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Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, annuncia di avere chiesto di incontrare la Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Romina Mura, “per – afferma Catanzaro – discutere dell’estrema necessità di una tempestiva programmazione di interventi a sostegno dei lavoratori del comparto turistico”. Catanzaro, vice presidente della Commissione Attività produttive all’Assemblea regionale, aggiunge: “Il futuro di decine di migliaia di lavoratori che, in Sicilia come nel resto del Paese, operano, con professionalità e competenza straordinarie, nel comparto del turismo, sono costretti ad affrontare una situazione di grave disagio sociale a causa della crisi determinata dal diffondersi del coronavirus. Porremo particolare attenzione verso i lavoratori stagionali del settore”.

Inizia domani, giovedì 22 aprile, e si protrarrà fino a lunedì prossimo, 26 aprile, il convegno “La Sicilia unita per lo screening del carcinoma alla mammella”, organizzato dall’Accademia di studi mediterranei di Agrigento. La presidente onoraria dell’Accademia, la professoressa Assuntina Gallo Afflitto, spiega: “I programmi di screening rappresentano un fondamentale strumento per identificare il carcinoma mammario negli stadi più precoci, al fine di ridurre la mortalità per tumore al seno. Per questo abbiamo voluto approfondire questa delicata materia chiamando a raccolta operatori sanitari tra i più qualificati del settore che possano dare un contributo di elevato spessore tecnico”.

Secondo il bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, i nuovi positivi al covid in provincia sono stati 47. I guariti sono 135. Un morto. E altri 7 ricoveri, a fronte degli ospedalizzati che sono complessivamente 84. Gli agrigentini attualmente in degenza ordinaria-subintensiva sono 70. Ad Agrigento gli attualmente positivi sono 147. Poi Alessandria della Rocca: 10; Aragona: 3; Bivona: 22; Burgio: 9; Calamonaci: 6; Caltabellotta: 6; Camastra: 1; Cammarata: 17; Campobello di Licata: 46; Canicattì: 287; Casteltermini: 18; Castrofilippo: 11; Cattolica Eraclea: 67; Cianciana: 2; Comitini: 11; Favara: 201; Grotte: 8; Joppolo Giancaxio: 0; Menfi: 14; Montallegro: 37; Montevago: 10; Naro: 3; Palma di Montechiaro: 196; Porto Empedocle: 54; Racalmuto: 11; Raffadali: 72; Ravanusa: 42; Realmonte: 7; Ribera: 168; Sambuca di Sicilia: 18; San Biagio Platani: 13; San Giovanni Gemini: 13; Sant’Angelo Muxaro: 11; Santa Elisabetta: 4; Santa Margherita di Belìce: 45; Santo Stefano Quisquina: 2; Sciacca: 73; Siculiana: 22; Villafranca Sicula: 2.

Quindici giovani tra i 20 e i 30 anni sono stati denunciati a Capaci, in provincia di Palermo, per una rissa avvenuta lo scorso febbraio in via Giovanni Falcone, insorta a causa degli apprezzamenti rivolti alla fidanzata di uno dei ragazzi coinvolti nella lite. Grazie ai sistemi di videosorveglianza e ai racconti dei testimoni, i Carabinieri della Compagnia di Carini hanno identificato i quindici che avrebbero partecipato alla colluttazione. Il più grave dei contusi ha ricevuto una prognosi di 7 giorni.

I sindacati del settore commercio di Cgil, Cisl e Uil in Sicilia rivendicano la chiusura dei negozi la domenica e nei festivi altrimenti sono pronti a proclamare lo sciopero del commercio per le giornate del 24, 25 e 30 aprile e per il primo maggio. Cgil, Cisl e Uil, in una nota inviata al presidente della Regione, Nello Musumeci, al presidente Anci Sicilia, Leoluca Orlando, e alle Prefetture, affermano: “Ribadiamo la necessità di chiudere per l’intera giornata di domenica e festivi i negozi, e di anticipare l’orario di chiusura dal lunedì al sabato, per tutti gli esercizi commerciali, per una maggiore tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori e di tutta la collettività. Tali misure avrebbero il merito di non vanificare tutti gli sforzi sin qui fatti nel tentativo di contenere il rischio di diffusione del covid. Inoltre aiuterebbe ad allentare i carichi di lavoro e lo stress accumulato dalle migliaia di lavoratori, che durante il lockdown hanno garantito un servizio definito essenziale, nonostante fossero continuamente esposti al rischio contagio, con il timore, adesso, di rivivere nuovamente quel periodo e di mettere a repentaglio, quindi, non solo la loro stessa salute, ma anche quella dei propri familiari”. Inoltre, l’anticipazione dell’orario di chiusura sarebbe una misura di sicurezza anche contro eventuali aggressioni esterne da parte di malintenzionati, tenuto conto che già dal tardo pomeriggio le città si svuotano e il commercio è un settore a prevalente presenza femminile”.

Il Tribunale di Brescia, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere per indebite compensazioni, che è un reato penale di carattere tributario, l’imprenditore originario di Palma di Montechiaro, Salvatore Sambito, 41 anni, coinvolto nell’ambito della maxi inchiesta “Leonessa” contro gli insediamenti stiddari nel nord Italia, in Lombardia. A favore di Sambito è intervenuta l’assoluzione dal reato di associazione mafiosa. Infatti, il pubblico ministero ha proposto la condanna del palmese a 9 anni di reclusione.

Maxi operazione oggi, cosiddetta “Caput Silente”, nella provincia di Enna. Oltre 200 agenti della Polizia di Stato hanno eseguito 30 provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta. Si contestano i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso aggravata dall’uso delle armi, estorsioni, danneggiamenti, e traffico di stupefacenti. Il clan, sotto l’egida della famiglia mafiosa di Enna, avrebbe imposto il pizzo, e avrebbe controllato in regime di monopolio il mercato della droga, soprattutto nella zona nord della provincia. Nel corso dell’attività investigativa sarebbe stato scongiurato anche un omicidio e sono state sequestrate ingenti quantità di sostanze stupefacenti e armi da fuoco.

Sono 1.148 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 25.779 tamponi processati, con una incidenza del 4,4%. La Regione è quarta per numero di contagi giornalieri dietro la Campania, la Lombardia e la Puglia.

Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 36 e portano il totale a 5.208. Il numero degli attuali positivi è di 24.899 con un decremento di 1.423 casi rispetto a ieri; i guariti sono 2.535.
Negli ospedali i ricoverati sono 1.435, 3 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 180, 4 in più rispetto a ieri.

I nuovi casi per province: 

Palermo con 431

Catania 262

Messina 125

Siracusa 49

Trapani 108

Ragusa 26

Caltanissetta 64

Agrigento 49

Enna 34.

L’inchesta Fortino, coordinata dal pm Paola Vetro, ha lavorato per il controllo capillare del centro cittadino, che ha permesso di frenare il fenomeno del centro storico di Favara, della tensione tra residenti e spacciatori, responsabili del degrado della cittadina.
In merito a questa inchiesta, la prima sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, in parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento, ha disposto cinque condanne nell’ambito dell’inchiesta antidroga “Fortino”, condotta dai carabinieri della Tenenza di Favara, che ha fatto luce su un giro di droga nel centro storico.

In secondo grado, le condanne sono ridimensionate.

La Corte, presieduta dal giudice Adriana Pirasa, ha condannato a due anni, dieci mesi e venti giorni di reclusione (e 10 mila euro di multa) Massimo Crapa (3 anni e 4 mesi in primo grado); due anni e dieci mesi sono stati inflitti a Emanuele Di Dio e Salvatore Stagno (in primo grado condannati rispettivamente a sette anni e sei mesi e sei anni di reclusione); un anno, nove mesi e dieci giorni sono stati inflitti a Bukary Abass, che torna in libertà, (in primo grado la condanna era stata di quattro anni e due mesi); un anno e due mesi di reclusione a Rosario Crapa (in primo grado la condanna era stata tre anni e nove mesi).

 

“Dopo innumerevoli sedute di commissione e la ricerca di ogni mediazione possibile, ritengo che siano state superate tutte le perplessità tecnico giuridiche che erano state sollevate anche dalle opposizioni.” A dichiararlo il Presidente Giusy Savarino al termine della seduta odierna della IV Commissione.
“Mandiamo in aula un testo in gran parte condiviso, tranne che per il numero degli ambiti di gestione, i quali noi riteniamo debbano essere, almeno in prima applicazione, nove ovvero uno per provincia. Lo riteniamo sia per motivi organizzativi e logistici, che per contemperare il dettato legislativo del codice dell’ambiente, il quale intima che siano almeno di livello provinciale, con quanto richiesto dalla Corte dei Conti, che chiede di ridurle. Ora che la sintesi è stata trovata, mi auguro che l’Aula possa approvarla in breve tempo, perché sarebbe una risposta ottimale dopo che , grazie al Governo Musumeci, è stato approvato anche il piano regionale di rifiuti, che programma l’impiantistica in Sicilia. Semplificare, rendere trasparente e ridurre i costi della gestione e dell’organizzazione sarebbe un’ulteriore risposta data ai siciliani.”