare un gruppo di giovani stranieri che, incuranti dei divieti imposti per il contenimento del contagio, immotivatamente si stavano assembrando in una via cittadina. Due dei predetti stranieri reagivano, scagliandosi violentemente contro i due operatori intervenuti. I due cittadini stranieri, un ventottenne e un trentunenne entrambi di origine nigeriana, residenti ad Agrigento, venivano tratti in arresto in flagranza di reato per Resistenza, Violenza, Lesioni e Minaccia a P.U. in concorso tra loro. Gli arrestati, venivano accompagnati presso le rispettive abitazioni e posti agli arresti domiciliari, all’atto della convalida l’A.G. procedente disponeva l’obbligo di firma.

ATTIVITA’ POLIZIA DI PREVENZIONE:

 Nell’ambito dell’attività di “Controllo del Territorio in Provincia”, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

 

  • Persone identificate 365
  • Persone controllate al C.E.D. 312
  • Veicoli controllati 263
  • Contravvenzioni C.d.S. 022
  • Posti di controllo 040
  • Documenti ritirati 001
  • Veicoli sequestrati 001
  • Controllo persone sottoposte a misure 092

“Atti tempestivi, concreti e risolutivi per restituire alla nostra provincia una serenità e fiducia nei confronti delle istituzioni”.  E’ quanto il sindaco, Francesco Italia ha chiesto al presidente della Regione, Nello Musumeci e all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza nei confronti dei vertici dell’Asp. “La fiducia da parte dei cittadini è compromessa- dice il primo cittadino- Una frattura ormai insanabile”.  Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, dai suoi canali social ha parlato oggi pomeriggio ai cittadini.  In queste ore, specie dopo la puntata di Report di ieri sera, sotto pressione l’Asp di Siracusa ed il suo management. “Già da parecchi giorni -dice il primo cittadino. ho avuto modo di esprimere attraverso azioni e atti formali e circostanziati la mia preoccupazione per la gestione sanitaria dell’emergenza Covid in provincia di Siracusa”. “Ho formalmente richiesto il supporto, che non è stato ritenuto necessario, della Croce Rossa Militare. Indubbiamente, l’azione del gruppo di supporto da me richiesto e prontamente attivato dall’assessore Razza, si è rivelato indispensabile per l’adozione di misure idonee a mettere in sicurezza l’Umberto I. In queste ore – continua Francesco Italia – ho ripetutamente interagito con il presidente della Regione e l’assessore Razza, rinnovando loro una forte preoccupazione legata al clima di sfiducia generato dai servizi giornalistici di queste ore, per non parlare del grave danno all’immagine della città”.  Italia entra nel dettaglio delle polemiche seguite al servizio messo in onda su RaiTre nel corso di Report ieri sera. “Non ho intenzione di fare processi sommari-premette il sindaco- Ci sono dei procedimenti in corso . Saranno le autorità giudiziarie a stabilire se qualcuno ha sbagliato. Avevamo fatto un appello nel 2018 a tutte le forze possibile per chiedere un’accelerazione per realizzare un ospedale nuovo ed efficiente. Mi fa impressione sentire che improvvisamente qualcuno solo oggi si sveglia e si accorge che le cose a Siracusa non stanno funzionando. Le lottizzazioni della sanità sono state politiche, portate avanti da persone indegni solo in virtù di appartenenze politiche. Che adesso si cerchi, nell’emergenza, a puntare il dice contro l’uno o l’altro, lo ritengo immorale. Ci sono certamente delle responsabilità. Da tempo lo diciamo”. Italia è sicuro che “‘intervento del Covid team della regione nel territorio sia stato provvidenziale”. Il sindaco si chiede “dove fossero in tutti questi anni tutti quelli che oggi puntano il dito”. Italia , dopo avere sentito oggi Musumeci, Razza e la giunta comunale parla di “un’interruzione del rapporto di fiducia dei siracusani nei confronti dei vertici dell’Asp. Una frattura ormai insanabile. Abbiamo chiesto al presidente della Regione e all’assessore di adottare atti tempestivi, concreti e risolutivi per restituire alla nostra provincia una serenità e fiducia nei confronti delle istituzioni”.

siracusaoggi.it

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (martedì 7 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 24.857 (+1.393 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.097 (+51), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.859 persone (+44), 113 sono guarite (+5) e 125 decedute (+2).
Degli attuali 1.859 positivi, 635 pazienti (-2) sono ricoverati – di cui 73 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.224 (+46) sono in isolamento domiciliare.

Con una lettera indirizzata al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e per conoscenza al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, il Sindaco di Messina, on. Cateno De Luca ha precisato dei punti, a seguito delle risposte mai ricevuti dai diretti interessati, in merito alla Renault 4 con a bordo i giramondo che, dalla Francia hanno attraversato tutto lo Stivale – mentre ricordiamo vigeva già il DPCM di restrizione per contenere il Covid-19 – attraversato lo Stretto e sbarcati in Sicilia.

“Ho scritto una lettera d’amore al Ministro dell’Interno – dichiara il Primo cittadino – per informarla che ieri pomeriggio, Vincenzo Marino, il mio collega sindaco di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta – oltre a pubblicare sui social un video di denuncia – mi ha chiamato per informarmi che la Renault 4, sulla quale una comitiva di artisti di strada sta attraversando la Sicilia in lungo e in largo, era giunta nel nisseno, senza alcuna autorizzazione istituzionale. Mi ero già occupato di questa vicenda quando la suddetta Renault 4 era stata avvistata da un autotrasportatore sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria ed era stata ripresa in un filmato che, in poche ore, aveva fatto il giro del web, destando clamore, sorpresa e anche una comprensibile rabbia da parte di chi stava già affrontando le restrizioni della quarantena e si sentiva preso in giro da una così palese violazione di ogni disposizione di legge. Infatti, alla domanda del Sindaco Vincenzo Longo, sul perché della loro presenza a Mazzarino, i viaggiatori hanno semplicemente risposto di essersi messi in viaggio perché ad Aci Trezza – dove si erano fermati – vivevano in 8 in una stanza e non avendo di che cosa nutrirsi, avevano deciso di spostarsi, affermando di essere stati autorizzati a tale spostamento. La circostanza ovviamente non corrispondeva al vero e al Sindaco del Comune di Mazzarino non è rimasto altro da fare se non identificarli, denunciarli, trovare loro un posto dove obbligarli a trascorrere il periodo di isolamento, facendosi altresì carico di fargli eseguire il test tampone e provvedere al vitto ed alloggio per tutta la durata dell’isolamento”.

 

“In poche parole – continua il Sindaco Peloritano – ecco dimostrata per l’ennesima volta l’assoluta fallacia di un sistema di controlli da voi architettato che è valido solo sulla carta. Persone che entrano in Sicilia e si spostano da un Comune all’altro, esponendo le comunità locali ai rischi di un contagio esponenziale e che costituiscono un problema solo per le massime autorità locali di sanità, i Sindaci, che poi, una volta che se li trovano nel loro territorio, sono costretti a trovare le soluzioni per tutelare la collettività e fare applicare delle disposizioni che, come è ormai dimostrato, sono prive di misure per assicurare la loro concreta attuazione. Avevo già denunciato la totale irregolarità delle prassi con le quali avviene il trasporto dei passeggeri sullo Stretto e per la mia intemperanza, motivata dalla constatazione di una perdurante mancanza di attenzione verso il Sud e la Sicilia, il Ministro degli Interni mi ha denunciato per vilipendio”.

“Ho atteso per oltre una settimana che il Governo si pronunciasse sull’unica soluzione in grado di arginare il flusso incontrollato di passeggeri – aggiunge il Primo cittadino – senza ricevere neanche un formale diniego, scontrandomi con la sorda indifferenza da parte delle Istituzioni. Non mi era più consentito attendere oltre, ed è per questo che il 5 aprile ho emesso l’Ordinanza n. 105 con la quale ho istituito ed attivato la banca dati per la registrazione on-line dei passeggeri che attraversano lo Stretto di Messina “Si passa a condizione”. Dopo due giorni di intensa attività per la verifica delle numerosissime domande di registrazione pervenute sia dai pendolari che dai viaggiatori occasionali, domani il sistema dei controlli previsto nella detta Ordinanza entrerà in vigore e consentirà finalmente ai Sindaci dei Comuni della Sicilia di conoscere, con congruo anticipo, chi sta arrivando nei loro territori e dove trascorrerà il periodo di isolamento, evitando che si ripetano situazioni paradossali come quella che ieri ha vissuto lo stesso Sindaco del Comune di Mazzarino”

“Almeno una richiesta però vorrei che fosse presa in considerazione dai diretti interessati – conclude De Luca. Signora Ministro, non mi mi permetto più neanche di lasciarle sfoderare l’eventuale ultimo residuo di bon ton istituzionale che le sarà rimasto per garantire agli italiani un bel regalo pasquale: le sue dimissioni da Ministro dell’Interno. Signor Presidente della Regione Siciliana, le rammento che dei Ponzio Pilato, la storia dell’umanità ne è costellata, e spero che lei non contribuisca ad accrescere ulteriormente tale parte del firmamento. Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, quando avrà capito almeno il senso pratico dell’amministrazione di un condominio, mi chiami al suo cospetto, sarò lieto di farle da aiuto inserviente”.