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Alle 18 in punto di questo pomeriggio il sindaco di Agrigento Franco Miccichè  ha officiato le nozze tra il direttore di Sicilia24h Lelio Castaldo e la sua compagna storica Claudia Badalamenti.

Si è trattato di una cerimonia assolutamente riservata e sobria.

A “benedire” i coniugi Castaldo, i testimoni: per la sposa, Il Generale Luciano Garofano, già comandante dei Ris di Parma e la dottoressa Carola De Paoli, per lo sposo il dott. Angelo Trigona e il dott. Massimo Bellia.

Dopo il rito nuziale, amici e parenti degli sposi sono rimasti per il banchetto presso l’Hotel della Valle.

La redazione tutta di Sicilia24h augura agli sposi tanta tanta meritata felicità

 

Con la fine dell’estate, si è concluso l’articolato piano di controllo “Estate Tranquilla 2022” sviluppato sull’intero territorio nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, finalizzato a tutelare la salute pubblica e verificare il rispetto della qualità e della sicurezza dei servizi offerti durante il periodo vacanziero e turistico.

Dal mese di giugno ad oggi, il Nas di Ragusa ha effettuato 176 ispezioni che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 67 strutture (circa il 30% degli obiettivi controllati), a seguito delle quali sono state segnalate alle Autorità Giudiziaria e Sanitaria 62 operatori di settore e contestate oltre 140 sanzioni per un valore complessivo di oltre 132.414,00 euro.

Nel corso dei controlli sono state sequestrate 199 tonnellate di alimenti non idonei al consumo, eseguendo provvedimenti di chiusura / sospensione di 21 imprese commerciali irregolari.

Comparto alimentare e turistico

Principali obiettivi dei controlli dei Carabinieri NAS sono state le attività del settore turistico o situate in aree a preminente vocazione vacanziera come ristoranti, agriturismi, punti di ristoro delle vie di comunicazione, stabilimenti balneari, villaggi turistici, stabilimenti termali e centri benessere.

In particolare, gran parte delle verifiche ha interessato il settore della ristorazione, infatti su 65 locali di somministrazione ispezionati, 32 hanno evidenziato irregolarità (pari al 50%). Tra le violazioni più significative la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione, precarie condizioni igieniche dei locali presso i quali avviene la manipolazione e preparazione di alimenti, etichettatura non conforme, frodi commerciali, per i quali 27 gestori di esercizi di ristorazione sono stati segnalati all’Autorità Sanitaria e 2 deferiti alle competenti Procure della Repubblica. Proprio a causa di gravi situazioni emerse dagli esiti dei controlli, 12 attività tra ristoranti, pizzerie e bar sono state oggetto di sospensione o chiusura.

Violazioni diffuse hanno riguardato inoltre l’inadeguatezza di cucine e depositi, la mancata applicazione delle procedure di autocontrollo e igiene, la tracciabilità degli alimenti.

Nel corso di un controllo presso un ristorante etnico della città di Siracusa, sono state accertate gravi carenze a livello igienico-sanitario presso il locale cucina nonché in due depositi, locali che versavano in pessime condizioni igieniche, motivo per il quale, intervenuta l’Asp aretusea sul posto, ne ha disposto l’immediata chiusura.

Analoga situazione si è rilevata presso un noto ristorante della città di Noto (SR), meta di svariati V.I.P. nel corso del periodo estivo, presso il quale sono state riscontrate numerose carenze igieniche nei locali cucina e deposito, quest’ultimo attivato abusivamente presso un altro stabile in assenza dei minimi requisiti di igiene e sprovvisto della prevista autorizzazione sanitaria ai fini del corretto funzionamento. L’attività è stata chiusa ad horas in collaborazione con l’Asp Aretusea intervenuta in loco, e il titolare sanzionato per 8.000 euro.

La strategia di controllo dei Carabinieri NAS ha interessato anche altri ambiti di rilevante interesse estivo, tra cui gelaterie, stabilimenti balneari e villaggi turistici, acquapark, punti di ristoro autostradali.

Tra i vari interventi, a luglio, in Modica, frazione marina, è stato eseguito un provvedimento di chiusura dei locali adibiti a cucina di uno stabilimento balneare, poiché dal controllo sono emerse gravi carenze igieniche e strutturali, oltre al sequestro amministrativo di svariate decine di alimenti tutti sprovvisti di qualsiasi elemento utile ai fini della tracciabilità.

Sempre nel mese di luglio, presso una nota struttura ricettiva del comune di Ispica (RG), ispettori del Nas di Ragusa hanno rinvenuto 150 kg di alimenti in cattivo stato di conservazione e pronti per la preparazione e somministrazione agli ospiti della struttura turistica.

Settore assistenziale e sociale

Le verifiche estive del Nas di Ragusa, predisposte nell’ambito dell’articolato piano di controllo in scala nazionale del Comando Tutela Salute, oltre al contesto turistico e ristorativo, si sono estese al rispetto dei livelli di assistenza e cura presso le strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

Sono stati 28 i controlli dedicati allo specifico settore, con 19 esiti non regolari e 6 strutture oggetto di chiusura o sospensione dell’esercizio. Le più frequenti difformità riscontrate riguardano carenze strutturali ed organizzative delle strutture ricettive, sovrannumero di anziani all’interno delle stanze, l’insufficiente erogazione delle necessarie cure assistenziali, specie per gli anziani non autosufficienti, causate dal limitato numero di operatori, somministrazione di terapie farmacologiche in assenza di requisiti, autorizzazioni al funzionamento mancanti.

Tra i numerosi interventi, è stata disposta la cessazione dell’attività di 3 strutture ricettive per anziani da parte del Comune di Siracusa, Autorità competente, a seguito delle risultanze ispettive accertate dal personale del NAS di Ragusa che evidenziavano lo stato di abusività e l’ampliamento arbitrario della capacità ricettiva, con stanze da due persone attrezzate per ospitarne fino a sei.

Analogo provvedimento di chiusura è stato eseguito nei confronti di una casa di riposo di Gela che è risultata attiva abusivamente in assenza di iscrizioni all’albo comunale, dell’autorizzazione all’apertura, della mancata registrazione della cucina per la preparazione dei pasti.

L’attenzione ispettiva dei NAS è stata orientata anche verso i Servizi di Continuità Assistenziale (Guardie Mediche), centri estetici/benessere e termali, palestre.

Durante la notte diverse imbarcazioni sono state soccorse al largo delle coste siciliane. A Pozzallo è sbarcata un’imbarcazione con 54 persone, tra cui 3 donne e 7 minori. I migranti sono stati soccorsi da una motovedetta della Guardia Costiera al largo delle coste ragusane. I profughi sono provenienti da Iran e Iraq. Una donna è stata ricoverata nell’ospedale di Modica per una sospetta frattura ad una gamba. In 91, invece, sono stati soccorsi nel Mediterraneo dalla nave della Ong Louise Michel e sono sbarcati, sempre nella notte, al molo commerciale di Lampedusa. Nel gruppo anche 3 donne e un minore. Hanno dichiarato di essere fuggiti da Senegal, Gambia, Congo, Guinea, Ghana, Mali, Togo, e Camerun. Ed ancora: la Guardia costiera ha segnalato un’imbarcazione a vela di circa 11 metri, con numerosi migranti a bordo, arenata nei pressi della spiaggia “Marianelli“ a Noto. Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco hanno appurato la presenza di 52 migranti, tra 47 uomini e 5 donne, presumibilmente di nazionalità iraniana ed irachena. Sono stati soccorsi e condotti ad Augusta. Inoltre, altri 78 migranti di varie nazionalità sono stati intercettati a bordo di un barcone a largo di Porto Palo di Capo Passero e successivamente condotti al porto di Augusta.

E’ un problema che si protrae almeno dal 2008, dall’epoca del bagno a mare dell’ex sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, e del dirigente dell’ex Girgenti Acque, Giuffrida. Si tratta del tubo fognario poggiato alla meno peggio sulla spiaggia di Mare Nostrum a San Leone. Le mareggiate lo travolgono e lo danneggiano. E i liquami fognari si riversano in mare. Ciò accade circa parecchie volte all’anno, se non di più. E’ appena accaduto di nuovo. L’associazione ambientalista MareAmico di Claudio Lombardo dal 2008 conduce una battaglia per risolvere il problema. Finora si è rivelato tempo perso. Tra poche settimane pubblicheremo la stessa notizia. La saga del tubo a San Leone come la serie Tv di Don Matteo. VIDEO MAREAMICO

I poliziotti del Commissariato di Canicattì hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento, per ricettazione, un uomo di 42 anni di Canicattì. I poliziotti sono stati impegnati nelle ricerche di un’automobile Lancia Y rubata. E si sono imbattuti nell’uomo di 42 anni alla guida dell’auto rubata in retromarcia da via Volturno verso via Montebello. Lui si è giustificato così: “L’ho trovata davanti casa mia, la stavo spostando perché intralciata la circolazione stradale”. I poliziotti non gli hanno creduto.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha rinviato a giudizio 56 imputati nell’ambito di un’inchiesta che avrebbe accertato una truffa di circa mezzo milione di euro da parte di una impresa con sede a Canicattì. Gli imputati sono amministratori della società (di fatto e di diritto) e finti lavoratori. Attraverso tale società si sarebbe provveduto a stipulare falsi contratti di comodato di terreni e assunzioni fittizie di braccianti agricoli per raggirare l’Inps, che ha erogato contributi pensionistici e altre prestazioni assistenziali. Un’ulteriore contestazione riguarda il tentativo di truffare l’Inps attraverso l’erogazione delle indennità di disoccupazione: un’ispezione dell’Inps in tale caso avrebbe bloccato l’operazione.

Com’è tristemente risaputo, l’anno 2020, è stato un anno particolarmente difficile per la sanità siciliana, poiché, oltre le problematiche derivate dalla pandemia causata dal Covid-19, è stato anche caratterizzato da una riduzione del numero di prestazioni ambulatoriali specialistiche.
Tale evenienza è derivata dalla diminuzione della domanda da parte dei pazienti, che preoccupati dal rischio di contagio, hanno limitato la frequentazione delle strutture sanitarie, sia pubbliche che private, con il conseguente incremento della domanda di prestazioni sanitarie per l’anno 2021.
Pertanto nel 2021, al fine di sopperire alle carenze nell’erogazione delle succitate prestazioni da parte delle strutture pubbliche (impegnate a contrastare la pandemia) le strutture ambulatoriali private siciliane hanno erogato un elevato numero di prestazioni, contribuendo così a ridurre le liste di attesa e a fronteggiare le richieste di cura dei pazienti.
Per tale ragione l’Assessorato alla Salute, tramite specifici Decreti Assessoriali, aveva previsto l’assegnazione – agli studi radiologici e ai laboratori di analisi – di un budget, per gli anni 2020 e 2021, pari alle prestazioni erogate, anche ove nettamente superiori al cosiddetto budget storico (ossia al budget assegnato negli anni precedenti).
Il “Sindacato Branche a Visita” (SBV), con ricorso proposto innanzi al T.A.R. Sicilia – Palermo, contestava i succitati provvedimenti di determinazione degli aggregati spesa, nonché, l’individuazione dei criteri, utilizzati dall’Assessorato, per l’assegnazione dei budget.
Tali provvedimenti venivano impugnati anche laddove – con riferimento agli anni 2020-2021 – non prevedevano l’erogazione della cosiddetta indennità di funzione (ossia una misura volta al ristoro delle strutture ambulatoriali e pari al budget 2019).
Attesa la proposizione del succitato ricorso, i titolari di numerosi laboratori di analisi e studi radiologici delle provincie di Palermo, Agrigento, Messina, Caltanissetta e Trapani si opponevano a tale ricorso, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia.
Il T.A.R. Sicilia – Palermo, Prima Sezione, tramite ordinanza, riteneva non fondata la richiesta cautelare proposta dal SBV, e volta alla sospensione cautelare del Decreto Assessoriale impugnato.
Visto il rigetto dell’istanza cautelare, il Sindacato in parola, appellava la succitata ordinanza innanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, sostenendo che il Giudice di Primo Grado avesse errato nel ritenere legittime le determinazioni adottate dall’Assessorato.
In particolare, con il succitato ricorso in appello, il SBV ha affermato che l’Assessorato avrebbe dovuto determinare i budget, per gli anni 2020 e 2021, con i medesimi criteri utilizzati nel 2019, prevedendo tra l’altro l’erogazione della c.d. indennità di funzione a tutte le strutture accreditate, invece di assegnare parte del budget in misura corrispondente alle maggiori prestazioni erogate.
I titolari delle strutture sanitarie, già intervenuti in primo grado, hanno deciso di costituirsi, sempre difesi e rappresentati dagli Avv.ti Rubino ed Impiduglia, anche nel giudizio di appello.
Gli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, oltre ad eccepire l’insussistenza del rischio di pregiudizio irreparabile sostenuto dalla controparte, hanno altresì rilevato come l’accoglimento del ricorso proposto da SBV (nella parte relativa ai budget 2020 e 2021) avrebbe comportato l’irragionevole penalizzazione delle strutture che, con il loro impegno, hanno consentito la riduzione delle liste d’attesa, e di converso, avrebbe favorito le strutture che – per ragioni non direttamente connesse all’emergenza epidemiologica da Covid 19 – hanno prestato un numero esiguo di prestazioni sanitarie.
Con ordinanza del 08.09.2022, il C.G.A. – Presidente Rosanna De Nictolis –, condividendo le tesi sostenute dagli Avv.ti Rubino e Impiduglia, ha respinto l’appello presentato dal SBV, ritenendo che “il dedotto danno relativo all’impatto del nuovo budget sulle prestazioni erogabili nei residui mesi del 2022 non può qualificarsi quale danno irreparabile nel bilanciamento fra i contrapposti interessi”, condannando altresì il SBV al pagamento delle spese legali, liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge.
Per effetto della suddetta pronuncia nessun ulteriore ostacolo sussiste per l’assegnazione (da parte delle ASP) ai laboratori di analisi e agli studi radiologici del budget spettante per il 2020 e il 2021.

La Fortitudo Moncada basket Agrigento debutta nel campionato di serie A2 dopo le vittoria del campionato di Serie B in Gara 5. Gli assi nella manica: il rientro dell’allenatore Cagnardi, l’ingaggio dei due americani Kevin Marfo e Daeshon Francis, la conferma di quasi tutta la squadra della precedente stagione, e il timone al capitano Albano Chiarastella. Domani, domenica 2 ottobre, gli agrigentini viaggeranno alla volta di Trapani, e giocheranno la prima partita in trasferta alle ore 18. Cagnardi afferma: “Si comincia subito con una trasferta, e nelle prime 4 giornate ci attendono ben 3 trasferte ed una partita casalinga contro una corazzata come la Vanoli Cremona, costruita per provare a salire di categoria. Trapani è una squadra ostica, è un derby, le squadre ancora non hanno un’identità tecnico-tattica che, invece, mostreranno durante la stagione. Penso che l’impatto tecnico ed emotivo iniziale possano fare la differenza”.

L’ex Provincia di Agrigento, competente nella gestione dell’Istituto, ha tamponato provvisoriamente la crisi della sede del Liceo “Politi” in via Cimarra a seguito della caduta di alcuni calcinacci in sei aule. Dunque, le sei classi sono state trasferite nella scuola “Foderà” (ex Ragioneria) dell’Istituto tecnico “Sciascia”. Nella sezione del “Politi” in via Cimarra sono intervenuti i tecnici del Settore manutenzione immobili scolastici della Provincia di Agrigento, che hanno verificato le condizioni strutturali escludendo problemi nelle altre classi oltre le sei, e hanno ricevuto una relazione del Vigili del fuoco. Il commissario della Provincia, Raffaele Sanzo, si è occupato della soluzione alternativa. La sezione del “Politi” in via Cimarra, dove sono caduti i calcinacci, è allocata in un immobile privato con contratto di locazione, per cui gli interventi di manutenzione straordinaria per il ripristino dei soffitti sono a carico dei proprietari.