Home / 2022 / Maggio (Pagina 43)

Da un lato emana un “atto di indirizzo”, in pratica meno di un consiglio dato a bassa voce, con il quale appunto non assumendosi alcuna responsabilità ma cercandone il merito mediatico, scarica sulle direzioni delle aziende sanitarie la proroga e la quantificazione delle ore del personale covid, determinando così una situazione, sul piano complessivo, non solo ingestibile con ricadute sanitarie negative, ma generando maggior confusione considerando la eterogeneità delle 17 realtà sanitarie, presenti in Sicilia, totalmente diverse l’una dall’altra nei comportamenti posti in essere.
Sono le parole del Vice Presidente della commissione sanità e presidente della commissione speciale di indagine e monitoraggio delle leggi l’onorevole di “Prima l’Italia” Carmelo Pullara.
Altro che sistema sanitario unico ed uguale – commenta Pullara. Dall’altro però rinnova fino al 30 giugno, riservandosi ulteriori proroghe, i commissari covid tutti e senza riduzione ne di ore ne di compenso. Ma che senso ha tutto questo?! Immaginate Zelensky che manda a morire in battaglia uomini e donne ucraine mentre lui continua a condurre una vita normale.
C’è un limite a tutto! Su tutto questo ho presentato apposita interrogazione ma sono certo che come tante non servirà a nulla. Occorrerà  – conclude Pullara – aspettare le nuove elezioni regionali per un nuovo e capace governo che sappia dare le risposte ai siciliani e rinnovare l’apparato burocratico che in questi anni ha contributo per parte propria a peggiorare la situazione.
Ecco perché non si può ricandidare Musumeci. Non per dispetto o fatti personali ma per una salute uguale giusta e di livello per tutti i siciliani.
Non ha senso avere un Presidente presentabile a differenza di Crocetta ma avere forse nella realtà della vita quotidiana condizioni peggiori. Io non lo accetto e non lo accetterò.

Poco meno di dieci anni di attività alle spalle e una passione sfrenata per i servizi che realizzavano.

Inizia così la storia di Gepi (violinista) e Marco (deejay e produttore), due giovani fratelli siciliani accomunati dalla stessa e identica passione per la musica e quello stesso desiderio di non lasciare la propria terra, per nessuna ragione.

Sarà stato l’esser divenuti tra i volti più noti del panorama musicale siciliano e, magari, quell’indiscutibile senso pratico nella realizzazione di eventi lussuosi ad aver fornito l’input per l’idea destinata a rivoluzionare il settore del wedding in tutta la penisola.

Loro la definiscono la nuova “rivoluzione della wedding time-line” e, in termini pratici altro non è che il riposizionamento del sistema degli eventi attorno al ruolo e all’attività dei professionisti e delle aziende che di questo sistema fanno parte.

“Abbiamo pensato semplicemente che fosse più pratico, per chi deve organizzare il proprio matrimonio, entrare in contatto unicamente con professionisti e aziende del settore che potessero in tempo reale confermare la disponibilità del giorno richiesto”, afferma Marco.

Se questa operazione la rendiamo praticabile nei confronti di tutti i fornitori di servizi, riusciamo a dar vita ad un “ecosistema digitale” in cui gli utenti possono liberamente programmare le proprie nozze, riducendo a zero il rischio di sentirsi dire che la data richiesta è “già impegnata”.

“Dimensionewedding.it consentirà a chiunque di accedere gratuitamente ad un sistema di offerte in tutta Italia, costantemente in movimento e in continuo aggiornamento. Le offerte delle aziende e dei freelances vengono geolocalizzate e filtrate dal motore di ricerca per comparire istantaneamente in una home comune”.

“In sostanza, noi mettiamo in contatto chi ha una data disponibile nella propria agenda lavorativa con chi casualmente è interessato proprio a quella data  (..) il sistema è pensato per dar vita ad un mondo di offerte di servizi privo di ogni forma di concorrenza tra i fornitori che ne fanno parte”, ci spiega Gepi.

Dimensionewedding.it è il progetto più ambizioso che potevamo pensare e immaginare per il comparto del wedding italiano.

Si entra in una nuova era del professionally connected, un’era in cui tutti sono a contatto con tutti e i fornitori vanno incontro alle richieste del mercato.

È il momento di cambiare il modo in cui si cercano le cose e allo stesso tempo quello in cui i professionisti possono rivolgersi al mercato con un atteggiamento attivo, per cui più fai parte dell’ecosistema digitale, più saprai quali strategie di business applicare per la tua attività, perché si muova con anticipo rispetto ai competitors di mercato.

Gianfranco Miccichè a ruota libera contro Nello Musumeci. Poi la smentita. Le reazioni di La Russa, Lombardo e Armao.

Sul quotidiano nazionale “La Stampa”, il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, spara a raffica contro il presidente della Regione, Nello Musumeci, nonostante l’accordo appena raggiunto faticosamente a Palermo sul candidato unico del centrodestra a sindaco, Roberto Lagalla. Miccichè ha smentito i contenuti dell’intervista, rilanciati dall’Italpress. A domanda avrebbe risposto: “Musumeci? Mai più, guardi… Cinque anni fa subimmo un’imposizione. Ma a condizione che non si ricandidasse. Cinque anni a rompere la mi… Ha trasformato i nostri assessori in ascari. A me ne ha tolti tre su quattro…. Musumeci odia i partiti, il Parlamento, la stampa. Musumeci non lo vogliono neanche i centristi: Cuffaro e Lombardo sono pronti ad andare con il Partito Democratico se c’è Musumeci”. E poi ha aggiunto: “Musumeci non lo vogliono nemmeno quelli di Fratelli d’Italia! Siamo tutti matti? Meloni però lo difende. Da fascista qual è, si è accodata a La Russa, fascista siciliano come Musumeci”.

Ovviamente si tratta di parole che, smentita a parte, hanno sollevato la reazione di Fratelli d’Italia. Lo stesso La Russa replica: “Sono certo che Gianfranco è stato travisato, infatti nessun esponente politico cosciente e non disturbato potrebbe sottoscrivere quel testo contrario ad ogni logica umana e politica. Miccichè mi ha telefonato per scusarsi. Ho detto a Miccichè, che ringrazio per la telefonata, che, se la smentita può risolvere il problema dei rapporti personali, l’articolo impone però un pronto chiarimento politico”.

E butta acqua sul fuoco anche l’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che afferma: “Ho dovuto rileggere l’intervista di Gianfranco Miccichè a ‘La Stampa’. Lo invito pertanto alla temperanza, a non insultare più il presidente della Regione, a non picconare la coalizione di centrodestra. Devo precisare che non andrò con nessun partito ed auspico che il Movimento per le Autonomie, che si trova nel perimetro del centrodestra, possa partecipare a un ragionamento costruttivo sulla prospettiva. Anche perché non si rivivano le fasi convulse, comunque istruttive, che hanno preceduto la convergenza sulla candidatura del professore Lagalla a sindaco di Palermo”.

Più severo è il commento del vice presidente della Regione, e assessore all’Economia, Gaetano Armao, che dichiara: “I toni incontinenti usati dal presidente dell’Assemblea nei confronti del presidente della Regione, come già in passato nei confronti miei e di assessori, sono scomposti ed inadeguati, oltre che totalmente falsi. Il presidente dell’Assemblea è incompatibile con il ruolo che svolge, che impone sobrietà, equilibrio e senso delle Istituzioni”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A Licata nell’area portuale è accaduto che un uomo di 43 anni alla guida di un’automobile Fiat Panda, ad un posto di blocco stradale, alla richiesta di esibire i documenti e il pass per accedere nella zona della banchina di Ponente, ha inveito, e minacciato di morte i poliziotti. Poi è scappato a velocità. Lo hanno rintracciato poco più tardi nonostante l’auto fosse intestata ad altra persona. E’ stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per resistenza e minaccia aggravata a Pubblico ufficiale.

L’ex Aggiunto adesso procuratore reggente di Agrigento, Salvatore Vella, ha chiesto il rinvio a giudizio di un uomo di 33 anni imputato di avere minacciato e picchiato un invalido civile di 50 anni, danneggiando anche gli arredi della sua abitazione. L’udienza preliminare è in calendario il prossimo 23 maggio innanzi al Giudice per le udienze preliminari, Giuseppe Miceli. Il 3 maggio del 2020 lui si sarebbe presentato in zona Esseneto sotto casa dell’invalido, affacciato al balcone al piano terra di una palazzina: “ti ammazzo”. Poi ha scavalcato la ringhiera, ha rotto con un calcio la tapparella della finestra, e avrebbe aggredito l’invalido a pugni, e colpendolo con un tavolo sulla schiena. Poi è scappato. La vittima è stata soccorsa in ospedale. I Carabinieri hanno rintracciato il 33enne, adesso sotto processo.

Il campionato di basket di serie B. A Porto Empedocle, al PalaMoncada, la Fortitudo Moncada Agrigento ha vinto contro Cassino 74-62. Il top scorer è stato Cosimo Costi con 23 punti, e poi Santiago Bruno con 15. Tanta commozione vi è stata tra gli spalti del PalaMoncada, in onore del patron Salvatore Moncada e anche di Tonino, ex cuoco della Fortitudo morto alcuni giorni addietro. Tra gli altri sono stati presenti i figli di Totò Moncada, il presidente della società Gabriele, accolti da un applauso e tanto affetto che la città di Agrigento e provincia hanno omaggiato ad una persona che tanto ha offerto alla pallacanestro ed alla comunità. Presente anche il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè. L’allenatore Michele Catalani commenta: “Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile a livello emotivo, il risultato contava poco. Vedere così tante persone ad omaggiare il patron ci ha emozionato ma volevamo vincere a tutti i costi per lui, per la sua straordinaria famiglia e per quello che ci ha lasciato, un grande sogno che noi seguiremo fino in fondo. Abbiamo un solo obiettivo, quello di vincerle tutte. Ringrazio il mio staff ed i giocatori perché fin qui hanno fatto una stagione straordinaria”.

Qualcuno, la notte scorsa, ha vandalizzato l’autoambulanza della sezione licatese della Croce Rossa Italiana, in sosta in piazza Matteotti, accanto al Posto medico avanzato che tutte le associazioni di Protezione Civile di Licata hanno allestito in occasione delle Feste di Maggio.

Una postazione indispensabile per prestare primo soccorso a chi, in queste lunghe giornate di festa, ha accusato un malore mentre passeggiava tra le bancarelle dei corsi principali di Licata.

La notte scorsa qualcuno ha forzato il portellone posteriore dell’autoambulanza, ha danneggiato i presidi sanitari che si trovavano all’interno, ha portato via alcune delle altre attrezzature ed ha anche preso a calci il mezzo.

Ad accorgersi dell’accaduto, nelle primissime ore del mattino di oggi, sono stati i volontari, appena giunti in piazza Matteotti.

E’ stato dato l’allarme e sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia che hanno eseguito i rilievi di rito ed avviato le indagini, nel tentativo di scoprire gli autori di un gesto sconsiderato.

Il sindaco di Licata è intervenuto sulla vicenda: “Si tratta di un gesto gravissimo, inqualificabile, che purtroppo rappresenta il degrado sociale in cui è precipitata parte della società licatese. Le forze dell’ordine sono già al lavoro, sono convinto che in tempi brevi riusciranno ad individuare gli autori di questo crimine. Nel manifestare solidarietà alla Croce Rossa Italiana, ed a tutte le associazioni di volontariato che anche durante le Feste di Maggio hanno fatto un gran lavoro nell’esclusivo interesse della città, mi rivolgo alla comunità licatese costituita, in gran parte, da persone per bene: è necessario condannare fermamente simili gesti, isolare questi balordi, ribadire con forza che noi rigettiamo ogni forma di violenza e di imbecillità”.

Nulla da fare per la Pro Favara. Il sogno di affrontare l’Akragas in finale dei play off del campionato di Eccellenza girone A, si è fermato a Misilmeri. La semifinale è finita: Don Carlo Misilmeri-Pro Favara 3-0, con le reti di Di Giuseppe, Manfré e Lucera. La finale sarà: Akragas-Don Carlo Misilmeri. Partita che si disputerà all’Esseneto di Agrigento.

“In una democrazia parlamentare tutto si può legittimamente discutere ma la posizione di Conte è palesemente strumentale, tutta rivolta a tenere insieme un partito diviso e a compattare l’elettorato 5Stelle con le sue pulsioni populiste. Conte non può pretendere di scaricare sul governo e sull’Italia i propri pasticci e le confusioni interne”. Lo ha detto l’ex ministro e parlamentare Dc, Calogero Mannino, commentando in una intervista all’Adnkronos di oggi 8 maggio, l’insistita richiesta del presidente M5s Giuseppe Conte a Mario Draghi, affinché apra un chiarimento parlamentare sull’invio delle armi all’Ucraina, paventando un allargamento del conflitto.

Riportiamo le dichiarazioni dell’ex parlamentare riferite al bivio in cui si trova l’attuale leader dei pentastellati ed ex Presidente del Consiglio dei Ministri. “Conte – osserva Mannino – ha un doppio problema: esterno, come leader della forza di maggioranza relativa che appoggia il governo; e interno ai 5Stelle, nel quale si inserisce l’esigenza di garantirsi un rapporto politico non conflittuale con Di Maio, che dei 5Stelle è un esponente di rilievo. Il ministro degli Esteri finora ha mantenuto una linea assolutamente convergente a quella di Draghi, filo occidentale e fermamente atlantista”.

Mannino cita il don Carlo di Giuseppe Verdi quale conseguenza di una accettazione della resa da parte di Zelensky. “Da un punto di vista più generale – prosegue Mannino – è evidente che l’obiettivo della Russia è la riconquista dell’Ucraina, il riassorbimento in funzione di una ricostituita grandezza dell’impero russo. Ma solo se Zelensky e l’Ucraina reggono militarmente l’invasione della Russia, si può arrivare alla pace. Mi si consenta una divagazione lirica: parafrasando il don Carlo di Giuseppe Verdi, se l’Ucraina cede, “ci sarà la pace dei sepolcri”. L’Italia, come altri Paesi occidentali insieme agli Usa, fornisce le armi per consentire al popolo ucraino di difendersi dall’aggressione russa. Zelensky – prosegue l’ex parlamentare Dc nella sua analisi – poteva fuggire all’estero, invece è rimasto in patria, per guidare la resistenza del suo popolo. Questo non bisogna mai dimenticarlo. Quindi se l’Ucraina resiste si può arrivare a una pace tra pari, una pace nella quale presumibilmente Kiev pagherà un prezzo al compromesso, ma potrà garantirsi la libertà e l’indipendenza conquistate con il sacrificio della guerra. Le armi sono lo strumento necessario per la sopravvivenza dell’Ucraina. E’ una scelta molto difficile ma inevitabile. Questo discorso Draghi lo ha fatto con grande chiarezza. La posizione dei 5Stelle è strumentale, ha uno scopo tattico di breve respiro ed è il frutto delle divisioni interne”.

Per quanto riguarda l’incontro negli U.S.A. tra Draghi e Biden, Mannino afferma che “Draghi è forte di una mozione parlamentare approvata a larghissima maggioranza, votata anche dal M5s. Ed è all’interno della linea decisa dal Parlamento che Draghi ha agito. Ora il presidente del Consiglio è atteso a Washington per l’incontro con Biden al quale ribadirà che la posizione dell’Italia è allineata alle decisioni dell’Europa e della Nato. Coerentemente, senza se senza ma. Quando sarà rientrato da Washington, come ha già preannunciato, potrà andare in Parlamento a riferire. In quella occasione, se deciderà di sfiduciare il presidente del Consiglio, il M5s avrà lo strumento per farlo nella sede opportuna. Con chiarezza e coerenza, assumendosi il carico della responsabilità di questa decisione”, conclude Mannino.