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Ad Agrigento, domani, martedì 17 settembre, a Casa Sanfilippo, sede del Parco della Valle dei Templi, la Cisl ha organizzato alle ore 9:30 un convegno sul tema: “Infrastrutture e mobilità nelle aree interne del Centro Sicilia: sbloccare le opere per creare lavoro”. I lavori saranno introdotti dalla relazione del segretario generale Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Emanuele Gallo, e saranno moderati dalla componente, la segretaria Cisl, Carmela Petralia. Sul tema interverranno Calogero Firetto, sindaco di Agrigento, Roberto Gambino, sindaco di Caltanissetta, e Maurizio Di Pietro, sindaco di Enna, che si confronteranno con Emanuele Piranio, segretario Cisl Ag, Cl, En, Paolo D’Anca, reggente Filca Cisl Ag, Cl, En e Mario Stagno segretario generale FIt Cisl Ag, Cl, En. L’intervento conclusivo sarà affidato al segretario generale di Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio.

Nell’intervista rilasciata ieri al nostro giornale del Dott. Franco Miccichè che annunciava la sua candidatura a Sindaco per le Amministrative del prossimo Maggio, lo stesso annunciava la conferenza stampa di presentazione per mercoledì 18 Settembre in un hotel di San Leone.

Il Dott. Franco Miccichè, confermando la sua onestà intellettuale, ieri sera ci ha contattati per precisare che la prevista conferenza stampa di mercoledì è stata spostata di una settimana a causa di un già programmato impegno familiare nel Nord Italia.

Il neo candidato Sindaco Miccichè ha assicurato che ci farà sapere in tempo utile la nuova data della conferenza stampa.

 

Si reca al cimitero per fare visita ai propri cari defunti ma nel frattempo alcuni malviventi le entrano in casa svaligiandola. E’ quanto accaduto ad un’anziana signora di Porto Empedocle.

I ladri, approfittando dell’assenza della donna, sono riusciti ad entrare nell’appartamento utilizzando probabilmente la chiave bulgara. Una volta dentro hanno rovistato dappertutto in cerca di preziosi mettendo a soqquadro la casa.

Probabilmente, ma è soltanto una ipotesi investigativa, l’anziana signora è stata pedinata e i malviventi conoscevano i suoi spostamenti.

Racalmuto martedì darà l’ultimo saluto ad Angelo Macaluso, il giovane 24 enne morto a seguito di un incidente stradale mentre stava facendo ritorno a casa.

“E’ con immenso dispiacere che apprendiamo la notizia della tragica morte del giovane Angelo Macaluso, deceduto a causa di un incidente mortale, persona garbata e stimata nel nostro paese anche per la sua dedizione al lavoro svolto sempre con serietà e professionalità.

Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze e la vicinanza dell’Amministrazione e del Consiglio Comunale che testimoniano lo sgomento di tutta la comunità racalmutese per la grave ed immatura perdita”,  ha dichiarato il Sindaco di Racalmuto, Vincenzo Maniglia, che domani deciderà insieme al consiglio se proclamare o meno il lutto cittadino .

La salma del giovane giungerà domani lunedi 16 settembre nella propria abitazione di contrada Comete da dove il giorno dopo, martedi 17 settembre alle ore 16 sarà traslata alla Chiesa Madre di Racalmuto, per i funerali che avranno inizio alle ore 16.30 e dare l’ultimo saluto ad Angelo.

La tortura, sistematica, dei migranti detenuti a Zawya. Botte e percosse con bastoni, tubi di gomma, cavi elettrici. Ma anche privazione di cibo e acqua e esseri umani schiavizzati e costretti a dissetarsi con acqua salmastra.

Con l’accusa di tortura – è la prima volta che questo reato viene applicato in Italia – la Dda di Palermo e la Procura di Agrigento hanno disposto il fermo di tre migranti ospiti dell’hotspot di Messina. In carcere sono finiti Mohamed Condè, detto Suarez, originario della Guinea, 27 anni, Hameda Ahmed, egiziano, 26 anni e Mahmoud Ashuia, egiziano, 24 anni.I fermi sono stati eseguiti dalla Squadra mobile di Agrigento, guidata dal vicequestore aggiunto Giovanni Minardi.

Carcerieri e picchiatori. I 3 fermati sono stati riconosciuti da alcuni dei migranti salvati dalla nave “Alex & Co” – della Ong Mediterranea Saving Humans, e sbarcati a Lampedusa tra il 5 e il 7 luglio scorsi. In cinque hanno riconosciuto Conde’ – detto Suarez, 3 hanno riconosciuto Ahmed e altrettanti Ashuia. Mohamed Conde’ si occupava di imprigionare i migranti, di torturarli e di occuparsi dei riscatti che venivano richiesti ai familiari dei detenuti ai fini della loro liberazione, fornendo agli stessi il cellulare con cui potevano contattare i propri familiari; Hameda svolgeva il ruolo di carceriere, torturatore e di colui che si occupava di cucinare i pasti per i migranti detenuti; Ashuia era il carceriere e guardiano della prigione di Zawyia, nonche’ nelle vesti di torturatore con cui picchiava brutalmente i migranti anche servendosi di un fucile e nell’ulteriore veste di colui che distribuiva i pasti ai migranti detenuti.

Erano centinaia i migranti che, “nel tentativo di imbarcarsi per raggiungere le coste italiane, venivano privati della libertà personale e sottoposti a sistematiche vessazioni e atrocità al fine di ottenere dai loro congiunti il versamento, in favore degli stessi associati, di somme denaro quale prezzo della liberazione e/o della loro partenza verso lo Stato italiano”. E’ quanto scrivono i magistrati nel provvedimento di fermo emesso dal Procuratore aggiunto della Dda di Palermo Marzia Sabella, dai sostituti Geri Ferrara (Dda Palermo) e Gianluca Caputo (Procura di Agrigento), ed eseguito dalla Squadra mobile di Agrigento, guidata dal vicequestore aggiunto Giovanni Minardi, che ha portato in carcere tre migranti accusati di torture e sequestro di persona. “In assenza del pagamento, venivano alienati ad altri trafficanti di uomini per il loro sfruttamento sessuale e/o lavorativo o talora uccisi”, dicono i pm.

In relazione al fermo di tre cittadini extracomunitari indiziati di avere preso parte ad atti di tortura all’interno di un illegale centro di detenzione libico in danno di migranti, esprimo soddisfazione per il lavoro investigativo svolto dalla Squadra mobile di Agrigentosotto il coordinamento dell Procure di Agrigento e Palermo”. Lo ha detto all’Adnkronos il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio parlando dei tre fermi emessi a carico di tre migranti ospiti dell’hotspot di Messina, accusati di avere torturato e violentato decine di profughi in Libia. “Questo lavoro investigativo – prosegue Patronaggio – suscettibile di ulteriori importanti sviluppi, ha dato conferma delle inumani condizioni di vita all’interno dei cosiddetti capannoni di detenzione libici e la necessità di agire, anche a livello internazionale, per la tutela dei più elementari diritti umani e per la repressione di quei reati che, ogni giorno di più, si configurano come crimini contro l’umanità”.

I centri di accoglienza e detenzione in Libia, e i reati legati al traffico di esseri umani: i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi e coordinati dalla Procura di Palermo, hanno sottoposto a stato di fermo di indiziato di delitto tre extracomunitari.

Sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, tratta, violenza sessuale, omicidio e altro. E per la prima volta, nell’ambito dell’immigrazione, è contestato il reato di tortura, di recente introduzione.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, ha già attivato, in tutta la provincia, numerosi servizi di prevenzione e di controllo nei pressi degli istituti scolastici, nell’ambito dell’operazione cosiddetta “Scuole sicure”, tra pattuglie con automobili e appiedate, e servizi in “borghese”. Sono in corso altresì specifici servizi di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, nelle fasce orarie più sensibili e, in orario notturno, di prevenzione contro i reati di tipo predatorio o gli atti vandalici ai danni delle scuole. Massima attenzione sarà anche rivolta agli aspetti legati al fenomeno del “bullismo”, e in generale a tutela delle vittime di violenza di genere, e ciò anche in relazione alla recente adozione del nuovo “codice rosso”. È stato già rilevato dai militari, nel corso dei primi servizi svolti, particolare gradimento da parte dei giovani per la loro presenza rassicurante. Anche nel corso del nuovo anno scolastico, su tutto il territorio della provincia si svolgeranno, inoltre, le conferenze sulla legalità che saranno scolte dai capitani dei Carabinieri, comandanti delle Compagnie di Agrigento, Sciacca, Licata, Cammarata e Canicattì, ognuno per il proprio territorio di competenza.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha disposto un riesame della documentazione inerente l’erogazione del contributo finanziario per il 2018 alla Fondazione “Leonardo Sciascia” di Racalmuto. Il sindaco di Racalmuto, Vincenzo Maniglia, presidente della Fondazione “Sciascia”, ha impugnato carta e penna, e in una lettera di replica a Musumeci così ha scritto: “L’amministrazione della Fondazione Sciascia è stata sempre improntata al puntuale rispetto delle norme e all’oculatezza del buon padre di famiglia, presentando di volta in volta, agli organi competenti, tutta la documentazione richiesta. Esprimo profondo stupore e grande amarezza. In merito al contributo assegnato per il 2018, la documentazione di rito è stata regolarmente trasmessa ed acquisita al protocollo dell’assessorato regionale Beni culturali il 22 febbraio scorso. Tale documentazione, a richiesta dell’assessorato, è stata rimodulata, integrata e ripresentata così come richiesto, e poi depositata negli uffici dell’assessorato. Si precisa che il contributo non è stato ancora erogato”.

A Palermo la Polizia di Stato ha eseguito tre misure cautelari per trasferimento fraudolento di valori e concorrenza sleale, aggravati dall’aver agito con metodo mafioso e dall’aver favorito Cosa Nostra, a carico dei fratelli Giuseppe e Nunzio Serio, di 40 e 42 anni, e di Filippo Raneri, 33 anni. I fratelli Serio, già in carcere, ritenuti dalla Squadra Mobile fedelissimi dei boss Lo Piccolo, avrebbero imposto ai ristoranti di Mondello e Sferracavallo le forniture dell’azienda “Frutti di mare Cardillo”, intestata in modo fittizio a una loro cugina ma nella loro disponibilità. I due fratelli Serio si sarebbero presentati ai ristoratori e avrebbero imposto, anche con minacce, i loro prodotti. Minacciati sarebbero stati anche i fornitori che avrebbero tentato di vendere i frutti di mare nella zona ritenuta dai Serio di loro esclusivo monopolio.

Secondo quanto risulta all’assessorato regionale alla Sanità, al 31 dicembre 2018 sono 1.865 in Sicilia i bambini, nati dal 2013 in poi, che non sono coperti dai vaccini. Il 95,8%, invece, ha ricevuto regolarmente l’esavalente (96%) e l’anti-morbillo (95,6%). Più nel dettaglio, per i nati dal 2013 in poi, su 44.277 bambini, i vaccinati con l’esavalente sono quasi 42.500, e poco meno quelli sottoposti all’anti-morbillo. Tra i vaccini non inseriti nel calendario regionale, il 45,8% della platea, oltre 20mila bambini, ha eseguito il “rotavirus”. La Sicilia inoltre è seconda sola alla Puglia per numero di vaccini contro la varicella con una percentuale più che doppia rispetto alla media nazionale.