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La Corte d’Appello di Caltanissetta, presieduta da Andreina Occhipinti, accogliendo quanto richiesto dall’avvocato Raffaele Palermo, legale del Comune di Caltanissetta parte civile, ha disposto un provvedimento di sequestro conservativo dei beni a carico di Antonello Montante, l’ex presidente di Sicindustria appena condannato in secondo grado a 8 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo al sistema informatico. Si tratta di tre beni immobili a Serradifalco, tra due in via Dante Alighieri e uno in via Polizzi. Nominato anche il custode giudiziario.

I carabinieri della Stazione Aeroporto di Catania Fontanarossa hanno denunciato un 49enne di Licata in provincia di Agrigento, gravemente indiziato di furto aggravato. Una 61enne di Avola, nel Siracusano, si è presentata negli uffici della Stazione Carabinieri aeroportuale catanese per denunciare il furto di due trolley avvenuto pochi minuti proprio davanti l’ingresso del terminal arrivi.

In particolare, la donna, di rientro da un viaggio con il marito, stava attendendo l’arrivo di un parente in auto riparandosi dal sole cocente sotto una delle pensiline di una fermata degli autobus, allontanandosi solo per qualche istante perché chiamata dal coniuge e lasciando così incustodite le valigie. Purtroppo per lei la scena non era passata inosservata ad un automobilista, anch’egli in attesa, che, fulmineamente, si era appropriato dei bagagli approfittando del suo allontanamento.

La quasi contestuale constatazione del furto patito, con la conseguente immediata denuncia ai militari, ha però permesso a quest’ultimi di visionare i filmati dell’impianto di videosorveglianza dell’aerostazione consentendo loro in tal modo l’individuazione del “manolesta” e la sua successiva localizzazione, proprio mentre ancora si trovava nei parcheggi dell’aeroporto.

“Sapevo che poteva finire così” 

Queste le parole di Alessia Pifferi, la donna milanese di 36 anni che una settimana fa ha deciso di raggiungere il compagno che vive in provincia di Bergamo e ha lasciato da sola sua figlia Diana, nata il 29 gennaio del 2021.
La piccola è stata trovata morta mercoledì mattina, al rientro della mamma a casa, che è stata poi fermata con l’accuso di omicidio volontario aggravata dalla premeditazione e dai futili motivi.

La piccolina era in un lettino da campeggio, vicino a lei c’erano un biberon ed una boccetta mezza piena di benzodiazepine. Fuori dalla finestra dell’appartamento dove la piccola è stata trovata morta, ci sono i suoi vestitini ancora appesi messi lì ad asciugare.

La donna ha dichiarato di non sapere neanche chi sia il padre di sua figlia, di essersi accorta di essere incinta solo al settimo mese. Sembrerebbe non avere problemi di droga, ma si accerteranno eventuali problematiche psichiche.

Ci si domanda però come sia possibile che in questi 18 mesi, da quando è nata questa bambina, nessuno si sia domandato se questa donna fosse in grado di fare la madre. Aiuti esterni, parenti, amici, assistenti sociali.
Non si sa ancora come si mantenesse, questa donna e dunque neanche si sa come abbia fatto vivere sua figlia in questo breve periodo di vita.

Si sa solo che fino a qualche anno fa con lei viveva sua madre, che poi ha lasciato la Lombardia e che sullo stesso pianerottolo, vive ancora il suo ex marito, dal quale si era separata circa 3 anni fa.

Chissà che agonia quella piccola creatura lasciata sola per 6 lunghi giorni, senza nessuno che la nutrisse, la cambiasse, la confortasse. Perché a 18 mesi sei piccola ed indifesa, ed hai anche la percezione del vuoto, quando chiami “mamma” e nessuno ti risponde. Un dolore immenso per questa morte, da parte anche della comunità del quartiere che ha appeso dei palloncini bianchi al cancello dell’abitazione.

Un problema sempre più ricorrente, quello in cui piccole vittime soccombono per mano dei propri genitori, che probabilmente vengono lasciati soli nella gestione di una genitorialità difficile da concepire e da espletare. Adesso si attendono i risultati dell’autopsia, dei rilievi del caso. Ed intanto un’altra tragedia si è consumata.

Si attesta a più di 444 mila euro la cifra degli incassi, accertati, dalla riscossione dei condoni edilizi e dai permessi di costruire nel secondo trimestre del 2022.

«Nel dettaglio – spiega l’assessore Gerlando Principato – sono stati incassati 318.748,62 mila euro solo dalla riscossione dei condoni edilizi e 126.066,00 mila euro per i permessi di costruire. Nel 2022 abbiamo accertato un incasso complessivo di 461.525,96 mila euro solo dalla riscossione dei condoni edilizi e 304.900,80 mila euro per i permessi di costruire. Un trend in aumento rispetto al 2019 del 33% pari a +113.000 euro, del 141% (+270.000 euro) rispetto al 2020 e in linea con gli ottimi risultati del 2021 per il condono edilizio».

«Questi dati – commentano il sindaco Miccichè – evidenziano come la macchina organizzativa del settore condoni e permessi di costruire, realizzata dall’assessore Principato negli uffici del settore V, è ormai entrata a regime».

«Un risultato che mi rende particolarmente soddisfatto – afferma l’assessore Gerlando Principato -. Sin da subito ho creduto nel progetto sanatoria, perché dall’evadere una pratica, nel massimo della trasparenza e secondo quanto minuziosamente previsto dalla legge, duplici sono i vantaggi per la comunità Agrigentina. Da una parte infatti i cittadini possono “legalizzare” i loro immobili e, allo stesso modo, vengono garantite delle nuove entrate alle casse comunali derivanti dagli oneri concessori».

Le somme derivanti dai permessi di costruire e condoni edilizi verranno utilizzati dal Comune per la manutenzione ed il decoro delle strade e per il miglioramento di servizi.

Dall’avvio dell’amministrazione Miccichè, novembre 2020 ad oggi, sono stati incassati 1.708.913,37 mila euro dalla riscossione dei condoni edilizi e 1.644.894,17 mila euro per i permessi di costruire.

Enna, Crotone e Palermo sono le province italiane dove è maggiore il rischio corruzione: è quanto emerge dall’incrocio dei nuovi indicatori di valutazione del rischio corruttivo a cui è riservata, da oggi, una nuova sezione del sito internet dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Nella classifica è al quarto posto la provincia di Caltanissetta, seguita da quelle di Agrigento, Reggio Calabria, Catania, Catanzaro, Napoli e Siracusa. La provincia di Roma si posiziona al 57esimo posto su 106 totali. Tra le 10 province a minor rischio, spicca invece Milano, seguita da Bologna, Modena, Ancona, Belluno, Trento, Parma, Monza e Brianza, Lecco e Padova.

Il maxi concorso riservato ai laureati per i Centri per l’impiego ha deluso le attese. I candidati sono stati 57.762. Adesso sono circa 200 i selezionati. E dovrebbero essere almeno 537. La selezione per laureati è stata superata da pochissimi concorrenti, e più della metà dei posti in palio è senza vincitori. A tal proposito anche il Confsal-Crab, sindacato che tutela i dipendenti del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana ed in particolar modo quelli delle categorie A e B, rilancia la proposta di riqualificare il personale della Regione per la copertura dei posti disponibili. E afferma: “La riqualificazione del personale del comparto non dirigenziale risolverebbe il ritardo istituzionale che l’amministrazione regionale ha rispetto a tutte le altre regioni, il 50% contro il 12%. Ci sono centinaia di dipendenti di fascia A e B che seppur laureati risultano ufficialmente operatori/collaboratori e ciò nonostante, per anni e gratuitamente, hanno prestato servizio recandosi ‘in missione’ per conto della Regione, gestendo mandati nettamente superiori rispetto alla loro categoria. Il tempo dello sfruttamento è finito”.

Le pesanti conseguenze sanitarie, socio-economiche ed occupazionali causate dalla  Pandemia ed ulteriormente aggravate, in conseguenza della guerra in Ucraina, costituiscono  senza dubbio alcuno la causa principale  dell’aumento inflattivo nonché della  crescita fuori controllo delle povertà. Alle quale non sfuggono  di certo la Sicilia ed i siciliani. I quali  appena svegli devono pagarsi il mutuo o l’affitto,  la stretta sui tassi a seguito della quale,   da qui al prossimo anno, la rata mensile di un mutuo variabile medio  di 120 mila euro a 20 anni,   potrebbe subire un rincaro di ben 75 euro.

Da cittadino, utente, consumatore, non puoi farti staccare luce, gas e acqua, sfuggire alla IUC – imposta comunale sugli immobili, non fare rifornimento di carburanti se ti necessita l’auto per guadagnarti il pane quotidiano,  oppure se  devi girare i mercati rionali fino a tarda ora ,per comprare gli scampoli di frutta, verdura, formaggi e uova, a buon prezzo. Portare a tavole, carne o  pesce è diventata davvero una rarità per migliaia di persone. Che dire dei figli da mandare all’asilo e a scuola, ai quali devi dare e\o comprar qualcosa. A seguire, puoi privarti forse del telefono fisso ( oggi un lusso anche questo), ma non del telefonino che devi comunque ricaricare. Una cosa certa è che  questo prossimo decennio,  sarà  caratterizzato  da un’estrema incertezza economica e di vita  sociale per cittadini, utenti, consumatori siciliani.  Come anche a risentirne saranno   le nostre produzioni agricole, caratterizzate da una irreversibile  instabilità, con pesanti  diminuzioni dei beni di largo consumo,  causa l’inarrestabile aumento dei prodotti petroliferi, benzina, gasolio, metano  in danno  anche ai consumi   di luce e gas per  famiglie e imprese;  in particolare per chi è ancora nel Mercato Tutelato e non ha la possibilità di scegliere la tariffa più conveniente (in regime di Tutela, infatti, è ARERA che stabilisce il prezzo dell’energia). Tra le previsioni, sono previsti purtroppo  ulteriori pesanti rincari in arrivo. I tagli alle forniture ad opera della compagnia energetica russa  Gazprom per il 15%,  hanno causato  spropositati  aumenti del prezzo del gas; impoverendo la gente, ma nel contempo di contro  arricchendo  le grandi aziende energetiche. Per tale ragione, farebbe bene e presto  il  Governo a  tassare in maniera pesante   gli extra profitti delle aziende energetiche , così da destinare  una parte del gettito  da essi derivante  a utenti,  famiglie e imprese che hanno sostenuto l’onere della spesa che ha finito con il massimizzare i profitti alle aziende del settore. Questa è una inderogabile soluzione   per  ridurre sensibilmente i costi dei consumi in  bolletta nei prossimi mesi. Durante i quali,    aproposito di energia,  appariranno  del tutto  inconsistenti le rassicurazioni circa  gli stoccaggi in vista del prossimo inverno, che certamente sarà durissimo da superare.  Eppure, mentre utenti, consumatori e piccole e medie imprese, da un lato  pagano pesantemente il caro energia, le quotazioni di Borsa  di riferimento dello scambio di gas in Europa,  continuano a confermare risultati finanziari da record, a vantaggio delle aziende del settore energetico. Ad avviso delle associazioni di utenti e consumatori il  Governo, recuperando circa 11 miliardi di euro con la tassazione degli extra profitti, dovrebbe destinare  tali risorse per   alleggerire  le bollette di luce e gas, fermo restando l’adozione di  nuove  e più adeguate misure per contrastare l’emergenza, aggravata dal  taglio delle forniture di gas dalla Russia, causa   dell’aumento  fuori controllo   delle bollette, ben oltre la  capacita economica e  di reddito di famiglie e imprese . Una ulteriore misura attesa è rappresentata  dall’ aggiornamento dei prezzi di luce e gas a cura di  ARERA che andrà a modificare il costo dell’energia per le forniture in regime tutelato. Di contro, quanti sono  passati al Mercato Libero con  tariffe a prezzo variabile,   risentiranno  delle variazioni del prezzo del mercato all’ingrosso.  Mentre i clienti che hanno scelto una tariffa a prezzo bloccato del Mercato Libero, riusciranno ad evitare ulteriori peggioramenti delle condizioni di fornitura e, in particolare, non registreranno modifiche al prezzo della materia prima.

Che cos’è questa se non una guerra che vede vincere i massimi sistemi  contro utenti, cittadini, consumatori  che ne subiscono, senza alcuna effettiva tutela, le distruttive conseguenze. Sotto il profilo economico, sociale, ma cosa ancora più grave  i danni arrecati comportamentali e psicologici. Provare a chiedere in giro per le ASP- Aziende Sanitarie provinciali, di  quale sia la percentuale in aumento di cittadini- intere famiglie-  in cura presso i centri di salute mentale, causa i pesanti riflessi psicologici sull’umore della gente, preoccupati di come sopravvivere alle traversie della vita quotidiana.

Non si può perdere più ulteriore tempo nel sostenere concretamente  la richiesta di   famiglie, lavoratori, pensionati, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, di vedersi adeguare i redditi come anche  le prestazioni previdenziali,  in stretta correlazione all’ aumento del costo della vita, dell’inflazione, del costo del denaro e dei mutui. Come anche occorre attivare , in parallelo,  serrati controlli per prevenire speculazioni di varia natura, che hanno visto avvantaggiate alcune categorie produttive, mentre tante altre hanno dovuto ridurre e licenziare il personale, sino a chiudere definitivamente i battenti, aumentado i già preoccupanti livelli di disoccupazione. E’ legittimo attendersi  che  Governo  e Assemblea Regionale   alzino il livello del confronto  con il  Governo  Nazionale  affinchè emani provvedimenti di vera e duratura salvaguardia  a  sostegno  di  famiglie e imprese mirati ad alleggerire il più possibile le bollette per i prossimi mesi. Attraverso   l’ azzeramento degli oneri di sistema per luce e gas, mantenendo  l’IVA sul gas  al 5%.  Proseguendo  con le agevolazioni sui Bonus Luce e Gas.

Fino a fine anno, invece, è valido l’innalzamento del tetto ISEE per l’accesso ai Bonus Luce e Gas per disagio economico. Potranno ricevere l’agevolazione tutte le famiglie che hanno un ISEE fino a 12 mila euro oppure fino a 20 mila in caso di almeno 4 figli a carico. Resta la possibilità di accesso al bonus anche per i percettori del Reddito e della Pensione di Cittadinanza. Ricordiamo che i due Bonus per disagio economico sono riconosciuti in automatico. È sufficiente presentare la DSU per ottenere l’ISEE. Se il dato ISEE rientrerà nei parametri fissati dalla normativa, quindi, il bonus sarà riconosciuto in automatico in bolletta sotto forma di sconto. Non è, quindi, necessario presentare alcuna domanda.

Alla luce di quanto accade, è questo il  tempo  affinchè  la Regione Sicilia agisca  e reagisca  nei confronti del Governo Nazionale,  per vedersi   riconoscere,  a vantaggio dei siciliani,  le prerogative statutarie,  in ragione del fatto, ad esempio,  che   produciamo e raffiniamo prodotti energetici in danno della salute dei cittadini, dell’ ambiente, delle nostre coste, degli  immensi  territori a vocazione turistica ed agricola, mentre di  contro  non ne ricaviamo dallo Stato altrettanti  adeguati ristori di lunga durata.  In ultima analisi, sono anche e soprattutto queste le  cause che caratterizzano  la profonda crisi di consenso sociale che pervade i cittadini  e colpisce di netto la politica in senso lato, come confermato dall’irreversibile aumento dell’astensionismo dal voto, massima espressione di democrazia e socialità.  E’ giusto il  tempo di reinquadrare, ad un innovativo modello di sviluppo sociale-economico-occupazionale, il livello  e la qualità dell’azione politica nel  confronto con lo Stato anche a sostegno della nostra Regione,  adottando immediati e duraturi  interventi di contrasto alla povertà, in tutti i suoi drammatici aspetti. In ragione di quanto accade, come  associazioni di  utenti e consumatori  riconosciute  dal CNCU- Consiglio Nazionale Consumatori Utenti,  d’intesa con  le associazioni nazionali di categoria più rappresentative, hanno avviano ad Agrigento, in via sperimentale,  un  percorso condiviso di reciproca collaborazione, dal nome “OBIETTIVO COMUNE” in ordine alle problematiche sociali ed occupazionali,  di sviluppo economico ed infrastrutturale, nonché della  qualità della vita di cittadini, utenti, famiglie, piccole e medie imprese, di tutti i settori produttivi.

Manlio Cardella

E’ stata eseguita la seconda autopsia sulla salma del piccolo Domenico Bandieramonte, 4 anni, originario di Lampedusa, e residente con la famiglia a Catania. Il medico legale, incaricato dalla Procura di Messina, entro 60 giorni depositerà gli esiti delle perizie sanitarie disposte dai magistrati inquirenti al fine di accertare se la causa della morte sia o meno correlabile all’enterococco, il batterio che il bambino avrebbe contratto, tramite un sondino, all’ospedale San Marco a Catania. Il corpo adesso sarà restituito alla famiglia per la celebrazione dei funerali.

Dopo l’annullamento con rinvio da parte della Cassazione lo scorso primo marzo, adesso la Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza a 22 anni di carcere a carico di Anisoara Lupascu, 41 anni, originaria della Romania. A 30 anni di reclusione ciascuno sono stati già condannati in abbreviato il marito di lei, Vasile Lupascu, 44 anni, e il figlio Vladut Vasile Lupascu, 19 anni, imputati di avere concorso nell’omicidio di Pinau Constantin, 37 anni, loro connazionale romeno, massacrato a colpi di zappa e di bastone in un agguato l’8 luglio del 2018 a Naro. Il movente sarebbe da ricercare in dissidi tra le due famiglie. Secondo quanto disposto dalla Cassazione, nel secondo processo d’Appello i giudici avrebbero dovuto valutare la sussistenza delle doppie aggravanti inizialmente riconosciute: la premeditazione dell’omicidio e l’aver approfittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la pubblica o privata difesa. Ebbene, è stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione.

A Palermo una donna è stata ferita alla gamba da una coltellata inferta dal suo ex compagno al culmine dell’ennesima lite a Borgo Nuovo, dove la polizia è intervenuta in largo Nasso dopo l’allarme lanciato da alcuni residenti. Lei, poco più che 60enne, è stata trasportata con l’ambulanza all’ospedale Ingrassia. Lui, di 47 anni, è stato ricercato, intercettato a poca distanza, e denunciato dai poliziotti della Squadra Mobile. Negli ultimi mesi, a fronte di altri violenti litigi, sono stati necessari almeno tre interventi di carabinieri e polizia, con annessa attivazione del cosiddetto “codice rosso” a tutela della donna.