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Solo oggi è stata aperta l’Area Triage dell’ospedale di Sciacca. E’ stata una corsa contro il tempo, era stata annunciata per ieri, lunedi, ma i lavori non erano ancora completati. Ora pronto quel primo step del percorso Covid all’ospedale Giovanni paolo II di Sciacca.

L’Area Triage è in sostanza un filtro per esaminare i pazienti per verificare l’eventuale contagio COVID prima dell’ingresso nella struttura ospedaliera. Tale spazio servirà per una prima presa in carico di pazienti per accertamenti così da evitare rischi di contagio con utenti già ricoverati o all’interno della struttura in attesa di controlli.

Già dotata di strumenti quali monitor, ventilatori polmonari, lettini, DPI e tutte le strumentazioni idonee, che continueranno ad arrivare affinché la struttura possa sempre essere operativa al 100%. La Protezione Civile ha donato 5 ventilatori polmonari per terapia intensiva a pressione negativa che verranno collaudati nelle ultime verifiche.

Ideati inoltre percorsi diversificati così che non ci sia commistione tra pazienti; sono stati chiusi varchi per separare la tenda per una prima valutazione, l’Area triage e il Pronto Soccorso dell’Ospedale.

L’Area Triage è composta: due stanze in isolamento di cui una dedicata a pazienti pediatrici o soggetti con grave rischio positività e in attesa di accertamento, una stanza con due postazioni distanziate tra loro, tre box isolamento a pressione negativa, di cui una per pazienti cardiologici e due per sospetti positivi in attesa tampone. Nessuna ulteriore notizie sui posti letto di degenda previsti sempre all’ospedale di Sciacca, dove per fortuna fino ad oggi non ci sono state emergenza e necessità di ricovero.

La coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia di Agrigento, Paola Antinoro, rivolge un appello agli organi preposti affinchè si intervenga preventivamente sul pericolo di diffusione del contagio da coronavirus nelle carceri e si tutelino gli agenti della Polizia penitenziaria e i detenuti. Paola Antinoro afferma: “Ancora una volta ‘Fratelli d’Italia’ denuncia la mancanza di attenzione da parte dello Stato e del Governo verso la categoria della Polizia penitenziaria. Le carceri dovrebbero essere un luogo sicuro da qualsiasi contagio. A cosa serve sospendere le visite dei parenti ai detenuti quando non si forniscono al personale e agli stessi detenuti i dispositivi di sicurezza? Già due casi si sono registrati nel carcere Di Lorenzo ad Agrigento, e per fortuna hanno interessato due persone che non hanno contatti con i detenuti. Gli organi preposti si adoperino per prevenire il peggio”.

Il consigliere e vice presidente del Consiglio comunale di Agrigento, Salvatore Falzone, devolverà i proventi dell’indennità comunale, percepiti da gennaio 2020 fino alla conclusione del mandato, a delle iniziative di volontariato. Lo stesso Falzone spiega: “La scelta di intraprendere l’iniziativa di volontariato #ioaiutoAgrigento, insieme all’ amico Mauro Montante, e il generoso contributo di alcuni cittadini dell’Agrigentino, che sin dal primo momento si sono messi a disposizione sia economicamente che socialmente per incentivare tale iniziativa, mi hanno portato a prendere un’ulteriore decisione: devolvere i proventi della mia indennità comunale a favore di due associazioni di volontariato. Una è l’associazione A.V.O.M.I. ONLUS, creata dall’ amico fraterno, dottor Ferdinando Castellino, che fin dall’ inizio si è speso a favore dell’emergenza sanitaria attraverso una raccolta fondi per l’acquisto di ventilatori polmonari e altri presidi medici. La seconda associazione è la stessa ‘Io aiuto Agrigento’, che necessita di contributi per la realizzazione di mascherine e per l’acquisto di beni di prima necessità per le famiglie più bisognose”.

Rotazione al vertice della Prefettura di Agrigento. L’attuale prefetto, Dario Caputo, assumerà servizio a Varese. E ad Agrigento a breve si insedierà Maria Rita Cocciufa, originaria di Lentini, in provincia di Siracusa, già cavaliere e ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Dario Caputo è a lavoro alla Prefettura di Agrigento dal 26 gennaio del 2018. Maria Rita Cocciufa è stata, tra l’altro, presidente della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, si è occupata in ambito regionale di rifiuti speciali e risanamento ambientale, e dal 2011 al 2017 ha svolto alla Prefettura di Ragusa l’incarico di viceprefetto vicario.

Sono complessivamente 36, tra cui 11 donne due delle quali in stato di gravidanza, i migranti approdati direttamente nel porto di Lampedusa. Da tre settimane nell’isola non vi sono stati sbarchi. Gli extracomunitari sono stati trasferiti nell’hotspot dell’isola dove saranno sottoposti a quarantena così come gli ultimi migranti giunti a Lampedusa il 14 marzo scorso. Nel frattempo la nave della Ong Alan Kurdi avrebbe intercettato altri due barconi 30 migliaia a nord di Zuwara, in area Sar libica, con a bordo circa 150 profughi.

 

Il Cartello Sociale, appresa la notizia del trasferimento ad altra sede del dott. Dario Caputo, saluta  con rammarico e nello stesso tempo con  ammirazione e grande stima una guida sicura, un abile tessitore delle relazioni sociali, il servitore dello Stato, l’autorità massima dello Stato in Provincia che ha operato sempre con un profilo di grande umanità e di vicinanza alle fasce più deboli della popolazione. In questi due anni e mezzo si è speso senza risparmiare energie a favore di un territorio che presenta caratteristiche molto complesse sotto diversi aspetti.

Su diversi fronti si è distinto per le sue capacità di coordinare le forze dell’ordine con risultati notevoli nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, sul terreno delle diverse forme di illegalità, sulla gestione del fenomeno immigratorio, sulle questioni relative allo sviluppo economico e in un quotidiano impegno al fianco delle municipalità della provincia.

In questo momento, che è anche di tristezza per noi, non si può sottacere il ruolo che il prefetto Caputo ha avuto nel fare crescere una coscienza sociale che ha consentito il raggiungimento di importanti risultati a favore del territorio e dei suoi abitanti. Nell’ augurare buon lavoro nella sede di Varese, il Cartello Sociale si dice certo che anche in quella realtà il dott. Caputo darà prova della sua competenza, della sua capacità di servire al meglio lo Stato e di farsi apprezzare dalle istituzioni locali e da tutta la popolazione.

Aumentano i casi di Covid 19 a Porto Empedocle.

A comunicarlo è stato il sindaco della cittadina marinara Ida Carmina. Nel corso del suo intervento ha parlato di nuovi tre casi a Porto Empedocle. Si tratta di uno stesso nucleo familiare del quale uno dei componenti era tornato recentemente dall’estero.

Lo stesso sindaco ha precisato che tutti, dopo il rientro del congiunto, si erano messi in autoquarantena; poi, purtroppo, il contagio.

C’è una quarta persona, attualmente ricoverata a Caltanissetta, che mostra tutti i sintomi del coronavirus ma è in attesa del risultato del tampone.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, ad oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 106 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 92 (22, 4, 8);

Catania, 540 (159, 25, 49);

Enna, 271 (168, 1, 15);

Messina, 320 (139, 17, 25);

Palermo, 260 (74, 29, 12);

Ragusa, 47 (7, 4, 3);

iracusa, 79 (44, 25, 7);

Trapani, 100 (24, 1, 3).

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 23.464 (+1.560 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.046 (+52), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.815 persone (+41), 108 sono guarite (+4) e 123 decedute (+7).

Degli attuali 1.815 positivi, 637 pazienti (+5) sono ricoverati – di cui 74 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.178 (+36) sono in isolamento domiciliare.

“Un immediato e adeguato intervento di pulizia e sanificazione dei mezzi e delle strutture, assieme alla fornitura al personale, chiamato ad operare, di adeguati dispositivi di sicurezza”.  Ferma presa di posizione della Fp Cgil Sicilia rispetto alla decisione assunta dalla Regione di utilizzare il personale del Corpo Forestale per la sanificazione dei centri abitati dell’Isola. “Non è tollerabile quanto sta avvenendo, cioè che il personale viene mandato in campo con direttive frutto dell’estro di qualche commissario o, ancora peggio, di qualche dirigente senza qualifiche di agente di pubblica sicurezza e senza il coordinamento imprescindibile delle Prefetture”:

Ad affermarlo,  in una nota indirizzata al presidente Nello Musumeci, all’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, e al dirigente generale del Comando, Filippo Principato, sono il Segretario Generale, Gaetano Agliozzo, il Coordinatore regionale del comparto, Franco Campagna, e il Coordinatore del Corpo Gaspare Comandè, i quali aggiungono: “ rileviamo una evidente contraddizione   consistente nel fatto che per queste operazioni saranno impiegati gli stessi mezzi per i quali, così come per i Distaccamenti Forestali che li ospitano, non si provvede ad avviare  adeguata opera di pulizia e sanificazione. In assenza degli interventi richiesti, la FP CGIL – annunciano – non esiterà a produrre necessarie azioni di denuncia  proporzionate alle eventuali, non auspicate,  conseguenze che dovessero verificarsi. Inoltre, chiediamo  al dirigente generale del Corpo Forestale  – osservano ancora Agliozzo, Campagna e Comandè –  di istituire immediatamente, assieme alle Organizzazioni sindacali, un Tavolo tecnico dedicato ai servizi COVID-19 che, nell’attuale fase emergenziale, può tenersi in modalità videoconferenza. Occorre da parte della Regione, prima che si arrivi al definitivo declino, un preciso impegno per il potenziamento ed il rilancio del Corpo, la cui attività è estesa e su diversi fronti. Nell’attuale fase drammatica della nostra regione, legata all’emergenza della pandemia, i Forestali in divisa della Regione Siciliana si trovano sempre in prima linea, con una richiesta di impegno e presenza che, nonostante l’abnegazione dei protagonisti, si configura al di sopra delle reali possibilità di organico.  La FP CGIL ha più volte, nel tempo, denunciato scelte dissennate, che affondano le radici indietro nel tempo, ma che gli attuali vertici istituzionali hanno finora assecondato, condannando ad una condizione di marginalità  e residualità una importante istituzione come il Corpo Forestale. In una  terra che continua a subire enormi devastazioni ambientali, dall’inquinamento agli incendi, dall’impatto delle discariche abusive, e non, sul suo territorio e, purtroppo, come in quest’ultimo gravissimo momento, toccata da tantissime emergenze, i forestali in divisa, benché ridotti ad uno sparuto drappello, sono chiamati in tutte le occasioni e, anche stavolta non si sottrarranno, ne siamo certi, a profondere il massimo del loro impegno al servizio della collettività.

Chiamati a compiti di vigilanza nelle aree terremotate, a svolgere un servizio biasimevole come quello di fare la guardia ai cavalli della Tenuta Ambelia, ma anche ad essere inviati in questi giorni, privi dei dispositivi di sicurezza necessari e senza una adeguata formazione, a vigilare sui flussi di cittadini in  rientro in Sicilia attraverso lo stretto di Messina. Ed ancora, assicurano i controlli sui rincari dei prodotti agroalimentari, oltre ad esercitare i compiti di polizia giudiziaria e controllo del territorio,  che non si capisce quando e come devono  essere espletati.  Per di più il personale è ormai mediamente non più giovanissimo, con una presenza sul territorio ridottissima. Molti distaccamenti sopravvivono con una o due unità all’attivo e molti sono chiusi e/o accorpati. Nonostante però i limiti e i disagi, il Corpo continua a svolgere un ruolo e una funzione di grande rilievo ed importanza, a fronte del quale la dirigenza non riconosce la relativa indennità per un mero cavillo  legale, non viene adeguata, cosi come hanno fatto le altre forze di Polizia  Statali e locali. La FP CGIL ha più volte chiesto di andare oltre il blocco delle assunzioni ed il ridimensionamento del Corpo Forestale che, a partire dalla legge 9 del 2015, ha impedito ogni possibilità di potenziamento del personale in divisa. Occorre nell’immediato dare risposta – concludono Agliozzo, Campagna e Comandè – dimostrando una maggiore considerazione verso le forze in campo, valorizzandone competenze e professionalità e, attraverso un intervento anche di natura legislativa, procedere al rafforzamento dell’organico”.