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Il CEFPAS, che ospita il primo hub vaccinale di Caltanissetta, partecipa a “Influ Day”, la giornata promossa dall’Assessorato regionale della Salute e dal Dipartimento regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe), che si svolgerà il 14 gennaio, per promuovere i valori della salute e della prevenzione vaccinale antinfluenzale tra la popolazione.

La campagna antinfluenzale di sensibilizzazione è realizzata in sinergia con le nove Aziende sanitarie provinciali e si pone l’obiettivo di incrementare le somministrazioni di vaccino contro il virus stagionale, in particolare per proteggersi dalle infezioni da pneumococco e da altre patologie virali. Grazie alla campagna di comunicazione “Influ Day”, la Sicilia punta a confermare il trend degli anni scorsi che ha visto un aumento delle persone vaccinate contro l’influenza, contribuendo a garantire una copertura soprattutto nei soggetti fragili, nella popolazione anziana e tra coloro i quali soffrono di gravi patologie.

“L’Influ Day in Sicilia rientra tra gli obiettivi di salute che il CEFPAS si pone nella sua strategia di supporto alle politiche sanitarie regionali – dice Roberto Sanfilippodirettore generale del CEFPAS -. La presenza dell’hub vaccinale per il Covid-19 ospitato al Centro è la conferma dell’impegno orientato a favorire i corretti stili di vita con ogni strumento di prevenzione. Vaccinarsi contro il virus stagionale significa ridurre ogni complicanza derivante dall’influenza sulle persone, salvaguarda la collettività e contribuisce ad alleggerire la pressione che in questo momento di emergenza, con grandi sforzi, stanno attraversando tutti gli operatori e le strutture del Servizio sanitario nella prevenzione e nelle cure dei pazienti affetti dal coronavirus”.

E’ stato attivato il fondo per il rimborso delle spese legali degli assolti nel processo penale. Con decreto del ministero della Giustizia, di concerto con il ministero dell’Economia, sono stati definiti criteri e modalità di erogazione dei rimborsi previsti dalla legge di bilancio per il 2021. Si tratta di una misura che introduce nel processo penale un principio di equità, prevedendo che a favore dell’imputato assolto, a decorrere dal 2021, con sentenza divenuta irrevocabile perché il fatto non sussiste, perché non ha commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato, sarà riconosciuta una somma di denaro per le spese legali che ha dovuto sostenere dovendo fronteggiare accuse rivelatesi infondate.

La piena intesa c’è: «Un Polo per la ricerca e l’innovazione con le università siciliane per poter utilizzare al meglio le risorse comunitarie e offrire nuove opportunità di lavoro ai neolaureati».
Ad annunciarlo è il presidente della Regione Nello Musumeci, che nel pomeriggio ha incontrato a Palazzo Orléans i rettori dei quattro Atenei dell’Isola: Palermo (Massimo Midiri), Catania (Francesco Priolo), Messina (Salvatore Cuzzocrea) ed Enna (Giovanni Puglisi), con i quali è stato sottoscritto un apposito protocollo d’intesa. All’incontro erano presenti anche gli assessori regionali all’Istruzione, Roberto Lagalla, alle Attività produttive, Mimmo Turano, e all’Energia, Daniela Baglieri.
 
«Un momento di confronto – evidenzia Musumeci – per definire un percorso comune, alla luce soprattutto della molteplicità di risorse che saranno disponibili a breve per l’Isola. Regione e Atenei, infatti, siamo chiamati ad affrontare insieme, nei prossimi mesi, sfide vecchie e nuove: dall’energia rinnovabile alla sismicità, dalla desertificazione al cambiamento climatico, dal digitale all’idrogeno, solo per fare alcuni esempi. Ecco perché con i quattro rettori firmiamo un Protocollo d’intesa per la creazione di un Tavolo partenariale da attivare fin da subito. Servirà ad una strategia comune per le procedure di candidatura nell’ambito delle risorse del Pnrr e per ogni altro settore di intervento in seno al nuovo ciclo di programmazione dei Fondi delle politiche di coesione».
 
Il “Coordinamento della ricerca in Sicilia”, così come verrà chiamato, intende promuovere «una forma di collaborazione stabile e organizzata fra i diversi attori della ricerca e innovazione operanti in Sicilia». Si punta insomma alla «costituzione di un coeso e armonico sistema regionale della ricerca e dell’innovazione, attraverso la creazione di alleanze e la definizione di rapporti di collaborazione e cooperazione interregionali, nazionali e internazionali a supporto delle progettualità delle università siciliane».
 Gli ambiti interessati dall’accordo riguardano, tra gli altri: la doppia transizione green & digital; la valorizzazione delle tecnologie chiave abilitanti (Kets); la collaborazione su progetti di produzione di idrogeno low-carbon, la diffusione dell’idrogeno pulito negli usi industriali; la promozione di iniziative e progetti di ricerca e sviluppo per accelerare la transizione verso forme di produzione a minore impatto energetico e ambientale; l’attivazione di interventi di ricerca di base e applicata nei settori propri delle aree di sviluppo strategico della Regione (agroalimentare, digitale, scienza della vita, beni culturali, energia, turismo, economia del mare, etc.).
Da tutti i rettori è stata condivisa la proposta del governo regionale di avviare l’iter per la costituzione di un’Agenzia regionale della ricerca. «In questi quattro anni la politica della Regione verso le Università è stata costante e molto attenta – ha sottolineato il presidente della Conferenza dei rettori delle Università siciliane, Giovanni Puglisi – Concordo con l’importanza di un’Agenzia regionale che parta dagli Atenei e raccolga tutti gli enti pubblici e privati che si occupano di ricerca. Il sistema universitario è pronto a fare la sua parte».
Fondamentale la necessità di fare sistema per utilizzare al meglio le risorse messe in campo dal Pnrr. «È un’occasione unica per ridurre il gap infrastrutturale che ancora esiste tra Nord e Sud» ha osservato Priolo. «Questo protocollo d’intesa è un atto di riconoscimento del ruolo svolto dalle Università siciliane nel campo dell’innovazione e della ricerca» ha aggiunto Cuzzocrea. Per Midiri «le risorse ci sono, bisogna saperle spendere bene. Noi dobbiamo investire per fare in modo che l’Università sia l’anticamera del lavoro per i nostri studenti».

A Marina di Palma di Montechiaro una bottiglia contenente liquido infiammabile è stata lanciata nottetempo contro l’abitazione di un uomo di 55 anni. La molotov è esplosa contro il prospetto della villetta e poi si è incendiata in giardino. Le fiamme non sono divampate estinguendosi. Il 55enne, in casa con la famiglia, ha telefonato alla Polizia. Indagini sono in corso da parte degli agenti giunti subito sul posto.

A carico dell’ex sindaco di San Biagio Platani, Santino Sabella, già condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Montagna”, è stata applicata la misura preventiva della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel Comune di residenza per la durata di 1 anno e 3 mesi. Sabella, che è stato anche interdetto dai pubblici uffici, risarcirà le persone offese che sono state riconosciute come parte civile. L’ex sindaco avrebbe stretto un patto di scambio di favori, in particolare appalti, con il presunto boss del paese, Giuseppe Nugara, che avrebbe poi favorito la sua elezione.

La Sicilia, e i suoi capoluoghi di provincia, al vertice della classifica nazionale per costo della tassa sui rifiuti a carico dei cittadini. Il report di CittadinanzAttiva.

In Italia la tassa sui rifiuti media a carico di una famiglia è di 312 euro all’anno. In Sicilia, dove la nettezza urbana è assurta a modello europeo di efficienza, la tassa sui rifiuti media pesa a carico di una famiglia 386 euro all’anno. A Catania, addirittura, schizza a 504 euro, primato nazionale. Così è secondo l’Osservatorio dei prezzi e delle tariffe di CittadinanzAttiva. La regione con la spesa media più bassa è il Veneto, 232 euro. La Campania è prima, maglia nera, con 416 euro, poi Liguria 407, e poi, terza in Italia, è la Sicilia, con 386 euro. In Lombardia invece pagano 246 euro. Marche e Molise 243 e 242 euro. In Friuli Venezia Giulia sborsano 238 euro all’anno. Ancora in Sicilia – dove soprattutto dalla Svizzera giungono in missione conoscitiva per apprendere come si garantisca un livello così elevato della qualità del servizio di nettezza urbana – dopo la prima in classifica, Catania, con 504 euro nel 2021 come nel 2020, la seconda, che si laurea vice campione regionale per costo della Tari, è Agrigento, con 428 euro all’anno nel 2021, e sono stati 425 nel 2020. Olè. Poi terza è Messina, 422 euro nel 2021 come nel 2020. Quarta è Siracusa, 418 euro nel 2021 e 442 euro nel 2020. Quinta è Trapani con 417 nel 2021 e 424 nel 2020. Sesta è Ragusa, 405 euro nel 2021 come nel 2020. Settima è Caltanissetta con 319 euro nel 2021 e 288 nel 2020. Ottava è Palermo, con 309 euro nel 2021 come nel 2020. Nona, ultima ma più virtuosa, Enna, con 254 euro pagati mediamente all’anno nel 2021, e sono stati 280 nel 2020. La città in Italia con la Tari meno costosa è Potenza, capoluogo della Basilicata: 131 euro nel 2021, ed è stata 121 euro nel 2020. L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia è relativa ad una famiglia tipo composta da 3 persone e con una casa di proprietà di 100 metri quadri. E in riferimento alla raccolta differenziata, la Sicilia sprofonda sotto la media nazionale: nel 2019 è stato raggiunto il 38,5% di rifiuti differenziati rispetto al 61,3% del resto d’Italia. E sul caso di Catania interviene il sindaco Pogliese, che replica: “Questo primato negativo purtroppo da diversi anni è una costante della nostra città. Sappiamo degli errori che hanno segnato il passato, la mala gestione di uno dei settori strategici, oltre ai gravi reati consumati da funzionari e dirigenti comunali compiacenti. Dopo tre anni di tentativi e gare d’appalto ripetutamente andate deserte, siamo riusciti a fare partire, lo scorso primo novembre, la nuova modalità di raccolta differenziata porta a porta già in oltre due terzi della città. Abbiamo invertito la rotta e gradualmente, con la collaborazione dei cittadini, allargheremo a tutta la città il servizio di raccolta porta a porta, indispensabile per raggiungere l’obiettivo di diminuire il conferimento dei rifiuti indifferenziati in discarica ancora troppo alto e tra le cause principali dell’alto valore della Tari. Solo negli ultimi venti giorni, la nostra polizia municipale ha elevato circa 500 multe a carico soprattutto di residenti di altri Comuni che utilizzano Catania come discarica”.

(Angelo Ruoppolo – Teleacras)

di Danila Bonsangue

A Delia in via Diaz, questa sera, 11 gennaio, intorno alle 20.20 è crollata una casa abbandonata. Via Diaz è una strada molto trafficata, fortunatamente nessun veicolo è stato coinvolto e non ci sono stati feriti. Intervenuti i carabinieri, la protezione civile e i vigili del fuoco. L’immobile era fatiscente ed era già stato segnalato dal comune. I proprietari risiedono fuori e tramite una ditta si sta procedendo a rimuovere i detriti. Probabilmente il crollo è stato causato dal maltempo di questi giorni.

Volutamente non ci siamo presentati alla conferenza stampa indetta dal sindaco di Agrigento assieme agli assessori Vullo e Vaccaro e al dirigente Di Giovanni.

Tema della conferenza? Gli amministratori di cui sopra, dopo le inutili e dannosissime polemiche di questi giorni, dovevano dimostrare alla città di non essere ladri, disonesti, delinquenti. Non ci pensiamo nemmeno!

Il tutto per l’acquisto di alcune auto, due bagni da posizionare nei punti strategici della città, alcuni computer.

Si era voluto distorcere sulla eventuale distorsione (scusate il gioco di parole) dei fondi destinati a ben altri settori, come a volere sottolineare che l’iniziativa “puniva” i meno abbienti, i disabili e i bisognosi a scapito di un uso personale (come ad esempio i Suv) per andare in vacanza o per farsi fotografare a bordo per le vie cittadine come faceva Alberto Sordi in un suo noto film.

Di cosa stiamo parlando ancora non l’ho capito nemmeno io; l’unica cosa certa è che si è alzato un polverone inutile che, di cotto o di crudo, frena inevitabilmente l’attività della amministrazione.

Una amministrazione che merita ad occhi chiusi la fiducia; e siamo anche consapevoli di trovarci di fronte a persone perbene, oneste e che tante ambizioni mostrano per cercare di recuperare quale che è mal ridotto in questa città.

Non spetta a noi dare le spiegazioni tecniche che tra l’altro sono state ampiamente fornite stamattina dagli addetti ai lavori.

Il nostro compito, semmai, è quello di invitare tutti alla calma, di appoggiare “le guerre civili” senza però lasciarle trasbordare nella inciviltà; e se c’è da fare opposizione, che ben venga, purchè sia solo ed esclusivamente costruttiva e solo per il bene della città.

Tutto il resto? Solo minchiate…

Ancora elevatissimo il numero di nuovi positivi in provincia di Agrigento: 1804, 9 ricoveri ma nessuna vittima. 135 i nuovi guariti che portano il totale a 19.578. QAuesti i dati rilasciati dal bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale.

In provincia sono 70 gli ospedalizzati. In degenza ordinaria/subintensiva sono 62, 40 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 22 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Un solo ricovero in una struttura lowcare fuori provincia. Sono 7 i pazienti in terapia intensiva ricoverati al presidio ospedaliero riberese.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1082 (+244); Alessandria della Rocca: 45 (+13); Aragona: 140 (+21); Bivona: 63 (+9); Burgio: 50 (+11); Calamonaci: 47 (+7); Caltabellotta: 55 (+13); Camastra 74 (+9); Cammarata: 149 (+31); Campobello di Licata: 219 (+39); Canicattì: 1019 (+106); Casteltermini: 125 (+24); Castrofilippo: 157 (-6); Cattolica Eraclea: 50 (+21); Cianciana: 63 (+31); Comitini: 30 (+11); Favara: 868 (+135); Grotte: 145 (+13); Joppolo Giancaxio: 38 (+8); Licata: 499 (+124); Lucca Sicula: 57 (+22); Menfi: 178 (+29); Montallegro: 59 (+9); Montevago: 14 (+1); Naro: 155 (+22); Palma di Montechiaro: 723 (+155); Porto Empedocle: 359 (+113); Racalmuto: 190 (+28); Raffadali: 190 (+47); Ravanusa: 136 (+17); Realmonte: 97 (+32); Ribera: 583 (+6); Sambuca di Sicilia: 106 (+4); San Biagio Platani: 29 (+2); San Giovanni Gemini: 152 (+31); Sant’Angelo Muxaro: 15 (+4); Santa Elisabetta: 40 (+1); Santa Margherita di Belice: 76 (-13); Santo Stefano di Quisquina: 76 (+43); Sciacca: 601 (+139); Siculiana: 156 (+54, uno è un migrante ospitato al “Villa Sikania”); Villafranca Sicula: 23 (+8).

Un solo migrante in quarantena sulle navi di accoglienza, mentre sono nove i soggetti ricoverati ma non residenti (che non sono inclusi nel totale)