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Una spiaggia che è anche un paese: Pollara la protagonista nel film “il Postino”
La bellezza delle isole siciliane è ormai nota a tutti gli italiani e anche agli stranieri, luoghi incantevoli dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, che portano con sé un bagaglio storico e culturale davvero impressionante.

Tra le tante attrazioni che i turisti non devono di certo lasciarsi scappare c’è anche Pollara, l’unica spiaggia che è anche un paese della nostra penisola.

Si tratta di una frazione di Malfa, una delle spiagge più apprezzate dell’intero arcipelago delle Isole Eolie, che si trova nella parte nord occidentale e vede la presenza di ripide pareti a strapiombo, che sono quelle del vulcano a oggi inattivo e che formano una sorta di protezione per quest’ambiente naturale incredibile.

Proprio per queste sue caratteristiche Pollara è diventato un luogo che ogni anno, soprattutto nel periodo estivo, attira tantissimi turisti in visita a Salina e alle meraviglie di questa incredibile isola siciliana.

Grazie ai servizi di trasporto via aliscafo che collegano Salerno a Salina, offerti dalla compagnia Alicost, è possibile raggiungere in modo veloce e confortevole la seconda isola più estesa dell’arcipelago delle Eolie, un vero e proprio paradiso terrestre.

Un’isola che da cinque anni riceve il riconoscimento “5 vele” della Guida blu di Legambiente e dove è presente una riserva naturale che occupa più della metà dell’intero territorio.

Qui, come detto in premessa, c’è anche la spiaggia di Pollara, raggiungibile attraverso un sentiero scosceso, ubicato a circa 30 minuti dal centro abitato.

Un luogo di certo non semplice da raggiungere, ma gli sforzi sono premiati dalla bellezza unica del paesaggio, che sorge sui resti di un cratere vulcanico, sprofondato nelle acque del mare, con la presenza di una striscia di sabbia attorniata da una natura incredibile fatta di cactus, glicini, ginestre e tante altre specie della flora locale.

Quello che più colpisce di questo luogo e che porta tantissimi visitatori a visitare questa spiaggia nel corso della bella stagione sono la parete rocciosa e le antiche casette dei pescatori, oggi utilizzate come depositi.

Uno scorcio da fotografia, incredibile, che sembra fuori da ogni genere di logica, assolutamente da immortalare durante le ore del tramonto, perché in quel momento della giornata il sole assume dei colori forti e unici.

Le bellezze naturalistiche e storiche hanno fatto Pollara celebre nel mondo, ma questa parte dell’isola è conosciuta anche grazie al film “il Postino” di Massimo Troisi.

Qui sono state girate molte scene di quel film, che fu candidato all’oscar nel 1996 in ben cinque categorie, ricevendo la statuetta come miglior colonna sonora.

Inoltre dalle scalinate di tufo presenti è possibile ammirare quella che era la casa di Troisi, quello che è stato uno dei più grandi attori, sceneggiatori e registi del panorama italiano.

Ad Agrigento purtroppo a nulla sono serviti l’impegno e la mobilitazione dell’associazione “Agrigento punto e a capo”, coordinata da Mario Aversa, che da domenica 2 giugno, insieme ai fedeli della Chiesa di Sant’Alfonso, in via Duomo, ha iniziato a raccogliere le firme a sostegno di una lettera ai superiori della Congregazione dei Redentoristi, al fine di evitare la chiusura della Casa dei Redentoristi ad Agrigento che esiste da quasi 300 anni. Adesso, infatti, ciò che è stato paventato e temuto è avvenuto. Dopo oltre due secoli e mezzo, i Padri Redentoristi salutano la città di Agrigento. Mario Aversa annuncia che “gli amici che vorranno salutare i Patruzzi Don Romito e l’instancabile Padre Russo possono partecipare alla celebrazione della ‘Festa del Redentore’ nella chiesa di Sant’Alfonso domenica 21 luglio alle ore 18:30”.

 

 

 

In occasione delle sfilate dell’Alta Moda donna, uomo e gioielleria di Dolce & Gabbana che hanno avuto come cornice la Valle dei Templi, Palma di Montechiaro e Sciacca, i due noti stilisti hanno invitato non solo i buyer più influenti e gli influencer internazionali più seguiti, ma anche i loro clienti dell’Atelier più  affezionati e facoltosi.

Le celebrità, ospitate al Verdura Resort, si sono affidate alle sapienti mani di Totò Vella e Alessio Marchetta per le acconciature e a quelle dei make up artist nella preparazione dei loro look, diversi per ogni evento del weekend all’insegna del lusso internazionale che ha reso omaggio alla Sicilia.

 

 

 

 

Aveva destato clamore l’intervento dei carabinieri del Nas negli ospedali di Agrigento, Ribera e Sciacca. Ed in quella occasione oltre al sequestro di numerosi documenti e rituale ispezione a Sciacca venne chiusa d’imperio la cucina.

 Adesso, altrettanto clamore suscita il provvedimento dell’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza che ha disposto il commissariamento dei tre ospedali affidando all’ex direttore sanitario del Policlinico di Palermo, Luigi Aprea, il compito di trovare adeguate soluzioni (il mandato a durata di 60 giorni) e riportare le tre strutture a livelli di efficienza accettabili.

Il provvedimento dell’assessore Razza trova fondamento nella situazione di grave criticità, in poche parole perchè sporchi, messa nero su bianco dai carabinieri del Nas in una dettagliata relazione a seguito dell’ultima ispezione avvenuta nel maggio scorso.

In particolare, in quella circostanza venne posto sotto sequestro l’impianto centralizzato di produzione e distribuzione di area medicale degli ospedali di Agrigento e Ribera mentre a Sciacca venne chiusa la cucina ospedaliera


I giudici del Tribunale di Sorveglianza hanno revocato nei confronti dell’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone l’affidamento in prova ai servizi sociali sostituendo la sua detenzione con la semilibertà.

Di fatto Giuseppe Arnone, secondo il dispositivo, potrà trascorrere parte del giorno fuori dal carcere solo ed esclusivamente per svolgere la propria attività lavorativa e risocializzante. La sera dovrà tornare nella casa circondariale.

Ovviamente l’avvocato agrigentino è stato anche colpito da mille divieti, primi fra tutti quello di disattivare immediatamente il suo profilo facebook e il divieto di utilizzare o attivare in esternato, anche per interposta persona,  piattaforme web (social network, you tube, chat forum e simili ad eccezione della posta elettronica che potrà essere utilizzata solo per effettuare  atti tecnico-procedurali necessari nello svolgimento della sua attività professionale.

La decisione è arrivata qualche giorno dopo l’udienza durante la quale i suoi avvocati Arnaldo Faro e Raimondo Tripodo avevano chiesto ancora una volta l’affidamento in prova ai servizi sociali.  

Occorre sottolineare come il sostituto procuratore generale, dott.ssa Rita Fulantelli, aveva chiesto per Arnone la permanenza in carcere dello stesso fino al luglio 2021.

Arnone si trova in carcere dallo scorso 27 marzo a seguito di una ordinanza del magistrato di sorveglianza che gli ha contestato di avere violato le prescrizioni adottate durante il periodo dell’affidamento ai servizi sociali.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’interpellanza parlamentare era partita nel giugno scorso. Il gruppo dei 5stelle, primo firmatario Matteo Mangiacavallo, aveva chiesto se l‘incarico conferito al presidente del Parco Bernardo Campo corrispondesse alla normativa sui Parchi che prevede un dirigente di secondo livello e non un funzionario direttivo.

Oltre alla interrogazione c’è anche da aggiungere che ormai da un anno anche il direttore del Parco, Giuseppe Parello, ha avuto modo di far parlare di se relativamente ad una gestione economico-pubblicitaria del tutto particolare. Di certo è che Parello, prima con Giuseppe Presti ed oggi con il RUP Carmelo Bennardo, sempre in occasione della Festa del Mandorlo in Fiore, ha elargito le somme da destinare alla pubblicità mettendo in atto assolute discriminazioni, finite sulle pagine di alcuni quotidiani locali e non (i beneficiari della pubblicità, ovviamente, sono rimasti in rigoroso silenzio), tanto da essere definito un vero e proprio “sistema Parello”. Non si è capito quali criteri abbia scelto il direttore del Parco ad identificare  questo o quell’altro quotidiano nella elargizione di somme destinate alla promozione mediatica.

Probabilmente anche questi motivi hanno accelerato la risposta dell’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa il quale, proprio ieri, ha dichiarato che “entro dieci giorni verranno rinnovati tutti i vertici del Parco Archeologico Valle dei Templi di Agrigento compresi i componenti del Consiglio”.

In atteso di questo provvedimento (inaspettato per alcuni che si sentivano probabilmente in una botte di ferro) si spera che adesso che per il futuro all’interno del Parco Archeologico della Valle dei Templi si possa respirare un’aria nuova senza polemiche tanto inutili quanto dannose che possano compromettere il regolare svolgimento dell’attività del Parco Archelogico di Agrigento che merita tutt’altre attenzioni.

 

Un incidente stradale si è verificato lungo la Statale 189 che collega Agrigento e Palermo, all’altezza del bivio per Comitini.

Un furgone è uscito fuori strada, abbtattendo il guard-rail, per cause in fase di accertamento, ed ha finito la sua corsa ribaltandosi.

L’autista che era alla guida del mezzo è stato soccorso ed estratto dalle lamiere da altri automobilisti di passaggio e trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Mussomeli per le ferite riportate.

Il sinistro si è verificato a poca distanza dal luogo dove, lo scorso 16 gennaio, era avvenuto un altro incidente che era costata la vita ad un pensionato di Cammarata ed aveva visto il ferimento di altre tre persone.

 

 

Non potevamo ascoltare notizia peggiore. L’asp di Agrigento, gestione Gervasio Venuti, ha chiuso il bilancio economico con un utile a proprio favore per complessivi 39 milioni di euro.

Si tratta di un record che forse qualcuno vedrà come una notizia positiva. Ed invece non è assolutamente così.

Gli ospedali della provincia di Agrigento sono in una situazione di gravissima emergenza. Manca tutto; personale medico, paramedico, infermieri, autisti, personale Osa. Per non parlare del pronto soccorso, vera e propria trincea, con a capo quello del San Giovanni di Dio di Agrigento e a seguire Licata, Sciacca, Canicattì.

Tutti, ma proprio tutti dai medici agli autisti, sono costretti a turni massacranti. Mancano persino le lenzuola! Su una decina di ascensori un buon 60% almeno fino a qualche giorno fa non era funzionante. Anni e anni di blocco totale perché non c’erano i soldi.

Perdonatemi l’ardire, ma stiamo cazzeggiando o stiamo facendo sul serio?

Di quale primato potrà vantarsi il dott. Venuti, visto e considerato che i 39 milioni di euro sono rimasti nelle casse dell’Asp e poi le ambulanze, per usare una metafora non tanto eccessiva, non hanno nemmeno la benzina per trasportare i pazienti?

Trentanove milioni di euro, da grande risparmiatore. Come se qualcuno gli avesse detto…”mi raccomando sii parsimonioso e fregatene dei pazienti. L’importante è avere le casse piene!”.

Quando il povero paziente, per certi versi, diventa un numero e non un malato da curare. Ancora oggi assistiamo impotenti a casi di malasanità dovuti proprio alla assoluta mancanza di soldi (?) e l’Asp agrigentina sfodera numeri raccapriccianti.

Si, raccapriccianti. A favore dei pazienti dovrebbero spendersi tanti di quei soldi che dovrebbero rendere meno doloroso un ricovero. Altro che conservare nelle casse quasi ottanta miliardi delle vecchie lire. Ma in quale mondo stiamo vivendo?

Quale è il compito di un Commissario all’Asp? Fare il conservatore, il risparmiatore, oppure migliorare le condizioni sanitarie di una provincia (oltre che di una intera regione) letteralmente al collasso?

Una piccola beffa: l’Asp precisa che la crescita dei costi riguarda il personale; 4 milioni di euro in più rispetto al 2017. E i 39 milioni di euro rimasti, in un disastro del genere, sono sotto coperta, blindati e rimasti nel cassetto!

 

A Cesare quel che è di Cesare. Venuti, nella qualità di Commissario, ha il compito di portare avanti l’ordinaria amministrazione senza pieni poteri. Andiamo a ricordare, allora, cosa ha lasciato il suo predecessore, ossia il Direttore Generale Lucio Ficarra?

Pochezze (ovviamente dal punto di vista sanitario). E per di più è stato anche premiato (il Ficarra) per essere stato un grande risparmiatore. Lui si che aveva pieni poteri per poter spendere i soldi a disposizione senza ovviamente sforare i limiti concessi.

E così ci siamo ritrovati anche con la gestione Ficarra tanti bei soldini nelle casse dell’Asp, messi li per essere spesi. Nulla di tutto ciò. Virtuosità e premiazioni a valanga.

Cosa importa se poi per ogni paziente deve spostarsi un familiare per assisterlo notte e giorno perché manca il personale sanitario? Cosa importa se un dermatologo è costretto a fare il medico di pronto soccorso? Cosa importa se al pronto soccorso succede una rissa al giorno? Cosa importa se sei ascensori su dieci non funzionano? Cosa importa se mancano le barelle? Cosa importa se mancano le sedie? Cosa importa se mancano le lenzuola? Cosa importa se il 50% delle ambulanze è semplicemente da rottamare? Cosa importa se alcuni reparti del nosocomio agrigentino hanno chiesto attrezzature e mezzi innovativi dai costi irrisori e sono stati detti troppi no? Cosa importa se manca tutto?  

Ed ecco il dramma. Vengono pure premiati!!!  

E poi quella maledetta politica che ci mette anche lo zampino. Chissà perché in questo momento caldissimo in attesa delle nomine dei Direttori Generali in Sicilia in ogni convegno dove c’è il presidente della Regione e qualche sua referente, molti Direttori designati siedono in prima fila? Qualcuno riesce a spiegarsi il perché?

Notizia di poco fa. Proprio perché la politica non trova un “accordo” per nominare i propri beniamini, è slittata ancora una volta la nomina dei Direttori Generali; chi è sotto inchiesta, chi è condannato dalla Corte dei Conti, chi non vuole schiodarsi per nessun motivo. Ed in tutto questo casino, l’assessorato regionale alla Sanità sta preparando un provvedimento per far insediare i nominati nelle aziende di destinazione ma solo come commissari straordinari.  

Oggi l’Asp agrigentina ha nei propri cassetti ben 39 milioni di euro. A scapito di chi?  

Perdonatemi ancora una volta, ma non vi sentite presi per il culo?

 

chuave

È uno dei fenomeni del momento per quanto riguarda il mercato delle auto. Una soluzione nuova, semplice e veloce che sta rivoluzionando il modo di intendere il mercato delle auto. Oggi abbiamo l’occasione di fare due chiacchiere con una delle aziende leader del settore: SoluzioneAuto.

Grazie per aver accettato il nostro invito.

Grazie a voi per l’invito. Per noi è un vero piacere confrontarci con altri professionisti che hanno deciso di investire su internet proprio come abbiamo deciso di farlo noi da qualche tempo.

Internet è il vero motore di questo settore, giusto?

Come ormai accade per tutti i settori del commercio, anche quello dell’automotive ha scoperto come internet possa dare delle soluzioni maggiori sia come visibilità, per chi vuole vendere (privati o concessionarie), sia come scelta e occasioni per chi desidera acquistare. Noi abbiamo ben compreso le infinite potenzialità della rete ed abbiamo deciso di raggiungere un obiettivo ben specifico, quello di dare la possibilità, a chi vuole vendere la propria auto, di affidarsi a professionisti che nel giro di pochi giorni, riceveranno una nostra valutazione iniziale del loro veicolo ed un’offerta economica. Se accettata, ci sarà un appuntamento nella sede più vicina per visionare l’auto dal vivo e ricevere l’offerta definitiva di acquisto da parte del compro auto. La valutazione può subire una modifica sia in senso positivo nel caso l’automobile fosse in ottime condizioni oppure una piccola modifica al ribasso in caso di evidenti problemi alla carrozzeria.

Una vera e propria rivoluzione, quindi, questa dei compro auto usate?

Siamo felici di questo. Vogliamo che i nostri clienti siano soddisfatti e felici del lavoro svolto. Affidandosi a noi, ma anche a qualsiasi altro compro auto usate serio, i privati non saranno più costretti ad aspettare che un compratore si faccia avanti. In più si risparmia tempo ed allo stesso tempo non si corre il rischio di ritrovarsi in situazioni sgradevoli come avere a che fare con truffatori e malintenzionati vari.

Quanto tempo passa prima di concludere l’affare?

Poche, pochissime ore! Una volta che il cliente trova convenienza nella nostra offerta e appurato che la documentazione dell’automobile sia regolare, la liquidazione viene fatta immediatamente. E questo rappresenta uno dei più grandi vantaggi che siamo in grado di offrire ai nostri clienti. In questo modo l’auto diventa un vero e proprio assegno circolare che viaggia su quattro ruote.

Ed il pagamento in che forma avviene?

Può avvenire in più modi, ovviamente conformi alla legge. La forma più apprezzata è quella in contanti, ovviamente entro i limiti imposti dalla legge, ovvero 2999€, o con assegno circolare assolutamente emesso e garantito direttamente dalla banca in presenza del cliente.

Quindi la vostra è una realtà destinata ad avere sempre più successo?

Facendo i dovuti scongiuri, dovrebbe essere così. Noi offriamo un servizio innovativo, semplice e veloce. Chi vuole vendere la propria auto, per svariate ragioni, come semplicemente non avere così tanta voglia di pubblicare un annuncio su giornali o internet per chissà quanti mesi e senza la reale possibilità di vendita. Noi evitiamo tutto ciò, e permettiamo agli utenti di liberarsi della propria auto nel giro di pochi click.

Ringraziamo SoluzioneAuto per il tempo che ci ha dedicato e ci auguriamo allo stesso tempo di aver aiutato i tanti nostri lettori che ci hanno chiesto maggiori informazioni proprio su questo nuovo servizio che sta spopolando anche nella nostra regione.

Stavolta ad essere preso di mira dai ladri è stato un centro scommesse di San Leone.

Ignoti, nella notte tra lunedi e martedi, hanno messo a segno il colpo. Ad accorgersi il titolare dell’esercizio quando all’apertura dell’attività ha scoperto il furto. Sembra che i malviventi siano riusciti a penetrare dopo aver forzato la porta d’ingresso e ad agire indisturbati approfittando delle ore notturne.

Del fatto si stanno occupando gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento giunti sul posto per un sopralluogo e che adesso stanno anche verificando le immagini di videosorveglianza presenti nella zona.

Il bottino ammonterebbe a circa 3.000 euro.