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Con l’approssimarsi della stagione estiva si registra statisticamente un calo delle donazioni di sangue con conseguente riduzione delle scorte ematiche nelle strutture sanitarie. La necessità di sangue in ospedale, al contrario, non conosce flessioni e non va in vacanza ed è per questo motivo che nella mattinata di oggi, a Sciacca, il commissario straordinario dell’azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, ha voluto fornire il buon esempio compiendo la donazione di una sacca ematica e così sensibilizzando l’intera collettività agrigentina. “Invito tutti i donatori e quanti sentono il desiderio di dare il proprio contributo – ha dichiarato il commissario Zappia – a compiere un gesto semplice ma di grande valenza ed altruismo. Il fabbisogno di sangue è alto e costante poiché sono tanti i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, i talassemici ed i malati oncologici per i quali la trasfusione ematica rappresenta il principale strumento ‘salva vita’” .

La donazione comporta un indubbio vantaggio anche per il donante al quale, alcuni giorni dopo il prelievo, viene rilasciato l’esito complessivo degli esami del sangue compiuti.

Due imprenditori di Agrigento, uno di 55 e l’altro di 52 anni, impegnati in lavori edili per la ristrutturazione di un locale a San Leone, sono stati denunciati, e le attività imprenditoriali sono state sospese. Inoltre sono state elevate ammende per 60.648 euro, e sanzioni amministrative per 30.802 euro. Nel corso di una ispezione in cantiere da parte dei Carabinieri della Compagnia di Agrigento e del Nucleo Ispettorato del Lavoro, è stata riscontrata la presenza di 6 lavoratori in nero su 6, e poi l’omissione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la mancata formazione e informazione sui rischi degli operai, la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale ai lavoratori, la mancanza del Piano operativo di sicurezza, e la mancante obbligatoria e idonea recinzione del cantiere.

Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha disposto il trasferimento in carcere di Gerlando Sollano, 83 anni, di Agrigento, detenuto per ragioni di salute ai domiciliari perché condannato, con sentenza definitiva, a 20 anni di reclusione per l’omicidio di un suo amico napoletano, Francesco Vespoli, 70 anni, che ha ucciso il 13 luglio del 2012 allorchè lo ha ritenuto autore di abusi sessuali a danno di sua figlia, minorenne e disabile. Il difensore, l’avvocato Gianfranco Pilato, nel 2016 ha ottenuto il beneficio dei domiciliari a fronte del cagionevole stato di salute di Sollano. Adesso invece le sue condizioni di salute sono state ritenute compatibili con la detenzione in carcere.

In Sicilia da qualche giorno e’ ricoverato al Policlinico di Palermo un uomo su cui si stanno facendo analisi per verificare se abbia il vaiolo delle scimmie. Il tampone per le analisi e’ stato inviato al laboratorio di virologia dell’ospedale Spallanzani di Roma. Un altro uomo che si trovava ospite di un centro di accoglienza per migranti ad Aragona (non a Canicattì come ipotizzato in precedenza) sta per essere portato al Policlinico di Palermo sempre perche’ sospettato di avere il vaiolo delle scimmie. Anche su di lui saranno prelevati i campioni e inviati all’ospedale Spallanzani. Lo conformano fonti dell’assessorato regionale alla Salute.

(ANSA)

“La condotta di un pubblico ministero che privilegi certe indagini a discapito di altre del tutto analoghe, a parità sostanziali di condizioni di lavoro e di operatività ed in mancanza di giustificate ed oggettive ragioni, rappresenta una palese violazione del canone della parità di trattamento e della obbligatorietà dell’azione penale, che impone ai pubblici ministeri di trattare i procedimenti penali che rivestano caratteri sovrapponibili alla stessa stregua”.

Ecco le motivazioni del gip di Caltanissetta Gigi Omar Modica che lo hanno indotto a respingere la richiesta di archiviazione e disposto l’imputazione coatta, per l’ipotesi di reato di abuso di ufficio, nei confronti dell’ex pm della Procura di Agrigento, Antonella Pandolfi, oggi in servizio a Roma.

La vicenda nasce dalle denunce presentate dall’imprenditore Gaetano Caristia, 77 anni, indagato dallo stesso pm e poi condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione (4 in appello) nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta lottizzazione abusiva alla Scala dei Turchi.

Caristia, ha denunciato dei trattamenti di favore di cui, in procedimenti analoghi, avrebbero beneficiato altri indagati, fra cui i fratelli Catanzaro, dell’omonimo gruppo imprenditoriale, finiti sotto inchiesta – secondo Caristia – per vicende relative a degli abusi edilizi realizzati nella zona di Realmonte con la loro società Agriper – solo tardivamente e in seguito ad alcune segnalazioni di stampa.

Le accuse di abuso di ufficio mosse dall’imprenditore, secondo la Procura nissena, erano infondate tanto da avere chiesto l’archiviazione. Caristia, attraverso il suo difensore, l’avvocato Luigi Restivo, ha proposto un’opposizione e il gip, sciogliendo la riserva dopo l’udienza, nella quale il pm Pandolfi è stata assistita dall’avvocato Giovanni Di Giovanni, in un primo momento aveva imposto un approfondimento istruttorio a seguito del quale ha ordinato al pm di mandare a processo la collega.

“Le disparità di trattamento sembrerebbero collegate – scrive il gip – non ad una casualità o a un’inefficienza dell’ufficio ma a rapporti e interessenze del titolare dell’esercizio dell’azione penale, ovvero il pm Antonella Pandolfi”.

La pm si era difesa sostenendo che, fra le altre cose, c’era stato un disguido consistito nello smarrimento di una delega di indagini e che la differenza nella trattazione dei due casi è la conseguenza di un eccessivo carico di lavoro.

Durante le indagini è stato sentito l’ex procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha spiegato di avere dato impulso alle indagini, chiedendo alla stessa pm Pandolfi una relazione scritta in seguito alle denunce di Caristia.

2.957 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 23.949 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 731. Il tasso di positività sale al 12,3% ieri era al 9,5%. La Sicilia è al quarto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 82.018 con una diminuzione di 1.661 casi. I guariti sono 5.442 mentre le vittime sono 16 portano il totale dei decessi a 10.878. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 633, in terapia intensiva sono 33.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 606 casi, Catania 1.206, Messina 484, Siracusa 412, Trapani 253, Ragusa 231, Caltanissetta 201, Agrigento 340, Enna 64.

Alla crescente domanda di servizi di connessione internet veloci e affidabili, Poste Italiane ha risposto con una nuova offerta per la connessione in Fibra Ottica, disponibile anche in tutti gli uffici postali della provincia di Agrigento, a conferma del ruolo centrale dell’azienda per la modernizzazione e la digitalizzazione del Paese.

PosteCasa Ultraveloce consente di navigare senza limiti di traffico alla massima velocità disponibile, fino a 1Gbps in download e 300Mbit/s in upload, utilizzando la migliore tecnologia in fibra e comprende anche una seconda connessione, anche questa senza limiti di utilizzo, che sfrutta la rete 4G per un utilizzo in mobilità.

Aderire all’offerta PosteCasa Ultraveloce è molto semplice: dopo aver verificato la copertura della propria abitazione, si può richiedere l’attivazione direttamente on line al sito www.poste.it/postecasa-ultraveloce-esclusiva-online.html oppure in uno dei 73 uffici postali della provincia di Agrigento e attendere di ricevere a domicilio il modem WiFi e la chiavetta USB.

Una volta ricevuto il modem presso la propria abitazione, per il cliente sarà sufficiente collegarlo alla presa di corrente e inserire la chiavetta USB per iniziare subito a navigare. Per l’installazione della connessione ultraveloce in fibra, il cliente sarà contattato da un tecnico specializzato per fissare un appuntamento.

Il costo dell’offerta PosteCasa Ultraveloce è bloccato per tutta la durata contrattuale, senza costi nascosti e senza sorprese in fattura.

I clienti PostePay in possesso di SPID potranno inoltre accedere ad un processo semplificato per richiedere l’offerta di connettività in fibra PosteCasa Ultraveloce sul sito postepay.poste.it. Sarà sufficiente autenticarsi tramite il proprio identity provider SPID, verificare i dati presenti (ad esempio l’indirizzo di spedizione), inserire eventuali informazioni mancanti e confermare l’acquisto.

C’è anche un sacerdote della Diocesi di Piazza Armerina- don Giovanni Tandurella – e due consiglieri comunali di Fratelli d’Italia del Comune di Gela – Salvatore Scerra e Sandra Bennici – tra i destinatari delle misure cautelari eseguite dai carabinieri del reparto territoriale di Gela su disposizione della locale Procura. L’inchiesta si concentra sulla gestione privata dell’Ipab “Aldisio”.

Quattro in tutto gli indagati: il parroco è finito ai domiciliari. Per altri tre, compreso l’ingegnere Renato Mauro, è stato disposto il divieto di esercitare per un anno uffici direttivi in imprese o società e l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

Sono accusati a vario titolo di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, circonvenzione d’incapace, truffa, appropriazione indebita e riciclaggio.

Oltre 105 tonnellate di grano duro sono state sequestrate in diverse regioni d’Italia, Sicilia compresa (Palermo, Caltanissetta ed Agrigento), dalla guardia di finanza nel corso di un’operazione di contrasto alla pirateria agroalimentare condotta in collaborazione con Sicasov, Società cooperativa d’interesse collettivo agricolo dei selezionatori costitutori.

I finanzieri del nucleo speciale beni e servizi hanno sviluppato una mirata analisi di rischio nel settore agroalimentare finalizzata a verificare il rispetto degli obblighi in materia di produzione e commercializzazione di varietà certificate di frumento duro. Sulla base delle risultanze degli accertamenti preliminari e delle informazioni fornite da Sicasov, ente che tutela i diritti di proprietà intellettuale sulle varietà vegetali, sono state inviate mirate segnalazioni ai comandi provinciali, che hanno dato corso agli interventi ispettivi

A Licata, in via Torregrossa, alcuni colpi di pistola sono stati esplosi contro l’abitazione di un licatese di 33 anni attualmente agli arresti domiciliari. I Carabinieri, giunti sul posto, hanno recuperato da terra quattro bossoli, e una cartuccia inesplosa, calibro 7,65. La Procura di Agrigento ha avviato un’inchiesta a carico di ignoti. Indagini in corso.