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Il coordinatore del movimento Mani Libere di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, annuncia di avere presentato un esposto alla Procura di Agirgento ed ai Carabinieri del Nas in riferimento alla da tempo e più volte segnalata presenza di una discarica nel Demanio Forestale, ad Agrigento, in via Papa Luciani, dove è stata ubicata l’isola ecologica in contrada “San Pietro”, e che invece – denuncia Di Rosa – è stata trasformata in discarica non solo di ogni tipo di rifiuto ma anche e soprattutto di rifiuti speciali, come amianto e carta catramata.

L’iniziativa tecnologica lanciata dal candidato sindaco Aldo Piazza inizia a produrre i suoi effetti.
Gli utenti agrigentini che stanno iniziando a interagire con l’APP ” inPiazza” sono sempre più attivi.

Soltanto ieri, nella giornata di lancio dell’APP,  sono state ricevute di 100 idee e segnalazioni in merito la città di Agrigento, scoprendo un sottobosco di interventi e di iniziative possibili, che stanno a cuore a chi vive i quartieri.
In uno scenario apocalittico, dove c’è chi pensa solo a mettere luci e alberi di Natale, Aldo Piazza continua la sua opera di comunicazione con il popolo in modo diretto.
L’APP ” inPiazza” è disponibile (almeno per ora) sui dispositivi Android e presto per tutte le piattaforme smartphone in commercio.
Afferma Aldo Piazza: “E’ un modo per rendere la gente protagonista senza strumentalizzare il Natale. Da troppo tempo assistiamo ai gemiti finali delle amministrazioni a ridosso delle elezioni. La gente non è affatto stupida anzi, è stanca! 

Agrigento, come già pubblicato, nel tratto di strada della statale 640 Agrigento – Caltanissetta in prossimità della rotonda San Pietro o degli Scrittori, la Polizia Stradale agrigentina, capitanata da Andrea Morreale, ha imposto il limite massimo di velocità a 40 chilometri orari al fine di scongiurare i ricorrenti incidenti che accadono nella zona. Ebbene, tale limite è in vigore da una ventina di giorni, e 20 sono stati i trasgressori. Sul posto è utilizzato il telelaser “Trucam”, un’apparecchiatura d’ultima generazione dotata di videocamera in grado di generare brevi video. Sono state elevate 20 contravvenzioni.

Lo scorso 4 marzo 2019, tra Agrigento, Palermo, Trapani, Catania, Ragusa, Vibo Valentia e Parma, la Dia, la Direzione investigativa antimafia, e i Carabinieri hanno eseguito 32 ordinanze cautelari emesse dalla Procura antimafia di Palermo per associazione mafiosa, partecipazione e concorso in associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento mediante incendio. L’operazione è stata intitolata “Kerkent”, nome arabo di Agrigento. Ebbene, adesso i pubblici ministeri Claudio Camilleri e Pierangelo Padova hanno chiesto 35 rinvii a giudizio. La prima udienza preliminare è in programma il prossimo 27 gennaio innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Fabio Pilato.
I 35 sono:

Antonio Massimino, 51 anni, di Agrigento.
Gerlando Massimino, 31 anni, di Agrigento.
James Burgio, 27 anni, di Porto Empedocle.
Salvatore Capraro, 30 anni, di Agrigento.
Pasquale Capraro, 28 anni, di Agrigento.
Angelo Cardella, 47 anni, di Porto Empedocle.
Marco Davide Clemente, 27 anni, di Palermo.
Fabio Contino, 40 anni, di Agrigento.
Sergio Cusumano, 56 anni, di Agrigento.
Alessio Di Nolfo, 33 anni, di Agrigento.
Francesco Di Stefano, 42 anni, di Porto Empedocle.
Salvatore Ganci, 46 anni, di Agrigento.
Daniele Giallanza, 47 anni, di Palermo.
Eugenio Gibilaro, 54 anni, di Agrigento.
Angelo Iacono Quarantino, 28 anni, di Porto Empedocle.
Pietro La Cara, 42 anni, di Palermo.
Domenico La Vardera, 38 anni, di Palermo.
Francesco Luparello, 45 anni, di Realmonte.
Domenico Mandaradoni, 30 anni, di Tropea.
Saverio Matranga, 41 anni, di Palermo.
Antonio Messina, 61 anni, di Agrigento.
Giuseppe Messina, 32 anni, di Agrigento.
Valentino Messina, 46 anni, di Porto Empedocle.
Gabriele Miccichè, 29 anni, di Agrigento.
Liborio Militello, 52 anni, di Agrigento.
Gregorio Niglia, 36 anni, di Tropea.
Andrea Puntorno, 42 anni, di Agrigento.
Calogero Rizzo, 48 anni, di Raffadali.
Francesco Romano, 33 anni, di Vibo Valentia.
Vincenzo Sanzo, 37 anni, di Agrigento.
Attilio Sciabica, 31 anni, di Agrigento.
Luca Siracusa, 43 anni, di Siracusa.
Giuseppe Tornabene, 36 anni, di Agrigento.
Calogero Trupia, 33 anni, di Agrigento.
Francesco Vetrano, 34 anni, di Agrigento.

Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Fabio Passalacqua, ha assolto l’ex sindaco di Bivona ed ex deputato regionale del Partito Democratico, Giovanni Panepinto. Assolto anche il dirigente responsabile del depuratore comunale, Giuseppe Alessi. I due sono stati imputati di irregolarità nella gestione dell’impianto di trattamento delle acque reflue urbane, allorchè nel 2015 i reflui non depurati sarebbero stati scaricati nel fiume Magazzolo in contrada Scaldamosche. Panepinto e Alessi sono stati assolti con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Sciacca, i Carabinieri della Sezione Radiomobile, nel corso di un servizio di pattugliamento nel quartiere “Perriera”, all’alba hanno udito dei rumori sospetti provenire dall’isola ecologica nella zona. Sul posto hanno avvistato un uomo intento a recuperare rame e materiale ferroso. Lui ha tentato la fuga scavalcando il muro di cinta e correndo verso il suo scooter ma è stato inseguito e acciuffato. Dentro due borsoni i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato circa 100 chili di cavi in rame e paletti in ferro, per un valore di mercato di almeno 500 euro. L’uomo, 52 anni, di Sciacca, è stato arrestato ai domiciliari.

Il Consigliere comunale di Agrigento, Calogero Alonge, di Forza Italia, esprime apprezzamento a seguito della potatura degli alberi nella frazione di Giardina Gallotti. Alonge afferma: “Finalmente, dopo vari solleciti e dopo più di cinque anni si è provveduto a potare nuovamente gli alberi antistanti la Chiesa che da tempo attendevano l’intervento di sistemazione anche per il pericolo che gli stessi rappresentavano a seguito delle piogge e dei venti di burrasca che nelle scorse settimane hanno interessato la nostra città. Mi auguro soltanto che non si debba attendere nuovamente altri cinque lustri, o comunque il periodo della campagna elettorale, per effettuare interventi che dovrebbero rientrare nell’assoluta normalità, ma, che invece, hanno sempre più il carattere della straordinarietà” – conclude Alonge.

Canicattì il fiuto investigativo di alcuni Carabinieri del locale Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia ha indotto a sottoporre a controllo due giovani colti in atteggiamento sospetto, appena fuori un bar, con borselli a tracolla. I due si sono accorti dei Carabinieri e verosimilmente prevedendone le intenzioni hanno tentato di confondersi tra la folla assumendo un atteggiamento più rilassato, chattando con il telefono cellulare. I militari invece hanno puntato diritti verso di loro. Ebbene, nel borsello i due hanno nascosto 30 dosi di cocaina, per 10 grammi complessivi, il tutto confezionato e pronto per essere venduto, nonché quasi 2000 euro in contanti. Sono stati arrestati. Si tratta di due albanesi. Sono reclusi nel carcere “Di Lorenzo” ad Agrigento in attesa della convalida dell’arresto.

“Abbiamo grande fiducia nell’arrivo di #MatteoRenzi ad Agrigento, ci compiaciamo per la sua proposta di liberare 120 miliardi per il completamento delle opere pubbliche e per la ripresa dei cantieri. Chiederemo a Matteo Renzi di dare assoluta priorità al completamento dell’autostrada Palermo-Caltanissettà e della Palermo-Agrigento.

Siamo convinti che le arterie stradali e autostradali siano di fondamentale importanza per rendere la nostra provincia meno isolata e più appetibile sul piano turistico, ma soprattutto per consentire agli Agrigentini di raggiungere velocemente le città di Catania e Palermo. Crediamo che strade, autostrade, ferrovie e porti debbano essere per la nostra terra l’immediata risposta che lo Stato centrale può dare in tempi ravvicinati. Ogni altra questione diventa demagogica e populistica laddove enuncia utopistiche proposte sulle quali la politica becera degli ultimi trent’anni ha imbrogliato i cittadini, pur essendo a conoscenza dell’insostenibilità tecnica ed economica di sistemi alternativi di trasporti. Noi siamo giovani e pretendiamo verità e #serietà a livello nazionale. Troppi politicanti locali, mentre illudevano i cittadini con irrealizzabili promesse, distruggevano il Polo universitario di Agrigento con pratiche clientelari, appaltandone la gestione a soggetti stranieri che hanno perseguito interessi personali, se non addirittura disegni criminosi. Vogliamo la verità, la pretendiamo come giovani, perché sulla nostra pelle si sono consumate le peggiori nefandezze. Alcuni sono colpevoli, molti hanno taciuto, troppi hanno voltato il capo dall’altra parte. È il momento di riprenderci ciò che è nostro, costi quel che costi, noi non taceremo più!”

Così Giorgio Bongiorno, 19 anni, portavoce del comitato Italia Viva Agrigento Sturzo.

Il Comune di Agrigento si costituirà parte civile nel procedimento contro l’ex presidente del consorzio universitario, Joseph Mifsud, l’uomo che è al centro del cosiddetto scandalo Russiagate. È la volontà espressa dal sindaco, Lillo Firetto: “La Procura ha iscritto nel registro degli indagati per truffa e abuso d’ufficio una persona che era stata voluta a capo del Polo universitario di Agrigento da un vecchio modo di fare politica – afferma il sindaco –  quella stessa vecchia politica che con leggerezza e senza farsi scrupoli ha rubato il futuro a tanti giovani agrigentini e che, se non fossimo intervenuti in tempo, avrebbe costretto altrettanti ragazzi e ragazze a rinunciare alla formazione universitaria”.
Firetto auspica che le indagini della Procura mettano in luce le responsabilità delle “spese pazze” e  di quella gestione superficiale che ridusse al collasso il Cupa, il Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento. Il sindaco si è battuto dal 2015 per la riattivazione dei corsi di laurea fino a veder nascere Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento: un traguardo che è stato sancito nei primi del mese scorso dalla festa delle matricole alla presenza del rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari.
“L’Università ora è una realtà – conclude Firetto. – Delle legittime proteste degli studenti è rimasto solo un ricordo. È per loro che ci costituremo parte civile, per combattere quel modo di far politica che distribuendo privilegi non si fa scrupolo di compromettere il futuro dei nostri ragazzi“.