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I Carabinieri di Gela, Mazzarino e Riesi hanno arrestato M G, sono le iniziali del nome, 26 anni, residente in provincia di Agrigento, sorpreso nel possesso e nella cura, in contrada Contessa in territorio di Riesi, di una piantagione di canapa indiana composta da circa 3.600 piante mimetizzate in un vigneto ed irrigate attraverso un sofisticato impianto automatico “a goccia”. I Carabinieri, che si sono avvalsi anche delle perlustrazioni di un elicottero, hanno sequestrato nel fondo agricolo, inoltre, una pistola calibro 7.65 con 17 colpi dello stesso calibro, e un furgone Piaggio Porter, risultato rubato a Palermo la notte del 13 settembre 2019. Si tratta di uno dei più ingenti sequestri di piante di canapa indiana operati dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela. Lo stupefacente, se immesso sul mercato dello spaccio al dettaglio, avrebbe fruttato svariate centinaia di migliaia di euro.

A Palermo, al palazzo di giustizia, il Sostituto Procuratore Generale, Emanuele Ravaglioli, a conclusione della requisitoria nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’agrigentino cosiddetta “Icaro”, ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado il 19 ottobre scorso. Dunque:
Antonino Abate, 32 anni, di Montevago, 16 anni di reclusione.
Carmelo Bruno, 50 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni.
Vito Campisi, 48 anni, di Cattolica Eraclea, 10 mesi. Roberto Carobene, 41 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni.
Antonino Grimaldi, 58 anni, di Cattolica Eraclea, 16 anni.
Stefano Marrella, 62 anni, di Montallegro, 20 anni. Vincenzo Marrella, 44 anni, di Montallegro, 16 anni. Vincenzo Marrella, 63 anni, di Montallegro, 20 anni. Gaspare Nilo Secolonovo, 50 anni, di Santa Margherita Belice, 5 anni e 6 mesi.
Francesco Tortorici, 39 anni, di Montallegro, 16 anni.
Arringhe difensive dal 12 novembre in poi, e il 3 dicembre la sentenza.

Il presidente di ConfCommercio, Francesco Picarella, interviene nel merito della viabilità e del transito pedonale nel cuore della Valle dei Templi, tra Porta Aurea e ingresso della Via Sacra. Picarella si sofferma, in particolare, sullo stazionamento degli autobus turistici a seguito del recente investimento di una donna innanzi al posto di ristoro, e sull’utilizzo della passerella e dell’accesso tramite Porta Quinta…

Ad Agrigento, sulla spiaggia di Cannatello, dopo 57 giorni dalla ovo-deposizione, sono nate tante decine di piccole tartarughe, almeno una sessantina, prossime al mare. L’avvenimento è stato seguito e, soprattutto, protetto dalla ovo-deposizione in poi dall’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, che ha pubblicato un video…

FINALMENTE SONO NATE…

Questa mattina, dopo 57 giorni dalla ovodeposizione, sono nate tante tartarughine, che stanno già prendendo il mare (dopo due ore dalla prima siamo a quota 41, ma ancora ne arrivano in superficie).MERAVIGLIA DELLA NATURA!!!

Pubblicato da Mareamico Delegazione Di Agrigento su Sabato 5 ottobre 2019

Con la Delibera N° 9 DEL 18/01/2017 il Consiglio comunale si esprimeva su un atto a mia firma per prevedere un adeguato servizio di polizia municipale per il presidio di piazzale Hardcastle (presso “Posto di Ristoro”, tempio di Ercole).

E’ un punto nevralgico e  la sera non è presidiato. L’illuminazione sulla strada è scarsa anche se il luogo è frequentato da turisti. E così, inevitabilmente, dopo tanti incidenti scansati, si è arrivati al ferimento di una turista nei giorni scorsi.

In questi anni si è più volte discusso, inutilmente, nelle Commissioni o formalmente o informalmente con l’amministrazione, relativamente alle problematiche di quella zona, dove esiste una “uscita di emergenza” da cui però tanti tour operator fanno normalmente uscire i turisti in visita.

Infatti, per la maggior parte dei turisti, il giro dei templi va dal tempio di Giunone a quello di Ercole,  senza arrivare a Porta V utilizzando la passerella.

E’ vero che non tutti, per fatica, per il troppo sole o altro, riescono agevolmente ad arrivare a piedi fino all’uscita di Porta V ma per chi ha problemi di motilità esistono servizi di navetta.

In genere, il giro completo per i tour organizzati, che procedono in discesa lungo la collina dei templi, non è proprio previsto e i turisti, saliti sui bus presso l’uscita del tempio di Ercole, si allontanano velocemente perché, magari, il pranzo o la cena sono già prenotati in qualche altra località lontana da Agrigento..

Altra questione: non essendoci un’entrata non si comprende perché ci sia una fermata presso il posto di Ristoro dei bus della TUA, servita da diverse le linee (2 e 3 e sbarrato)  che non arrivano alle entrate del Parco e utilizzatissima dai turisti. I viaggiatori, una volta sul posto, si accorgono che non è lì l’entrata al Parco archeologico e si avventurano verso la rotonda di Porta Aurea e poi lungo la strada, cercando l’ingresso di Porta V. Così facendo, mettono in pericolo le loro vite e quelle degli automobilisti su una trafficatissima strada, ormai rimasta tra le poche transitabili in città, dove non esistono marciapiedi. Bisognerebbe indicare meglio ai turisti i bus da prendere ed interdire il pericolossissimo passaggio a piedi sotto la passerella.

Quest’estate a causa delle auto in fila per entrare nel parcheggio di Porta V e dell’ attraversamento dei pedoni, il viale Caduti di Marzabotto, utilizzato per arrivare a Vilaseta, è stato spesso bloccato.

Non ci sono state soluzioni da parte dell’amministrazione, che si è limitata ad aspettare che finisse la bella stagione e con questa il flusso di turisti.

Eppure a Marzo 2019, per cercare di affrontare prima dell’estate tutte queste problematiche, avevo presentato un ODG per discutere in Consiglio di un utilizzo pratico, sicuro e intelligente della zona, che tenesse conto delle istanze di cittadini e operatori turistici. E’ necessario fornire all’amministrazione un democratico punto di vista da portare ad un tavolo di confronto con il Parco archeologico.

Purtroppo il Consiglio è praticamente bloccato dalle continue cadute del numero legale e dall’inerzia, spietatamente progettata dall’amministrazione e messa in atto da compiacenti consiglieri, per mantenere l’azione limitata agli atti necessari e utili alla propaganda dell’amministrazione.

Molti consiglieri, stanchi di essere boicottati da una amministrazione che ad ogni seduta sottolinea, anche con la mancata presenza, la mancanza di considerazione per l’organo consiliare, massima espressione dei cittadini di Agrigento, hanno ormai gettato la spugna, aspettando quella che, più che la fine della consiliatura, sembra  la rottamazione per obsolescenza programmata.

L’Ordine degli architetti di Agrigento, presieduto da Alfonso Cimino ha partecipato all’incontro promosso dall’onorevole Giusi Savarino, presidente della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Ars, svoltosi ieri pomeriggio a Casa Sanfilippo. Presenti, tra una nutrita platea, Alfonso Cimino con i vicepresidenti Calogero Giglia e Giuseppe Grimaldi; il presidente della Consulta regionale degli architetti Alessandro Amaro e i presidenti degli Ordini degli architetti di Caltanissetta, Paolo Lo Iacono, e di Messina, Pino Falzea. Alfonso Cimino chiamato a intervenire, ha ringraziato la presidente Savarino e il presidente della Regione Nello Musumeci e ha fortemente rimarcato l’importanza di aver presentato il disegno di legge di governo del territorio dopo oltre 40 anni dalla legge vigente del 1978, proprio ad Agrigento, sottolineando, tra l’altro, come molti spunti del nuovo disegno di legge sono stati attuati nelle procedure che hanno condotto alla concertazione delle direttive del nuovo Prg di Agrigento con l’Amministrazione comunale, gli Ordini professionali e le associazioni di categoria.

Direttive oggi approvate dalla stessa Amministrazione e dal Consiglio comunale.

“Una città ha tanto bisogno della politica- afferma il presidente Cimino – affinché ci sia lo sviluppo del suo territorio”.

A trarre le conclusioni dell’incontro, il presidente della Regione Nello Musumeci che, nel raccontare la visione della Sicilia in futuro ha affermato di voler incrementare gli incarichi ai liberi professionisti per smaltire le 600mila sanatorie giacenti in Sicilia.

“Questa è un’ottima occasione per i liberi professionisti – dichiara Alfonso Cimino – Soltanto così si potrà, finalmente, uscire dalla crisi che noi oggi viviamo. Con questi nuovi incarichi, infatti, si darebbe nuova linfa agli studi medio-piccoli, che sono la maggior parte nel territorio siciliano. Quella di oggi è stata una giornata storica e, voglio aggiungere, che in seno alla Consulta degli architetti si sta già lavorando agli emendamenti che possano migliorare, sotto il profilo della rigenerazione urbana e del consumo di suolo zero attraverso le premialità. Una legge urbanistica che deve avere come attori principali gli architetti chiedendo, con energia, che gli Ordini professionali devono essere parte integrante all’interno di questo disegno di legge nelle fasi di concertazione degli strumenti urbanistici e di approvazione del nuovo Comitato tecnico scientifico della Regione ex Cru”.

Incidente probatorio, ieri mattina, presso il Tribunale di Agrigento, davani al gip Stefano Zammuto, che ha visto protagonista una donna che accusa l’ex fidanzato di averla perseguitata di aver abusato della stessa.

Imputato un 28enne di Canicattì che, secondo le accuse della donna, non si sarebbe rassegnato alla fine della loro storia d’amore e avrebbe posto in essere una vera e propria persecuzione. L’uomo è finito agli arresti domiciliari per stalking e violenza sessuale.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe atteso la presunta vittima e l’avrebbe convinta a salire in auto con l’inganno per poi abusare della stessa.

“Mi perseguitava da tempo, io non avevo nessuna voglia di riprendere la relazione con lui. Non si è rassegnato alla fine della nostra relazione e, in una circostanza, ha abusato di me in auto”.

Questo il racconto della giovane canicattinese nell’incidente probatorio di ieri.

Nella mattinata odierna, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Giovanni Pellegrino, unitamente ad una nutrita rappresentanza di Ufficiali e militari dipendenti, ha reso omaggio agli Agenti della Questura di Trieste, rimasti uccisi nel tragico episodio registratosi ieri 04 ottobre u.s.
Nella circostanza, i militari dell’Arma hanno deposto un mazzo di fiori sulla lapide che ricorda i caduti della Polizia di Stato posta all’ingresso di questa Questura.

Alle parole di solidarietà, cordoglio e vicinanza del Comandante Provinciale dei Carabinieri verso l’Amministrazione della P.S. così duramente colpita dal tragico evento, il Questore Rosa Maria Iraci ha espresso parole di ringraziamento e gratitudine della Polizia di Stato per il nobile gesto manifestato dai colleghi dell’Arma.

 

 

 

Nuovi sviluppi sull’inchiesta legata alla morte del 34enne originario di Campobello di Licata Giovanni Rizzo deceduto nelle scorse settimane in seguito ad un terribile incidente nei pressi della Rotonda Giunone, ad Agrigento.

La Procura della Repubblica, infatti, ha iscritto nel registro degli indagati l’autista del furgone su cui viaggiava la vittima. Si tratta di un 32enne di Campobello di Licata, amico di Giovanni Rizzo, A.B., le iniziali del nome.

Per cause ancora in fase di accertamento il mezzo su cui viaggiava il 34enne – un Fiat Doblò – è andato a finire all’interno della Rotonda Giunone. L’impatto è stato violentissimo.

Al conducente del furgone sarebbe stata contestata l’alta velocità e di non aver rispetatto la segnaletica presente. Il reato per cui l’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati è di omicidio stradale.

Nel luglio del 2000, a Lampedusa, il Comune ha rilasciato una concessione edilizia al signor S F, sono le iniziali del nome, per la costruzione di un immobile a piano terra e piano seminterrato su un terreno di sua proprietà.

Dopo oltre 14 anni, il Comune ha annullato in auto-tutela la concessione edilizia rilasciata nel 2000, ha rigettato l’istanza di sanatoria e ha ordinato la demolizione dell’immobile. Il signor S F, tramite gli avvocati Girolamo Rubino e Mario Fallica, ha presentato un ricorso al Consiglio di giustizia amministrazione. Gli avvocati Rubino e Fallica hanno censurato l’illegittimità dell’operato del Comune di Lampedusa sia sotto il profilo della violazione di legge, avendo il Comune adottato il provvedimento di annullamento in contrasto con i principi che regolano il potere di autotutela, sia sotto il profilo dell’eccesso di potere per carenza di istruttoria, illogicità ed ingiustizia manifesta e difetto di motivazione.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Fallica, riconoscendo inoltre il pregiudizio grave ed irreparabile incombente per il signor S F, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati. Il Comune di Lampedusa non potrà procedere a demolire l’immobile in attesa della definizione del giudizio.