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“Uno straordinario evento quello che si è svolto ieri sera a Montaperto. Il MontapertoFest è un sogno che si é avverato. Per questo ringrazio CNA che ha sposato la mia idea, lavorando ad un progetto che da tempo sognavo di realizzare nel borgo in cui sono cresciuta e a cui sono molto legata. É stato un lavoro di sinergia che ha coinvolto attivamente anche la scuola dei mestieri Euroform e per questo ringrazio il presidente Salvatore Licata e l’assessore ai quartieri Marco Vullo. Un doveroso ringraziamento va anche all’Assemblea Regionale Siciliana che ha patrocinato l’evento insieme al Comune di Agrigento, all’Ente Parco Valle dei Templi, alla Croce Rossa Italiana.
È stata una bellissima serata, molto partecipata, abbiamo degustato i prodotti tipici del territorio e ammirato le maestrie di sapienti artigiani che portano avanti antichi saperi di famiglia, il tutto animato dalle splendide melodie egregiamente eseguite dal musicista Ugo Adamo. Coinvolgente ed entusiasmante é stato anche il momento di cultura sull’innovazione digitale con lo straordinario Alessandro Cacciato e poi in chiusura i mitici Quartet Folk Orchestra che ci hanno fatto ballare e divertire. Dopo il grande successo di ieri sera, l’auspicio é che MontapertoFest non rimanga un evento unico ma un tradizionale appuntamento, non solo per gli agrigentini ma anche per tutti i turisti che vengono ad Agrigento, in modo che possano scoprire ed apprezzare la parte antica della città e la bellezza del borgo di Montaperto”.

Il presidente di ConfEsercenti e AssoTurismo, Vittorio Messina, propone all’Amministrazione comunale l’istituzione di una ZTL (Zona a transito limitato) nel centro storico di Agrigento, tra la via Duomo e Piazza don Minzoni. E ciò per ragioni di sicurezza, mancando ancora una via di fuga dietro al Seminario, per una più agevole fruizione turistica dei beni culturali nella zona, e per una migliore vivibilità del quartiere da parte dei residenti. Messina aggiunge: “A fianco della ZTL occorrerà anche istituire dei bus navetta che colleghino le aree di parcheggio a valle con la collina di Agrigento, con risultati positivi sia sul piano dello snellimento del traffico veicolare, sia sulla qualità dell’aria e per una migliore fruizione dello straordinario patrimonio culturale che insiste intorno alla Cattedrale”.

La nave umanitaria Geo Barents di Medici senza frontiere, dopo la segnalazione da parte del Centro di coordinamento di soccorso marittimo dell’Italia, ha soccorso 106 persone a bordo di un’imbarcazione in difficoltà, nella zona Sar italiana. Tra loro vi è anche una donna incinta e 7 bambini di età compresa tra 1 e 4 anni. Adesso la nave è in attesa dal ministero dell’Interno dell’indicazione di un porto sicuro per lo sbarco. Nelle ultime 48 ore sono circa mille i migranti giunti nella penisola italiana tra Roccella in Calabria, Augusta e Portopalo nel Siracusano.

A Catania, in viale Africa, nei pressi delle Ciminiere, un incidente stradale ha provocato la morte di una donna di 30 anni, Federica Wagner, passeggera a bordo di un’automobile che, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con un’altra automobile. I conducenti delle due auto sono stati trasportati in ospedale dai sanitari del 118. I rilievi di rito sono stati effettuati dalla Polizia Municipale.

Stretta di mano tra Nuova Dc e Udc in occasione dell’election day del 25 settembre. Gli interventi di Decio Terrana e di Totò Cuffaro.

In prossimità dell’election day del 25 settembre, e tra il fermento legato alla definizione e alla presentazione delle liste, intorno allo scudo crociato si abbracciano Dc Nuova e Udc. Così conferma il segretario regionale dell’Udc Sicilia, Decio Terrana, che afferma: “I due partiti dello scudo crociato concorreranno insieme nella composizione delle liste, in virtù dei valori comuni e di un comune pensiero moderato. La Dc Nuova di Totò Cuffaro sosterrà il nuovo progetto ‘Noi Moderati’ che concorrerà alle prossime Nazionali. In accordo con il segretario nazionale, Lorenzo Cesa, abbiamo deciso di portare a termine il progetto, iniziato tempo fa, di costruire una piattaforma comune che raccolga tutti i moderati, a partire da tutti coloro che si identificano nello scudo crociato. Così come fatto a livello nazionale, associando all’Udc i partiti moderati di Lupi, Toti e Brugnaro sotto lo stesso simbolo di ‘Noi Moderati’, così in Sicilia si inizia lo stesso processo di unione presentando liste comuni e condivise che rappresentano l’espressione del nostro pensiero moderato e dei nostri valori democratici e cristiani” – conclude. E il commissario regionale della Nuova Dc, Totò Cuffaro, rilancia: “Abbiamo riflettuto e siamo giunti alla considerazione che per noi si tratta di un’opportunità che non ci possiamo fare sfuggire per la crescita della Dc e dei moderati. Ci sono delle regole che si dovranno condividere e dalle quali non si potrà prescindere per far parte delle nostre liste. Siamo ben lieti di aprire le porte a gente che ha i nostri stessi ideali e che condivide i nostri stessi valori. Riteniamo che debba essere l’inizio di un importante ragionamento che ci permetterà di tenere alto il nome della Democrazia Cristiana e speriamo che da qui inizi un percorso che porti alla fine del contenzioso per il simbolo dello scudo crociato”. E poi aggiunge: “Siamo convinti che l’impegno di oggi di stare nella stessa lista sia di buon auspicio per il futuro, e che si possa al più presto riunire il simbolo dello scudo crociato con la scritta ‘Libertas’ col nome della Democrazia Cristiana. Il messaggio che vogliamo dare agli elettori è quello che vogliamo costruire un centro moderato che prediliga la politica ragionata e di giustizia, e non quella faziosa e giustizialista. Parleremo al cuore delle persone”.

Giuliana Miccichè (Teleacras)

Si è conclusa, per come la si era annunciata, una delle più belle edizioni del Sipario D’oro nella straordinaria cornice della Valle dei Templi.

Ospiti illustri e di grande pregio hanno deliziato il pubblico presente, accorso numeroso e che ha riempito tutti i posti disponibili ai piedi del tempo di Giunone.

Un pubblico attento alle tematiche importantissima portate sul palco da ospiti che hanno consegnato il proprio talento in ambito artistico, scientifico, professionale.

Diversi i momenti di allegria ed anche di commozione durante la kermesse.

Mai come quest’anno, la manifestazione ha incarnato il senso più alto del premio attribuito all’unicità e al pregio di chi si è distinto per un merito superiore e per azioni messe a disposizione della collettività.

Al prossimo anno

 

I gravi incendi che si sono susseguiti finora in Sicilia adesso sono nel mirino di parecchie Procure siciliane che hanno avviato delle inchieste. L’obiettivo è stanare eventuali piromani che hanno deliberatamente appiccato il fuoco distruggendo migliaia di ettari di boschi. Le indagini sono rivolte anche ad accertare se alcuni roghi si siano sprigionati a causa di una disattenzione o di un comportamento imprudente, a pericolo dell’incolumità di molte persone: è il caso, ad esempio, della discarica di Bellolampo, in provincia di Palermo, dove i tecnici dei Vigili del fuoco dovranno stabilire se le fiamme, ormai quasi del tutto spente, sono state accese in maniera dolosa oppure, com’è più probabile, se sia stato il calore anomalo registrato giorni addietro a determinare l’autocombustione della copertura della sesta vasca dell’impianto con la successiva emergenza che ha costretto decine di famiglie chiuse in case per non respirare i fumi tossici. La Procura di Marsala procede invece per l’incendio di Pantelleria, quasi certamente doloso dato che sono già stati rilevati due diversi punti di innesco lontani 400 metri l’uno dall’altro. Altri fascicoli sono in corso di istruzione ad Agrigento e Barcellona Pozzo di Gotto.

Gli interrogativi irrisolti, e le possibili risposte, sulle stragi di mafia del ’93. L’intervento dell’ex procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato.

L’ex procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, intervenendo ad uno dei tanti dibattiti che si susseguono in occasione dei 30 anni dalle stragi Falcone e Borsellino, ha sollevato il velo su alcune circostanze finora meno conosciute rilanciando degli interrogativi. Tra l’altro, in riferimento alle stragi di Roma, Firenze e Milano del 1993, ha affermato: “Chi forniva ai mafiosi le indicazioni degli obiettivi da colpire nelle stragi al nord del ’93? Agli esecutori materiali e persino a Giovanni Brusca fu detto che erano scelti consultando i dépliant turistici. Ma è una grande balla. I collaboratori Tullio Cannella e Antonio Calvaruso, che curarono la latitanza di Leoluca Bagarella, e per questo motivo raccolsero direttamente da lui alcune confidenze, hanno dichiarato che Bagarella riceveva input e indicazioni dall’esterno. E questa circostanza ha avuto una precisa conferma dal collaboratore di giustizia Giuseppe Ferro, che è stato condannato all’ergastolo per avere fornito la base logistica di cui si servirono gli autori della strage di via dei Georgofili a Firenze nella notte tra il 26 e il 27 maggio ’93. Ferro ha dichiarato in pubblico dibattimento che, dopo la strage di Firenze, Bagarella gli avrebbe chiesto un’altra base logistica a Bologna per una strage da eseguirsi in quella città. E ai dubbi sollevati da Ferro, circa l’opportunità e la convenienza di Cosa nostra di eseguire un’altra strage che avrebbe causato morti tra la gente comune, Bagarella aveva risposto che ‘lassù volevano che si facesse rumore’. Chi erano quelli di lassù che volevano finalizzare le stragi ad una finalità di eversione che trascendeva gli interessi immediati di Cosa nostra? Chi furono coloro che il 2 giugno 1993 collocarono a Roma un’autobomba in via dei Sabini, lungo la strada che quel giorno doveva percorrere il presidente del consiglio Ciampi? A Milano chi portò l’automobile in via Palestro sul luogo dove esplose? Finora le indagini non sono state in grado di dare risposta a questa domanda. Chi era la donna bionda, indicata da alcuni testimoni come persona vista all’interno di quell’automobile in via Palestro, mentre parlava gesticolando con un uomo poco prima che la stessa auto esplodesse. Potrei continuare con queste domande, e ad ognuna di queste potrebbero dare una risposta risolutiva coloro che conoscono tutte le risposte: i capimafia stragisti condannati all’ergastolo e facenti parte del secondo livello informativo, ovvero il comitato ristretto dei capimafia messi al corrente da Riina delle complicità esterne. Loro sanno. E perché, nonostante sappiano tutte le risposte che consentirebbero di svelare i segreti dietro le stragi, hanno continuato a tacere?”. E lo stesso Scarpinato risponde: “Perché non vogliono fare la fine di Antonino Gioè e Luigi Ilardo. Anche loro hanno dei familiari che possono essere travolti da un pirata della strada. Il suicidio/omicidio di Antonino Gioè nel carcere di Rebibbia è stata una ‘lectio magistralis’ che ha fatto capire ai mafiosi detenuti che nulla li può salvare rispetto alla capacità di una parte dello Stato di penetrare anche all’interno dei luoghi più protetti come il carcere, ed eliminare chirurgicamente coloro che non sanno tenere per sé i segreti che coinvolgono mandanti e complici esterni: i segreti irraggiungibili per ‘ragione di sistema’. E ricordo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Antonino Giuffrè, che mise a verbale come, nel periodo in cui aveva iniziato a parlare con i magistrati, gli furono fatti trovare in cella sacchetti non bucati. Un invito chiaro ad uccidersi”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Giuseppe Cimino, 73 anni, ex assessore comunale a Caltanissetta ed ex presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ato, intento a camminare in strada, in via Paladini, a Caltanissetta, è morto dopo essere stato investito da un’automobile Smart. I sanitari del 118 lo hanno trasportato ancora in vita, e in codice rosso, al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia. E’ stato ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione. Nonostante i disperati tentativi dei medici è deceduto. Componente storico della Democrazia Cristiana, Giuseppe Cimino è stato assessore sia con il sindaco Michele Abbate (dal 1997 al 1999), sia con il sindaco Salvatore Messana.

1.470 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 9946 tamponi processati. Ieri erano 1.930. Il tasso di positività è al 14,8%, in diminuzione rispetto al 16,3% di ieri. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 94.494 con un decremento di 1.066 casi. I guariti sono 2.533 e 3 le vittime, che portano il totale dei decessi a 11.974. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 580, in terapia intensiva sono 31.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 286 casi, Catania 273, Messina 293, Siracusa 138, Trapani 146, Ragusa 94, Caltanissetta 96, Agrigento 128, Enna 16.