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Il bonus 200 euro è una misura a sostegno del reddito annunciata dal premier Mario Draghi nel corso della conferenza di presentazione del Decreto aiuti approvato dal Governo il 2 maggio 2022 per contrastare le conseguenze su imprese e famiglie della crisi ucraina

Arriva il bonus 200 euro, un contributo di sostegno per pensionati e lavoratori con reddito fino a 35.000 euro. La misura, contemplata nel Decreto aiuti approvato il 2 maggio 2022 dal Governo, è stata annunciata dal premier Mario Draghi durante la conferenza di presentazione dei provvedimenti, tra cui figurano anche interventi per contenere il caro bollette. Il nuovo incentivo del Governo dovrebbe arrivare tra giugno e luglio, sotto forma di aumento della pensione o in busta paga.

La misura non è da confondere con il cosiddetto bonus benzina 200 euro di marzo 2022.

DL aiuti, bonus 200 euro: come funziona

Il bonus 200 euro incluso nel Dl aiuti è un “importante provvedimento di sostegno ai redditi di 28 milioni di italiani”, come l’ha definito il premier Mario Draghi in conferenza. Una misura che “consente di aiutare le famiglie” limitando il rischio di ulteriore aumento dell’inflazione, ha spiegato Draghi.

Il presidente Draghi ha spiegato che la misura di sostegno al reddito coinvolgerà in tutto ventotto milioni di cittadini italiani e, in particolare, riguarderà:

  • Pensionati
  • Lavoratori dipendenti
  • Lavoratori autonomi

Il premier ha anticipato che per pensionati e lavoratori con redditi fino 35.000 euro il bonus sarà uguale per tutti.

I fondi disponibili

Il bonus 200 euro è possibile con l’aumento della tassa sui profitti energetici delle aziende. Il ministro dell’Economia Daniele Franco scendendo nel dettaglio ha spiegato che sono stati previsti in tutto “6 miliardi per finanziare trasferimenti capitali di 200 euro per pensionati e lavoratori”, cioè il bonus 200 euro. Questi incentivi saranno “Finanziati con il proseguimento del prelievo straordinario su imprese produttrici, importatrici e rivenditrici di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi”. Su tali aziende si prevede un prelievo ulteriore del 15% sulla medesima base imponibile definita nel precedente intervento. Da qui i fondi a disposizione per il bonus.

Come richiedere bonus 200 euro

Si tratterà di una misura una tantum (cioè che viene erogato una sola volta). Il bonus si troverà direttamente nel cedolino della pensione o nella busta paga, come un aumento.

Quando arriva il bonus 200 euro

Il bonus sarà erogato “non appena tecnicamente possibile”, ha spiegato il ministro Daniele Franco.

I pensionati lo troveranno nel proprio cedolino, presumibilmente a luglio. Per i lavoratori dipendenti invece si prevede giugno o luglio. Sarà in questo caso erogato dai datori che poi recupereranno la cifra al primo pagamento di impoosta possibile. Draghi ha spiegato che non si tratta di un anticipo: “Viene ristorato al primo pagamento fiscale”, ha assicurato.

fonte: network digital 360

Nell’ambito dei controlli svolti per verificare la corrispondenza e la sussistenza dei requisiti dichiarati dai beneficiari del Reddito di cittadinanza, i Carabinieri della Stazione di San Biagio Platani hanno denunciato a piede libero due persone: uno di 51 anni a San Biagio Platani, e un altro di 30 anni a Casteltermini. Il 51enne, all’atto della presentazione della domanda, era sottoposto alla reclusione in carcere ad Agrigento, e quindi in contrasto con il diritto a percepire l’emolumento. Inoltre, poiché lo stesso era evidentemente impossibilitato a presentare e sottoscrivere la richiesta in quanto detenuto, le indagini hanno consentito di accertare che la domanda finalizzata ad ottenere il Reddito di cittadinanza è stata redatta e trasmessa all’ufficio INPS di Agrigento dal secondo indagato, responsabile dell’ente di Patronato – CNA di Casteltermini. I reati contestati sono, quindi, quelli di falsità materiale e di truffa aggravata, in concorso, a danno dello Stato. La somma che sarebbe stata indebitamente percepita dal mese di gennaio 2020 a giugno 2021 ammonta ad oltre 9500 euro.

Gli avvocati Giacomo Frazzitta e Ottavia Villini, a seguito delle diverse segnalazioni nel corso dell’ultimo anno pervenute a Piera Maggio e allo Studio dell’avvocato Frazzitta che indicavano tale Cerasela come la possibile Denise Pipitone, e nonostante vi fossero analoghe segnalazioni presso la Procura della Repubblica di Marsala inviate mediante formali esposti, diverse settimane orsono, su richiesta di Piera Maggio, che non aveva avuto risposta dalla Procura di Marsala, dell’istanza di conoscere se vi erano procedimenti in corso sul caso di Cerasela, hanno proceduto, attraverso una operazione internazionale, nell’ambito delle indagini difensive, a prelevare campioni di sostanza biologica alla signora Cerasela con il suo consenso, dopo averne localizzato la posizione nello Stato della Romania.
In seguito con la collaborazione della genetista dottoressa Marina Baldi, si è proceduto nelle giornate di Sabato 30 Aprile e Lunedi 2 Maggio 2022 al campionamento e alla comparazione delle sostanze biologiche prelevate alla signora Cerasela con il DNA di Piera Maggio e di Pietro Pulizzi, madre e padre di Denise Pipitone; comparazione che ha dato esito negativo.
Pertanto può dirsi al di là di ogni ragionevole dubbio che la signora Cerasela non è Denise Pipitone.
Tale operazione, tuttavia, si è potuta realizzare grazie all’impegno profuso dell’avvocato Ottavia Villini che ha coordinato l’intera operazione, di concerto con lo Studio dell’avvocato Giacomo Frazzitta, che da sempre assiste e segue Piera Maggio. Si ringrazia inoltre la preziosa collaborazione di Mr. Tony Di Piazza.

“Porto e portiamo rispetto al segretario di FdI così come teniamo al centrodestra unito purché ci sia rispetto e ascolto. Nessun diktat men che meno ultimatum.”

Sono le parole dell’onorevole di “Prima l’Italia” Carmelo Pullara.

“Perdere – commenta Pullara – non fa paura a nessuno purché non siano i siciliani a perdere come in questi 5 anni di Musumeci governatore della Sicilia.

A parte poi precisare che è tutta da vedere se si dovesse andare separati chi sarà a perdere. Ricordo a me stesso che le idee camminano sulle gambe degli uomini ed i siciliani prima degli stemmi e simboli guardano appunto gli uomini.

Invito-sottolinea Pullara- pertanto la Meloni a venire in Sicilia in incognito a girare per le strade e chiedere cosa pensano di Musumeci Presidente e del suo governo prima di dire che è stato capace.

Chieda cosa pensano i siciliani sulla sanità, rifiuti, acqua, sburocratizzazione, partecipate, bilancio, disabili, province, infrastrutture, fondi covid, trasparenza etc., poi giudicherà se è stato capace o meno. Capisco che, sul no alla ricandidatura, serve a Musumeci fare capire che è un fatto personale o di necessità di fare il losco che lui non consente, ma non è così.  Men che meno il dispetto rispetto al chi dopo il giro delle sette chiese si è avvicinato. Semplicemente Musumeci è inadeguato al ruolo di Presidente della regione ed ancora di più di capo o garante di una  coalizione. Sul losco mi limito a dire che lo attacca anche l’on Claudio Fava Presidente della  Commissione  antimafia sulla cui specchiata rettitudine al di là delle posizioni politiche nulla nessuno può dire.

Infine-conclude Pullara- mi permetto di suggerire al presidente di smetterla con i sondaggi farlocchi che lo danno primo tra gli altri. La scorsa volta lo davano secondo dopo Cancellieri poi nei fatti tutto è stato capovolto. Se si facesse un sondaggio tra me, che non sono praticamente nessuno, e lui ,chissà!

Così come con rispetto ed umiltà mi permetto di ricordare che pensare di essere i primi di una coalizione sulla base dei sondaggi ci vorrebbe più cautela perché i voti si scrivono e contano e le parole volano!

Mi sembra in entrambi i casi una attività propagandistica quasi come quella a cui assistiamo oggi nel conflitto in corso nell’est Europa

Ad Agrigento in un albergo è accaduto che due donne dipendenti, una di 40 e l’altra di 46 anni, dopo parecchio tempo di scambio di dispetti e vessazioni, hanno deciso di scontrarsi fisicamente. Più nel dettaglio lei di 46 è stata picchiata da lei di 40 anni, ed è stata soccorsa in ospedale, al “San Giovanni di Dio”, dove i medici gli hanno diagnosticato contusioni e traumi guaribili in circa 10 giorni. Lei ha già formalizzato querela di parte all’ufficio Denunce della Questura.

Il 16 luglio del 2021 è morto all’ospedale “Papardo” di Messina il meccanico di 60 anni, Mario Vincenzo Lauricella, di Canicattì, ricoverato in gravissime condizioni il precedente 30 maggio a seguito di un’aggressione e un investimento da parte del tabaccaio, anche lui di Canicattì, Luigi Lalomia, 75 anni, indagato di omicidio perché avrebbe rivolto minacce a telefono e in presenza, e poi avrebbe aggredito a colpi di bastone e investito con un Fiat Doblò il meccanico. L’ira del tabaccaio, nel frattempo arrestato, si è scatenata alla notizia che suo figlio si sarebbe sposato con la figlia del meccanico. Ebbene la Procura di Agrigento, dopo avere notificato a Lalomia l’avviso di conclusione delle indagini, ne ha chiesto il rinvio a giudizio. E adesso il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha accolto la richiesta. Prima udienza il prossimo 10 giugno innanzi alla prima sezione della Corte d’Assise di Agrigento presieduta da Alfonso Malato. A Luigi Lalomia è contestato anche il tentato omicidio della futura nuora che sarebbe stata investita anche lei se il padre, Lauricella, non l’avesse spintonata fuori dalla mira del Fiat Doblò.

La segreteria regionale del Movimento politico dei consumatori italiani ha nominato l’attuale vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, coordinatore provinciale del Movimento diretto dal leader nazionale Francesco Tanasi. Il segretario regionale, Lucio Leanza, afferma: “La nomina scaturisce dall’impegno di Di Rosa nella tutela dei consumatori. E’ un impegno che si esplica da anni tramite iniziative politiche intraprese nella provincia di Agrigento”.

Un vile atto da parte di ignoti ha evidenziato l’antisportività che ha colpito la sede dell’Interclub Angelo e Massimo Moratti a Favara.
Ignoti vandali e imbecilli, hanno intriso di sigillante la serratura della porta dei locali del Club.
“Un atto incivile e vandalico da parte di alcuni soggetti della nostra comunità favarese – si legge in un messaggio del direttivo – Il nostro indirizzo è sempre stato ricco di valori sportivi e rispetto per la fede altrui, siamo rammaricati ma la nostra missione di Club come organizzazione dedita al sostegno dei nostri colori sociali e della solidarietà per la comunità favarese continueranno ad essere il nostro faro”.

Il dottor Michele Bono è il nuovo primario del reparto di Radioterapia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Bono ha firmato con il commissario Zappia un contratto di 5 anni. L’avviso pubblico per il conferimento dell’incarico risale al luglio del 2019. Sono state tre le istanze pervenute, e i tre candidati sono stati ammessi alla procedura di selezione. L’unico candidato presente alla prova del colloquio, dichiarato idoneo dalla commissione di valutazione, è stato il dottor Bono.

I giudici del Tribunale del Riesame di Palermo hanno rigettato il ricorso avanzato dalla difesa di Gaspare Gulotta, 71 anni di Santa Margherita Belice, ex professore universitario e direttore del dipartimento di chirurgia dell’azienda ospedaliera universitaria policlinico “P. Giaccone”, confermando dunque la misura cautelare degli arresti domiciliari. Gli avvocati Giovanni Cascioferro e Ninni Reina hanno già annunciato ricorso in Cassazione contro la decisione.

I giudici del Riesame hanno in vece revocato gli arresti domiciliari nei confronti di Eliana Gulotta, medico chirurgo plastico in servizio all’ospedale Civico, e revocato anche l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per il fratello della dottoressa, Leonardo, specializzando in Chirurgia.

Gaspare Gulotta è finito ai domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta “Università Allegra”. E’ accusato di corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, abuso d’ufficio, rivelazioni di segreti di ufficio, falsità ideologica, peculato, truffa e calunnia. Avrebbe “pilotato” cinque concorsi messi a bando dall’Università, seguendo una logica di spartizione con l’altro “barone” Mario Adelfio Latteri, 69 anni di Palermo.

Il gip Donata Di Sarno, che ha firmato l’ordinanza con la quale il professore è finito agli arresti domiciliari scrive su Gulotta: “Un soggetto dal notevole spessore criminale, perché ha dimostrato di saper calpestare ogni regola con grandissima disinvoltura in più occasioni e per fini più disparati, senza mai manifestare alcuno scrupolo». Dalle carte emerge una «personalità inquietante, costantemente tesa alla realizzazione del proprio tornaconto nel disprezzo assoluto degli ideali che un medico dovrebbe perseguire dei valori della meritocrazia e dell’onestà intellettuale”.

Gulotta è accusato anche di calunnia, quella che sono costati i domiciliari insieme alla figlia, ai danni dell’ex genero. Secondo i magistrati avrebbe effettuato un vero e proprio dossieraggio nei confronti del marito della figlia arrivando anche a produrre un certificato medico attestante delle lesioni. Stessa valenza per la figlia Eliana, che il padre avrebbe favorito anche con certificazioni fasulle per rovinare l’ex genero, Giovanni Zabbia, anche lui medico chirurgo plastico, ma del Policlinico, accusato di lesioni gravi nei confronti della ex moglie. “Non hanno mostrato alcuna pietà nel distruggere la reputazione personale e professionale del chirurgo plastico con ogni mezzo”, scrive il gip.