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Oggi, 29 settembre, la Questura di Agrigento ha celebrato la ricorrenza di S. Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, con una cerimonia religiosa che,  a causa delle restrizioni dettate per il contenimento del Covid -19, si è svolta  in maniera contenuta ed in sobrietà alle 09.30 presso la Basilica di San Francesco, officiata da S.E. il Vescovo coadiutore  di Agrigento Mons. Alessandro Damiano.

Al termine della celebrazione il Questore, dr.ssa Rosa Maria Iraci, ha rivolto un caloroso  apprezzamento agli uomini e alle donne in divisa che nel corso dell’anno, sebbene le innumerevoli criticità, hanno contribuito a garantire la sicurezza dei cittadini;  infine, un ricordo è andato ai tanti colleghi della Polizia di Stato,  ai caduti e vittime del dovere che nel corso dell’anno hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere, anche per causa Covid.

Ha salutato con affetto le Autorità intervenute, ha rivolto parole di viva riconoscenza, al Vescovo celebrante ed alle Autorità civili e militari, ai rappresentanti dell’ A.N.P.S, per aver voluto condividere con la Polizia di Stato un importante momento della tradizionale celebrazione in onore di San Michele.

Un anno esatto. È questo il tempo trascorso da quando i Giovani imprenditori siciliani hanno sottoscritto un “patto generazionale” con il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Giancarlo Cancelleri, e con il governatore Nello Musumeci. Trecentosessantacinque giorni durante i quali il mondo è cambiato. La crisi pandemica ha stravolto anche il tessuto economico sovrapponendosi, in Sicilia, a una pesante recessione già in atto, che nel corso di un decennio ha già portato 200mila ragazzi a fare le valigie. Ed ecco che i Giovani imprenditori tornano a far sentire la propria voce, organizzando un incontro dal titolo “Trasformazioni: uscire dal labirinto rompendo gli schemi”. L’appuntamento è per sabato 3 ottobre, alle 10, presso l’impianto “Empedocle” di Ecoface, nella Zona industriale di Agrigento.

“Si tratterà – spiega il presidente regionale degli imprenditori under 40, Gero La Rocca – di un importante momento di confronto che servirà a fare il punto su quanto fatto, ma soprattutto su quello che c’è da fare. La crisi causata dal Covid ha, infatti, messo ancor più in evidenza l’urgenza di alcune ‘trasformazioni’ non più rinviabili, a partire da quel modello di Sicilia che finora ha dato risultati evidentemente fallimentari e che richiede interventi decisi in particolare su quattro cardini: burocrazia, digitalizzazione, investimenti, infrastrutture. Occorre operare una metamorfosi, conservando ciò che ha valore, ma liberandoci delle zavorre arrugginite, anche perché nel contesto del Recovery Plan sentiamo di essere al nostro ultimo appello. Siamo a un grande bivio: o ne veniamo fuori tutti insieme o andremo alla deriva”.

È per questo che i Giovani imprenditori hanno chiamato al confronto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, oltre ai firmatari del patto generazionale, Cancelleri e Musumeci.

“Siamo consapevoli – aggiunge La Rocca – di rappresentare una categoria che ha e avrà la responsabilità e il dovere di crederci, investendo in una regione che ha bisogno del sostegno delle Istituzioni, ma anche di una grande stagione di investimenti. Per ritrovare la fiducia e rilanciare la nostra economia crediamo sia importante confrontarci con chi ci rappresenta, chiedendo di valorizzare i giovani che hanno già scelto di fare impresa qui e anche chi sogna di investire in questa regione. Ma per fare qualsiasi progetto deve essere chiaro che occorre intervenire innanzitutto sulla Pubblica amministrazione, eliminando le trappole dei formalismi normativi esasperati che, da un lato, ostacolano le imprese e, dall’altro, scoraggiano i burocrati nell’assumere le decisioni. Le norme per snellire e semplificare ci sono. Non è più tempo di tergiversare”.

“Le testimonianze di civiltà millenaria che offre Agrigento devono rappresentare elemento di attrazione per le politiche di sviluppo della nostra città nel mediterraneo . Agrigento può conquistare un ruolo centrale nel dialogo interculturale presente nel Mediterraneo, esaltando la sua vocazione di città accogliente e inclusiva. Il pieno utilizzo dei fondi comunitari e strutturali dell’Unione europea da parte dell’amministrazione comunale, può consentire il miglioramento dell’offerta turistica e culturale. Da candidato al consiglio comunale con la delega di assessore nella giunta guidata da Lillo Firetto-conclude Giorgia Iacolino- il mio costante impegno per rafforzare la centralità di Agrigento per la promozione della cultura dell’accoglienza nel rigoroso rispetto delle regole, guardando allo sviluppo del nostro territorio con un rafforzato rapporto istituzionale con i livelli di governo nazionale e regionale”.

L’ordine parte del capo della Procura di Agrigento dott. Luigi Patronaggio e dal Sostituto Procuratore Gloria Andreoli. La Guardia di Finanza ha sequestrato 11 social card ad altrettanti soggetti che usufruiscono del reddito di cittadinanza.

Si tratta di persone che hanno dei precedenti penali non di poco conto; criminalità organizzata di stampo mafioso. E tutti, dovo averne fatto regolare richiesta, hanno chiesto e ottenuto il contributo, senza avere alcun titolo per poterlo ottenere.

 

Le indagini, ovviamente, hanno coinvolto l’Inps, il quale istituto, dopo aver fornito ampie delucidazioni, ha provveduto a revocare il contributo ottenuto illecitamente il cui valore complessivo ammonta a circa 300 mila euro.

Le indagini non si fermano qui. In corso ulteriori accertamenti per stabilire se ci sono ancora percettori del reddito di cittadinanza senza avere alcun titolo per riscuoterlo.

Al momento risultano 69 indagati, ma non è da escludere che questo numero possa aumentare.

 

 

 

 

Vero e proprio stile americano. Il sindaco uscente Calogero Firetto ha presentato ieri una convection in occasione delle prossime amministrative dove il primo cittadino, come è noto, sarà ricandidato.

A rappresentare Lillo Firetto, oltre ai numerosi presenti, anche alcuni sindaci delle città più importanti italiane, primo fra tutti Leoloca Oerlando, sindaco di Palermo e presidente dell’Anci. Poi, attraverso un video, è stata la volta di Dario Nardella, sindaco di Firenze che con Agrigento è gemellata grazie agli eventi di Dolce & Gabbana, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e Matteo Ricci sindaco di Pesaro.

Ad introdurre le riuscita iniziativa un messaggio inviato da Andrea Bocelli, artista di fama mondiale, attraverso il quale ha voluto sottolineare come la città di Agrigento, grazie a Lillo Firetto, è riuscita a far accrescere la propria risonanza anche a livello mondiale.

Il messaggio dell’attuale sindaco è stato chiaro: occorre continuare questa strada intrapresa non senza difficoltà ma con lo stesso entusiasmo e la stessa capacità amministrativa.

 

 

 

I presidenti agrigentini dell’Unuci (Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’Italia)ten. Carmelo Fenech e dell’Associazione Nazionale Bersaglieri ten. Andrea De Castro, accompagnati dal ten. Salvatore Albano e dal cav. Salvatore Fucà, hanno reso una visita di cortesia e di benvenuto al nuovo comandante provinciale dei carabinieri col. Vittorio Stingo. Durante il cordiale colloquio sono state illustrate a quest’ultimo le numerose iniziative intraprese negli anni dalle due strutture associative e i due presidenti hanno augurato al rappresentante dell’Arma benemerita un proficuo lavoro nell’interesse delle popolazioni agrigentine. Al col. Stingo sono state donate anche pubblicazioni sulle attività dell’Unuci e dell’Anb e sulla storia agrigentina.

I giudici della Corte di Appello di Palermo hanno confermato le condanne per i coinvolti nel processo, scaturito dall’inchiesta “Ecap”. Inflitti 2 anni di reclusione, ciascuno, al maresciallo dei carabinieri Antonio Arnese, e all’avvocato Ignazio Valenza, per l’accusa di corruzione.

Arnese, all’epoca dei fatti, nel 2013, comandante del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Villaggio Mosè, avrebbe “barattato” l’assunzione della moglie alle dipendenze dell’Istituto assistenziale “Casa Amica”, in cambio di un controllo “addomesticato” all’istituto di formazione Ecap. Entrambi gli enti erano presieduti da Valenza.

I legali difensori, gli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Giuliano Dominici, avevano sostenuto, che non vi fosse alcun collegamento fra l’assunzione della donna, e il controllo ispettivo.

Movida saccense sotto controllo da parte del personale della Polizia di Stato di Sciacca, unitamente a personale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nell’ambito di programmati servizi di controllo del territorio anti-covid disposti dalla Questura di Agrigento.

Nello scorso weekend, sono stati effettuati controlli mirati nei luoghi della movida Saccense per verificare se gli esercizi pubblici fossero in regola con quanto previsto dalle disposizioni di legge. Gli operatori di Polizia hanno controllato 57 persone e contestato 9 violazioni (per la mancanza di mascherina a carico di un educatore di una comunità per minori e del registro degli utenti per le attività attenzionate).

Per due attività è stata disposta la chiusura immediata per 5 giorni.

Il controllo veniva esteso ad una casa di campagna dove alcuni giovani avevano organizzato una festa. All’interno dell’abitazione la polizia giudiziaria individuava un soggetto in possesso di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” ed un paio di involucri di “cocaina” ed “hashish” per terra. Lo stupefacente rinvenuto veniva sottoposto a sequestro amministrativo e penale ed al giovane contestata la violazione di cui all’articolo 75 del DPR 309/90, con la consequenziale segnalazione alla Prefettura di Agrigento

Anche il poliambulatorio di Lampedusa non viene risparmiato dal coronavirus.

Due ambulanzieri ed un tecnico di laboratorio sono risultati positivi al Covid 19. Riscontrata la positività subito è scattato l’allarme e pertanto tutto il personale appartenente al poliambulatorio ha dovuto effettuare i tamponi per il relativo controllo. Fortunatamente nessuno di loro è risultato positivo.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Salvatore Martello ed ha dichiarato: “Si invita inoltre la cittadinanza a limitare il ricorso ai servizi del Poliambulatorio alle situazioni di reale necessità ed urgenza, e dunque di non recarsi nella struttura per motivi che non richiedano l’intervento di personale medico o sanitario”.