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Il neonato morto vittima del naufragio dell’Epifania a 38 miglia da Lampedusa è una bambina di un anno e mezzo, in viaggio, su una barca di 7 metri, con la madre, provenienti dalla Costa d’Avorio. Insieme a lei e ai superstiti, nel centro d’accoglienza di Lampedusa è ospite anche il fratello dell’uomo recuperato cadavere. La barca si è capovolta ed è affondata. Era partita da Sfax, in Tunisia, alle ore 5 di giovedì 5 gennaio.

A Siculiana in via Mangione è crollato un edificio disabitato e in precarie condizioni di stabilità. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento, gli agenti della Polizia municipale e i Carabinieri della locale stazione. Nessun ferito. Sopralluogo e ispezione anche da parte dell’Ufficio tecnico comunale. Precauzionalmente è stato deciso di sgomberare provvisoriamente una residenza attigua all’immobile crollato. Fuori casa una famiglia composta da 5 persone.

A Palermo, nel reparto di Neuro – Rianimazione dell’ospedale “Villa Sofia”, è morto Gaetano Bordonaro, 45 anni, di Ribera, titolare con la famiglia di un bar – tabacchi nella città delle Arance. Mercoledì scorso, 4 gennaio, poco dopo le 6 del mattino, al volante della sua automobile, Nissan X-Trail, per cause in corso di accertamento, si è schiantato contro il muro perimetrale di un’abitazione, ribaltandosi poi su due automobili parcheggiate. A causa delle gravi condizioni è stato subito trasferito con un’ambulanza del 118 a Palermo.

6 gennaio, festa dell’Epifania, giornata all’insegna della solidarietà a Canicattì, grazie all’unità territoriale della Croce Rossa Italiana, al sostegno economico degli imprenditori canicattinesi e con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Circa 250 pasti caldi sono stati cucinati, distribuiti o consumati in loco, nella mensa della parrocchia Santa Chiara. Il vice sindaco Patrizia Bennici si rivolge ai suoi concittadini: Alcuni provano vergogna ma non devono, un momento difficile, la perdita del lavoro, possono capitare, essere comunità vuol dire anche questo, tendersi la mano!

 

A Canicattì, in via Iotti, probabilmente arrampicandosi sul ponteggio esterno montato per la ristrutturazione di un palazzo, ignoti ladri hanno forzato un infisso, sono entrati in un appartamento e hanno rubato gioielli preziosi e oggetti di bigiotteria. I ladri sono stati a lavoro anche in via Cile dove in un’abitazione è stata rubata una cassetta contenente orecchini, bracciali, anelli e collane custodita in un armadio dello sgabuzzino. Il bottino complessivo ammonta a circa 20mila euro. Nel caso di via Cile non vi sono segni di effrazione. Sono state sporte le relative denunce alle forze dell’ordine. Indagini in corso.

Il Sig. I.M. originario di Casabona (CZ), di anni 59, nella qualità di Luogotenente in servizio al NORM di Canicattì, in data 6 marzo 2008, a seguito di una determinazione del Comando Legione Carabinieri Sicilia veniva nominato Comandante della Stazione dei Carabinieri di Canicattì e contestualmente gli veniva riconosciuto il diritto ad avere assegnato l’alloggio di servizio presso la Caserma che avrebbe diretto.
In ragione di ciò, veniva attribuito al Comandante dei Carabinieri un alloggio che, tuttavia, versava in un chiaro stato di abbandono e che, pertanto, necessitava di opere di ristrutturazione.
A fronte dell’oggettivo stato di incuria in cui si trovava l’alloggio attribuitogli, il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Canicattì si vedeva costretto a dover ricercare personalmente un alloggio, nonostante la sussistenza del diritto in capo allo stesso a risedere nell’alloggio di servizio.
Si precisa, inoltre, come, più volte e in diverse occasioni, il Comandante dei Carabinieri avesse invitato il Comando Regionale dei Carabinieri Sicilia a procedere all’assegnazione di un alloggio di servizio presso il territorio di Canicattì, prevendo, altresì, che i costi di locazione fossero a carico dell’Amministrazione.
Ebbene, a distanza di 8 anni dal sorgere del diritto all’assegnazione, l’Amministrazione, segnatamente in data 1 gennaio 2016, con un proprio atto revocava la precedente concessione di alloggio e provvedeva ad attribuire al Comandante un alloggio fuori caserma sito nel territorio di Canicattì.
Sicché, solamente in data 3 marzo 2016 il Comandante dei Carabinieri conseguiva finalmente la piena disponibilità dell’alloggio di servizio che gli sarebbe dovuto spettare fin dalla data del conferimento dell’incarico, ossia dal 6 marzo 2008.
Pertanto, quest’ultimo, richiedeva all’Arma il ristoro delle spese di locazione sostenute dalla data del 6 marzo 2008 fino al giorno dell’effettiva assegnazione dell’alloggio di servizio.
A fonte dell’inerzia dell’Amministrazione, il Comandante dei Carabinieri, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, proponeva un ricorso innanzi al T.A.R. Sicilia- Palermo chiedendo il riconoscimento del danno subito e la condanna dell’Arma dei Carabinieri al relativo risarcimento.
In giudizio, l’Avv. Rubino dimostrava la fondatezza del diritto al godimento dell’alloggio di servizio in capo al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Canicattì, evidenziando l’illegittimità del comportamento tenuto dall’Arma, la quale da un canto aveva assegnato un alloggio non fruibile in quanto in totale stato di abbandono e da un altro canto la stessa Arma non si era attivata per ricercare ed assegnare un alloggio “fuori caserma” al Comandante dei Carabinieri.
Per tali ragioni l’Avv. Rubino dimostrava la fondatezza della pretesa risarcitoria vantata dal proprio assistito contro il Comando Regione Carabinieri Sicilia e volta ad ottenere la condanna dell’Arma al pagamento delle somme sostenute a titolo di locazione.
Il T.A.R. Sicilia – Palermo con sentenza dell’1 febbraio 2022, in accoglimento del ricorso proposto dal Comandante dell’Arma dei Carabinieri della stazione di Canicattì, con il patrocinio dell’avv. Rubino, ha riconosciuto il dovere dell’Arma di garantire al ricorrente la pronta disponibilità dell’alloggio di servizio ed ha condannato l’Arma dei Carabinieri a risarcire al militare il danno dallo stesso subito in ragione del ritardo nell’assegnazione dell’alloggio fuori caserma, ottenuto solamente otto anni dopo dalla richiesta.

Avverso tale decisione il Comando Legione Carabinieri Sicilia proponeva appello, chiedendone la riforma previa sospensione degli effetti.
Nel giudizio di appello proposto dall’Arma si è dunque costituito il militare con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, confutando le doglianze dell’Arma dei Carabinieri secondo cui il diritto all’assegnazione agli alloggi di servizio sussisterebbe unicamente nell’ipotesi in cui detti alloggi fossero “esistenti”.
Invero, gli Avv.ti Rubino e Piazza dimostravano in giudizio non solo che l’alloggio fosse esistente, ma che lo stesso non poteva essere occupato dal Comandante per cause imputabili esclusivamente all’Arma, dal momento che l’immobile versava in totale stato di abbandono non essendo state effettuate le necessarie opere di ristrutturazione.
In fase cautelare, il Consiglio di Giustizia Amministrativa, con ordinanza del 5 maggio 2022, condividendo le tesi difensive degli avv.ti Rubino e Piazza, ha ritenuto insussistenti i presupposti necessari per sospendere l’esecutività della sentenza impugnata ed infine con sentenza del 4 gennaio 2023 ha respinto l’appello proposto dal Comando Legione Carabinieri Sicilia, confermando la sentenza resa dal T.A.R., e condannando l’Arma dei Carabinieri al pagamento delle spese giudiziali.
A questo punto, l’Arma dei Carabinieri dovrà offrire al ricorrente una somma adeguata ai canoni locativi corrisposti dal militare per gli otto anni durante i quali lo stesso ha alloggiato, a proprie spese, in altra abitazione. Diversamente, in mancanza di accordo tra le parti, il militare potrà agire in giudizio per ottenere dall’Arma l’esecuzione coattiva della sentenza.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, ha rinviato a giudizio D S G, sono le iniziali del nome, 40 anni, di Santa Ninfa, per presunta tentata violenza sessuale a danno di una donna di 25 anni, che sarebbe stata commessa nel novembre del 2021. L’intenzione sarebbe fallita perché lei ha reagito divincolandosi. La prima udienza del processo è in calendario il 15 febbraio. L’imputato è attualmente sottoposto alla libertà vigilata in una struttura sanitaria, e sarà sottoposto ad accertamenti per valutare la sua capacità di intendere e volere. La ragazza si è costituita parte civile tramite l’avvocato Maria Bianco del foro di Marsala.

Un incidente stradale lungo la strada statale 114 a Tremestieri, in provincia di Messina, ha provocato la morte di un motociclista di 22 anni, Giuseppe Fede, residente a San Filippo Inferiore. E’ deceduto al Policlinico Universitario, dove è stato ricoverato in condizioni disperate per il gravissimo poli-trauma subito. Giuseppe Fede, in sella alla sua moto Yamaha R3, per cause in corso di accertamento si è scontrato con un’automobile Fiat Panda, su un tratto rettilineo.

Tragedia a Termini Imerese in contrada Chiarera in via Alessandro Manzo. Una bimba di 4 anni mentre usciva da un cancello è stata investita da un’auto. Patrizia R. è stata trasportata dai familiari all’ospedale Cimino di Termini Imerese.

Qui i medici hanno fatto di tutto per salvarla. Ma è morta. Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale che stanno accertando le responsabilità. Sono intervenuti anche gli agenti della polizia di stato e i carabinieri soprattutto al pronto soccorso.

Ci sono stati momenti di tensione al pronto soccorso del Cimino. Per riportare la calma sono intervenuti le forze dell’ordine.

Il Santo Padre ha nominato, in data odierna, 6 gennaio 2023,  Vicegerente della Diocesi di Roma Sua Eccellenza Reverendissima Monsignore Baldassare Reina, Vescovo Ausiliare di Roma. Ne dà notizia oggi la Sala Stampa della Santa Sede. (qui) Il vicegerente della diocesi di Roma coadiuva il Cardinale vicario nelle funzioni di governo.

“La Chiesa Agrigentina – scrive in un messaggio l’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, gioisce insieme alla Chiesa Madre di Roma per la nomina di don Baldo Reina a vicegerente. Consapevoli della grande responsabilità che il Santo Padre gli ha affidato gli assicuriamo il sostegno della nostra preghiera e della nostra amicizia.”