Aldo Mucci (SGS): “La dispersione scolastica, braccia silenziose alla malavita”

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Quante volte abbiamo sentito e letto che la dispersione scolastica è un fenomeno complesso e articolato, non certo facile da arginare, che comporta costi individuali e sociali elevati. Quante volte abbiamo sentito e letto che la dispersione scolastica è il risultato di una serie di fattori che hanno come conseguenza la mancata o incompleta o irregolare fruizione dei servizi dell’istruzione da parte di ragazzi e giovani in età scolare. Al suo interno racchiude: la non scolarizzazione, l’interruzione dei corsi di istruzione, la ripetenza, i casi di ritardo, l’interruzione temporanea della frequenza per i motivi più vari o il ritiro dalla scuola. Queste forme di insuccesso scolastico generano schiere di cittadini che non hanno competenze adeguate per   partecipare alla vita sociale. I giovani lasciano la scuola, anche per motivi socio-economici. Povertà della famiglia o del territorio di origine, differenze culturali o di genere. Il dato oggettivo è che i giovani che lasciano la scuola non spariranno dalla Sicilia, ma dovranno cercare di farsi una vita come tutti. Molti di loro si “butteranno” nel lavoro nero, altri tra le braccia della criminalità. Bisogna investire ed ancora investire sulla scuola, senza se e senza ma. A questo proposito  Padre Pino Puglisi  aveva ben chiaro che la lotta alla mafia doveva essere portata avanti anche sul piano dell’educazione e della cultura, oltre che su quello della risposta da parte delle istituzioni pubbliche. Bisogna  ritrovare e promuovere la dimensione etica tanto nella politica che nella vita civile e dare spazio a iniziative formative rivolte soprattutto ai giovani e ai bambini, per iniziare a sottrarli alla mentalità mafiosa, offrendo una visione alternativa di sé e del Paese dove vivono. C’è ancora molto lavoro da fare conclude Aldo Mucci del direttivo nazionale del Sindacato Generale Scuola.

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