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Il 30 settembre del 2019 è stato interrogato in carcere, al “Di Lorenzo” di Agrigento, Carmelo Rubino, agricoltore di 70 anni di Canicattì già reo confesso innanzi alla sostituto procuratore di Agrigento, Paola Vetro, dell’omicidio di un altro agricoltore di Canicattì, Vincenzo Sciascia Cannizzaro, 69 anni, ucciso a colpi d’arma da fuoco il precedente venerdì 27 settembre in contrada Calici a Canicattì. Carmelo Rubino, innanzi alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Luisa Turco, ha ribadito: “Sono stato io, mi è venuto incontro in maniera violenta e ho sparato. Sono distrutto per quello che ho fatto, non ricordo bene”. Ebbene adesso la stessa pubblico ministero, Paola Vetro, a conclusione della requisitoria, ha proposto alla Corte d’Assise, presieduta da Alfonso Malato, di condannare Carmelo Rubino all’ergastolo, perché secondo lei non si trattò di legittima difesa ma di omicidio premeditato con l’aggravante di avere sorpreso la vittima a lavoro nel suo terreno.

La mancanza del Ponte sullo Stretto di Messina costa alla Sicilia poco più di 6 miliardi di euro all’anno, il 7,4% del Prodotto interno lordo. La Regione pubblica un report.

Essere un’isola, pur distando poco più di 3 chilometri dal Continente, è un costo che la Sicilia non intende più pagare. L’insularità, ossia la condizione di permanente separazione dal resto dell’Italia, pesa per 6 miliardi e 54 milioni di euro all’anno, pari al 7,4% del Pil, il Prodotto interno lordo, regionale. Così emerge dal report “Stima dei costi dell’insularità della Sicilia”, pubblicato dal presidente della Regione, Nello Musumeci, e dal vicepresidente e assessore all’Economia, Gaetano Armao. Il sottinteso è ovvio: il Ponte sullo Stretto di Messina è una necessità più che mai vitale.

I parametri di valutazione dei costi, adottati dagli Uffici regionali in collaborazione con istituti specializzati nel settore, come “Bruno Leoni” e “Prometeia”, si basano su modelli econometrici che misurano i maggiori costi di trasporto di persone e merci. Ebbene, secondo gli esiti, la Sicilia registra il costo medio più elevato sia in Italia, il 150,8% della media nazionale, sia rispetto all’Europa, il 28%. Tale condizione determina una perdita di Prodotto interno loro regionale di 10 miliardi e 600 milioni di euro all’anno, ovvero l’11,9% del totale.

E la cifra comprende anche la minore competitività delle esportazioni siciliane causata proprio dai maggiori costi per muovere beni e servizi. E dunque l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina, quindi il Ponte, è imprescindibile “per – si legge nel report – garantire ampia e articolata connessione con il resto d’Italia e dell’Europa ad una regione di 4 milioni e 900mila abitanti mortificata dalla scarsa qualità delle infrastrutture di collegamento, che aggrava il divario socio-economico”. Punto. Nel frattempo quale è l’attuale stato dell’arte del Ponte? Si attende il nuovo studio di fattibilità di Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, prima che il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Enrico Giovannini, si pronunci definitivamente.

A conferma dell’indispensabilità e, soprattutto, utilità dei tre chilometri di asfalto sospesi sul mare tra Sicilia e Calabria, vi è una ricerca dell’Università Federico secondo di Napoli, secondo cui, in sintesi, commettono un errore coloro che riducono il Ponte sullo Stretto a una questione meramente locale perché non è solo la Sicilia a essere danneggiata ma tutta l’Italia. Ammonta infatti a 60 miliardi di euro il beneficio in termini di maggiore aumento all’anno del Prodotto interno lordo nazionale derivante dal completamento dell’alta velocità. E ciò sulla base dei dati storici: nel periodo 2008-2018 la Tav, la Tratta ad alta velocità tra Torino e Lione, ha contribuito per un 3% annuo di Pil, circa 58 miliardi, alla crescita dell’Italia. Senza l’alta velocità l’Italia avrebbe subito un declino ben peggiore di quello attraversato durante la crisi. Ed è lo stesso declino al quale è condannata la Sicilia senza il Ponte.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà in questo weekend 4 raccolte mobili, sabato 7 maggio a Favara in piazza Cavour e Casteltermini in piazza A. de Gasperi  per continuare la domenica 8 maggio a Naro presso il bar belvedere e porto Empedocle presso L’Associazione ADES via Marconi . Tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00 A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.

Ancora un’iniziativa filatelica di Poste Italiane, che dedica due colorate cartoline alla Festa della Mamma. Un’altra occasione per ogni collezionista o per chi vuole ricordare in modo originale una giornata speciale, un modo per sostenere il valore della scrittura e custodire nel tempo un ricordo della festività.

Le cartoline possono essere acquistate (costo 0,90 €) online sul sito poste.it, nei due uffici postali con sportello filatelico di Sciacca e Agrigento Centro e negli “Spazio Filatelia” del territorio nazionale, dove fino al 9 maggio sarà anche possibile chiedere l’annullo speciale rettangolare dedicato, da utilizzare esclusivamente in abbinamento al bollo con datario mobile.

3.000 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 20.359 tamponi processati in Sicilia. Il tasso di positività sale al 14,7% ieri era al 13,3%. La Sicilia è al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 112.784 con un decremento di 1.413 casi. I guariti sono 4.829 mentre le vittime sono 11 portano il totale dei decessi a 10.674. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 785, in terapia intensiva sono 40.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 774 casi, Catania 755, Messina 514, Siracusa 331, Trapani 267, Ragusa 275, Caltanissetta 187, Agrigento 264, Enna 60.

Proposta l’aggiudicazione della gara per l’affidamento dell’aggiornamento della mappatura del rischio sismico degli edifici scolastici delle scuole medie superiori di proprietà del Libero Consorzio comunale di Agrigento alla “RTP Costituendo Capogruppo Giuseppe Marotta” che ha ottenuto il miglior punteggio complessivo. L’importo contrattuale complessivo è di € 230.000,00 oltre IVA e oneri.

La gara prevede l’esecuzione di indagini diagnostiche e l’effettuazione delle verifiche tecniche finalizzate alla valutazione del rischio sismico degli edifici scolastici di proprietà del Libero Consorzio. Il relativo bando di gara è stato predisposto dal Settore Edilizia Scolastica del Libero Consorzio, mentre la commissione di gara è stata presieduta dal Dirigente dell’Ente Amelia Scibetta. Tutta la procedura per partecipare alla gara è stata gestita in modalità telematica.

L’affidamento è avvenuto mediante procedura aperta e con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo, ai sensi del Codice dei contratti pubblici, nonché nel rispetto degli indirizzi forniti dalle linee guida sugli indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura ed ingegneria.

“Instancabile, generoso e illuminato imprenditore”.

LA CNA Agrigentina esprime vicinanza alla famiglia di Salvatore Moncada, morto prematuramente. “E’ stato un operatore economico intelligente, lungimirante e ricco di umanità – affermano i vertici provinciali della Confederazione, Francesco Di Natale e Claudio Spoto, e la presidente della sede di Agrigento, Roberta Tuttolomondo – con lui se ne va un pezzo importante del tessuto sociale e produttivo del territorio. I suoi progetti, la sua intraprendenza e le sue idee innovative hanno offerto concrete opportunità di crescita, sviluppo e occupazione per la nostra terra, a cui ha legato il suo nome anche dal punto di vista sportivo”. Sentite condoglianze alla moglie e ai figli.

È davvero sorprendente (ma per certi versi neanche tanto) notare quanto sia lontano dalla realtà l’attuale governace cittadina rispetto alle difficoltà della gente e di un’intera comunità tanto da proporre e discutere nel prossimo consiglio comunale due punti che nulla hanno a
che fare con le urgenti difficoltà della Città.

Nonostante le innumerevoli emergenze di questa città, infatti, la giunta ed i suoi consiglieri di riferimento, supportati da un coinvolgimento inebriante di chiara matrice comunista (perché tale è il sindaco, i suoi fedelissimi consiglieri e buona parte degli assessori) ritengono prezioso, per la Città di Favara, introdurre nello Statuto comunale un, non meglio precisato, riferimento allo ius soli che dovrà impegnare la giunta a porre in essere iniziative tese a promuovere la cultura dello stesso concedendo la cittadinanza onoraria sulla scorta
di tale indirizzo.

Comprendo che per la sinistra svendere la cittadinanza sia una delle sue priorità ma dimenticano che, per mezzo di un consiglio comunale, non si possono stravolgere le regole della concessione della cittadinanza. Tale proposta, invero, fa parte del repertorio “copia ed incolla” dei partiti di sinistra e, di certo, non è quello che i cittadini favaresi si aspettavano per affrontare le gravi crisi sociali, oltre che strutturali ed economiche di Favara.

Sfugge, ancora, agli stessi che la materia è assolutamente sottratta alla competenza degli enti locali ed inserire il riferimento di tale principio per agevolare la concessione della cittadinanza “onoraria” appare una mera forzatura puramente ideologica posto che, la stessa, non attiene alla norma costitutiva del diritto stesso alla cittadinanza che può essere concessa soltanto nel rispetto della Legge e della Costituzione.
Una proposta assolutamente sterile e priva di qualsiasi fondamento normativo rispetto alle funzioni proprie e alle competenze dell’amministrazione comunale che, anzichè affrontare i temi legati ai precari, al servizio di raccolta dei rifiuti, al servizio idrico, al verde pubblico, alla riscossione dei tributi, a bandi europei, pensa di potere normare su argomenti che da sempre hanno diviso i parlamenti di tutto il mondo. La cittadinanza italiana è qualcosa di molto serio e non si può giocare a fare i legislatori con essa per mezzo di un’amministrazione locale che non ha le competenze per farlo. Lo ius soli automatico, alla nascita, non esiste più in nessun Paese europeo. Invero, il diritto comparato rispetto a questa materia ha privilegiato (com’è giusto che sia) il desiderio d’integrazione delle nuove generazioni che crescono in un dato paese e che, per questa ragione, lo sentono ormai come proprio.

La cittadinanza italiana va meritata e concessa solo a chi ama e rispetta la nostra cultura, la nostra costituzione e la nostra identità. Per questo i Padri Costituenti, primo fra tutti il nostro illustre concittadino Gaspare Ambrosini, si sono guardati bene dall’introdurre un principio sbagliato ed automatico, quale quello dello ius soli, che potrebbe addirittura risultare contrario agli interessi stessi di quanti nascono sul nostro territorio nazionale rispetto alle cittadinanze dei genitori. Sostenere che vi sono numerose comunità, non ultima quella legata ai profughi dell’ucraina,
per i quali il tema dell’accoglienza debba automaticamente legarsi a quello della cittadinanza significa non comprende il concetto dell’una rispetto all’altra. Significa generare confusione per compiacere alla sinistra di governo. Significa fare demagogia ideologica per portare a compimento programmi della sinistra più radicale ed è l’ultima cosa che serve a Favara in questo particolare momento storico. Se a questo si aggiunge la (contestuale) “preoccupazione” di cambiare nome alla Piazza Cavour in seno al medesimo consiglio comunale, i dubbi che siano lontani dalle esigenze dei cittadini diventano davvero preoccupanti.

Per questo sono personalmente convinto che la maggioranza dei consiglieri comunali vorrà dire no a questa proposta e spostare l’attenzione sui temi e le continue emergenze da risolvere, così come hanno chiesto di fare i cittadini affidando loro l’amministrazione.

La Fortitudo Moncada Agrigento, stretta nel suo terribile dolore per la tragica e prematura scomparsa del patron Salvatore Moncada, comunica che la partita contro Cassino in programma questa domenica 8 maggio alle ore 18.00 presso il Palamoncada sarà disputata regolarmente, cosi come voluto dal Presidente Gabriele e dall’intera famiglia Moncada, ma soprattutto come avrebbe voluto il nostro amatissimo Press.

La Fortitudo Agrigento era il suo grande amore, così come la pallacanestro, e siamo certi che non ci sia miglior modo per onorare la sua memoria e sentirci più vicini a lui partecipando e presenziando questa domenica al palazzetto. L’ingresso sarà gratuito e siamo sicuri che sorriderebbe a vedere un Palamoncada pieno.

A margine della conferenza dei procuratori generali del Consiglio d’Europa, in corso a Palermo, è stata mostrata la cella in cui fu trasferito il pentito Tommaso Buscetta durante tutta la sua partecipazione, come testimone dell’accusa, al maxiprocesso alla mafia istruito dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La cella si trova nell’area riservata dell’aula bunker del carcere Ucciardone, e fu costruita appositamente per la celebrazione del processo. La permanenza di Buscetta nella cella fu mantenuta riservata per motivi di sicurezza. Infatti, per nascondere la presenza di Buscetta, le mattine in cui lui avrebbe dovuto deporre si effettuavano finti trasferimenti del pentito all’Ucciardone da altri luoghi della città. Nella stanza Buscetta aveva un letto singolo, un angolo cucina, un bagno con vaso alla turca e un lavabo. L’aria passava da grate poste nella parte alta della cella. Nel 1993 la cella fu usata dal boss Totò Riina che, dopo la cattura, fu trasferito nell’ala riservata per assistere ai processi a suo carico. Riina era controllato dalla Polizia Penitenziaria 24 ore su 24 con la video-sorveglianza. I pasti, prelevati dalla cucina del carcere ed ermeticamente chiusi in presenza del direttore dell’Ucciardone, erano aperti solo per la consegna a Riina.