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Quasi trenta sbarchi in due giorni a Lampedusa. Oggi sono arrivati 481 migranti, ieri 698 persone. All’hotspot di contrada “Imbriacola”, al momento, si trovano 1.500 ospiti, a fronte dei 350 posti disponibili. Gli immigrati arrivati sono siriani, egiziani, bengalesi, tunisini e sudanesi, fra cui diversi minorenni, e donne.

Purtroppo c’è da registrare che fra gli ultimi 481 migranti arrivati ci sono una sessantina di casi di scabbia.

Come sua consuetudine s’è recato nel suo fondo agricolo, in contrada “Aquilata”, a Canicattì, ed ha trovato l’appezzamento di terreno, e l’annessa abitazione, occupati abusivamente, ma ha scoperto anche il furto di alcune attrezzature per l’agricoltura: una motozappa, e un decespugliatore. Un cinquantaquattrenne, canicattinese, si è presentato al Commissariato di Canicattì, ed ha formalizzato una denuncia a carico di ignoti. L’uomo ha raccontato gli agenti di aver trovato sostituito il lucchetto del cancello principale, e la serratura del fabbricato. Qualcuno ha occupato terreno e stabile, ma si è anche appropriato delle attrezzature. I poliziotti hanno avviato le indagini.

Era il 2017 e in tutto il mondo rimbalzava la notizia che nel parco archeologico di Agrigento era stato individuato un grande teatro rivolto verso la collina dei templi e il mare. Da allora gli scavi e le indagini sono proseguiti e oggi è visibile una parte importante della grande struttura di sostegno alla cavea. Ma non è l’unico punto della Valle dove è in corso una campagna di scavo: un tratto della campagna tra il Tempio di Giunone ed il Tempio della Concordia ha infatti restituito due isolati e ampie porzioni di due abitazioni, con un oikos – il cuore della casa, destinato al vivere quotidiano, forse distrutto da un incendio – ricchissimo di ceramiche, contenitori da dispensa, lucerne, un piede di louterion, monete in bronzo, attrezzi da carpentiere, e uno straordinario oggetto in bronzo con un’iscrizione che racconta dell’imponente rete di contatti che ebbe l’antica Akragas nel momento del suo massimo splendore.

Osservare il lavoro degli archeologi e ascoltare dalla loro viva voce notizie e spiegazioni sugli scavi in corso, percependo la passione e il trasporto di chi lavora ogni giorno per riportare alla luce civiltà e reperti del passato: si potrà in occasione delle GEA, le Giornate europee dell’archeologia, nate dall’Inrap, l’Istituto nazionale di ricerca archeologica preventiva della Francia e da lì diffuse in tutta Europa. In Italia sono gestite dal Ministero della Cultura e dirette a tutti coloro che vogliono scoprire i segreti di scavi e reperti, non solo operatori di settore, ma anche semplici appassionati. Da venerdì 17 a domenica 19 alla Valle dei Templi di Agrigento è in programma un ciclo di visite gratuite di CoopCulture ai nuovi scavi in corso ascoltando le notizie sui ritrovamenti dalla viva voce degli archeologi coinvolti nelle ricerche, e dei responsabili degli scavi.

Continuiamo a credere nella natura viva dell’archeologia che in Sicilia – sottolinea l’assessore  regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – continua a donarci grandi emozioni. Proprio per la prosecuzione degli scavi relativi al Teatro ellenistico di Agrigento, come assessorato abbiamo destinato un ulteriore milione di euro di fondi PSC che andranno ad ampliare l’area di scavo, consentendoci una migliore lettura del sito archeologico”.

Permettere ai visitatori del Parco di seguire dal vivo il lavoro degli archeologi, vuol dire farli entrare a far parte del nostro mondo di studiosi spesso visti come scollegati della quotidianità  – dice il direttore della Valle dei templi, Roberto Sciarratta -. Raccontiamo invece la passione di chi ogni giorno vive per la bellezza e la cultura” .

Due quindi, i cantieri che accoglieranno i visitatori: nell’area del teatro sta scavando l’equipe dell’Università di Catania sotto la direzione di Luigi Maria Caliò, le visite saranno in ognuno dei tre giorni, alle 10 e alle 11; nell’area urbana dove sono stati scoperti i due isolati e le case, lo  scavo è diretto dall’archeologa del Parco della Valle dei Templi, Maria Concetta Parello; le visite saranno alle 17 e alle 18.

LO SCAVO DEL TEATRO. Gli archeologi hanno riportato alla luce parte dei grandi muri di sostegno, e della summa cavea già spoliata in precedenza. L’interesse degli archeologi non è soltanto quello di riportare alla luce l’antico teatro, ma anche la possibilità di leggere una parte importante della storia urbana di Agrigento greca e romana. Il teatro infatti sfrutta strutture più antiche, datate dopo la battaglia di Himera (480 a.C.) che fece giungere nell’antica Akragas , un grande numero di prigionieri cartaginesi impiegati nei lavori edili. Gli scavi stanno portando alla luce un edificio tardo arcaico (forse una fontana), un imponente sistema di terrazzamenti che permetteva di superare il dislivello tra la plateia e l’agorà, oltre a diverse altre strutture idriche, fontane e una grande cisterna databile intorno al V secolo a.C.. I resti di ceramiche confermano questa datazione quando il tiranno Terone abbellisce l’antica Akragas con importanti monumenti. Il teatro è invece datato tra la fine del IV secolo e l’inizio del III, composto da una cavea realizzata in gran parte artificialmente che si affacciava direttamente sulla plateia. L’edificio fu ristrutturato all’inizio del II secolo a.C., dopo la conquista dei Romani e forse spazzato via da un’alluvione provocata da una crisi al sistema idraulico della città, all’inizio del IV secolo d.C.. In seguito con il materiale del teatro e sulle sue rovine, verrà costruita una chiesa a tre navate. Nell’Alto Medioevo queste strutture ormai in disuso verranno destinate a fornaci .

IL QUARTIERE RESIDENZIALE A NORD DELLA COLLINA DEI TEMPLI. Furono dei saggi di controllo per un nuovo impianto d’acqua potabile, nel 2018, a far comprendere agli archeologi che era necessario scavare nella vasta area a nord della Via Sacra. La campagna di scavo, in tre saggi successivi, e tuttora in corso ha restituito un tratto di strada, due isolati e ampie porzioni di ambienti pressoché intatti perché nascosti dietro due spessi strati di argilla. Si tratta di vani diversi che sono parte di un unico complesso che si affaccia su un cortile a L. Dietro tegoli e coperture, è apparso un oikos (il cuore della casa, dove si cucinava e si trascorrevano le ore) molto ricco, con oggetti di uso quotidiano per la preparazione e conservazione dei cibi, ceramica da fuoco, numerose lucerne, un piede di louterion (piccolo altare), due monete in bronzo, numerosi attrezzi da carpentiere in metallo,  ed infine uno straordinario oggetto in bronzo con iscrizione che racconta della imponente rete di contatti che ebbe Akragas nel momento del suo massimo splendore. Gli oggetti, quasi tutti ricomponibili, poggiavano su un pavimento in terra battuta su cui si trovavano anche alcuni mobili in legno bruciati, tra cui certamente uno scaffale: questo ha fatto ipotizzare che l’ambiente sia stato distrutto da un vasto incendio e mai più ricostruito.

Giornate europee dell’Archeologia

AGRIGENTO. Valle dei Templi | 17, 18 e 19 giugno

La visita agli scavi del teatro è in programma  venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 giugno alle 10 e alle 11, meeting point nel chiostro del Museo archeologico Pietro Griffo.

La visita agli scavi dell’area urbana a ridosso della Via Sacra è in programma venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 giugno alle 17 e alle 18, meeting point presso l’ulivo secolare ai piedi del Tempio di Giunone. Partecipazione gratuita con il biglietto di ingresso alla Valle dei Templi (aperta dalle 8,30 alle 20).

Il movimento politico “Servire Agrigento” invoca lumi sulla nuova procedura, ad evidenza pubblica, per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale urbano ad Agrigento ad un mese e mezzo dalla scadenza dell’attuale contratto con la Tua. Il coordinatore provinciale Raoul Passarello afferma: “Di tale procedura non si hanno notizie. A fronte di un servizio che costa ai contribuenti 2 milioni e 200mila euro all’anno, riteniamo che gli agrigentini abbiano il diritto di sapere a quali iniziative stia lavorando l’Amministrazione comunale per dotare Agrigento di un sistema di mobilità moderno e sostenibile anche in relazione alle misure previste dal Pnrr. La nuova gara per l’affidamento del servizio consentirebbe di programmare migliori servizi sulle linee – estendendo per esempio più corse per San Leone nel periodo estivo – più attenzione alle esigenze dei cittadini e dei turisti, più investimenti sui mezzi, nonché maggiore capillarità dei bus, collegando al meglio i quartieri periferici. L’Amministrazione comunale rompa gli indugi e dimostri il necessario slancio per recuperare il tempo perduto e segnare una svolta per la città, dove il servizio di trasporto pubblico locale è stato caratterizzato dall’ininterrotta e non sempre adeguata gestione della Tua, offrendo agli agrigentini e ai turisti un servizio urbano più moderno, efficiente e funzionale”.

Sono Carmelinda Cipolla, Vincenzo Spoto e Gaetano Pastro i nuovi coordinatori delle professioni sanitarie per le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna della Cisl Fp.
Le nomine, giunte al termine del percorso congressuale, sono state ufficializzate nei giorni scorsi.
“E’ la dimostrazione – dichiara la segreteria per le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna – dell’attenzione che come sigla di categoria riponiamo nei confronti di questo comparto ed in particolare alle specificità professionali degli operatori sanitari che negli ultimi anni sono stati messi a dura prova da una pandemia globale senza spesso il riconoscimento effettivo del lavoro svolto. Sono tante le emergenze con cui ci confrontiamo e ci confronteremo, a partire dalla carenza di personale che sta oggi mettendo a dura prova questi operatori”

Non c’è un reparto dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento che in questi tempi (siamo nell’anno del Signore 2022) non lamenti la carenza di presidi o ausili ospedalieri per il normale espletamento delle funzioni di una sala operatoria degna di questo nome; o meglio ancora, che possa funzionare alla perfezione. E per la funzionalità alla perfezione non occorre l’avvento di Sant’Antonio da Padova ma un semplice e più celere intervento da parte dell’Ufficio Provveditorato dell’Asp di Agrigento.

Un ufficio, questo, che portando avanti come cavallo di battaglia l’emergenza Covid ha bloccato di fatto tutte le emergenze e le richieste che sono pervenute per dare dignità ad ogni reparto operatorio che inizia dal primo piano e finisce al quinto del nosocomio agrigentino.

Non possiamo redarguire l’ufficio Provveditorato dell’Asp agrigentina, perchè già c’è un preposto (e che preposto!) che farebbe bene a tirare un po’ le orecchie ai signori che gestiscono questo potere amministrativo che non regola soltanto un flusso economico e basta: qui di mezzo ci sono le vite umane! Con la pandemia il Governo centrale ha emanato una serie di decreti per snellire le procedure e andare in deroga alle normali attività ordinarie attraverso l’acquisto tramite il portale Mepa. Almeno per i presidi di prima necessità, indispensabili per salvare vite umane. Lo ribadiamo: VITE UMANE!!!

E il Provveditorato dell’Asp di Agrigento cosa fa?

Il Covid? E prima del Covid come andavano le cose? Non vorremmo andare a prendere qualche articolo di stampa degli anni che hanno preceduto la pandemia per capire meglio se la situazione non è cambiata di nulla oppure viceversa.

Urologia, Cardiologia, Chirurgia, Ortopedia, Rianimazione. Persino i portieri di giorno. Non funziona una mazza! Oggi, ad esempio, non si puù effettuare un interventuo chirurgico di una semplice ernia inguinale in quanto mancano i presidi più elementari per le sale operatorie. Ma è possibile tutto ciò? Possibile che per avere le mascherine si deve ricorrere all’Istituto Superiore della Sanità?

E i pazienti cosa fanno? Vanno a Palermo, a Caltanissetta, a Catania per un semplice intervento di ernia inguinale?

No, assolutamente no. Ad Agrigento, come a Palermo, Catania, Messina e così via dicendo, non possono e non devono esistere pazienti di serie B. La seie B la lasciamo al Palermo Calcio che è appena fresco di una vittoria storica che lo ha portato nella serie cadetta.

I pazienti sono tutt’altra cosa. La vita è tutt’altra cosa.

Agrigento aveva un ex direttore generale (scritto apposta minuscolo) che si vantava di avere fatto risparmiare circa una ventina di milioni di euro all’Asp (anche gli obiettivi si devono raggiungere…); se poi mancavano le mascherine in sala operatoria oppure se su sei ascensori ne funzionavano solo due, tutto faceva brodo. Pazienti e congiunti dei pazienti prima di ogni cosa, e soprattutto prima di ogni “obiettivo!”

Noi quei tempi terribili li vogliamo dimenticare in fretta ed in furia. Fanno parte soltanto di un orribile passato sanitario dell’Asp agrigentina.

Zappia, nel frattempo, ringrazia i primari del nosocomio agrigentino per i mille sforzi che stanno facendo per tappare buchi a destra e a manca. Dal Pronto Soccorso, in altri reparti; da Canicattì a Licata. Come può un infartuato di Canicattì arrivare ad Agrigento dopo un’ora e mezza? Ma siamo su scherzi a parte oppure vogliamo ancora cazzeggiare con queste vicende? E’ tutto refertato!

Di contro, però non possiamo non sottolineare come appena qualche giorno fa, è stato espletato un bando concorsuale per la ricerca di medici. Ebbene, tutti si sono rivolti a Federica Sciarelli: nessun medico ha presentato domanda!

Zappia, nello stesso tempo, è pregato di dare una bella tirata di orecchie a tutto l’ufficio Provveditorato (al momento non facciamo i nomi, ma…) perchè, lo ribadiamo, con la scusa del Covid abbia frenato e messo sotto il tavolo tutte le richieste che sono pervenute da ogni reparto dell’ospedale di Agrigento.

Se i preposti del Provveditorato non leggono ancora oggi richieste pervenute almeno due anni fa è meglio che vadano a casa, magari in prepensionamento. La Sanità tutta necessita di accelerare ogni pratica soprattutto quando si parla di salvare vite umane. Altro che Covid.

La gente muore!!!

Zappia, lei lo sa che tutto ciò è inammissibile? O no?

 

2.878 nuovi casi positivi di Covid19 a fronte di 16.285 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 2.734. Il tasso di positività sale al 17,6%, il giorno precedente era al 15,2%. Lo riporta il bollettino del Ministero della Salute di giovedì 16 giugno.

I guariti sono 3.450, mentre le vittime sono 10, e portano il totale dei decessi a 11.101. Gli attuali positivi sono 47.160, con un decremento di 85 casi. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 583, in terapia intensiva sono 25.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.064, Catania 914, Messina 287, Siracusa 299, Trapani 148, Ragusa 259, Caltanissetta 117, Agrigento 232, Enna 55.

La Corte d’Appello di Palermo ha ridotto alcune condanne inflitte in primo grado agli imputati nell’ambito dell’inchiesta antidroga “Street food”, ruotante intorno ad una rete di rifornimento da Palermo e di spaccio di hashish e cocaina tra Menfi, Santa Margherita Belìce e Montevago fino a Poggioreale. A Giuseppe Sanzone, 43 anni, di Menfi, pena ridotta da 5 anni a 2 anni e 2 mesi. A Daniel Tabbone, 26 anni, di Menfi, da 3 anni a 1 anno e 9 mesi. A Kevin Governale, 27 anni, di Santa Margherita Belìce, da 1 anno a 6 mesi.

A Licata la Polizia ha denunciato alla Procura due ragazze di 20 anni, per lesioni personali aggravate. Un’altra ragazza ha denunciato di essere stata importunata e minacciata di morte da un gruppo di ragazze, senza alcun motivo. Lei ha domandato il perché. La risposta è stata un’aggressione. Lei è caduta a terra, e poi è fuggita riparandosi in un locale pubblico, aiutata dal titolare. Una delle due ragazze denunciate l’ha raggiunta, e, brandendo un bastone in legno, l’ha minacciata ancora di morte, tentando di aggredirla ma trattenuta dal titolare. E’ intervenuta la Polizia. Lei è stata soccorsa in ospedale: 30 giorni di prognosi. Il racconto di lei, le testimonianze dei presenti, e i video dei sistemi di sorveglianza hanno incastrato le due ragazze denunciate.