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“I numeri sul Covid continuano ad essere importanti, ma non crescono più, da giorni si è delineata una situazione di stabilità, ormai lontana dal picco di contagi visto nelle settimane precedenti”.

A parlare il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Mario Zappia, nel suo consueto punto settimanale sulla pandemia. “Anche il reparto di terapia intensiva a Ribera sta respirando con 4 posti attualmente occupati, mentre nelle settimane scorse avevamo il tutto esaurito. Abbiamo anche avuto delle difficoltà a causa di 4 anestesisti che sono stati contagiati dal Covid, una mancanza di personale negli ospedali di Sciacca e Ribera, che ha comportato per forza di cose alcuni disagi”.

Buone notizie arrivano sul fronte dei vaccini con 2.280 quarte dosi somministrate nell’ultima settimana: “Agrigento – ha detto Zappia – ha risposto molto bene su questo fronte”. Il commissario Zappia, cambiando argomento, ha poi fatto presente che, grazie all’impegno dei veterinari dell’Asp, seppure in numero rimaneggiato, Agrigento è la prima provincia in Sicilia ad avere completamente sconfitto la brucellosi. “Siamo la prima provincia brucellosi free”.

Zappia ha avuto un pensiero, poi, alla famiglia colpita dalla perdita del bambino di soli 6 mesi e mezzo che, nonostante il grande dolore, ha voluto ringraziare il personale ospedaliero per le cure prestate al piccolo. “Un gesto di grande sensibilità, in un momento di sconforto inimmaginabile per queste persone”, ha concluso il commissario Asp.

Primo matrimonio LGBTQ nell’arma dei carabinieri.

La vicebrigadiere Elena Mangialardo, siciliana, ha sposato l’imprenditrice romana Claudia De Dilectis dopo 8 anni d’amore.
Bellissime e armoniose, Elena vestiva l’alta uniforme, mentre Claudia l’abito bianco.

Picchetto d’onore dei colleghi, il cappello che le vola via passando sotto il ponte di sciabole e il sorriso felice di due donne che si prendono per mano, e poi si baciano, nel reciproco sentimento.

Le nozze sono avvenute lo scorso 18 luglio scorso, a Cefalù dove le due si erano conosciute 13 anni fa, ed è stata proprio Elena ad inviare un messaggio a tutti:

“Che questo matrimonio, possa incoraggiare gli altri ad amare”

Poi le due donne hanno aggiunto:

Non vogliamo essere le prime donne, la prima donna in divisa, la prima donna imprenditrice o quant’altro, ma una coppia come tante che porta dentro di sé le proprie battaglie di vita trionfando con l’amore

Grande emozione e l’arma dei carabinieri che ormai è al passo con i tempi e non mette veto.

La Corte di Assise di Siracusa ha condannato all’ergastolo Letizia Spatola, 24 anni, e Salvatore Blanco, 32, rispettivamente madre e patrigno del piccolo Evan, il bimbo di un anno e mezzo, morto il 17 agosto 2020 nell’ospedale di Modica.

I due, che vivevano a Rosolini (Siracusa) erano accusati di maltrattamenti ed omicidio.

Il bambino avrebbe subito percosse e lesioni per mesi. La Corte, presidente Tiziana Carrubba, a latere Carla Frau, li ha condannati anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e alla decadenza della responsabilità genitoriale. Inoltre al pagamento di una provvisionale alle parti civili: 50 mila euro in favore della nonna, Elisa Congiu, assistita dagli avvocati, Aurora Cataudella e Nino Savarino, 50 mila euro per Stefano Lo Piccolo, padre del bimbo e 25 mila euro ciascuno per gli zii, Michael Lo Piccolo e Jessica Lo Piccolo. 
La madre di Evan, che si trova agli arresti domiciliari, era presente in aula con il suo avvocato Natale Di Stefano. Blanco, difeso dall’avvocato, Salvatore Irullo, era in collegamento dal carcere di Vibo Valentia dove si trova rinchiuso.
Evan era deceduto per la “grave insufficienza cardio-respiratoria da broncopolmonite da aspirazione”, riconducibile secondi i periti alle lesioni subite nel corso dei mesi. Quando il bimbo era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Modica i medici si sarebbero accorti delle ecchimosi sul corpicino. Secondo la Procura, Evan avrebbe subito diverse fratture per le percosse del compagno della madre. Solo per alcune di queste avrebbe subito il ricovero in ospedale.
Traumi pregressi: fratture esterne ma anche al femore, allo sterno. Nell’ultimo ricovero, a luglio 2020 per una frattura alla clavicola, i medici facendo la radiografia si erano accorti delle fratture alle costole.

(ANSA).

5.097 (ieri erano 5.911) i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia, su un totale di 27.259 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino emesso dal Ministero della Salute sull’emergenza Covid. I morti sono 20 (ieri 25), con il totale dei deceduti da inizio pandemia che raggiunge quota 11.525. I ricoverati con sintomi sono 955, quelli in terapia intensiva 50.

Due nuovi decessi si registrano ad Agrigento e Palma di Montechiaro dove, rispettivamente, il numero delle vittime dall’inizio della pandemia sale a 63 e 39. Su scala provinciale, invece, il numero dei decessi per il Covid complessivamente sono 579 dall’inizio della pandemia. persone.

Il report dell’Asp diffuso oggi e riferito a ieri, registra 1.015 guariti e 707 nuovi casi di covid. Attualmente sono 8.453 i positivi in provincia di cui 51 ospedalizzati (3 in terapia intensiva).

Così la situazione nei singoli Comuni agrigentini: Agrigento 1.140 positivi (-3) con 2 migranti ospiti di in altrettanti centri di accoglienza; Alessandria della Rocca: 46 (+3); Aragona: 197 (-17); Bivona: 68 (+3); Burgio: 37 (-2); Calamonaci: 18 (-1); Caltabellotta: 50 (-10); Camastra: 24 (stabile); Cammarata: 92 (-3); Campobello di Licata: 153 (+3); Canicattì: 724 (-1); Casteltermini: 125 (-17) con un migrante in centro di accoglienza; Castrofilippo: 44 (-1); Cattolica Eraclea: 50 (-5); Cianciana: 80 (-2); Comitini: 6 (stabile);  Favara: 760 (-1); Grotte: 99 (-9); Joppolo Giancaxio: 22 (stabile); Licata: 844 (-24); Lucca Sicula: 20 (-10); Menfi: 348 (-42); Montallegro: 51 (stabile); Montevago: 37 (-4); Naro: 129 (-8); Palma di Montechiaro: 377 (-11); Porto Empedocle: 304 (+1); Racalmuto: 169 (-14); Raffadali: 258 (-18); Ravanusa: 149 (-12); Realmonte: 71 (-5); Ribera: 317 (-12); Sambuca di Sicilia: 68 (stabile); San Biagio Platani: 76 (+11); San Giovanni Gemini: 153 (-14); Sant’Angelo Muxaro: 27 (-8); Santa Elisabetta: 50 (+1); Santa Margherita di Belìce: 93 (-7); Santo Stefano Quisquina: 77 (+7); Sciacca: 995 (-83); Siculiana: 77 (+6); Villafranca Sicula: 29 (-2).

A Palermo i Carabinieri della Compagnia di Piazza Verdi hanno arrestato Davide Lecce, 40 anni, palermitano, già noto alle forze dell’ordine, per il reato di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione, nel quartiere Brancaccio, sono state rinvenute oltre 150 dosi tra crack e cocaina, e quasi 400 euro in banconote di piccolo taglio. La droga recuperata è stata sequestrata e sarà smistata al Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del Comando provinciale per le verifiche ponderali e qualitative. L’indagato risulta percettore del reddito di cittadinanza ed è stato segnalato all’INPS per la sospensione del beneficio. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale, che ha imposto a Davide Lecce la misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla Polizia giudiziaria e dell’obbligo di dimora nel Comune di Palermo.

Secondo legge in Sicilia non è possibile, per ragioni di tempo, accorpare le elezioni Nazionali con le Regionali il 25 settembre. A meno che Musumeci si dimetta.

A seguito di quanto accaduto a Roma, se il presidente della Regione, Nello Musumeci, si dimettesse subito dalla carica, come più volte paventato da indiscrezioni, sarebbe possibile l’Election day, ovvero l’accorpamento delle elezioni Nazionali con le Regionali in Sicilia il 25 settembre, giorno già deciso con decreto per le elezioni Politiche e ultima data utile per lo svolgimento delle Politiche allorchè il termine dei 70 giorni dallo scioglimento delle Camere, sciolte ieri, scade il 29 settembre, che è giovedì, e quindi, arretrando alla domenica precedente, l’ultima disponibile è domenica 25 settembre. E così è stato. Dunque da oggi mancano 65 giorni alle elezioni Nazionali, e il tempo a disposizione non consente le elezioni anticipate in Sicilia al 25 settembre, a meno che Musumeci si dimetta. Infatti, legge alla mano, in Sicilia vi sono sei finestre per il voto: le quattro domeniche prima del 5 novembre (quando si votò nel 2017) e le due successive. Dunque, al momento ecco le date delle possibili elezioni Regionali: 9 ottobre, 15 ottobre, 23 ottobre, 30 ottobre, 6 e 13 novembre. Nel frattempo lo stesso Musumeci commenta gli esiti della crisi di governo: “E’ giunta la conferma delle previsioni fatte da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia nel febbraio del 2021 quando si è insediato il governo Draghi, ovvero che Partito Democratico e Movimento 5 Stelle non hanno mai avuto a cuore gli interessi della Nazione, ma, come si è visto, quelli del proprio partito e delle proprie poltrone. Ora possiamo dire che avevamo ragione, anche se lo facciamo con rammarico per il tempo perso appresso ai capricci del centrosinistra. E’ tempo dunque di ridare la parola ai cittadini, di renderli nuovamente protagonisti come richiede una sana democrazia. Gli italiani meritano di scegliere un nuovo Parlamento e una nuova maggioranza, una coalizione vera e coesa, frutto della volontà popolare e unita da una visione chiara e condivisa del futuro, in grado di dare all’Italia un governo stabile e forte”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Sono 6.534 gli interventi dei Vigili del fuoco effettuati in Sicilia nell’ultimo mese, dal 15 giugno al 21 luglio. Ed è un dato record: la Sicilia è prima nella classifica delle regioni più colpite dagli incendi nelle aree boschive e di vegetazione in genere. Solo nelle ultime 24 ore i mezzi di soccorso sono intervenuti per domare le fiamme in ogni parte dell’Isola: a Erice, a Capo d’Orlando, a Sciacca. Drammatica è la previsione di Coldiretti secondo cui per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco occorreranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Ogni rogo costa agli italiani oltre 10mila euro all’ettaro, tra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate. Si stima che il 60% degli incendi sia causato volontariamente.

I Carabinieri hanno catturato Nicolò Di Michele, 32 anni, in una villetta a Trabia, in provincia di Palermo. E’ stato ricercato dallo scorso 6 luglio perché sfuggito agli arresti nell’ambito dell’inchiesta antimafia intitolata “Vento”, a carico di presunti esponenti del mandamento mafioso di Porta Nuova, impegnati nelle estorsioni e nello spaccio di droga. Secondo i Carabinieri Nicolò Di Michele avrebbe rifornito le piazze di spaccio con cocaina, hashish e marijuana. Le operazioni “Vento 1 e 2” sono state condotte d’urgenza, tramite l’applicazione dei fermi di indiziato di delitto, per scongiurare reazioni sanguinose all’omicidio di Giuseppe Incontrera lo scorso 30 giugno a Palermo.

«La gran parte delle norme impugnate non sono di iniziativa governativa e comunque non determinano alcun effetto sugli equilibri di bilancio della Regione, né tanto meno nell’esame del disegno di legge di variazioni di bilancio che immette nuove risorse finanziarie per quasi 900 milioni di euro». Lo afferma l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, in merito alla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare alcune norme della Legge di stabilità regionale approvata dall’Ars lo scorso 14 maggio.