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La dott.ssa Elisa Vaccaro, in servizio presso la Prefettura di Agrigento, con la qualifica di Viceprefetto Aggiunto, è stata ammessa al corso di formazione per l’accesso alla qualifica di Viceprefetto.

La promozione alla qualifica superiore è stata deliberata nel corso della seduta odierna del consiglio di amministrazione, su proposta della Commissione per la Progressione in Carriera del Ministero dell’Interno.

La dott.ssa Vaccaro, che attualmente è Vice Capo di Gabinetto e Dirigente dell’Area Ordine e Sicurezza Pubblica, ha maturato significative esperienze presso la Prefettura di Agrigento, mostrando grande impegno sia nella complessa problematica legata all’emergenza immigrazione, sia nell’ambito dell’Ufficio di Gabinetto, gestendo anche  diversi tavoli di raffreddamento sindacale e partecipando ai numerosi Comitati per l’Ordine Pubblico in affiancamento ai Prefetti.

Nel 2013 ha prestato servizio al Gabinetto del Ministro dell’Interno, presso l’Ufficio Affari Internazionali.

Dal 2015 al 2020 ha rivestito anche l’incarico di Presidente Supplente della Commissione per la Protezione Internazionale di Agrigento, nonché Componente delle Commissioni di Indagine per lo scioglimento dei Comuni di Camastra e San Biagio Platani e attualmente è anche Componente della Commissione Straordinaria del Comune di Bompensiere, sciolto per infiltrazioni mafiose.

Al termine della frequenza del corso che si terrà a cura dell’Amministrazione dell’Interno, acquisirà la qualifica di Viceprefetto e sarà destinata ad altri incarichi.

A pochi giorni dalla pubblicazione dei provvedimenti di stabilizzazione del personale contrattista in servizio presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento si compie un ulteriore passo verso la definitiva eliminazione di tutte le “sacche” di precariato all’ASP di Agrigento. Si tratta dell’approvazione dei verbali e delle graduatorie relative all’assunzione del personale della dirigenza medica e veterinaria in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 20 comma 1 del decreto legislativo 75 del 2017, la cosiddetta “legge Madia” che prevede il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni. Grazie all’intenso lavoro compiuto dall’Area Risorse Umane, l’ASP di Agrigento è riuscita a chiudere un annoso iter che ha messo a bando ben 179 posti della dirigenza (146 medica-veterinaria e 33 di altro profilo) riservati al personale in possesso dei requisiti previsti dal decreto oltreché dalle modifiche apportate dalla legge finanziaria 2019 e dal famoso decreto “mille proroghe”. Si tratta, nel dettaglio, di analisti, veterinari, psicologi, biologi, dirigenti delle professioni sanitarie, farmacisti, ingegneri, dirigenti amministrativi, dirigenti nell’organizzazione dei servizi sanitari di base, medici di ematologia, geriatria, accettazione e urgenza, neonatologia, neuropsichiatria infantile, medicina fisica e riabilitativa, psichiatria, pediatria, reumatologia, chirurgia vascolare e generale, ginecologia ed ostetricia, oftalmologia, ortopedia, urologia, otorinolaringoiatria, anatomia patologica,  igiene-epidemiologia e sanità pubblica, radiodiagnostica, igiene degli alimenti, cure palliative, oncologia, direzione medica di presidio, medicina trasfusionale, patologia clinica, anestesia e rianimazione, medicina nucleare, In questa fase sono state prese in considerazione i dirigenti in possesso dei requisiti alla data del 31 dicembre 2019 mentre prossimamente, con un nuovo avviso, saranno valutate le istanze per i candidati in regola alla data del 31 dicembre 2020. Al provvedimento di stabilizzazione per i dipendenti della dirigenza farà a breve seguito quello, analogo, riservato al comparto per la copertura 92 posti in diverse qualifiche e ruoli.

Soddisfazione viene espressa sia dal direttore generale, Alessandro Mazzara, che dal direttore sanitario, Gaetano Mancuso, per i quali i provvedimenti approvati, oltre a dare sicurezza e garanzie al personale dipendente, potenziano la stabilità dell’azione amministrativa e sanitaria e incrementano la solidità della macchina aziendale.

“La notizia della condanna a 4 anni e 3 mesi del sindaco di Catania Salvo Pogliese, nel processo spese pazze quando rivestiva la carica di deputato regionale, apre adesso scenari preoccupanti per la città, visto che adesso si arriverà alla sospensione dalla carica, secondo quanto stabilito dalla legge Severino.

Adesso ci aspettiamo da Pogliese una presa di coscienza e che, quindi, si dimetta al più presto da sindaco per dare alla nostra città una nuova guida politica che merita”. Così in una nota la deputata catanese del Movimento 5 Stelle Maria Laura Paxia.

Il sostituto procuratore generale Emanuele Ravaglioli ha concluso la sua requisitoria al processo di appello scaturito dall’inchiesta antimafia “Vultur” chiedendo la conferma integrale delle condanne emesse nel processo di primo grado dal Tribunale di Agrigento. Si tratta dell’indagine sui presunti componenti delle famiglie di Camastra e Canicattì e sui legami fra i due clan. Per i quattro imputati è stata chiesta la conferma dei 17 anni e 6 mesi di reclusione a Rosario Meli, 72 anni, ritenuto il capo della famiglia di Camastra e personaggio principale dell’inchiesta; 14 anni e 6 mesi al figlio Vincenzo, 50 anni, accusato di avere gestito gli affari della famiglia di Cosa Nostra in paese e 13 anni e 6 mesi al tabaccaio di Camastra Calogero Piombo, 69 anni, ritenuto il “cassiere” della cosca. Ventidue anni, in continuazione con altre due condanne precedenti, sono stati proposti, infine, per Calogero Di Caro, 74 anni, già condannato in passato per mafia e ritenuto il nuovo capomafia di Canicattì.Il processo è stato rinviato all’8 settembre per l’inizio delle arringhe difensive dei legali degli imputati. Fanno parte del collegio gli avvocati Angela Porcello, Santo Lucia, Raffaele Bonsignore, Giuseppe Barba, Antonino Reina, Vincenzo Domenico D’Ascola e Lillo Fiorello.

Tragedia questa mattina alla Diga Comunelli nei pressi di Butera. A venire travolto e ucciso da un escavatore che lui stesso stava manovrando è stato un favarese di 56 anni, Giovanni Cusumano di 56 anni. Lavorava per un’azienda incaricata ad installare dei monitoraggi per la diga. L’uomo è stato schiacciato dal mezzo. Sul posto si sono precipitati i soccorritori, ma Giovanni Cusumano sarebbe morto sul colpo. La Procura ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità. Indagano i carabinieri.

A seguito della presentazione della candidatura a sindaco di Agrigento da parte di Marco Zambuto, giunge il sostegno dell’Udc. Il coordinatore politico regionale dei centristi, Decio Terrana, e la parlamentare all’Ars Margherita La Rocca Ruvolo, affermano: “Accogliamo con entusiasmo e determinazione l’appello lanciato da Marco Zambuto e condividiamo la sua proposta di candidatura a sindaco di Agrigento in occasione delle prossime elezioni Amministrative del 4 e 5 ottobre. Nutriamo fiducia e stima nella persona, sia sotto il profilo prettamente politico e amministrativo, sia per le capacità di ascolto e di attenzione alle istanze provenienti dal territorio e per le doti umane dimostrate. Saremo impegnati in campagna elettorale con candidati al consiglio comunale qualificati e determinati a garantire il successo della candidatura di Marco Zambuto, consapevoli che rappresenti la migliore proposta di governo per la città di Agrigento”.

Erano stati ritenuti non meritevoli di progressione economica orizzontale da parte del proprio dirigente: nove lavoratori dell’Azienda sanitaria di Agrigento, assistiti dalla Cisl Fp, potranno adesso accedere alle somme a cui avevano diritto.

Nei giorni scorsi il direttore generale facente funzioni Alessandro Mazzara ha infatti firmato un’integrazione alle graduatorie concernenti le progressioni economiche orizzontali, inserendo alcuni lavoratori in servizio al “San Giovanni di Dio” che si erano in una prima fase visti negare l’accesso alle risorse a causa di una valutazione bassa da parte del proprio dirigente.

Gli operatori, quindi, assistiti dalla Cisl Fp, hanno proposto ricorso e ottenuto ragione dinnanzi alla commissione paritetica, che ha riconosciuto loro un punteggio di 28 trentesimi consentendogli quindi di ottenere gli importi previsti.

“Eravamo certi della bontà del lavoro svolto da questi dipendenti e dell’esito positivo del ricorso – commentano il segretario generale della Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanisseta ed Enna Salvatore Parello, il coordinatore regionale delle professioni sanitarie Alessandro Farruggia e il responsabile del Dipartimento Sanità pubblica e privata, Giovanni Farruggia -. Allo stesso modo, comunque, rammentiamo alla governance dell’Azienda l’impegno preso da parte dell’ex manager Santonocito di provvedere, dopo le stabilizzazioni ai sensi della legge Madia, anche alle progressioni verticali di tutto il personale dipendente”

Cambiano nome, simbolo e prospettive di Ora Sicilia. Il gruppo parlamentare, costituito nel giugno del 2019 all’Assemblea Regionale Siciliana, si trasforma in partito. Da oggi avrà la nuova denominazione “ORA-Sicilia al centro” e un simbolo, che mantiene la sua identità cromatica originaria, rivisitato in alcune parti. «La scelta di rinnovare i due principali elementi espressivi del nostro “brand” – spiega il capogruppo di Ora Sicilia, Luigi Genovese – è finalizzata a fotografare il salto evolutivo di un soggetto politico che, ad un anno dalla sua nascita, da gruppo parlamentare si trasforma in un partito che nel panorama politico regionale mira a rappresentare quel centro moderato che oggi, anche a livello nazionale, è stato relegato ai margini, nonostante la crescita esponenziale della domanda di moderazione, dopo quasi un decennio scandito dall’exploit di vecchie e nuove forme di populismo. Nella nuova denominazione – spiega Genovese – la frase “Sicilia al centro” è stata scelta per esplicitare la duplice natura di questo progetto: regionalista e moderata.

In queste settimane, insieme ai colleghi Lantieri, Lentini e Ternullo, e con il prezioso contributo dei nostri staff, abbiamo redatto lo statuto e contestualmente individuato una segreteria regionale al centro di Palermo. I prossimi step – prosegue il deputato regionale – prevedono l’eventuale rimodulazione dei ruoli all’interno del gruppo parlamentare e ancora l’ufficializzazione del segretario regionale, dei due vice-segretari e di tutti gli altri organi del partito, all’interno dei quali riserveremo uno spazio molto significativo destinato ai giovani, nel quadro di un processo di ramificazione ed espansione su tutto il territorio regionale che solidificheremo attraverso la nomina di coordinatori provinciali, comunali e di municipalità in tutta la Sicilia. Presenteremo ufficialmente il nostro progetto dopo l’estate, nel corso di una convention organizzata a questo scopo. Quanto alle elezioni amministrative in calendario il prossimo autunno, anticipo che saremo presenti in alcuni comuni con il nostro simbolo e con le nostre idee».

 

La consigliere comunale in carica a Raffadali, Elina Rampello, si candida a sindaco con la Lega alle prossime elezioni Amministrative del 4 e 5 ottobre. In proposito interviene l’europarlamentare e responsabile della Lega per le prossime elezioni Amministrative della provincia di Agrigento, Annalisa Tardino, che commenta: “Con la candidatura a sindaco di Elina Rampello diamo ufficialmente il via al processo di cambiamento voluto dalla Lega per la provincia di Agrigento. Vogliamo dare alla provincia volti nuovi, e iniziamo proprio da Raffadali, dove a rompere gli schemi tradizionali è una giovane consigliera di 32 anni, che si è fatta notare in questa ultima legislatura per le tante battaglie condotte in controtendenza rispetto ai soliti modelli politici e che con tenacia si propone di inaugurare una nuova stagione per la sua città”.

Ispettori della Guardia Costiera, specializzati in sicurezza della navigazione, hanno sottoposto la nave “Ocean Viking”, di bandiera norvegese e operante per conto dell’organizzazione non governativa SOS Mediterranee, a un’ispezione per verificare l’ottemperanza alle norme in materia di sicurezza della navigazione, protezione dell’ambiente e tutela del personale navigante. La nave, ormeggiata nel porto di Porto Empedocle, è attraccata nei giorni scorsi dopo il periodo di quarantena successivo al trasferimento sulla nave Moby Zazà dei migranti presenti a bordo. Ebbene, l’ispezione ha evidenziato diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere non solo la sicurezza dell’unità e dell’equipaggio ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza ai migranti svolto dalla nave, così come alcune violazioni alle normative a tutela dell’ambiente marino. Dunque la nave è stata sottoposta a fermo amministrativo che permarrà fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva e, per alcune di esse, sarà necessario l’intervento dello Stato di bandiera che detiene la responsabilità della conformità della nave rispetto alle Convenzioni internazionali e alla legislazione nazionale.