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Ad Agrigento, in occasione delle processioni di San Calogero domenica 3 e poi domenica 10 luglio, sarà vietato saltare sulla statua aggrappandosi al simulacro per baciare il Santo Nero. Così è stato deciso in occasione di una riunione tra Prefettura, a Questura, Azienda sanitaria, Curia vescovile e Associazione dei portatori di San Calogero. Affinchè il divieto sia rispettato, la statua di San Calogero sarà in processione dal santuario fino all’Addolorata, andata e ritorno, presidiata dalle forze dell’ordine e dagli stessi portatori di San Calogero, come barriera di protezione.

Al processo sul “depistaggio Borsellino”, dopo Panepinto per Bo, l’avvocato Seminara arringa per Ribaudo e Mattei: “Scarantino è un calunniatore seriale”. I dettagli.

L’avvocato Giuseppe Seminara

Al processo in corso innanzi al Tribunale di Caltanissetta sul presunto depistaggio delle indagini dopo la strage di Via D’Amelio contro il giudice Paolo Borsellino, la Procura ha già chiesto la condanna dei tre poliziotti imputati di calunnia aggravata dall’avere favorito la mafia allorchè avrebbero imbeccato il falso pentito Vincenzo Scarantino: 11 anni e 10 mesi di reclusione a carico di Mario Bo, e 9 anni e mezzo di detenzione ciascuno per Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo. Ebbene, dopo l’arringa dell’avvocato Giuseppe Panepinto a difesa di Mario Bo, adesso è intervenuto l’avvocato Giuseppe Seminara, difensore di Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei. E tra l’altro ha affermato: “Questi imputati hanno un passato, hanno una dignità, sono poliziotti, hanno una loro storia che comprende tantissime azioni svolte per contrastare la criminalità organizzata. Michele Ribaudo era un agente: noi stiamo parlando di un soggetto che nella scala gerarchica della Polizia è l’ultimo gradino assoluto. E Fabrizio Mattei era un vice-sovrintendente, ovvero un gradino appena sopra l’agente. Chiederne la condanna è una cosa inaccettabile. Credo che questo processo, svolto dopo 30 anni, con tutte le difficoltà di ricostruzione che ci sono e l’assenza di alcune persone che adesso non ci sono più, abbia certamente recato forte danno alla posizione dei miei assistiti e alla ricostruzione della verità. Questo è un processo che non può non tenere conto del fallimento di un sistema. Di fronte a dieci versioni diverse di Scarantino, come si fa a scegliere quella che va contro i nostri imputati? E’ una forzatura costante. Qui siamo di fronte a due soggetti incensurati, i poliziotti Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, e a un calunniatore seriale, Vincenzo Scarantino. L’induzione la possiamo mettere in discussione, ma sul fatto che Scarantino è un calunniatore non ci sono dubbi. Dobbiamo avere il coraggio di trovare Scarantino ‘inutilizzabile’ in tutte le sue esternazioni, talmente piene di bugie e di farneticazioni che non è possibile ritenerlo attendibile. Scarantino nel ricostruire i fatti ha tratto notizie da tutto: dai giornali, dalle dichiarazioni di altri collaboratori, da esperienze di vita, dalla radio. Quante volte ha ritrattato? Nel 1995, nel 1998, nel 2002, e infine nel 2009. Noi dobbiamo ammettere che per quattro volte ha ritrattato, ammettendo di avere mentito. E quindi, come io lo definisco, è ‘inutilizzabile‘, ma mi basta dire inattendibile. Scarantino ha la terza elementare, ma ha vissuto la strada ed è furbo. Piano piano comincia ad elaborare e a strutturarsi rispetto a quello che gli viene prospettato, e comincia a mentire usando le informazioni che aveva a disposizione”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A Lampedusa nel corso delle ultime ore sono approdati 453 migranti, tramite 14 sbarchi. Dai controlli sanitari sono emersi 9 casi di scabbia. Adesso nel Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola si contano oltre 900 persone a fronte di una capienza massima di 350. Nel frattempo la nave Sea-Eye 4, della ong tedesca Sea-Eye, ha soccorso 416 migranti in tre distinte operazioni condotte in due giorni. E’ diretta verso l’Italia alla ricerca di un porto sicuro per lo sbarco

Ancora una nuova redistribuzione di incarichi dirigenziali al Comune di Agrigento.

Con una nota inviata alla stampa, il sindaco, Freanco Miccichè specifica che: “Ho ritenuto doveroso, ancor prima della scadenza degli incarichi dirigenziali, di dare nuovo slancio all’azione amministrativa, provvedendo alla rotazione dei dirigenti.

Gli incarichi sono così distribuiti:

Avv. Antonio Insalaco – dirigente responsabile titolare del I Settore” Affari generali ed istituzionali-  Affari Legali; Avv. Antonio Insalaco – Dirigente Responsabile ad interim del II Settore “Servizi alla Persona”; Dott. Gaetano Di Giovanni – dirigente responsabile titolare del III Settore “Patrimonio e tributi”; Dott. Giovanni Mantione – dirigente responsabile titolare del IV Settore “Servizi finanziari”; Arch. Gaetano Greco – dirigente a contratto responsabile del V Settore “Territorio ed ambiente – sanità”; Ing. Alberto Avenia – dirigente a contratto responsabile del VI Settore “Lavori pubblici; Dott. Giovanni Mantione – dirigente responsabile ad interim   del VII Settore “Polizia locale”.

“Questo pomeriggio a Palazzo d’Orleans abbiamo incontrato il Comitato “Dieci come noi” e i tecnici in rappresentanza delle vittime della tragedia di Ravanusa.
Con il Presidente Nello Musumeci abbiamo ritenuto giusto e doveroso dare seguito alla loro richiesta di interlocuzione. Nel corso dell’incontro il Comitato ha tenuto a ringraziare la Regione Siciliana per la sensibilità e la concretezza dimostrata a sostegno della comunità ravanusana e ha potuto riferire le proprie legittime istanze.
Proseguiremo con una nuova riunione sulla ricostruzione nelle prossime settimane a cui interverranno il Comune di Ravanusa, i tecnici di infrastrutture e l’ingegnere Cocina così da mettere assieme i pezzi e tassello dopo tassello ricostruire, insieme, Ravanusa”.

Lo dichiara l’on. Giusi Savarino di Diventerà Bellissima.

Maxi operazione antimafia, e non solo, dei Carabinieri tra le province di Catania e Siracusa. 56 misure cautelari.

Maxi operazione antimafia dei Carabinieri tra Catania e Siracusa. Nel mirino 56 indagati, 41 dei quali già in carcere, ritenuti affiliati o contigui alle famiglie mafiose Santapaola-Ercolano, di Caltagirone e Ramacca, e al clan Nardo di Lentini. Il provvedimento è stato eseguito da oltre 400 militari a Catania, Ramacca, Vizzini, Caltagirone e San Michele di Ganzaria, e in tre città del Siracusano: Lentini, Carlentini e Francofonte. L’inchiesta è stata intitolata “Agorà”. Sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, traffico e smercio di sostanze stupefacenti, numerose estorsioni pluriaggravate, illecita concorrenza, turbata libertà degli incanti e trasferimento fraudolento di beni. Il tutto è aggravato dal metodo e dalle finalità mafiose. E’ stato disposto il sequestro preventivo di beni, per un valore di 10 milioni di euro, a nove società attive nei settori dell’edilizia, della logistica e dei servizi cimiteriali, nonché dei beni e conti correnti ad esse riconducibili. Sequestrati anche 108 chili di marijuana, 2 chili e 600 grammi di cocaina, e 57 chili di hashish. Hanno contribuito le dichiarazioni di 16 collaboratori di giustizia. Le indagini del Carabinieri, avviate nel 2016, hanno documentato la riorganizzazione interprovinciale del sodalizio mafioso tra le province di Catania e Siracusa. E’ stata anche accertata la capacità dei clan di infiltrarsi nell’economia lecita (nel settore dei trasporti su gomma e in quello dell’edilizia) e di influenzare i processi decisionali degli enti locali, come nell’ipotesi dell’alterazione delle procedure per l’affidamento dei servizi cimiteriali nel Comune di Vizzini, e nelle ipotesi degli affidamenti per la manutenzione stradale curati dal Comune di Caltagirone.

La via Farag e la via Saverio Cavallari a Cannatello  frazione balneare di Agrigento sono al buio da sabato scorso.

Praticamente il lungomare è illuminato dalla Luna e “a nulla sono valsi i reclami, ci dice Michele Airò, imprenditore che ha scommesso sull’accoglienza del luogo e che ha informato il Comune sul disservizio.

Certamente al buio non si vede la condanna al degrado del luogo per responsabilità dell’amministrazione comunale di Agrigento, guidata dal sindaco Miccichè, per la serie occhio che non vede… Al di la dal non notare il degrado, al buio e’ anche pericoloso fare una passeggiata a piedi o in bici, senza trascurare l’inaccettabile durata del disservizio.

2.734 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 17.951 tamponi processati in Sicilia.  Il giorno precedente i nuovi positivi erano 3.675. Il tasso di positività scende al 15,2%, il giorno precedente era al 20,2%.

La Sicilia è al quinto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 47.245 con un aumento di 1.290 casi. I guariti sono 2.352 mentre le vittime sono 19 e portano il totale dei decessi a 11.091. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 586, in terapia intensiva sono 26.

Questa la situazione nei comuni capoluogo: Palermo 957 casi, Catania 892, Messina 579, Siracusa 335, Trapani 229, Ragusa 273, Caltanissetta 127, Agrigento 205, Enna 64.

Inflitti 22 anni di reclusione al pensionato Carmelo Rubino, 71 anni, di Canicattì, accusato dell’omicidio dell’agricoltore, e vicino di terreno Vincenzo Sciascia Cannizzaro, di 68 anni, freddato con due colpi di pistola, la mattina del 27 settembre del 2019. La sentenza è stata emessa dal collegio di giudici del Tribunale di Agrigento, presieduto da Alfonso Malato. Il pubblico ministero Paola Vetro aveva chiesto l’ergastolo.

La Corte ha escluso l’aggravante della premeditazione e concesso all’imputato le attenuanti generiche.

L’omicidio sarebbe avvenuto per una strada confinante contesa, che porta ai vigneti di entrambi. Nell’ultima discussione la situazione è precipitata. Cannizzaro, trovando l’accesso della stradina sbarrato, ha chiamato il suo avvocato con l’intenzione di sporgere denuncia nei confronti di Rubino. Non ha avuto tempo perchè Rubino si è presentato armato, sparandogli in testa proprio davanti il fondo agricolo della vittima.

Oggi audizione in commissione speciale di indagine e monitoraggio delle leggi per verificare, alla luce anche della risoluzione del 27 ottobre del 2021, approvata in commissione sanità, lo stato di attuazione in relazione alle criticità che ancora attanagliano gli ospedali di Licata e Canicattì, per come rilevato anche dagli organi di stampa. Garantito l’impegno da parte della direzione aziendale dell’Asp per risolvere i problemi. Continueremo a monitorare.

Lo ha annunciato l’onorevole di “Prima L’Italia” e presidente commissione speciale di indagine e monitoraggio delle leggi Carmelo Pullara.

Presenti all’audizione,  i due sindaci rispettivamente di Canicattì e Licata , Corbo e Galanti, i presidenti consiliari della sanità del comune di Canicattì Muratore e di Licata Sambito e la direzione aziendale dell’Asp di Agrigento al completo con il commissario Zappia, il direttore sanitario Mancuso e il direttore amministrativo Mazzara, in uno ai direttori sanitari del PO di Canicattì Marano e del PO di Licata Collura.

Ho ribadito -sottolinea Pullara-che tenuto conto della  carenza di medici in entrambi i presidi, problema di carattere nazionale, così come è previsto nella risoluzione occorre andare anche oltre la dotazione organica integrando il personale infermieristico e Oss per meglio assistere i pazienti.

Inoltre per Canicattì è stata evidenziata la possibile chiusura del centro trasfusionale, primo in provincia per raccolta, e per Licata la criticità sempre a rischio chiusura del reparto di ortopedia per carenza di medici.

Il commissario Zappia, nel suo intervento, rassicurando me ed i due sindaci, cui ho chiesto di rimanere vigili sugli ospedali delle rispettive città, ha assicurato che è in fase di attuazione una riorganizzazione del personale infermieristico ed OSS che dovrebbe colmare le criticità. Mentre invece per quanto attiene il centro trasfusionale di Canicattì e il reparto di ortopedia di Licata ha escluso il pericolo di chiusura sottolineando che è già in corso un’attività ed una progettualità per superare le problematiche relative all’assenza di personale medico, anche utilizzando professionisti di altri ospedali della provincia ovvero convenzioni con altre strutture sanitarie.

La seduta-conclude Pullara- è stata aggiornata a quindici giorni, trovando la condivisione di tutti i presenti,  per verificare se in effetti le criticità sono state superate.